STAGIONE 2017: l'illusione è finita - di Giuliano Gemma

STAGIONE 2017: l'illusione è finita - di Giuliano Gemma

L'illusione è finita. Dopo sei gare la leopardiana paura di illudersi, cioè una Ferrari che promette e non mantiene, svanisce.


Un bene per questa nuova F1 rinata agonisticamente poter rivivere di una lotta continua ad ogni tappa e non più mono team, dove ogni punto conterà. È tutto cambiato, Questo grazie alla Ferrari oggi competitiva oltre ogni ragionevole dubbio, e unica capace di sfruttare al 100% le gomme Pirelli, come non si vedeva dai tempi con Bridgestone.


Vettel ha molti meriti e incassa una doppia vittoria, in pista e fuori; un segnale forte e chiaro dalla sua squadra, dopo i dubbi del 2016 e non solo. Mentre Hamilton la lotta che voleva la avrà davvero e toccherà concentrarsi molto più di quanto ha fatto finora, così come Mercedes, (messa a dieta per recuperare un po' nella distribuzione dei pesi, ma non ancora abbastanza ndr) ma un po' delusa da lui finora, quanto invece sorpresa da Bottas. Un week end che ci ha mostrato Raikkonen in palla, velocissimo in qualifica specialmente quando si hanno più chance per fare il giro, ritrovarlo convincente sul podio si, ma sul punto di spezzare il due il trofeo di Monaco, quasi non sapesse bene con chi prendersela. Eppure mi chiedo se ci fosse un solo motivo per cui dovesse o potesse vincerla.

Tutto questo mentre Lauda si toglie il cappello davanti alla doppietta di domenica scorsa, e Toto Wolff nel paddock comincia a mostrarsi teso e preoccupato sul serio, visto che ha anche smesso di "trollare" i rivali. 

La sensazione nel paddock ora è che Ferrari abbia deciso: rinnoverà a breve con entrambi i piloti. visto che in fondo non c'è ragione per destabilizzare un team vincente. Sebastian Vettel permettendo.

Giuliano Gemma - inviato FUnoAT a Montecarlo

FERRARI SF70H: gearbox is very different than that of SF16-H

One on the issues on Ferrari’s 2016 car was the fragility of the gearbox, which led the two drivers to receive numerous penalties throughout the season.


The men in Maranello worked very hard on last year’s transmission. The aim, which they achieved, was to minimise the room taken up by the gearbox, in order to free up space for air to flow through the coke bottle area. This is a critical part in the overall generation of down-force. To reach this objective, Ferrari opted to compact some components of the rear suspension system in between gearbox and differential. 


So the fact the the box was made as small as possible coupled to the fact that it had to sustain stress from the suspensions, meant that the 2016 transmission often broke.

During winter, Ferrari revised the whole gearbox: the rear suspensions kinematics have been changed, whilst maintaining the pull rod set up and the location of some components between the gearbox and differential. To further mitigate any problem, it looks like they’ve also reinforced the case, adding more composite material to the construction. Finally we can see in the picture above that, in the 2017 spec, Zircoflex is used. This product is a mix of two materials: ceramic, which acts as a shield for heat, and gold, which reflects up to 98% of it.

All these modifications seem to have done their job so far, being that the only problems the boxes’ve had in the last 6 races, have been on the electronic side and not mechanical.

Written by @spontonc & @smilextech (ORIGINAL) - Translated by Giovanni Oppizzi

GP MONACO: regoliamoci - di Alessandro Rana

Dal Gran Premio di Monaco nasce una nuova rubrica su FUnoAnalisiTecnica: REGOLIAMOCI. Il nostro Alessandro Rana, regolamento sportivo alla mano, ci spiegherà il perché i commissari hanno inflitto una determinata penalità

Sono quattro gli episodi che hanno portato all'assegnazione di penalità da parte dei commissari di Monaco. Cerchiamo insieme di capire il perché.

- EPISODIO N°1: "cross the line at the pit exit per Vettel", punito con una reprimenda

Violazione del regolamento sportivo, in quanto è vietato tagliare la linea di uscita dai box. L’episodio solitamente viene punito con 5 secondi di penalità, se in gara. E’ stata assegnata una reprimenda in quanto si trattava delle qualifiche


- EPISODIO N°2: unsafe release per Wehrlein punito con 5 secondi di penalità.

Violazione dell’articolo 28.13 a)

“Le auto non devono essere rilasciate da una posizione di arresto in garage o piazzola in un modo che potrebbe mettere in pericolo il personale in corsia o un altro pilota.” 


Subito al termine del primo i giro, Button e Wehrlein rientrano in pit lane, ma alla loro uscita la collisione è evitata solamente perché il pilota della Mclaren ha rallentato in modo molto evidente sterzando verso la sua destra. E’ abbastanza chiaro che se Wehrlein fosse stato fatto ripartire correttamente, sarebbe stato dietro alla McLaren, quindi, per tenere la posizione, c’è stato un rilascio non sicuro.

- EPISODIO N°3: causing a collision per Button punito con 3 posizioni di penalità alla prossima gara e 2 punti patente

Incidente che rientra nei casi previsti dall’articolo 38

“Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, sarà a discrezione dei Commissari Sportivi se procedere o meno con un’indagine. I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi. (38.1). Sarà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se ogni pilota coinvolto in un incidente dovrà essere penalizzato. A meno che non sia chiaro ai Commissari Sportivi che un pilota ha avuto interamente o prevalentemente colpa di un incidente, non sarà imposta alcuna penalità. (38.2 a).”


Durante il tentativo di sorpasso da parte dell’inglese nei confronti di Wehrlein alla curva “Portier”, la gomma anteriore sinistra urta la posteriore destra del tedesco che prende letteralmente il volo e termina la sua corsa contro le barriere. Gara finita anche per Button, che rompe la sospensione anteriore. Penalità da scontare alla prossima gara ma siccome il pilota inglese della Mclaren a Montreal non ci sarà, la penalità non verrà mai scontata. 

Il tutto è successo mentre Vettel (attuale leader della gara) li stava doppiando; Wehrlein non si aspettava lì un attacco e ha chiuso la porta non vedendo Button che ha frenato tardi per provare il sorpasso. Non si può giudicare come un incidente di gara poiché per Button in quella zona era impossibile passare. 

- EPISODIO N°4: causing a collision per Perez punito con 10 secondi di penalità imposti dopo la gara e quindi aggiunti al tempo di gara e 2 punti patente 

Incidente che rientra nei casi previsti dall’articolo 38 

“Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, sarà a discrezione dei Commissari Sportivi se procedere o meno con un’indagine. I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi. (38.1). Sarà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se ogni pilota coinvolto in un incidente dovrà essere penalizzato. A meno che non sia chiaro ai Commissari Sportivi che un pilota ha avuto interamente o prevalentemente colpa di un incidente, non sarà imposta alcuna penalità. (38.2 a).”


Analogamente a quanto avvenuto per il contatto tra Button e Wehrlein, i commissari hanno valutato che pur essendo i piloti il lotta per la posizione e che Kvyat ha lasciato “la porta leggermente aperta”, Perez ha la colpa maggiore nell'incidente con il russo causandone il suo ritiro. A differenza di Button, la sua penalità è di tempo in questa gara in quanto è giunto fino al traguardo e non si è ritirato.

di Alessandro Rana - @AleRana95

GP MONACO: Il pensiero dei Lettori - di Vito Quaranta

Il GP di Montecarlo svoltosi la scorsa domenica, si è concluso con una trionfale doppietta tutta rossa; con un velocissimo Seb 1° e un inossidabile Kimi 2°. 



Chi avrebbe mai potuto pensare o addirittura scommettere su una cosa del genere a dicembre 2016??
Certo detto in questo modo sembra che tutti siano felici e contenti; ma ahi me non è cosi! Ciò nonostante infatti, il trionfale ritorno delle Rosse alla vittoria schiacciante, è stato colto con polemiche ed un velo di tristezza...è il potere della Rossa; anche quando vince divide!

Suppongo che tutti abbiate capito che mi riferisco alla mancata vittoria di Kimi.



La faccia del finnico, sul podio era tutto un programma, non vedeva l'ora di andare via in quanto si è sentito tradito dal team!

Ferrari ha fatto bene? Ha fatto male? Una cosa è certa...poteva comportarsi diversamente!!
Vedete tempo fa, sempre su queste righe (messe a gentile disposizione da parte di Cristiano e Pier Giuseppe) scrissi esattamente: "cosa è più importante? Portare il risultato a casa o fare i perbenisti? Si vuole che la Ferrari vinca il mondiale o no? Ebbene tutto questo ha un prezzo!".

Sembra quasi che domenica la Scuderia mi abbia letto, e senza nemmeno battere ciglio, ha sacrificato Kimi per regalare la posizione a Seb; (anche se il termine ‘regalare’ è un po’ ingiusto visto che Seb era effettivamente più veloce di Kimi) questi sono i fatti, cosi sono andate le cose è inutile che ci giriamo attorno!! 

Chi vi scrive è un Raikkoniano di fede, ma agonisticamente parlando la Scuderia ha operato una scelta...la più logica possibile: è su Seb che hanno puntato, è Seb quello più costante e veloce; è lui colui il quale dovrà riportare la rossa alla vittoria! 

Inoltre c'è da considerare un fattore non trascurabile che è quello dell'affidabilità: è evidente che al 6°GP già concluso, Ferrari dal punto di vista di componenti da sostituire, proprio bene non sta messa e prima o poi dovrà 'pagare pegno'; accumulare più punti di vantaggio possibile sarà fondamentale!!!

Attualmente con questi 7p.ti in più conquistati dal tedesco, Ferrari si può persino permettere il lusso di non arrivare a punti in un qualunque GP con Lewis vincente e rimanere sempre prima in classifica!!!

All'inizio del mio pensiero, ho scritto che Ferrari avrebbe dovuto comportarsi diversamente: in questo condivido il pensiero di un'altro follower (@giroveloce) dove proprio ieri scriveva che la Scuderia dovrebbe essere chiara e dire apertamente che esiste un cavaliere ed uno scudiero...punto! 

Ma almeno sia chiara con i propri piloti: se Kimi sapesse qual'è il suo ruolo all'interno della Scuderia dubito che avrebbe avuto quella faccia alla premiazione...almeno sarebbe stato consapevole che sarebbe andata a finire cosi! Era evidente che dalla sua espressione (oltre a tutta l'incazzatura di questo mondo!) c'era il volto di un uomo deluso perché si è sentito tradito non dal suo team mate ma proprio da chi dovrebbe proteggerlo...cioè la sua squadra.

In quel volto ho come visto il giocattolo che si rompe...è tipico di tutte le volte che si ha a disposizione una monoposto vincente, ovvio.

Mi auguro che il debrifing post race sia stato chiarificatore per tutti al fine di evitare queste macchie che vanno ad ingrigire potenziali future vittorie! 

Mi auguro che in GeS sappiano davvero gestire questa situazione, perché la Scuderia ha bisogno di Kimi per vincere anche il titolo costruttori, lo stesso Seb ha bisogno di Kimi perché (come abbiamo visto in Spagna) quando è solo è più vulnerabile alle strategie dell’armata teutonica.

Ora Kimi a mio modesto parere ha due vie: o abbattersi e calare di prestazione con tutte le conseguenze del caso, oppure rispondere in primis alla Scuderia stessa lanciando schiaffi morali a suon di pole e giri veloci in pista….fra 15gg il Canada ci dirà.

di Vito Quaranta @quaranta_vito
GP MONACO: il pensiero dei lettori - di Alessandro Rana

GP MONACO: il pensiero dei lettori - di Alessandro Rana

28 maggio 2017. Montecarlo, Principato di Monaco. Sesto appuntamento con il mondiale di Formula 1.

Ferrari domina in lungo e in largo l’intero weekend sul circuito monegasco con Vettel che vince la gara precedendo un ottimo Raikkonen che completa una doppietta che mancava dal gran premio di Germania del 2010. Seguono quindi Ricciardo, premiato dalla strategia, Bottas e Verstappen. Solo 7° un anonimo Hamilton, partito addirittura 13°. Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo nello scorso weekend:


Al via, la Ferrari di Raikkonen mantiene la testa della corsa. Tutti scattano bene e le posizioni restano invariate. Il gap dei Ferrari nei confronti degli avversari inizia ad aumentare giro dopo giro finché, attorno ai giri 27-28 non iniziano ad esserci i doppiati da affrontare. Bottas e Verstappen sembrano rifarsi sotto, tant'è che si fa largo l’ipotesi undercut Mercedes. Ma le rosse riescono a superare le macchine più lente e a riguadagnare il tempo perduto. L’undercut viene provato da Verstappen su Bottas ma la Mercedes reagisce e il tutto sfuma. Rientrano però in pista alle spalle di Sainz, che pur essendo autore di una fantastica gara, non ha il passo di quelli che lo precedono e fa loro da “tappo”. Si ferma anche Raikkonen, ma grazie al vantaggio in più che aveva accumulato, riesce a stargli davanti. Ricciardo e Vettel provano ad allungare. Entrambi fanno registrare giri veloci, ma a stupire sono i tempi del tedesco. Ricciardo rientra e grazie al “tappo” Sainz, riesce a stare davanti a Bottas e al compagno. Nel giro successivo rientra anche Vettel  che grazie ai giri record appena fatti riesce a guadagnarsi la testa della corsa.
Dietro Hamilton sfrutta al massimo la gomma ultrasoft per oltre 40 giri e grazie ad un passo migliore e alcune disgrazie altrui, riesce a chiudere 7°.


Ferrari, soprattutto con Vettel, domina l’intero weekend. Raikkonen torna alla pole dopo 128 gran premi e in gara conduce un’ottima corsa fino alla sosta. Vettel, sempre leader nelle libere, porta a casa il successo quando conta, alla domenica. Gli è mancata solo la pole, ma questione di millesimi. Non c’è dubbio: il passo corto, un miglior inserimento in curva e una macchina perfettamente bilanciata hanno aiutato la rossa a tornare alla vittoria nel principato dopo 16 anni. Impressionante il passo di Vettel con gomma Supersoft nuova: sempre almeno mezzo secondo più veloce di Raikkonen.


Mercedes a due facce: lato Bottas, un’ottima qualifica nonostante un giovedì non entusiasmante con un setup non perfetto e una gara discreta a difendersi dagli attacchi di Verstappen. Perde la posizione su Ricciardo, ma se non avesse risposto alla strategia dell’olandese, forse avrebbe perso anche quella. Lato Hamilton, invece, weekend del tutto anonimo. In qualifica non è riuscito a mettere insieme un giro pulito e resta escluso in Q2 (anche per il botto di Vandoorne); in gara giunge 7°, ma con una gara incolore. Fine settimana da dimenticare.


Gara positiva in casa Red Bull: provano l’undercut con Verstappen su Bottas, ma non funziona; decidono quindi di sfruttare il passo più lento di Sainz per provare quello di Ricciardo su entrambi e portare quindi a casa il podio. E il risultato arriva. Molto bene per Ricciardo la parte di gara con la gomma Supersoft: recupera tutto il distacco da Raikkonen, anche se non riuscirà mai ad impensierirlo.


Decisamente buona la gara in casa Toro Rosso e Haas. Per i primi, weekend perfetto per Sainz; un po’ meno per Kvyat che viene colpito da Perez durante un tentativo di sorpasso ed è costretto al ritiro; per i secondi molto bene con  entrambi i piloti a punti (Grosjean 8°; Magnussen 10°).

In casa Williams si confermano i problemi cronici di sempre sul circuito di Monaco. In qualifica è un disastro; in gara Massa limita i danni portando a casa un 9° posto. Stroll si ritira nel finale, ma la domanda su cosa ci faccia in Formula 1 continua ad essere presente…

Gara decisamente negativa anche in casa Renault e Force India, al contrario di quanto visto in Spagna. Per il team francese, Hulkenberg si ritira con problemi alla PU; Palmer è 11°, grazie ai problemi altrui. Per l’altro team, invece, Ocon conduce una gara del tutto anonima in fondo al gruppo; Perez parte 7°, ma è costretto ad una sosta anticipata per la rottura del muso anteriore. Rientra nel traffico e dopo la safety car, nel tentativo di superare Kvyat, rovina in definitiva la gara per entrambi.

Disastro anche in casa Sauber, con Wehrlein autore di uno “spettacolare” incidente con Button e con Ericsson che sbaglia completamente l’approccio a curva 1 mentre si sta sdoppiando in regime di safety car e e colpisce le barriere. Per lui vale lo stesso discorso di Stroll…

Un particolare appunto positivo va invece fatto a McLaren che su questa pista dove il motore conta meno riesce a qualificare entrambe le macchine in Q3 (Button 9°; Vandoorne 10° per l’incidente in Q2). In gara le cose non vanno come vorrebbero. L’inglese, partito dalla pit lane, è da subito in difficoltà e dopo la metà della gara causa l’incidente con Wehrlein; il belga è invece costretto al ritiro nel finale, dopo una gara sempre in zona punti.

Prossimo appuntamento tra due settimane, sul circuito canadese. Solitamente chi va forte a Monaco poi lo fa anche lì. Ferrari ci arriva da leader nel mondiale con Vettel con una gara di vantaggio su Hamilton. Proseguirà l’allungo? Wait&see…

di Alessandro Rana (@AleRana95)

MONACO GP: A report card with a hint of wittiness by Froldi

After 16 years, la rossa cleaned out Montecarlo’s roulette. Let’s hope it’s not going to take 16 more years to win again! Ferrari’s control over this Grand Prix was never questioned. It is somewhat shocking to see a podium without a Mercedes. In three whole seasons, it happened just four times. I hope they start to enjoy it (I hope to bring them bad luck!).



Vettel. Score: 9 ½. On Saturday, when being perfect would have been useful, he wasn’t perfect. One of Montecarlo’s secrets is not overdoing during the race otherwise, while trying to be faster, you just slow down and you may crash somewhere. On Sunday he did 3 record laps, and doing that he built his way to end up ahead of Raikkonen with a perfect overcut.



Raikkonen. Score: 9. On Saturday he was the opposite of Vettel; he did an extraordinary lap. On Sunday he started well and he was quite fast during the first part of the race, then he suddenly slowed the group, and it was clear to all those who watched the race objectively. It is very simple: Kimi doesn’t have - or, at least, yesterday didn’t have - Vettel’s rhythm during the race and he barely gained the upper hand on Bottas and Ricciardo. He had the Grand Prix in his hands and if Ferrari delayed Raikkonen’s pit stop (after Verstappen’s one), the ferraristas would have ended up being 2nd and 3rd. I think yesterday the team didn’t give any orders (and I’m not against them, just to be clear).





Vettel and Hamilton’s love story. Score: end credits? Hamilton is starting to feel uncomfortable in this relationship. His beloved German is starting to have some freedom and he’s appearing more on the front cover of the newspapers. Oh, you damned jealousy! Is this the end of the story?
Bum face prize 2017, gold. Score: Hamilton is the winner. The three-time world champion accuses Ferrari of favouring Vettel over Raikkonen. It’s like: “look who’s talking”! While he was saying that, St. Submissive was making some tea for him.

Hamilton. Score: 6 ½. The roller coaster keeps going on for the Anglo-Caribbean pilot. He said he had some unspecified problems to his single-seater, and he was protected by Toto that said the same thing (obviously, that’s what a team principal does). However, Villeneuve made it clear: Hamilton 3 years ago started to drive a spaceship, and now he’s used to it. The current single-seater is still incredibly fast, but it is very hard to push it to the limit. By the way, Montecarlo’s track doesn’t suit well the Mercedes (see: longest single-seater in the Circus). Basically, Hamilton took lightly Monaco’s weekend and, finding himself facing some difficulties, he didn’t do his best in his single-seater (or maybe he wasn’t focused on doing it).

Bottas. Score: 9. The opposite compared to Hamilton. Bottas is comfortable, or at least less uncomfortable, on this Mercedes (after all, last year he drove a Williams which os not exactly a supercar). He also had many difficulties on Thursday and Saturday. But he figured out how to take the best out of his single-seater. The 4th place is more Ricciardo’s merit than his demerit.

Ricciardo. Score: 9+. The good “curlyhead” loves Monaco’s circuit. Yesterday’s was a beautiful and tight (and lucky) race. Sooner or later the luck will come his way and give him at least one victory in Monaco.



Wehrlein. Score: Ask Ivan Capelli. He doesn’t have any fault in the crash with Button, but I didn’t think that after Capelli and his unfortunate adventure in Ferrari (1992), I would see another single-seater in that position and in that circuit.

Button. Score: 5. He’s back for the grace received (Alonso is busy in Indianapolis), he wasn’t bad during the weekend, but during the race he was a disaster and that’s it.

Perez. Score: “jinx”. He’s been amazing during many GPs, someone suggests Ferrari (probably in 2018), then he goes crazy. A talisman would be useful, a little horn (red, obviously) inside the cockpit.

Team Ferrari. Score: 12. They made no mistakes.

Rosberg’s pleasure. Score: 12. Guess who was the happiest for Ferrari’s double win? You know that young man who did the interviews shortly after the podium? Yes, him, exactly. He was glowing. I may be perfidious, but I imagine the happy dace that the current world champion, now former pilot, did in his mind when he saw Hamilton plodding along in the GP’s rear. Someone says that Rosberg pulled Mercedes’ chestnuts out of the fire more than once because he was better than Hamilton in setting up the single-seater. I’m starting to think that it went this way.



Gené’s love for Ferrari. Score: immeasurable. After the race he had the facial expression of someone who wanted to scream, dance and do the conga with all the Ferrari mechanics for the happiness of Ferrari’s double win, but he couldn’t do it because he was trying to be serious and aloof.

Alonso’s axiom. Score: the facts. If your name is Alonso and you have a Honda engine behind your back, it doesn’t matter where you’re racing, sooner or later the engine will break.

P.S. Canadian Grand Prix is coming in two weeks. I predict a perky and ready to fight Mercedes. But, who knows, maybe Gilles will lend us a hand from above…

Mariano Froldi

Translated by Isabella Lai

GP CANADA: SET SCELTI PER PILOTA

Gran Premio del Canada: 9-11 giugno 2017

SET SCELTI PER PILOTA

Milano, 30 maggio 2017– La FIA ha comunicato a Pirelli il numero di set di pneumatici e relative mescole scelti da ciascun pilota per il Gran Premio del Canada, in programma dal 9 all’11 giugno prossimi.


GP MONACO: il pensiero dei lettori - di Mauro Petturiti

Dopo il weekend spagnolo, che ha visto trionfare Lewis Hamilton su Sebastian Vettel, si é corso il sesto appuntamento del mondiale 2017 di F1 sul circuito più affascinante e glamour del circus, ovvero quello del principato di Monaco.

Pista storica, la quale festeggia il 75^ anno nella quale si corre un GP, e che ospita le nuove monoposto più larghe e performanti nelle anguste stradine, con la curiosità di vedere all'opera questi "mostri" di potenza e velocità.


Il weekend, come da tradizione, parte il giovedì; nelle tre sessioni di prove libere la Ferrari si è trovata a suo agio con gli assetti preconfigurati a Maranello, dominando in lungo e in largo, con una Mercedes brutta copia dello scorso anno , insidiata anche da una Red Bull in palla.

Neanche siamo alle qualifiche, che nelle FP3 i piloti non si risparmiano e a suon di giri veloci, abbassano costantemente i tempi sul giro, abbattendo i precedenti record.

Qualifiche sulla falsariga delle precedenti, con il millesimo a fare la differenza, ma a spuntarla sono le rosse, piazzando primo Kimi, secondo Seb, e terzo, con l'unico vero giro veloce fatto fino ad ora, realizzato dalla mercedes con Bottas. Hamilton non pervenuto e neanche qualificato per la Q3.

La gara si preannuncia interessante, ma essendo Monaco, chi parte davanti è estremamente favorito per la vittoria, essendo ancora più difficile superare e la prima fila garantisce l'esenzione da possibili crash praticamente inevitabili tra le stradine monegasche.

Grande assente Fernando Alonso, impegnato nella 500 miglia di Indianapolis, il quale nemmeno nel GP dove conta di meno il motore, ha voluto provare a fare una buona gara in F1 con la McLaren, conscio che le prime posizioni sarebbero state comunque comunque una chimera. Pilota asturiano che ha ben figurato nella corsa americana, lottando con i primi e più veterani avversari, fino a quando il suo motore Honda ha deciso di abbandonarlo..anche li!!

Ma veniamo alla gara: come già detto i punti cruciali sono la partenza e la precisione di guida, con la strategia dell'unica sosta prevista praticamente già scritta, partendo con gomme Ultrasoft e secondo stint con Supersoft dato il bassissimo degrado registrato dell'asfalto comunque caldissimo.

Dopo 128 gran premi é Kimi Raikkonen a scattare dalla pole, che sfrutta in pieno mantenendo la testa subito dopo la prima curva, con Vettel insidiato da Bottas ma bravo a tenere, e le Red Bull subito dietro. Hamilton parte "tranquillo" per evitare problemi e guadagna una posizione, ma si capisce che sarà dura risalire per lui. Giri che trascorrono senza sconvolgimenti, con le Ferrari che accumulano del vantaggio poco alla volta, arrivando a 6 secondi sul finlandese della Mercedes; nel frattempo Perez rompe un ala e si ferma ai box e Hulkemberg "disintegra" il cambio della sua Renault, ritirandosi.

La gara é un po' soporifera come prevedibile, e senza grossi colpi di scena, con l'attesa di vedere chi sarà il primo a fermarsi ai box per il primo cambio gomme, e un occhio ai distacchi nel rientro successivo per non uscire nel traffico correndo il rischio di non poter sfruttare la gomma nuova.

Ferrari con un buon ritmo nel prima mezz'ora di gara ma Bottas piano piano comincia a recuperare arrivando di nuovo a tallonare i due ferraristi, con anche le Red Bull molto vicine, e ci si interroga su quale siano le strategie che utilizzeranno i vari team. Ci pensa Verstappen a fermarsi per primo, creando un effetto domino per evitare i vari undercut e provare overcut. Bottas marca subito Max, e nel giro successivo Kimi stesso si ferma per la sua sosta.

Ora si attende il pit di Vettel e Ricciardo tra i primi, che invece restano fuori, e con sorpresa cominciano a inanellare giri veloci con gomme di quasi 40 giri, ed e' bello che si abbia la possibilità di spingere con queste Pirelli, ma 40 giri con Ultrasoft con pista di più di 50 gradi, la casa milanese dovrà rivedere le mescole scelte, troppo conservative.

Daniel rientra per il cambio gomme, e la strategia paga il suo sforzo, supera sia Bottas che il compagno di squadra in un sol colpo, finendo potenzialmente terzo. Vettel lo imita, e al pari dell'Australiano, supera Kimi Raikkonen, che non è riuscito a sfruttare la gomma nuova Supersoft, con problemi per mandarla subito in temperatura.

Gara ora nelle mani del tedesco, con Kimi visibilmente frastornato dall'attuale situazione e comincia a perdere tempo, con terzo Ricciardo, Bottas, Verstappen, Hamilton(che non ha ancora effettuato la sosta), un Super Sainz su Toro Rosso in super spolvero, Grosjean, Kviat, e buona McLaren con Vandoorne.

Gara in controllo fino all'incidente occorso a Wehrlein, causato da un tentativo di sorpasso molto avventuroso da parte del rientrante e finora discreto Button, il quale sperona, per fortuna prima dell'ingresso del tunnel e a bassa velocità, il pilota della Sauber, facendolo appoggiare di alto sulle barriere esterne, mettendo in apprensione tutti fino al team radio di Ok.

Safety car in pista e gruppo di nuovo compatto, e la paura di molti è di mantenere le temperature di freni e soprattutto gomme più alte possibile, temendo mancanza di grip nella ripartenza. E infatti Ericcson ne fa le spese, prima che la vettura di sicurezza rientri, alla Santa devota andando dritto contro le barriere.

Tutti in ansia per la ripartenza, con le Ferrari che mantengono però le relative posizioni, e Bottas nella morsa Red Bull provando reciprocamente un varco per un tentativo di sorpasso, che non avviene ne per loro, ne per Hamilton(nel frattempo risalito in settima posizione) su Sainz 

Parata finale delle Ferrari, che dopo 16 anni vince a Montecarlo piazzando addirittura una storica doppietta, con Vettel primo, Raikkonen secondo, e a Ricciardo terzo. Grandissima prova di forza del cavallino che con una gara perfetta porta a casa il massimo della posta sia per i costruttori, sia per il mondiale piloti, aumentando il vantaggio di Sebastian su Lewis ad una vittoria di vantaggio (+25 punti).

Giù dal podio un comunque buon Bottas il quale è l'unico che tiene a galla la Mercedes, molto in difficoltà con il suo passo lungo, e soprattutto con le mescole morbide che non riesce a far lavorare ancora nella giusta finestra di esercizio, facendo scivolare il posteriore e mettendo in difficoltà un Hamilton abituato all'astronave degli ultimi tre anni. Buona Red Bull su una pista non di motore, ottima Toro Rosso, specialmente con Sainz, molto vicina alla casa madre. Mentre ritirati sono stati Ericsson, Vandoorne(a muro subito dopo il rientro della safety car) e Kvyat sfortunato tamponato da un Perez non in giornata e Wehrlein per l'incidente detto prima

Buon Ottavo per Grosjean, nono Massa, e decimo Magnussen con l'altra Haas. Ocon idem Perez, non pervenuto oggi, Palmer undicesimo, e Stroll costretto a fermarsi per un problema ai freni, ma lontano dal migliorarsi come auspica e crede l'ex Ferrari Luca Baldisseri, che sta seguendo la carriera del giovanissimo canadese.

Dopo 6 appuntamenti, il mondo sembra ribaltato con una Ferrari super in tutte le piste dove si è corso e una Mercedes, si sempre temibile, ma che fatica tremendamente, specialmente con il suo pupillo, la mancanza di grip al posteriore.

Tema della giornata, lo "scambio" di posizioni tra Kimi e Sebastian che molti hanno descritto come un furto per il finlandese, più che mai per la scelta del rientro troppo anticipato, ma guadagnata da Sebastian con una gestione gomme perfetta e sfoderando giri veloci al momento giusto prima del pit, non senza rischi, che hanno permesso al tedesco di sopravanzare il compagno. Gran Premio non entusiasmante, ma mondiale sempre più avvincente, che ora pende a favore della Ferrari, con la Mercedes leone ferito, che cercherà di agguantare la sua preda con tutte le armi (molte) a disposizione.

Appuntamento tra meno di 15 giorni per il GP del Canada.

Mauro Petturiti

GP MONACO: l'analisi della gara

Chi si aspettava, dopo il Gran Premio di Spagna, di assistere ad una super doppietta Rossa a MonteCarlo?

Ci si poteva aspettare una rossa SF70H piuttosto in palla sulle tortuose e strette strade del Principato ma quella che abbiamo potuto ammirare direttamente in pista nello scorso fine settimana è stata una vettura dominante. La doppietta sia al sabato (qualifica) sia nella giornata di ieri (gara) sono solamente delle conseguenze a quanto appena detto. Arrivando direttamente alle conclusioni, dispiace sicuramente per Raikkonen che, dopo la pole-position e il passaggio in prima posizione a fine del primo giro del Gran Premio, sicuramente si aspettava di vincere la corsa. Bastava una strategia migliore per il pilota finlandese e la vittoria era a portata. E' per questo che il suo umore a fine gara non era dei migliori nonostante la seconda posizione e i tanti punti guadagnati su Mercedes che hanno portato la Scuderia di Maranello in testa anche al mondiale costruttori. 


Con un meteo molto stabile non ci si poteva aspettare un Monaco GP ricco di sorprese considerando soprattutto le maggiori difficoltà nell'effettuare sorpassi con queste nuove vetture. Il tanto grip meccanico al posteriore e soprattutto i minori spazi di frenata hanno reso praticamente impossibile riuscire ad effettuare un attacco nella staccata della Nouvelle Chicane o in quella della Santa Devota. Insomma abbiamo vissuto ad un classico e noioso asciutto Gran Premio di Monaco con non grandissimi spunti di interesse da analizzare se non le varie scelte strategiche fatte dai team ed in special modo quelle di Ferrari e RedBull che hanno differenziato le scelte tra i due piloti con Vettel e Ricciardo sicuramente avvantaggiati dai muretti dei loro Team.

GP MONACO: in partenza Hamilton sulla strategia più "conservativa"

Nel pre gara del Gran Premio di Montecarlo c'erano due "grandi" discussioni nel paddock: la Ferrari cercherà di favorire strategicamente il proprio pilota di punta nel caso Vettel passasse in seconda posizione alla prima curva? E quale sarà la strategia Mercedes per riuscire a far recuperare più posizioni al loro primo pilota, Lewis Hamilton, autore di una qualifica sicuramente sottotono (e leggermente sfortunata, vedere Vandoorne a muro)? 


Se sulla prima domanda c'erano pochissimi dubbi, tanto che già prima della gara in molti credevano ad un Vettel comunque vincitore del Gran Premio di Monaco pur passando in seconda posizione alla prima curva, sulla seconda discussione invece le opinioni erano maggiormente diversificate. C'erano due strategie possibili per Lewis Hamilton: iniziare sul compound SuperSoft, pittare nei primi due giri di gara, sperando in una Safety Car nei primi quindici giri di gara. Una strategia che avrebbe potuto portare Hamilton nelle prime cinque posizioni; al contrario, se non avesse funzionato (quindi senza SC ad inizio gara) avrebbe rischiato di rovinare la gara di Hamilton lasciandolo addirittura fuori dai punti. La seconda, poi scelta da Mercedes, era invece la più "conservativa" che garantiva la miglior posizione in pista (la settima) anche nel caso peggiore. Hamilton arrivando in sesta posizione può quindi considerarsi soddisfatto dopo la terribile qualifica del sabato monegasco.

GP MONACO: il 2 contro 1 di RedBull su Mercedes è stato determinante per il terzo gradino del podio
Per quanto riguarda la strategia della Scuderia Ferrari ci torneremo tra un attimo; ora è bene concentrarsi sulla lotta per il terzo gradino del podio tra le due RedBull e Valtteri Bottas, unico Mercedes in gara per le prime tre posizioni del gran Premio di Monaco. 


E' stata una ottima RB13 quella vista in pista in tutto il weekend di gara ma che per via di una Power Unit ancora troppo poco performante soprattutto in regime di qualifica (-40 CV) quando Ferrari e Mercedes utilizzano le loro mappature più aggressive, non è riuscita a qualificarsi nelle prime tre posizioni pur insidiando da vicino la miglior macchina del weekend (Ferrari) se non si considera l'unità motrice a bordo. La quarta e quinta posizione di partenza (Ricciardo penalizzato da del traffico nel giro di warm up) non hanno permesso al Team anglo austriaco di mostrare appieno il proprio passo gara durante il Gran Premio poiché per loro era impossibile superare la Mercedes di Bottas che nei due principali rettilinei allungava pur scivolando maggiormente in trazione. Ma la grande forza dei "bibitari" era data dal fatto che potevano giocarsi la terza posizione (quindi il podio) con due vetture rispetto al solo Bottas su Mercedes, fondamentale nel poter gestire due diverse strategie. Si è penalizzato sicuramente un Max Verstappen comunque competitivo, portandolo anticipatamente ai box al giro 32 per tentare l'undercut su Bottas, il quale si è fermato giustamente nel giro successivo per mantenere la posizione sapendo che era impossibile marcare entrambe le RedBull. Un Undercut che in questa stagione, con queste Pirelli 2017, sta funzionando meno rispetto alla stagione 2016 e il motivo è chiaro: i nuovi pneumatici hanno bisogno, soprattutto in piste con asfalti poco aggressivi come quelli di Sochi e Monaco, di più giri per poter dare il meglio di sé. Se oltre a ciò si considera il fatto che con il compound più morbido non si accusa degrado anche dopo moltissimi giri percorsi, è fin troppo chiaro che c'è più possibilità di passare un pilota in pista (ripeto, soprattutto a Monaco e Sochi) con un overcut rispetto ad un undercut. E ciò è stato molto evidente sia con Vettel che soprattutto con Ricciardo, recuperando con questa strategia addirittura due posizioni e finendo quindi sul terzo gradino del podio. 

GP MONACO: Vettel vincente anche grazie ad una strategia migliore rispetto a Raikkonen
Passando ora invece alla parte forse più interessante del Gran Premio di Monaco e analizzando quindi la gara della Ferrari, si può notare come Kimi Raikkonen abbia spinto moltissimo nella prima fase di gara per riuscire a costruirsi un vantaggio che gli permettesse di gestire la gara ed anche la strategia nei confronti del compagno di team. Un vantaggio che però non ha mai superato i due secondi e tre decimi, complice anche un Sebastian Vettel molto pimpante sul passo gara.


Gap tra Raikkonen e Vettel che nei giri successivi è diminuito in modo importante anche per via di alcuni doppiaggi che hanno favorito in parte le vetture che inseguivano, Bottas e le due RedBull in primis. Il pilota della Ferrari non è riuscito a gestire correttamente le difficili Pirelli nei giri con sorpassi da effettuare tant'è che il suo ritmo, anche dopo che si è liberato di Wehrlein e Button, non era all'altezza. 


Ma parlare di un pilota finlandese in crisi sugli pneumatici è alquanto esagerato poiché la gomma avrebbe potuto riprendere prestazione da li a pochi giri, come affermato a fine gara anche da Sebastian Vettel:
Nella fase dove abbiamo incontrato in pista molto doppiati gli pneumatici anteriori hanno perso temperatura, peggiorando le mie prestazioni. Ma dopo pochi giri a pista libera sono tornate a funzionare bene quasi come se avessi avuto un secondo nuovo set di gomme.
Ma il Team italiano ha comunque deciso di portare ai box il leader della gara (non su sua esplicita richiesta), aprendo cosi per Vettel la finestra per tentare l'overcut sul compagno di squadra, il quale è stato pure mandato in pista nel traffico; sorpassi che gli ha fatto perdere un secondo e mezzo importante che risulterà fondamentale per il sorpasso di Vettel nei suoi confronti.

Pit per proteggersi da Bottas e Verstappen? Tabella tempi alla mano, i due piloti andavano più piano del duo Ferrari, quindi la sosta non aveva ancora senso per nessuno dei due piloti "rossi".

Tornando a Raikkonen e Vettel, c'è comunque da sottolineare come il pilota tedesco della Ferrari abbia effettuato tre giri molto importanti una volta liberatosi di Raikkonen, anche grazie alla tanto chiacchierata "mappatura spinta" (c'è un Team Radio molto chiaro tra Vettel e il suo ingegnere di pista) utilizzata in gara anche dal Team italiano. Il grafico successivo è eloquente.


Con un Kimi Raikkonen che una volta effettuati i sorpassi e aver scaldato le tanto dure SuperSoft 2017 è riuscito a prendere un ritmo molto importante (molto più veloce dei primi giri effettuati su SuperSoft da Vettel), tanto che nell'ultimo giro prima del pit di Vettel, il pilota tedesco gli aveva guadagnato "solamente" 3 decimi. Cosa significa ciò? Che se Ferrari avesse messo in pista Raikkonen fuori dal traffico, non facendogli perdere quei 2 secondi nelle fasi di sorpasso, per Vettel sarebbe stato molto più difficile riuscire a terminare positivamente la manovra di undercut pensata insieme alla squadra. Sarebbero serviti altri 5 super giri del pilota tedesco per aprire quel gap di due secondi, persi scioccamente dal pilota finlandese in pista per un timing di uscita dalla Pit non corretto (non quindi per colpa sua). 

Una volta che Vettel ha preso il comando, la gara è terminata, con Raikkonen che ha alzato addirittura i suoi tempi di oltre due secondi al giro, segno che il pilota finlandese non deve averlo preso molto bene quel sorpasso ai box da parte del proprio compagno di squadra. Ciò è stato ben evidente poi nel dopo gara con un Raikkonen molto cupo in volto durante i festeggiamenti del podio.

Ferrari poteva fermare Vettel il giro successivo al Pit di Raikkonen? Se avesse voluto equiparare le strategie si ma in quel momento c'era un problema analizzando il listato dei tempi: Daniel Ricciardo a 5 secondi. Avrebbe preso il comando potendo sfruttare magari una Virtual Safety Car (esempio) per guadagnare 6-7 secondi che lo avrebbero messo in lotta per la prima posizione con Raikkonen o Vettel.

Concludendo questa analisi del Gran Premio di Monaco, la Ferrari non ha fatto assolutamente nulla di male nel dar la miglior strategia al suo pilota di punta Sebastian Vettel; un qualcosa di assolutamente logico che ha favorito il pilota che sta lottando per il campionato piloti. Cosi come era logico che Mercedes desse un ordine di scuderia in Bahrain e usasse Bottas in Spagna per "rallentare" Sebastian Vettel. E qui arriva il punto: la coerenza dei tifosi ossia non "insultare pesantemente" Mercedes quando usa Bottas da secondo pilota mentre parlare di normalità se lo fa Ferrari. Perchè la Ferrari ha tolto a Raikkonen una possibile vittoria a Montecarlo mentre Mercedes ha tolto una possibile seconda posizione a Bottas in Bahrain. Volendo vedere più importante la decisione di Ferrari, ma come scritto poco sopra fa parte di uno Sport che è ben più complesso di come appare sportivamente.

Ora c'è solo da sperare per tutto il Team Ferrari che Raikkonen non accusi troppo il colpo perchè con questa SF70H entrambi i campionati potrebbero venir decisi anche dalle sue ottime prestazioni. E se mancheranno per quanto successo a Monaco (Kimi non è uno dei piloti più "forti" caratterialmente), quanto saranno importanti i sette punti in più dati a Vettel in un Gran Premio se poi Raikkonen permetterà ai Mercedes di guadagnarne in più appuntamenti?  

di @Smilextech e @Spontonc

GP MONACO: Il Pagellone semiserio del Froldi.

Dopo 16 anni la “rossa” sbanca sulla roulette di Montecarlo. Doppietta. Ora speriamo non passino altri 16 anni eh! Il dominio della Ferrari in questo gran premio non è mai stato messo in discussione. Fa una certa impressione vedere un podio senza neanche una Mercedes. In tre stagioni e un pezzo, è accaduto solo 4 volte. Speriamo ci prendano gusto (gufata cosmica).



Vettel. Voto: 9 1/2: Sabato, quando contava, non è stato perfetto. Uno dei segreti di Montecarlo è che non devi strafare, sennò cercando di andare più veloce vai più piano, oltre a rischiare di sbattere da qualche parte. Domenica ha stampato 3 giri da record e li si è costruito il tesoretto per arrivare davanti a Raikkonen con un perfetto overcut.


Raikkonen. Voto: 9. Sabato opposto rispetto a Vettel; ha fatto un giro eccezionale, da lustrarsi gli occhi. Domenica è partito bene ed ha fatto una prima parte di gara abbastanza veloce. Poi di botto ha rallentato il gruppo, e questo era evidente a tutti coloro che hanno guardato la gara con un minimo di oggettività. Il discorso è molto semplice. Kimi non ha, perlomeno ieri non aveva, il ritmo di Vettel in gara e la spuntava per un soffio su Bottas e Ricciardo. Aveva in mano lui le chiavi del gran premio e se la Ferrari avesse ritardato troppo il pit stop di Raikkonen (dopo quello di Verstappen che ha sparigliato le carte), il rischio che i due ferraristi si trovassero secondo e terzo era davvero concreto. Detto che, nel caso, non trovo nulla di disdicevole sugli ordini di scuderia, ieri proprio non mi pare ci siano stati.



Storia d’amore Vettel-Hamilton. Voto: titoli di coda? Hamilton comincia a sentire stretto questo legame. Il suo amato tedesco comincia ad avere una certa libertà e le copertine dei quotidiani lo vedono sempre di più in prima pagina. Ah..maledetta gelosia! Storia già al capolinea?

Premio faccia di sederino d’oro 2017. Voto: aggiudicato all’unanimità a Hamilton. Il tricampione del mondo dice la sua accusando la Ferrari di presunti favoritismi a Vettel, contro Raikkonen. Ti viene proprio da dire: “Da che pulpito” eh! Mentre pronunciava queste parole, San gregario gli stava preparando il tè.

Hamilton: voto: 6 1/2. Continua il momento altalenante del pilota anglocaraibico. Hamilton ha invocato non meglio precisati problemi alla monoposto, protetto (giustamente, perché questo deve fare un “team principal”) da Toto che ha battuto sullo stesso tasto. Villenueve molto più semplicemente ha spiegato l’arcano: Hamilton è abituato da 3 anni a guidare un’astronave. L’attuale monoposto è ancora terribilmente veloce ma anche molto più difficile da portare al limite. Tra l’altro Montecarlo (vedi alla voce monoposto più lunga di tutto il Circus) non è la pista più adatta a questa Mercedes. In sostanza, Hamilton ha preso sottogamba il fine settimana monegasco e trovandosi in difficoltà non è riuscito a tirar fuori il meglio possibile (o perlomeno non era abbastanza concentrato per farlo), dalla sua monoposto.

Bottas. Voto: 9. Discorso speculare rispetto a Hamilton. Bottas si trova a suo agio, o perlomeno meno a disagio, su questa Mercedes (d’altronde l’anno scorso guidava una Williams che non era propriamente una supercar). Anche lui ha avuto parecchie difficoltà giovedì e sabato. Dai e dai però ha capito come tirar fuori il massimo possibile dalla sua monoposto. Il quarto posto è più merito di Ricciardo che demerito suo.

Ricciardo. Voto: 9+. Il buon “riccio” ama particolarmente il circuito monegasco. E ieri gara bella e molto tirata (e anche fortunata). Prima o poi la fortuna gli darà almeno una vittoria nel toboga del principato.



Wehrlein. Voto: chiedere ad Ivan Capelli. Non ha colpe nell'incidente con Button, ma non pensavo che dopo Capelli e la sua sfortunata avventura in Ferrari (1992), avrei rivisto una monoposto in quella posizione e in quello stesso circuito. 

Button. Voto: 5. E’ tornato per grazia ricevuta (vedi Alonso impegnato a Indianapolis), ha fatto un fine settimana non male, ma in gara ha fatto un bel patatrac e ciao!

Perez. Voto: “malocchio” Va una meraviglia per non so quanti gran premi, parlano di Ferrari (possibile volante nel 2018), non capisce più niente. Un amuleto sarebbe d’uopo, un bel corno...rigorosamente rosso, dentro l’abitacolo.

Muretto Ferrari: Voto: 12. Non hanno sbagliato niente.



La goduria di Rosberg. Voto: 12. Indovinate chi era il più contento per la doppietta Ferrari? Avete presente quel giovane signore che ha fatto le interviste poco dopo il podio? Ecco, si, proprio lui. Era raggiante. Sarò perfido ma immagino quando abbia ballato di gioia, mentalmente, il campione del mondo in carica, per ora ex pilota, mentre vedeva arrancare Hamilton nelle retrovie del gran premio. Qualcuno dice che Rosberg più di una volta abbia tolto le castagne dal fuoco in casa Mercedes perché più bravo di Hamilton a fare il set up della monoposto. Comincio a pensare che sia così.



Amore di Gené per la Ferrari. Voto: immenso. Nel dopo gara, ai microfoni di Sky, aveva la faccia di uno che vorrebbe mettersi a urlare e ballare come un ossesso, per la gioia della doppietta Ferrari, tipo “fare il trenino” con tutti i meccanici rossi cantando “Brigitte Bardot, Bardot..”, ma che non può farlo per cercare di mostrarsi serio e distaccato. Uno spettacolo nello spettacolo!

Assioma di Alonso. Voto: i fatti. Se ti chiami Alonso e hai dietro di te un motore Honda, non conta dove corri. Il motore prima o poi si romperà.


P.S.: fra due settimane il Gp del Canada. Prevedo una Mercedes pimpante e pronta a ridare battaglia. Ma, magari, Gilles ci darà una mano da lassù.

GRAN PREMIO DI MONACO GARA

VETTEL E LA FERRARI TRIONFANO A MONACO  CON UNA STRATEGIA A UNA SOSTA ULTRASOFT-SUPERSOFT

UN PIT STOP PER QUASI TUTTI MA IN MOMENTI DIVERSI. VERSTAPPEN SI FERMA PER IL SECONDO PIT STOP SOTTO SAFETY CAR 

TEMPERATURE ASFALTO VICINE AI 50 GRADI  PER UNA DELLE GARE PIÙ VELOCI DI SEMPRE A MONACO


Monaco, 28 maggio 2017 – Sebastian Vettel su Ferrari ha vinto il Gran Premio di Monaco con un solo pit stop da ultrasoft a supersoft, dopo aver effettuato un primo stint più lungo e più veloce, nei suoi giri finali, rispetto al compagno di squadra Kimi Raikkonen, partito dalla pole e poi secondo al traguardo.
La stessa strategia è stata utilizzata da Daniel Ricciardo per fare l’overcut e guadagnare così due posizioni rispetto alla partenza, conquistando il podio. Jenson Button su McLaren e Pascal Wehrlein su Sauber hanno optato invece per una sosta anticipata nel tentativo di recuperare posizioni.

La maggior parte dei piloti si è fermata una sola volta, mentre altri hanno scelto strategie diverse. Durante il regime di safety car, a circa 15 giri dal termine, Max Verstappen ha effettuato un secondo pit-stop per montare la ultrasoft nel tentativo di superare Valtteri Bottas.

Lewis Hamilton è partito dalla 13esima posizione e ha completato un primo stint lungo con ultrasoft, prima di terminare la gara 7°. Nella seconda parte del Gran Premio si sono verificate un paio di forature, a causa di un problema sul tracciato all’uscita di Curva 1.

A parte il regime di safety car, quella di oggi è stata una delle gare più veloci di sempre a Monaco: il nuovo record in gara firmato da Sergio Perez è oltre tre secondi più veloce rispetto al miglior giro del 2016, oggi già battuto nel corso del secondo passaggio.

MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING 
“Anche se è sempre stato chiaro che la strategia a un solo pit stop fosse quella ottimale,  i piloti hanno potuto scegliere tra momenti diversi per effettuare la sosta, come abbiamo visto in gara. Come previsto, il degrado e l’usura dei pneumatici sono stati minimi: ciò ha permesso anche alla ultrasoft di compiere lunghi stint, nonostante le temperature dell’asfalto fossero piuttosto alte per Montecarlo. Congratulazioni alla Ferrari per aver conquistato una storica doppietta su questo circuito davvero speciale.” 

Gran Premio di Monaco Gara - Infografiche















GRAN PREMIO DI MONACO QUALIFICHE

KIMI RAIKKONEN CONQUISTA LA POLE A MONACO SU ULTRASOFT 
IN UNA GIORNATA CON IL RECORD DEL CIRCUITO BATTUTO PIÙ  VOLTE 

TEMPERATURE ASFALTO MOLTO ELEVATE: 46 GRADI!

IL DEGRADO MINIMO PORTA VERSO UNA STRATEGIA A UNA SOLA SOSTA



Monaco, 27 maggio 2017 – Kimi Raikkonen su Ferrari partirà dalla pole position nel Gran Premio di Monaco in programma domani. Tutti i piloti hanno utilizzato P Zero Purple ultrasoft dall'inizio alla fine delle qualifiche, che si sono svolte con temperature di 46 gradi sull'asfalto. Il tempo di 1m12.178s che vale la pole di Raikkonen ha abbassato il precedente record del circuito di Montecarlo, registrato durante le prove libere di giovedì e migliorato già oggi in mattinata. La strategia prevista per domani è a una sola sosta.
Dato il basso degrado dei pneumatici i team potranno fermarsi per il pit-stop in qualsiasi momento, con la possibilità di sfruttare quindi tutte le possibili variabili in gara.



MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING

“Questa sessione di qualifiche è stata davvero imprevedibile, e si è visto un nuovo giro record. Come previsto, la ultrasoft è stata utilizzata da inizio a fine sessione, anche grazie al fatto che i piloti possono fare più giri su questa mescola senza avvertire un vero calo di prestazione. La strategia ottimale di gara prevede chiaramente un’unica sosta: tuttavia almeno un pilota top non partirà dalle prime posizioni, e ciò potrà portare a valutare strategie diverse, usando la supersoft in partenza e sperando nell'ingresso della safety car”.

GP MONACO: l'analisi delle qualifiche con una prima fila tutta Ferrari

Per la seconda volta in questo mondiale 2017 è una prima fila meritatamente tutta Ferrari. Prevedibile dopo la giornata di giovedì e le terze prove libere di questa mattina anche se ciò che sorprende è l'autore della Pole Position: Kimi Raikkonen. Il pilota finlandese non partiva al palo in un GP da più di 180 Gran Premi (GP Francia) e nove anni (2008). A soli 45 millesimi un deludente Sebastian Vettel che dalla giornata di giovedì sta utilizzando il secondo motore endotermico, introdotto nello scorso appuntamento stagionale, ma tolto dalla sua SF70H dopo i problemi nelle FP3 del GP di Spagna.



Soli due millesimi dietro al tedesco della Ferrari un positivissimo Valtteri Bottas. Il pilota finlandese della Mercedes ha trovato il "giro perfetto" avvicinando più del previsto una W08 con importanti problemi di gestione gomme su due assali nella giornata odierna, soprattutto con Hamilton che partirà solamente in 13esima posizione per l'arretramento di Jenson Button.


GP MONACO: la Ferrari è la miglior vettura nelle stradine del Montecarlo
La Ferrari ha dimostrato tra la giornata di giovedì e la giornata odierna di essere la miglior vettura in pista. La più bilanciata e la migliore nella gestione dei tanto duri pneumatici UltraSoft. Con un Kimi Raikkonen che Ideal Lap alla mano poteva abbassare ancora il tempo della Pole Position di quasi un decimo e mezzo contro i soli 5 millesimi di Sebastian Vettel. Il pilota finlandese della Ferrari è riuscito a fare la differenza rispetto a tutti gli altri piloti nel secondo settore facendo segnare un settore quasi due decimi più veloce di quelli fatti segnare da Sebastian Vettel e Valtteri Bottas.

Ideal Lap:
  • Kimi Raikkonen: 1.12.053 (-0.125)
  • Sebastian Vettel: 1.12.216 (-0.005)
  • Valtteri Bottas: 1.12.223 
  • Max Verstappen: 1.12.496
  • Daniel Ricciardo: 1.12.927 (-0.071)

La difficoltà di questo sesto appuntamento della stagione era riuscire a portare nel giusto range di temperatura i due assali (anteriore e posteriore) con la pericolosa difficoltà di avere un anteriore piuttosto "freddo" e un posteriore piuttosto "caldo", vero problema di Mercedes qui a Montecarlo e presente in parte anche a Sochi (Russia), altra pista poco aggressiva sugli pneumatici.


Una Mercedes "salvata" da un Valtteri Bottas oggi in versione "Lewis Hamilton" che è riuscito a tirar fuori un ultimo tentativo pazzesco, facendo segnare anche un T3 fucsia come si può vedere dalla lista dei Best Sectors sopra riportata. I problemi di Mercedes non derivano tanto dai 16 cm in più rispetto a Ferrari ma da una distribuzione dei pesi, fondamentale in quel di Monaco, non granché modificabile per via del peso della W08 ancora non inferiore al peso minimo (e quindi niente zavorra).


Una Ferrari con tanto grip meccanico e ottimo riscaldamento di entrambi gli assali dimostrata anche dalle velocità fatte registrare al primo e secondo intermedio nonché sulla linea dell'arrivo. Raikkonen e Vettel, come potete notare dall'immagine poco sopra, si sono presi le due posizioni di vertice in tutti e tre i rilevamenti e ciò è piuttosto insolito.

GP MONACO: RedBull in rimonta su Ferrari e Mercedes poi Toro Rosso e una bella Mclaren
Dietro a Ferrari e Mercedes si è rivista una RedBull piuttosto pimpante, grazie agli aggiornamenti portati in pista nel Gran Premio di Spagna, che però paga ancora qualche decimo di troppo quando Ferrari e Mercedes salgono di potenza tra Q2/Q3. Grande prestazione di Max Verstappen che ha rifilato ben 5 decimi al forte compagno di squadra Daniel Ricciardo e sette ad un ottimo Carlos Sainz. A chiudere i primi dieci Perez con Force India, Grosjean su Haas, autore di una grande prestazione, e le due Mclaren a dimostrazione che la MCL32 è veramente una ottima vettura, al contrario della MP4-31 2016. C'è da ricordare che Stoffel Vandoorne, molto positivo in tutto il weekend monegasco, verrà arretrato di tre posizioni in griglia per la penalità presa in Spagna mentre Jenson Button sarà arretrato di ben 15 posizioni per la sostituzione di turbocompressore e MGU-H. 

GP MONACO: Analisi delle FP3 - Ferrari conferma il doppio monkey seat evoluto

La Ferrari si è dimostrata la vettura più veloce anche durante le FP3 che si sono concluse da pochi minuti. Una SF70H che, rispetto a venerdì, sembra essere migliorata ulteriormente grazie al lavoro di messa a punto fatto dagli ingegneri e meccanici della scuderia italiana. 

Durante la nottata in Ferrari hanno effettuato dei piccolissimi interventi al setup meccanico ed aerodinamico per cercare di scaldare in modo più rapido le gomme anteriori visto che, durante le libere di giovedì, i piloti hanno sofferto di chattering all'anteriore. Su questo tracciato gli pneumatici anteriori faticano a portarsi alla gusta finestra di funzionamento in quanto, i carichi laterali a cui sono sottoposti, sono molto bassi visto che mancano curve veloci. Le posteriori, invece, raggiungono molto prima la finestra ideale e questo provoca, soprattutto nei primi giri, dei problemi di bilanciamento. Ferrari che sembra essere l'unica vettura a sfruttare al massimo questi nuovi pneumatici Pirelli che stanno creando grossi problemi a Mercedes che necessità di diversi giri per riuscire a "scaldarli". 

A livello aerodinamico sono stati confermati i piccoli sviluppi al monkey seat che è stato rivisto per questa gara per incrementare il carico al retrotreno. Confermato, inoltre, il cofano extra large per cercare di raffreddare al meglio la Power Unit ed i suoi componenti. 


Rispetto a quanto visto giovedì durante le FP2, Vettel è riuscito ad abbassare il proprio limite cronometrico di 3 decimi e Raikkonen di ben mezzo secondo. Ferrari che, come abbiamo visto durante le libere, riesce a fare la differenza, specialmente con il pilota tedesco, nel settore centrale. 

Mercedes, rispetto alle FP2, è sembrata essere migliorata ma, da quello che si è visto stamattina, sembra essere ben distante dalla SF70H. L'innalzamento della temperatura previsto per le qualifiche potrebbe giovare al team anglo-tedesco, anche se, la Rossa, sembra essere davanti. 

Piccoli passi indietro per la Red Bull anche se, entrambi i piloti, non sono riusciti a sfruttare l'ultimo treno di gomme ultra soft per sparare il tempo.