Alonso, quale futuro?

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A voi manca
Fernando Alonso?
A me molto!
Ma, badate
bene, non mi riferisco al Fernando Alonso pilota di F1: quello ce lo
siamo gustato per molti anni, da quel Melbourne 2001 subito a punti
su Minardi, passando per due titoli mondiali su Renault, a 5
entusiasmanti anni in Ferrari (non coronati da alcun titolo,
ingiustizia divina!) fino agli ultimi 4 in McLaren (e ce li saremmo
risparmiati volentieri).
No, non è
questo l’Alonso che manca a me.

E quindi?
A mancarmi,
nel moderno circus della F1, è quel pilota voglioso di
conquistare ogni trofeo motoristico in circolazione, pronto a
tuffarsi in qualsiasi evento o campionato, con una determinazione e
una passione tipiche, solitamente, dei piloti più giovani.
Perchè questo
è Fernando Alonso: un cuore latino in grado di esprimere un amore
immenso per il motorsport, incapsulato in un corpo capace di farlo
ritrovare a proprio agio in praticamente qualsiasi abitacolo.
Ma allora,
cosa vorrei sognare questa notte, subito dopo aver chiuso la
scrittura di questo articolo?
Domenica
scorsa Nando ha concluso il campionato WEC portando alla Toyota, per
la seconda volta consecutiva, il titolo costruttori. Il campionato è
arrivato alla fine di una 24 ore di Le Mans fortunata (per una volta
tanto al pilota di Oviedo dice anche bene) in cui la Toyota n.8 ha
tagliato per prima il traguardo dopo che, già a 6 ore di gara, era
chiaro che  non c’erano chances di battere la più veloce
n.7 guidata dall’equipaggio Kobayashi-Conway-Lopez. Ed invece una
foratura per quest’ultimo, a due ore dalla fine, ha consegnato il trofeo del
vincitore nelle mani della vettura gemella.


Archiviato il
WEC è già ufficializzato che, per la prossima stagione, Alonso non
correrà nella serie delle gare endurance. E’ facile immaginare, per
un pilota del suo calibro, una doppia possibilità: il ritorno alla
F1 o lo sbarco oltre oceano nel campionato Indy
.
Per la prima
ipotesi, un ritorno del bi-campione spagnolo avrebbe senso solo
indossando la casacca di uno dei tre top team: difficile immaginare
un approdo in un team “minore” dopo l’esperienza McLaren (anche
se in effetti quell’avventura iniziò con auspici grandissimi dato
il fascino, rimasto solo tale, del binomio McLaren-Honda).
Ed è
notizia proprio di questi giorni che Nando, intervistato sul suo
futuro, abbia aperto alla possibilità di ritorno in F1. Ma se ciò accadrà,
conferma lo spagnolo, sarà al volante di una macchina vincente fin
da subito. Nulla lascia pensare che si libererà un posto in
Mercedes, con la consolidata coppia Hamilton-Bottas volenterosi di
vivere sotto lo stesso tetto almeno per un altro anno. In Ferrari uno
dei due sedili, quello di Leclerc, appare cementato, mentre quello di
Vettel potrebbe effettivamente liberarsi: nonostante il pilota
tedesco continui a sostenere che il suo dovere sia quello di
riportare il titolo a Maranello (nonché il suo grande sogno)
potrebbe concretizzarsi l’ipotesi abbandono se la scuderia guidata
da Binotto non gli affiderà un progetto valido per il 2020. 
E sempre
che la sua motivazione sia sufficiente a sostenere un altro anno nel
team più osservato dell’intero mondo del Motorsport. Tuttavia un
ritorno di Nando in Ferrari, dopo il modo poco amichevole con cui il
rapporto si è interrotto a metà 2014, appare effettivamente poco
probabile. Perché dovrebbe venire in un team che non sembra
avere le carte necessarie per tirare fuori una mano vincente in
questa partita di poker in cui si riempie solo il piatto della
scuderia capitanata da Toto Wolff mentre tutti gli altri rimangono a
guardare?

Rimarrebbe il team RedBull, dove la posizione di Max Verstappen
appare consolidata tanto quanto quella di Lecler in Ferrari ma dove
vacilla il sedile del giovane Pierre Gasly. A
ncora a secco di risultati
all’altezza del mezzo che guida, in un confronto col compagno di
squadra per lui poco rassicurante, il pilota francese ha già addosso
gli occhi di Helmut Marko, anche se il “Dottore” continua a
rassicurare la stampa sul fatto che il suo secondo pilota ha ancora
la possibilità di giocare la sua mano nella massima serie.
Se, quindi, un
ritorno in F1, benché affascinante, sembra ad oggi poco probabile,
effettivamente un inserimento a tempo pieno nel campionato Indycar
appare decisamente più verosimile.
Nando dovrà assolutamente far
pace con Honda se vorrà trovare un sedile, considerando i precedenti. In
una serie nella quale d
i motoristi ve ne sono solo due e Honda dà cavalli
praticamente a metà schieramento. 

Se questa difficoltà sarà
superata, Nando avrà la possibilità di cimentarsi a tempo pieno nel
campionato che, per l’ultima domenica di maggio di ogni anno,
prevede la gara su ovale più famosa del mondo, l
a 500 miglia di
Indianapolis.
 Che rappresenta ultima vittoria necessaria a Fernando per coronare il
sogno della
Triple Crown (vittoria al GP di Monaco di F1, alla 24 di
Le Mans ed appunto alla 500 miglia di Indy).
Mi auguro, e
sono sicuro voi con me, di scoprire presto se questo sogno possa diventerà realtà!

Autore: Federico Vicalvi 
Foto: Fernando Alonso – @alo_oficial

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