GP MESSICO: il pagellone del Froldi

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La Ferrari è capace, al solito, di complicarsi da sola la vita. In particolare Vettel, così poco tedesco, così tanto italiano. Se questo mondiale s’è perso non è solo perché alla distanza la Mercedes ne aveva di più, ma anche perché abbiamo scoperto un Vettel che sotto pressione non regge. Deve essere dura stare in Ferrari: uno stress non noto con le altre scuderie. Tuttavia qui si vede la qualità di un campione. Vettel è da rimandare all’anno prossimo, sperando che dopo gli ultimi due appuntamenti mondiali si ritempri e rassereni. E sperando che Ferrari riesca a fare una monoposto all'altezza. I motivi per essere ottimisti ci sono; tuttavia arriva anche la Red Bull.



La gara…Hamilton festeggia il quarto titolo, Mad Max vince senza timori reverenziali (se mai ne abbia avuti), Vettel fa una bella rimonta dopo una partenza un pò così (come accade spesso), Raikkonen fa il compitino (come Bottas), Alonso in grande spolvero. Il Messico non ha molto altro da dire.
Hamilton. Voto: 9. Incolpevole al via, gestisce la gara con prudenza. Non aveva il ritmo per vincere; non gli serviva



Vettel. Voto: 5. Diciamolo francamente: alla partenza è stato un pollo. E sapeva benissimo che aveva al suo fianco un pilota che non ha alcun problema a sbatterti fuori. Non bisogna mai sottovalutare il proprio avversario, soprattutto se non lotta per il mondiale. L’avversario lo si studia e lo si sconfigge psicologicamente e sul terreno di gara scoprendone i punti deboli. Regalate a Vettel una copia di qualche buon manuale di arte bellica.



Pole di Vettel. Voto: 10 e lode. Però magari la prossima volta è meglio che si qualifichi secondo se dietro c’è Max…

Vettel e il suo applauso ad Hamilton appena finita la gara. Voto: una bella pagina di sport. 

Mad Max. Voto: 10. Manovre sempre al limite, ma ha vinto alle prime curve lottando come un mastino. Poi è stata una passeggiata. Anche troppo.



Raikkonen-Bottas. Voto: 8. Gara senza particolari scossoni per i due piloti di rincalzo. Ma suppongo che, per entrambi, valesse la regola di essere in attesa di eventuali ordini di scuderia per aiutare i rispettivi compagni di squadra.



Ricciardo. Voto: che succede? La Red Bull lo sta trattando malissimo, come una cavia! Deve essere abbastanza frustrante…



Red Bull. Voto: pessimi. In base a quale criterio hanno deciso che Ricciardo sia il pilota numero 2? E in base a quale criterio al “bimbominkia” viene concesso motore ultima evoluzione e telaio aggiornato? E in più dobbiamo sorbirci i roboanti proclami di quel “gran signore” (si fa per dire) di Helmut Marko! Se ci si scandalizza per il trattamento riservato Raikkonen (io no, altri si) cosa si dovrebbe dire su Ricciardo?

Red Bull a tempo di record con le ali. Voto: mistero. Al netto del gran piede di Max…magari sarà tutto regolare, ma nel paddock è insistente la voce di qualche ennesima diavoleria extra-regolamento (leggasi sospensioni). Non è una novità per chi è abituato a vincere sporco, o perlomeno più sporco degli altri. Metti in fila: alettoni di gomma, scarichi soffianti con effetto aerodinamico, giusto per citare le 2 più eclatanti. Quando hai un team abituato così il sospetto è una mezza verità. Comunque certamente Ferrari e Amg non staranno a dormire e Toto che conferma che stanno controllando gli avversasi in mondovisione ne è la riprova.



Alonso: voto: 9. Dategli una carretta e lui ne travalica i limiti. Dategli una monoposto decente e divertitevi. Ieri ci ha ricordato perché, secondo molti, è ancora fra i migliori, se non il migliore.



Politica Ferrari. Voto: eppur si muove. Non è passato inosservato il doppio messaggio targato Arrivabene-Marchionne: “Noi vogliamo stare in F1 ma..”; quel “ma” era stato a suo tempo un cavallo di battaglia di Montezemolo, che era arrivato addirittura a porre le basi per un nuovo campionato mondiale alternativo alla F1, salvo poi, per motivi misteriosi, nell’arco di pochi mesi, cancellare tutto e diventare amicissimo della Fia, in un rapporto di sudditanza onerosa.


P.S.: volete la verità? Non vedo l’ora che il Campionato Mondiale sia finito, chiuso, andato, off. Tutti i verdetti ormai sono stati raggiunti e inoltre, per la spirale negativa (sfiga, piloti sotto stress, affidabilità ballerina) in cui è entrata la Ferrari, non credo vincerà le prossime due gare (che sarebbe comunque bello per finire in bellezza).


Mariano Froldi

GP MESSICO: Pole per Vettel ma Verstappen...

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Sebastian Vettel è riuscito ad ottenere la pole position numero 50 in carriera ed ha portato la Rossa in pole position dopo lo "sfortunato" Gp di Singapore. Un giro favoloso quello del pilota tedesco che, secondo l'opinione personale di chi scrive, ha effettuato il suo miglior giro in carriera. Un grande applauso a Seb e alla sua SF70H che, come di consueto, è cresciuta molto da ieri ad oggi grazie al lavoro fatto dagli ingegneri sul setup e grazie alla pista che, gommandosi, è migliorata sensibilmente.



La vera sorpresa di queste qualifiche è stata senza dubbio la Red Bull RB13 di Verstappen che, su un tracciato dove è importantissima la potenza della Power Unit, è riuscita a sforare la pole position. Prima posizione che, analizzando gli intertempi, era chiaramente alla portata del pilota olandese. Max, velocissimo in Q2, non è riuscito a ripetere i best sector nel 1° settore e nel 3° settore nella fase decisiva della qualifica, consegnando, la prima posizione alla Rossa di Sebastian. Osservando la tabella in basso ci si può rendere conto che, Verstappen, è stato più lento di 242 millesimi rispetto al suo ideal time, mentre, Vettel, è riuscito a realizzare il suo giro perfetto nel momento più opportuno della qualifica. Verstappen, pilota molto veloce, deve ancora migliorare in questo aspetto se, nella prossima stagione, vorrà competere per il titolo contro "fenomeni" come Hamilton e Vettel che, difficilmente, sbagliano nei momenti che contano. 


In terza posizione troviamo Lewis Hamilton con una Mercedes W08 meno brillante rispetto a quella che abbiamo ammirato a Suzuka ed Austin. Il pilota anglo-caraibico ha faticato a portare nel giusto range di funzionamento le gomme anteriori e, più volte in queste qualifiche, ha dovuto effettuare più giri di lancio prima di sparare il proprio giro veloce. Anche lui, come Verstappen, in questa occasione, non è stato perfetto, infatti, poteva migliorare il proprio tempo di quasi 3 decimi ma non aveva il ritmo per poter andare ad infastidire Max e Seb. Una W08 che, rispetto a Red Bull e Ferrari, ha faticato molto nel terzo settore, quello più guidato, dove serve tanta downforce. Terzo settore in cui si poteva immaginare una Mercedes più in difficoltà, ma,  si pensava che, potesse fare la differenza nel 1° settore, dove, la potenza della Power Unit Mercedes ,poteva fare un'enorme differenza specialmente su Renault. 

Un Hamilton che non deve essere considerato fuori dalla lotta per la vittoria perché, la sua W08, nella giornata di ieri, ha dimostrato di essere molto veloce specialmente con le gomme Ultra Soft. 

Un dato emerso da queste qualifiche è il distacco rimediato da Ricciardo nei confronti del proprio compagno di squadra. Il pilota australiano, a differenza di Verstappen, non sta utilizzando l'ultima specifica di motore endotermico che, secondo i rumors, dovrebbe garantire un incremento di cavalli intorno a 10-15. Se analizziamo gli intertempi, possiamo notare che, anche Ricciardo, in Q3, ha perso performance rispetto alla Q2. Il suo ideal lap poteva essere migliore di 255 millesimi rispetto a quello realizzato. Se confrontiamo i tempi tra Ricciardo e Verstappen la differenza tra i due è stata fatta dal pilota olandese nel settore 2 e non nel 1° settore come si poteva pensare visto i minori cavalli a disposizione. Dove sta allora il problema? Sinceramente è una situazione piuttosto strana... aspettiamo la gara per poter avere qualche risposta in più a questa domanda. 

ANALISI PROVE LIBERE: sarà una gara a singola sosta con tre grandi Team a giocarsela

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Le seconde prove libere sono terminate con un grande Ricciardo davanti a tutti, seguito da un ottimo Lewis Hamilton e dal baby fenomeno Max Verstappen. In quarta posizione un positivo Sebastian Vettel seguito dall'altro alfiere Ferrari, Kimi Raikkonen; solamente in sesta posizione un (nuovamente) deludente Valtteri Bottas. 


GP MESSICO: PL2 con temperatura dell'aria e soprattutto dell'asfalto che ritroveremo domenica
La prima ora e mezza di prove libere è difficile da valutare poiché è stata corsa su una pista molto molto sporca e con una temperatura dell'asfalto (tra i 28°C e i 33°C) che non rispecchiava i valori che i vari Team incontreranno nella giornata di gara. Si è comunque vista una Mercedes che nell'ultima parte ha provato a testare un breve long run su UltraSoft mostrando segnali negativi per quanto riguarda l'usura della mescola più morbida portata dalla Pirelli in Messico. Il Team anglo tedesco è subito corso ai ripari decidendo di caricare le W08 per la sessione pomeridiana aiutando cosi Lewis Hamilton a ritrovare il giusto feeling con la sua vettura.

Le seconde libere si sono corse invece con condizioni ambientali (circa 23°C) e d'asfalto (ben 46°C) molto più veritiere

Da un punto di vista di aggiornamenti tecnici c'è poco da dire per quanto riguarda i Top Team: Mercedes è scesa in pista con una W08 in versione Malesia Spec (confermati gli aggiornamenti all'ala anteriore e ai bargeboard) con il diffusore in versione Giappone e senza il monkey seat cosi come RedBull. 


Per quanto riguarda Ferrari, la situazione in questo venerdì messicano è simile a quella di Austin con Sebastian Vettel che ha utilizzato tutto il pacchetto di novità introdotte negli Stati Uniti (ala anteriore, fondo e diffusore) mentre Kimi Raikkonen ha preferito continuare con le vecchie specifiche di fondo e diffusore, confermando però la nuova ala anteriore che buone impressioni gli aveva lasciato nella trasferta americana.

GP MESSICO: è "idealmente" Verstappen il pilota più veloce nella simulazione di qualifica con la UltraSoft
Dopo aver svolto il classico primo run delle seconde libere con una delle due mescole più dure portate in pista dalla Pirelli, i vari Team si sono concentrati nella loro "simulazione di qualifica" con il compound più morbido, l'UltraSoft in Messico. 


E qui troviamo la prima "sorpresa" poiché Max Verstappen, accreditato realmente del terzo tempo assoluto è stato invece idealmente il pilota più veloce in pista rifilando quasi 1 decimo al proprio compagno di squadra, 2 alla SF70H di Vettel e 3 a Lewis Hamilton. Una RedBull che si è mostrata anche in questo nuovo venerdì di gara come ormai una vettura con prestazioni solide su ogni tipologia di circuito in grado di giocarsela con Ferrari e Mercedes quando questi due Team non possono sfruttare appieno le potenzialità delle proprie unità motrici. Una differenza molto importante tra RedBull e gli altri due Team è presente nel settore più guidato, il terzo, dove Ricciardo ha fatto segnare il settore record rifilando quasi 2 decimi a Hamilton e Vettel, su un settore di soli 20 secondi. Distacco invece ancora contenuto per entrambe le RB13 nel primo settore, quello più veloce, dove però ci si potrà aspettare nella giornata di domani un allungo da parte di Ferrari e Mercedes appena saliranno di potenza.

GP MESSICO: impressionante il "primo stint di gara" di Hamilton su UltraSoft
Analizzando i passi gara, molto positivi Lewis Hamilton e la sua W08 nella simulazione spaventosa del primo stint di gara su UltraSoft: 25 giri di run (saranno 71 i giri da percorrere in gara) di cui 19 buoni per la media dello stint con un passo sul 21 medio. Si confermano molto performanti anche le due RedBull che però non sono riuscite a concentrarsi sull'usura della mescola più morbida per via di problemi alle unità motrici Renault (soprattutto Verstappen). Per quanto riguarda Ferrari, entrambe le SF70H hanno faticato sulle UltraSoft a serbatoi pieni. Un discorso che vale anche per Valtteri Bottas, positivo nella prima ora e mezza di libere ma "sprofondato" nella seconda dove Lewis Hamilton è tornato invece a far la differenza anche grazie a importanti modifiche di setup dove delle PL1 piuttosto negative.

Con Hamilton, sempre più vicino al quarto titolo iridato, concentrato a testare il più a lungo possibile il compound UltraSoft (ha percorso 1/3 di gara già nella giornata odierna) che spesso ha dato problemi al pilota inglese, il secondo di stint di gara è stato simulato da entrambi i piloti Ferrari (su compound diversi) e da Bottas e Ricciardo. Con risultati molto promettenti per Sebastian Vettel su SuperSoft (ma con un run piuttosto corto) e per Bottas su Soft, compound che spesso si adatta molto bene alla W08. Tempi cosi cosi invece per Ricciardo che ha mostrato un passo migliore con il compound più morbido. Da segnalare che se Ferrari è riuscita a provare tutti e tre i compound, sia Mercedes che soprattutto RedBull non hanno testato nelle secondo prove libere il compound SuperSoft.

Da un punto di vista strategico, è molto probabile (se non certo) che si correrà su una singola sosta UltraSoft - Soft con la possibilità di sostituire il secondo stint su Soft con la SuperSoft in base al degrado del primo stint su Ultra. Una Soft (High Working Range) che dovrebbe comportarsi bene con le "calde" condizioni dell'asfalto messicano.


Concludendo, per quanto visto nella giornata odierna, Lewis Hamilton può andare a dormire abbastanza tranquillo pur correndo su una pista molto calda e che non permette di scaldare velocemente gli pneumatici anteriori, i principali fattori tecnici che preoccupavano gli ingegneri del Team anglo tedesco alla vigilia di questo 18esimo appuntamento stagionale. Ci sarà da capire però quanto cresceranno le prestazioni di RedBull e Ferrari man mano che la pista andrà gommandosi; sia la RB13 che soprattutto la SF70H riescono a dare il meglio di loro con pista più gommata (non era il caso di Austin vista la pioggia nella mattinata di domenica). Dal lato Redbull nessuna grossa preoccupazione se non che nella giornata di domani i CV che sbloccheranno Ferrari e Mercedes saranno sicuramente di più di quelli della PU Renault. Per quanto riguarda Ferrari invece, non è stato un venerdì cosi negativo come quello di Austin anche se sicuramente c'è ancora del lavoro da fare. Il compromesso scelto per questo venerdì del Messico permette ai due piloti della rossa di non perdere molto nel primo settore, quello più veloce, ma nemmeno di guadagnare nell'ultimo, il più lento dove dalla SF70H ci si poteva aspettare qualcosa di più. Un assetto quindi più verso lo "scarico" che non ha permesso tra le altre cose, con le attuali condizioni della pista, di far funzionare al meglio gli pneumatici. Vedremo però cosa decideranno ingegneri e piloti della Scuderia italiana per la giornata di domani e domenica: se caricare leggermente la vettura per una miglior gestione gomme e ultimo settore, pagando però qualcosa in velocità di punta, consumi e primo settore o se continuare sulla via dell'aero più scarica (con record di Vettel nel primo settore). Un pò la coperta corta del progetto SF70H dopo che la Power Unit è iniziata a diventare un "problema" (maggiori informazioni nell'articolo post Silverstone). Si prospettano comunque due giorni molto interessanti grazie a tre Team, almeno per queste prime tre ore di libere, molto vicini.

GP MESSICO: sarà (molto probabilmente) una ultima fila tutta Mclaren

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Dopo aver perso durante il Gran Premio di Austin due grandi piloti come Ricciardo e Alonso c'era curiosità nel capire se erano previste delle penalità da scontare in questo nuovo appuntamento stagionale per la sostituzione di componenti delle loro Power Unit. Una attesa importante soprattutto per quanto riguarda Daniel Ricciardo viste le ottime prestazioni della sua RB13 negli ultimi appuntamenti; perdere colui che avrebbe potuto tranquillamente salire sul podio di Austin (anche in seconda posizione viste le prestazioni non brillanti dell'accoppiata Ferrari / Vettel) non era sicuramente il migliore dei modi di iniziare il weekend del Gran Premio del Messico. Anche e soprattutto per tenere viva ancora almeno per un Gran Premio le speranze iridate di Sebastian Vettel e la Ferrari.


Ma non sarà cosi poiché, grazie ad un controllo elettronico di sicurezza, la Power Unit Renault è entrata in protezione prima che i componenti meccanici interni si danneggiassero per una mancanza di pressione nel circuito olio. Questo significa che RedBull potrà montare sulla RB13 del pilota australiano la Power Unit utilizzata ad Austin e verificare in pista se i controlli effettuati dai meccanici del Team anglo austriaco direttamente a Austin sono stati efficaci o no.

Tabella componenti Power Unit pilota per pilota

Per quanto riguarda Alonso non ci sono invece delle buone notizie:
 la Power Unit Honda utilizzata ad Austin si è danneggiata dopo i nuovi problemi incorsi al motogeneratore MGU-H (uno dei grandissimi problemi di Honda in questo 2017) e per questo sarà necessaria una sostituzione dell'unità motrice con almeno 20 posizioni di penalità (sembrerebbe che non verranno sostituite poco batterie, centraline e MGU-K).

Penalità addirittura maggiori per Stoffel Vandoorne, che installando sulla propria MCL32 una unità motrice completamente nuova, dovrà scontare ben 35 posizioni di penalità. Una piccolissima nota (forse) positiva è quella che su entrambe le vettura verrà montata l'ultima evoluzione della power Unit Honda, la 3.8, che garantisce qualche (pochissimi) CV in più e, secondo Honda, una miglior affidabilità. Un qualcosa però non confermato ad Austin visto che tale specifica sulla MCL32 di Vandoorne ha percorso solamente 250 km circa. 

GP MESSICO: Ferrari con pacchetto aerodinamico da alto carico

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La Ferrari SF70H n°5 di Sebastian Vettel vista nella giornata di ieri alle verifiche tecniche, presentava un pacchetto aerodinamico da alto carico aerodinamico dove sono state confermate tutte le novità che erano state portate in pista nel recente Gp di Austin. 

Nella zona anteriore, come potete osservare dalla foto in basso, l'ala è dotata dell'endplate modificato per il Gp degli Stati Uniti con l'aggiunta di un deviatore di flusso che ha la funzione di spostare una quantità d'aria maggiore esternamente agli pneumatici anteriori.  

Foto Fabrega

Per quanto riguarda la sospensione, dalle immagini viste nella giornata di ieri, sulla SF70H di entrambi i piloti è stata montata la vecchia sospensione anteriore. Una sospensione che Vettel aveva utilizzato con successo a Singapore e in Malesia per poi ritornare a quella "standard" in Giappone. Il pilota tedesco, nelle Prove Libere 1 e 2 del recente Gp di Austin aveva testato nuovamente quella nuova per poi ritornare alla soluzione classica a partire dalle FP3 quando, gli ingegneri di Maranello, avevano deciso di sostituire il telaio a causa di alcuni problemi che erano emersi durante le libere. 

Il sistema sospensivo "nuovo" presenta delle importanti novità sia nei cinematismi e sia nella parte idraulica. Le principali novità riguardanti i cinematismi sono da ricercarsi nei triangoli sovrapposti della sospensione push rod e nell'inclinazione del puntone diagonale (clicca qui per maggiori informazioni).

Figura 1

Confermato il fondo modificato negli slot in prossimità delle ruote posteriori. Il team italiano ad Austin aveva utilizzato questa soluzione solo sulla vettura di Vettel e sarà interessante capire se, in questo fine settimana, verrà riproposto anche  sulla macchina n°7 di Raikkonen. 

Foto @AlbertFabrega

Il GP del Messico verrà corso ad un’altitudine di 2.286 metri sul livello del mare. L’aria ad altitudini più elevate ha una densità minore rispetto al valore che si ha ad una altezza pari al livello del mare (0 m slm); al livello del mare e a 0 °C, la densità dell'aria è pari a 1,292 kg/m³ (a 15°C scende ad 1.225 kg/m³) mentre , a parità di condizioni ambientali ma ad una altezza sul livello del mare di 2200 m circa, la densità cala di circa il 20% dei valori sopra riportati. Per i motivi sopracitati i team utilizzeranno su questo tracciato degli assetti aerodinamici di alto carico con velocità massime che potranno toccare gli stessi livelli di Monza (o superiori), ma con carichi notevolmente più elevati, questo sempre per contrastare la bassa densità dell'aria, andando a cercare downforce.

Ferrari ritornerà inoltre ad utilizzare la C-Wing biplano che viene utilizzata principalmente per  generare carico aerodinamico con valori di resistenza all'avanzamento molto limitati. 

Foto Fabrega

Da segnalare, inoltre, l'utilizzo di un'ala posteriore da alto carico abbinata al doppio monkey seat: uno collegato ai piloni di sostegno e uno "ancorato" sulla struttura deformabile posteriore, nella versione utilizzata in questa stagione solamente sui tracciati da altissimo carico aerodinamico

GP MESSICO: sulla carta quello messicano è un circuito che potrebbe adattarsi meglio alla Ferrari

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Dopo la spettacolare gara di Austin, il Circus della Formula 1 si è spostato velocemente sull'interessante tracciato del Messico per quella che è solamente la sua terza edizione che si disputa sul rinnovato Autodromo Hermanos Rodríguez.

Lewis Hamilton arriva in questa prima delle due tappe sudamericane con ben 66 punti di vantaggio su Sebastian Vettel, sapendo che in questo weekend avrà a disposizione la seconda occasione per laurearsi campione del mondo. Con la vittoria della gara di Sebastian  Vettel al pilota inglese della Mercedes basterà arrivare in una abbordabile quinta posizione.


Il diciottesimo appuntamento stagionale si corre su un tracciato che ha una importante particolarità: si trova a ben 2200 metri quindi con un'aria che è sicuramente più rarefatta rispetto ad una altezza più consona per far correre delle vetture di Formula 1. E' proprio per questo motivo che vedremo in pista le vetture con configurazioni da alto / altissimo carico aerodinamico ma che genereranno velocità molto alte, simil Monza, poiché la resistenza aerodinamica sarà notevolmente minore (-25%). Insomma, si raggiungeranno velocità paragonabili alle TOP SPEED di Monza (o superiori) pur con carichi notevolmente più elevati e resistenze d'avanzamento paragonabili a quelle di Spa (Belgio).

In generale, se si corresse ad altitudini più "normali" quello del Messico sarebbe un circuito da medio - basso carico aerodinamico, simil Suzuka, pur presentando alcune parti del tracciato piuttosto lente e dove la trazione risulta essere fondamentale. Stiamo parlando della parte di tracciato che va dalla curva 4 alla curva 6 e poi di quella più caratteristica, lo Stadio, che va dalla curva 13 alla curva 17, curva che immette sul rettilineo d'arrivo. Ma per via di due lunghi rettilinei presenti nel primo settore, di cui il primo di ben 1.314 metri, saranno fondamentali anche le velocità di punta che le varie vetture riusciranno a generare.

Mercedes W08 - L'ala anteriore introdotta in Malesia [Foto MotorLat]

Il Team Mercedes si presenta in pista senza importanti novità: all'anteriore viene interamente confermato il pacchetto introdotto e utilizzato da Vallteri Bottas in Malesia e successivamente (GP Giappone) anche da Lewis Hamilton. Novità che riguardano il bordo d'ingresso del profilo principale dell'ala anteriore (freccia gialla), che va a collegarsi alla zona neutra dell'ala in maniera più curva rispetto alla versione completamente rettilinea della "vecchia" specifica di ala anteriore. Leggermente modificata anche la forma del tunnel (freccia rossa). Confermate anche le zanne nella loro versione XL rispetto a quelle introdotte nel Gran Premio di Spagna. 

Mercedes W08 - I nuovi bargeboard introdotta in Malesia [Foto MotorLat]

Passando alla parte centrale, nessuna novità rispetto ai nuovi bargeboard introdotti sempre a Sepang. 

Mercedes W08 - Una Mercedes W08 senza monkey seat [Foto MotorLat]

Ma è sul posteriore che sono presenti le soluzioni più "interessanti": il Team anglo tedesco ha portato alle verifiche tecniche nella tarda serata italiana di ieri le sue W08 con l'ala posteriore da alto carico ma senza il monkey seat (riquadro rosso). Questa appendice aerodinamica, chiamata anche ala Y100, permette di generare pochi kg di deportanza che possono però essere utili su determinate vetture in circuiti da altissimo carico. Monkey seat che è stato montato per esempio sulle Ferrari, sulle Force India e sulla Toro Rosso per quanto si è visto finora. 

Mercedes W08 - In Messico con il diffusore del Giappone(e non Malesia) [Foto MotorLat]

E per concludere, Mercedes conferma il diffusore introdotto in Giappone che differisce da quello utilizzato da Bottas in Malesia per la mancanza di due derive verticali (frecce arancio) posizionate vicino all'asse longitudinale della vettura. Con le frecce rosse vengono messe in evidenza i grandi sfoghi presenti sul retrotreno della W08.

Vedremo come si comporteranno le W08 in un circuito che sulla carta potrebbe non adattarsi nel migliori di modi alle caratteristiche tecniche della veloce vettura anglo - tedesca. Hamilton e Bottas hanno sempre faticato molto su tracciati dove si sono utilizzate configurazioni aerodinamiche da altissime carico oltre al fatto che in Messico sarà piuttosto difficile riuscire a scaldare velocemente gli pneumatici anteriori, secondo fattore che potrebbe mettere in difficoltà i due piloti del Team argentato. Quello messicano potrebbe quindi essere un circuito dove la Ferrari e la RedBull potrebbero mettere in seria difficoltà Mercedes e Hamilton, orientati più su una gara di "contenimento" per chiudere anche il discorso "campionato piloti" (dopo il costruttori vinto negli Stati Uniti).

GP MESSICO: le previsioni meteo di tutto il weekend

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Prove libere 1° sessione, venerdì ore 17:00/18:30 (ora italiana): venerdì giornata soleggiata con temperature intorno ai 17°C. Venti deboli dai quadranti settentrionali.

Prove libere 2° sessione, venerdì ore 21:00/22:30 (ora italiana): seconda sessione simile alla prima, con valori termici in incremento a causa dell’orario. Venti deboli dai quadranti settentrionali. Condizioni secche.

Prove libere 3° sessione, sabato ore 17:00/18:00 (ora italiana): sabato giornata simile alle precedenti. Temperature durante la terza sessione di prove libere intorno ai 18°C.


Qualifiche, sabato ore 20:00 (ora italiana): qualifiche che saranno caratterizzate da cieli sereni. Temperature intorno ai 22°C e umidità leggermente più alta rispetto alla seconda sessione di prove libere.

Gara, domenica ore 20:00 (ora italiana): gara anch'essa soleggiata, con temperature intorno ai 22°C. Clima secco e venti deboli settentrionali.

GP AUSTIN: la cronaca della gara - di Alessandro Rana

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Ferrari sembra essersi lasciata alle spalle la “luna nera” che l’ha accompagnata per tutta la tournée asiatica. La vittoria va ancora a Hamilton, che vede ormai la conquista del mondiale come una formalità, ma le Rosse si piazzano in 2^ e 3^ posizione. Segue Verstappen (scattato dalla 16^ piazza per penalità della PU) e quindi Bottas; ritirato Ricciardo. 



Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi:

Al via, lo scatto di Vettel è fulmineo e brucia Hamilton, portandosi in testa alla corsa. Dietro Ricciardo tenta l’attacco a Bottas, ma fallisce e Raikkonen perde una posizione su Ocon



Passano pochi giri ed ecco che il passo di Hamilton si mette subito in risalto: con un sorpasso in fondo al lungo rettilineo, si riprende la testa della corsa. Nel frattempo, Raikkonen si è ripreso la posizione sulla Force India e si avvicina molto alla coppia davanti a se che sta lottando. Verstappen, partito con gomma rossa, risale posizioni su posizioni e in breve tempo è a ridosso del finlandese della Ferrari. 

Il primo a rientrare ai box e Ricciardo. E’ chiaro che stai tentando l’undercut su Bottas. Ma dopo pochi giri dal suo rientro in pista, il suo motore lo abbandona ed è costretto al ritiro. 

Passano i giri ed a fermarsi è Vettel, che monta gomma soft. Il suo distacco da Hamilton era aumentato e l’inglese è comunque sicuro di mantenere la testa, se non che i suoi meccanici aspettano 2 giri prima di richiamarlo. Rientra comunque di nuovo primo, ma il tedesco è a ridosso. Nel frattempo, Mercedes ha fermato Bottas invece, subito dopo, assistiamo alle soste di Raikkonen e Verstappen.

Con gomma gialla, Hamilton riapre il gap, ma è chiaro che il pilota più veloce con questa gomma è Raikkonen. Oggi si trova a suo agio e nemmeno Vettel riesce ad ottenere tanto dalla rossa. Anche Bottas è in netta difficoltà. Il connazionale della Ferrari gli si fa sempre più vicino fino ad attaccarlo in fondo al lungo rettilineo e a superarlo! Gran bel sorpasso; se continua così arriverà anche a Vettel. 

Poco prima, però, assistiamo ad una mossa a sorpresa in casa Red Bull: Verstappen si ferma nuovamente e monta gomma rossa. L’unico che segue la sua strategia è Vettel, che rientra pure e anche per lui si va con supersoft. 

Il tedesco rientra chiaramente 4°, ma il suo passo è molto superiore adesso rispetto a chi gli sta davanti. In qualche giro raggiunge e supera Bottas e subito dopo è la volta del compagno di squadra. Anche Verstappen risale forte, mentre proprio il finlandese è vittima di un crollo definitivo della gomma. Lo supera a pochi giri dalla fine e subito dopo la Mercedes richiama il suo pilota per un pit stop non previsto, ma necessario. 

Il ritmo dell’olandese è di molto superiore anche a quello di Raikkonen. Studia l’attacco e lo prova nell’ultimo giro, sul lungo rettilineo, ma non riesce. Riesce ad infilarsi subito dopo, ma le immagini mostrano che è uscito dalla pista per effettuare il sorpasso e anche se taglia il traguardo da 3°, deve cedere nuovamente la posizione perché gli vengono inflitti 5 secondi di penalità. 



Ricapitolando, si può dire Mercedes a due facce, con Hamilton dominatore assoluto: sbaglia leggermente al via, ma poi non ce n’è per nessuno; Bottas bene ad inizio gara con gomma ultrasoft, poi con la gialla (la gomma “Mercedes”) soffre un forte degrado e non riesce a tenere dietro nemmeno Raikkonen



In casa Ferrari si torna a vedere la luce. Bene entrambi i piloti a podio, con Raikkonen autore di una delle più belle gare di stagione con Ungheria e Monaco. 

Ottimo lo scatto al via di Vettel, ma non basta. Hamilton troppo forte qui.

Due facce anche in casa Red Bull. Verstappen scatta dalla 16^ posizione e chiude 4°, utilizzando una power unti evoluta. Ancora una volta dimostra di avere un gran talento, ma conferma pure che non sa perdere con le inutili polemiche verso una giusta sanzione nei suoi confronti. Ricciardo, invece, scatta 4°, sembra avere anche il passo per chiudere a podio, ma la macchina lo tradisce. 

Bene Force India, soprattutto lato Ocon che porta a casa il 6° posto. A punti anche Perez con una buona gara. 

Altro box a due facce è quello Renault: anche qui, Hulkenberg partiva con PU evoluta, ma dopo pochi giri è costretto al ritiro; il suo nuovo compagno di squadra Sainz, invece, dimostra di essere decisamente un buon pilota e porta a casa un ottimo 7° posto con alcuni gran sorpassi. Molto bene lo spagnolo

Benino Williams che dopo una qualifica abbastanza deludente riesce a portare nei punti Massa. Stroll chiude 12°, ma su questa pista non si è mai visto in palla. E in qualifica stava per combinarla grossa…

Per quanto riguarda Toro Rosso, bene il rientro di Kvyat, che riesce a chiudere in 10^ posizione. Al suo fianco c’è Hartley, che ha preso il posto di Gasly. Chiude 13° e per essere la sua prima gara non è poi cosi male.

GP. AUSTIN: Regoliamoci - di Alessandro Rana

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Ed eccoci con un nuovo appuntamento di Regoliamoci.

Per prima cosa, analizziamo come al solito le penalità assegnate per la sostituzione di componenti della power unit.
-     30 sono le posizioni di penalità per Vandoorne: 10 per l’11° turbocompressore; 5 per l’11° MGU-H; 5 + 5 per l’8° e il 9° ICE e 5 per l’8° MGU-K.
-     25 per Hartley, il debuttante: 10 per il 6° ICE; 5 per il 6 MGU-H; 5 per la 5^ batteria e 5 per la 5^ centralina
-     20 invece per Hulkenberg: 10 per il 6° MGU-H; 5 per il 5° ICE e 5 per il 5° turbocompressore
-     15 sono quelle per Verstappen: 10 per il 6° ICE e 5 per il 6° MGU-H

Chiuso il capitolo PU, veniamo agli altri episodi che hanno portato a sanzioni

In casa Williams, Massa ha utilizzato il treno di gomme concesso per i primi 40 minuti delle libere oltre il tempo limite, per questo il team è stato sanzionato con 10.000€ di ammenda (sanzione sospesa per i prossimi 12 mesi).

L’articolo violato è il 24.4
Uso degli pneumatici:
Il ritorno ufficiale di pneumatici sarà effettuato elettronicamente in conformità con la procedura descritta all'interno del appendice questo Regolamento Sportivo. Ogni set di gomme restituiti elettronicamente deve essere fisicamente restituito al fornitore prima dell'inizio della sessione seguente….
g) Dai tredici set di gomme da asciutto assegnate a ciascun pilota ai sensi dell'articolo 24.2 (c):
iii) Un set, che ogni team deve nominare prima dell’inizio di P1 (o rinominato con il consenso del delegato tecnico FIA) può essere utilizzata solo per i primi 40 minuti della sessione. Se la sessione viene interrotta nei primi 40 minuti, il tempo di fermo verrà aggiunto al tempo limite di 40 minuti.”

Il regolamento è chiaro; la sanzione è corretta

Passiamo alla qualifica. Qui si registrano due episodi: il primo riguarda Magnussen che ostacola Perez nelle curve 12 e 13; mentre il 2° riguarda Stroll che ostacola Grosjean nelle curve 19 e 20.

L’articolo violato è il 31.6
Ogni conducente che prende parte a qualsiasi sessione di prove che, a giudizio dei Commissari Sportivi, si ferma inutilmente sul circuito oppure ostacoli inutilmente un altro conducente è soggetto alle sanzioni di cui all'articolo 31.5 (31.5  Nel caso di infrazione alla guida nel corso di una sessione di pratica i Commissari Sportivi possono cancellare il tempo (o i tempi) del giro/i o far retrocedere  il conducente di un numero di posizioni in griglia che ritengono opportune. A meno che non è del tutto chiaro che un pilota ha commesso un'infrazione di guida, tale evento sarà di norma studiato dopo la sessione plenaria. Se è il caso, sarà anche dato riguardo alle disposizioni di cui all'articolo 18.1).”

In entrambi i casi è evidente che il pilota sotto accusa ha causato impedimento per l’avversario, quindi i commissari hanno giustamente assegnato 3 posizioni di penalità + 1 punto patente sia a Magnussen sia a Stroll.

Il rischio corso da Grosjean che ha dovuto persino andare sull’erba

Concludiamo con la gara: gli episodi analizzati sono 2: il primo che vede coinvolti Ericsson e Magnussen; il secondo Verstappen e Raikkonen.

Nel primo caso, Ericsson si trova alle spalle di Magnussen. Mentre vengono doppiati in fondo al lungo rettilineo, i due piloti si trovano su due traiettorie diverse, ma all’incirca nello stesso punto. Il pilota Haas è davanti, ma viene toccato al posteriore e si gira.

Il caso rientra nell’articolo 38.1
Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, avverrà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se procedere o meno con un’indagine. I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi.”

E’ chiaro che Ericsson a causato l’incidente, non grave, ma ha la colpa. 5 secondi di penalità + 2 punti patente per lui giustamente assegnati

Veniamo all’altro episodio: durante l’ultimo giro, Verstappen tenta l’attacco su Raikkonen in fondo al lungo rettilineo, ma il pilota finlandese si difende e il tentativo fallisce. Avanzano pochi metri, e in curva 17 tenta un nuovo attacco che questa volta va a segno.
Ma dalle immagini è chiaro che sia uscito con tutte e 4 le gomme dalla pista.
E quindi evidente che il sorpasso su Raikkonen sia riuscito perchè "ha lasciato la pista e ne ha tratto vantaggio”, quindi giusto assegnare 5 secondi di penalità + 1 punto patente.

Parentesi: Verstappen stesso e molti hanno criticato questa decisione, mettendola a confronto con varie altre uscite di pista.
E’ bene ricordare però che gli altri piloti, pur essendo usciti, o non hanno concluso il sorpasso o comunque non erano ingaggiati in lotte.
Se al posto della pista anche oltre la riga bianca ci fosse stata sabbia o erba il sorpasso di Verstappen non sarebbe mai avvenuto.


Anche a mio avviso, la penalità è giusta


ANALISI GARA: la Ferrari sta pagando a caro prezzo la nuova normativa sull'olio?

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Nel diciassettesimo appuntamento della stagione abbiamo assistito alla nona vittoria stagionale per un Lewis Hamilton che è ormai molto vicino alla conquista del suo quarto titolo mondiale, pareggiando cosi gli altrettanti titoli di Sebastian Vettel e Alain Prost. Al pilota inglese basterà infatti un "mediocre" quinto posto nel Gran Premio del Messico per festeggiare il terzo mondiale in quattro anni. Ma facendo un passo indietro, la bellissima gara americana ci ha già regalato un mondiale, quasi scontato alla vigilia: stiamo parlando del Costruttori vinto, anzi dominato, da una Mercedes che fa quattro su quattro (2014, 2015, 2016 e 2017).


GP AUSTIN: un weekend dominato da Lewis Hamilton, ma ultimamente le partenze sono un "problema"
Primo nelle prove libere 1, primo nelle libere 2, primo nelle libere 3, primo nella Q1 delle qualifiche, primo nella Q2 delle qualifiche, Pole Position e quindi prima posizione nella fase decisiva della qualifica, e per finire, primo sul traguardo della gara corsa sul tracciato di Austin. Un weekend pressoché perfetto per Lewis Hamilton ma autore però di una partenza non delle migliori con un Sebastian Vettel che ne ha subito ottimamente approfittato. 


Partenze sui cui Ferrari sta lavorando molto fin dall'inizio della stagione con risultati piuttosto positivi se si pensa che Vettel poteva passare in prima posizione alla curva 1 anche nello scorso Gran Premio del Giappone. Lo spunto al via era stato, come ad Austin, migliore rispetto a quello di Lewis Hamilton ma i 5 cilindri e i ben 150 CV in meno della PU Ferrari (che viaggiava con una candela danneggiata) avevano limitato le prestazioni della SF70H di Sebastian Vettel. E pensare che ad Austin Hamilton aveva anche giocato d'astuzia nel giro di ricognizione, rallentando molto il ritmo per non permettere a Sebastian Vettel di scaldare correttamente i suoi pneumatici posteriori. Ma ciò non ha funzionato.

GP AUSTIN: 32 km/h in più per Hamilton nel sorpasso a Vettel grazie alla mappatura da qualifica e un DRS molto efficiente 
Presa la prima posizione in partenza, si poteva pensare ad una gara in discesa per il pilota tedesco della Ferrari che spesso ha mostrato di essere il più veloce in pista nella giornata di gara. Ma ad Austin qualcosa non ha funzionato sulla SF70H di Vettel, vettura poco bilanciata e che ha maltrattato sia le "morbide" UltraSoft che le dure Soft. Meglio sul compound SuperSoft, il compound su cui Ferrari non aveva puntato dopo le poco produttive prove libere 2 del venerdì. Ed è proprio quella giornata, ricca di problemi per Vettel, che ha scombussolato i piani del Team italiano; troppo pochi i dati raccolti in pista per assettare nel migliore dei modi una macchina con novità anche sostanziali (una su tutte, il nuovo diffusore - maggiori informazioni). Ne è uscita una gara negativa per Vettel, graziato da una RedBull che paga ancora l'inaffidabilità della Power Unit Renault se si considera che ha costretto al ritiro Daniel Ricciardo e ha costretto Verstappen a partire dalla 16esima posizione. 


Nel sesto giro di gara, dopo due giri veloci, Hamilton è riuscito a scendere sotto al secondo di distacco nel punto della pista che permette il successivo utilizzo del DRS; solo 7 decimi separavano il pilota tedesco della Ferrari, già con problemi di blistering sull'anteriore sinistra, al forte pilota inglese della Mercedes ad inizio del lungo rettilineo del secondo settore di Austin. E grazie ad una Power Unit in modalità Full Gas (al contrario della Ferrari di Vettel), un DRS molto efficiente (che sommati fanno 32 km/h in più) fin da inizio stagione sulla sua W08, e da un Sebastian Vettel poco attento, Hamilton è riuscito a portarsi piuttosto agevolmente in prima posizione allungando la staccata.


Una differenza di velocità di quasi il 30% in meno se si mette una Ferrari SF70H ad inseguire una Mercedes W08 come si può vedere dall'immagine in alto. Stiamo parlando di un delta velocistico di 24 km/h a favore di Ferrari nel seguire una Mercedes rispetto ai 32 km/h di vantaggio per una Mercedes in scia ad una Ferrari. Un Team tedesco che nella normale mappatura di gara si crede non abbia un importante vantaggio motoristico ma che quando può utilizzare la sua mappatura di qualifica riesce ad aprire un gap di una quindicina di CV (circa 3 decimi al giro ad Austin) che possono fare la differenza se sommati ad un DRS più efficiente e una vettura più efficiente aerodinamicamente nei dritti. 

GP AUSTIN: la Ferrari sta pagando a caro prezzo la nuova normativa sull'olio?
Quella che ha terminato il Gran Premio di Austin è nuovamente una Ferrari "spompata" che cosi come è successo in Malesia ha dovuto effettuare con Kimi Raikkonen un pesante fuel saving negli ultimi 13 giri di gara. Non solo quindi problemi di affidabilità derivanti da uno step evolutivo sulla Power Unit italiana piuttosto aggressivo per recuperare terreno dopo la debacle di Monza, ma anche problemi di consumo che con l'utilizzo delle prime tre specifiche di unità motrici non si erano praticamente mai manifestati. 


Non essendo la Spec 4 Ferrari una rivoluzione rispetto alle altre tre specifiche portate in pista da Vettel e Raikkonen (l'aumento di cavalleria è attorno ai 10 CV, qualcosina in più se si considerano i CV "persi" per il minor consumo d'olio permesso), ci si chiede da cosa possano derivare questi problemi di consumi della nuova unità endotermica italiana. Ed è facile legare il tutto alla nuova normativa riguardante i lubrificanti (leggersi olio), a cui Ferrari ha dovuto sottostare mentre Mercedes, anticipando l'introduzione della PU 4 a Spa, no. Il tutto quantificabile in circa 1 kg di olio in più utilizzabile in gara dal Team tedesco rispetto al Team italiano. Lubrificanti che su queste Power Unit oltre a fungere da veri e propri antidetonanti "calorici" in più da bruciare nell'unità termica permettono anche di raffreddare maggiormente la camera di combustione, con la possibilità di utilizzare miscele molto più magre (e quindi minor consumi). Un qualcosa che Ferrari sulla sua Power Unit EVO 4 può ancora utilizzare ma in maniera molto meno spinta avendo a disposizione il 30% in meno di olio, pena sacrificare l'importante funzione principale dell'olio che è quella di lubrificare i componenti del motore.

GP AUSTIN: Verstappen penalizzato giustamente regolamento alla mano ma ad Austin....
Ma la gara (forse) più bella dell'anno non poteva non portare con sé delle polemiche nel post gara; ci stiamo riferendo alla penalizzazione inflitta a Max Verstappen per il sorpasso su Kimi Raikkonen a due curve dall'arrivo. Il pilota olandese della RedBull è stato autore di uno stupendo sorpasso su Kimi Raikkonen ma nella manovra, forse per evitare (secondo lui) un possibile contatto, è andato con le quattro ruote oltre la riga bianca di curva 17. Essendo successo il tutto all'ultimo giro, i commissari sportivi guidati dall'ex pilota Mika Salo hanno dovuto prendere una decisione in pochissimi minuti per riuscire a portare sul podio i primi "veri" tre piloti del Gran Premio.


Non ci sono stati dubbi: secondo i commissari Verstappen ha tratto vantaggio nel tagliare oltre il cordolo interno, e per questo gli è stata inflitta una penalità di 5 secondi, quanto bastava per far scendere il pilota olandese dal podio, promuovendo la terza posizione di Raikkonen. La motivazione? I piloti devono fare ogni ragionevole sforzo per utilizzare la pista in ogni momento e non possono deliberatamente lasciarla senza un giustificato motivo.


Quello che ha lasciato un po perplessi molto addetti ai lavori e molti ex piloti è il fatto che nel weekend del Gran Premio di Austin i commissari di gara non erano stati assolutamente fiscali nell'analizzare i tantissimi "track limit" non rispettati. Tracciato più sfruttato in esterno curva rispetto alla porzione di pista interna al cordolo sfruttata da Verstappen, ma stiamo parlando pur sempre dello stesso obiettivo ossia di un guadagno cronometrico. Si può vedere per esempio dalla foto poco in alto come Lewis Hamilton esca fuori dal cordolo nel suo giro di qualifica (Q3) in curva 9, ma come lui anche molti altri piloti senza contare i molti fuori pista, anche in gara, dopo la curva 19. Vero, Verstappen aveva una aggravante che era quella di aver non solo guadagnato tempo ma anche una posizione ma resta sempre il fatto che alla base di ogni penalità ci deve essere una corretta uniformità di giudizio. Cosa significa che la pista la si può tagliare o allungare (traendo comunque vantaggio per una miglior velocità di uscita) solo nel caso che non si sorpassi qualche altro pilota? Se parliamo di tagli di pista per avvantaggiarsi il riferimento deve essere il cronometro, non solo il vantaggio di posizione. Detto questo, crediamo quindi che i commissari ad Austin non sono esenti da "colpe" per quanto successo nel post gara.

GP AUSTIN: l'analisi degli stint ci mostrano una ottima RedBull e un bel Raikkonen

Primo Stint
Lewis Hamilton è riuscito ad imporsi in una gara che non si era messa benissimo fin dalla partenza visto che è stato sorpassato da Vettel che ha avuto uno spunto nettamente migliore rispetto al suo. Si è capito fin dai primi giri che, Vettel, non aveva il ritmo per tenere dietro il proprio rivale nella corsa per il titolo. La W08 del pilota anglo-caraibico aveva un passo nettamente migliore rispetto alla Rossa ed, infatti, al giro 6 lo ha passato piuttosto agevolmente prendendo subito il largo. 

Anche analizzando i passi gara del primo stint possiamo notare che, Hamilton, è stato nettamente più veloce di tutti gli altri. Un ritmo migliore di ben 3 decimi al giro su Vettel, 4 su Raikkonen, Bottas e Verstappen. Il ritmo del pilota olandese, in linea con quello di Vettel, Bottas e Raikkonen, è stato molto buono, in quanto, impegnato in una furiosa rimonta dal fondo dello schiarimento a causa della sostituzione della Power Unit. Verstappen, partito con le gomme Super Soft, è riuscito a girare con molta costanza e velocità portandosi, alla fine del suo stint, a ridosso dei primi cinque piloti in classifica. 
Tra i piloti di testa, lo stint più lungo è stato quello di Verstappen che, partito con le "rosse" è riuscito a percorrere 24 giri senza accusare eccessivi problemi di degrado. 


L'unico momento di difficoltà di Hamilton è stato il timing della prima sosta: Vettel, in crisi con gli pneumatici, si è fermato ai box  al giro 16 per montare le gomme soft. La Mercedes non ha riposto immediatamente preferendo rimanere fuori per altri 3 giri. I tempi del pilota Mercedes erano ancora molto buoni ma non confrontabili con quelli del tedesco della Ferrari che, con gomme nuove, stava guadagnando oltre 1 s al giro sull'anglo-caraibico. Gli strateghi Mercedes hanno richiamato Hamilton ai box al giro 19 riuscendo, per pochi decimi di secondo, a mantenere la leadership della gara. 

Secondo e terzo stint
Nel secondo stint, tutti i piloti di testa, hanno utilizzato le gomme soft che, alla vigilia, erano un compound che la Pirelli non aveva tenuto in considerazione nelle sue simulazioni. Gomme che, erano state provate nella giornata di venerdì, sia da Mercedes che Ferrari, con buoni riscontri. 

Se andiamo ad analizzare il ritmo possiamo notare che, il pilota più veloce, è stato Verstappen che è riuscito a girare 7 decimi più veloce di Hamilton. Va detto che, Hamilton, è riuscito ad arrivare in fondo alla gara con questo set di gomme mentre Verstappen ha percorso solo 14 giri

Molto buono il ritmo della Ferrari di Raikkonen che è riuscito a girare sullo stesso ritmo di Hamilton a dimostrazione che, la SF70H, aveva un bilanciamento molto buono rispetto a quella del compagno di squadra. 
Vettel, pur girando con un ritmo di 4 decimi più lento della vettura 44 e della 7, ha avuto un degrado anomalo degli pneumatici. Degrado eccessivo che ha costretto gli strateghi della Ferrari a ricorrere ad una sosta aggiuntiva. 



Nell'ultima parte di gara, gli unici piloti che hanno impostato la loro gara sulle due soste sono stati Verstappen e Vettel. Per Bottas il discorso è diverso perché, andato in difficoltà negli ultimi giri, è stato richiamato ai box per una sosta che, nella strategia iniziale, non era affatto prevista. 

Anche in questa ultima parte di gara possiamo notare una Red Bull di Verstapppen più veloce rispetto alla Ferrari di Vettel. Questo dato dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che il pilota tedesco, aveva qualche problema di bilanciamento della vettura. Un Verstappen che è stato autore di un eccellente gara che lo ha portato a terminare al terzo posto che è diventato un quarto per la penalizzazione inflitta dai commissari. Partendo più avanti nello schiarimento, il pilota olandese, sarebbe arrivato, piuttosto agevolmente, al secondo posto dietro la Mercedes di Hamilton. 




di @spontonc e @smilextech



GP. AUSTIN: il pagellone di Mariano Froldi

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La Ferrari è spesso come il “vorrei ma non posso”, lo sforzo titanico che tuttavia non porta al risultato, la palla che per un nulla non entra, l’urlo strozzato in gola, il grande Gatsby che vede la luce verde, che coltiva il suo sogno ma che non può più raggiungerlo perché ormai è andato. 10 anni sono tanti, immaginate quanti siano 21 anni di digiuno. Quelli come me, che sono un pochino attempati, sanno di cosa parlo. Tutto questo pistolotto introduttivo per dire cosa? Che bisogna avere pazienza, saper aspettare, e ringraziare la Ferrari per la bella gara di Austin. Una gara matura, una gara di squadra. Purtroppo lì davanti c’è un mostro, e guida un’astronave. Godiamoci queste ultime gare, week end per week end. L’anno prossimo chissà. In ogni caso, non crederci e non tentare è una sconfitta peggiore del tentare e non riuscire.
Team Ferrari. Voto: 9. Una doppietta che fa morale, una strategia ineccepibile. Che accresce il rimpianto per i tanti punti persi in appena tre, devastanti, gare.



Hamilton. Voto: 10. E’ semplicemente in stato di grazia, quello che tocca talvolta i grandi campioni di ogni sport. Questo è più il suo mondiale che quello della macchina che ha dietro la schiena.



Vettel. Voto: 8. Non si poteva pretendere di più da questo fine settimana. Tuttavia mi ha colpito l’estrema arrendevolezza con cui il portacolori della Ferrari, partito benissimo, si sia lasciato riprendere. Forse il motore non era al massimo per evitare i ben noti problemi di affidabilità, ma certo questi frangenti ti fanno ritirarne in mente il “vorrei ma non posso” di cui parlavo in premessa.



Sorpasso di Vettel su Bottas. Voto: 10 e lode. Una delle cose più belle di tutta la stagione.

Hamilton e l’umiltà. Voto: falso come la plastica cromata. Non so se sia un peccato avere un ego ipertrofico che deforma lo spazio attorno. Ce l’aveva Steve Jobs, ce l’hanno avuto tanti personaggi storici, più o meno ce l’hanno i grandi campioni dello sport. Chiedere ad uno di non essere un lupo in un mondo di lupi (sempre che non si travalichi il limite dell’etica, abbracciando il male scientemente, terreno certamente scivoloso) significa estrometterlo dai grandi risultati verso cui la sua legittima e smisurata ambizione tende. Il problema è quando ti fingi ciò che non sei. Ecco, a me dà molto fastidio. E’ una cosa del tutto personale, magari mi sta sul gozzo anche perché mena sui denti alla Ferrari! Ci sta, e mi comprenderete, credo. 



Raikkonen. Voto: 9. Non è un caso che quando Ice Man riceve una marea di critiche si ricordi di fare il pilota. E non è un caso che in determinati circuiti lui se la cavi meglio di Vettel. Tuttavia, per quanto voglia bene all’ultimo pilota che, sino ad ora, ci ha regalato l’iride Mondiale, Raikkonen non è più il pilota di 5 anni fa, tantomeno di 10 anni fa. Non voglio essere impietoso, ma il tempo passa per tutti. Non tanto nelle capacità di guida (credo si possa guidare ottimamente sino ai 40 inoltrati), quanto nella concentrazioni e nelle aspirazioni e/o motivazioni. Ecco, Raikkonen ha fatto perdere molti più punti di quelli che ci ha fatto guadagnare. Da questo non mi smuove nessuno. Forse si potrebbe pensare, visto che ormai il contratto è fatto, di trovare un modo per tenerlo costantemente sotto pressione...



Bottas. Voto: incommentabile. Ed eccosi alla vera sorpresa in negativo di questi ultimi gran premi. Un pilota completamente smarrito. E legnato da tutti i big. Tuttavia, la mia idea è che lui non riesca a portare la macchina al limite, ma non per limiti suoi (che di sicuro ci saranno) ma semplicemente perché solo i migliori riescono a tirar fuori il massimo da mezzi scorbutici da guidare. Comunque è già una piccola soddisfazione vedere la seconda AMG sverniciata da entrambe le Ferrari.


Mad Max. Voto: Dio esiste ed ho le prove. Ho una perfida gioia nel commentare la penalizzazione con cui il predestinato è stato relegato al quarto posto. Il punto è che, se è vero che in tanti siano passati con tutte le gomme oltre la famigerata linea bianca, solo lui lo ha fatto per averne un preciso vantaggio in una fase di sorpasso. E poiché non c’era tempo per ordinargli di restituire la posizione, gli steward Fia hanno applicato il regolamento alla lettera con una penalizzazione sommata al tempo della gara. Le scene in cui si trova davanti Raikkonen e gli spiegano che deve allontanarsi dal podio, resteranno per sempre nel mio cuore. Un brodo caldo per l’anima. Nota a margine. Max ne ha dette di cotte e di crude di uno steward che ce l’avrebbe con lui…ecco, vorrei ricordare che Vettel quando ha turlupinato Charlie è dovuto andare a Canossa. A Max nulla.



Ricciardo. Voto: lo voglio in Ferrari nel 2018. Lancio ufficialmente la petizione per averlo al posto di Kimi in Ferrari il prossimo anno. Non accadrà ovviamente, ma sognare non costa nulla. Presidente, però se fossi in lei, ecco...un pensierino ce lo farei...sono assolutamente certo che non se ne pentirebbe...ma vallo a dire a Vettel...qui sta il problema vero?



Allison sul podio. Voto: anvedi sti teteschi burloni. Detto non so quante volte che la Ferrari con lui s’è comportata malissimo…ecco, quelli della Mercedes hanno una certa perfidia nel perculare gli avversari. Un pò come Hamilton che dice che non si aspettava un Vettel così arrendevole (dandogli implicitamente della mammoletta). Facciamo così, cari ferraristi. Chi vince ha sempre ragione. Però, ecco, segniamoci tutto, ma proprio tutto, così vedi mai che si riesca a vincere il mondiale nel 2018, godremo nel perculare i grigi. E godremo tanto.