GP MONACO – QUALIFICHE: Hamilton in pole, Ferrari in crisi

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Le qualifiche del Gran
Premio di Monaco
, disputatesi in un’atmosfera sommessa e meno
“glamour” a causa della scomparsa di Niki
Lauda
, hanno confermato una volta ancora il trend di questa fase
iniziale di stagione: una superiorità tecnica della Mercedes che
infligge distacchi pesanti alla concorrenza
.
Nulla di impronosticabile
per quanto avevamo visto giovedì, quando era emersa una supremazia
schiacciante della W10 che era subito parsa a suo agio tra i guard
rail che cingono il budello monegasco. Le terze libere, comandate da Charles Leclerc, avevano ridato speranza al team di
Maranello; ma la Q3 ha riportato i valori in campo a quelli
osservati nelle prime due libere.
In questo momento sembra
che le vetture anglo-tedesche facciano un campionato a parte
, con
performance che migliorano e progrediscono di gara in gara. E’ come
se tecnici e piloti prendessero sempre più consapevolezza del mezzo
tecnico riuscendo a scavare, di volta in volta, un solco più
profondo sulle altre 18 monoposto in
pista.
 
 Prima di addentrarci nella cronaca va sottolineato l’errore marchiano di Charles Leclerc che, dinnanzi al pubblico casalingo, rovina l’anteriore sinistra in un lungo all’ingresso della curva Anthony Noghes e, complice il tempo perso nella pesa dell’auto dopo un’incomprensione col proprio muretto, non riesce a rientrare in pista per passare la tagliola del Q1. Gara del tutto compromessa per il giovane alfiere della Rossa che continua a sbagliare troppo nelle qualifiche. Non è infatti la prima volta che il ” N° 16″ “cicca” la prestazione del sabato con errori più o meno gravi. E siamo sul 5-1 per Sebastian Vettel. Dato che inizia a preoccupare. 
 
 
Tornando alla cronaca, la prima fila
monopolizzata con disarmante autorevolezza da parte delle W10 spaventa ancor di più
perché, nelle due edizioni precedenti del GP di Monaco, le Frecce d’Argento avevano
assistito quasi inermi al duello tra Ferrari e Red Bull che
guadagnavano la pole e, l’indomani, la gara. 
Nel 2017, tanto per
sottolineare l’importanza dei progressi fatti dagli uomini di
Brackley, Lewis Hamilton otteneva il quattordicesimo tempo
(tredicesimo in griglia per l’arretramento di Jenson Button) dopo
essere letteralmente impazzito nel cercare di mandare in temperatura
gli pneumatici. Problematica, questa, del tutto assente sulla vettura
2019 che è riuscita a correggere quel difetto atavico che affliggeva
le sorelle maggiori.
 
Uno scenario del tutto
mutato, quindi, nel sabato del settantasettesimo Gran Premio di Montecarlo.
Dalla cui roulette è uscito
 proprio il n° 44 di Lewis Hamilton  che si prende, col tempo
di 1’10”166, pole position, record della pista e 85esima partenza al palo
della sua carriera
. Cosa che, date le caratteristiche della pista da
sempre refrattaria ai sorpassi e considerando i tempi emersi dai passi
gara, mette il campione del mondo in carica nella posizione di grande
favorito per la prendersi tutta la posta in palio. 
 
Non è di questo avviso,
naturalmente, un visibilmente deluso Valtteri Bottas che partirà dalla seconda
piazzola col tempo di 1’10”252 ottenuto nel primo assalto della Q3. L’imperativo, per il pilota di Nastola, è
azzeccare la partenza dopo tre start non di certo eccezionali che
hanno vanificato due delle tre pole consecutive ottenute tra Cina,
Baku e Barcellona. L’ex Williams deve evitare che Hamilton prenda il
largo in classifica per scongiurare che il mondiale prenda la via di
Stevenage. Per l’ennesima volta.
Alle spalle dei due
portacolori della Mercedes troviamo un ottimo Max Verstappen che paga un ritardo di 475 millesimi e si mette in condizione di poter dire la sua in ottica gara. Una terza piazzola mai stata in discussione per il talento olandese che tiene dietro un Sebastian Vettel staccatissimo in termini cronometrici. 
I 781 millesimi che dividono il tedesco da Lewis Hamilton completano una giornata ferrarista ai limiti del disastroso. E’ vero che le premesse non erano rosee per via dell’atavico sottosterzo e a causa della cronica mancanza di carico della SF90, ma ci si attendeva di monopolizzare almeno la seconda fila. E di prendere un distacco meno avvilente su una pista lunga poco più di 3000 metri. 
La terza fila è aperta da Pierre Gasly che migliora il feeling e la comprensione della sua RB15 senza però riuscire a limitare il deficit cronometrico dal compagno di squadra che si candida ad essere il terzo incomodo in un campionato sul quale si allunga minacciosa l’ombra della Stella a Tre Punte. 
Accanto al francesino scatterà un superbo Kevin Magnussen che sublima la verve di una Haas ritornata su quei livelli mostrati nei test di Barcellona.
Quarta fila appannaggio di Daniel Ricciardo e Daniil Kvyat. Chiudono la prima decina Carlos Sainz e Alexander Albon che conferma la bontà del pacchetto Toro Rosso – Honda. 
LA QUALIFICA DEGLI ALTRI
 
 
In undicesima piazza si stabilisce Nico Hulkenberg che alza bandiera bianca rispetto al compagno di squadra che conferma d’avere un grande feeling con il circuito rivierasco. Accanto al tedesco, a completare la sesta fila, Lando Norris sulla seconda McLaren. 

Romain Grosjean, che si è distinto soprattutto per un team radio che probabilmente stabilirà il record di torpiloquio in F1, è soltanto tredicesimo e precede le due Alfa Romeo che hanno deluso rispetto a quando avevano mostrato durante i tre turni di libere. E’ Kimi Raikkonen a mettersi alla spalle un Antonio Giovanizzi sul quale pende la spada di Damocle dei commissari per un impedimento durante la Q1.
Malissimo le Racing Point
che non vanno oltre la penultima fila. E’ Sergio Perez a stare
davanti ad un Lance Stroll mai a suo agio tra i cordoli del
Principato. Ci si attendeva molto di più dalla ex Force India. 
Dietro al duo italo-elevetico troviamo Charles Leclerc di cui già si è detto in apertura.

Soliti fanalini di coda i
due alfieri della Williams,
con George Russell che precede ancora una volta Robert Kubica particolarmente in
difficoltà su un tracciato che pretende un enorme lavoro di volante.
 
 
 
Autore: Diego Catalano @diegocatalano77

5 Commenti

  1. sempre piu strana questa f1, lo scorso anno mercedes faticava con le temperature delle gomme, quest anno si trovano da dio mentre gli altri impazziscono…coincidenze

  2. Non sono d'accordo con l'analisi della qualifica di Leclerc: nonostante la perdita di tempo alla pesa, egli stesso ha dichiarato ai microfoni di SKY UK di aver chiesto se era il caso di rientrare e gli e' stato risposto che si sentivano tranquilli, nonostante ci fosse ancora tutto il tempo per cambiare gomme e uscire. Purtroppo e' un errore del muretto e in particolare di chi gestisce la strategia, che da troppo tempo nei momenti cruciali sbaglia.

  3. Credo che si possa parlare di concorso di colpe: lo spiattellamento, l'errore alla pesa e la superficialità nel pensare di essere salvi hanno creato una condizione esplosiva. Tutte le parti in causa avrebbero dovuto meglio gestire le cose.

  4. Condivido che Leclerc non abbia fatto un giro perfetto. Anche Vettel ha toccato il guard rail 2 volte, evidentemente guidare al limite su questa Ferrari non e' un'impresa semplice. Tuttavia credo che l'errore del muretto sia più grave. E' imbarazzante, considerando anche che Charles e' davanti al suo pubblico.

  5. Non si può mettere sullo stesso piano due errori come il lungo di Leclerc e la sua successiva mancata scesa in pista prima del termine del Q1. Leclerc ha commesso un errore tutto sommato non molto grave mentre la suqadra ha commesso un errore imperdonabile, dalla gravità estrema! Ciò che è successo è ridicolo e imbarazzante, qualcosa di cui doversi vergognare a lungo che non dovrebbe mai e poi mai capitare in una scuderia che ha nella testa l'intenzione di lottare per i mondiali.

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