Ferrari: cosa ci aspetta tra ipotesi, sogni e realtà…

0
Un amico mi diceva dopo ogni annata storta, quindi piuttosto
spesso: sai perché i cambiamenti in Ferrari
cominciano ma non sai mai quando finiscono? Perché è un ambiente dove regna la
politica delle correnti. Dopo Enzo
Ferrari
è stato molto complicato trovare una direzione comune all’interno
del team, e intendo proprio tutto il team.
Ventisei anni fa, esattamente il 1 luglio, approdava a Maranello un nome che sulla carta non era molto gettonato. Stiamo
parlando di Jean Todt, che ha saputo
dimostrare senzq faer troppe parole di essere l’uomo forte e autoritario che
serviva alla storica scuderia italiana per tornare a vincere. Dopotutto non si
arrivano a fare 3 mandati di presidenza FIA
se non si hanno doti straordinarie.
 
Ma questo è il passato. Oggi facciamo l’eco come una cantilena
alla seguente frase, “la struttura orizzontale
voluta dal
compianto presidente della Rossa”.
Essendo Marchionne il perno di tutto ciò che accadeva in Ferrari fino a un anno fa, la struttura
orizzontale era pensata per la sua presenza autorevole ed autoriataria al
comando, mai messa in discussione da nessuno. Il programma era molto chiaro: affidare
a Binotto le faccende regolamentari
e sportive della GeS. Ciò che
naturalmente nessuno poteva programmare ahimè, è stata la scomparsa prematura
del capo indiscusso e l’enorme senso di vuoto verificatosi dopo la scomparsa
del presidente.
Oggi risulta molto facile criticare gli scarsi risultati
ottenuti, e forse in una situazione normale (vedi il 2016), sarebbe corretto
farlo, anche aspramente. Ma oggi a mio modesto parere non dobbiamo fare a meno
di analizzare la questione Ferrari
tenendo presente che l’ultima annata anno di normale ha avuto ben poco. La realtà
è dura, ma bisogna essere capaci di accettare che si tratti di una ripartenza. Una
sfida gigantesca per chi ha letteralmente ereditato sulle sue spalle il peso di
tutto. Quello che funziona e quello che va aggiustato. Se ci pensiamo su tuttavia
stupisce la gestione impermeabile alle critiche, alla scarsa competitività
della vettura, ai molteplici errori commessi ed in certi casi persino alla comunicazione,
mantenendo in realtà una fermezza ed una lucidità invidiabili. Per me è già una
base essenziale.
 
Binotto ha la
forza per unificare le correnti del team o meglio dirigerle dove vuole?
 
Nelle prossime settimane cominceremo a trarre qualche
piccola ma definitiva conclusione sulla stagione in corso. Arrivano piste in
cui sarebbe lecito aspettarsi una reazione decisa, o nella peggiore delle
ipotesi una perdita totale di feeling piloti-vettura-campionato. Sul fronte
tecnico si sta lavorando duramente con ogni mezzo per far adattare al meglio la
SF90 agli pneumatici, un po’ come
cominciò a fare Mercedes per la W08 proprio dopo Monaco due anni fa.
Come dicevo dopo Baku
il mercato piloti è cominciato a muoversi. Come sempre può succedere di tutto, ma
francamente non credo all’ipotesi, peraltro davvero triste, del ritiro di Vettel a fine anno. Piuttosto penso al fatto che una
volta scemato l’interesse per il mondiale, possiamo star certi che
automaticamente l’interesse verso eventuali spostamenti sarà al centro dell’attenzione,
lasciando spazio ai sogni…
 
Autore: Giuliano Duchessa – @GiulyDuchessa
Foto: Ferrari

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui