BAHRAIN GP - FERRARI PREVIEW: Il team del Cavallino alla riscossa...

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Con il secondo appuntamento del mondiale di Formula Uno oramai alle porte, il team Ferrari arriva in Bahrain con grande voglia di riscatto pronto a dimostrare che l’inaspettata mancanza di competitività dimostrata ad Albert Park è storia. Il tracciato di Sakhir, ubicato nella zona desertica di Manama, arriva alla sua quindicesima edizione. Rispetto alla prima prova del calendario prevede caratteristiche molto diverse, sicuramente più probanti per iniziare a definire il reale valore delle differenti scuderie.

Secondo il team manager Mattia Binotto la prestazione della SF90 non ha di certo rispecchiato il potenziale della vettura, e dopo aver analizzato i numeri provenienti dalla pista si dichiara speranzoso, convinto di aver trovato assieme alla squadra le cause del brutto fine settimana di Melbourne.

Ecco le sue parole...

Il Gran Premio del Bahrain è la seconda tappa di una stagione molto lunga e impegnativa. Rispetto alla pista australiana il circuito di Sakhir ha caratteristiche molto diverse, con trazione e frenata che sono gli elementi più importanti. Credo che come squadra dobbiamo verificare in Bahrain di aver capito e gestito le aree di debolezza che in Australia, per tutta una serie di fattori non ci hanno permesso di sfruttare appieno il potenziale della monoposto. In Bahrain ci aspettiamo di poter vedere l’effetto delle correzioni che abbiamo apportato, anche se siamo consapevoli che i nostri avversari saranno ancora una volta molto forti. Detto questo, non vediamo l’ora di scendere in pista e confrontarci con loro”.

Dall’altra parte il 4 volte campione del mondo della Ferrari preferisce non menzionare l’Australia, concentrandosi esclusivamente sul fattore tecnico del tracciato, sapendo che la pista nasconde molte insidie nonostante a prima vista possa sembrare un layout non troppo difficile.

Dal punto di vista della guida direi che il livello di difficoltà di questo circuito è normale. Ciò nonostante risulta spesso difficile trovare il giusto ritmo nel deserto, soprattutto a causa del vento che soffia la sabbia verso la pista. La diversità delle curve può essere davvero un fattore decisivo...soprattutto per le qualifiche". 


"Infatti se ti sposti di qualche centimetro fuori dalla traiettoria ideale inizi a scivolare buttando al vento il giro, non riuscendo poi a recuperare il tempo perduto. Qui il tasso di errore è più alto rispetto ad altri circuiti, e per questa ragione si deve essere pazienti prima superare, magari aspettando che il pilota di fronte a te commetta un piccolo sbaglio."

Dello stesso parere il ferrarista Charles Leclerc, che tra le sue gare in Bahrein annovera grandi ricordi anche nelle categorie propedeutiche. Il monegasco non vede l’ora di poter scendere in pista, speranzoso realizzare un buon fine settimana.
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Il Bahrain è un circuito molto tecnico e le condizioni spesso risultano molto estreme. Durante le prove libere sarà per noi interessante provare differenti cose sulla vettura, al fine di prepararci al meglio per le varie situazioni che possono verificarsi in gara. Apprezzo molto il Bahrain perché ho dei ricordi molto belli. 


Sono partito qui in Formula 2 e ho fatto grandi gare, anche se l'anno scorso è stato abbastanza difficile essendo l'inizio della mia carriera in Formula Uno. Adesso però non vedo l'ora di guidare con la Ferrari, e spero di portare a casa un ottimo risultato."

Autore: Alessandro Arcari@BerrageizF1
Foto: Ferrari

Mick Schumacher guiderà la Ferrari SF90 nei test post Gran Premio del Bahrain

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Dopo i rumors dei giorni scorsi arriva l’ufficialità...Mick Schumacher, figlio del sette volte campione Michael, scenderà in pista durante i test post-gara del Bahrain della settimana prossima, provando per la prima volta una Formula Uno. Il ventenne tedesco si è da qualche mese unito alla storica scuderia italiana, entrando nella Ferrari Drivers Accademy. Questa mossa ovviamente ha aperto al giovane pilota le porte verso la massima categoria, regalandogli questa importante esperienza che senza dubbio lo aiuterà a crescere. Schumacher guiderà per la Ferrari il primo giorno, per poi prendere il volante dell'Alfa Romeo Racing il mercoledì.

Ecco le sue parole...

"Sono ovviamente più che entusiasta e vorrei ringraziare Ferrari e l'Alfa Romeo Racing per avermi dato questa opportunità. Non vedo davvero l'ora di realizzare quella che sarà una grandissima esperienza. Per il momento però sto cercando di mettere da parte tutti i pensieri sui test, visto che dovrò gareggiare nella mia prima sfida in F2 e vorrei concentrarmi al cento per cento nel weekend che verrà ".

In realtà non sarà la prima volta di Schumacher Jr alla guida di una monoposto di Formula Uno, avendo partecipato nel 2017 all'iniziativa per celebrare il 25° anniversario della prima vittoria in F1 di Michael, conducendo lungo le strade del mitico circuito di Spa-Francorchamps la Benetton del papà.


Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, punta molto sui giovani essendo convinto che il loro talento possa portarli a gareggiare in Formula Uno. "Crediamo fermamente nel valore della Ferrari Driver Academy, come un programma di addestramento di alto livello per giovani talenti. Indubbiamente la decisione di dare a Charles Leclerc un posto di guida con il nostro team ne è la prova”, commenta il tecnico bergamasco che poi aggiunge: “Siamo quindi molto contenti di poter dare a Mick e Callum l'opportunità di provare a guidare una vettura di Formula 1. Mick, che è entrato a far parte della FDA a gennaio, e Callum, che è con noi dal 2017, sono decisamente piloti in ascesa. Credo che guidare la SF90 con un setting ufficiale come accadrà nei test in Bahrain e Barcellona possa essere molto utile in questa fase della loro carriera”.

Nello stesso giorno l'Alfa Romeo conferma che il pilota britannico Callum Ilott (già membro della FDA) completerà una giornata di test per la squadra, che si svolgerà al Circuit de Barcelona-Catalunya dopo il Gran Premio di Spagna

Ecco le parole del boss Fred Vasseur: "Siamo lieti di annunciare che Mick Schumacher e Callum Ilott completeranno un giorno di test ciascuno per l'Alfa Romeo Racing. È nel DNA del nostro team individuare e nutrire giovani talenti. Mick e Callum sono esempi perfetti di piloti determinati ed esperti, che meritano di avere la possibilità di fare i passi successivi nella loro carriera. Collaborare con due ragazzi così promettenti è una grande notizia per il nostro team, e non vediamo l'ora di lavorare insieme".

Autore: Alessandro Arcari@BerrageizF1

GP BAHRAIN - ANTEPRIMA: ci si aspetta una pronta e immediata reazione della Ferrari ma basterà?

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La stagione 2019 è iniziata in Australia con la grande debacle Ferrari da cui sicuramente ci si aspetta una pronta e immediata reazione in Bahrain. Quello visto a Melbourne non è sicuramente il massimo potenziale esprimibile dalla SF90 visto che i tecnici del team italiano si aspettavano si di essere dietro a Mercedes, ma di soli 3 decimi in qualifica, non di un gap più che raddoppiato. Cosa non ha funzionato in Australia lo abbiamo analizzato in vari articoli (1 - 2 - 3), ora è bene concentrarsi "sulla seconda tappa di una stagione molto lunga e impegnativa" per riprendere le parole di Binotto


Cosa successe l'anno scorso? 

Al via Vettel mantiene il comando, mentre Raikkonen viene superato da Bottas. Hamilton parte dalla 9^ posizione, per la sostituzione del cambio e cerca di tenersi lontano dai guai. Viene infatti attaccato anche da Verstappen che però subisce una foratura ed è costretto a rientrare ai box. L’altra Red Bull di Ricciardo, invece, è vittima di un guasto elettrico e si deve ritirare. Passato lo start, Hamilton, riesce ad effettuare un triplo sorpasso al quarto giro, passando Alonso, Hulkenberg e Ocon e portandosi al sesto posto. Alla fine dell'undicesimo giro, dopo aver passato Magnussen e Gasly, il campione del mondo è già in quarta posizione. Al giro 18 la Ferrari ferma Vettel, monta gomme soft e tenterà di andare fino alla fine. Raikkonen si ferma al giro 19, mentre nel giro successivo tocca a Bottas, che però monta gomme medie. Al giro 26, Vettel torna in testa alla gara, passando Hamilton, alla prima curva. 

L'inglese attende il giro 35 per la sua sosta, rientrando sempre quarto. Il giro seguente effettua la seconda sosta Raikkonen: il pilota finlandese, però, parte prima che le gomme siano bene fissate, a causa di un'errata indicazione, e travolge un meccanico, che rimane infortunato. Raikkonen è quindi costretto al ritiro per il mancato fissaggio della gomma posteriore sinistra. Negli ultimi giri Bottas, grazie alla gomma media, più prestazionale a fine vita, riesce a portare il suo distacco sotto il secondo rispetto al tedesco della Ferrari ma, dopo un accenno di sorpasso all'inizio dell'ultimo giro, non riesce comunque a scavalcare Vettel, che va a vincere per la seconda volta consecutiva. Chiude il podio Hamilton, con il 3° posto.


GP BAHRAIN: il Gran Premio di correrà alle 17.10 (replica su TV8 alle 21.30)



Ecco gli orari ITALIANI:

Prove Libere 1: 12:00 - 13:30

Prove Libere 2: 16:00 - 17:30 
Prove Libere 3: 13:00 - 14:00 
Qualifiche: 16:00 - 17:00 (ore 21.30 su TV8) 
Gara: 17:10 (ore 21.30 su TV8) 


GP BAHRAIN: si utilizzeranno compound di una "gradazione" più dura rispetto all'Australia

Le mescole scelte da Pirelli per il Gran Premio di Bahrain saranno le tre più dure del 2019 ossia Soft per la qualifica e Medium e Hard gli altri due compound utilizzabili in gara. Al contrario dell'Australia, in Bahrain il nome dei compound (sempre uguale in tutti gli appuntamenti, Soft, Medium e Hard) è uguale alle denominazione "vecchia" a cui eravamo abituati fino lo scorso anno. Nessuna importante differenza sulla scelta del numero di set dei vari compound da parte dei Top Team come possiamo vedere dalla prossima immagine; tutti i Top Team avranno a disposizione 1 set di Hard (tranne Gasly), 3 set di Medium (tranne Bottas) e ben 9 di SuperSoft (tranne Gasly).



Pirelli è uscita dal primo appuntamento stagionale con notizie piuttosto positive: gli pneumatici 2019, almeno a Melbourne, si sono rivelati molto consistenti e con un gap tra i vari compound piuttosto ampio come si aspettava il costruttore italo cinese. L'UltraSoft di Giovinazzi è stata utilizzata per ben 30 giri in Australia senza importanti segni di degrado mentre 45 sono addirittura i giri percorsi da Kimi Raikkonen sulla Soft.


Quello di Sakhir è un circuito che enfatizza l'accelerazione, la frenata e la trazione ed è soprattutto "rear limited" ossia è fondamentale gestire al meglio i pneumatici posteriori, un qualcosa che metteva molto in difficoltà Mercedes nelle stagioni passate. Teoricamente potrebbe adattarsi leggermente meglio alle caratteristiche della SF90 mostrate durante i test spagnoli e in Australia per via della presenza di alcune curve veloci come la 2, 5, 6, 7 e 12. Sia nei test a Barcellona che in Australia infatti, la SF90 ha deluso nelle curve di bassa e soprattutto media velocità, recuperando in quelle ad alta velocità e sui rettilinei in Spagna, un qualcosa che non si è ripetuto invece in Australia per via anche di un utilizzo non esasperato della Power Unit


Il Bahrain ospita la prima gara in notturna dell’anno, con partenza e arrivo sotto le luci artificiali e di conseguenza il comportamento dei pneumatici e l’evoluzione della pista sono diversi rispetto a quanto accade solitamente nelle gare pomeridiane. L’asfalto è il più abrasivo della stagione, con il fondo che è stato realizzato con granito proveniente dalla Gran Bretagna: anche per questo motivo sono state nominate le tre mescole più dure. 

Nel 2018, Sebastian Vettel ha vinto con un solo pit stop, mentre la maggior parte dei piloti ha fatto due soste. La gara è stata dominata dalla tattica, con stint lunghi per molti piloti.


GP BAHRAIN: un tracciato "Stop & Go" dove la gestione dei consumi sarà fondamentale

I carichi aerodinamici saranno molto simili a quelli già utilizzati in Australia e che verranno utilizzati anche nel Gran Premio in Cina che si correrà tra tre settimane: tutti e tre i circuiti sono infatti tracciati da medio/alto carico aerodinamico. Quello a Sakhir (periferia di Manama) è un tracciato disegnato da Hermann Tilke come quello in Cina, ma la presenza di numerose curve strette lo rende non troppo diverso a quello di Melbourne come caratteristiche di stop&go (accelerazione da marce basse) che portano a privilegiare le qualità di trazione delle monoposto, e di conseguenza a sforzare soprattutto le gomme posteriori. Anche il consumo di carburante ne risentirà, come pure quello dei freni date le numerose staccate. La maggior diversità rispetto all'Australia sta nel manto stradale, molto meno sconnesso e che potrebbe ridurre i problemi nella ricerca del setup a team come Ferrari.


La presenza di due allunghi considerevoli porta a non esagerare con il carico aerodinamico e metteranno a dura prova le Power Unit delle varie vetture. Ci sarà da valutare il degrado termico delle varie mescole e i problemi che la sabbia creerà ai vari piloti soprattutto nelle prime sessioni. Questi sono tutti fattori che portano i tecnici delle squadre a dover considerare opportunamente il variare delle condizioni nel corso della giornata e dei giri per valutare anche i cambiamenti di setup tra una sessione e l'altra. Ciò che non cambierà tra il circuito del Bahrain e quello di Melbourne saranno gli sforzi sugli pneumatici poiché infatti anche sul circuito australiano erano maggiormente preponderanti gli sforzi longitudinali rispetto a quelli laterali.

GP BAHRAIN: uno dei problemi maggiori è trovare il giusto setup nel raffreddamento della vettura

Uno dei maggiori problemi che i vari Team incontreranno in Bahrain è sicuramente quello delle condizioni atmosferiche molto differenti tra la varie sessioni. Negli ultimi anni, le temperature dell'aria sono arrivate a toccare anche i 38°C che si traducevano in oltre 50°C di pista. Questo durante la prima e terza sessione di allenamento. Nella seconda, qualifiche e gara le temperature calano significativamente, e questo influisce in modo importante sulle prestazioni delle varie auto.


Power Unit, trasmissione e gli accessori di queste Formula 1 sono particolarmente sensibili ale temperature ambientali ed è per questo che in ogni GP viene studiata la miglior soluzione di raffreddamento. Un qualcosa che lavora in piena sinergia con l'aerodinamica della vettura poiché privilegiare il raffreddamento della vettura significa sacrificare alcuni decimi di aerodinamica

Le sessioni di libere più significativa e importante per il weekend di gara è sicuramente la seconda, normalmente ma in Bahrain ancor di più, poiché è l'unica sessione che si svolge con temperature paragonabili a quelle che i vari Team si troveranno in gara. La prima sessione di prove libere è invece spesso utilizzata per la comprensione degli pneumatici alle alte temperature con conseguente raccolta dati da utilizzare per la preparazione dei più caldi GP stagionali. 

GP BAHRAIN: tanto sole e attenzione al vento che sarà fastidioso 

E' giusto poi soffermarsi anche sul meteo che i vari Team incontreranno in Bahrain. Previsioni piuttosto semplici: sole e caldo (comunque non eccessivo) soprattutto nelle ore diurne con basse possibilità di pioggia. Caldo "smorzato" nell'ora e mezza di gara per via della mancanza del sole.



Durante la gara non dobbiamo aspettarci temperature dell'asfalto elevatissime come quelle che i team sperimenteranno nelle FP1 e FP3. Tra la giornata di domani e quella di giovedì il nostro Andrea Pini sarà comunque ancora più preciso riguardo alle temperature dell'aria previste per i prossimi giorni.

Autore: PG @SmilexTech 
Collaboratore: Alessandro Rana@AleRana95

GP BAHRAIN - BREMBO: ai raggi X l’impegno dei sistemi frenanti delle monoposto di Formula 1

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In collaborazione con Brembo, ecco Il GP Bahrain Formula 1 2019  

Dal 29 al 31 marzo il Bahrain International Circuit ospita il 2° appuntamento del mondiale 2019 di Formula 1. ​Situato nel deserto di Sakhir, il circuito è stato progettato da Hermann Tilke e per la sua realizzazione sono stati spesi 150 milioni di dollari, molti dei quali necessari per creare il fondo su cui depositare l’asfalto.​ Grazie all’installazione di un sistema di illuminazione artificiale, dal 2014 il GP Bahrain si disputa in notturna. Ciò nonostante nelle ultime ​edizioni la temperatura del suolo ha sempre oscillato dai 26 ai 31 gradiQuesti valori si traducono in un notevole grip meccanico. La presenza di molte frenate ad alto impatto energetico, per di più concentrate nella sezione centrale della pista, si traduce in un’usura elevata dei materiali d’attrito.​

Per adattarsi alle monoposto 2019, più performanti di quelle degli ultimi anni, i tecnici Brembo hanno aumentato il numero​ dei fori dei dischi in carbonio e realizzato nuove pinze. ​
Per ciascun team Brembo ha realizzato sistemi frenanti ad hoc che garantiscono un’integrazione ottimale con le caratteristiche aerodinamiche e meccaniche delle auto.​ Il circuito mediorientale rappresenta un banco di prova molto duro per tutte le componenti dell’impianto frenante, come dimostra l’indice di difficoltà attribuito dai tecnici BremboIn una scala da 1 a 5, il Bahrain International Circuit si è meritato un 4, valore che lo posiziona tra i circuiti altamente impegnativi per i freni. Solo Montreal, Città del Messico, Abu Dhabi e Singapore hanno ottenuto un punteggio più alto.​

L’impegno dei freni durante il GP

In Bahrain i piloti usano i freni per poco meno di 15 secondi e mezzo al giro, cioè per il 18 per cento della gara.​​ La media sul giro delle decelerazioni massime è di 4,1g nonostante la frenata alla curva 6 sia di soli 2,3 g. Ma nelle altre 7 frenate il valore non scende mai sotto i 3,5 g.


Dalla partenza alla bandiera a scacchi l’energia dissipata da ciascuna monoposto supera i 228 kWh, valore quasi simile a quello di Austin.  Dal via all'arrivo​ ciascun pilota ricorre ai freni oltre 450 volte, esercitando un carico totale sul pedale vicino a 60 tonnellate. In altre parole, ciascun pilota esercita un carico di oltre 650 kg al minuto.​

Le frenate più impegnative 

Delle 8 frenate presenti nel Bahrain International Circuit, 3 sono classificate come impegnative per i freni, 4 sono di media difficoltà e una è poco impegnativa.​ La staccata più importante è quella alla curva 1: le monoposto vi arrivano a 331 km/h e frenano per 2,4 secondi in 118 metri per scendere a 83 km/h. I piloti esercitano un carico di 212 kg sul pedale e devono sopportare 5,5 g di decelerazione​.


Più bassi ma sempre elevati sono la decelerazione (4,9 g), e la velocità di punta prima di frenare (309 km/h) alla curva 14: ne conseguono anche minori tempi e spazi di frenata, cioè 1,81 secondi e 101 metri.​ Notevole anche la frenata alla curva 4: in 106 metri, le monoposto perdono 167 km/h, da 299 km/h a 132 km/h con una decelerazione di 4,4 g e un carico sul pedale del freno di 140 kg.​ Ammontano invece a 156 kg il carico sul pedale e a 2,62 secondi il tempo di frenata alla curva 8 in cui però la decelerazione è di “appena” 3,7 g.

Prestazioni Brembo 

In Bahrain, le monoposto dotate di pinze Brembo hanno vinto 12 delle 14 edizioni disputate sino ad oggi, incluse le ultime 11. La scuderia più vittoriosa con i freni Brembo a Sakhir è la Ferrari con 6 successi: 2 di Felipe Massa e Sebastian Vettel, una di Michael Schumacher e Fernando AlonsoTre le doppiette Ferrari: nel 2004 con Schumacher e Rubens Barrichello, nel 2008 con Massa e Kimi Raikkonen e nel 2010 con Alonso e MassaTutti e 7 i piloti che hanno vinto il GP Bahrain hanno trionfato almeno una volta con i freni Brembo. Vettel, vittorioso nel 2017 e 2018, cercherà di diventare il primo a trionfare 3 anni di fila in Bahrain.​


Autore: Cristiano Sponton@spontonc

ANTEPRIMA PIRELLI GRAN PREMIO DEL BAHRAIN 2019

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Milano, 25 marzo 2019 – Il Gran Premio del Bahrain inizia nel tardo pomeriggio e si conclude in serata, sotto le luci artificiali. Nelle ultime edizioni, questa gara è stata particolarmente combattuta dal punto di vista strategico, su un tracciato molto impegnativo. Per il secondo GP del 2019, Pirelliha nominato le tre mescole più dure della gamma: C1, C2 e C3.


CARATTERISTICHE DEL TRACCIATO
  • L’asfalto è il più abrasivo della stagione, con il fondo che è stato realizzato con granito proveniente dalla Gran Bretagna: per questo motivo sono state nominate le tre mescole più dure.
  • La temperatura asfalto può abbassarsi molto durante la gara e influenzare così la strategia, allungando gli stint.
  • Nel 2018, Sebastian Vettel ha vinto con un solo pit stop, mentre la maggior parte dei piloti ha fatto due soste. La gara è stata dominata dalla tattica, con stint lunghi per molti piloti.
  • Questo circuito enfatizza accelerazione, frenata e trazione, non le curve veloci: è fondamentale gestire al meglio i pneumatici posteriori.
  • La seconda sessione di prove libere, che si svolge nel tardo pomeriggio, è l’unica rappresentativa delle reali condizioni di qualifica e gara, quindi i team concentreranno la maggior parte delle simulazioni in quei 90 minuti.


MARIO ISOLA, RESPONSABILE F1 E CAR RACING

“In passato la gara in Bahrain è stata molto combattuta dal punto di vista della strategia, come ad esempio nel 2018: speriamo che anche quest’anno sia così. Le mescole hard C1 e medium C2 nominate per questa gara sono leggermente più morbide rispetto a hard e medium del 2018, dovrebbero quindi adattarsi meglio alle caratteristiche di questo tracciato. Nonostante la gestione dei pneumatici posteriori sia un elemento chiave in Bahrain, solo pochi team hanno scelto più set di hard. Come sempre, la vera sfida sarà gestire la trazione, su un circuito variabile con temperature in calo e l’asfalto più abrasivo di tutta la stagione”.




BAHRAIN GP - RED BULL PREVIEW: il team di Milton Keynes in cerca di conferme a Sakhir...

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Il mondiale di Formula Uno 2019 è iniziato con il piglio giusto per il team Red Bull, a differenza delle ultime stagioni quando il team austriaco è riuscito ad esprimere il proprio valore solamente dopo parecchi Gran Premi. Nonostante la gara anonima realizzata dal giovane francese Pierre Gasly, che dopo il pasticcio in qualifica realizzato in collaborazione con gli uomini di Milton Keynes non va oltre l’undicesima piazza, Max Verstappen conquista il suo primo podio stagionale dimostrando a tutti che la scuderia austriaca fa davvero sul serio, attestandosi fin da subito come vettura in lotta per le posizioni che contano.

Giunti pertanto al secondo round dell’anno, il talentuoso pilota olandese ha le idee chiare su come comportarsi nelle prossime sfide che lo attenderanno, con la consapevolezza però che ancora per un paio di competizioni non si conosceranno fino in fondo i reali valori delle monoposto.

Mi piace la pista del Bahrain. Il passaggio dal giorno alla notte trattasi di un bel challenge in termini di bilanciamento della vettura, che fa risultare sempre molto interessante il weekend. Non sai mai dove ti trovi quando inizi la qualifica, perché non si può avere la preparazione ottimale visto che le condizioni della pista non sono le stesse durante le prove libere".


"Il settore intermedio, che è piuttosto tecnico, è senza dubbio la parte migliore del circuito del Bahrain, e spero che sia buono anche per le gare di quest'anno. Iniziare la stagione con un podio in Australia è stato davvero positivo, ma Melbourne non è un circuito tipico quindi non possiamo sapere con esattezza il nostro valore. Alla fine penso che non sapremo realmente dove siamo fino a dopo il Gran Premio dell Cina".

Dall'altra parte del box, voglioso di cancellare con un colpo di spugna un fine settimana amaro di soddisfazioni, Pierre Gasly ricorda con gioia la pista di Sakhir, essendo il tracciato dove ha ottenuto il suo miglior piazzamento in carriera nella massima categoria. Sicuro di sé, il francese sa di avere a disposizione un mezzo per fare veramente bene, e per questa ragione non vede l’ora di poter dimostrare a tutti la sua competitività.

"Il Bahrain è una delle mie gare preferite. Ho ottenuto il mio miglior risultato in Formula 1 l'anno scorso con il quarto posto, quindi per me questa pista mi riporta ad un sacco di emozioni regalandomi energia positiva. Inoltre in questo tracciato ho disputato la mia miglior qualifica ottenendo il sesto posto, iniziando poi la competizione dalla quinta piazza...decisamente ho dei bei ricordi."


"Naturalmente si relazionano i luoghi con le emozioni che hai vissuto, quindi per me il Bahrain si colloca in cima alla mia lista come uno dei migliori momenti. Non vedo l'ora di tornare, questa volta con l'Aston Martin Red Bull Racing, soprattutto dopo un weekend difficile come quello di Melbourne. La nostra vettura è competitiva e mi piace la pista del Bahrain, quindi non vedo l'ora di tornare in macchina e mettermi subito al lavoro".

Il team au

Autore: Alessandro Arcari@BerrageizF1

STAGIONE 2019 - HAAS VF19: si sta rivedendo il sistema di raffreddamento della Power Unit Ferrari

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Dopo avervi anticipato la livrea della VF19 (clic qui), pochi giorni prima della sua presentazione, siamo riusciti a venire in possesso di un'altra informazione molto interessante sul Team americano riguardante la Power Unit Ferrari che tanti problemi ha creato alla Ferrari stessa proprio in Australia (clic qui)


Sotto il cofano della VF19 ci sarebbe un problema di bilanciamento nel raffreddamento della Power Unit Ferrari 064; il radiatore posizionato nella parte posteriore della vettura prenderebbe parte meno del previsto al raffreddamento mentre viceversa quelli all'interno delle pance lavorano più di quanto si aspettavano i tecnici del team americano. Per questo, dopo i test pre stagionali e il GP di Australia della scorsa domenica il lavoro a Varano de' Melegari si è molto intensificato. 

A Melbourne è stata portata una nuova specifica di liquido refrigerante che non ha però dato i risultati sperati (fuori dalla tolleranza prevista). Oltre a ciò, in fabbrica stanno apportando delle modifiche al sistema di raffreddamento, molto simile a quello utilizzato dalla Ferrari sulla sua SF90, tra cui lo spostamento del raffreddamento delle parti ibride dal posteriore delle VF19 all'interno delle pance. Modifiche che, attualmente, sarebbero previste per l'ottavo appuntamento (Francia GP). 


Ricordiamo che la Power Unit italiana 064 ha subito delle importanti modifiche in termini di layout per poter riuscire a rastremare il più possibile la parte centrale e posteriore della SF90. Filosofia che anche Haas ha seguito, al contrario di Alfa Romeo che ha continuato a utilizzare un raffreddamento della PU Ferrari molto diverso ma con risultati per ora più positivi (in Australia non sono stati riscontrati problemi di raffreddamento della unità motrice italiana).


Per tutti i motorizzati Ferrari la modifica più importante e visibile è l'eliminazione del secondo intercooler posizionato lo scorso anno nella parte alta del V6 che non permetteva al team italiano di rastremare la parte alta del cofano motore. I condotti diretti verso il compressore, posizionato posteriormente all'endotermico, passavano lateralmente all'intercooler con la diretta conseguenza di un'importante aumento della sezione frontale. Ferrari ha poi optato per una presa dinamica del motore (airscope) dalla forma molto aggressiva, triangolare simile a quello del 2017, divisa in due passaggi per l’alimentazione del compressore e per il raffreddamento dell’ERS

Un airbox che permette sicuramente di massimizzare l'efficienza dell’ala posteriore grazie ad una sezione frontale sensibilmente minore. Un qualcosa che Haas non ha però seguito, mantenendo le "orecchie" laterali alla grande presa d'aria per l'alimentazione del compressore. L'altra importante modifica sta nell'utilizzo di radiatori innovativi (nella tipologia) per rendere ancora più compatto il raffreddamento della vettura italiana 2019 e di conseguenza le pance; una soluzione innovativa per la Formula 1 ma che viene già utilizzata sulle moto. Scelte molto aggressive in termini di packaging per ridurre la resistenza all'avanzamento e migliorare l’efficienza, un qualcosa che in Australia però non si è ancora visto per via del depotenziatamento di cui abbiamo parlato qualche giorno fa. 

Concludendo e spostandoci a Maranello, dalla Ferrari si continua ad affermare che la PU montata all'interno delle SF90 non ha alcun problema di raffreddamento della parte ibrida o del turbocompressore, e che i problemi avuti in Australia rimarranno a Melbourne. Crediamoci almeno per altri sei giorni... poi sarà la pista a parlare e a darci sicuramente qualche risposta in più insieme alla Gran Premio della Cina.

Autore: PG @SmilexTech 

Il ragazzo della porta accanto...

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Bene, diciamo che abbiamo scherzato, una falsa partenza quella di Melbourne, o almeno questo è quello che si stanno ripetendo i tifosi Ferrari ancora in preda a sporadiche crisi di nervi (sto esagerando), dopo la sorpresona australiana che in realtà ci si aspettava solo nel logo sulla carrozzeria, a detta di Binotto, dell’ormai celebre affair tabacco; a proposito, in Bahrein tornerà ufficialmente nome e logo del title sponsor Ferrari Mission Winnow.

“La domanda nasce spontanea”, ma a Shakir, che diavolo ci si deve aspettare?

Dominio Mercedes con Red Bull a infastidire.

Dominio Mercedes con Ferrari a infastidire.

Lotta serrata tra i top.

Dominio Red Bull (non ci credo ma non si sa mai).

Dominio Ferrari. (Oggi difficilmente ipotizzabile ma lo dico lo stesso).

Allora, intanto per prima cosa dobbiamo intuire se i guai accusati a Melbourne siano rimasti in Australia, certo è difficile, in questi giorni se ne sono lette di ogni, dal setup alla benzina fino alla gomme, passando per la PU (quella a mio avviso più probabile per una limitazione derivante non dalla struttura della stessa ma da cause accessorie..pensando al problemone nei test 2 di 20 giorni fa non 6 mesi fa), per arrivare, giuro,  fino alla teoria della relatività. Di sicuro il massimo riserbo del team di Maranello e i dribbling sull'argomento anche dai principali media, in realtà preoccupatissimi ma rassicurati dai ben informati, dimostra che effettivamente potrebbe essere stato un clamoroso scivolone. Liberty Media ci spera, e direi anche noi tutti... forse anche Mercedes


Non ci resta che aspettare pochi giorni e soprattutto non ci resta che Bottas.

Perché Valtteri?

Perché dopo averlo preso a improperi e tacciato in qualsiasi modo dalla lista dei vincenti, il pilota finlandese si sta godendo (più che meritatamente) una bella settimana di gloria, da dominatore, sul “set” della F1 che addirittura con il proprio canale ufficiale omaggia Bottas con il celeberrimo video di Rocky IV, mentre Balboa alias VB, si allena per tornare grande dopo la sconfitta. Mi è piaciuto.

Valtteri è (o almeno sembra) il ragazzo della porta accanto, uno che puoi incontrare al bancone del pub o in un rifugio di montagna per farti un paio di birre. D’accordo...probabilmente tutte doti che in F1 valgono poco e niente se non vinci, ma che vale la pena contrapporre per un momento o finché dura allo strapotere holliwoodiano di Hamilton, a cui le tante attenzioni per il suo team-mate, possono essere avvertite come un semplice sassolino nella scarpa, per ora...

Autore: Giuliano Duchessa@GiulyDuchessa

FORMULA E - SANYA E-PRIX: Jean Eric Vergne conquista la sua prima vittoria in Season 5...

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Nel sesto appuntamento del mondiale di Formula E che si disputa per la prima volta nella splendida cornice di Sanya, Sebastien Buemi non si schiera in griglia di partenza per una presunta irregolarità al sistema frenante, e solo dopo un controllo da parte della federazione può partecipare alla gara iniziando dalla pit lane.

Partenza che fila liscia senza incidenti al via con i piloti di testa che mantengono le proprie posizioni. Dopo neanche mezzo giro arriva il primo colpo di scena, quando la direzione gara é costretta ad utilizzare la full course yellow flag per permettere ai commissari di rimuovere la vettura di Felipe Nasr, rimasta ferma sulla griglia di partenza. Il pilota brasiliano in realtà riesce poi a mettere in marcia la sua monoposto, ma dopo soli cinque minuti deve arrendersi alzando bandiera bianca per un problema di natura tecnica.

Fine settimana da dimenticare per l'inglese Sam Bird, che dopo una qualifica difficile si vede costretto, dopo soli due giri, ad abbandonare la competizione per un problema alla power unit della sua Virgin che ne causa il ritiro. Stessa sorte per Vandoorne, che dopo essere scattato dalla pole nell’ultimo appuntamento mondiale deve abbandonare il Sanya E-Prix prematuramente.
Parte molto forte il campione del mondo in carica Vergne, che dopo pochi giri si trova giá letteralmente incollato al diffusore di Rowland. Il parigino sembra avere più ritmo e, pressando da vicino la vettura numero 22, cerca di innervosire il giovane inglese per condurlo all'errore.
Dopo 10 minuti dal via i vari piloti iniziano ad attivare l’attack mode come nel caso di Jérôme d'Ambrosio, che passando fuori traiettoria attiva la modalità di gara perdendo peraltro la posizione su Mortara.

Frijns con una bella manovra al tornantino infila Lucas Di Grassi conquistando la settima piazza con la sua BMW. Il brasiliano in realtá da circa 2 giri cerca di attivare la modalità di attacco senza fortuna, probabilmente non premendo nel momento corretto il tasto sul volante, tardando alla fine ben quattro tornate per raggiungere il suo scopo.

Nel frattempo Vergne con una gran staccata supera Rowland alla fine della seconda retta del tracciato, approfittando di un consumo eccessivo delle batterie dell’inglese che provoca una abbassamento di prestazione della Nissan. Il giro successivo il francese riesce ad attivare l’attack mode senza cedere la posizione appena ottenuta sull’inglese, utilizzando il lungo rettilineo per prendere il giusto distacco e difendersi dal ritorno di Rowland . Nel mentre un Buemi scatenato a suon di giri veloci risale la classifica e, quando siamo a metà gara, colloca la sua Nissan all’undicesimo posto. Nelson Piquet Jr, che da qualche gara è davvero in grave difficoltà, mette K.O la sua Jaguar dopo un contatto contro il muro, chiudendo in "bellezza" un fine settimana bruttissimo che ha visto il brasiliano partire addirittura dall’ultima posizione della griglia.


Quando mancano 19 minuti alla fine della competizione arriva un altro colpo di scena, con l’abbandono di Sims dopo il contatto con Lotterer. La BMW del britannico, dopo la sberla presa nella parte posteriore destra, deve arrendersi provocando, tra le altre cose, l’ingresso della Safety Car.
Dopo due giri dietro l’auto medica la direzione decide di esporre la red flag, per dare la possibilità ai commissari di rimuovere agevolmente la BMW di Sims. Tutti i partecipanti del Sanya E-Prix quindi si recano nella pit lane quando mancherebbero poco più di dieci minuti alla fine della competizione. Ricordiamo che in questi casi il crono non si ferma, aggiungendo poi solo successivamente il tempo perso alla gara.

Alla ripartenza, che come da regolamento si effettua dopo l’ingresso in pista dietro alla Safety Car, le posizioni rimangono invariate. Ovviamente quasi tutti i piloti del lotto approfittano della situazione per attivare l’attack mode. Di Grassi in questa fase di gara è molto pimpante, e con un bel sorpasso riesce a mettersi dietro Frijns. Stessa sorte per Danierl Abt, che con la sua Audi cede il passo ad un Lotterer davvero scatenato, che con la sua Ds-Techeetah si lancia poi all’attacco di António Félix da Costa per conquistare la terza posizione.

Quando mancano 5 minuti alla fine dell’evento Vergne è messo “under investigation” dalla direzione gara, per un presunto comportamento incorretto durante la fase di Safety Car.


Arrivati all’ultimo giro ecco l’ennesimo colpo di scena della gara quando Frijns, arrivando lunghissimo alla frenata del tornantino, colpisce la vettura del brasiliano Di Grassi provocando, ahimè, il ritiro istantaneo dei due essendo entrambe le monoposto seriamente danneggiate.

La prima edizione del Sanya E-Prix quindi vede sotto la bandiera a scacchi la vittoria di Jean Eric Vergne, autore di una prova davvero convincente dopo diverse prestazioni incolore. Dietro di lui Oliver Rowlan conquista una bella seconda posizione, precedendo sul traguardo con la sua Nissan la BMW del brasiliano Da costa.


Nelle interviste a caldo del dopo gara Vergne è davvero su di giri per la sua prima vittoria stagionale. Nonostante ciò il parigino non perde la sua lucidità, e con delle bellissime parole dedica il suo trionfo a Charlie Whiting ricordando le sue annate in Formula Uno.

 Ecco la tabella completa delle posizioni al termine del Sanya E-Prix


Autore: Alessandro Arcari - @BerrageizF1
Foto: Formula E - FOX

GP AUSTRALIA - REGOLIAMOCI #1: le decisioni dei commissari

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Potremmo quasi dire "quei bravi ragazzi" analizzando le decisioni prese dai commissari. Già, perché non è stata assegnata alcuna sanzione per scorrettezze gravi o incidenti; le uniche riguardano il limite di velocità superato in pit lane durante le libere e un paio di episodi di unsafe release

Vediamoli insieme:

Per quanto riguarda la velocità in pit lane, sotto esame è finito Stroll. Durante le libere 2, ha fatto registrare una velocità di 62 km/h a fronte del massimo consentito di 60 e il suo team è stato sanzionato con 200€ di multa.



Il regolamento sportivo, all'articolo 22.10, avvisa che ogni km/h orario oltre il consentito sarà punito con 100€ di ammenda alla squadra, quindi i commissari non hanno fatto altro che applicare alla lettera quanto previsto. 

Nel caso degli unsafe release, invece, gli episodi analizzati hanno visto coinvolti Norris e MagnussenDurante le libere 3, il pilota McLaren viene fatto uscire dal box mentre in pit lane sta sopraggiungendo Kubica costringendolo ad una grossa frenata per evitare il contatto. Il team ha ammesso l'errore davanti ai commissari che hanno optato così per i classici 5.000€ di multa, come già avevamo visto fare lo scorso anno. In qualifica, accade la stessa cosa con Magnussen ai danni di Perez. Il messicano, per evitare l'indicente, è stato costretto ad una manovra evasiva, quindi anche qui è stata applicata la stessa sanzione vista precedentemente anche ad Haas


Il fatto viene ripreso nell'articolo 28.13 del regolamento sportivo e prevede l'assegnazione di posizioni di penalità in griglia, tuttavia siamo abituati a vedere che si tende a sanzionare  economicamente il team, in quanto il pilota non ha proprio tutta la colpa.



Un ottimo inizio da parte di tutti; speriamo sia lo stesso per il proseguo della stagione...

Autore: Alessandro Rana - @AleRana95
Foto: FIA.com