Formula 1 | Test Barcellona, day 4: Hulkenberg al comando, ma con problemi

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Si è conclusa la prima settimana di test a Barcellona con la Renault al comando.

Nico Hulkenberg è il leader della classifica con il tempo di 1:17.393 con la mescola C5 (softest, ultrasoft 2018) , seguito da Albon (1:17.637) e Daniel Ricciardo (1:17.785).

La giornata del pilota tedesco della Renault, però, non si è conclusa nel migliore dei modi, perché la sua RS19 ha avuto dei problemi tecnici alla fine della sessione pomeridiana.


Quarta posizione per Valtteri Bottas (1:17.857), seguito dal compagno di squadra Lewis Hamilton. Per la prima volta i due piloti della Mercedes sono scesi sotto la soglia dell'1:18, utilizzando però mescole differenti (Bottas la mescola C5, Hamilton la C4).

Sesta posizione per Charles Leclerc (1:18.046), autore di una grande lavoro durante la giornata, ma è anche uscito di pista nel corso della mattinata in curva 5. Settima posizione Lando Norris (1:18.431) che è finito sulla ghiaia stamane, costringendo così i commissari ad esporre la bandiera rossa. Ottava posizione per Antonio Giovinazzi (1:18.511). La monoposto del team Alfa Romeo Racing pecca, però, ancora di affidabilità; infatti il pilota italiano si è dovuto fermare a fine sessione per problemi tecnici sulla sua monoposto. Nonostante i problemi, il pilota italiano è lo stakanovista del giorno con i suoi 158 giri all'attivo.



Nono e decimo i due piloti della Haas, rispettivamente Magnussen (1:18511) e Grosjean (1:18.720). Chiudono la classifica Pierre Gasly (1:18.780), Lance Stroll (1:19.664), George Russell (1:20.997) e Robert Kubica (1:21.542).


Il pilota polacco della Williams sintetizza così il clima all'interno del team inglese:" La situazione non è buona, speriamo di venirne fuori"

Da sottolineare anche l'episodio nel quale Hamilton stava per prendere in pieno la monoposto di Robert Kubica, ma è riuscito all'ultimo a schivarlo. Disattenzione di entrambi?



L'unico dato positivo che può certamente rincuorare, al momento, la Williams è l'affidabilità che ha mostrato la FW42 in questi due giorni. Sicuramente i piloti dovranno fare molti giri in più per verificare realmente la tenuta della monoposto.

Mescole usate per i giri veloci

Hulkenberg, Albon, Ricciardo e Bottas hanno scelto la gomma C5; Hamilton e Norris la mescola C4; Leclerc, Giovinazzi, Grosjean, Magnussen, Gasly e Russell la C3. Stroll e Kubica la C2.

Giri segnati dai piloti

Giovinazzi: 154
Gasly: 146
Leclerc: 138
Albon: 136
Norris:132
Stroll: 72
Magnussen: 66
Grosjean: 64
Hamilton: 58
Bottas: 57
Kubica: 48
Ricciardo: 34
Hulkenberg: 24
Russell: 17


TEST F1 - GIORNO 4: Ecco le mescole Pirelli utilizzate dai piloti relativi ai giri veloci...

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Termina la prima settimana di test pre stagionali nel tracciato catalano di Montmeló con una miriade di dati raccolti dai vari team, che saranno analizzati a fondo nei quattro giorni che separano le scuderie dalla seconda settimana di lavoro. In linea generale si è visto un alto grado di competitività da parte dei vari team, smentendo un po tutte quelle notizie che davano le monoposto in configurazione 2019 più lente.

Nonostante sia ancora forse troppo prematuro tirare conclusioni, resta il fatto che le prestazioni sciorinate dai piloti in pista promettono molto bene, facendo addirittura pensare che le nuove auto, nonostante debbano rispettare le ultime regole imposte dalla federazione internazionale, possano battere i record della passata stagione.

La settimana prossima sicuramente avremmo più ferimenti, nel frattempo ecco la tabella completa dei tempi con i vari compound utilizzati nella giornata.


Test F1 / DÍA 4 - FERRARI: ¿Por qué la SF90 no tiene espejos ventilados?

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Este es un tema que el año pasado dio mucho hablar el de los espejos ventilados montados desde el día de la presentación en el Ferrari SF71-H. Y de la misma manera la eliminación de este elemento en el nuevo auto de Maranello está creando un parloteo importante.


A lo largo de los años incluso los componentes con menor importancia como los espejos retrovisores, han adquirido características cada vez más aerodinámicas para evitar que su turbulencia influya los elementos en la parte inferior del auto. Esto ciertamente se aplica a los soportes de los espejos que, como hemos visto en el SF71-H, fueron utilizados como desviadores de flujo. Pero Ferrari, en el excelente auto que corrió la temporada pasada, había dado un paso más hacia adelante al hacer aerodinámicos también las partes internas de los retrovisores. Como se puede ver en la imagen FUnoAT, se habian creado unas canalizaciones para dejar fluir el aire proveniente desde la parte delantera del monoplaza.

La ventaja de esta solución estaba directramente relacionada con la particular forma de los pontones del SF71-H, que tenía, además de la clásica apertura frontal, una toma de aire superior.


Si mirábamos la parte frontal del SF71-H, estaba claro que los espejos estaban perfectamente alineados con la entrada de aire superior. Dentro del espejo en la parte inferior el aire se movia hacia abajo con una trayectoria que llevaba aire al sidepod, para aumentar el flujo de enfriamiento. Al contrario el aire que pasaba en la parte superior primero venia empujada hacia arriba, para luego dejarla fluir hacia los laterales del coche, gracias al perfil aerodinámico que se separa de la superficie posterior del espejo. En resumen una función útil para mejorar el enfriamiento de la unidad de potencia italiana 2018, verdadera característica principal de los espejos innovadores del SF71-H.


Desplazando la mirada hacia el SF90, los espejos se colocan mucho más externamente debido a la rigidez del nuevo reglamento, y ya no logran mejorar significativamente el flujo de aire que ingresa a la toma de enfriamiento superior. Además al estar ubicados en la parte más externa de los pontones, la contribución aerodinámica de los flujos de limpieza dirigidos hacia la parte trasera también se ha reducido. Por estas razones, no es sorprendente ver que Ferrari haya tomado la pista en estas primeras pruebas de pre temporada con una solución más convencional.

TEST F1 / DÍA 4 - ALFA ROMEO RACING C38: Raikkonen ha probado un nuevo capó con el deck wing…

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Los test de pretemporada de Fórmula Uno 2019 comienzan a cobrar vida, ofreciendo algunos argumentos interesantes para comenzar a comentarlos. Uno de estos sin duda procede gracias a la actuación de Alfa Romeo Racing, quien finalizó segundo en el tercer día de pruebas en la hermosa pista catalana de Montmeló. Si comparamos el crono de ayer realizado por Kimi Raikkonen con el compuesto C5 (HyperSoft 2018), 1: 17.762, con la mejor vuelta de las pruebas 2018 (Sauber), 1:19.118, ciertamente podemos notar el importante salto adelante de equipo suizo.


Raikkonen sin embargo minimiza el resultado: "Es imposible hacer predicciones basadas en las primeras pruebas, lo sabemos. Tal vez tengamos una mejor idea la próxima semana, pero luego tendremos que esperar la primera confirmación en Melbourne. Estamos bastante satisfechos por nuestra parte, pero aún no tenemos idea donde podemos llegar en la primera carrera ".



En el C38 visto en la pista de ayer, se montó un nuevo capó del motor (flecha azul) que, a diferencia de la especificación utilizada en los dos primeros días de test, tiene una pequeña aleta de tiburón. El último componente también actúa como soporte para el deck wing (flecha naranja) útil para mejorar la limpieza del flujo dirigido hacia el alerón trasero, con la consiguiente mejora en la eficiencia de generación de la carga aerodinámica.


TEST F1 / GIORNO 4 - FORCE INDIA RP19: ecco il nuovo fondo che copia una novità introdotta lo scorso anno dalla Ferrari

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La Racing Point RP19, svelata piuttosto velocemente nella Pit Lane del Montmelo, è una chiara evoluzione della ottima vettura dello scorso anno. Lo sarà anche a Melbourne? Sembrerebbe di no visto che, a quanto trapela dalla Factory di Silverstone, sarebbe in programma un grosso update proprio entro l'Australia. 


Lasciando perdere i pur sempre rumors e passando ad una novità invece già vista in pista, il gruppo tecnico capitanato dall'ottimo DR Andrew Green ha fatto esordire nella mattinata odierna un nuovo fondo piatto che presenta una caratteristica già notata dapprima sulla Ferrari SF71H e poi sulla RedBull RB14. Stiamo parlando dei deviatori di flussi (frecce rosse) inseriti dal Team italiano su una specifica di fondo testata nel GP di Austin 2018, alette poi portare in Giappone dal Team anglo austriaco. Interessante notare che nessuno dei due Team ha poi confermato quella soluzione sulle vetture 2019. 


Vicino alla zona dove sono stati inseriti i deviatori di flusso è passante il vortice Y250, che percorre lateralmente tutto il corpo vettura e permette alle turbolenze in uscita dalle ruote anteriori di non interferire con il fondo vettura creando una sorta di minigonna aerodinamica che sigilla il flusso d’aria passante al di sotto la vettura. Un vortice tanto più importante, per il funzionamento della monoposto, quanto l'assetto rake della monoposto è maggiormente pronunciato, filosofia utilizzata sulla VJM11 e mantenuta anche sulla RP19.  

TEST F1 / GIORNO 4: Albon mette la sua Toro Rosso davanti a tutti...

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Eccoci giunti all’ultima giornata della prima settimana di test pre-stagionali qui nel tracciato catalano di Montmeló, dove le differenti scuderie continuano a “scoprire” le prestazioni delle loro monoposto. Nella soleggiata mattinata il primo colpo di scena arriva dopo 15 minuti dall’inizio della sessione, quando Lando Norris durante l’installation lap perde il controllo della vettura con il compound più morbido (C5), provocando la prima bandiera rossa.

Molto attivo come sempre Lewis Hamilton che disputando 58 giri risulta il primo pilota ad abbattere il muro del 1.18, fermando il cronometro sull’interessante tempo di 1:17:977 che li vale la momentanea prima posizione. Mercedes ancora una volta ha dimostrato tanta solidità, svolgendo il proprio programma in maniera impeccabile senza nessun tipo di problema.

Il record dell’inglese in realtà dura pochissimi secondi… perché l’australiano di Renault con una prestazione super strappa il primato al pilota di Stevenage montando il pneumatico C4. Pochi minuti più tardi Ricciardo migliora ancora il suo giro, questa volta però con il composto piú morbido (C5) collocandosi davanti di 2 decimi rispetto al tempo dell’inglese.

La classifica però cambia ancora con la sorpresa (se cosi si può definire) di Alexander Albon, che dapprima con la mescola C4 porta la Toro Rosso in terza posizione, per poi addirittura mettersi davanti a tutti con il tempo di 1:17:637, questa volta però calzando il compoud più rapido C5.


Ieri abbiamo assistito al debutto in pista con estremo ritardo sulla tabella di marcia della nuova Willimas FW42, per i vari problemi di organizzazione che lo storico team inglese soffre. Oggi finalmente Robert Kubica ha potuto disputare una sessione completa senza avere particolare problemi, anche se i rilievo cronometrici sembrano non promettere molto bene.

Buona la sessione dell’italiano Giovinazzi, che con la sua nuovissima Alfa Romeo Sauber svolge un lungo programma di lavoro. Il pilota di Martina Franca ha collocato la sua vettura al quinto posto con quasi un secondo di distacco dalla vetta, compiendo però il suo giro più veloce con il compound C3.

Secondo le informazioni raccolte, la mattinata di Red Bull è stata utilizzata per fare confronti aerodinamici e di set up esattamente come da programma. Non dimentichiamo che trattasi di test dove in realtà il lavoro più importante risiede nell'incontrare le parti deboli dell’auto, per poi poterle migliorare in vista dell’inizio del campionato mondiale.

In tutto questo la Ferrari non è certo restata a guardare, e con il neo ferrarista Charles Leclerc ha disputato una sessione davvero redditizia. Effettivamente il monegasco è il pilota che ha girato di più, inanellando la bellezza di 75 giri. Il miglior tempo del pilota di Maranello è di 1:18:046 valevole “solamente” per acciuffare il quarto posto, registrato però con gli pneumatici C3.

Autore: Arcari Alessandro@BerrageizF1

TEST F1 / GIORNO 4 - FERRARI SF90: perché la SF90 non ha gli specchietti ventilati?

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E' un argomento che lo scorso anno ha fatto discutere molto quello degli specchietti ventilati montati fin dal giorno della presentazione sulla Ferrari SF71H. Altrettanto discutere ovviamente la sua eliminazione sulla nuova nata del Team di Maranello, la tanto attesa SF90.  


Con il passare degli anni anche dei componenti poco importanti come gli specchietti retrovisori hanno assunto delle forme caratteristiche sempre più aerodinamiche per evitare che la loro turbolenza influenzi gli elementi a valle. Ciò vale sicuramente anche per i supporti degli specchietti stessi che, come abbiamo potuto vedere sulla SF71H, fungevano da veri e propri deviatori di flusso. Ma la Ferrari, sulla ottima vettura che ha corso la scorsa stagione, aveva fatto un ulteriore passo in avanti rendendo dei dispositivi aerodinamici anche le parti interne degli specchietti stessi. Come si può ben vedere dall'immagine FUnoAT, erano state create delle canalizzazioni per far scorrere l'aria in arrivo dall'avantreno. 

Illustrazione flussi specchietti Ferrari SF71H
Il vantaggio di questa soluzione era da collegare alla particolare conformazione della zona di inizio pance della SF71H che presentava, oltre che alla classica apertura frontale, una apertura superiore. 

Ferrari SF71H

Se si guardava dall'anteriore la SF71H è chiaro che gli specchietti erano perfettamente allineati con l'ingresso di raffreddamento superiore. All'interno dello specchietto, nella parte bassa l'aria veniva spostata verso il basso con una traiettoria che portava l'aria nel sidepod per incrementare il flusso di raffreddamento. L'aria che passa invece nella parte alta viene dapprima richiamata verso l'alto ma poi, grazie al profilo aerodinamico che si stacca dalla superficie posteriore dello specchietto, viene spinta a scorrere sulla pancia. Insomma, una funzione utile a migliorare il raffreddamento della Power Unit 2018 italiana, e non solo. Ed è questa la vera, principale, funzionalità degli innovativi specchietti della SF71H.


Spostandoci sulla SF90, gli specchietti sono posizionati molto più esternamente per via dell'irrigidimento dei regolamenti e non riescono più a migliorare in modo importante il flusso d'aria in ingresso nella presa di raffreddamento superiore. Cosi come trovandosi nella parte più esterna della pancia, hanno visto ridursi anche il contributo aerodinamico di pulizia flussi diretti verso il posteriore. Per questi motivi, non deve sorprendere che la Ferrari sia scesa in pista in questi primi test pre stagionali con una soluzione più convenzionale.

FORMULA 1: Da Fiorano a Barcellona.. tra evoluzione e dubbi

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Il fascino del nome AlfaRomeo, e la rinnovata Ferrari riaprono uno scenario di cui mi convinco sempre la F1 non possa fare a meno. Spesso si da per scontato che un mondiale sia un mondiale, le squadre possono cambiare e i campionati restano. In realtà quello che si è avvertito tra giovedì e venerdì, non solo in Italia, è stata un’attesa e un affetto oltre l’ordinario. 

Giovedì avendo assistito da vicino al debutto della nuova AlfaRomeo vi posso garantire che si è respirata un’aria particolarmente strana e che in parte non mi aspettavo. C’era molta curiosità, anzi di più, c’era l’attesa di rivedere una vecchia e tanto amata conoscenza (almeno nel nome). Di ritrovare qualcosa nel Motorsport al più alto livello che però possa appartenere un po’ a tutti; non il nome di una bibita, ma un marchio, AlfaRomeo, per certi versi accessibile, che ci rievoca qualcosa, che fa parte del nostro quotidiano rispetto magari anche ad un inarrivabile sogno. 

Stampato bello grande sulla intelligente carrozzeria speciale dedicata a S. Valentino, la C38 ha mosso i suoi primi passi dopo essersi fatta un bel po’ desiderare, al volante il solo Kimi Raikkonen, sempre molto amato e a quanto ci dicono apparso molto carico e già perfettamente a suo agio. 

Di quest’attaccamento il Motorsport non può fare a meno.

Da Fiorano a Maranello si va in un lampo per goderci quella che è stata una presentazione in grande (e vecchio) stile, dico subito che l’opaco e il nero sulla livrea di cui ci aveva anticipato l’utilizzo @Nikifloris mi ha convinto molto di più vedendola girare; la sostanza però è un’altra, le scelte che sono la chiarissima evoluzione su quello che la 71-H (e per certi aspetti anche la 70H) aveva ben espresso ma spingendosi molto più al limite, puntando a quanto sappiamo su una più attenta programmazione di sviluppi nel corso della stagione, Binotto ha evidenziato infatti che la preoccupazione sta nel non ripetere ciò che troppo spesso hanno vissuto dopo l’estate.

Una battaglia che è cominciata nei test di Barcellona, l’interrogativo su quali ali anteriori possano rendere meglio è succulento, Upwash o Outwash. Come spiegato da @smilextech nell’articolo dedicato, i team sembrano essersi divisi per cui vale la pena seguire con attenzione già queste prime fasi, fermo restando che la prossima settimana sarà ben più indicativa!


I campioni in carica. 



Qualcuno sembra rimasto stranamente disorientato..? 



“Qualsiasi cosa succederà, faremo del nostro meglio”



Le dichiarazioni di Toto Wolff - che stavolta personalmente non credo siano solo di facciata - hanno destato curiosità. È chiaro che Mercedes, come tutti del resto, stia facendo il suo bel lavoro, difatti il suo passo specialmente con tanto carico al momento non sembra avere particolari problemi; ciò che mi lascia pensare è che parrebbe esserci un dubbio più o meno serio nel versante tedesco. Una cosa che può lasciare il tempo che trova ma che a mio parere è già una notizia. 


Non possiamo sapere se questo dubbio sia fondato, ma nemmeno dire che possano sentirsi del tutto tranquilli. Il concetto portante che si decide a monte, cioè molti mesi prima, costringe a fare delle scelte e dare priorità... non certo lanciando una monetina, ma valutando pro e contro nell’ottica della intera stagione e degli sviluppi. 

Solo a Melbourne, o forse dopo... capiremo chi ha imboccato la strada migliore. 

Staremo a vedere, intanto godiamocele in pista finalmente!

Autore: Giuliano Duchessa@GiulyDuchessa
Foto: Stefano Arcari

TEST F1 / GIORNO 4 - ALFA ROMEO RACING C38: Raikkonen ha testato un nuovo cofano motore con deck wing

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I test pre-stagionali di Formula Uno 2019 iniziano ad entrare nel vivo, offrendo alcuni spunti interessanti sui quali iniziare a fare dei ragionamenti. Uno di questi arriva sicuramente dalla prestazione della Alfa Romeo Racing, ex Sauber, che ha chiuso in seconda posizione il terzo giorno di prove svoltasi nello splendido tracciato catalano di Montmeló. Se confrontiamo il crono fatto segnare da Kimi Raikkonen nella giornata di ieri su compound C5 (circa l'HyperSoft 2018), 1:17.762, al miglior tempo dei test 2018, 1:19.118, si può certamente notare l'importante balzo in avanti del Team svizzero.


Raikkonen comunque minimizza il risultato odierno, pensandola esattamente come chi scrive questo articolo: “È impossibile fare delle previsioni basandosi sui primi test, lo sappiamo. Forse ci faremo un’idea più precisa la prossima settimana, ma poi dovremo comunque attendere una prima conferma a Melbourne. Da parte nostra siamo abbastanza soddisfatti, ma in merito a cosa potremo ambire nella prima gara non ne abbiamo ancora idea”.


Sulla C38 vista in pista nella giornata di ieri è stato montato un nuovo cofano motore (freccia blu) che, a differenza della specifica utilizzata nei primi due giorni di test, presenta una piccola pinna in coda. Quest'ultimo componente funge anche da supporto alla Deck Wing monoplano (freccia arancio) utile per migliorare la pulizia del flusso diretto verso l'ala posteriore, con conseguente miglioramento dell'efficienza di generazione del carico dell'ala posteriore. Ricordo che, in termini di Deck Wing, il Regolamento Tecnico 2019 non ha apportato modifiche.