Gp del Canada. Duello Bottas – Ricciardo: uno zig zag tra le regole

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Il
duello più spettacolare del GP del Canada, è stato quello,
consumatosi fra il 35esimo e 39esimo giro, che ha avuto come
protagonisti Ricciardo e Bottas: in quel momento i due erano in lotta
per la quinta posizione. Il finlandese è riuscito a passare Daniel
solo al terzo tentativo di un confronto in cui l’alfiere Renault si
è più volte difeso strenuamente.



Ma
la condotta di Ricciardo rientra nei termini del regolamento?
La
norma in questione stabilisce che al pilota che subisce un attacco è
permesso cambiare traiettoria una sola volta per mantenere la
posizione. Andiamo ad analizzare nel dettaglio i tre confronti fra la
Renault numero 3 e la Mercedes numero 77; la porzione di pista che li
ha visti battagliare è quella appena dopo il tornantino, il
rettilineo che poi introduce all’ultima chicane prima del
traguardo. Analizziamo le linee tenute da Ricciardo dall’inizio
della zona DRS: :
  • giro
    35: si sposta a sinistra, si mette in centro, si porta a destra; con
    Bottas costretto a frenare almeno due volte;
  • giro
    37: si sposta al centro, torna interno, si porta a sinistra, poi
    ancora al centro e infine a destra;
  • giro
    39: centro pista, un attimo a destra e a poi sinistra.
E’
evidente che, sebbene spettacolare e notevole, la difesa
dell’australiano non rispetta la regola
: è uno uno zig zag in
pieno rettilineo, in cui Bottas aveva il DRS aperto e la velocità è
oltre i 300 km/h, dove un minimo contatto sarebbe stato molto
rischioso nelle conseguenze, viste le velocità espresse e,
oltretutto, si tratta di manovre intenzionali. Per coerenza
applicativa avrebbero dovuto essere inflitti 5 secondi di penalità,
non averlo fatto è un’oggettiva discrepanza rispetto a ciò che è
stato deciso 9 tornate più tardi fra Vettel ed Hamilton
.


In
merito alla sanzione data a Vettel, indiscrezioni sulla scelta dei
commissari, hanno indicato come discriminante decisiva nella
decisione per il sì, il fatto che, nella dinamica del suo rientro in
pista, abbia costretto Hamilton non solo a rallentare, ma a frenare…
anche Bottas ha dovuto farlo, si vede chiaramente dalla grafica che
riporta la velocità della Mercedes durante il duello con Ricciardo.
Chi
scrive non ha alcun dubbio sulla buona fede di Pirro e dei suoi
colleghi, ne rispetta l’operato e ne condivide i principi che
vedono integrità sportiva e sicurezza come fari assoluti; crede
soltanto che per garantirle entrambe servirebbe sempre lo stesso
metro di giudizio, costante in ogni episodio di un GP, così come di
un campionato. Le regole attuali spesso si scontrano con lo spirito
di base delle corse, limitando la naturale aggressività dei piloti

che si trovano a tener conto di aspetti che vanno oltre la pista, per
giunta in momenti in cui tutto si decide in frazioni di secondo: è
quindi indispensabile la continuità nelle decisioni, perché essa
stessa è strumento principe delle suddette integrità sportiva
(tutto uguale per tutti, sempre) e sicurezza (i piloti evitano dati
comportamenti, se hanno la “certezza della pena”).



La
costanza nell’applicazione deve essere quindi garantita
e in tale
ottica la sanzione a Vettel ha di certo creato un precedente di
grande peso (visto che è andata a decidere l’esito della gara e ha
creato una discussione globale), ciò potrebbe aiutare una linearità
di comportamento da parte dei commissari in future situazioni
analoghe, visto che sarà impossibile non tenerne conto.



Viste,
però, le parole di Bottas a fine corsa: “Con Ricciardo è stata
una lotta entro i limiti del regolamento
“, ci si rende conto quanto
le regole valide in questo momento in F1 rendano difficile
un’uniformità di giudizio; si può quindi concludere che anche
questo caso, solo apparentemente marginale, della cronaca del GP di
Montrèal confermi come la questione normativa sia un’emergenza per
il Circus, da affrontare finalmente di petto, con fermezza , con
l’unico obiettivo di coniugare spirito del motorsport a sicurezza,
senza paura di cambiamenti sostanziali, magari con un collegio di
commissari permanente e regole chiare in cui lo spazio per
l’interpretazione sia esclusivamente limitato ad un buonsenso che
medi con la realtà pratica che i piloti si trovano ad affrontare in
pista.

 
 
 
Autore:  Elisa Rubertelli – @Nerys_
 
Foto:
Formula 1 – @F1

1 commento

  1. Le parole di Bottas sono state suggerite dall'ufficio stampa Mercedes, era necessario rafforzare la posizione dei commissari per rafforzare la tesi della penalità giusta nei confronti di Vettel.
    Che tristezza.

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