Lettera a Babbo Natale

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Caro Babbo Natale, ti scrivo questa letterina sperando che almeno qualcuno di questi desideri possa avverarsi…

Vorrei che tu chiedessi alla Befana di portare un pò di carbone a Toto Wolff; sia chiaro, carbone rigorosamente tedesco. Vedi…il nostro ha la straordinaria abitudine di essere un vincente (prima a dir la verità piagnucolava ogni giorno che se continuavano a perdere si sarebbero ritirati…); ma accade che il suo prenderci in giro (e lo fa divinamente sia chiaro) diventi alla fine un pò noioso, una volta scoperto che se dice una cosa, è vera quella contraria...


Poi, mi piacerebbe che qualcuno spiegasse a Luigino che no, a Natale non è nato lui, e che per quanto sia uno straordinario pilota, non fa ancora i miracoli. Per questo vorrei che trovasse sotto l’albero una settantina di chilogrammi di modestia.



 Vorrei regalare a Valterino una nuova divisa da maggiordomo. Quella che ha è ormai consunta, è stata usata tanto e proficuamente, ed il nostro pinguino finnico ha bisogno di una nuova tuta, splendida splendente.



Vorrei che tu regalassi una dose extra di salute per il grande Niki Lauda. E ovviamente vorrei che assistesse alla vittoria della Ferrari in entrambi i mondiali.



Vorrei che Pirelli, sotto l’albero di Natale (fatto rigorosamente in Turchia e di plastica riciclabile) trovasse la formula perfetta per fare finalmente gomme degne di tale nome. Insomma, che diventassero semplicemente quegli affari tondi e neri dalle cui bizze non dipende tutta una gara. Una variabile indipendente e non una variabile determinante. Come era negli anni in cui, da ragazzino, seguivo le gare di Formula Uno. Tu pensa..c’era gente che vinceva le gare anche con le gomme spiattellate.



Vorrei regalare a Luca Cordero di Montezemolo una macchina della verità con annesso pentotal. Mi piacerebbe sottoporlo ad una seduta per chiedergli come mai, negli anni novanta, fece prima la voce grossa per un sacrosanto campionato alternativo alla Formula Uno, e sembrava fare su serio... salvo poi rimangiarsi tutto. Ma non solo, vorrei chiedergli come mai alla fine del suo regno a Maranello si lamentò della mancanza dei test in pista, dell’abuso dei simulatori e di altre follie ancora oggi presenti, quando fu lui stesso, con il silenzio-assenso, ad avallare quelle robe e pure un regolamento che il compianto Marchionne avrebbe giustamente e splendidamente definito come “scritto da 4 ubriachi al bar”.


 Mi piacerebbe che tutto il Team di Maranello trovasse sotto l’albero di Natale un grande contenitore di serenità e umiltà. Servono entrambe per vincere.

Vorrei che Seb, vero ferrarista, ricevesse sotto l’albero un pacchetto di un’ottima tisana rilassante, e una copia del libro “L’arte della guerra” di Sun Tzu, affinché capisca quanto è importante comprendere i  punti deboli dell’avversario e volgerli a proprio vantaggio.



 Vorrei che qualcuno regalasse ad Arrivabene un lunghissimo viaggio in giro per il Mondo, pieno di agi e confort, ma lontano dagli week end di Formula Uno…


Vorrei che gli agli attuali capi della Ferrari (Elkann e Camilleri) ricevessero in dono un pò dello “spirito” di Marchionne nel gestire e tenere unita una squadra come la Ferrari. Servirebbe. Eccome.

Vorrei che a Mattia Binotto fosse consegnata sotto l’albero una dose extra di pazienza. Serve, eccome, la sua competenza e le sue capacità organizzative. Disuniti si perde.

Vorrei che una cassa di buon senso arrivasse ai piani alti della FIA. Regolamenti assurdi, commissari impreparati, interpretazioni tecnico-regolamentari alquanto discutibili, iper-tutela di AMG e Hamilton (che non ne hanno bisogno visto che vincono meritatamente). A Place de la Concorde a quanto pare il buon senso è merce rarissima, se non quasi introvabile. Ma non demordiamo…

Vorrei regalare un bonus extra di maturità per Max. Non che non abbia già mostrati notevoli segni di maturità ma ecco, vorrei che il processo di crescita professionale fosse un pochino… accelerato.



 E’ evidente, caro Babbo Natale, quale sia il mio desiderio, un desiderio immagino condiviso da milioni di persone in tutto il globo terracqueo. Che la Ferrari torni a vincere il Mondiale. Vedi, checché se ne dica, tu esisti, ed inoltre hai la tuta rossa! Quindi sei automaticamente dalla parte dei ferraristi.
Una vittoria iridata sarebbe davvero una bella ventata di ossigeno. Però, è anche vero che nella vita reale (e nello sport) non ti arriva nulla da nulla. A meno che, sia chiaro, non ci sia una mammina generosa che prepari regolamenti tagliati su misura per te.
Ma a chi piacerebbe vincere a mani basse uno o due mondiali senza concorrenza? A me certamente no, e credo neanche a tutti coloro che si proclamano sinceri sportivi. Detto questo, ecco mi piacerebbe se, sotto l’albero di Natale tu portassi, almeno, qualche botta di culo a Maranello. Per quando potrebbe servire. E certamente non guasterebbe. Perché al netto degli errori e dei limiti degli uomini in rosso, siamo storicamente in credito con la dea bendata.


E in conclusione, mi piacerebbe, ed ora torno dannatamente serio, rivedere Michael. Il cristianesimo è intriso del senso del miracolo. Anche se razionalmente non ci crediamo (ed è giusto così) talvolta le cose inspiegabili accadono...e non aggiungo altro…io comunque prego sempre per lui.

di Mariano Froldi

LA VERSIONE DI NIKI: "I segreti dietro al cancello rosso"

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La Ferrari quest’anno passerà feste molto movimentate, perché Camilleri ed Elkan devono ancora sciogliere la riserva sulla questione Binotto-Arrivabene e su quella dell’organizzazione interna del team. A Maranello, inoltre, si festeggerà il primo Natale dalla morte di Marchionne
Mentre il 2018 sta finendo, il mio regalo per voi è quello di raccontarvi quale sia l’aria che si respira a Maranello, in vista del prossimo anno. Stando a fonti attendibili che ho raccolto nel corso delle settimane, il team Ferrari era convinto che la SF71H avesse tutte le possibilità per vincere il mondiale ma, fra le altre cose, è mancata la serenità. Vincere, soprattutto quando ci sono di mezzo avversari molto forti, comporta ingredienti di qualità, tutti, che devono essere amalgamati al meglio. 



Dopo la gara di Singapore, Sebastian Vettel avrebbe dichiarato che non si stava divertendo e avrebbe affermato che nel team c’era molto nervosismo e tensione. Quindi si può dire che il problema più grande in Ferrari, oltre alla cattiva organizzazione sia stato (e/o sia) proprio la mancanza di tranquillità in una stagione dove contava non sbagliare (o sbagliare il meno possibile, vedi Mercedes). E questo clima teso, poco armonico, era stato già messo in evidenza dal pilota tedesco della Ferrari già a giugno quando ancora i risultati davano ragione al team italiano.

Tutti questi problemi (nervosismo, tensione, poca coesione etc.) sono presenti a Maranello da diverso tempo. La novità è che ora c’è la volontà da parte di molti membri del team Ferrari di far conoscere questa situazione anche all'esterno. Il nervosismo di cui parla Vettel non è derivato esclusivamente dai risultati in pista, ma anche da una condizione lavorativa non adeguata ai tempi o, semplicemente, non simile a quella degli altri team.
I fatti: i meccanici del team Ferrari hanno firmato un contratto metalmeccanico. Questa tipologia di contratto è a tempo indeterminato, ma con paga da contratto nazionale. I meccanici dei team inglesi, invece, hanno un contratto da liberi professionisti, di conseguenza la loro paga è in base alle capacità e al ruolo.

Cosa significa tutto ciò? Che i dipendenti italiani della Ferrari, in determinate circostanze, avrebbero meno tutele rispetto ai colleghi inglesi. 
Sicuramente questo malessere c’è sempre stato, ma quando c’è una crisi di risultati tutte le cose negative vengono amplificate. 

Questa situazione all'interno del team pregiudica anche il risultato stesso di una stagione. Il titolo piloti e costruttori non si vincono solo con la macchina più veloce, ma anche grazie all'efficienza e alla dinamicità del team stesso. 

Ma perché non si vuole cambiare a Maranello?

Perché ci sono dei membri (piani alti) che non hanno intenzione di cambiare il team Ferrari, per via di una serie di motivi. Immodestia, mancanza di umiltà, lotte intestine? Forse, ma non solo. Fra coloro che creano problemi e conflitti, ai piani alti, possiamo tracciare un indentikit. Per ovvi motivi permettetemi di mantenere il riserbo su questo “mister X”. E’ un uomo molto importante a Maranello e ha in mano un po' tutti i settori del reparto corse. Essendo una persona così importante, gli operai devono sperare di essere nelle sue grazie. Si può dire in poche parole che è l’uomo che influenza pesantemente le dinamiche interne del team.

Arrivabene e Binotto hanno detto come un mantra, per tutta la stagione, che bisogna cambiare per poter ambire ai titoli più importanti. Tuttavia non si può migliorare se non si eliminano tutti gli attriti e frizioni, se c’è chi rema contro per partito preso, se i meccanici lavorano troppo e non vengono gratificati come gli altri colleghi degli altri Team. Altrimenti si sarà condannati ad essere eterni secondi.

Molti pensano che la Ferrari sia il paese dei balocchi, un’impresa ricca di storia e di vittorie, ma in realtà anche a Maranello ci sono segreti che restano rigorosamente chiusi dentro il cancello rosso.

di Nicoletta Floris (@nikifloris

FORMULA E | RACE: Antonio Felix Da Costa si aggiudica l'Ad Diriyah E-Prix, ma Vergne c'è...

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La prima battaglia della stagione andata in scena nel nuovissimo circuito di Ad Diriyah non ha deluso le attese, regalandoci emozioni in tutte le fasi della competizione. La pista nonostante la pioggia caduta nella mattinata è parsa in discrete condizioni, anche se ovviamente è rimasta abbastanza green con rispetto alle prestazioni che avrebbe potuto offrire.

Le monoposto di seconda generazione si sono rivelate super competitive, mostrando a tutto il mondo la grande velocità raggiunta soprattutto se comparate con le vecchie vetture. Il nuovo sistema “attack mode” ha sicuramente aiutato con lo spettacolo, ed insieme al fanboost ha messo un po' di pepe ad una già entusiasmante gara.

Senza dubbio è stato un esordio da sogno per la BMW che dopo aver conquistato la pole position vince la gara con Antonio Feliz Da Costa. La casa tedesca è rookie nella categoria ma da subito ha dimostrato che sono arrivati in Formula E per vincere. Il pilota portoghese è stato autore di una bella prova, anche se aiutato dalle varie penalizzazioni inflitte dalla direzione gara, che tutt’ora non è stata capace di fornire le reali motivazioni delle azioni intraprese ai danni dei piloti coinvolti.

In effetti il campione in carica Vergne è autore di una buona partenza guadagnando subito un paio di posizioni, per poi iniziare a studiare la situazione nei giri successivi. Dopo una prima parte di gara sorniona JEV sfodera tutta la sua grinta, e con il coltello tra i denti si getta all’attacco di Lopez e Buemi superandoli agevolmente. Una volta trovatosi negli scarichi della BMW del portoghese Vergne non perde tempo e va immediatamente all’attacco conquistando la prima posizione.

Nel mentre il suo compagno di squadra Lotterer non sta a guardare, e grazie ad una serie di autorevoli sorpassi si colloca in terza posizione, proprio dietro a Felix Da Costa. Ma dopo pochi giri arriva la doccia fredda per il team Techeetah, che vede i suoi due piloti costretti a passare per la pit lane per scontare un drive through, che inevitabilmente compromette la gara dei due ragazzi del team franco-cinese.

Tuttavia come ben sappiamo nel mondo del Motorsport le gare non finisco fino a quando non si vede la bandiera a scacchi, e le situazioni posso cambiare immediatamente per molti fattori. In effetti quando mancano una decina di minuti al finale succede l’imprevisto, con Josè Maria Lopez costretto al ritiro per la rottura della sospensione posteriore sinistra della sua vettura, che a sua volta provoca l’ingresso della Safety Car ricompattando il gruppo.

Il pilota brasiliano della BMW che in quel momento aveva la gara in tasca con più di dieci secondi di distacco sulla Mahindra di Jerome D'Ambrosio, vede improvvisamente azzerarsi il suo vantaggio. La ripartenza è caotica con JEV che si scatena immediatamente attivando l”attack mode” sbarazzandosi facilmente del pilota belga, tornando all’attacco di Da Costa.

Purtroppo per lui però non c'è più tempo, e nonostante una grande gara il parigino deve accontentarsi del secondo posto, dietro alla pur competitiva BMW che si attesta tra le aspiranti al titolo di Season 5. Sul terzo gradino del podio sale D’ambrosio, che sebbene non abbia usato nella miglior maniera la modalità di attacco ottiene un meritato terzo posto.

Note amare in casa Venturi, con Felipe Massa molto deluso dalla suo primo fine settimana nella all electric race series. Sì, perché l’ex pilota di Formula Uno è stato autore di una gara perfetta rimontando più di dieci posizioni, ma una penalità (peraltro inspiegabile) ha rovinato la prova del brasiliano. Felipe era riuscito a recuperare passando dal diciannovesimo al ottavo posto in poco più di metà gara, ma dopo il drive through si deve accontentare della quattordicesima posizione.




AutoreAlessandro Arcari @BerrageizF1-  @motorlat  
FotoABB Formula E - BMW


FORMULA E | QUALIFICA: Antonio Felix Da Costa conquista la prima pole dell'anno in una sessione rocambolesca...

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Finalmente dopo tanti mesi di attesa l’azione in pista è tornata, e come previsto non sono di certo mancate le emozioni. Di fatto una pioggia torrenziale si è abbattuta sul tracciato di Ad Diriyah, obbligando la direzione a cancellare le due sessioni di prove libere per l' impraticabilità della pista. Solamente più tardi si è disputata una parte delle libere 2, che ugualmente tra asfalto bagnato e l’incidente di Edoardo Mortara è durata meno del previsto.

Le qualifiche prendono inizio con circa un’ora di ritardo sulla tabella di marcia, e nonostante una pista non perfetta con zone allagate la sessione si svolge regolarmente. Ovviamente con queste condizioni non è stato facile per nessuno, visto l’impossibilità di avere dei feedback utili per indirizzare nel giusto cammino i vari tecnici e piloti. Inoltre la direzione di gara ha deciso di cambiare il formato della sessione, di fatto cancellando la Super Pole per ottimizzare il tempo a disposizione.

Nel primo turno classificatorio spicca la gran prestazione di Antonio Felix Da Costa, che con la sua BMW conferma le previsioni sulla grande competitività della vettura tedesca. Fermando il crono in 1:17.128 il portoghese è il più veloce del primo gruppo della all electrci race series. Subito dietro si posiziona Tom Dillmann che con la sua NIO acciuffa un ottimo secondo posto a poco meno di due decimi, anche se il pilota si trova sotto investigazione per una presunta irregolarità.

In terza posizione c’è tutta l’esperienza di José Maria Lopez, che con un gran giro dimostra il suo gran talento. Da segnalare il buon debutto di Vandoorne, che nella sua prima qualifica in condizioni non certamente ottimali riesce a piazzare la zampata, conquistando la quinta posizione dietro a Sebastian Buemi.



La seconda parte delle qualifiche senza dubbio è stata fortemente condizionata dalle due bandiere rosse sventolate dalla direzione di gara, quando dapprima il problema tecnico alla vettura di Max Gunter e poi l’incidente di Felix Rosenquist hanno compromesso il regolare svolgimento della sessione. Inoltre tutto ciò crea un bel guaio a Felipe Massa, visto che il pilota carioca prende la bandiera a scacchi senza poter completare il suo giro. Questo problema lo relega al diciannovesimo posto della sessione, complicando di molto la gara del brasiliano.

Deludente la prestazione del campione in carica Jean-Èric Vergne, che con la sua Ds Techeetah non va oltre il settimo posto con un distacco di quasi otto decimi su Da Costa. Più tardi nelle interviste JEV rivela che la sua monoposto ha sofferto un problema tecnico, non potendo così sfruttare tutta la potenza a disposizione della sua monoposto, compromettendo di fatto il suo giro.


La tabella dei tempi al momento colloca Tom Dillmann in seconda posizione, anche se il francese non rispettando la modalità di classificazione è a rischio penalizzazione sulla griglia di partenza.



AutoreAlessandro Arcari @BerrageizF1-  @motorlat  
FotoABB Formula E - BMW - HWA

FORMULA E: Finalmente è ufficiale, Jean-Èric Vergne si lega a Ds Techeetah con un contratto pluriennale...

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Jean-Eric Vergne non ha certo bisogno di presentazioni agli occhi dei fans del Motorsport. Il pilota parigino campione del mondo in carica della Formula E si è presentato ai battenti della nuova stagione più agguerrito che mai, determinato a difendere il titolo conquistato a suon di grandi prestazioni durante Season 4.

Già perché se il suo team Techeetah si è visto scivolare dalle mani il titolo giusto negli ultimi appuntamenti stagionale, quando il colosso tedesco Audi con una gran rimonta vinse il trofeo dei costruttori, il pilota nato a Pointoise ha saputo saggiamente accumulare tanti punti nella prima parte della stagione, per poi gestire agevolmente il suo vantaggio senza peraltro disdegnare altre vittorie, come quando nell’ultima gara dell’anno trionfò davanti al pubblico newyorkese, precedendo sul traguardo per solo mezzo secondo Lucas di Grassi e la sua Audi Sport Abt Schaeffler.

Come detto in precedenza Vergne è molto conosciuto nel panorama mondiale anche grazie alla sua esperienza super positiva in Formula Uno, quando a bordo della sua Toro Rosso seppe dimostrare tutto il suo valore. Nelle tre stagioni dove partecipò come pilota titolare nella categoria regina del Motorsport, JEV ha saputo collezionare buone prestazioni con una vettura di certo non competitiva, assicurandosi la bellezza di 51 punti. Senza contare poi la gran soddisfazione di riuscire a battere piú volte un duro rivale del calibro di Daniel Ricciardo, posizionandosi nell’annata 2012 addirittura davanti all’australiano nella classifica generale.

Tornando al presente Vergne ha le idee ben chiare sul suo futuro, e giusto per questa ragione oggi arriva la notizia tanto attesa sul suo contratto. Il team Techeetah con un comunicato stampa ufficializza una nuova collaborazione che legherà il pilota francese al team franco-cinese.


"Siamo lieti di annunciare l'accordo per un nuovo contratto a lungo termine con Jean-Eric", dichiara il presidente di DS Techeetah, Edmund Chu che poi aggiunge: "Vergne ha giocato un ruolo cruciale fino ad oggi essendo protagonista del titolo piloti, che ovviamente rappresenta un momento speciale per tutti. Jean-Eric è stato con noi a partire da Season 3 ed immediatamente si è dimostrato un pilastro importante nella costruzione del team insieme a tutta la direzione, e siamo davvero entusiasti di poter annunciare che la nostra collaborazione continua. Avere a disposizione due piloti di livello mondiale è essenziale per il nostro obiettivo, lavorando per ulteriori vittorie in campionato."

L’arrivo di Verge nella all electric race series avvenne nella prima stagione della giovane categoria, quando il pilota non trovando spazio in Formula Uno decise di accasarsi alla corte dell’allora team Andretti Autosport, disputando solamente nove competizioni senza peraltro trovare molte soddisfazioni.

L’anno seguente JEV cambia immediatamente casacca vestendo il viola elettrico di Virgin, e con la monopsto inglese conquista "solamente" una pole e due podi, senza mai riuscire a raggiungere la vittoria. Ma si sa...l’ambizione dei pilota da sempre fa la differenza, e per questo motivo Jean-Eric per Season 3 cambia ancora abbracciando idealmente il progetto di Techeetah, dove finalmente nonostante una stagione con alti e bassi arriva la tanto agoniata prima vittoria in quel di Montreal, ultima tappa del campionato.

L’anno successivo è storia recente, quando JEV grazie alle quattro vittorie e sei podi conquistati nelle terdici tappe del calendario, nella splendida cornice di New York City si aggiudica il suo primo titolo iridato nel campionato mondiale di Formula E.


"Prima di tutto, vorrei dare un enorme ringraziamento a DS Techeetah per aver sempre creduto in me e per mantenere la fiducia nei miei confronti. DS Techeetah è stata la mia casa e la mia famiglia per le ultime due stagioni, quindi risulta fantastico poter continuare a correre con loro. Insieme abbiamo raggiunto qualcosa di incredibile la scorsa stagione vincendo il titolo piloti, e tutti adesso hanno ancora più fame. Ci sono tantissime variabili nelle corse, quindi il prolungamento del contratto è grandioso sia per me che per il team, visto che potremo guardare insieme ad una strategia a lungo termine.”

Dando uno sguardo al futuro JEV resta concentrato, sapendo che nonostante la volontá di continuare a stupire solo a partire da domani usciranno fuori i veri valori di tutti i team : "Puntiamo ad avere più successo insieme come squadra e questo è solo l'inizio, ma prima dobbiamo affrontare la gara di domani nel circuito di Ad Diriyah... sarà molto eccitante vedere dove finiremo", conclude il parigino.


AutoreAlessandro Arcari @BerrageizF1-  @motorlat  
FotoABB Formula E - DS Techeetah


FORMULA E: Alejandro Agag nominato nuovo presidente della all electric race series...

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Quando mancano oramai meno di 24 ore all’inizio ufficiale della Formula E, possiamo facilmente constatare l’enorme attesa che avvolge l’inaugurazione di Season 5. La crescita esponenziale della giovane categoria non è affatto passata sotto traccia, e senza dubbio il mondo del Motorsport questo fine settimana terrà gli occhi bene aperti sul debutto delle vetture di seconda generazione. Infatti grazie ad una migliorata competitività insieme alla nuova regolamentazione che prevede differenti modalità in gara, lo spettacolo promette scintille.

A godersi i frutti dell’operato c’è sicuramente Alejandro Agag essendo uno dei maggiori artefici di questo successo, che in tempi non sospetti a discapito del scetticismo generale insieme ad altri soci tra i quali Alberto Longo (attuale direttore), seppe forgiare dal nulla una categoria completamente nuova, che al giorno d’oggi fa riferimento mondiale se di corse tutte elettriche parliamo.

A margine di una riunione il consiglio di amministrazione, guardando alla crescita esponenziale e continua di Formula E Holdings Ltd. essendo promotrice del ABB FIA Formula E Championship, ha deciso con l’approvazione dello stesso Agag che lo spagnolo deve lasciare il cargo di CEO per fregiarsi della palma di presidente.

Grazie a questa mossa si potrà decisamente rafforzare la gestione nominando un nuovo CEO, pensando che Agag continuerà a ricoprire questo ruolo fino a che non sarà trovata la persona più adeguata per ricoprire questa importantissima carica. Inevitabilmente questa operazione lascerà più spazio di manovra ad Alejandro per concentrarsi nelle relazioni commerciali, nella comunicazione con le città ospitanti oltre che nella relazione con la FIA.




Queste le dichiarazioni di Agag: “È ora di aprire una nuova fase nella categoria del motorsport in più rapida crescita al mondo. Sono davvero orgoglioso del lavoro che abbiamo svolto insieme alla FIA, al nostro management team, agli azionisti, ai partner ed alle squadre. La Formula E si incontra nel momento migliore della sua breve storia. Senza dubbio come presidente sarò in una posizione migliore per aiutare il nuovo CEO ed il nostro forte team di gestione, per continuare a coltivare lo sport che credo sia il futuro delle corse automobilistiche".

Concludendo il suo intervento Mr. Agag ringrazia per l’eccellente lavoro svolto dall’attuale presidente Simon Freer, che negli ultimi anni ha saputo con la sua competenza ed estrema professionalità supportare in tutto e per tutto la categoria.

Freer dal canto suo, parlando a nome di tutti quanti gli azionisti di questa splendida realtà, ha voluto esprimere il suo pensiero: "Sotto la guida di Alejandro in veste di CEO, la serie si è affermata come lider mondiale nel mondo globale del motorsport, essendo pronta a continuare con le sue impressionanti prestazioni e traiettorie future. Non vediamo l'ora di lavorare con Alejandro come presidente con l’aggiunta di un nuovo CEO, per poter portare la Formula E ad un livello successivo."


AutoreAlessandro Arcari @BerrageizF1-  @motorlat  
FotoABB Formula E - GTRES


FORMULA E | AD DIRIYAH E-PRIX PREVIEW: finalmente ci siamo, ecco Season 5 e tutti i suoi segreti...

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Dopo cinque lunghi mesi d’attesa la all electric race series tornerà a far parlare di sè questo week-end, quando le fiammanti monoposto di seconda generazione sfrecceranno lungo il tracciato di Ad DiriyahLa giovane categoria sta affrontando un importante momento di transizione, che a sua volta ha saputo innescare un processo di crescita esponenziale. Al momento si stanno raccogliendo i frutti del gran lavoro svolto negli scorsi anni, quando da zero e nello scetticismo generale nacque il primo campionato dedicato totalmente all’elettrico, che tra pochi giorni è pronto a stupire ancora una volta regalandoci un grande spettacolo, in quello che sarà il debutto più atteso della breve storia della Formula E.

Come detto tra le novità più importanti di Season 5 possiamo certamente annoverare le nuove vetture rivoluzionarie, che sono capaci di fornire un grado di competitività al quanto superiore. Effettivamente le nuove “belve” avranno la facoltà di arrivare ad una velocità massima di 280km/h, impiegando solamente 3 secondi per raggiungere i 100 km/h. Queste importanti prestazioni si ottengono grazie alla potenza sprigionata dal motore totalmente elettrico che pesa solamente 18 kg, capace di proporzionare al veicolo la bellezza di 340 cavalli.



Batterie: un altro dato importante da tenere in conto sarà l’autonomia delle batterie, visto che rispetto al passato la Gen2 potrà sfrecciare lungo "le stradine" delle capitali senza dover mettere in atto lo switch di vetture a metà gara. Infatti le nuovissime batterie fornite da McLaren Applied Technologies hanno il merito di aver profondamente cambiato il formato della competizione. A dispetto di un'ingombro e peso quasi uguale le prestazioni sono praticamente raddoppiate se confrontate con quelle della vecchia specifica. Di conseguenza grazie all'importante incremento effettuato la competizione si trasforma in “one shot”, regalando così quella fluidità necessaria alla categoria per fare un ulteriore passo in avanti nel mondo del Motorsport.

Generazione 1: 280 kg –  28kW di potenza accumulata
Generazione 2: 320 kg –  54kW di potenza accumulata

Aerodinamica: per quanto riguarda la aerodinamica sappiamo che il concetto della Formula E prevede una chiara filosofia a drag limitato, essendo peraltro la vettura sprovvista di un grande alettone posteriore centrale per generare downforce. Per questa ragione l'auto può godere di una minore resistenza all'avanzamento otre ad un cospicuo risparmio di energia dovendo impiegare una potenza minore visto l'assenza di ingombri aerodinamici, che conseguentemente dà la possibilità alla Gen2 di poter sfruttare a pieno tutti i cavalli erogati dalla sua power unit. 


Per ovviare a questa perdita di carica aerodinamica data dall'assenza della spinta verticale generata da un grande alettone, i tecnici in fase di disegno hanno studiato un fondo particolare nelle sue forme, capace di esasperare la sua conformazione nella parte finale con un diffusore molto voluminoso. Grazie a questa soluzione la vettura trova quella deportanza persa dall'assenza di ali, essendo in grado di generare un' alta aderenza che ovviamente si traduce in una velocità in curva più elevata.


Layout: le new entry di Season 5 non si fermano alle vetture ed ai regolamenti e prevedono l’ingresso in calendario di nuovi circuiti, tra i quali senza dubbio spicca su tutti Ad Diriyah per la sua particolare conformazione che si distacca dai soliti layout cittadini utilizzati in Formula EIl nuovo tracciato ricavato nelle strade della città ubicata a nordovest della capitale, sarà di fatto l’incaricato di aprire i battenti di quella che si attende come la stagione più emozionante della categoria.

Buttando un occhio al circuito salta alla vista come il tracciato sia molto ben assortito, con una sezione di scorrimento ad alta velocità senza tutte le classiche curve a 90 gradi, che risultano tipiche dei circuiti urbani. Il layout che si snoda attraverso le strade del capoluogo è composto da 21 curve (di cui 9 a sinistra e 21 a destra) per una lunghezza totale pari a 2.847 Km, dove la parte nuova s'incontra con la zona antica di Ad Diriyah costeggiando le mura della città storica, per poi dirigersi fino alla linea del traguardo nel cuore del distretto.


Osservando attentamente l’immagine in alto ci rendiamo conto rapidamente di come la pista sia divisa immaginariamente in due parti ben distinte. Dopo un breve rettilineo e la successiva staccata le monoposto aggireranno una zona verde, per poi immettersi in un susseguirsi di curve di media velocità intrecciate tra di loro, che sicuramente daranno filo da torcere ai piloti. Effettivamente questa zona richiede la massima concentrazione per azzeccare la traiettoria ottimale, che a sua volta consentirà la giusta velocità di percorrenza facendo la differenza in questo settore.

Al contrario se guardiamo la seconda parte del tracciato vediamo come la velocità sia molto importante, visto che il layout comprende in questa zona 3 rettilinei intervallati da frenate decise. Senza dubbio la trazione meccanica che le vetture sapranno generare in questo settore sarà il fattore più importante da tenere in conto, per poi essere in grado di raggiungere buone velocità di punta accelerando il prima possibile in uscita dalle curve.

Pensando ai possibili sorpassi che le Gen2 potranno effettuare in pista, la zona che risulta più plausibile sembrerebbe la frenata di curva 18, anche se con il nuovo sistema “attack mode” ed il già collaudato "fanboost" le sorprese saranno dietro l’angolo.


- Orari per l’Italia...

Senza dubbio il formato fresco e dinamico della all electric race series è capace di attirare su di sè le attenzioni di tutti. Come sappiamo la Formula E è una categoria che va a mille, visto che tutte le sessioni ufficiali si svolgono lo stesso giorno (sabato). Si inizia presto con le libere per poi poco dopo più di un’ora effettuare le qualifiche. Successivamente la frenesia allenta le sue briglie, lasciando spazio ai tecnici per studiare tutti i dati provenienti dalle sessioni, per poi cercare di preparare al meglio la gara. 



- Conclusione

Un´incognita importante da tener in conto sarà quella di poter finalmente contemplare il comportamento in pista delle nuove vetture di seconda generazione, senonché scoprire l’effettivo e reale rendimento una volta messe sotto torchio per bene. Durante i test pre-stagionali abbiamo visto alcuni valori ma si sa, tutti giocano sempre un po a nascondersi, e solo sabato sapremo realmente chi ha fatto meglio i compiti a casa. Inoltre grazie al rinnovato regolamento e alle nuove modalità in gara la situazione lascia presagire sensazioni molto positive, essendo padrona di tutti i crismi per regalarci un gran fine settimana di Motorsport.

Buona Formula E a tutti...

AutoreAlessandro Arcari @BerrageizF1-  @motorlat  
FotoABB Formula E - Alessandro Arcari
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