GP CANADA – ANALISI FERRARI: guai a considerare la SF90 “rinata” ma a Maranello c’è grande positività

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Sono ben 123 i punti di distacco della Ferrari rispetto alla Mercedes nel campionato Costruttori dopo le prime sette gare della stagione 2019. Per farla breve: il vantaggio dei tedeschi è di quasi tre gare, ossia con tre doppiette “rosse” in Francia, Austria e Silverstone, e tre 0 per Mercedes, il Team italiano andrebbe avanti nel costruttori ma solamente di 6 punti. Situazione simile nel campionato piloti. Sebastian Vettel paga 62 punti nei confronti di Lewis Hamilton. Questo significa che il cinque volte campione del mondo può permettersi due 0, con due vittorie di Vettel. E avrebbe ancora 12 punti di vantaggio.
Non sorprende quindi che Mattia Binotto, Team Principal sempre molto preciso e attento nelle sue analisi e dichiarazioni, e i due piloti (soprattutto Sebastian Vettel) parlino già con in mente il prossimo mondiale. L’obiettivo dichiarato del il Team italiano è quello di comprendere al meglio e risolvere in pista i problemi del progetto 2019 per arrivare nella prossima stagione con un progetto all’altezza.
Il weekend appena conclusosi, il settimo di una stagione ancora parecchio lunga, era molto atteso soprattutto dai tifosi Ferrari visto che la pista poteva e doveva adattarsi al concetto aerodinamico Low Drag attuale della SF90. Ma altrettanto non si poteva dire, almeno qualche giorno prima dell’inizio del weekend, per quanto riguarda la gestione degli pneumatici. O meglio, era sicuramente interessante vedere se i “minor update” a livello meccanico portati in pista a Monaco, insieme ad assetti più ottimizzati grazie alle moli di dati ricavati nei vari GP fin qui corsi, avrebbero permesso alla SF90 di non aver problemi di riscaldamento degli pneumatici, soprattutto anteriori. Il Canada infatti si basa sulla trazione e sulla frenata (a macchina dritta e con frenate decise, dove la SF90 è meno carente), quindi portare il calore sui pneumatici anteriori è parte della sfida. L’asfalto poco abrasivo, al contrario di quello di Shakir, non aiutava sicuramente sotto questo punto di vista.
La Ferrari si presentava comunque in Canada con maggiori aspettative rispetto alle ultime due gare. Binotto: “Penso che saremo in una forma migliore rispetto a Barcellona, ​​ma credo che [loro, Mercedes] abbiano la macchina migliore e l’auto più forte al momento. Mercedes sarà ancora la favorita, ma forse il divario sarà meno ampio. Se ci sarà qualche opportunità, saremo pronti a coglierla”. E’ effettivamente andata cosi. Una Ferrari più vicina alla Mercedes, leggermente avanti, ma di poco, in qualifica, leggermente indietro, forse non di così poco, in gara. Ma un gran giro di qualifica e una grandissima gara di Vettel fino al, secondo me, piccolo errore che ha causato ciò che praticamente tutta l’Italia e tutto il Mondo sanno, stavano permettendo alla Ferrari di quella che idealmente sarebbe potuta essere la seconda vittoria. Senza la sfortuna del Bahrain e senza la sfortuna (si, lo reputo anche un episodio “sfortunato” per Vettel, al di la dell’errore) del Canada staremmo parlando di 5 vittorie a 2 e di classifiche mondiali diverse. Quella “fortuna” che ha aiutato Mercedes a Monaco poiché i problemi sugli pneumatici sono arrivati in un circuito dove è praticamente impossibile superare. In qualsiasi altro circuito quei problemi sarebbero stati pagati con una non vittoria. Ma tant’è: i numeri sono quelli sopra esposti e quelli bisogna raccontare.
La SF90 si è presentata in Canada senza novità, le tanto attese novità che permettano di risolvere i problemi di inizio stagione. Gran parte degli sviluppi pensati nella parte finale dell’inverno sono stati bloccati per l’emergere dei problemi più volte analizzati su queste pagine. Si è cosi dovuto sbloccare un extra budget per poter iniziare un nuovo piano di sviluppi, attualmente in atto e i cui effetti inizieranno a vedersi nelle prossime settimane. Cosi facendo si sono persi mesi di lavoro e di sviluppo che si sono mostrati in tutta la loro realtà nell’immobilismo di questi primi sette weekend stagionali.
Da una SF90 “canadese” con novità solamente nel setup per un miglior riscaldamento delle anteriori non ci si potevano aspettare sicuramente dei miglioramenti significativi nei suoi lati negativi. E cosi è stato. La maggior competitività della rossa rispetto a Mercedes e Red Bull è da ricercarsi in due fattori: le caratteristiche della pista, che premiano le macchine con poca resistenza all’avanzamento (a parità o a Power Unit similari), e le elevate temperature dell’asfalto. Entrambi i fattori hanno permesso alla SF90 di Vettel di guadagnare ben sei decimi nei lunghi allunghi del circuito Gilles Villeneuve, perdendone solo quattro nelle poche curve rispetto alla W10 di Hamilton. Tutto abbastanza similare al Bahrain. C’è comunque da sottolineare il grande lavoro di squadra effettuato per migliorare il riscaldamento degli pneumatici anteriori. Si è arrivati ad un buon compromesso, con problemi di temperatura in qualifica solamente nelle prime due curve.
Comunque, guardando la tabella in alto, anche in Canada è presente la costante di inizio anno: Mercedes più veloce in curva, Ferrari sul dritto. Solamente i due fattori sopra scritti hanno permesso alla SF90 di essere più competitiva nei confronti della W10. Per questo bisogna andarci con i piedi di piombo e con santa attenzione quando si parla di una SF90 rinata. I problemi di inizio anno erano presenti anche a Montreal. Ma il clima a Maranello è molto sereno e positivo, al contrario della scorsa stagione. Positività è proprio il termine migliore. Una positività che deriva dalla comprensione dei problemi, ora in uno stato piuttosto avanzato, e dalle soluzioni che darebbero delle “speranze”. Proprio riguardo a ciò, ecco le parole di Vettel: “Abbiamo capito di che cosa ha bisogno la macchina. Ci sono alcune idee che sembrano molto promettenti. Alcune potranno farci fare un passo avanti nel breve termine, alcune nel lungo termine. Sono ottimista al momento”.
Un capitolo a parte poi lo merita la Power Unit Ferrari, di cui avevo parlato nei due approfondimenti stagionali per poi concentrarmi invece sulle parte aerodinamica della vettura italiana. Una unità motrice che in termini di potenza assoluta non ha niente da invidiare alla sorella tedesca ma che paga ancora in termini di efficienza. Se in qualifica il Team italiano può contare su una Power Unit leggermente superiore a quella Mercedes, in gara i maggiori consumi non permettono al Team di utilizzare le mappature più spinte per molti giri, un salto in avanti effettuato invece da Mercedes con l’introduzione della sua PU Phase 2 proprio in Canada. Una Mercedes che ha terminato la gara con oltre 3 kg di benzina ancora nel serbatoio. Nel Team italiano stanno lavorando molto sull’ottimizzazione delle mappature per limitare il problema. Dal Canada maggiormente anche direttamente in pista.

Autore: PJ – @SmilexTech
Foto: F1GrandPrix

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