FORMULA E | NISSAN : Oliver Rowland rimpiazza Alex Albon al volante della Gen2...

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L’alba sulla rinnovata stagione di Formula E oramai è in dirittura d’arrivo, e finalmente con l’annuncio di oggi la line up piloti di quella che sarà la Season 5 della categoria tutta elettrica è completata. Effettivamente in mattinata con un comunicato stampa il team Nissan e.dams ufficializza l’arrivo di Oliver Rowland nel team, sostituendo Alex Albon che a sua volta rimpiazza il “mai amato” Brendon Hartley, essendo stato francamente autore di una stagione deludente in termini di risultati e velocità in pista. Il mondo del Motorsport si sa che raramente concede due occasioni, e giusto per questo motivo il giovane pilota tailandese si impadronirà per la stagione 2019 del volante della scuderia dei “torelli”, cercando di dimostrare tutto il suo talento agli uomini di Faenza.

Tornando alla all electric race series la scuderia nipponica dopo qualche giorno di stallo ha preso la sua decisione, annunciando finalmente Oliver Rowland, ex pilota collaudatore Williams (2017-2018). Il britannico di 26 anni non è del tutto estraneo alla categoria, infatti giusto nei recenti test invernali che si svolsero nel tracciato spagnolo Ricardo Tormo, fu proprio il sostituto di Albon che non si presentò all’ultimo dei tre giorni di prove in pista. Inoltre per dovere di cronaca dobbiamo ricordare che Oliver fece anche parte della spedizione indiana al Gran Premio di Punta del Este, quando con il team Mahindra Racing disputò la nona tappa di Season 2 al posto dell’indisponibile Nick Heidfeld, tagliando il traguardo sotto la bandiera a scacchi al tredicesimo posto.


Rowland che già in passato seppe dimostrare tutto il suo talento come quando nel 2017 fu il principale rivale di Leclerc per il campionato di Formula 2, non vede l’ora d'iniziare la sua avventura con la Formula E, ritenendola una delle migliori piazze in circolazione.

Il campionato di Formula E possiede tra le sue fila alcuni dei migliori piloti al mondo, ed è un onore essere stato selezionato da Nissan e.dams per rappresentarli nella quinta stagione. Inoltre avere la possibilità di lavorare al fianco di Sebastian (Buemi) trattasi di una opportunità incredibile”, commenta il giovane di Sheffield che poi aggiunge concludendo il suo intervento :”Non vedo l’ora di poter misurarmi con il meglio della Formula E”.


Tra due settimane inizierà una nuova sfida per il giovane pilota che vanta all’attivo una 24 ore di LeMans disputata con il team CEFC TRSM Racing, la partecipazione nella Blancpain GT Series Endurance Cup con Strakka Racing, e una lunga esperienza in GP2-Formula 2 avendo partecipato a tre campionati.

Senza dubbio trattasi di una svolta per la carriera del britannico che in Formula E ha l’importante occasione di affermarsi e trovare la sua identità, in quella che al giorno d’oggi risulta essere una categoria in piena crescita che ha saputo convincere anche i più scettici, grazie alle sue gare ricche di battaglie emozionanti. 

AutoreAlessandro Arcari @BerrageizF1-  @motorlat  
Fonti foto : Nissan Nismo

MONDIALE 2018 - LE PAGELLE: i voti della stagione

3 Comments
Sembra ieri che scrivevo le pagelle dell'Australia ed eccoci già qui a scrivere il resoconto della stagione.
Hamilton è campione del mondo, per la 5^ volta; la Mercedes pure. Continua il loro dominio dell'era power unit.
Vettel e la Ferrari ci hanno illuso almeno per metà mondiale che le cose potessero cambiare, ma così non è stato.


Vediamo insieme le pagelle di questo campionato appena concluso:

Mercedes: 10 al team; 10+ a Hamilton; 5 a Bottas 
Una stagione così solida da parte di Hamilton non l'avevo mai vista: quando la macchina gli consente di dominare lo fa, al suo solito; quando invece capisce che gli avversari ne hanno di più, fa la "formichina" e porta a casa punti preziosi.
Straordinario il lavoro all'interno del team; fin da subito capiscono che sarà un mondiale più serrato e mettono Bottas a disposizione della squadra. Lo sviluppo della macchina è alla grande come negli anni passati, con l'unica pecca del gran premio d'Austria. Ma proprio il doppio ritiro in quel Gp li riporta sulla strada giusta... 
Mi spiace dare l'insufficienza a Bottas, ma con la vettura che si è ritrovato, poteva e doveva fare di più. Certo, se non lo "fermavano" a Sochi e non forava a pochi giri dal termine a Baku, almeno due le avrebbe vinte, ma in alcune gare si è ritrovato addirittura a fare una sosta in più degli altri... Speriamo inizi con un altro piede il 2019; Ocon scalpita...


Ferrari: 7 al team; 6 a Vettel; 8 a Raikkonen
L'inizio di stagione è stato strepitoso e Vettel pareva essere in gran forma per far prendere la strada di Maranello ai mondiali. Poi sono arrivati gli errori, troppi: Francia e Germania su tutti. 
A differenza di Hamilton, la voglia di vincere l'ha portato a sbagliare troppe volte e quando la macchina è "mancata" nelle gare asiatiche, il divario mondiale è cresciuto a dismisura. 
Sufficiente solo per le 5 vittorie portate a casa...
Campionato al top per Raikkonen che torna anche alla vittoria dopo 5 anni! 
Chiude in 3^ posizione nel mondiale piloti, alle spalle di Vettel di una settantina di punti. Ma il confronto dice 1 vittoria contro 5 e 4 ritiri contro 1. Ritiri di cui non aveva alcuna colpa...
Uomo squadra fino all'ultimo, anche quando a mondiale piloti palesemente andato, mette a rischio la sua vittoria chiedendo se potesse attaccare Vettel...
Grazie di tutto Kimi!


Red Bull: 8 al team; 8 a Verstappen; 8 a Ricciardo
L'inizio di stagione non è proprio ciò che si aspettavano, ma durante la stagione crescono e bene. Nelle ultime gare, anche grazie alle PU "stanche" degli altri, sono sempre in lotta anche per la vittoria.
Verstappen "scalmanato" fino a Monaco, quando butta alle ortiche pole e vittoria. Da lì la svolta e una crescita impressionante. Si vede così sempre più spesso il Max che ci piace: aggressivo negli attacchi, ma pulito, senza buttar fuori nessuno.
Per Ricciardo, possiamo dire maledizione Monaco: sfrutta quello il compagno butta e porta a casa il successo nel principato, poi l'incubo affidabilità: 8 ritiri in 15 gare. Impressionante! 
Se guardiamo alla stagione al netto dei problemi, sicuramente positiva.


Renault: 7 al team; 7 a Hulkenberg; 6,5 a Sainz
Sono un team costruttori e il risultato nella classifica finale è d'obbligo, ma non sempre ci riescono. 
Quest'anno riescono ad essere quarta forza, anche sfruttando le disgrazie altrui.
Hulkenberg meglio di Sainz, ma non poi di così tanto. Gli errori gravi del Belgio e di Abu Dhabi lo dimostrano...
Nel finale di stagione "calano" in generale, ma lo fanno anche i diretti avversari e quindi non corrono rischi. 


Haas: 4,5 al team; 5 a Magnussen; 4 a Grosjean
Con la macchina che avevano ritrovarsi alle spalle della Renault sancisce la loro "sconfitta".
Troppi i punti buttati alle ortiche soprattutto nella prima parte di stagione sia per gli errori ai box che per quelli dei piloti, Grosjean in primis, che alla fine si ritrova addirittura alle spalle di Magnussen in campionato.
Eppure li confermano entrambi per il 2019.... Bah...



McLaren: 3 al team; 8 a Alonso; 5 a Vandoorne
Hanno passato anni a dire che i loro problemi erano dovuti alla power unit Honda e adesso che non ce l'hanno più i guai continuano
Non ci siamo proprio...
Alonso lotta oltre i limiti della macchina e su 62 punti del team ne raccoglie 50. Inoltre il 21 a 0 in qualifica nei confronti del compagno parla da solo.
Non credo che Vandoorne sia così male, ma il paragone è impietoso e la stagione non può essere sufficiente...



Force India: 7 al team; 7,5 a Perez; 6,5 a Ocon
A metà stagione si ritrovano sull'orlo del baratro, ma grazie a Perez e papà Stroll si risollevano e la stagione è positiva. Avessero anche i punti costruttori raccolti prima del Belgio sarebbero di poco alle spalle di Renault che con il budget limitato rispetto agli altri team sarebbe un risultato ottimo.
Perez migliore del compagno in tutta la stagione, bravo anche a sfruttare le situazioni e a portarsi a casa un podio.
Stagione discreta anche per Ocon; peccato per i suoi comportamenti in pista da pilota Mercedes, quale si è sempre definito. Imperdonabile l'episodio del Brasile...



Alfa Romeo Sauber: 8 al team; 9 a Leclerc; 5 a Ericsson
Ad inizio stagione li davano per spacciati da ultimi del gruppo e con margine.
Con l'innesto di alcune figure, invece, le strada cambia e i risultati iniziano ad arrivare.
Ottima la stagione di Leclerc. Porta a casa più del triplo dei punti del suo compagno e anche quando le cose non sembrano messe bene, riesce a trovare quel qualcosa in più.
Impossibile tralasciare la qualifica del Brasile...
Non altrettanto Ericsson, che infatti saluta il circus...



Toro Rosso: 5 al team; 7 a Gasly; 4 a Hartley
All'inizio dell'anno erano in lotta con Sauber per la posizione in classifica costruttori, poi il lavoro che gli viene chiesto di svolgere dalla casa madre sulla power unit cambia le cose. Diventano un laboratorio viaggiante di Honda, alla ricerca di prestazione e affidabilità.
Gasly nettamente meglio: quando può porta a casa i punti e la classifica finale dice 29 contro i 4 del compagno.
Hartley non pervenuto, se non in sporadici casi. Stessa sorte di Ericsson anche per lui...



Williams: 3 al team; 6 a Stroll; 5,5 a Sirotkin
La situazione del team è un disastro totale. La macchina non va, ma nonostante ciò i piloti riescono a portare a casa 7 punti. 
Mezzo voto in più a Stroll perché 6 di quei punti sono suoi...
Urgono cambiamenti interni al team, ma volti a risollevarlo. Attualmente le modifiche riguardano solo il fuggi fuggi di tecnici stanchi di questa situazione...



Ed ora i saluti: un grosso GRAZIE a tutti quanti hanno letto le mie pagelle. 
Se vorrete continuare a farlo anche l'anno prossimo continuate a seguirci, sempre su FUnoAnalisiTecnica!

di Alessandro Rana (@AleRana95)







GP ABU DHABI - REGOLIAMOCI: le decisioni dei commissari

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Penultimo appuntamento con regoliamoci. Vi chiederete, ma come? La stagione è finita...
Ebbene si, ma farò un ulteriore puntata in cui verranno analizzati tutti gli episodi simili della stagione e le relative decisioni (non sempre simili) dei commissari sportivi. 


A differenza di altre gare, non c'è stato molto lavoro per gli stewards, ma vediamo di analizzare insieme i casi finiti sotto la loro lente di ingrandimento:

  • Hamilton e Raikkonen sono stati sanzionati con una reprimenda. Il pilota Mercedes per aver tagliato la linea in ingresso della pit lane; il pilota Ferrari per non essere stato sulla destra della linea continua quando rientrava ai box e per aver tagliato la linea in ingresso della pit lane
E' una violazione del codice sportivo internazionale

Per quanto riguarda Hamilton, dalle immagini è chiaro come al rientro ai box al termine delle libere 1, il pilota abbia avuto un bloccaggio e abbia quindi tagliato la linea bianca all'ingresso della pit lane. I commissari hanno optato per una reprimenda, visti i casi simili già accaduti in passato.
Nel caso di Raikkonen, durante le libere 3, il pilota ha commesso un errore nella curva precedente ed ha quindi tagliato la riga bianca in ingresso pit lane, tuttavia non è rientrato, ma ha ripreso la pista. 
Il direttore di gara, nelle sue note, aveva scritto che in caso di rientro ai box, la riga bianca continua doveva stare sulla sinistra.
Non essendo Raikkonen rientrato ai box, ma avendo comunque tagliato la linea, i commissari hanno deciso che una violazione c'è stata in ogni caso e hanno deciso per una reprimenda anche per lui.

A mio avviso entrambe le decisioni sono corrette, dal momento che il tutto è avvenuto durante le prove libere e nessun altro pilota è stato danneggiato. 

  • Grosjean e Gasly sono stati investigati per aver causato un incidente durante le libere 3, ma nessuno dei due è stato sanzionato.
L'incidente rientra nell'articolo 38.1 del regolamento sportivo:
"Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, avverrà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se procedere o meno con un’indagine.I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi."
I commissari hanno visionato i video dell'incidente e ascoltato i piloti.
Grosjean ha ammesso che il team non l'ha avvisato via radio dell'arrivo di Gasly, inoltre non aveva alcuna visibilità riguardo all'arrivo rapido dell'avversario, altrimenti si sarebbe spostato completamente fuori pista. 
Gasly, invece, ha ammesso che non credeva che Grosjean non l'avrebbe visto, inoltre essendo in un giro lanciato, la sua differenza di velocità era ben superiore i 120 km/h. 
L'insieme di tutte queste condizioni ha portato al contatto, tuttavia non si può dire che uno dei due abbia la responsabilità maggiore, quindi si è optato per non sanzionare l'episodio. 


Alla fine c'è solo stato un contatto tra le due vetture, non un vero e proprio incidente e la decisione ci può anche stare visto che si tratta di prove libere.

A mio avviso, però, bisognava essere un po' più severi, in quanto è compito del team avvisarti dell'arrivo di un avversario in un giro veloce...

  • Hulkenberg è stato investigato per aver causato un incidente con Grosjean, ma anche in questo caso non è stata assegnata alcuna sanzione.
Anche questo episodio rientra nell'articolo 38.1 appena sopra citato.

Durante il primo giro, i piloti sono andati al contatto in curva 9 con il tedesco della Renault ha avuto la peggio ritirandosi. 
Nessuno dei due piloti aveva la parte maggiore di colpa; giusto non sanzionare in questo caso. 

  • Ocon e Alonso sono stati sanzionati con 5 secondi di penalità + 1 punto patente per aver lasciato la pista e aver tratto vantaggio. Per Alonso la cosa si è ripetuta per ben tre volte, per un totale di 15 secondi e 3 punti patente.
E' una violazione dell'articolo 27.3 del regolamento sportivo:
      "I piloti devono fare ogni ragionevole sforzo per utilizzare la pista in ogni momento e non possono                    deliberatamente lasciarla senza un giustificato motivo.      I piloti saranno giudicati per aver lasciato la pista se nessuna parte della vettura rimane a contatto con            essa e, a scanso di dubbi, linee bianche che definiscono i bordi della pista sono considerati parte della            pista, ma i cordoli non lo sono.      Nel caso in cui una vettura lasci la pista il conducente può rientrare, però, questo può essere fatto solo             quando è sicuro per farlo e senza ottenere alcun vantaggio. A discrezione assoluta del direttore di gara           può essere data la possibilità di riprendere la posizione che aveva prima di lasciare la pista. "
Nel tentativo di attacco a Vandoorne da parte di Ocon, nel momento in cui il sorpasso è avvenuto, il pilota francese è uscito di pista traendo così vantaggio nel tenersi la posizione conquistata. McLaren ha segnalato la cosa al direttore di gara che ha chiesto che la posizione venisse restituita, tuttavia ciò non era più possibile a causa di altri sorpassi avvenuti. Giusto quindi applicare la sanzione in termini di tempo.
Per quanto riguarda Alonso, invece, negli ultimi giri di gara in cui stava spingendo al massimo per tentare l'assalto alla decima posizione, per ben tre volte ha tagliato la chicane nelle curve 8 e 9, traendo un bel vantaggio. 
I commissari hanno quindi applicato per tre volte consecutive la stessa sanzione. 

Nel caso di Alonso, considerato anche che era la sua ultima gara e che comunque non aveva avuto chance di attaccare chi gli stava davanti, forse si poteva soprassedere.
E' altrettanto vero, però, che i commissari devono sempre applicare il regolamento, quindi le decisioni sono corrette.




























di Alessandro Rana (@AleRana95)

GP ABU DHABI - IL COMMENTO: ci aspetta un affascinante inverno e forse non così lungo...

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Il 2018 ci lascia con la certezza di chi è stato il più forte. Un combattimento leale in un duello che si è rivelato meno ruota a ruota del 2017 ma molto più tattico. Hamilton in primis e in molti casi il muretto Mercedes hanno scelto sempre con grande acume tattico sbagliando quasi mai. Un campionato che vede sul podio piloti Vettel e Raikkonen il che dimostra concretamente la solidità di prestazioni e anche una soddisfacente affidabilità (tranne Abu Dhabi) della SF71H. Al pari sicuramente della W09. 


Per Ferrari è ovvio che dopo il colpo della scomparsa di Marchionne, i nervi saldi nel momento più cruciale mostrati dal team Mercedes uniti alla perfetta forma di Hamilton di tutto l’anno hanno fatto il resto. 

Ma voltiamo pagina visto che il Gp degli Emirati ci ha lasciato poche sorprese se non quella di un saluto, direi estemporaneo e inatteso da parte di Hamilton e Vettel al grande rivale dei bei tempi Fernando Alonso. Dimostrazione di quanto chi conta davvero cioè i campionissimi sappiano come rendere omaggio in 5 minuti meglio di quanto si riesca in ore di video clip. 


Detto questo, il grande turnover di quest’anno arriva a ben 12 piloti visto che anche Hartley è stato appena mollato da Toro Rosso in favore del giovane Albon. Più del 50% della griglia cambia pilota un dato a mio avviso impressionante che mette molta curiosità e stimola l’immaginazione. In fondo il 2019 è iniziato questa settimana dove si chiude si con gli ultimi test Pirelli la stagione, ma abbiamo già i nuovi sedili montati sulle monoposto!


Fatale cercare il paragone nei tempi, visto che verranno diversificati i lavori. Quando si dice “hai voluto la bicicletta?” Allora attenderemo molta gente che l’ha voluta fortemente, i temi sono tanti partendo ovviamente da Leclerc contro Vettel (e Lewis) per passare a Ricciardo scappato da casa, RedBull e l’incognita Honda, Raikkonen e la ricerca della felicità in Sauber Alfa Romeo, il ritorno di Kubica contro tutto e tutti, e in ultimo Giovinazzi alla prova del nove, finalmente un italiano in griglia dopo troppi anni. 

Impossibile fare previsioni. Un affascinante inverno e forse non così lungo..

Autore: Giuliano Gemma (@GiulyDuchessa)

STAGIONE 2018 - IL PENSIERO DEI LETTORI: Grazie!!

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Il mondiale 2018 verrà ricordato per tante motivazioni, per tanti avvenimenti che hanno anche condizionato pesantemente l'andamento del campionato stesso!

Una cosa è certa, questo è stato uno dei mondiali più belli degli ultimi anni; e non è un caso!
Non è un caso in quanto la Ferrari è ritornata competitiva, andando a spezzare il dominio assoluto del panzer anglo-tedesco al quale siamo stati abituati ad assistere dal 2014. 
Allora grazie Ferrari, per le emozioni che ci hai regalato quest'anno. Grazie per la SF71H, una monoposto cosi non la si vedeva da almeno 10 anni. Grazie al fantastico lavoro da parte di Binotto&Co il quale mi auguro di vederlo presto al ponte di comando di questa Ferrari che ha tanto potenziale, ma che dal punto di vista gestionale è allo sbando.
Grazie Kimi al tuo ultimo anno in rosso...ferrarista vero, ultimo campione del mondo in rosso. Hai segnato una generazione ed ora ti aspetta la tua ultima avventura là dove è iniziato tutto.


Grazie Sebastian, per averci fatto sognare...in Belgio ho accarezzato il sogno con quel sorpasso di forza su Lewis, ma poi a Monza ci hai svegliati tutti...di brutto!!! Grazie Sebastian perchè mi hai dato l'opportunità di conoscere meglio il lato umano e sportivo di tanti tifosi ed appassionati...e senza di te e il tuo modo 'ruspante' di vivere le corse non avrei mai potuto conoscere..ne farò sicuramente tesoro!


Niente grazie ad Arrivabene? Suppongo che debba essere lui a ringraziare noi per la pazienza che abbiamo!

Questa è stata la migliore stagione del pilota, dell'uomo..di Lewis!
Grazie campione per averci deliziato con quei giri record che hai fatto il sabato.
Grazie per averci mostrato la tua definitiva maturazione. Caro Lewis, visto che siamo in argomento, ringrazia Toto e Niki..ma soprattutto Valtteri il quale ha accettato mestamente di non frapporsi mai tra te e il 5° titolo


Grandi cambiamenti in casa RedBull, dove abbandona il motore Renault (che tanto gli ha dato) per abbracciare la causa (persa?) nipponica con Honda.

Grazie RedBull per aver dato la possibilità di farci conoscere due animali come Daniel e Max. Grazie per Baku ragazzi, perchè avete dimostrato al mondo intero per quale motivo in casa Mercedes non hanno voluto puntare più su un attacco a due punte, grazie per i vostri sorpassi, le vostre staccate...le vostre vittorie!

In questa stagione abbiamo avuto modo di capire per quale motivo il compianto Presidente Ferrari abbia puntato su Charles Leclerc...grazie ragazzo, il meglio viene ora!

La stagione 2018 la ricorderemo per l'ultima di Fernando Alonso.
Solo per lui dovrei scrivere un pensiero a parte! Ci lascia il più grande di sempre di questo decennio, una bestia da gara ancora in perfetta forma, ma castrato da un sistema che premia (ahimè) la macchina e non l'uomo. Grazie Fernando, per tutto quello che ci hai dato, grazie per la tua epopea in rosso, grazie per le tue lotte con Michael...si mormora che ritornerai, io non ci credo ma ti aspettiamo a braccia aperte!!

Il mio più sentito ringraziamento va a due persone speciali, la cui serietà è paragonabile solo alla loro preparazione e professionalità: grazie Cristiano e Pier Giuseppe, grazie per l'opportunità che mi avete dato, è un onore collaborare con voi, grazie per il vostro 'darvi'; il cui unico fine è fare chiarezza in un mondo tanto complesso quanto affascinante quale è la F1

E' già tempo di volgere lo sguardo a ovest...Melbourne ci attende.

di Vito Quaranta @quaranta_vito

GP ABU DHABI: il pagellone semiserio del Froldi

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Il Pagellone Semiserio del Froldi
 GP di Abu Dhabi

La corona dell’Imperatore Lewis Quinto (se l’è posata sul capo qualche tempo fa) è più dorata e brillante del solito. La contesa in terra moresca chiude l’annuale stagione dei tornei per assegnare l’alloro mondiale. La sua corona, a guardarla bene, sembra quasi di plastica, ma si sa: all’Imperatore piacciono queste cose un po’, si direbbe, barocche (per non offenderlo), ma più semplicemente “tamarre”, com’è nel suo stile coreografico. Ha la corona piena di fregi, disegni, colori che prima richiamavano l’indimenticato e compianto imperatore brasiliano; poi, nella strada che ogni imperatore fa per trovare se stesso, per allontanarsi dai suoi miti fondativi e farsi egli stesso mito, si sono modificati via via. Il trono di Lewis è meritato e lui è maturo come mai. Siede e squadra gli altri dall’alto del suo pesante scranno. Talvolta sembra giocare al gatto con il topo. Sornione e pronto al momento opportuno ad azzannare la preda. Volpe e Leone nella sintesi di Macchiavelli. Perfetto. L’Imperatore è già nel mito, e ci sta entrando sempre più. Lo si deve celebrare, come si celebrano i più grandi. Tuttavia, la roba di plastica cromata da lontano sembra bella… poi ti avvicini, la tocchi, la senti risuonare opaca e vedi che non c’è sostanza. E’ vuota e dà l’idea di essere falsa. Come il girare per il mondo di questi puledri ibridi, sin dal 2014. Queste plastica cromata, questa paccottiglia è, almeno in parte, il simbolo di questo torneo tutto norme, codicilli, regolamenti, conferenze stampa in cui i campioni rispondono (quasi sempre) manco fossero degli algoritmi social, dei “bot” delle chat.
Resteranno sempre ombre su questo dominio asfissiante. Non sull’Imperatore Lewis Quinto. Ma sul puledro grigio schiaccia sassi. Sul ronzino che era e sullo splendido cavallo  che è. 


Cinque anni: dominio plumbeo. Ci troviamo sempre lì: un peccato originale mai sanato, quando il puledro potè allenarsi per mille chilometri, nel 2013, violando le regole senza sanzioni. E d’improvviso prese il volo nelle tappe del torneo. Poi arrivò un regolamento cucito su misura. Un regolamento suicida avallato dall’allora gran capo di Maranello. Dominanza strapotente/strafottente-tecnico/politica degli anglo-teutonici. Ciclo d'oro ma che sa, almeno all’inizio, di plastica cromata. Appunto. La Ferrari nel suo lustro  d’oro vide cambi regolamentari praticamente ogni anno. Per impedirle di dominare troppo. Come sempre, onore ai dominatori. I vinti hanno tanto da recriminare. In primis verso se stessi.
Forse il napoleonide a capo della Federazione, che pensava a non far scappare un prestigioso e munifico contendente, non si aspettava un tale dominio, non considerando la mentalità teutonica che non lascia neanche le briciole. E forse la FIA è ormai troppo prona o tale sembra (ma in questo caso la percezione coincide con la realtà, per i suoi effetti) al potente cavallo grigio per ergersi ad arbitro imparziale. Troppe le scene, gli eventi, le mancate penalizzazioni, i buffetti per gli uni e le scudisciate per gli altri. C’è tanto da riflettere per il napoleonide e la sua corte. A partire da come i commissari locali applichino, nelle varie tappe del supremo torneo, norme e sanzioni. Basterebbe che in FIA leggessero i vari commenti sui social (al netto di chi offende indiscriminatamente) per capire che tanti dicono: “Il re è nudo”. Ma il re, anche se gli altri glielo dicono, non si rende conto di essere nudo.
Quando ti chiedi se questo spettacolo drogato meriti davvero tempo, abbia davvero senso, ecco che, appena finita la torrida tenzone, i due campioni si avvicinano all’asturiano decaduto. Guida un ronzino scalcagnato, pallida ombra del purosangue che fu. Lo spagnolo decaduto è tanto rabbioso quanto rassegnato. Se ne va perché non può più far vedere il suo valore e il suo talento.


Entrambi cristallini. I due più grandi campioni di oggi,  l’Imperatore e il suo più strenuo avversario, scortano lo spagnolo. Lo salutano in Mondovisione e riempiono di fumo, con vorticosi testacoda, il rettilineo principale. Il pubblico è in visibilio. Poi si salutano di un rispetto sincero, genuino, che scalda il cuore e gli occhi. Non credo che fosse preparata questa parata.
O perlomeno, lasciatemi sperare e credere che non lo fosse.
Il circo leva le tende con gli ultimi saluti di Luigi e Sebastiano. Che si capisce quanto si stimino. No, non è paccottiglia questa. E’ roba genuina che splende d’argento e d’oro. E anche questo è un tè caldo per chi ama questo sport fatto di pazzi che sfrecciano a 300 chilometri all’ora.
Arriva il breve inverno. Che sia di riflessioni per tanti. Al 2019.

Bottas. Voto: Dante. Cominciano da lui. Beh…che dire. Il più grande gregario della storia della Formula Uno è rimasto a bocca asciutta in questo 2018. Non era mai accaduto ad un pilota AMG da quando esiste la formula ibrida. E addirittura quinto nella classifica mondiale finale. Un perfetto contrappasso dantesco.

Mad Max. Voto: 10. Ad Ocon voleva passargli sopra, memore dello sgarro subito in Brasile. Al re nero ha fatto capire che non era giornata. A Bottas gli ha dato una spallata. E’ un cavallo di razza. Mi ha convinto (per ora).


Hamilton. Voto: 10. Ha giocato al gatto con il topo, supportato dal Team. Una vittoria neanche un pò sudata, ma meritata. Il 10: è legato al fatto che soprattutto quando, visto che non aveva senso rischiare con Max, tanto primo lo sarebbe tornato comunque, se ne è stato quatto quatto a gestire gli pneumatici. Il Lewis del 2016 non lo avrebbe fatto. Mi ha stupito per la magnanimità finale con gli altri piloti. Mi direte…vabbè: gli è andato tutto per il verso giusto. Si, ma se l’è cercato, quel verso giusto. E comunque si capisce quando uno finge (ad esempio nei saluti con Vettel): non è questo il caso.

Vettel. Voto: 9. Parte finale di gara arrembante e giro veloce stampato nel penultimo giro. Un pò s’è ritrovato. Ma si capiva, si percepiva chiaramente quanto Vettel avesse bisogno di staccare mentalmente, dopo un Mondiale che lo ha visto protagonista (nel bene e nel male) con uno stress enorme da gestire. Di certo, umanamente, è una persona splendida.

Raikkonen. Voto: NC (non classificato). Azzoppato da una défaillance elettrica, non ha potuto disputare l’ultima gara in rosso. Il futuro è di Leclerc (e secondo me è giusto così), ma Kimi in rosso mancherà a tanti. 


Alonso. Voto: 7. I mesti 4 anni nel purgatorio Mc-Laren sono stati una triste parabola discendente per il pilota spagnolo. Si discuterà a lungo e non si troverà mai una sintesi fra chi lo denigra per il carattere che ha (o la nomea che si è stampata su di lui di “spacca-squadre”) e chi mette in rilievo il talento cristallino ed assoluto con mezzi palesemente inferiori. Chissà…forse il suo è solo un arrivederci. Mai dire mai…


Toto-Troll. Voto: 10 e lode/sadico. Come percula lui…stiamo ancora aspettando che esploda la PU di Lewis…

Arrivabene e l’intervista. Voto: wow. Francamente, ed è incredibile, mi è piaciuta la sua risposta stizzita in conferenza stampa FIA.

Commissari FIA. Voto: Vabbè…che ve lo dico a fare…

Charlie. Voto: non te ne vai in pensione? Dai su…largo ai giovani!


 Pirelli. Voto: 2023. Come dice PG, dopo l’annunciato rinnovo (sinceramente nessuno credeva che la FIA si rivolgesse ad altri), riusciranno a fare davvero gomme decenti entro i prossimi 5 anni? Ecco, ci speriamo tutti. Come ce ne accorgeremo? Se non si parlerà  più degli pneumatici, delle pressioni di gonfiaggio (e del fatto che vengano alzate ed abbassate tipo roulette russa), del degrado ad ogni gara…

P.S.: l’appuntamento con il Pagellone Semiserio per il 2018 finisce qui. Ma abbiamo in serbo molte sorprese. Interviste esclusive, articoli etc etc…restate sintonizzati!

di Mariano Froldi

foto @FormulaHumor
foto @autoaspinta

GP ABU DHABI - ANALISI DELLA GARA: il pit anticipato di Hamilton è stata la mossa vincente?

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La stagione 2018 si è conclusa con la vittoria di Hamilton che ha concluso in bellezza la sua miglior annata da quando corre in Formula 1. Positiva la prestazione della Ferrari che, grazie a Vettel, è riuscita a concludere in seconda posizione a ridosso del vincitore. Una Rossa molto competitiva quella vista in questo fine settimana ad Abu Dhabi su un tracciato dove negli anni scorsi soffriva tantissimo. Sul gradino più  basso del podio ci è finito Verstappen che è riuscito ad approfittare dell'errata strategia di Ricciardo che ha concluso al quarto posto. Deludente l'ultima gara di Bottas che ha concluso al quinto posto. Il pilota finlandese tra i top sei è stato l'unico pilota a non raccogliere nemmeno un successo. E' stato sicuramente un grande scudiero ma da un pilota che guida una Mercedes è lecito aspettarsi di più a livello prestazionale. 


La vittoria di Hamilton è stata piuttosto agevole ed è stata agevolata anche dalla scelta strategica fatta dal team anglo-tedesco che ha richiamato ai box il cinque volte campione del mondo al giro 7 quando la direzione gara aveva esposto il regime di Safety Car per il problema che ha costretto Raikkonen a parcheggiare la sua Ferrari a bordo pista. Eravamo ancora nelle prime fasi di gara ed Hamilton non aveva nessun tipo di problema con le gomme Ultra SOFT ma, il muretto, ha deciso di giocare in difesa e di proteggersi con almeno una vettura nel caso altri team avessero scelto di "pittare". E' stato un rischio comunque calcolato perchè sapevano benissimo di riuscire ad arrivare alla bandiera a scacchi senza nessun tipo di problema e così è stato. Hamilton è stato comunque bravo a gestire le gomme nella prima parte del secondo stint e nel finale, quando Vettel stava spingendo, ha risposto ai tempi del pilota tedesco dimostrando che le sue gomme erano ancora in perfetto stato. 

La gara di Bottas non è stata molto buona anche a causa di alcuni problemi al freno posteriore destro che gli hanno creato grossi problemi nella parte centrale del secondo stint. Oltre ai freni ha subito un danneggiamento del fondo quando Verstappen lo ha sopravanzato. 

In casa Ferrari il fine settimana è stato piuttosto positivo su una pista dove la Rossa ha sempre sofferto. Peccato per il ritiro di Raikkonen che è stato costretto a parcheggiare la sua SF71H per un problema elettronico. Vettel ha ultracorto il massimo risultato possibile in quanto non è sembrato avere il passo per andare ad infastidire la Mercedes. Se nel secondo stint il ritmo del pilota tedesco è stato veramente ottimo ma lo stesso non si può dire della parte iniziale quando, con gomme Ultra Soft, non ha avuto un gran ritmo. 


La gara di Verstappen è stata positiva anche se era lecito aspettarsi qualcosa di più specialmente nel primo stint visto che, a differenza degli altri top 6, partiva con gomme HyperSoft che, specialmente nei primi giri, dovevano fare la differenza. Così non è stato anche per dei problemi tecnici che hanno rallentato la sua Red Bull RB14. Problema inizialmente si surriscaldamento della Power Unit e successivamente ad un sensore che ha provato una perdita anomala di potenza. Nonostante questo è stato autore di un ottima gara ed è riuscito a concludere sul gradino più basso del podio. 


La gara di Riccardo, invece, è stata danneggiata dalla strategie scelta dal team di Milton Keynes che ha allungato troppo il primo stint. I tempi, come dimostra il grafico, erano ancora piuttosto buoni ma questa scelta ha permesso a Verstappen di sopravanzarlo visto che, con gomme Super Soft, era più veloce.  Nonostante uno stint lunghissimo è stato scelto di portarlo a   fine gare con le Super Soft mentre era lecito aspettarsi qualcosa di più aggressivo azzardando le HyperSoft. Peccato perchè Ricciardo meritava di concludere la sua carriera in Red Bull con un podio.