I tre fatti nascosti dalla (necessaria) penalità di Vettel

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Il GP del Canada ha prodotto molti
argomenti che sarebbero stati degni di essere analizzati, discussi,
raccontati. Ma l’ondata mediatica e il senso di indignazione scaturenti dalla
penalità comminata a Sebastian Vettel mi impongono di ritornare sul
“fattaccio”, ossia sulla manovra operata dal tedesco al 48° giro
e dalla quale sgorga l’inarrestabile fiume di parole che sta inondando il web. E non solo. 
La gran parte delle valutazioni sono state
fatte in una salsa nazional-popolare comprensibilissima. Meno, però,
se si pretende di raccontare il caso di specie – e in generale il motorsport – in maniera più ampia. O,
almeno, se si vuol guardare l’accaduto da un’altra prospettiva. 

Ed è
proprio ciò che ritengo debba farsi. Oltre a riportare la
discussione su quello che veramente conta: la pista e i verdetti che
essa ha emesso.
Dopo che la corrente di risacca emotiva si è
affievolita, la ragione deve iniziare a venire a galla altrimenti si resta
nell’ambito dello scontro e delle accuse urlate. Anche chi scrive ha
le sue simpatie. Ma se si pretende di divulgare un’idea da colonne
che hanno sempre significato qualità e pinguedine di contenuti,
bisogna far emergere l’onestà intellettuale esprimendo concetti in
maniera chiara, serena e nel rispetto di chi, naturalmente e
legittimamente, potrebbe considerare questo scritto di parte.
 
Le tante considerazioni fatte da
esperti e non, da addetti ai lavori e semplici tifosi, tutte
legittime, hanno però omesso altre ed interessanti tematiche meritevoli d’esser affrontate. Ma di questo si parlerà più avanti. Non prima,
insomma, di aver toccato l’argomento scottate. Non prima di provare a spiegare, senza
pretesa di convincere il lettore, che anche una versione diversa è
possibile e contemplabile
.
 
 
 
UNA PENALITA’ GIUSTA
 
 
 
 
Partiamo dall’analisi del casus belli.
La sanzione comminata a Sebastian Vettel è giusta. Così, in maniera
diretta e senza troppi fronzoli. E si tratta della pena minima tra il ventaglio di quelle possibili. 
La regola è stata applicata alla
lettera
. Il tedesco rientra in pista affrancandosi dal rispetto di una condotta di guida in sicurezza. Trattansi di uno scolastico “unsafe release”

Su questo ci sarebbe poco da
discutere. Eppure è successo. Come mai? E’ stata oggetto di dibattito l’applicazione delle sanzioni in casi precedenti. Qualcuno, a giusta ragione, qualcun altro, in maniera forza o strumentale, ha preso a spulciare ogni episodio prossimo a quello verificatosi domenica. E si è evidenziato, in maniera più o meno probante, che la linea giudicante, negli anni, è stata ondivaga e poco coerente. 



E su questo non bisogna eccepire nè transigere. Ma se in passato si
è sbagliato, riduco il discorso ad un concetto elementare, non è
detto che si debba e si possa sorvolare su ogni episodio che andrebbe
invece attenzionato. Come correttamente è accaduto domenica.
Ancora più grave è ciò cui stiamo assistendo, ossia l’adire ad un dietrologia da bar sport secondo cui Maranello sarebbe
vittima di un piano ordito da chissà quale forza oscura. Chi ama
questa disciplina non può piegarsi ad una logica del genere; chi si
emoziona per le gesta di questi fenomeni ha il dovere di silenziare
complottismi talvolta alimentati da certa stampa. Voci che
stanno logorando lentamente la credibilità di una narrazione che da
epica (perchè questi ragazzi sono dei veri e propri cavalieri del
rischio) si sta goffamente tramutando in una trama da spy story degna di
una sottoproduzione cinematografica a basso costo.
 
 
 
TERZIETA’ DEL GIUDICE
Emanuele Pirro
 
Quello dell’arbitro è un mestiere
difficile
. E lo è soprattutto oggi quando l’esposizione mediatica è
totale. Un contesto in cui impera l’idea secondo cui ogni individuo si può sostituire a chi ha strumenti, competenze e nozioni per poter
applicare o meno una penalità. Perchè se partiamo dall’assunto che
un decisore sia prezzolato o venduto è meglio fare armi e bagagli e
spendere il nostro tempi in maniera diversa.


Dal nostro punto d’osservazione vediamo
una realtà limitata
, sovente condizionata dal commento di chi quelle
immagini le manda in onda. Una sovrastruttura mentale, dunque, che va
a distorcere le nostre libere facoltà di analizzare le cose che
spesso sono già ottenebrate dal tifo, dalle simpatie. E perchè no,
anche dalle antipatie che ogni essere umano senziente esprime nel
quotidiano. Figuriamoci nello sport che, in quanto passione, accende
gli animi e moltiplica le emozioni.


Oltre ai replay mandati in onda in un
loop con un parere (non richiesto per quanto mi riguarda) che forza
la capacità di discernimento del singolo appassionato che guarda una gara,
i giudici posseggono altri strumenti. Innanzitutto quelli
regolamentari
. Perchè la conoscenza delle carte non può mai essere
messa in discussione. Da chicchessia. 
Ancora, chi deve decidere le
sorti di un GP ha una dotazione tecnologica che non arriva nelle
nostre case: le telemetrie in real time, i team
radio
liberi e non filtrati da una regia spesso morbosa che monta
certi passaggi per creare hype.
Emanuele
Pirro, Gerd Ennser, eMathieu Remmerie
, ossia i

c
ommissari del Gp del Canada, hanno valutato elementi e
aspetti che solo loro avevano tra le mani
. E questa dovrebbe essere
un’evidenza che invece sfugge ai più.
Mathieu Remmerie






Il commissario, dunque, è tenuto a
considerare una serie di fattori e deve farlo anche con tempistiche
stringenti. Sulla correttezza delle norme possiamo discutere da qua
alla fine dei nostri giorni
, ma finché queste parlano in un
determinato modo non possiamo affrancarcene: dura lex sed lex
Anche
se un coro polifonico di voci di ex piloti sostiene il contrario
.
Sì,
perchè i contestatori oltranzisti delle decisioni di Pirro e soci
portano a supporto delle loro tesi le parole dei vari Marc Genè
(anche se la sua posizione contrattuale imporrebbe un più consono e
diplomatico silenzio), Damon Hill, Mario Andretti, Nigel Mansell e
via citando. Il pilota ha un imprinting da corsa ed è normale che
esprima questa posizione. Lo stesso Hamilton, sottolineando l’errore
appurato ed acclarato di Vettel, ha detto che avrebbe fatto la stessa
manovra. Che avrebbe prodotto lo stesso e identico risultato.


Avete mai visto un calciatore accettare
di buon grado la decisione di un arbitro? Personalmente è
un’immagine che ho constatato molto raramente. Per questo esiste il
giudice che deve essere terzo, libero, imparziale. Altrimenti si apre
alla relativizzazione di ogni cosa e all’interpretazione strumentale
e utilitaristica dei fatti
.

Gerd Ennser

Una giuria fatta da esimi ex campioni,
con ogni probabilità, avrebbe preso un’altra decisione che non sarebbe stata conforme alle imposizioni del testo normativo di riferimento. Che ha un nome e un cognome: regolamento sportivo.

 
Perchè un ex pilota non possiede i necessari strumenti conoscitivi: puoi chiamarti anche Mansell, ma non essere edotto delle pieghe
dei regolamenti e, soprattutto, delle
leggi scritte è una discriminante schiacciante. Per tale motivo lo stesso Emanuele Pirro, in queste ore vituperato e oggetto di un vergognoso “shitstorm” (abominevoli derive da social network) deve condividere i suoi parerei con quelli di tre esperti della materia che non vengono dall’esperienza pistaiola. Una squadra di giudici eterogenea e costruita per funzionare al meglio lavora con gli strumenti normativi di cui dispone e che non sono arbitrari: dura lex sed lex, ancora una volta. Se il reo non è giudice di se
stesso in un qualsiasi ordinamento una ragione ci sarà. E questa
evidenza, mutatis mutandis, va applicata alo mondo dello sport.
 
Elemento basilare del giusto processo
sono, pertanto, la terzietà e l’imparzialità del giudice che tutelano
l’equilibrio, l’indipendenza e il distacco del giudicante rispetto
all’oggetto della controversia. Non serve un cattedratico del diritto
per cogliere questa elementare realtà.
Lo steward, or dunque, deve essere un
professionista libero e non deve lasciarsi influenzare come potrebbe
fare un normale tifoso piuttosto che un narratore del motorsport. 
Chiudo, così, la lunga e necessaria partentesi sul caso che tiene tutt’ora banco per affrontare argomenti che il clamore mediatico ha coperto
 
 
 
I TRE FATTI NASCOSTI
 
Per quanto si è detto sinora è ben
comprensibile che il Gran Premio del Canada ha espresso grandi
polemiche, ampiamente evitabili, che hanno posto in secondo piano la
pista. E ciò non dovrebbe accadere perchè la spessa coltre di
parole ha celato almeno tre evidenze
che vanno invece mostrate.
 
 
 
1. STRATEGIA FUNESTA
 
La prima
cosa su cui andrebbe gettato un fascio di luce è l’errata scelta strategica della
Ferrari
che, uscita trionfante della qualifiche grazie ad un giro
pazzesco di Vettel, aveva costruito da sè il loculo con una scelta
fatta diverso tempo fa: quella di portare, con entrambi i piloti, un
solo set di gomme Hard
.
Sulle Medium la SF90 si è difesa benissimo:
Seb aveva gestito il vantaggio su Hamilton, Charles Leclerc poteva addirittura
mettersi davanti al campione del mondo in carica se l’ennesima decisione poco chiara del box non fosse stata operata. Perchè bastava un
elementare undercut per provare, quanto meno, a piazzare il monegasco davanti al 44. E,
considerata la velocità di punta della vettura Rossa, la doppietta
poteva non essere utopia. Ma l’evidente
superficialità di non aver testato almeno con una macchina le
coperture a banda bianca ha determinato un crollo
prestazionale
nella seconda metà della gara dal quale si è avviato
quel sistema di concause che hanno portato al “patatrac” del giro 48.
Ancora una volta, dunque, la cura del dettaglio di Mercedes ha
consentito agli anglo-tedeschi, su una pista più nelle corde della
Ferrari, di avere più dati su quei pneumatici che si sono rivelati
vincenti. 
 
2. SEB IL RECIDIVO

 


Altro fatto
passato quasi sotto silenzio, sordinato dal roboare delle polemiche, è l’errore di guida sotto pressione di Sebastian Vettel. Il tedesco,
ormai non v’è bisogno di prova ulteriore, soffre maledettamente
Hamilton. L’incidenza delle sue imprecisioni quando l’inglese è nelle sue adiacenze è clamorosamente alta. Un pilota dalla doti di driving
cristalline che spesso crolla quando il duello diventa decisivo. Si
sono sprecate le lodi per la gara del n°5, ma quello al giro 48 con
la successiva manovra non può essere derubricato a semplice
sbavatura. Qualcuno ha paragonato la fatale uscita a qualche lungo di
Hamilton al tornante. Confronti onestamente assurdi.
L’errata
manovra del tedesco dimostra che il lavoro sull’emotività sotto
stress non è stato ancora perfettamente compiuto. Senza ritornare
alla stagione passata che è ricca di casi, basta dire che nel 2019
sono due le topiche di rilievo
: Canada, di cui stiamo parlando, e Bahrain, quando il tedesco si fa rimontare, superare e si gira quasi
senza motivo nel tentativo di difendersi da una manovra già
conclusasi. Gare che, con una gestione più accorta dello stress, potevano
fruttare due vittorie che avrebbero fatto respirare la classifica
deficitaria della Rossa e avrebbe dato un senso ad un mondiale che, con franchezza, pare già inesorabilmente ed irreversibilmente segnato. Alla settima gara.
 
 
 
3.
MERCEDES (E HAMILTON) SENZA RIVALI CREDIBILI

 

 
E proprio al numero sette
riconduce il terzo fatto che le polemiche post gara hanno omesso: la supremazia (stavolta non mortifera) della Mercedes in questo campionato che per ora risulta essere annichilito. 

Sette, dunque, come i trionfi della Stella a Tre Punte in stagione. Sette
come i primi di posti di Lewis Hamilton
tra i cordoli del circuito
intitolato alla memoria di Gilles Villeneuve. Con questo traguardo il
campione del mondo eguaglia un altro record che sembrava essere
infrangibile: le di vittorie di tappa di Michael Schumacher sull’isolotto di Notre Dame. Quel pilota tedesco i cui score inarrivabili sembrano iniziare seriamente
a vacillare. Ormai Lewis sente l’odore della preda: sono solo tredici
i primi posti che dividono le due leggende della F1 moderna. Ancora,
il ruolino che sta tenendo l’anglo-caraibico potrebbe portare molto
presto ad eguagliare il traguardo più prestigioso di tutti: il sette
mondiali. 



Sette, un numero che continua ritornare in relazione alla
trasferta canadese. E che fotografa la grandezza dell’impresa che il
team anglo-tedesco sta compiendo. Cifre che non possono nè debbono
essere svilite e nascoste da una polemica che ha abbondantemente
superato i limiti del buon senso. 
Obnubilare scientemente questa
striscia non aiuta nè i tifosi a capire l’entità dello
strapotere tecnico della Mercedes, nè gli stessi avversari che
trovano comode attenuanti per giustificare evidenti defaillance



Questo è stato anche il GP delle accuse maldestre di Helmut Marko a
Pirelli alle quali è arrivata la pronta e piccata risposta di Mario
Isola

Sembra che si stia apponendo una cappa narrativa atta a
sfuggire dalle proprie deficienze progettuali. Al di là della decisione dei commissari, dura ma
giusta come dimostrato, restano i fatti. Che raccontano di una squadra
che, grazie a metodologie di lavoro all’avanguardia, riuscirà, con
ogni probabilità, a portare a casa il sesto titolo costruttori
consecutivo. Idem per quello piloti
. In attesa che il 34enne
di Stevenage, fischiato platealmente sul podio come se fosse il responsabile delle decisioni dei commissari, agguanti il titolo numero sette.
Quel sette. 
 
 
Autore: Diego Catalano – @diegocatalano77
 
Foto:
Mercedes-AMGF1 – @MercedesAMGF1
F1 – @F1
FIA – @FIA
Emanuele Pirro – @Emanuele_Pirro

37 Commenti

  1. "Avete mai visto un calciatore accettare di buon grado la decisione di un arbitro?"
    Bel paragone.. la storia calcistica contempla svariarti casi di arbitri corrotti.

    La cosa non è da escludere a priori come fate voi anti-ferraristi, sopratutto dopo 5 anni di scandalose decisioni tecnico-regolamentari tutte a favore di una sola, gigante, influente, potente casa costruttrice!

  2. Vabbè,
    letto anche questo articolo.
    Ci sono anche spunti veritieri, ma il tono generale dello scritto non fa apprezzare nemmeno quelli.

    Quello che è sicuro è che i commissari hanno un cassonetto delle immondizie al posto del cuore. ( cit. )

  3. Giusta sto Ca***. Solo un rinc********* può pensare che sia una decisione giusta.
    È talmente chiaro che sia una decisione idiota che non c'è nemmeno da perderci tempo.
    Si è espresso tutto il mondo, i migliori piloti della storia, e arrivi tu che ti credi il più figo con la verità in tasca.
    Cambia mestiere.

  4. #essereladroni no #essereMercedes in tutti questi anni lo abbiamo notato tutti che Mercedes e sempre favorita sia il fatto dell'anno scorso in Germania Hamilton stava rientrando ai box quando ha saputo dal team che seb aveva sbattuto lui e uscito dalla corsia dell'ingresso ai box tagliando la curva e una cosa che non si deve fare, poi nel 2016 Hamilton ha fatto la stessa cosa su Ricciardo e Hamilton non è stato mai penalizzato dai di vede che la fia è corrotta dalla Mercedes.

  5. La violazione del parco chiuso da parte di Mercedes? Non la analizziamo? Sulla monoposto di Hamilton è stato sostituito l'impianto idraulico con uno non identico al precedente ma non è successo nulla… come al solito, 2 pesi e 2 misure. Tutto a posto. Vittoria meritata (Bottas ha sofferto per tutta la gara problemi di temperatura a differenza di Hamilton, guardacaso…)
    Vabbè ma loro so teteschi e possono fare quello che vogliono.

  6. Orsù,
    si può non essere d'accordo con l'articolo senza insultare chi scrive…
    Ripeto, alcuni passaggi sono anzi del tutto veritieri, alti meno, altri poco o nulla, la cosa che indispone è semmai il tono, ma visto che è un articolo dichiaratamente di parte (me ne sono accorto dopo) ci potrebbe anche stare…

  7. Quante fesserie in un solo articolo che cerca di difendere l'indifendibile. Vettel non aveva il controllo della macchina, come affermato non da me ma da esperti pluricampioni del mondo, e al contrario di quella che è stata la valutazione degli steward, quindi non essendoci dolo non può aver commesso nessuna scorrettezza e non andava sanzionato.

  8. >>>La violazione del parco chiuso da parte di Mercedes?

    Non c'è stata violazione del parco chiuso: la sostituzione è stata fatta, dopo aver chiesto e ottenuto il permesso dalla FIA, prima della partenza.

  9. Orsù,
    si tratta di un articolo scritto da un tifoso Mercedes (vedasi suo profilo social) in risposta alle reazioni, a volte scomposte e sguaiate, di mezzo mondo tra appassionati (ferraristi o meno) ed addetti ai lavori, quasi unanimi contro la penalizzazione:
    ci sta che abbia un tono piccato e saccentino.

    Personalmente sono convinto che il regolamento possa/debba essere interpretato, non potendo prevedere ogni possibile situazione specie quelle in cui si sommino diversi fattori concomitanti, come nel caso in esame,
    e che nel caso specifico il regolamento sia stato interpretato in modo "burocratico" non coerente con lo spirito della competizione sportiva, ma d'altra parte sono convinto che non ci sia stata alcuna intenzione di favorire chicchessia.

    E'però evidente che la decisione pur formalmente corretta (come allo stesso modo formalmente si poteva giustificare il non procedere), si è rivelata del tutto sbagliata da un punto di vista sportivo, comunicativo, di opportunità: se non si fosse data la penalità credo nessuno, se non pochissimi interessati, avrebbe avuto a che ridire.

  10. Ho letto il suo personalissimo giudizio sulla vicenda.
    Non condividendolo, ritengo sia mio diritto, cancellare l'iscrizione al sito e leggere articoli altrove.

  11. Vabbè…..
    Io quando leggo questi articoli mi incazzo e non posso fare altro, sembra scritto da un avvocato ed è proprio questo secondo me il problema.
    Tutto questo calderone di regole e regolette di giudici e commissari sono la tomba di questo sport ed i giornalisti che analizzano così l'accaduto non sono altro che i becchini che ne chiudono la bara.
    Come si fa a non notare che tutto ciò è un danno per la F1? Ed i fischi a fine gara ne sono la testimonianza, hanno fischiato Hamilton per fischiare indirettamente la direzione gara.
    Poi i tre fatti nascosti dell'articolo sono proprio vomitevoli
    ok la ferrari aveva un solo set di Hard e quindi?…non ci si puo' difendere? e non voglio discutere sul fatto che si debbano scegliere le gomme mesi prima (che la pirelli faccia tre tipi di gomme uguali per tutti e non ci scassate piu' la mi…)
    Poi la mercedes è superiore a tutti….benissimo….quindi hanno sempre ragione.
    In definitiva caro giornalista…non è sbagliata la decisione di punire vettel è sbagliato tutto il sistema che porta a ciò facendo diventare la f1 un sport ,se cosi si puo' ancora chiamare, per avvocati ed ingegneri.
    Più cuore e meno carta.

  12. "Non condividendolo, ritengo sia mio diritto, cancellare l'iscrizione al sito e leggere articoli altrove."
    Beh si può anche leggere senza per forza dover condividere…
    Ad ogni modo si tratta poi di un'opinione specifica di un tifoso Mercedes dichiarato, non rappresenta la posizione della redazione del sito: libero di cancellare l'iscrizione ma mi sembra cosa ingenerosa ed affrettata…

  13. Il fatto che abbiano concesso a Mercedes di modificare un elemento della PU senza dare tutti gli elementi necessari a capire ma piuttosto, come al solito, agendo in modo poco chiaro e trasparente non è degno di essere citato in questo articolo?
    Per la cronaca ritengo corretto l'affermare che è stato un errore strategico portare un solo treno di gomme dure, almeno per provarle con tranquillità e lasciarsene uno nuovo nel caso sarebbe potuto servire, così come poi è accaduto.

  14. Bell articolo. Esattamente come ho commentato con altri dopo il gp. C è un regolamento ed è stato applicato alla lettera Il resto sono chiacchiere da bar. Inutile dire ma quell episodio o quell altro, se ti fermano oltre i limiti e non ti multano una volta non vuol dire che la norma non esista e che tu non possa essere multato. Poi hamilton viene privilegiato? Forse ma anche la juventus…

  15. Stiamo assistendo in Italia allo scandalo dei magistrati corrotti che è arrivato ai livelli più alti del CSM, ma non si può pensar male dei giudici in F1? Perchè sarebbero al di sopra di ogni sospetto? Ma fatemi il piacere!

  16. Giusto un paio di domande: dire che "Ma l'evidente superficialità di non aver testato almeno con una macchina le coperture a banda bianca ha determinato un crollo prestazionale" si che è prova di evidente superficialità.
    Quali dati vanno a corroborare questi tesi? Perchè una Ferrari in grado di testare la gomma hard avrebbe avuto un passo superiore? Il "secondo me" od "è probabile che" stanno a zero, contano i "fatti" come vengono chiamati. Quali sono?
    Seconda domanda: se questo è un "unsafe release", allora è necessario spiegare perchè i giudici non hanno ritenuto di penalizzare Ricciardo. Non è una questione di lana caprina, è semplicemente fondamentale ed è alla base di questo sport. Fare il giudice è complicato, ma fornire una spiegazione su due eventi accaduti nella stessa gara (e giudicati dalle medesime persone) è ovviamente necessario (non è un'opzione).
    Terza domanda: Pirelli ha sviluppato una gomma che, per l'ennesima volta, non centra gli obiettivi prefissati (finestra di utilizzo più ampia). Perchè questo passa sotto silenzio?
    E tutto ciò riconoscendo i meriti Mercedes, tra cui oltre a quelli citati, c'è sicuramente anche il peso politico.

  17. al rientro on track #5 precede #44
    e agisce sull'accelleratore
    questo rende plausibile e giustificata la controsterzata a dx
    Tanto mi basta per considerarlo un episodio di gara (stiamo parlando di motorsport e non di curling o nuoto sincronizzato)
    e non una ostruzione volontaria al #44

    https://i.imgur.com/DbfzSFS.png

    https://imgur.com/Qr1KI3E

    che i Professori o i Cavalieri del Rischio a tavolino mi lascino pure 5sec 10posizioni 8GP di penalità

  18. Un ragazzo in carrozzina deve attraversare la strada.
    Dove ci sono le strisce pedonali non c'è lo scivolo, ma il gradino del marciapiede.
    Allora si sposta di qualche metro, scende da un passo carraio ed attraversa fuori dalle strisce.
    Un solerte vigile urbano vede la scena e, come da regolamento, commina la multa al ragazzo.
    I passanti che hanno visto la scena inveiscono con veemenza contro il vigile in favore del ragazzo.

    Ecco: mutatis mutandis…

  19. OK ho letto tutto, ma vedi la Ferrari e come tutti noi sbagli,piange si arrabbia e viva come tutte le persone al mondo ha un cuore che batte e umana la Ferrari può anche perdere 1000000 di gran premi ma sara sempre Viva, se la Mercedes perdesse 5 o 6 campionati si collasserebbe su se stesso e chi di li ricorderebbe più

  20. Ma perchè squalificate il sito con questi articoli ? Perchè non seguite la linea editoriale di Alex Brunetti…con articoli tecnici e relative analisi tecniche?? Parlo di analisi approfondite, non di commenti generici.
    La Formula Uno oggi è molto complessa. Aiutateci a capirla in modo approfondito, senza unirsi al nutrito gruppo di esperti da tastiera formati alla PS4 in modo oltremodo fazioso. Fate articoli obiettivi senza essere di parte…sia rossa che argento.

  21. "Dura lex sed lex" è la classica sentenza dei giustizialisti. Ricordo però che in tibunale c'è scriitto che la legge è uguale per tutti, quindi nel momento in cui chi giudica ha la facoltà di applicare o no una legge a sua discrezione, salta il principio alla base di un giudizio equo per tutti. Quello accaduto in canada è un precedente pericoloso perchè affermando che i giudici hanno fatto bene il loro lavoro applicando la regola alla lettera, significa che nei prossimi gp saranno obbligati a fare lo stesso!
    Riguardo al caso in questione l'attacco di Hamilton a Vettel è una mezza truffa perchè nel punto in cui i 2 sono affincati c'è un prolungamento dell' asfalto fino al muretto , ma pochi metri più avanti ricomincia l'erba. Quindi ache se Vettel avesse lasciato ad Hamilton 30 cm di più di spazio il sorpasso sarebbe stato impossibile.

  22. Pur rispettando il punto di vista dell'autore, rimane un articolo assurdo. L'autore spero sia pagato da mercedes, altrimenti se così non fosse avrebbe grossi problemi.

  23. Un articolo che avrei voluto leggere in ogni giornale e blog. Non perchè dia ragione a Mercedes o Hamiton, ma perchè finalmente qualcuno, senza paraocchi, riesce a distinguere l'eventuale "problema" cioè ciò che dice il regolamento sportivo, dalla correttezza ed onestà di chi, in virtù di dati non a nostra disposizione, l'ha applicato. Spazzare via la continua lamentela di congiure, favoritismi, occhi di riguardo per gli avversari è il punto di partenza per riuscire ad esprimere un giudizio equilibrato e onesto sui fatti. Che questi piacciano o meno, che si sia in fine, concordi o meno sul giudizio espresso.
    Perchè, concordo, se si è convinti davvero che il sistema sia marcio, corrotto e disonesto, vale la pena di dedicare il proprio tempo ad altre attività.

  24. Gen.le Sig.re Catalano dei commissari solo uno è stato un (mediocre)pilota.La sua disamina trasuda leguleismo da strapazzo.Scommettiamo che qualcuno degli attori della sceneggiata sono a libro paga di Mercedes?

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