Rossa addormentata, svegliati!

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E così usciamo dal weekend
in terra azera con un’altra doppietta Mercedes,
un altro uno-due dei ragazzi di Toto
Wolff
. Un continuum strabiliante di
risultati che può solo far piacere ai tifosi della casa della stella a tre
punte. Un record micidiale ché in Formul
Uno
mai nessun team era riuscito fino ad oggi a realizzare, quattro
doppiette di fila nelle prime quattro gare del calendario. La Mercedes è la potenza numero uno di
questa stagione e ciò è oggi assolutamente chiaro. Non possiamo più parlare di
vittoria nata per problemi di affidabilità dei competitors o di difficoltà a mettere in pista il massimo della
performance.Malgrado questo inizio di stagione che di sicuro avrà tramortito i
ragazzi della Ferrari, nonostante
quanto continui a sostenere Mattia
Binotto
per tenere alto il morale dei suoi (giustamente, ci mancherebbe
altro), la vettura di Maranello
continua ad essere una mezzo che dimostra una certa qualità: Sabato in
qualifica Leclerc era infatti decisamente
il pilota da battere, e se avesse potuto disputare le Q3 e partire dalla Pole
Position
con le gomme medium (le gialle), ieri avremmo sicuramente
assistito ad un’altra gara.
 
Il problema è che questa Ferrari non riesce a mettere il muso avanti alle frecce d’argento in
parte per problemi di comprensione del setup
(Australia, Cina), in parte per errori dei piloti che compromettono la
prestazione (Azerbaijan) ma, quando ci riesce, è frenata da problemi di
affidabilità (Bahrain); e le Mercedes
non sbagliano un colpo. Ed in questo scenario diventa davvero difficile
competere perché è come lottare contro un pugile fortissimo che non va mai al
tappeto, sempre pronto a sferrare il colpo del ko. Fa piacere vedere il sorriso sempre presente sul volto di Sebastian Vettel, nonostante un inizio di stagione abbastanza deludente per
il team. Evidentemente il ragazzo di Heppenheim
sa che laSF90 deve ancora esprimere
le sue doti e che il meglio sta per arrivare.
 
Forse, tutto sommato, a renderlo felice saràa anche lo
stipendio da multimilionario che continua ad incassare ogni anno, che potrebbe
essere l’ultimo come dipendente della scuderia di Maranello se neanche
quest’anno riuscirà a riportare il titolo a Maranello, dopo 5 stagioni con la
tuta rossa. Fatto sta che, per dirla con un riferimento al film dei fratelli Grimm, questa Ferrari sembra tanto una bella addormentata nel bosco. Una rossa
caduta in letargo subito dopo i test invernali svolti in terra iberica, che ha
bisogno al piàu presto di essere risvegliata. Potranno essere Binotto, Vettel e Leclerc le tre
fate gentili e John Elkan il
principe affascinante pronti a tirare via questa SF90 dal sonno eterno in cui pare ormai essere caduta?
 
Svegliati Rossa addormentata, svegliati!
Dando unìocchiata in casa Mercedes è corretto rendere onore a Valtteri Bottas, che ieri ha dimostrato
di sapere il fatto suo nonostante le etichette poco eleganti appioppategli
nella passata stagione, assegnate da pubblico ed addetti ai lavori a mio modo
di vedere in modo assolutamente ingiusto. Durante tutto il week-end
Valtteri ha saputo tirar fuori dalla
sua
W10 una prestazione convincente,
che gli ha permesso di partire primo (anche se rimane il dubbio di dove si
sarebbe qualificato Leclerc senza quell’errore) e di concretizzare poi il
risultato in una gara nella quale non ha sbagliato nulla, tenendo testa al
compagno
Hamilton in ogni fase,
anche nelle più calde dove il pilota di
Stevenage
si è fatto sotto nel tentativo di intimidire il finnico e condurlo all’errore.
Ieri, semplicemente,
Bottas voleva
vincere e voleva farlo in grande stile. Appare evidente che quest’anno
Lewis dovrà lottare prima di tutto col
suo compagno di squadra e poi, forse, con gli avversari se vuole mettere le
mani sul sesto titolo piloti della sua carriera. Questa sfida interna, che
tanto ricorda quella tra
Hamilton e Rosberg del 2016, in ottica divertimento
degli spettatori può solo far bene, anche considerando la mancanza di diretta
concorrenza in questa prima fase della stagione.
 
Volevo poi spendere due parole per riflettere su due
questioni al centro delle prove libere del Venerdì.
Ho letto e sentito un po’ ovunque in questi giorni di un sarcasmo intorno ai
commissari di pista a seguito di quanto avvenuto nelle fasi iniziali dell FP1. Occorre ricordare che nei
precedenti tre anni il corpo dei commissari di pista era composto da circa 100
membri provenienti direttamente dal circuito del Bahrain, che conosce la F1
da 15 anni. Questo è stato, invece, il primo anno in cui dei 100 commissari
chiamati a bordo pista durante tutto il week-end, 50 erano locali. Pertanto avevano
l’estremo bisogno di fare pratica, e di esercitarsi per trovare i loro tempi e
applicare con efficacia i complessi meccanismi che la gestione di un intero Gran
Premio di F1 richiede. Non condivido affatto il sarcasmo sopra citato fatto
intorno a queste persone che, non dimentichiamolo, si prestano a titolo
gratuito per svolgere un compito molto pericoloso, guidati probabilmente dalla
sola passione. Questi ragazzi hanno bisogno di fare pratica a bordo di un
circuito che non ha quasi spazio tra le barriere e i muri dei palazzi, con vie
di fuga limitate e pochissimo spazio per macchinari ed attrezzatura al fine di
ridurre il tempo necessario per ogni intervento.
 
E se non nego che l’episodio del tombino che ha praticamente
distrutto la macchina di Russel (e
per miracolo si è trattato di un incidente tutto sommato non grave per il
pilota) sia grave, vorrei ricordare che una cosa simile successe a Monaco qualche anno fa, dove i commissari
sono considerati i più esperti di tutto il Circus.
Ed in quell’occasione il pericolo che ci scappasse il ferito furono anche
maggiori, visto come il tombino volò alto verso la macchina di Jenson Button: non ricordo che fu fatto
sarcasmo alcuno. L’errore di qualche tecnico che non ha saputo fissare la
copertura metaqllica in modo efficace non può ricadere come una spada di Damocle su tutto il corpo dei commissari,
che anzi mi pare abbia tutto sommato svolto un lavoro più che degno durante le
varie sessioni del fine settimana.
 
Un’altra questione sulla quale vorrei soffermarmi è quella
legata alla gestione della pesa della macchina durante prove e qualifiche.
Ormai addetti ai lavori e spettatori hanno compreso come l’organizzazione di questa
situazione semplicemente non funzioni, esatamente come il sitema della Virtual Safety Car. In effetti richiamare
a sorteggio un pilota per posizionare (a motore rigorosamene spento) la propria
vettura su quattro bilance, per poi poter verificare che il peso del mezzo assieme
a quello del pilota non sia inferiore al minimo imposto da regolamento, non
comporta quasi mai problemi durante le prove libere ma rischia troppo spesso di
condizionare in qualifica (questo weekend è toccato a Verstappen che non ha
potuto effettuare un secondo run in Q3) la performance dei piloti
.
 
Ad essere altresi sbagliata, poi, è la penalità che viene
inflitta al pilota che tira dritto alla chiamata alla pesa in ingresso
Pit Lane, che in quel momento non si
accorge del segnale luminoso perché probabilemnte impegnato nel compiere
operazioni sul volante della sua monoposto. L’esempio di questo fine settimana
é stato
Gasly, che é stato squalificato
dalla qualifica del Sabato per avere saltato la pesa al venerdì. Insomma, dare
per scontato che una macchina sia fuori regolamento solo perché in quel preciso
momento non la si può pesare, durante poi una sessione di prove libere dove in
palio non c’è assolutamente nulla, pare davvero troppo eccessivo.
 
Autore: Federico Vicalvi
Foto:FerrariMercedesF1

4 Commenti

  1. Questo è (era ) un sito di ANALISI TECNICA … e così dovrebbe rimanere …basta con questi articoli non tecnici dai fantomatici titoli… Delle SOLITE chiacchere è pieno i fossi su internet… Mi vedo costretto a leggere solo "Sponton" 🙂

  2. Questi hanno ancora da capire che da quando è iniziata l'era dell'ibrido la Formula Uno è un affare esclusivo di Mercedes e Pirelli. Mescole dure che vanno meglio delle cosiddette morbide,vedere i tempi di Leclerc e Verstappen per capire.

  3. Questi hanno ancora da capire che da quando è iniziata l'era dell'ibrido la Formula Uno è un affare esclusivo di Mercedes e Pirelli. Mescole dure che vanno meglio delle cosiddette morbide . Vedere i tempi di Leclerc e Verstappen per capire.

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