GP ITALIA: il pagellone semiserio del Froldi

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Il pagellone semiserio del Froldi
Monza 2018
Doveva essere apoteosi rossa. Gli ingredienti, a
partire da una storica prima fila, c’erano tutti. Ancora una volta ha vinto
Hamilton. Ancora una volta due Mercedes sul podio. Ancora una volta in parata
(per irridere non solo la Ferrari ma tutti i suoi tifosi: complimenti, che
stile!). Ancora una volta a Vettel si chiude la vena (dopo due, dico due, due
maledette curve) e suicida la gara e le speranze di migliaia di tifosi venuti
lì per assistere, dopo 8 anni, finalmente, ad un trionfo rosso. Sarò criticato,
sarò sicuramente attaccato, ma chi se ne frega. Una cosa è certa. Il Vettel
visto sino ad oggi non merita il Mondiale piloti. Lo merita Hamilton. La SF71H
e il meraviglioso pool di tecnici guidati da Binotto meriterebbe il Mondiale
Costruttori; ma non lo merita il Team nella sua globalità. Troppo duro? Non so.
Io ero lì ed ho visto un’altra giornata di ordinaria
follia. L’ennesima
.


Hamilton. Voto: 10 e lode. Umanamente ti viene una voglia matta
di dirgliene di tutti i colori. Perché sei tifoso viscerale, perché vince
sempre, perché ti infastidisce proprio per quello. Ma sportivamente parlando ha
fatto un lavoro eccezionale. E’ maturato tanto negli anni. Si concentra sul
risultato e raramente sbaglia colpo. Con un Hamilton così sei costretto a non
sbagliare nulla ed a massimizzare tutto. Appunto.
Vettel. Voto: nessuno. Non darò alcun voto; non saprei
trovare un’unità di grandezza, negativa, per quantificarlo a Monza. So una
cosa. Che nessuno, fra i colleghi (ben più blasonati di me) ha avuto dubbi. Il
pilota di punta (?) della Ferrari ha commesso l’ennesimo harakiri. Dopo appena
(lo ripeto) due curve. Quando poteva anche subire l’onta del sorpasso di
Hamilton. Poteva anche arrivare terzo alla fine. No. Ora sono 30 maledetti
punti.
Anti-Vettel. Voto: sciocchezza. Qualcuno mi ha già pregato di non
salire sul carro, alla fine, quando vinceremo il Mondiale (pia illusione, ma
chissà), qualcun altro mi ha detto che non sopporto Vettel, altri ancora si
sono stizziti e mi hanno attaccato a muso duro. Io tifo Ferrari, non i piloti.
I piloti passano, la Ferrari resta. Non possiamo essere al posto dei piloti. Ma
la F1 è uno Sport. E uno Sport vive grazie ai tifosi. E i tifosi hanno il
sacrosanto diritto di esprimere le loro opinioni e critiche. Certo, non le
offese gratuite, questo è evidente. Bisogna essere oggettivi: Vettel ha
compromesso almeno tre gare. Lui. Non altri. Il problema è che non pare esserci
in Ferrari un clima capace di tirar fuori il meglio da lui (perché che abbia un
grandissimo talento è fuor di dubbio) e di limitare le parti più fragili  del suo carattere (siamo esseri umani e tutti
hanno delle debolezze). A suo tempo scrissi che forse aveva bisogno di un
motivatore/mental coach/psicologo (fate voi). Non è un insulto né una
sciocchezza. E infine: ma esiste un capo in Ferrari che “detti la linea” e
sappia gestire i piloti?


 Kimi Raikkonen. Voto: 8. Eravamo lì con Alessandro Rana, ed
abbiamo avuti tutti e due la stessa impressione. C’è qualcosa che non va. Radio
Paddock sussurra che a Kimi non verrà rinnovato il contratto. E che il diretto
interessato sia già stato informato. Come voleva Marchionne. Tempismo perfetto
dirlo prima di una gara cruciale per il Mondiale, che può aver lasciato Kimi
con le mani libere. Un capolavoro. Per la Mercedes. Poco poteva fare Kimi
stretto come un salame fra due fette grigie di pane. Hanno giocato al gatto con
il topo, e poi al momento giusto, quando era cotto a puntino, Hamilton lo ha
superato e ciao ciao.


Bottas. Voto: imbarazzante. Il tappo più amato in casa AMG non
credo abbia molti motivi per essere felice del risultato. Lasciamo perdere la
facciata. Bottas è un casco con vuoto a perdere. Lo riempi del compito che deve
svolgere e lui lo fa in modo estremamente efficiente. Come un vecchio Commodore
64 con il nastro magnetico. Imbarazzante, appunto. Le seconde guide sono sempre
esistite. I cosiddetti gregari. E lui in questo, credo a breve, diventerà il
maestro indiscusso. Il primo dei secondi in tutta la storia della Formula.
Ognuno si contenta, dicono, con ciò che è.
P.S.: i fischi sono abbastanza antipatici. Ma sapete
chi è stato più fischiato? No, non Hamilton. Robottas.
Mad Max. Voto: due palle quadrate. Hai una monoposto inferiore, ma tu
fai finta di non saperlo e sui rettilinei di Monza ti tieni dietro il bau-bau
di Hamilton. Per metà gara.


Mercedes. Voto: Una squadra.
Ferrari. voto: ancora rimandata (probabilmente al
2019)
Maurizio Arrivabene e Toto Wolff. Voto: pessimi. Uno ti dice che non assume
maggiordomi ma piloti (quando la Ferrari ed ogni Team hanno fatto il cosiddetto
“gioco di squadra”): ok…così si condanna a perdere i Mondiali (Terruzzi dixit);
l’altro, sino ad ieri, pontificava sul rispetto del compagno di squadra e
nonostante gli ordini palesi sentiti in mondovisione poi, finita la gara,
arriva a dire che la gara di Bottas non era concentrata a favorire Lewis.
Odio l’ipocrisia. Da qualsiasi
parte arrivi.
P.S.: no, non è semiserio. Devo ancora sbollire.

di Mariano Froldi
foto @FormulaHumor

4 Commenti

  1. D'accordo su quasi tutta la linea, ma come si puo' lamentarsi di Bottas e poi elogiare la merceders per essere una squadra?
    In una squadra si vince e si perde tutti insieme.
    Signor Froldi, per lei la merceders, domenica scorsa, ha vinto o perso? Bottas incluso.

    Saluti

  2. Essere pilota Ferrari non è come essere pilota di un'altra scuderia….la pressione mediatica e politica a cui è sottoposto un pilota Ferrari è molto più alta aimè….questo un pò per rispondere alla giusta osservazione del signor Peisari che giustamente ricordava come Vettel in RedBull fosse un martello di precisione.
    Oltre a questo, aggiungerei che a differenza di un Hamilton che deve occuparsi solo di fare il pilota e che può contare su un team con la T maiuscola, a differenza di tutto ciò Vettel è sempre costretto a svolgere il suo ruolo e quello che deovrebbero fare altri componenti del team; la Ferrari pecca molto come organizzazione aimè, basta ripensare a Singapore 2017 o Monza 2018: due gare e due partenza che avrebbero dovuto essere studiate e "programmate" (cosi come fa Mercedes) e che invece hanno solo dimostrato quanto non ci sia organizzazione e consapevolezza del ruolo nella Scuderia.
    Vedere una Ferrari con così tanto potenziale essere destinata alla perdita del titolo in questa maniera, sinceramente mi rattrista molto…

  3. Rispondo qui ai lettori. A Peisari dico che anche io comincio a pensare che andare in Ferrari possa portare "sfortuna". Nel senso che è una responsabilità enorme…
    Al commentatore sconosciuto (così viene visualizzato), dico che prima di tutto ha perso la Ferrari. Poi ha vinto la Mercedes e Bottas ha perso.
    A Christian Marinelli dico che la sua analisi è condivisibile.

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