GP GERMANIA - L'OPINIONE: questa Ferrari è da mondiale ma servono meno errori

Lo scossone che sabato mattina, ma alcuni rumors un po’ strani sulle condizioni del Presidente circolavano da un paio di giorni, ha costretto il gruppo FCA ad una riunione straordinaria, per decidere come affrontare dolorosamente ma anche inevitabilmente e con lucidità il dopo Marchionne. Segnale a mio avviso molto importante la decisione di Elkann di assumerne personalmente la presidenza. 


Innanzitutto dopo la fine di un’era come la sua, e in un momento così critico per le sue condizioni va dato atto a lui, di aver rimesso con le buone o con le cattive, la Scuderia in una giusta direzione, sia per le scelte tecniche ma soprattutto per quelle più recenti politiche, lasciando una eredità molto importante a chi si troverà a raccogliere quei risultati da tempo sognati. 
Ammetto che mi sono trovato spesso critico, non tanto per tali scelte, quanto piuttosto per dichiarazioni che tendevano a mettere inutilmente pressione al team creando aspettative troppo grandi per la realtà di quel momento.

Evidentemente serviva tempo, anche per uno della statura di Marchionne per centrare il bersaglio, entrando negli ultimi 12 mesi, con forza, nei “meccanismi” della F1.

I risultati sportivi ne sono la diretta conseguenza. 

Ironia della sorte, proprio sabato abbiamo visto una Ferrari nelle mani di Sebastian Vettel, che ha dato una dimostrazione di quella forza, una super potenza contro un’altra super potenza, come da anni non si ricordava, che si prende la Pole con arroganza su un 

Hamilton addirittura lasciato a piedi dalla sua W09, fuori dalla lotta, incredulo. 

Domenica la gara è andata come è andata, l’immagine brutale di Vettel a muro, mentre era in gestione con quasi 10” di vantaggio. Safety car e il trionfo esaltante di Hamilton. 

La questione si apre nuovamente sulle doti del quattro volte campione tedesco. Una settimana fa impeccabile, ieri disastroso e unico colpevole, (anche se Verstappen lo ha gratuitamente difeso!), perché le condizioni erano si difficili ma lo erano per tutti. 

Dunque siamo a quattro errori a metà stagione e sono tanti, con otto errori a fine anno non puoi mai vincere il titolo, anche avendo sempre la miglior vettura, specialmente se hai Hamilton di fronte. 

Siamo arrivati al sodo, Vettel ha finalmente intorno a sè la Ferrari che voleva, per cui gli alibi non reggeranno, i tifosi gli vogliono bene e la macchina è straordinaria, a mio parere da persona estremamente onesta quale è, dovrà assumersi la piena responsabilità di portarla al titolo, oppure quella di un fallimento, come del resto in egual misura toccherà ad Hamilton! (rinnovo di contratto Mercedes a cifre spaventose anche per questo). 

Senza altro tempo per ragionare, ce ne andiamo in Ungheria, sembra per una lotta a sei. Ma sarà importante vedere cosa produrrà ora la ritrovata fiducia di Hamilton, contro una chiara reazione che ci si aspetta dal ferrarista.


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