GP MELBOURNE – ANALISI QUALIFICHE: Mercedes al top ma a mancare è stata la Ferrari

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Non era sicuramente la lotta che si aspettavano i tanti tifosi della Ferrari quella tra Lewis Hamilton e Valtteri Bottas nelle prime qualifiche stagionali corse in Australia con il cinque volte campione del mondo che si conferma mostruoso in modalità giro veloce. Dopo aver commesso un’importante errore nel primo tentativo, Hamilton è riuscito a mantenere la calma e a togliere la Pole Position per un decimo di secondo all’ottimo compagno di squadra che ha comunque disputato una grande ora di qualifiche. E poi? Il vuoto. La prima Ferrari SF90, quella di Vettel, a ben 7 decimi da Hamilton, Leclerc addirittura a quasi un secondo complice anche una Q3 non cosi positiva. Tra i due ferraristi un ottimo Verstappen, comunque a ben 8 decimi dalle due Mercedes e salvato in extremis dalla scellerata strategia del Team nella tanto spettacolare quanto complicata Q1 che non ha permesso a Gasly il passaggio in Q2 (e probabilmente Q3).
A comandare la F1.5 c’è il Team Haas, seguito da uno spettacolare Lando Norris e Kimi Raikkonen, non contento con sé stesso, con una Alfa Racing positiva. Peccato per l’altro pilota Mclaren, Carlos Sainz, che nel giro buono della Q1 ha trovato sulla sua strada la Williams “forata” di Robert Kubica (lasciati 3 decimi). Da segnalare la grande qualifica di Checo Perez che è riuscito a portare la sua Racing Point RP19 in decima posizione. Team più deludente nella giornata odierna sicuramente Renault (peccato comunque per il problema elettrico che ha condizionato la qualifica di Hulkenberg) che, anche se per pochi millesimi, non è riuscita a qualificarsi al Q3.
Partiamo dalla opaca qualifica delle Ferrari SF90. Il Team italiano è stato la vera delusione di questa qualifica visto il pesante distacco rimediato nei confronti della Mercedes. Nessuno, Mercedes e Ferrari comprese, potevano aspettarsi una qualifica cosi a senso unico e ciò viene confermato anche dallo stesso Vettel: “Non sono certamente meno sorpreso di chiunque altro, anzi probabilmente più di tutti. Sinceramente non ce lo aspettavamo all’inizio del weekend”. La SF90 era infatti data come favorita alla vigilia per quanto di buono mostrato durante la otto giorni di test. Cosa è successo tra i test pre stagionali e nelle due settimane di avvicinamento al GP di Australia? Innanzitutto si è mostrato nuovamente quanto scritto a fine test e nella giornata di ieri con una Ferrari in difficoltà principalmente nelle curve lente e di media velocità nei confronti della Mercedes. Conferma arrivano sempre dal tedesco: “Ci sono 16 curve e stiamo perdendo in ognuna anche se il problema è maggiore nelle curve lente e di media velocità piuttosto che in quelle ad alta velocità. Oltre a ciò non siamo riusciti ad ottenere il massimo dalle gomme”. La pista di Melbourne è sicuramente diversa come asfalto e caratteristiche tecniche rispetto a quella di Barcellona e se è vero che è anche piuttosto insolita rispetto alla maggior parte degli eventi presenti nel calendario di F1 è giusto sottolineare che chi fa la Pole in Australia nella gran parte dei casi vince anche il mondiale. Sempre Vettel, riguardo a ciò: “Melbourne è una pista insolita, ma se sei veloce qui, di solito sei anche veloce altrove”.
Dai rumors emersi nel post qualifica ce ne sarebbe uno particolarmente importante che vorrebbe entrambe le SF90 non ai livelli massimi di potenza della Power Unit (anche a livello elettrico) per evitare importanti problemi di affidabilità e addirittura deleteri 0 alla prima gara (di ventuno). Il Team italiano ha compensato la mancanza di potenza, scaricando aerodinamicamente le SF90 (maggiormente quella di Leclerc), perdendo però cosi il giusto bilanciamento. Soprattutto l’anteriore, come si scriveva nella giornata di ieri, non sembra essere cosi solido come in Spagna e in una pista come quella australiana senza un buon front end (e di conseguenza tanto sottosterzo in ingresso curva) è molto difficile andar forte. Pur con le parole (di facciata?) di Mattia Binotto, non sembrano stati ancora risolti gli importanti problemi di affidabilità emersi durante i test.
Dall’altro lato, la crescita Mercedes dal primo giorno di test alla giornata odierna è chiara e ben evidente. Tralasciando le solite dichiarazioni alla stampa di Wolff e Hamilton, sempre da prendere con le pinze e che non dovrebbero più far notizia, lo scrivevamo nell’analisi post test come i tedeschi erano messi meglio di quanto sembrava. Se ne sono andati da Barcellona con importanti certezze in termini di pneumatici, soprattutto in regime di gara, qualcuno in meno in condizioni di qualifica. La W10 faticava a mettere velocemente in temperatura gli pneumatici, un qualcosa che non è avvenuta in Australia pur rimanendo, sembrerebbe, una certa “gentilezza” sulle Pirelli 2019.
Il Team anglo tedesco è arrivato in Australia con una novità all’ala anteriore, che possiamo mostrare in modo chiaro nell’immagine confronto in alto, che ha dato i risultati mostrati in fabbrica ossia un notevole passo in avanti in termini di bilanciamento aerodinamico. Questo, associato ad una ottimizzazione del grande pacchetto di aggiornamenti portato in pista nella seconda quattro giorni di test del Montmelo, ha portato le due W10 ad un livello molto alto. Il resto lo hanno fatto i problemi incontrati dalla Ferrari. “Un vero shock” essere cosi facilmente davanti a Ferrari secondo Hamilton. Ma i punti si fanno domani e in Mercedes lo hanno ben in testa: “Sappiamo che la Ferrari migliorerà domani, sono sicuro che ci daranno un bel filo da torcere perché sono sempre forti in gara”.
Passando alla terza forza odierna, il Team RedBull, sicuramente è da sottolineare la prestazione della scuderia anglo austriaca e della Power Unit Honda. Erano importanti i punti di domanda soprattutto sull’unità di potenza giapponese in configurazione di qualifica ed invece la prestazione è da considerarsi interessante. Anche per gli avversari, come Haas (“La Red Bull è stata più veloce di quanto pensassimo” secondo Romain Grosjean) o Mercedes che con Toto Wolff mette in evidenza “il grande passo in avanti durante l’inverno”. Anche se Verstappen non è ancora pienamente soddisfatto del bilanciamento della sua RB15: “Abbiamo sperimentato un sacco durante le prove libere ma non so se abbiamo optato per il miglior setup. Comunque il quarto posto è abbastanza soddisfacente”.

Per quanto riguarda la gara di domani, secondo la Pirelli la strategia migliore è a due soste con l’utilizzo di due set di Soft (ma tutti i top team non hanno un set nuovo di Soft) e uno di Medium ma c’è la possibilità anche di chiudere la gara con la singola sosta utilizzando la Medium o la Hard. Molto dipenderà anche da possibili Safety Car, sempre molto probabili in Australia.

2 Commenti

  1. La nuova Ferrari SF90 vista nelle qualifiche di Melbourne dove si è preso un considerevole distacco di 7 decimi dalla Mercedes,sembra la copia sbiadita della vettura che era considerata la grande favorita dopo i test di Barcellona! Il risultato delle qualifiche pone alcune riflessioni in quanto bisogna considerare che Melbourne è una pista atipica,per cui non si possono emettere giudizi definitivi alla prima gara! Eppure una spiegazione c'è e va ricercata in possibili problemi di setup che non hanno permesso alla Rossa di adattarsi alle caratteristiche del circuito Australiano come invece è riuscito alle Mercedes. Inoltre dai rumors post qualifiche, si vocifera che la Ferrari non abbia sfruttato appieno il potenziale a disposizione in termini di P.U. e parte elettrica per i problemi di affidabilità riscontrati negli ultimi giorni dei test di Barcellona evidentemente non risolti del tutto. Pertanto le prestazioni della nuova Ferrari andranno valutate nei prossimi GP quando ci saranno circuiti più attendibili.Quindi invito tutti i ferraristi a non fasciarsi la testa dando già per chiuso il mondiale ma di continuare ad aver fiducia nel team di Binotto perchè la SF90 è un'ottima monoposto che con sviluppi costanti di gara in gara, potrà senz'altro lottare per il titolo.

  2. Certo capisco la questione di scaricare la SF90 aerodinamicamente per compensare la perdita di potenza, ma se non mi sbaglio nelle curve si dovrebbe usare più grip meccanico che carico aerodinamico quindi mi sembra contraddittorio rispetto alle parole di Vettel. Lui di ce che i problemi ce li hanno nelle curve lente cioè per me stabilità dell'anteriore e dannatissimi ammortizzatori.

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