Il nuovo Verstappen

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Siamo giunti all’ottavo appuntamento
della stagione 2019 della F1 da disputarsi sulla pista del
Paul
Ricard, Le Castellet
, in Francia. Un tracciato molto tecnico, famoso per
le sue via di fuga in asfalto, colorate con una vernice capace di rallentare le vetture in caso di escursioni.

I favoriti sono sempre loro: Mercedes
ed Hamilton
, con Bottas che proverà a riscattare il deludente weekend
canadese. Poi le due Ferrari e Max Verstappen che si giocheranno il
ruolo di seconda forza in campo sperando di essere vicini al team anglo-tedesco.

È proprio l’olandese della Red
Bull una delle sorprese più belle di quest’annata, non tanto per
la competitività, mai stata in discussione, ma per la costanza di rendimento che è riuscito a
trovare rispetto ad altri anni
, risultando un pilota ora più
riflessivo senza rinunciare all’aggressività che lo
contraddistingue. Grazie a questo mix di caratteristiche riesce essere al 4º posto nella classifica piloti, vicino a Sebastian Vettel.

DA PILOTA “FALLOSO” AD UNA MATURAZIONE SORPRENDENTE

La storia di Max Verstappen è molto
particolare: è l’unico pilota (e così rimarrà dopo le nuove
direttive FIA, nda) ad aver debuttato da minorenne. E per questo, fin da
subito, ha dovuto subire la pressione a causa del giudizio di chi non gli perdonava il minimo errore.
Lui di certo non si è mai fatto
intimorire. Già nella sua prima stagione ha impressionato:  positivamente, con dei sorpassi fantastici, ma anche negativamente. Come
a Montecarlo, quando, prima della frenata di Santa Devota, tamponò
violentemente Romain Grosjean dando parecchi “spunti” ai suoi
detrattori.

Con il passaggio in Red Bull alla 5º
gara del mondiale 2016 il copione non cambiò: vittoria immediata nel GP di Spagna, da gran fenomeno, ma subito dopo un weekend disastroso con
ben tre incidenti.
Il Verstappen acerbo era così: capace di
grandissime gare (come nel diluvio brasiliano del 2016) ma anche
troppo aggressivo e irrispettoso nei confronti degli altri piloti. Cose che creavano non poche polemiche, specie con l’ambiente ferrarista dato che è
rimasto coinvolto in parecchi episodi che interessavano le macchine di
Maranello. Queste “gesta” fecero sì che qualcuno storpiasse in sul cognome in “Versbatten”. Non un’etichetta di cui fregiarsi.

Il Max versione 1.0 poteva vincere delle gare ma ritengo non non fosse in grado di competere fino in fondo per un mondiale, al netto della competitività della monoposto, perché troppe volte buttava
via punti per cercare qualcosa di impossibile. E questo era un limite troppo grosso per un pilota del suo talento.

Il weekend che maggiormente lo aiutò a
capire che uno scatto di crescita mentale fosse necessario, fu quello di Monaco dello scorso anno: Red Bull in versione dominatrice con la battaglia circoscritta a
lui e Daniel Ricciardo.
Verstappen voleva imporsi sin dalle dalle FP3 e negli ultimi minuti ritornò in pista per tentare di
battere il tempo del compagno di squadra. Con il risultato che
picchiò la macchina alla 2º chicane delle Piscine buttando via
l’intero weekend dato che la sua Red Bull non potette essere riparata in tempo per le qualifiche. Fu
costretto, così, a saltare la sessione e partire in fondo al gruppo,
arrivando 9º in una gara che poteva tranquillamente vincere anche a causa dei problemi alla power unit di Daniel Ricciardo che, soffrendo, s’impose dinnanzi a Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. 

Da quel momento abbiamo osservato un Max Verstappen più riflessivo e maturo, che non rischia
più inutilmente ed è capace di portare a casa il miglior piazzamento
possibile da ogni weekend.
Questo inizio di stagione è l’emblema
della nuova versione del pilota olandese: mai domo tra i cordoli, ma sempre attento a non superare il limite. Non rischia il tutto per tutto alla prima
curva (anzi, spesso e volentieri alza anche il piede) e riesce a
massimizzare il risultato praticamente sempre. In questo abbrivio di stagione 2019 ha preso due podi e non è andato più giù del 5º posto. Vincendo alla grande, tra l’altro, il duello casalingo con Pierre Gasly. Ma anche dando filo da torcere alla due Ferrari.

L’unico errorino stagione l’ha fatto
nella pit lane di Monaco, in collaborazione con il box Red Bull, compiendo un unsafe release su Bottas. Manovra dalla quale è scaturita una penalità di 5 secondi che gli ha fatto perdere la 2ª posizione. Dopo aver comunque tentato di superare Hamilton. Perché si sa,  Verstappen ci
prova sempre.
Finalmente Max ha fatto quel
salto di qualità che gli si chiedeva
: ora è un pilota completo,
capace di farci emozionare riducendo al minimo quei errori che più
volte gli hanno tarpato.
Ora che ha imparato ad autogestirsi è
veramente pronto per lottare fino all’ultimo per il titolo. 
Chi vorrà puntare al mondiale dovrà fare i conti con “Mad Max”. Il team che lo
prenderà farà un grande affare. A meno che non sia proprio la Red Bull a fornirgli una monoposto in grado di competere per il massimo risultato. 

Autore: Mattia Maestri – @mattiamaestri46
Foto: Max Verstappen 

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