GP del Canada: quando lo sport passa in secondo piano perdono tutti


Il racconto del GP del Canada passa attraverso uno spartiacque chiaro: il giro numero 48. C’è stata una gara prima, con la sua cronaca solo sportiva, ce n’è stata un’altra dopo in cui, ancora una volta, si deve parlare di regolamento e sua interpretazione mai uniforme, con tensioni che vanno a sovrapporsi e poi a scavalcare lo spettacolo in pista.

Andiamo con ordine:

Giro 1-47

Tensione in casa Mercedes per Hamilton prima dello start, alla sua monoposto viene smontato l’anteriore per noie all’impianto dei freni e problemi idraulici al terzo elemento percepiti dall’inglese nei giri di formazione; tutto risolto e Lewis inizia la gara regolarmente. Al via Vettel parte molto bene e fila via liscio, qualche difficoltà in più per Hamilton che alla prima curva viene affiancato all’esterno da Leclerc, ma riesce comunque a mantenere la posizione senza affanni, nonostante il monegasco avesse avuto uno stacco migliore dalla piazzola di partenza. Dietro, tutto il gruppo sfila regolarmente, con un solo intoppo: Albon viene preso in mezzo da Giovinazzi e Perez ed è costretto subito ai box. I pit stop iniziano decisamente presto, con Sainz che addirittura si ferma al quarto giro per montare le gomme bianche, Gasly lo farà all’ottavo, Ricciardo al nono.

Davanti le Ferrari iniziano bene, Sebastian e Charles segnano il giro veloce in alternanza, con il tedesco che si porta a +2.2 su Hamilton. Alla nona tornata, Norris ha evidenti problemi alla sospensione destra fuori asse che provoca un mini incendio: si pensa ad una toccata del giovane alfiere McLaren al muro dei campioni, ma il replay smentisce questa ipotesi. Probabile cedimento strutturale per lui. Anche i doppiaggi si fanno attendere pochissimo, con il primo effettuato da Vettel già al dodicesimo giro. Poco dopo Giovinazzi tocca il muro dei campioni ma senza conseguenze , mentre Kvyat compie un bel sorpasso su Magnussen. Intorno al diciannovesimo giro Hamilton inizia a spingere molto, è evidente il suo andare al limite, fra cordoli su cui sale con aggressività e numerosi bloccaggi.Dopo 3 tornate Leclerc gli risponde avvicinandolo notevolmente, tanto che ci si domanda se non stia per effettuare un undercut, ma dalla radio di entrambi i ferraristi giunge un messaggio univoco: “Plan B”.


Nel frattempo, Bottas, autore di una gara tristemente anonima, si lamenta dello stato dei propri pneumatici mentre il cambio di Hulkenberg accusa problemi sulle marce alte: dal camera car giungono evidenti rumori di “strappo” alle cambiate. Al giro numero 27 Vettel rientra ai box per il pit stop; in contemporanea Hamilton, che aveva già segnalato come “finite” le sue gomme, spinge al massimo: dai dati aggiornati settore per settore, è evidente effettuando la propria sosta al termine del giro, all’ uscita box si giocherebbe la testa della corsa sul filo dei millesimi con Vettel. In Mercedes perào decidono di lasciarlo fuori ancora per una tornata: il ferrarista guadagna nettamente e, al giro 29, mentre il suo rivale cambia gli pneumatici, fa segnare il giro veloce, riprendendosi nettamente la prima posizione quando l’inglese lascia la pit lane.

Per Bottas qualche difficoltà nell’inserimento della posteriore sinistra al box. Giovinazzi commette un brutto errore con un testacoda fra curva 1 e 2 che lo spedisce sull’erba facendogli perdere tempo e posizioni; poco dopo, sempre in ingresso di curva 1, Perez strappa applausi per un bel sorpasso su Grosjean che gli vale la tredicesima piazza. Leclerc si ferma  ai box al giro numero 33, per lui una sosta ritardata di almeno 5 tornate nella (vana) speranza, come dichiarato da lui stesso, di una Safety Car. Charles esce quarto dietro a Verstappen che passerà agilmente 3 giri dopo, complici anche le hard dell’olandese montate da inizio gara. Poco dopo va in scena un bel duello fra Ricciardo e Bottas in cui l’australiano resiste ripetutamente agli attacchi del finlandese in modo spettacolare con staccate tirate al limite nel suo stile: Valtteri faticherà non poco ad averne la meglio. Al quarantesimo giro Hamilton è molto vicino a Vettel, ma blocca al tornantino, il tedesco risponde con un altro giro veloce, ma poco dopo Lewis ritorna attaccato alla Ferrari numero 5.

Giro 48

Vettel e Hamilton sono molto vicini e guidano tiratissimi: in curva 4 Sebastian commette un errore e finisce largo nell’erba, evidente il suo sovrasterzo; rientra fulmineamente in pista con la macchina instabile e scodante riuscendo a tenerla ma portandosi verso il muro. Hamilton si trova così all’esterno dovendo alzare il piede per evitare il contatto. Da qui in poi lo sport passa nettamente in secondo piano; prima ci si interroga sulla possibilità di un’investigazione per Vettel che si trasforma, 10 giri dopo, in penalità di 5 secondi da aggiungere al tempo del tedesco a fine corsa. Le ultime tornate scorrono senza quasi vederle davvero: testa e parole di tutti sono prese dall’opportunità della decisione presa dai commissari. Il resto lo avete, lo abbiamo, visto: un pilota che si sente defraudato, la Ferrari non portata sotto al podio, la voglia di non salirci e lo scambio dei cartelli d’arrivo come muto atto di protesta che tutto dice.


I miei personali pensieri: certo, a monte, se Vettel non avesse commesso l’unico errore in un week-end in cui era stato lui stesso a fare la differenza in positivo, non ci sarebbe stato un episodio controverso; è però altrettanto vero che la sbavatura decisiva è arrivata in un momento in cui Hamilton era nettamente più veloce e Sebastian stava guidando sopra i limiti della vettura, tenendo dietro una Mercedes in realtà superiore. L’errore c’è stato, ma pagato con un prezzo non appropriato perché si è di nuovo abbattuta sulla F1 ciò che rischia di minarne la credibilità: un’interpretazione del regolamento mai uguale a se stessa.

Troppo spesso in questi anni si è dovuto discutere sull’applicazione, ogni volta diversa, di regole fumose e poco appropriate allo spirito delle corse, spesso lontane dalla realtà del pilota. L’uniformità di giudizio è un’urgenza che il mondo della F1 deve affrontare come priorità assoluta. Non importa per chi si parteggia: ieri è stata una sconfitta per ogni appassionato di Motorsport perché la pista è stata scavalcata da una decisione risultata decisiva, quando per episodi identici nella sostanza in passato non era stata applicata alcuna sanzione. (Vedasi in particolare Monaco 2016 Ricciardo-Hamilton, con l’australiano spinto verso il muro). Serve un collegio di commissari fisso per tutto il mondiale (e non da ieri!) in modo tale che termini questa velenosa discrepanza di giudizio: ci è stato sottratto un duello che in pista sarebbe stato spettacolare, assegnando una vittoria a tavolino risultata amara anche per il vincitore che avrebbe voluto e dovuto imporsi on lungo i 70 giri, non certo perché una volta non si sanziona e l’altra sì.

Il desiderio è uno solo: non rovinateci lo sport che amiamo...

Autore: Elisa Rubertelli @Nerys__


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5 commenti

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10 giugno 2019 11:21 delete

Se non sono cieco, Vettel aveva perso il controllo due volte; prima della curva e al rientro in pista. Magari non controsterzava e sbatteva al muro se stesso e il "raccomandato di lusso"? Forse qualcuno dimentica alcune azioni di Hamilton contro Ricciardo a Monaco...
Resta un punto: io c'ero, questa era Formula Uno, erano piloti e non mezze s***, le regole erano diverse e lo spettacolo era tale... Quanto ci mancano queste ruotate...

https://www.youtube.com/watch?v=QtZ0wv1I8yc

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10 giugno 2019 13:20 delete

Mah........... Da 50 anni guardo la F1 e mai dico mai ho assistito a quello che sto vedendo in questi ultimi anni e mi chiedo:
Ferrari ma davvero hai un vantaggio nel restare in questo circo????? Perchè questo è davvero diventato un circo. Non avresti più vantaggio
investire in uno sport automobilistico dove le regole sono semplici e sopratutto chiare e uguali per tutti e dico tutti.......................
Sempre forza FERRARI

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10 giugno 2019 19:45 delete

Eso me pregunto yo. Por qué no desistir de una categoría que ya no es lo que fue. Esto es pura politiquería barata. No F1

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10 giugno 2019 23:36 delete

Fernando sono pienamente d'accordo con te, e ti ringrazio per il link del video di digione 79, incredible, anche se lo si conosce a memoria impossibile non guardarlo tutto fino alla fine, non una ma almeno 3-4 volte di fila... e osservando lo spettaccolo che danno con quelle auto di 40 anni fa inizio a fare un confronto con quelle attuali che dal punto di vista dello spettaccolo perdono 100 a 0. Subito quando li vedi in rettilineo incollati l'uno all'altro balza all'occhio la dimensione esigua degli alettoni, sopratutto quello davanti e quest'anno cosa è stato pensato per aumentare lo spettaccolo? ovvio allargare e ingrandire gli alettoni.
Poi vedi gli attacchi e le difese che si fanno in staccata, gilles fa un bloccaggio che come minimo dovrebbe avere uno spiatellamento galattico con vibrazioni da far disintegrare l'auto come è successo a vettel in bahrain, invece nulla, sia la ferrari che la renault continuano imperterrite bloccando le gomme, passando sullo sporco e sul prato, ma non fanno una piega, ma che gomme sono? Possibile che ora 40 dopo con tutto lo sviluppo e ammodernamento abbiamo delle schifezze come le attuali pirelli, pensate proprio per lo spettaccolo???? si uno spettaccolo di m.....

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11 giugno 2019 01:58 delete

Pero, perfecto, no lo había visto así. Estás Pirelli son una basura. Excelente reflexión

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