IL PAGELLONE SEMISERIO DEL FROLDI: BAKU 2019

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Ognuno batte i record che merita. Chi fa quattro doppiette di fila, chi continua a dire che deve mettere i dati in fila. Ironizzando amaramente possiamo dire che Binotto ha fatto fare filotto. Agli altri.



E non dite che non dobbiamo essere caustici con il Team Principal. Ha voluto fortemente questo ruolo, ha sconfitto nella faida interna Maurizio Arrivabene (certo, era “unfit”, non lo metto in dubbio, ma non era lui “il problema”), e ora si deve prendere onori e oneri.

Mai si era visto un dominio così imbarazzante in avvio di mondiale. Anche per chi lo esercita, perché non solo gli avversari sono inesistenti, ma fanno di tutto e di più per agevolarti. Paradossalmente non so quanto il buon Toto sia contento di una situazione di questo genere. Manca la competizione, manca il senso della vita, manca il desiderio di vedere una gara. Troppa grazia per i dominatori. Che non se ne possono non spiacere. Mi ha fatto sorridere leggere il “cinguettio” del presidente FIA, che parlava di una gara “thrilling”. Si, lo ha scritto davvero.

Ma a cavallino donato e mezzo sciancato, d’altronde, non bisogna fare troppo gli schizzinosi. E così, siamo ridotti a tifare Bottas, pensa un pò come siamo messi. Il dog mansueto e servizievole quasi come un Ocon qualsiasi, che speriamo diventi un underdogComunque non dobbiamo desistere. Mancano otto anni per battere il record storico senza mondiali piloti 1979-2000, e dunque il peggio è passato. Siamo a quota 12 anni. Forza e coraggio.

Questa Ferrari, questa squadra che abbiamo visto in queste quattro gare, ha diversi punti deboli. E come ha scritto qualcuno, sembra talora una squadra di debuttanti. Che ha davanti una team perfetto, con la giusta malizia e cattiveria, con il giusto peso politico. E chi li ferma questi? Certo, manca la riprova di cosa accadrebbe se fossero pressati a dovere, ma se mio nonno avesse etc… etc.

Una costante: gli strateghi in rosso spesso sembrano preda di una hybris ad alto tasso alcolico che Kimi spostati tanto che, se tirassero i dadi, probabilmente si otterrebbero risultati migliori. Anche Charlels ci ha messo del suo, come Vettel d’altronde qualche gran premio fa. Ma davvero, credetemi, i piloti sono l’ultimo dei problemi di questa Ferrari smarrita, dove il giovane presidente se ne esce fuori con “ma noi abbiamo fatto il giro veloce”-gne gne.


Manca l’umiltà di mettere in discussione metodologie lavorative probabilmente antiquate.  Almeno per questa Formula Uno di ubriachi ibrido-virtuali (quelli del regolamento).
Forza e coraggio, che di questo passo il mondiale ce lo togliamo dalle p…e presto. 
D’altronde meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine no?

Hamilton. Voto: 7. E’ sembrato stranamente “timido”. Non uno dei suoi avvii più brillanti. E ciò aumenta il rammarico…


Bottas. Voto: 10. Ha fatto il fine settimana perfetto. Tanto di cappello. Ma per vederlo diventare Rocky ne deve bere ancora tante uova crude di mattina…

Todt. Voto: valutate voi cosa ha scritto, che a me viene da ridere…


Team Mercedes. Voto: 12. Ormai sembra quasi inutile correre per le prime due posizioni. Deprimente.

Scuderia Ferrari. Voto. 4: In medio stat virtus? Sotto Iron Maury sembravano sempre sull’orlo di una crisi di nervi, con Mattia Binotto sembrano sempre essere sotto sedativi. Una via di mezzo?!

SF90.Voto: vedi commento perfetto sotto...




Dichiarazione di Binotto post gara: “Il nostro modo di lavorare sarà sempre quello (etc etc)”.  Voto: “E’ follia fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”. La citazione è attribuita ad Einstein.

Tombini volanti. Voto: pecunia non olet.





Ricciardo. Voto: RETROMARCIA. Perso nella mediocrità Renault. Mi mancano i sorpassi di Riccio…

Pirelli. Voto: ininfluenti.
Mi spiego. Non ha senso ogni volta dire che queste gomme fanno volare quasi esclusivamente le Mercedes. Tutti le hanno provate e tutti poi hanno fatto i compiti a casa.  A questo giro non ci sono, davvero, tesi complottiste che possano minimamente reggere. In nessun caso.


Arriva Barcellona, che tanto ci illuse a noi ferraristi, che a vincere i mondiali di carta siamo fortissimi. E sa già, la terra catalana, di ultima spiaggia. Sono un pessimista cronico, ma mai avrei pensato ad un simile inizio di mondiale. E, per quanta ironia ci metta, non mi fa ridere.

Si ringraziano come sempre @FormulaHumor e la pagina Facebook "Le cordiali gufate di Gianfranco Mazzoni".

Autore: Mariano Froldi - @MarianoFroldi



BASTIAN CONTRARIO: "chi si accontenta gode"

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La parte che più mi ha interessato del disastroso Gran Premio azero, sono state le parole del presidentissimo John Elkann: "Mercedes è più forte di noi" (vero!), e subito dopo c'è la caduta di stile "sono stati fortunati"; per concludere con un pugno nello stomaco "noi comunque abbiamo fatto il giro più veloce".

Rivedo il video centinaia di volte e mi risento quelle parole al rallenty fino alla nausea..perchè non riesco a credere che colui il quale rappresenta la rossa ai massimi livelli abbia proferito siffatte parole. Ecco, l'attuale situazione della Ferrari è purtroppo riassunta in quelle poche battute ove si legge non il disagio della Scuderia; se mai la mentalità del 'chi si accontenta gode' appunto. Troppo esagerato? Prendete Toto Wolff, il quale ne esce da quattro doppiette consecutive (record di tutti i tempi) e ai microfoni dice che praticamente gli è andata bene visto che in pista il più veloce è stato Charles Leclerc.

Ce lo vedete un Sergio Marchionne utilizzare queste parole?

Spiacente, la scusa del "l'ha detto per tenere alto il morale della truppa" non regge. Mi pare evidente che il principale problema della Scuderia di Maranello è gestionale, pensando che tutto quello che è successo negli ultimi 10 anni la rossa lo sta ancora pagando, senza una fine apparente. Ho ripetuto più e più volte, che un ciclo vincente è caratterizzato sia dalla stabilità e dal rinforzo continuo: Ferrari non ha fatto altro che mozzare teste che sono prontamente rotolate altrove, guarda caso risultate determinanti per la vittoria della squadra in cui ora si trovano. La SF90 ha un grande potenziale, e (inutile girarci intorno), possiede altrettanti difetti congeniti che non si risolvono dall'oggi al domani..ammesso che li sappiano risolvere.


Binotto è al suo 1° vero anno da capo indiscusso all'interno della Scuderia, cambiarlo sarebbe da pazzi. Se mai dovrà essere supportato da uomini e mezzi all'altezza; è solo cosi che si crea un ciclo vincente. Chi apre il portafogli per pagare le bollette lo capirà o farà finta di non capire? Perchè il problema nasce tutto da li. Il “pesce puzza dalla testa” racconta il detto popolare, e domenica alla conclusione del Gran Premio ne abbiamo avuto purtroppo una lampante dimostrazione. Questa faccenda mette in secondo piano persino il comportamento dei piloti, i quali in questo momento risultano essere decisamente il male minore. L'unica cosa che ho da recriminare è l'atteggiamento "neutro" di Sebastian, il quale paragonato al giovane compagno sembra quasi normale.

Nel bene e nel male non si fa altro che parlare di Charles..e questo non è positivo. Perchè se da un lato si mette un’inutile pressione sulle spalle del ragazzo rischiando di bruciarlo anzi tempo (la "visita" turistica al castello di Baku del sabato non è altro che un segnale del fatto che Charles spinga non solo per essere 1°), dall’altro si rischia di incrinare il rapporto con il tedesco, il quale (non dimentichiamoci) ha una chiara missione da compiere. Purtroppo quest’ultima rischia di diventare un’utopia se prontamente non si risolveranno i problemi a monte elencati poc'anzi.


Intanto Mercedes dimostra al mondo cosa significa essere una squadra sotto ogni punto di vista, a cominciare dalla partenza dei suoi due piloti i quali hanno percorso il primo tratto di pista ruota a ruota senza mai sfiorarsi (fino a quando durerà?). Tutto ciò accade perchè sanno benissimo (gli è stato detto in modo chiaro) che avendo il mezzo meccanico migliore non devono assolutamente regalare nulla all'avversario. Inoltre la maturità di Lewis”  ricorda la ancora ampia lunghezza del calendario (ecco lui si che è autorizzato a pensarlo) spingendolo a non giocarsi tutto già da ora.

Contro questa macchina da guerra che non sbaglia niente sarà molto dura arrivare fino in fondo, comunque tranquilli, a noi resta il giro più veloce...

Autore: Vito Quaranta@quaranta_vito
Foto: Ferrari - Mercedes 

GP BAKU - ANALISI DELLA GARA: tutto troppo facile per Mercedes, Ferrari serve una reazione!

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Il Gp di Baku ci ha regalato ben pochi spunti da analizzare perchè è stato dominato dalla Mercedes che dopo la doppietta ottenuta in qualifica ha confermato lo stesso risultato anche in gara. E sono quattro adesso le doppiette su quattro Gp disputati: record. 



E' stato tutto facile per i "grigi" soprattutto grazie a Leclerc che era sembrato l'unico che poteva impensierirli. Ma lui, sabato, ha schiantato la sua SF90 compromettendo sia la qualifica che la gara. Vettel ha ottenuto il massimo  portando a Maranello il terzo posto ma, la cosa preoccupante, è che non è mai stato in grado di impensierire le Mercedes. Questo è dovuto principalmente al primo stint con gomme soft dove, la Ferrari, ha sofferto tantissimo accusando mediamente un gap di 0,8s da Bottas e Hamilton.


Nei primi giri il pilota tedesco non riusciva a portare nella giusta finestra le gomme e, successivamente, i suoi pneumatici sono andati in "overheating". La cosa grave è che, ad esclusione del Bahrain, la Ferrari ha sempre sofferto le gomme e non sembra essere in grado, per ora, di trovare un rimedio. Che sia dovuto anche alla sospensione anteriore visto che la SF90 è l'unica tra i top team ad utilizzare uno schema sospensivo molto tradizionale? Ci riuscirà a Barcellona dove ha raccolto tantissimi dati durante l'inverno? Aiuteranno gli sviluppi che porteranno in Spagna?
E' incredibile come, nel giro di pochi mesi, il punto di forza della SF71H sia diventato il tallone d'Achille per la SF90 mentre, in casa anglo-tedesca, l'handicap della W09 (gomme)  è diventato sulla W10 un punto di forza. 

Mercedes è riuscita a fare la differenza nella prima parte di gara e questo gli ha permesso di gestire a proprio piacimento la seconda parte visto che hanno spinto forte solo negli ultimi 10 giri come potete osservare dal grafico in basso. 


Bottas ha vinto meritatamente questa gara perchè è stato più concreto di Hamilton nei momenti chiave del fine settimana. In primis in qualifica dove è riuscito ad ottenere la pole position mentre, il cinque volte campione del mondo, a causa di un outlap molto lento non è riuscito a scaldare bene gli pneumatici perdendo troppo tempo nel settore 1. Poi alla partenza, Bottas, pur scattando in modo non ottimale è riuscita a mantenere la leadership alla prima curva sfruttando la poca aggressività di Hamilton il quale aveva tutto lo spazio per potersi infilare. 
Hamilton ha cercato di mettere pressione a Bottas specialmente nei giri prima che venisse esposto il regime di VSC e negli ultimi 10 giri di corsa ma non ha mai avuto nessuna chance per tentare l'attacco. In regime di VSC, Hamilton, è stato poco lucido in quanto ha perso 1,5s su Bottas e questo, secondo il pilota inglese, è stato dovuto ad un suo errore in quanto ha girato su tempi più lenti rispetto a quelli imposti dalla FIA. Quando viene attivata la VSC i piloti devono ridurre la loro velocità fino a rispettare un tempo minimo fissato dalla FIA in ogni micro-settore del circuito. I piloti vedono apparire sul display il delta fra il loro tempo di percorrenza e quello fissato dalla FIA per cui possono regolare la velocità di conseguenza, visto che ogni micro-settore è definito dai pannelli di segnalazione che si trovano prima di ogni curva e separate da una distanza che va da 100 a 300 metri.

La gara di Leclerc è stata sicuramente buona ed è riuscito a portare  casa il quinto posto. Il muretto Ferrari è stato molto criticato per avere lasciato in pista il monegasco troppo a lungo nel primo stint e questo gli ha fatto perdere del tempo prezioso sugli altri piloti che avevano delle coperture più fresche. Questa scelta, personalmente, l'ho trovata corretta perchè hanno tentato di osare e aspettare il più possibile per cercare un'eventuale Safety Car. Safety Car che avrebbe rimesso in gioco Leclerc per le posizioni di testa. 
 Con una strategia più conservativa, vedendo come è andata la gara, potevano sicuramente anticipare la sosta e questo avrebbe permesso a Leclerc di uscire davanti a Gasly e cercare un eventuale attacco a Verstappen. Vedendo il ritmo con le rosse secondo me non ci sarebbe stata nessuna possibilità di ottenere il quarto posto e proprio per questo credo che sia stato positivo rischiare. 



Per la Red Bull è stata una corsa a due facce: negativa con le soft e molto positiva con le medie. Nello stint con le gomme "gialle" Verstappen, prima del regime di VSC, ha tenuto un ritmo ottimo e si era portato in coda a Vettel e sembrava avere la velocità per scavalcarlo per portare la sua RB15 sul podio.



Dopo la ripartenza, il pilota olandese, non è più riuscito a viaggiare sullo stesso passo di prima e si pensava che questo fosse dovuto ad un problema di temperatura sulle gomme. Invece, a fine gara, si è scoperto che il rallentamento è stato a puro scopo precauzionale in quanto gli ingegneri di Milton Keynes temevano che sulla monoposto dell'olandese si presentasse lo stesso problema al semiasse avuto da Gasly che ha costretto il francese al ritiro. L'olandese ha concluso la gara a 5"7 da Vettel e con un ampio margine sull'altra Ferrari di Charles Leclerc, che negli ultimi giri della corsa ha effettuato una sosta extra per ottenere il giro veloce della gara.

Gran Premio di Spagna 2019 – Set scelti per pilota

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La FIA ha comunicato a Pirelli il numero di set di pneumatici e mescole scelti da ciascun pilota per il Gran Premio di Spagna (10-12 maggio).



VENGODOPOILGP N.4 - ‘Vince Bottas l’uomo di ferro, piegati Hamilton e le Ferrari’

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Non succede mai, fateci caso.

Quando a gran voce si invoca qualcosa, non arriva mai. Si sperava nella ‘scontatissima’ SC di Baku per rianimare una gara sembrata già finita dopo 4 giri, per far tornare in lotta Charles Leclerc a cui paradossalmente a un certo punto si credeva molto più che in Vettel, nonostante il ragazzino partisse, per colpe sue, con una grossa differenza in griglia. Poteva esserci ma non c’è stata. L’errore al sabato ha completamente pregiudicato quella che attualmente è la miglior arma della Ferrari, la capacità del giovane monegasco di capire la SF90 più in fretta e sfruttarla appieno, meglio di quello che da inizio anno riesce a Vettel, ancora non del tutto a suo agio sulla SF90.

Non capiamo ancora perché a Barcellona la sentivo perfettamente e ora non più” dice il tedesco.
C’è da lavorare molto, la fiducia resta, ma i cambiamenti voluti alla guida del team devono avere un processo naturale e ripercuotersi positivamente a cascata sulle scelte prima in fabbrica ma poi anche nei weekend di gara. Questo ancora non si è visto. Lo diciamo dall’inizio, serve tempo e non ci sono garanzie nell’immediato. Quello che si vorrebbe vedere, se qualcosa è cambiato davvero, sono finalmente quelle decisioni in seno alla gestione, anche forzando la mano con aggressività, per costruire una mentalità diversa, laddove non si arriva con le performance. Non è più tollerabile fare la conta degli errori, tra questi è giusto segnalare senza sconti quelli dei piloti, 2 grossolani in 4 gare contro zero degli altri.


Secondo Binotto c’è ancora margine di manovra per far uscire tutto il potenziale della vettura, per cominciare a fare risultati seri.

“A Barcellona porteremo il nostro pacchetto completo, tutti lo porteranno, vedremo come influirà sui valori, noi pensiamo di avere delle buone cose nella manica, non molliamo il campionato”.
Può essere che in Spagna magicamente la Ferrari possa sventare una 5’ clamorosa doppietta Mercedes?

O è così, o la crisi di risultati post Bahrain, rischia di prendere le forme di un buco nero. Mi aspetto molto da questa vettura, e non nascondo di sentirmi ogni giorno più solo nel pensarlo. Ma poiché, coerentemente,  credo che il prodotto uscito dalle menti e dalla fabbrica sia eccellente, sono portato a pensare che gli interpreti di tale prodotto lo siano molto meno. Non mi riferisco tanto ai piloti; del resto Leclerc, nonostante i suoi 21 anni, ha mostrato di poter fare persino pole e vittoria proprio con la tanto bistrattata SF90. Penso, piuttosto, ad alcune dinamiche che incidono nel week-end. Serve un rinnovamento progressivo, un salto di qualità anche sul fronte umano. Il presidente Elkann secondo le mie informazioni non era certo in gita di piacere a Baku. Ha ribadito tutto il supporto a Binotto (ci mancherebbe) e proprio attraverso il team principal vedremo nelle prossime settimane diversi aggiustamenti e non solo sulle questioni puramente tecniche. Insomma, il gap tecnico da una corazzata come Mercedes è comprensibile, quello umano invece non più, perché ricordiamoci che nella tradizione Ferrari gli uomini hanno sempre marcato una differenza.


Valtteri che vince non si cambia.

In questo senso mi piace chiamarlo ‘l’uomo di Ferro’ dei primi 4 appuntamenti, un pilota lontano parente di quello rinunciatario che andò nel pallone nel 2018. Aiutato in questo periodo anche dalla non brillantissima forma di Hamilton nelle ultime qualifiche. Di ferro perché ancora un volta è apparso incrollabile alla pressione di Lewis, nessun errore, molto solido nella gestione gomme rivelatosi poi il fattore chiave per il risultato finale. Pochi giorni fa ha battuto cassa in Mercedes per il rinnovo, molti hanno sorriso, molti non gli danno ancora credito, eppure è lui ‘l’uomo di Ferro’  del team campione del mondo, e se fossi in Toto Wolff comincerei timidamente a chiedermi come mai Lewis non è stato ancora capace di segnare la solita differenza.

Autore: Giuliano Duchessa @GiulyDuchessa
Foto: Ferrari - Mercedes

Mercedes uguale Thanos..

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Chi conosce il personaggio diventato famoso nella saga “Avengers”, molto di moda in questi giorni di proiezione dell’ultimo “Avengers:Endgame”, sa che stiamo parlando di due termini di paragone praticamente identici. Per chi non lo sa, basterebbe descrivere il ruolo del “cattivo” che ha messo a ferro e fuoco l’universo nel film, per capire quale sia la forza del team tedesco in questo momento. Quattro doppiette nelle prime quattro gare, nessuno mai é riuscito a inanellare un filotto del genere nella storia della F1, e questo é già un dato su cui riflettere.

C’e poi da mettere in conto che la prima delle inseguitrici (Ferrari) non é distante anni luce, ma  per un motivo o l’altro non é mai riuscita a impensierire in modo serio e convincente i campioni in carica. Forse solo in Bahrein la Ferrari è stata superiore, ma anche lì una potenziale doppietta rossa si é trasformata in grigia causa affidabilità. Ed ecco che mescolando l’ordine degli addendi il risultato non è mai cambiato, con le frecce d’argento capaci di cannibalizzare praticamente in toto i punti disponibili, lasciando solo briciole agli avversari.

Eppure, il weekend azero era cominciato con buoni auspici, con le SF90 (soprattutto Leclerc) in gran forma sia il venerdì che parte del sabato, quando i piani della rossa si sono infranti sulla curva del castello, con il giovane Charles che sbatte in Q2 compromettendo le sue qualifiche, lasciando il solo Vettel a lottare per la pole position in Q3. Niente da fare, l’1-2 Mercedes si materializza già il sabato rendendo la gara più in salita di quello che dovrebbe essere stato, sapendo poi che i grigi quando partono davanti diventano praticamente imprendibili.

Però, circuito cittadino, muri molto vicini e via di fuga zero o quasi, danno la possibilità a chi é capace di realizzare una gara lineare, pensando di poterla vince anche partendo da dietro sperando in ritiri o aiuti dalla Safety Car. L’Auto di sicurezza che puntualmente esce a raffica si... ma solo in F2. Si poteva ipotizzare la presenza anche nella massiam categoria, ma volendo essere “profetici maligni” quando la Ferrari si trova ad inseguire raramente accadono eventi che possano aiutare la rossa, soprattutto quando i momenti non sono proprio brillanti.


A Baku non é successo praticamente nulla con un  Gran Premio quasi soporifero, e solo dopo i primi pit stop la gara si é “ravvivata” un poco, quando montando le più perforamenti gomme medie, i distacchi tra i primi si sono ridotti. Cio nonostate così come si era partiti si é arrivati, tranne il monegasco che scattando dall’ottava piazza ha concluso in quinta posizione dietro Verstappen, dopo un’ottima prima parte di gara (Charles montava al via gomme medie e questo lo ha aiutato a risalire la china). Vittoria per un redivivo Bottas che ha tenuto dietro il 5 volte campione Hamilton, che mai ha avuto modo di attaccare il compagno di squadra, e Mercedes che scappa nelle due classifiche mondiali.

Da qui possiamo ripartire, dal fatto che non siamo arrivati in Europa, e il mondiale sembra già finito o quasi, con uno strapotere tedesco che sembra inarrestabile, nonostante non abbiano una macchina nettamente superiore a Ferrari e Red Bull.

Quindi, cos’é che ha fatto si che nonostante ciò il team di Brackley stia dominando?

L’intero pacchetto...partendo dal management, dal team ingegneri in fabbrica, in pista, gli strateghi, il team principal, e ultimi ma non ultimi i piloti.


Un connubio perfetto, ancora di più nonostante 5 anni di egemonia, di piccoli dettagli in ogni area, che messi insieme formano una squadra imbattibile.

E se gli altri non faranno altrettanto...Appunto, e gli altri?

Fanno una fatica tremenda a capire le gomme, a farle funzionare, o meglio come si dice ora, farle lavorare nella giusta finestra di temperatura, nella quale danno il massimo della prestazione, e di conseguenza dell’intera vettura. Ecco il punto, la Formula Uno di oggi incentra il progetto delle vetture intorno alle gomme, e chi riesce ad azzeccare la sinergia tra le 2 parti trova il jolly vincente.

Abbiamo visto, nelle differenti fasi dei Gran Premi fin’ora disputati (Baku compreso) una vettura a volte velocissima ed altre lentissima. La stessa monopsto guidata dallo stesso pilota ma con condizioni ambientali differenti, dove neanche gli ingegneri capiscano veramente perché e cosa fare.

Ci piace la così detta formula gomme?

Forse a Liberty Media si, ma a noi spettatori molto di meno.. perché non può un singolo componente, per importante che sia, influire su un intero progetto in modo così invadente e determinante. Le polemiche ci sono state di nuovo per il “diverso” trattamento riservato ai piloti Ferrari, con Leclerc sacrificato, secondo i più, in favore del “capitano” Vettel. Io dico chiacchiere sul nulla...le strategie erano corrette e solo un evento esterno poteva rimettere in gioco il team di Maranello. Stiamo parlando di posizioni di rincalzo figuriamoci. Ricordiamo l’ultima gara “dominata”dalla rossa, Belgio 2018 e l’ultima vittoria, Austin 2018 con Kimi. Troppo tempo é passato, per chi si chiama Ferrari e ambisce a vincere il mondiale.


Andiamo oltre, in Europa, ripartendo dalla Spagna, teatro dei test invernali che tanto hanno ingannato e riempito di fiducia i tifosi, e che possiamo definire un ultima spiaggia, perché se non si inverte la tendenza allora bisogna concentrarsi a sviluppare la macchina e pensare più a lungo termine. Binotto nelle sue dichiarazioni é sempre molto tranquillo senza sembrare preoccupato della situazione, consapevole dove intervenire per correggere cosa non va. Ma nel circuito di Barcellona se non hai una macchina meccanicamente e aerodinamicamente al top, si evidenziano automaticamente i punti deboli. Uno su tutti il terzo settore lento... e se sei debole li non riuscirai mai a sorpassare nel successivo rettilineo. Parafrasando le sue parole servono interventi e sviluppi aggressivi, promessi e previsti per la Spagna.

Il potente Thanos, per essere invincibile, si serve delle 6 gemme dell’infinito per comandare l’universo, e Mercedes sembra possederle tutte in questo momento. Ma nonostante ciò esistono lo stesso punti deboli e starà a Ferrari diventare perfetta per poter sfidare ad armi pari un gigante che, apparentemente, sembra davvero invulnerabile.

Autore: Mauro Petturiti

Rossa addormentata, svegliati!

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E così usciamo dal weekend in terra azera con un’altra doppietta Mercedes, un altro uno-due dei ragazzi di Toto Wolff. Un continuum strabiliante di risultati che può solo far piacere ai tifosi della casa della stella a tre punte. Un record micidiale ché in Formul Uno mai nessun team era riuscito fino ad oggi a realizzare, quattro doppiette di fila nelle prime quattro gare del calendario. La Mercedes è la potenza numero uno di questa stagione e ciò è oggi assolutamente chiaro. Non possiamo più parlare di vittoria nata per problemi di affidabilità dei competitors o di difficoltà a mettere in pista il massimo della performance.Malgrado questo inizio di stagione che di sicuro avrà tramortito i ragazzi della Ferrari, nonostante quanto continui a sostenere Mattia Binotto per tenere alto il morale dei suoi (giustamente, ci mancherebbe altro), la vettura di Maranello continua ad essere una mezzo che dimostra una certa qualità: Sabato in qualifica Leclerc era infatti decisamente il pilota da battere, e se avesse potuto disputare le Q3 e partire dalla Pole Position con le gomme medium (le gialle), ieri avremmo sicuramente assistito ad un’altra gara.

Il problema è che questa Ferrari non riesce a mettere il muso avanti alle frecce d’argento in parte per problemi di comprensione del setup (Australia, Cina), in parte per errori dei piloti che compromettono la prestazione (Azerbaijan) ma, quando ci riesce, è frenata da problemi di affidabilità (Bahrain); e le Mercedes non sbagliano un colpo. Ed in questo scenario diventa davvero difficile competere perché è come lottare contro un pugile fortissimo che non va mai al tappeto, sempre pronto a sferrare il colpo del ko. Fa piacere vedere il sorriso sempre presente sul volto di Sebastian Vettel, nonostante un inizio di stagione abbastanza deludente per il team. Evidentemente il ragazzo di Heppenheim sa che laSF90 deve ancora esprimere le sue doti e che il meglio sta per arrivare.

Forse, tutto sommato, a renderlo felice saràa anche lo stipendio da multimilionario che continua ad incassare ogni anno, che potrebbe essere l’ultimo come dipendente della scuderia di Maranello se neanche quest’anno riuscirà a riportare il titolo a Maranello, dopo 5 stagioni con la tuta rossa. Fatto sta che, per dirla con un riferimento al film dei fratelli Grimm, questa Ferrari sembra tanto una bella addormentata nel bosco. Una rossa caduta in letargo subito dopo i test invernali svolti in terra iberica, che ha bisogno al piàu presto di essere risvegliata. Potranno essere Binotto, Vettel e Leclerc le tre fate gentili e John Elkan il principe affascinante pronti a tirare via questa SF90 dal sonno eterno in cui pare ormai essere caduta?

Svegliati Rossa addormentata, svegliati!


Dando unìocchiata in casa Mercedes è corretto rendere onore a Valtteri Bottas, che ieri ha dimostrato di sapere il fatto suo nonostante le etichette poco eleganti appioppategli nella passata stagione, assegnate da pubblico ed addetti ai lavori a mio modo di vedere in modo assolutamente ingiusto. Durante tutto il week-end Valtteri ha saputo tirar fuori dalla sua W10 una prestazione convincente, che gli ha permesso di partire primo (anche se rimane il dubbio di dove si sarebbe qualificato Leclerc senza quell’errore) e di concretizzare poi il risultato in una gara nella quale non ha sbagliato nulla, tenendo testa al compagno Hamilton in ogni fase, anche nelle più calde dove il pilota di Stevenage si è fatto sotto nel tentativo di intimidire il finnico e condurlo all’errore. Ieri, semplicemente, Bottas voleva vincere e voleva farlo in grande stile. Appare evidente che quest’anno Lewis dovrà lottare prima di tutto col suo compagno di squadra e poi, forse, con gli avversari se vuole mettere le mani sul sesto titolo piloti della sua carriera. Questa sfida interna, che tanto ricorda quella tra Hamilton e Rosberg del 2016, in ottica divertimento degli spettatori può solo far bene, anche considerando la mancanza di diretta concorrenza in questa prima fase della stagione.


Volevo poi spendere due parole per riflettere su due questioni al centro delle prove libere del Venerdì. Ho letto e sentito un po’ ovunque in questi giorni di un sarcasmo intorno ai commissari di pista a seguito di quanto avvenuto nelle fasi iniziali dell FP1. Occorre ricordare che nei precedenti tre anni il corpo dei commissari di pista era composto da circa 100 membri provenienti direttamente dal circuito del Bahrain, che conosce la F1 da 15 anni. Questo è stato, invece, il primo anno in cui dei 100 commissari chiamati a bordo pista durante tutto il week-end, 50 erano locali. Pertanto avevano l’estremo bisogno di fare pratica, e di esercitarsi per trovare i loro tempi e applicare con efficacia i complessi meccanismi che la gestione di un intero Gran Premio di F1 richiede. Non condivido affatto il sarcasmo sopra citato fatto intorno a queste persone che, non dimentichiamolo, si prestano a titolo gratuito per svolgere un compito molto pericoloso, guidati probabilmente dalla sola passione. Questi ragazzi hanno bisogno di fare pratica a bordo di un circuito che non ha quasi spazio tra le barriere e i muri dei palazzi, con vie di fuga limitate e pochissimo spazio per macchinari ed attrezzatura al fine di ridurre il tempo necessario per ogni intervento.

E se non nego che l’episodio del tombino che ha praticamente distrutto la macchina di Russel (e per miracolo si è trattato di un incidente tutto sommato non grave per il pilota) sia grave, vorrei ricordare che una cosa simile successe a Monaco qualche anno fa, dove i commissari sono considerati i più esperti di tutto il Circus. Ed in quell’occasione il pericolo che ci scappasse il ferito furono anche maggiori, visto come il tombino volò alto verso la macchina di Jenson Button: non ricordo che fu fatto sarcasmo alcuno. L’errore di qualche tecnico che non ha saputo fissare la copertura metaqllica in modo efficace non può ricadere come una spada di Damocle su tutto il corpo dei commissari, che anzi mi pare abbia tutto sommato svolto un lavoro più che degno durante le varie sessioni del fine settimana.

Un’altra questione sulla quale vorrei soffermarmi è quella legata alla gestione della pesa della macchina durante prove e qualifiche. Ormai addetti ai lavori e spettatori hanno compreso come l’organizzazione di questa situazione semplicemente non funzioni, esatamente come il sitema della Virtual Safety Car. In effetti richiamare a sorteggio un pilota per posizionare (a motore rigorosamene spento) la propria vettura su quattro bilance, per poi poter verificare che il peso del mezzo assieme a quello del pilota non sia inferiore al minimo imposto da regolamento, non comporta quasi mai problemi durante le prove libere ma rischia troppo spesso di condizionare in qualifica (questo weekend è toccato a Verstappen che non ha potuto effettuare un secondo run in Q3) la performance dei piloti.

Ad essere altresi sbagliata, poi, è la penalità che viene inflitta al pilota che tira dritto alla chiamata alla pesa in ingresso Pit Lane, che in quel momento non si accorge del segnale luminoso perché probabilemnte impegnato nel compiere operazioni sul volante della sua monoposto. L’esempio di questo fine settimana é stato Gasly, che é stato squalificato dalla qualifica del Sabato per avere saltato la pesa al venerdì. Insomma, dare per scontato che una macchina sia fuori regolamento solo perché in quel preciso momento non la si può pesare, durante poi una sessione di prove libere dove in palio non c’è assolutamente nulla, pare davvero troppo eccessivo.

Autore: Federico Vicalvi
Foto:Ferrari - Mercedes - F1

GP AZERBAIJAN - LE PAGELLE: i voti della quarta gara

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Baku, Azerbaijan, 28 aprile.

Tutti si aspettavano una safety car e invece l'unica cosa che è arrivata è la quarta doppietta Mercedes in altrettante gare. Impressionante. Ferrari sul podio, ma non basta. c'è ancora tanto da lavorare...



Ma vediamo insieme i voti di questa gara: 

Mercedes: 10 al team; 10 a Bottas; 9 a Hamilton

L'unica che pecca che si può trovare in tutto il loro weekend è l'ultimo giro della qualifica di Hamilton, quando non è riuscito a scaldare perfettamente le gomme e ha vanificato il tentativo di prendersi la pole position. Fantastico Bottas, non c'è altro da aggiungere. Stanno scrivendo la storia e di questo passo li ricorderemo per tanto tempo...


Ferrari: 5 al team; 6 a Vettel; 5 a Leclerc

Un vero peccato per Leclerc l'errore in qualifica. Era in palla e la pole position era alla portata. Sua e non del compagno, che nemmeno si sarebbe qualificato in Q3 con gomma media. Fossero partiti davanti con quella gomma gialla, (Leclerc quantomeno) probabilmente parleremmo di tutt'altra gara... Ottimo il primo stint, proprio con quella gomma quando Vettel, invece, perdeva oltre un secondo al giro dai Mercedes con la rossa... Forse potevano provare la hard, una volta capito che non ci sarebbe stata safety car e che la soft non andava. Ora arriva Barcellona e si potrà fare un vero confronto con quanto visto nei test...


Red Bull: 5 al team; 8 a Verstappen; 6 a Gasly

Solido weekend per Verstappen: ha come obiettivo la seconda fila e sfruttando la disgrazia di Leclerc la ottiene nonostante abbia un solo set di gomme nuove in Q3. In gara, sembra addirittura poter attaccare Vettel per il podio, ma la virtual safety car gli manda "fuori finestra" le gomme e deve rinunciare. Per Gasly, invece, un 6 di incoraggiamento. Viene tradito dall'affidabilità nel finale, ma il suo ritmo con la gomma media è ottimo. Tuttavia l'errore suo e del team nelle libere che lo ha costretto a partire dalla pit lane è abbastanza grossolano, così come quello del flusso di carburante eccessivo in qualifica. Deve darsi una svegliata, o rischia il posto...


Racing Point: 7,5 al team; 8,5 a Perez; 7 a Stroll

Un Perez in ottima forma si porta a casa il 6° posto su questo dopo essersi qualificato in 5^ posizione al sabato ed essere stato anche davanti a Verstappen nei primi giri, con gomma soft. Segnali positivi anche da Stroll: assolutamente bocciato in Cina, si porta a casa qui la 9^ posizione, nonostante al sabato sia rimasto escluso nuovamente in Q1. Speriamo sia l'inizio di un buon percorso...


McLaren: 7,5 al team; 7,5 a Sainz; 8 a Norris

Continua la fase altalenante: male in Australia, bene in Bahrain; male in Cina, bene qui in Azerbaijan. Chiudono in 7^ e 8^ posizione, con Sainz davanti a Norris, ma è proprio il secondo a portarsi ancora una volta a casa la Q3 al sabato. Poi in gara la gomma soft lo penalizza, ma nonostante tutto i punti ci sono. Molto bene.


Alfa Romeo: 5 al team; 8 a Raikkonen; 7 a Giovinazzi

Bene ma non benissimo direi. Quando finalmente riescono ad avere entrambe le macchine in Q3, ecco che si ritrovano a partire comunque dal fondo (Giovinazzi per la 3^ centralina; Raikkonen addirittura dalla pit lane per l'ala anteriore irregolare in qualifica). Il finlandese riesce comunque a portarsi a casa un punto, a differenza dell'italiano che chiude 12°. Ci si aspettava di più su questa pista però...


Toro Rosso: 6 al team; 6 ad Albon; 6,5 a Kvyat

Non proprio un buon weekend per il team: Kvyat riesce a qualificarsi in 6^ posizione, ma in gara soffre subito di degrado e precipita in fondo. Risale, ma poi è costretto al ritiro per un banale incidente con Ricciardo in cui non ha colpa. Albon, invece, chiude 13° la qualifica e 11° la gara senza mostrare nulla di che.


Haas: 4 al team; 4.5 a Magnussen; 4 a Grosjean

Sembra proprio che stiano facendo i gamberi; ad ogni gara va sempre peggio. Magnussen 14° in qualifica e 13° in gara; peggio ancora Grosjean, fuori in Q1 al sabato e ritirato per problemi tecnici la domenica. Nettamente bocciati per ora.


Renault: 4 al team; 4 a Hulkenberg; 3 a Ricciardo 

Come Haas, anzi peggio. Sono un team ufficiale e su un circuito dove conta la power unit si ritrovano con Ricciardo 12° e Hulkenberg escluso in Q1 al sabato. Poi, in gara, il tedesco è dato per disperso e chiude 14° davanti solo alle Williams; l'australiano sembra poter fare qualcosa di meglio, ma nel tentativo di sorpasso su Kvyat va lungo nella via di fuga e quando inserisce la retromarcia per riprendere la strada, si scorda che alle sue spalle c'è ancora il pilota Toro Rosso causando così un incidente con lui e rimediando la penalità per il prossimo gp. Weekend abbastanza imbarazzante.


Williams: 6 al team; 6 a Russell; 5 a Kubica

Che dire, la situazione è nota, ma il team di meccanici in pista lavora. E questo weekend lo ha dimostrato sostituendo prima il telaio della macchina di Russell dopo il tombino del venerdì e riparando i danni di Kubica dopo l'incidente in qualifica. E' la prestazione che manca e non sappiamo quando tornerà...



Autore: Alessandro Rana - @AleRana95
Immagini: Mercedes, Ferrari, Red Bull, McLaren, Alfa Romeo; Racing Point; Toro Rosso; Haas; Renault; Williams