Condominio F1, ma chi paga sarà sempre lo spettatore…

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Il pensionamento di Bernie,
i lutti di Marchionne e Charlie Whiting si fanno sentire. Colui
che alla fine metteva d’accordo le opinioni più contrastanti e di cui tutti
avevano timore e rispetto, ha lasciato una eredità vuota. Al terzo anno di Liberty Media sembra che il fondo che
detiene il controllo sulla F1,
continui a gestirla esattamente come il primo giorno. Mi spiego meglio, il gran
lavoro di relazioni e di compromessi fatto in decine di anni da Ecclestone è andato via via disperso e
in maniera abbastanza silenziosa. Ciò che poteva essere raccolto da qualcuno e
che Liberty Media doveva nominare,
oggi sembra non esserci più. 
È vero che Ross
Brawn
sia una delle figure migliori che ci siano e stia lavorando molto sul
fronte tecnico per agevolare il dialogo, ma di fatto sembrerebbe una presenza
meno ingombrante e incisiva di ciò che si potesse pensare. Sul fronte sportivo
per esempio non me ne vogliate ma non posso fare altro che chiedermi: con Charlie Whiting come sarebbe andata
domenica?
In più si avvicina la scadenza, già rinviata, per la
definizione dei regolamenti tecnici, sportivi ma soprattutto economici, ovvero
il budget cap. Chi metterà d’accordo tutti? O forse, più probabilmente, ci si
prepara a un tutti contro tutti finale? Manca una comunicazione anche brutale
ma schietta. Molte energie sembrano andare disperse su strategie che non
portano poi a nulla. 

Ferrari è
stanca di dover giustificare ogni volta perché ha più introiti e perché ha il
diritto di veto.
Ma soprattutto è stanca di ciò che non quadra a livello
tecnico e sportivo, lo si capisce dalle parole eleganti ma sibilline di Binotto, e da quelle più rudi e chiare
di Haas. Si dice a nuora perché suocera intenda. D’altra parte ci sono sul
tavolo quattro giocatori: FIA, Liberty Media, Team e
televisioni. La quinta figura, che poi sarebbe la più importante, è lo spettatore
che guarda il tavolo. Delle quattro in gioco la figura più autorevole oggi senza
dubbio ce l’ha la FIA con Jean Todt.
Ma gli altri?
I team sono disuniti, non potrebbe essere altrimenti visto
che vincono sempre gli stessi e nessuno è contento. Liberty lavora per la fruibilità e lo spettacolo ma in maniera
quasi burocratica, senza una presenza troppo massiccia e influente sul lato
sportivo. Le televisioni hanno bilanci da quadrare con una semplice equazione:
pubblico giù? diritti giù. Ecco, mi pare che tra le tante questioni di tutto si
parli tranne di cosa voglia davvero chi paga per la propria passione!
Non è un miraggio il paradosso per cui i tifosi debbano
infine affidarsi- e fidarsi – di chi compra i diritti, piuttosto che di chi tifano
o di chi organizza le cose=?

Autore:  Giuliano Duchessa GiulyDuchessa

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