FORMULA UNO – EDITORIALE: Per un punto in piú…

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Lo dico subito: a me piace l’attribuzione di un punto a chi sigla il giro più veloce in gara, e per essere precisi e pignoli, non è una novità assoluta. Nei primi nove anni della sua storia, dal 1950 al 59 c’era già quel punticino. Anzi per essere sempre precisi e pignoli, veniva diviso fra i piloti che siglavano il giro più veloce. I sistemi di rilevamento degli albori della Formula Uno non erano certo precisi ed affidabili quanto quelli odierni e c’era, inevitabilmente, un arrotondamento con la possibilità che più piloti segnassero quello stesso crono che poi sarebbe risultato il più rapido di tutta la gara.

Un esempio clamoroso, il Gran Premio di Gran Bretagna del 1954. Sette piloti che ottennero a testa 0,14 punti per il giro veloce in gara. Tra l’altro il sistema di attribuzione dei punti è cambiato molte volte, io velocemente ne ho contato sette diversi, di sistemi, nel corso della storia della F1Come dicevo, sono d’accordo con questa novità introdotta poche ore fa dalla FIA.Certo, ci sarebbe da discutere se sia giusto o meno che tale punto sia attribuito solo ai primi 10 in classifica nel corso del Gran Premio. Una aggiunta, in sostanza a coloro che, secondo il regolamento attuale, possono prendere punti (in ordine decrescente: 25, 18, 15, 12, 10, 8, 6, 4, 2, 1).

Ci sono inevitabili pro e contro guardandola da uno e dall’altro punto di vista. Mi viene spontaneo pensare che talvolta in Formula Uno sembrano venire dall’Iperurano. E che con colpevole ritardo scoprano la proverbiale acqua calda. Se imprevedibilità deve essere, certe volte basta poco. Senza creare assurdi regolamenti da ubriaco al bar (amo sempre ricordare la celeberrima definizione di Marchionne), senza cervellotiche regole con i test castrati, le Power Unit castrate, l’elettronica castrata, i piloti retrocessi in griglia per un cambio rotto e così via. Roba da sociopatici dei motori.

Ecco, basta dire che se fai il giro più veloce e arrivi fra i primi 10 in pista ti becchi un punto. Liscio liscio.


Con un punto si vincono i Mondiali. Talvolta basta anche mezzo. Monaco 1984.
Un incubo che dovette tormentare Prost per non poche notti. E dopo quell’anno, conseguenza di quel pazzo Gran Premio con i punti dimezzati, con Lauda al suo terzo titolo, il francese si cucì addosso il soprannome di “professore”, di perfezionista assoluto della velocità: il massimo del risultato con il minimo sforzo.

Ah…già che ci siamo, io metterei anche il punto per la pole. Anzi no.Perché li poi sappiamo bene chi si beccherebbe, quasi sempre, quel punto. Facciamo che per questa regola ci pensiamo quando si ritira il re nero. Il punto fondamentale per me è, lo ribadisco: meglio questi accorgimenti, se si vuole parlare di spettacolo o si vuole migliorarlo che, appunto, farraginosi e spesso assurdi regolamenti tecnico-sportivi.


E voi, cosa ne pensate?


Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi

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