TEST F1 / DAY 8 – DAL VOSTRO INVIATO – MATTINA

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Ribadisco che a Barcellona e dintorni la mattina è abbastanza frizzantina.

O forse sono io che sono più geco (in ligure “grigua”) che umano, mi dicono amabilmente i colleghi di FUnoAT (senza fare nomi @BerrageizF1). 
Certo, il mondo della sala stampa è un microcosmo nel microcosmo.
C’è un collega iberico-parlante che mentre telefona fa conoscere, “Urbi et Orbi”, i suoi problemi.

Per venire a vedere la Ferrari Jamel, un meccanico francese s’è fatto il viaggio in auto da Marsiglia. Francese ma con il cuore che batte rosso, si è pagato il pass per la giornata di ieri e di oggi e si è presentato con capellino e felpa Ferrari DOC.
S’è innamorato della Rossa ai tempi di Michael.
L’ho incontrato davanti al Motorhome Pirelli.
Questo anno si dice molto fiducioso.
Ma noi tocchiamo amabilmente ferro e facciamo un noto gesto apotropaico e italico per propiziare la fortuna. Non sia mai.
Tanto, i veri valori in campo li vedremo solo con il primo Q3 nella terra dei canguri.

I meccanici della Red Bull sono riusciti a mettere le ali a Max, o perlomeno a metterlo in pista. Dopo il pasticciaccio di ieri di Gaslì hanno fatto mirabilie. 
La monoposto più bella, armonica e proporzionata, nonostante l’aggiunta del naso “penico” è la Mercedes.

La livrea più bella, secondo il sottoscritto e non solo, è quella della Haas.
La più bella dopo la Ferrari s’intende. Ma lì c’entrano i sentimenti.
La Ferrari potrebbe essere anche color carbonio e simile ad un ferro da stiro, ma sarebbe sempre la più bella. E’ roba da innamorati. Appunto.
E d’altronde, parafrasando il fondatore: se vince sarà bellissima.

Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi

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