GP UNGHERIA - ANALISI GARA: in casa Ferrari il mezzo tecnico c'è ma (a volte) mancano gli attori attorno..

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In quello che sembrava un fine settimana da correre in difesa, Hamilton è riuscito a portare a casa un’importantissima vittoria costruita principalmente il sabato; il tracciato dell'Hungaroring è il terzo di ventuno per difficoltà di sorpasso con solo Monaco e Singapore che fan peggio, per questo la qualifica, disputata su pista bagnata, era la sessione più importante del weekend. C'è da sottolineare comunque che in condizioni di asciutto difficilmente la Mercedes avrebbe potuto infastidire la Ferrari; la SF71H aveva infatti dimostrato di essere (quasi) imbattibile anche nonostante l’ottima prestazione di Bottas offerta durante le prove libere 3. Hamilton arriva alla pausa estiva con 24 punti di vantaggio su Vettel ma, secondo la nostra opinione, il mondiale è tutt'altro che chiuso visto che la vettura di Maranello sembra essere leggermente superiore alla W09 specialmente in condizioni da qualifica. E sappiamo in questa F1 moderna quanto sia importante il sabato.

In questa analisi andiamo ad analizzare i momenti chiave che hanno portato Hamilton a trionfare nel Gp di Ungheria.


Vista la qualifica disputata sul bagnato, tutti i piloti potevano scegliere su quale compound di pneumatico iniziare la gara. Mercedes giustamente ha optato per massimizzare la seconda fase importante di un GP come quello di Ungheria ossia la partenza, scegliendo di partire con la UltraSoft. La gomma "viola" rispetto al compound "giallo" è in grado di dare uno spunto maggiore sopratutto nei primi metri. Un Top Team ha calcolato un guadagno di 10 metri in base al diverso compound scelto. Uno spunto determinante per difendere la posizione soprattutto su entrambe le Ferrari che hanno dimostrato durante la stagione di avere un sistema di partenza migliore rispetto a quello Mercedes. Per quanto riguarda il Team italiano invece, giustamente ha diversificato la strategia tra i due piloti. A Raikkonen, autore di una buona qualifica (scattava dalla terza posizione), è stata affidata la strategia più aggressiva montandogli le gomme UltraSoft per cercare di infastidire il duo Mercedes. L'obiettivo era quello di riuscire a scavalcare almeno una delle W09 nelle prime curve. Per Vettel è stata invece fatta una scelta meno aggressiva ma che alla lunga poteva dimostrarsi migliore; una ottima gestione della Soft ad inizio gara gli avrebbe permesso di allungare il primo stint, potendo poi sfruttare l'UltraSoft per un ultimo stint in modalità "wunderkind".  E cosi in parte è successo, con i primi giri del pilota tedesco che sono stati piuttosto cauti, salvando pneumatici e benzina per poter spingere al massimo quando Raikkonen, Bottas e Hamilton si sarebbero fermati a sostituire gli pneumatici. Per poi dare il tutto per tutto con gli pneumatici più prestazionali nell'ultima parte della corsa. Una strategia che aveva utilizzato Lewis Hamilton in Germania 7 giorni prima.


Le scelte fatte dalla Ferrari non hanno dato i risultati sperati con Raikkonen perchè il pilota finlandese non ha trovato un buono spunto in partenza, non riuscendo di conseguenza a scavalcare i due Mercedes. Anzi, si è trovato a lasciar strada al compagno di squadra in curva 3. Nel primo stint si poteva pensare ad un crollo repentino delle prestazioni sulla Mercedes di Hamilton ed invece importanti modifiche di setup scelte dal pilota inglese con il suo Team gli hanno permesso di correre una prima parte di gara impressionante, con ben 60°C di pista. Oltre ai positivi cambiamenti di setup, la buona gestione degli pneumatici è stata possibile anche dall'essere in testa e correre di conseguenza in aria libera. Gestione che, analizzando il grafico, è stata ottimale per Hamilton così come la scelta del pit stop che è stata effettuata, come si vede dalla linea di tendenza, nel momento in cui le gomme stavano per avere un crollo importante. Il momento ideale sarebbe stato il giro 21 ma, avendo un gran distacco nei confronti di Vettel, Mercedes ha preferito allungare lo stint per non correre nessun rischio nella durata del compound Soft che ovviamente doveva essere portato alla fine della corsa.



Molto positiva anche la gara di Bottas, "sacrificato" dal Team Mercedes più per difendere la posizione di Hamilton che per cercare di portare a casa il massimo risultato. Dopo la partenza, in cui non è riuscito ad impensierire Hamilton, è stato utilizzato semplicemente come "scudo" per proteggere la prima guida di casa Mercedes. Una strategia studiata a tavolino che Mercedes è stata costretta a fare per la grande potenzialità che aveva in Ungheria la Ferrari, superiore alle Frecce d'Argento per tutto il fine settimana con pista asciutta. Una Mercedes che però tatticamente non è stata perfetta nemmeno in Ungheria, richiamando troppo presto ai box Valtteri Bottas e lasciando quindi strada libera a Sebastian Vettel. Gli oltre 5 secondi di gap nella finestra di stop avrebbero permesso a Bottas di percorrere ancora 1 o 2 giri prima di essere richiamato al box. Corretta invece la scelta di Ferrari che ha sacrificato Raikkonen per cercare di dar strada libera a Vettel. Sapevano che Mercedes avrebbe risposto quasi subito alla loro sosta e così è stato e Vettel ha potuto girare ad aria libera per imprimere il suo ritmo. Insomma, se Bottas è stato utilizzato come "scudo", la Ferrari ha utilizzato Raikkonen come "esca". Il cambio gomme di Raikkonen è stato molto lento poiché i meccanici hanno dovuto rimuovere dei detriti sulle prese dei freni posteriori che stavano creando qualche problema di temperatura all'impianto frenante della SF71H.

L'analisi dei tempi ci dimostra che entrambe le soste sono state effettuate (teoricamente) troppo in anticipo in quanto le gomme si trovavano in ottimo stato ed i tempi erano ancora molto buoni.



La scelta del pit stop di Vettel non è stata fatta invece nella giusta finestra poiché, tempi alla mani, doveva essere anticipata di qualche giro per evitare i doppiaggi che, in una pista come quella di Budapest, costano sempre molti secondi e effettivamente hanno fatto perdere del tempo prezioso alla Ferrari numero 5 del tedesco; precisamente 5 secondi, persi principalmente nel sorpasso di Sainz e quello di Ocon. Senza contare che appena Mercedes si è accorta dell'errore che stava commettendo Ferrari ha concesso a Bottas la mappatura più spinta della Power Unit che gli ha permesso di abbassare i crono di oltre 1 secondo.



Una scelta quindi sbagliata quella del muretto italiano? A posteriori ovviamente la risposta è si, ma ci sono delle scusanti poiché era chiaro che bisognava cercare di allungare il più possibile lo stint su soft per evitare un crollo anticipato del compound UltraSoft. Come Vettel in Germania, questa volta il Team, per cercare di vincere la gara ha osato troppo commettendo (a posteriori) un errore grossolano. Era forse meglio "accontentarsi" di uscire in seconda posizione a una decina di secondi da Lewis Hamilton pur con 3-4 giri in più da fare. 


Oltre al timing non perfetto di chiamata ai box del pilota tedesco, ci si è messo pure un cambio gomme lentissimo che gli ha fatto perdere almeno un secondo e mezzo, proprio quel gap che lo avrebbe messo ruota a ruota nell'uscita dalla Pit Lane. Vettel pur disponendo di gomme nuove e più prestazionali non è riuscito ad insidiare fin da subito il finlandese della Mercedes. Il sorpasso è riuscito a realizzarlo solo a pochi giri dalla fine sfruttando i problemi in trazioni di Bottas che aveva praticamente finito le sue gomme soft. Senza i secondi persi per via dei doppiati e al cambio gomme, Vettel avrebbe potuto girare a pista, imprimendo il suo ritmo e facendo spingere molto di più Lewis Hamilton. Difficilmente Vettel avrebbe potuto vincere ma sicuramente avrebbe infastidito il quattro volte campione del mondo. Relativamente a Raikkonen, la seconda sosta era secondo noi una opzione strategica che ci poteva stare vedendo la sua posizione in pista. Solo con una gomma più fresca infatti avrebbe potuto infastidire Bottas a fine gara. Senza ci sarebbero state nulla possibilità di sorpasso nei suoi confronti visto che a Budapest si passa solo con un ritmo dal secondo e due al secondo e sette più veloce, in base alla velocità della propria vettura. 



Vettel a fine gara ha commentato così la sua corsa:
Oggi con il primo set di pneumatici eravamo veloci, ma alla fine sono un po’ deluso, perché ho perso dei secondi importanti nel traffico. Neanche il pit stop che abbiamo fatto è stato perfetto, visto che abbiamo perso del tempo. Da lì è stato difficile quando mi sono ritrovato dietro Valtteri, cercando di sorpassarlo. Comunque alla fine sapevo di poter andare più veloce di lui, visto che avevo gomme più fresche. Comunque, abbiamo fatto il massimo e credo che la seconda posizione sia il risultato migliore che potessimo ottenere oggi. Abbiamo fatto bene molte cose, altre forse meno bene, ma questo fa parte del gioco. E’ stata una settimana molto difficile per noi, per cui credo che avere entrambe le macchine sul podio sia un buon risultato. Sono felice di vedere che la macchina è veloce, che si è comportata bene finora su tutti i circuiti, e penso che questa sia la cosa più importante. La nostra vettura ha un grande potenziale, così adesso me ne vado in vacanza sentendomi tranquillo per le prossime gare.
Raikkonen non era invece soddisfattissimo al termine della corsa del risultato conquistato in quanto consapevole che con questa vettura si poteva ottenere un risultato migliore.
La partenza è stata buona, ho preso la scia e stavo decidendo da che parte andare, ma Bottas si è spostato dallo stesso lato per bloccarmi, così ho dovuto frenare prima e Sebastian mi ha passato. Dopodiché per tutta la gara ho cercato di correre in aria libera per sfruttare la mia velocità, senza risparmiarmi per mettere pressione sugli altri e senza poter gestire le gomme. La gara mi è passata in fretta, abbiamo spinto fino alla fine e, con la strategia a due soste, abbiamo sempre avuto le gomme in buone condizioni per farlo. Non poter bere durante la gara non è stato il massimo, ma neppure un grosso problema. Oggi eravamo veloci ma sappiamo tutti quanto sia difficile sorpassare su questa pista; la gara è stata decisa dalla qualifica di ieri, ma almeno siamo riusciti a recuperare una posizione ciascuno. Oggi il secondo e il terzo posto erano il massimo che potevamo fare; come risultato non è male, ma non è quello che vogliamo. Nella seconda metà della stagione cercheremo di cambiare le cose e fare ancora un po’ meglio. So che la strada è ancora lunga, tutto può succedere e le cose cambiano in fretta. Continuiamo a spingere, cercando di migliorare anche nei dettagli e di essere costanti, e sono sicuro che potremo arrivare a risultati ancora migliori.
Secondo weekend consecutivo che il Team italiano non raccoglie quanto merita; se in Germania era stato chiaramente un errore di Vettel, in Ungheria la colpa principale è del Team. Errori che speriamo alla fine della stagione non pesino come macigni sui sogni iridati di Vettel e la Ferrari; quest'anno il mezzo tecnico c'è ma sembrano mancare gli attori attorno. Nove appuntamenti per terminare questo mondiale 2018 di F1 dove per la Ferrari e Vettel la parola d'ordine sarà "Vietato sbagliare". Sperando anche in qualche aiuto proveniente da Hamilton e la Mercedes. 

GP UNGHERIA - LE PAGELLE: i voti della dodicesima gara

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Lewis Hamilton vince il gran premio di Ungheria! Lo fa davanti alle Ferrari di Vettel e Raikkonen; segue quindi Ricciardo e infine Bottas. Ritirato Verstappen.




Ma vediamo insieme i voti per quest'ultima gara prima della sosta:

Mercedes: 9 al team; 10 a Hamilton; 8 a Bottas
Lato Hamilton nulla da dire: perfetto al sabato a portarsi a casa la pole sotto l'acqua, l'unica condizione in cui riuscirci; impeccabile la gara, a gestire al meglio l'usura gomme.
Lato Bottas, si è sacrificato per il team e per Hamilton. Molto bene nella gestione della gomma; peccato per gli ultimi giri, quando "perde la testa" mentre viene attaccato a destra e sinistra dalle Ferrari e da Ricciardo. 




Ferrari: 6 al team; 8 a Raikkonen; 7 a Vettel
Al venerdì sembrano essere nettamente più in forma degli avversari, ma al sabato arriva l'acqua ed ecco che si ritrovano dietro, anche per le decisioni del team di mandarli in pista non nel momento migliore. In gara provano una strategia diversa con Vettel, che attacca Bottas solo quando è sicuro di passarlo nel finale. 
Meglio Raikkonen di Vettel sia al sabato sia in gara, ottimo con gomma soft.
Alla fine si può essere quasi contenti.



Red Bull: 4 al team; 8 a Ricciardo; 5 a Verstappen
Si presentano qui dicendo a destra e sinistra che su questa pista simil Monaco potrebbero anche vincere, ma la realtà si dimostra ben diversa.
Totale la confusione al sabato, con Ricciardo costretto ad un grande sforzo per qualificarsi in Q2 con gomma soft, quando tutti stanno utilizzando ultrasoft. Poi rimangono comunque esclusi, proprio in Q2, uscendo troppo tardi con la pioggia che arrivava. 
Male anche Verstappen, solo 7°, che sull'acqua di solito si esalta.
Poi in gara le cose cambiano con Ricciardo che, con una bella rimonta, porta a casa il 4° posto. Verstappen parte bene, ma viene appiedato subito dalla sua power unit.



Toro Rosso: 7 al team; 8 a Gasly; 6 a Hartley
In condizioni di pista bagnata al sabato si esaltano ed entrambi entrano in Q3; in gara  meglio Gasly che riesce a chiudere 6° (dove è partito) rispetto ad Hartley, condizionato anche dall'utilizzo della gomma media che era nettamente più lenta.
In generale, uno weekend migliore rispetto agli ultimi passati.



Haas: 7 al team; 7,5 a Magnussen; 6 a Grosjean 
In qualifica sono entrambi in Q3, ma chiudono 9° e 10°. In gara confermano le prestazioni positive della stagione. Meglio Magnussen di Grosjean che nonostante un problema al pit stop, porta a casa il 7° posto a differenza del compagno che chiude 10°. 



McLaren: 5 al team; 7 ad Alonso; 6,5 a Vandoorne
La situazione del team è nota da tempo; in qualifica Alonso tira fuori il suo talento e porta la macchina in Q2 prima della pioggia.
In gara finalmente si vede anche Vandoorne, a livello e alle spalle di Alonso fino al momento del suo ritiro per problemi idraulici. Speriamo sia un buon segnale per lui...



Renault: 6 al team; 6,5 a Sainz; 5 a Hulkenberg
Box a due facce quello francese.
Sainz strepitoso in qualifica con il 5° posto, porta casa due punti con una gara discreta. Hulkenberg non pervenuto. In qualifica si ferma in Q2; in gara è disperso nelle retrovie



Force India: 5 al team; 6 a Ocon; 5 a Perez
Weekend difficilissimo questo per il team che finisce in amministrazione controllata per evitare il fallimento.
Disastro in qualifica; un po' meglio la gara, ma i punti restano un miraggio lontano. Meglio Ocon sia in qualifica che in gara



Alfa Romeo Sauber: 5 al team; 5 a Leclerc; 6 a Ericsson
Sottotono rispetto alle ultime gare. Ericsson meglio di Leclerc: in qualifica entra in Q2, poi la partenza è così così e la gara diventa anonima; il monegasco rimane escluso in Q1, per un suo errore e in gara deve ritirarsi subito per un contatto che danneggia la sua monoposto. Le vacanze faranno bene...



Williams: 2 al team; 4 a Stroll; 5 a Sirotkin
Beh, c'è poco da dire. La situazione è sempre quella.
Se guardiamo al sabato meglio il canadese, ma in gara il russo gli sta davanti. 
Imbarazzante il fatto che Stroll sia dovuto partire dalla pit lane per un errore del team nella sostituzione dell'ala anteriore in regime di parco chiuso.
Urge che trovino qualcuno che lì compri e porti tanti tanti soldi...




di Alessandro Rana (@AleRana95)













TEST UNGHERIA - F1 2019: ecco come saranno le ali anteriori nella prossima stagione

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Pochi sorpassi in pista e quei pochi troppo artificiali grazie al DRS? La FIA, insieme a Liberty Media e i Team, ha apportato importanti modifiche al regolamento tecnico 2019 per quanto riguarda la progettazione delle ali, anteriore e posteriore. Grazie alle nuove regole, le vetture saranno meno sensibili all'aria sporca con sorpassi reali (e non artificiali) teoricamente più semplici. 

Le modifiche più importanti del pacchetto di regole riguarderanno le ali anteriori cosi che alcuni Team come Force India e Williams hanno pensato di portare in pista già nei test in corso sul circuito dell'Hungaroring delle specifiche 2019 per validare quanto si sta progettando in galleria del vento.  


Le ali anteriori che vedremo in pista il prossimo anno, come si può ben vedere dalle due immagine dell'articolo, saranno notevolmente più semplici rispetto a quelle molto complesse che vediamo nei weekend di gara. Partendo dagli endplate, nel 2019 non sarà più possibile inclinarli (nella parte terminale) oltre i 15°, cosi come saranno vietate le soffiature e i profili orizzontali/curvi che attualmente aiutano l'upwash del flusso.


In termini di dimensione ci sarà un incremento in larghezza di circa l'11% passando dai 1800 mm della specifica 2018 ai ben 2000 mm di quella del prossimo anno, oltre a 25 mm in più in profondità. Tutto questo per compensare la perdita in termini di carico aerodinamico derivante dai minor profili permessi, 5 al massimo, e all'abbandono degli upper flap. 

Autore: @smilextech

TEST UNGHERIA - MERCEDES W09: Russell sta testando una nuova ala anteriore

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Da due ore (9-18 con una pausa di 1 h tra le 13 e le 14) è iniziata la prima giornata dei test in-season post Gran Premio d'Ungheria, l'ultima occasione per i team di dare una chance ai loro giovani piloti ma anche ore importanti per provare novità tecniche. Se Force India e Williams si sono concentrate a provare ali anteriori in versione 2019 (nelle prossime ore articolo FUnoAT), Mercedes si è concentrata sul testing di una evoluzione dell'ala anteriore che sta utilizzando ormai da inizio mondiale. 

MERCEDES W09 - Test Ungheria Day 1

Come si può ben vedere dall'immagine in alto sono ora due i grandi deviatori di flusso verticali che hanno lo scopo di deviare il flusso esternamente e al di sopra degli pneumatici anteriori per ridurre la resistenza all'avanzamento.

MERCEDES W09 - Gran Premio d'Ungheria

Le poche evoluzioni e la relativa semplicità della sua ala anteriore da parte di Mercedes derivano dal particolare concetto aerodinamico a basso rake scelto dagli ingegneri del Team anglo tedesco anche per la W09 2018; un auto con un basso angolo tra fondo e suolo ha sicuramente un'ala anteriore molto meno sensibile di un auto molto "picchiata" sull'anteriore, questo perché l'ala si posiziona ad una maggior altezza e quindi risente in modo molto minore degli effetti dell'asfalto. La semplicità deriva dall'utilizzo di "soli" 5 piani e con "soli" 6 elementi nella parte esterna contro i 6 piani e gli 8 elementi esterni come nel caso di Renault ed altri team. 

RENAULT RS18 - L'ala anteriore della vettura francese

Autore: @smilextech

GP UNGHERIA: il pagellone semiserio del Froldi

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IL PAGELLONE SEMISERIO DEL FROLDI

GRAN PREMIO DI UNGHERIA 2018

Sarebbe stato bello vincere per Marchionne. Ma talvolta vita e poesia non s’incontrano. E quando c’è l’intervento divino (per Luigino che crede che Dio non abbia cose più importanti cui pensare che non la sua carriera) e piove provvidenzialmente.
 


E quando Sebastiano si pianta da solo come un qualsiasi Maldonado/Grosjean. E quando i bulloni in sequenza non si svitano e ti prendi un caffè nel pit stop. E quando il muretto si inventa strategie tanto creative da danneggiarti. E quando siccome non sei Luigino non ti fanno passare neanche con 9 bandiere blu sventolate. E quando i commissari continuano nella loro interpretazione fantasiosa del Regolamento, che prevede al primo comma che “se rosse non sono, punite raramente saranno”. Insomma, potremmo dire che è il “destino cinico e baro”. In realtà, però, di norma, pur con tutte le attenuanti dell’agire umano, alla fine i conti tornano sempre. Arriva così la prima piccola fuga di Lewis (quando sarebbe dovuta essere fuga Ferrari), che diventerà quasi certamente grande al rientro dalla pausa estiva. Perché in Mercedes danno il meglio quando serve, cioè nella seconda parte del Mondiale. Lewis (che umanamente mi sta simpatico quanto un gatto attaccato ai maroni) vincerà il quinto titolo perché in questo momento è più forte, mentalmente, di Vettel, probabilmente all’apice della sua capacità di guida. Sbaglia di meno. Punto. In tutto questo scenario a tinte fosche, manca un gigante come Marchionne e il suo essere capace di scontrarsi anche con forza con i vertici FIA per tutelare la Ferrari. Il Mondiale piloti è in cassaforte per la Mercedes, quello marche forse no. In ogni caso tolta la patina di finta superiorità morale, gli anglo-tedeschi sono cattivi vincenti e pessimi perdenti.

Hamilton e il suo senso della velocità. Voto: 18. C’era un’unica occasione per ribaltare i valori in campo e fare la pole. La pioggia. Tanto invocata è arrivata e lui con un solo giro da killer, si è issato in testa alla classifica. Ha così prenotato la gara, virtualmente già vinta su questo tracciato se parti davanti a tutti, e guidato con il braccio fuori dal finestrino dopo il primo stint, protetto da mamma Bottas.



Wingman-Bottas. Voto: doubleface. Lo scudiero perfetto. Talmente perfetto da essere definito tale in diretta mondovisione da Toto, adirarsi giustamente, ma poi scrivere su  Twitter che l’amore è bello e vince su tutto, che la Mercedes è la famiglia del Mulino Bianco, e che lui e Lewis sono trattati allo stesso modo (e giù risate)! La sua gara può essere divisa in due blocchi. Nel primo aveva il compito di fare da super tappo. E l’ha fatto alla grandissima gestendo le gomme come pochi. Nella seconda, pensando di fare un enorme favore alla sua amata squadra ha cercato di assassinare il Mondiale di Vettel sbattendolo fuori. Non c’è riuscito ed essendo ormai in stato confusionale se l’è presa con Ricciardo, tornando ad essere il Robottas di un tempo; ma gli è andata di nuovo male. E, fatto mirabile, in Federazione gli hanno pure dato una piccola sanzione. Un giorno per certi versi…memorabile!

Wolff e gli ordini di scuderia. Voto: Ri-buffone. Ripeto pari pari quanto scritto nel precedente pagellone. Toto dovrebbe smetterla, una volta per tutte, di dare lezioni di sportività agli altri. Già era uscito malconcio dal dopo Silverstone. I giochi di squadra esistono e li fanno tutti. Ri-Amen.

Raikkonen. Voto: 7. Dato per scontato che raramente graffia, però è diventato l’usato sicuro. Soprattutto se non beve acqua! A punti bene o male ci va sempre. Ovviamente anche lui è stato sacrificato dalla ragion di Stato. Scalabroni dice che la Ferrari non dovrebbe privarsi di lui perché ottimo collaudatore. Ne so molto, molto meno di lui, quindi non mi pronuncio.



Vettel. Voto: 8. Naufraga clamorosamente, in un mare che dolce non è, con la nuvola di Fantozzi, partendo quarto. Forse la meravigliosa SF71H non dà il meglio di sé con la pioggia? Strano, perché una buona monoposto è tale in qualsiasi condizione meteo. Forse aveva paura di sbagliare dopo quanto accaduto in Germania? Non ci è dato sapere, certo è che Vettel è sotto i suoi normali standard di rendimento. Il lato positivo è che i sorpassi, meravigliosi, li fa eccome! Da Spa in poi vedremo la sua forza psicologica. Citando il sommo Dante, caro Sebastian: “Qui si parrà la tua nobilitate”.

Team Ferrari. Voto: stato preoccupante. Strategia da discutere, ma comunque vanificata dagli orribili pit stop. A proposito, non ho letto ancora da nessuna parte il motivo del doppio problema a Seb e Kimi. Squadra che sembra mentalmente abbattuta, soprattutto per la pesante assenza del presidente Marchionne. Urge tirar fuori gli attributi Soprattutto per lui e i tifosi.

I piloti in rosso e (appunto) i tifosi. Voto: pesante. Diventiamo un po’ tutti (noi ferraristi) isterici quando c’è di mezzo il cavallino rampante. E’ vero e storicamente acclarato che pilotare una monoposto Ferrari è un peso enorme. Ed ai tempi di Schumacher anche lui fu messo in croce prima di cominciare il ciclo vincente (e talvolta anche negli anni 2005-2006). Nulla di nuovo sotto il sole insomma. Però che rabbia! Ecco.

Ricciardo. Voto: Re dell’Universo. A parte gli ultimi spettacolari giri, prima la perla “Bottas di solito è molle come un gelato, oggi no” e poi il fotogramma rubato in cui indica a Bottas che “manca un giro” con il dito medio. Goduria assoluta.



Commissari di pista e regolamento. Voto: DI NUOVO basta! Lewis fa slalom per entrare/uscire in pit in Germania, non ha danneggiato nessuno, ha ammesso l’errore “candidamente", nessuna penalità (o meglio, reprimendahahahah). Bottas cerca di portare a spasso Vettel, ma non l’ha danneggiato, incidente di gara, nessuna penalità (arriverà ma per lo scontro con Ricciardo). Vettel nel Q2 in Austria non vede arrivare Sainz, non lo danneggia (aveva già passato il taglio per il Q3). Lui e la squadra ammettono l’errore, Sainz lo scagiona. 3 posti in griglia. Ecco, questi e altri cento episodi danno la tara di come sia bislacco il sistema dei commissari che cambiano ad ogni gran premio. E non dico altro….

Ferrari SF71H. Voto: 10 e lode.  E’ ormai una monoposto completa. E questo aumenta il rammarico per la classifica piloti e marche.

P.S1.: Ormai mi conoscete e sapete che sono un pessimista cronico. Anche per questo dò per scontata la vittoria finale di Hamilton. Però, mettiamola così: chi fra voi avrà l’ardire di inventare una punizione esemplare/originale se dovessi sbagliare pronostico (cosa che ovviamente mi auguro), mi vedrà mettere in pratica tale punizione.

P.S2.: Meritato riposo finalmente…una “cippa”! Ovviamente tutti dovrebbero stare fermi (da Regolamento, tra l’altro assai stupido, come tante altre cose della FIA), ma tutti in realtà lavoreranno sodo in fabbrica e al simulatore, facendo finta di bere Mojito e Vodka in una spiaggia tropicale. Non si arriverà alla farsa dei test illegali con il divino Luigino e il da-lui-ormai-odiato Rosberg che con caschi neri si avventuravano furtivi fra le curve di Barcellona twittando che erano da tutt’altra parte…ma ci siamo vicini. Ci si rivede a SPA.


di Mariano Froldi
foto @FormulaHumor