GP BAKU: la cronaca della gara – di Alessandro Rana

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25 giugno 2017. Baku, Azerbaijan. Ottavo appuntamento con il
mondiale di Formula 1.
Gara costellata di colpi di scena vinta da Ricciardo su Red Bull
che precede Bottas e un fantastico Stroll. Seguono quindi la Ferrari di Vettel
e la Mercedes di Hamilton, autori di scaramucce in pista quasi fossero due
“automobilisti della domenica”. Verstappen è costretto al ritiro così come
Raikkonen. Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo
oggi:

Al via partono tutti bene davanti; in curva 2 un arrembante
Raikkonen si trova in seconda posizione, ma Bottas lo attacca molto deciso
,
salta sul cordolo e perde il controllo della vettura che va quindi a toccare la
rossa del finlandese che a sua volta tocca il muro. La peggio va a Bottas,
però, che si ritrova con l’ala anteriore danneggiata e una gomma forata. Gara
che sembra totalmente compromessa quando rientra in pista doppiato.

Il tutto favorisce Vettel che si mette in marcatura di Hamilton
e i due scappano via insieme, inseguiti da Perez e da Verstappen. Quest’ultimo,
proprio mentre cerca l’attacco sul messicano, è costretto al ritiro per
problemi tecnici.

Arriviamo al giro 14, quando le cose iniziano a farsi
complicate: Kvyat si ferma in pista e i commissari non riescono a rimuovere
subito la sua macchina.
Safety Car e tutti ai box per cambiare le gomme.
Trascorre qualche giro e c’è la ripartenza, ma dopo poche curve ecco di nuovo
in pista la vettura di sicurezza. Raikkonen ha perso dei pezzi dal fondo
parecchio danneggiato dal contatto al via con Bottas. Qui succede anche il
fatto che farà discutere molto: poco prima della nuova ripartenza, Hamilton
rallenta parecchio
, forse troppo. Vettel lo tampona da dietro, danneggiando
l’ala anteriore, ma l’episodio più importante è che subito dopo il tedesco si
affianca alla Mercedes e imprecando verso Hamilton finisce anche per colpirlo
ruota contro ruota. Nasce quindi l’investigazione che porterà ad una penalità
di 10 secondi stop/go per Vettel
. Si riparte, ma anche stavolta subito dopo
curva 2 c’è un incidente: Ocon tenta il sorpasso sul suo compagno di squadra,
ma lo chiude troppo e Perez finisce a muro. Volano detriti ovunque e Raikkonen
non li può evitare. Foratura per lui e fondo danneggiato anche dall’altro lato.
Sia Perez che Raikkonen devono ritirarsi. Altra Safety Car, ma i detriti sono
troppi e ovunque. Si decide quindi per fermare la gara con bandiera rossa.
Circa mezzora di stop e si può ripartire. I colpi di scena non sono finiti
però: dopo qualche giro ecco che Hamilton ha un problema. La protezione della
testa non è ben fissata e si alza! L‘inglese prova a fissarla, ma non riesce.
E’ costretto così ad un’ulteriore sosta ai box. Vettel fa quindi due giri da
qualifica prima di rientrare per la penalità
e al ritorno in pista riesce a
stargli davanti.

Nel frattempo, in testa alla gara si è portato Ricciardo con
Bottas che, dopo essersi sdoppiato, è risalito fino in zona punti, proprio
davanti a Vettel e grazie al suo ritmo migliore riesce a guadagnare ancora
posizioni. Ritmo che gli consente anche di superare Stroll per la seconda
piazza proprio sulla linea del traguardo dell’ultimo giro. Anche Vettel e
Hamilton guadagnano giro dopo giro, fino a portarsi in 4^ e 5^. Raikkonen, che
era riuscito a tornare in pista grazie alle riparazioni effettuate in regime di
bandiera rossa, prima è vittima di un drive through per il lavoro dei meccanici
nella slow lane; poi si ritira definitivamente.
Dunque, in casa Mercedes, dopo un venerdì disastroso, si vede
un’ottima qualifica e una grande gara con un passo straordinario
. Vista la
sfortuna di Hamilton con la protezione, Bottas avrà molto da mangiarsi le mani,
dato che senza quell’incidente al via probabilmente avrebbe vinto. Hamilton è
apparso in gran forma durante la gara, soprattutto quando è stato in testa.
Forse al momento del “fattaccio” con Vettel ha realmente rallentato troppo, ma
non per i commissari. Certo è che senza il problema che gli è costato una sosta
in più avrebbe vinto e sarebbe passato avanti nel mondiale con la penalità
rimediata dal tedesco.

Per quanto riguarda Ferrari, un sabato sottotono, ma una
domenica con un passo gara fantastico
(l’unico team a stare dietro a Mercedes).
Vettel ha sbagliato lasciandosi prendere dalla rabbia. E quando sei in lotta
mondiale non ti deve succedere. Con i guai di Hamilton, senza quella penalità,
avrebbe vinto e sarebbe volato via nel mondiale.
Lato Raikkonen, una sfortuna
pazzesca per il finlandese. Prima viene colpito da Bottas e danneggia parte del
fondo; poi non può evitare detriti altrui, fora e rompe l’altro lato del fondo.
Un vero peccato, soprattutto in ottica mondiale costruttori.


Come due settimane fa, anche qui gara a due facce in casa Red
Bull
. In qualifica bene Verstappen, con Ricciardo vittima di un errore e
contatto con le barriere. In gara ancora una volta c’è un problema tecnico
sulla monoposto dell’olandese, al 4° ritiro nelle ultime 6 corse. Decisamente
fortunato Ricciardo
che si trova a vincere una gara sfruttando tutte le
disgrazie altrui. Il passo gara non era sicuramente da vittoria, ma nemmeno da
podio se ci fossero state sia le due Ferrari che le due Mercedes.

In casa Force India continua il duello iniziato due settimane
fa:
sembravano arrivati per chiarirsi e invece… Perez disputa una buona gara in
zona podio, grazie alle disgrazie altrui, fino a quando Ocon non lo manda a
muro causandone il ritiro. Il francese chiude poi in 6^ posizione, ma si può
fare meglio. E all’interno del team c’è bisogno di calmare un po’ il clima.


Buona gara anche per Williams, purtroppo a due facce anche qui.
Massa deve ritirarsi, ma fino ad allora era in lotta per le posizioni di
vertice. Decisamente ottima la gara di Stroll invece che riesce a chiudere sul
podio. Non sembra nemmeno un lontano parente di quello delle prime gare. Il
test che ha fatto ad Austin con macchina 2014 e set up di Massa è servito
eccome. Molto molto bene.

Ancora decisamente negativo lo week end sia per Toro Rosso che
per Renault
. per Toro Rosso, Kvyat si ritira per problemi tecnici e da il via a
tutti gli episodi di Safety Car e quant’altro; Sainz riesce a chiudere in 8^
posizione, ma con una gara abbastanza anonima. Per quanto riguarda Renault,
invece, Palmer finisce la gara subito per problemi tecnici; Hulkenberg commette
un errore di guida ed è costretto al ritiro per rottura della sospensione
quando stava lottando intorno alla 5^ posizione.
Per Haas, buona la gara di Magnussen che per un certo periodo si
trova anche in zona podio; poi deve accontentarsi della 7^ posizione: il ritmo
degli altri era nettamente più forte. Gara anonima per Grosjean, con i soliti
problemi ai freni e chiude in ultima posizione.

In casa Sauber una classica gara anonima, chiusa in 10^ e 11^
posizione, davanti solo a Vandoorne. I problemi all’interno del team continuano
e il fatto che il team principale sia stato cacciato, ne da ulteriore conferma.


Problemi che continuano anche in casa McLaren, ma ormai non
danno più notizia. Entrambi i piloti partono con un numero esorbitante di
posizioni di penalità per elementi della PU sostituiti oltre il limite; Alonso
lotta tutta gara e riesce ad entrare in zona punti
per la prima volta
quest’anno, chiudendo 9°; Vandoorne con problemi anche durante la gara, è
costretto a terminare la gara dietro anche ai Sauber. Non ci siamo….
Prossimo appuntamento sul circuito austriaco tra due settimane.
Vettel arriva ancora da leader del mondiale, con addirittura due punti in più
di vantaggio su Hamilton, decisamente insperato da come era partita la gara. Ci
sarà il ritorno alla vittoria della rossa? Wait&see…

di Alessandro Rana
(@AleRana95)

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