Principato Mercedes, rien ne va plus...


Il giovedì delle libere di Monaco ha raccontato una storia monocorde, la solita: una Mercedes stratosferica, annichilente per gli avversari. Un livello altro, a parte, il suo. Quando, soprattutto nelle prime sessione a causa del freddo mattutino, un po’ tutti hanno faticato a far andare in temperatura gli pneumatici, loro non solo non hanno quasi patito il problema, ma l’anteriore, asse più penalizzato da questo inconveniente, si è sempre dimostrato precisissimo con la direzionalità della vettura costantemente perfetta. L’unico vero pepe delle 3 ore di sessione si è respirato nella lotta, senza dubbio serrata, fra Hamilton e Bottas che si sono alternati più volte in cima alla classifica, dando la netta impressione di stare giocando duro da subito uno contro l’altro; non proprio fuffa in ottica campionato piloti.

Capitolo Ferrari: la rossa, che proprio continua a non poter reggere la competizione contro l’astronave tedesca, fa quello che può, mirando alla terza e quarta piazza. Nella seconda sessione Vettel riesce nell’obiettivo, terzo con un distacco di quasi 8 decimi da Hamilton; al momento pare davvero non si possa pensare oltre almeno per le qualifiche, qualche speranza in più arriva dal passo gara apparso assai sovrapponibile nei tempi a quelli delle due Mercedes. Da segnalare un Leclerc opaco, fra bloccaggi e sbavature varie, decimo in FP2 con un distacco di ben 1 secondo e due dalla vetta. Forse troppa attesa per il giovane monegasco, chiamato a più voci all’impresa in terra natia.

Charles via radio si è anche lamentato di non trovarsi affatto bene con la macchina oggi: si prevede quindi un gran lavoro di ricerca di messa a punto, ma da Leclerc ci si può aspettare anche una rinascita sabato, vista la grande capacità, nonostante l’età, di lasciarsi le negatività alle spalle, trasformandole in motivazione. Staremo a vedere, il suo gestire la gara casalinga sarà tappa fondamentale nel cammino verso la maturità. Di certo oggi chi ha mostrato e fatto valere la propria è stato Vettel, legittimando sul campo i propri gradi di primo pilota.


Passiamo alla Red Bull: finalmente un buon Gasly fin dalle libere, quarto tempo nel pomeriggio, davanti al compagno Verstappen, sesto, che si lamenta di una vettura non bilanciata e di troppi detriti sulla pista, dichiarando poi, senza mezzi termini, che di poter insidiare Mercedes proprio non se ne parla.
In mezzo alle lattine, la sorpresa di oggi: Alexander Albon con la Toro Rosso che di nuovo dimostra di essere un rookie da tenere sempre e assolutamente d’occhio.

Buon riscontro anche per le Alfa Romeo-Sauber, ottava e nona alla fine della seconda sessione, con un buonissimo Antonio Giovinazzi a precedere Kimi Raikkonen di una manciata di millesimi: una boccata d’ossigeno benefica peer l’italiano che ha bisogno di un’iniezione di fiducia per dimostrare il suo potenziale con serenità.

Ritorniamo ora al quadro complessivo: sinceramente non si può dire che siano state libere palpitante d’emozioni, qualche piccolo errore c’è stato, soprattutto lunghi alla Santa Devota, ma seguirle è stato interessante soprattutto pensando che qui gran parte del lavoro viene effettuato in ottica qualifica, sulla velocità pura, considerando quanto cruciale sia partire davanti. Proprio a riguardo della velocità, un confronto fra quelle in FP1 di Mercedes e Ferrari mostra dati simili (certamente si tratta di qualcosa da prendere in esame considerando quanto, ossia molto, saliranno le mappature di motore sabato), l’aspetto più interessante, e probabilmente indicativo, è che Ferrari risulta meno veloce nelle curve medio-lente, ma pare rendere meglio in quelle più rapide e in zone di pura trazione come l’ultimo settore. Vedremo quanto di queste tendenze sarà confermato quando si andrà su di manettino.

In prospettiva gara, attenzione al graining, comparso oggi su più vetture, Mercedes comprese. Per quanto riguarda invece le difficoltà a mandare in temperatura gli pneumatici, di cui accennavo all’inizio, Mario Isola, responsabile Pirelli, così dichiara i microfoni di Sky Sport F1: “La finestra di gestione delle gomme non è ridotta, forse bisogna sviluppare più energia per entrarci, ma di certo non è mano ampia di quella dello scorso anno”. Di certo, non potendo purtroppo contare su una lotta serrata a livello di prestazione pura, a noi appassionati tocca sperare in variabili poco prevedibili come queste o in qualche colpo di scena che ben si sposa con la storia della gara monegasca, a volte vera e propria roulette.

Chiudo con l’episodio più strano di giornata: la bandiera nera data ad entrambe le Haas durante le PL1; dopo un’iniziale collettiva perplessità, mai vista infatti una cosa del genere, si è saputo che la bandiera è stata un modo per segnalare a Grosjean e Magnussen l’interruzione del segnale radio e un problema alla telemetria! Le avremo, quindi, viste tutte?! A Monaco non si può mai dire!




Autore: Elisa Rubertelli - @Nerys__
Copyright Foto - Alessio De Marco | Avens-Images.com

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