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GP STATI UNITI: Il peso della croce...Rossa

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Eravamo al''indomani del GP d'Austria (giugno quindi), quando scrivevo "basta errori".

Nel GP americano purtroppo si è consumato l'ennesimo duplice errore del tedesco della Ferrari. Ammettiamolo...errori banali, ma ormai sintomatici di uno stato d'animo di sicuro non più sereno. Non parlo di errori che si commettono in piena curva a oltre 200 orari mentre cerchi di tenere dietro gente come Lewis o Alonso (per citare dei nomi), ma di errori che un quattro volte campione del mondo in piena lotta per il mondiale non dovrebbe proprio commettere!!

Vedete, i miei (tanti) detrattori mi accusano di odiare Vettel; che faccio il tifo per Lewis!!
Premesso che non ci vedo nulla di male se un italiano, tiene ad un pilota che non necessariamente guida per la rossa (e già solo questo dovrebbe far capire il livello a cui siamo arrivati nel motor sport), è anche vero che il mio accanimento nei riguardi di Seb è più rivolto verso la frangia oltranzista della sua tifoseria che non verso il pilota stesso.
Sono inutili gli elogi, sono inutili le difese, sono inutili gli atteggiamenti ipocriti e bigotti in quanto il tedesco è assolutamente indifendibile!!!



In queste righe si sta affermando che il tedesco sia un brocco? Sia immeritevole di occupare quel sedile o addirittura di stare in F1? Assolutamente no!!!!
Non si diventa campione del mondo per quattro volte di fila (lottando contro Fernando Alonso per altro!!) solo perchè hai la macchina migliore. E non mi interessano in questo momento parlare dei tanti trucchetti usati da RedBull e le beghe che Fernando ha dovuto subire in seno alla squadra durante il suo periodo ferrarista. Se Vettel non avesse avuto il carattere necessario, campione non ci sarebbe mai diventato!

Purtroppo per lui la realtà è drasticamente cambiata. Purtroppo per lui gli è toccato abbracciarsi la croce rossa e tutto il peso che da essa ne deriva...e contrariamente a ciò che dice la curva da stadio del tedesco, la pressione l'ha accusata tutta!!! 

E ora? E ora è arrivato il momento di risollevarsi, perchè se è vero che al peggio non c'è mai fine, è anche vero che tutto quello che doveva succedere quest'anno è successo!!! E' arrivato il momento di reagire. Questo solo Seb può sapere come farlo, ma è imperativo che si liberi di tutti quei fantasmi che ha dentro...altrimenti il nome Ferrari lo schiaccerà definitivamente! La serenità d'animo per un essere umano in generale, e per uno sportivo in particolare nella ricerca della massima prestazione è FONDAMENTALE (questo non lo dico io...ma la neuro scienza!).

Dubito che la monoposto dell'anno prossimo sarà inferiore a questa...dubito che i valori si ribalteranno. Il destino è nelle sue mani. Come lo è stato nelle mani di Kimi, il quale (finalmente!) si è fatto trovare pronto quando si è presentata l'occasione.

Una vittoria meritata, una vittoria importante...una vittoria obbligata per come si era messo il GP!!! Grazie Kimi...grazie di tutto!!



P.S a titolo conquistato dedicherò il mio personale pensiero al Re nero

di Vito Quaranta @quaranta_vito 

GP STATI UNITI: il pagellone semiserio del Froldi

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Il pagellone semiserio del Froldi

GP USA - Austin - 2018

La vittoria di Kimi è un curioso e formidabile incrocio di sentimenti contrastanti. Il passato che non può tornare. Un pilota da ritrovare che, per la terza volta di fila, si gira manco fosse un debuttante. Un malcelato senso di malinconia per le tante occasioni sprecate in questo 2018 si confonde e mescola intimamente con la festa per la sesta bandiera che sventola a Maranello. Meglio vincere che perdere. Lapalissiano. Eppure; eppure certe vittorie pesano più di tante sconfitte. Per il retrogusto amaro che lasciano nel nostro intimo quando, da tifosi Ferrari si va a letto e si spegne la luce, nella tarda domenica, pensando a ciò che poteva essere e non è stato. Al secondo anno di fila non dico buttato ma che avrebbe potuto descrivere scenari ben diversi e non immeritati. Vince meritatamente il Mondiale Lewis Hamilton e vince meritatamente la Mercedes. Un Team a cui la Ferrari dovrebbe guardare con umiltà: vivisezionarla, studiarne tutte le mosse (dall'organizzazione interna, alla catena di comando, alla forza politica). Lo ripeto: con umiltà. Lottando con forza per le cose che contano e lasciando perdere velleitari cinguettii su twitter che ti fanno pensare a troppa arroganza e, ancora una volta, ad una mancata e seria disamina delle proprie mancanze. E’ sempre così in Ferrari. Sempre colpa degli altri. Nel frattempo il Team cerchi almeno di recuperare Sebastian Vettel. Lui “serve” al meglio. Per se stesso, per la Ferrari, per la Formula Uno.


Raikkonen. Voto: 10 e lode.  Vedere Kimi rivincere in Ferrari è stato romantico, a dir poco. Penso che nel passato “recente” ci sia riuscito solo Berger. Kimi è tutto fuorché Ice-Man. Parla poco perché è semplicemente un carattere introverso. Ma si capiva quanto fosse contento per questa vittoria tanto attesa e, alla fine, arrivata. 



SF71H. Voto: Che disdetta. Resterà una delle monoposto di Formula Uno più veloci e consistenti degli ultimi anni. Le è mancato l’alloro. 


Vettel. Voto. crisi nera. Anche qui. Sentimenti contrastanti. Mi convinco sempre di più che sia simile a Mansell, e io adoravo Mansell. Ma mi ha fatto, anche domenica, andare fuori di testa. Tra l’altro già s’era messa male per un suo errore sabato. Penalità stupida ovviamente, ma se il regolamento è così, te la devi beccare. Gli errori di quest’anno e la sua fragilità forse potrebbero trovare spiegazione in problemi di cui si è accennato timidamente (se la sua intervista con Mara Sangiorgio è stata tradotta correttamente) anche fra i commentatori di Sky. Sinceramente non so cosa dire, non riesco a trovare una posizione fra coloro che dicono che un pilota di Formula Uno deve pensare alla gara quando chiude la visiera o fra coloro che pensano che anche questi cavalieri del rischio siano esseri umani; e anche loro possano essere influenzati nelle loro prestazioni da sentimenti ed emozioni. E’ successo qualche anno fa a Lewis con l’ex fidanzata. Non tutti fanno come Niki Lauda. Che comunque non fu solo quello che si mise il casco con le carni sanguinanti, ma anche colui che fece il “gran rifiuto”. Per sdrammatizzare…ma le gomme di Vettel hanno il sapone sopra?

Maurizio Arrivabene. Voto: 3. Probabilmente, anzi quasi certamente, resterà un altro anno. A mio parere, ma io non sono nessuno anche se Mark Webber la pensa come me, non è il Team Principal di cui ha bisogno la Ferrari. Mattia Binotto a questo punto è il grande sconfitto. La mia speranza è che non ci sia un’ennesima “notte dei lunghi coltelli” in salsa modenese e che tutti lavorino ancora di più per portare l’iride a casa nel 2019.


Maurizio Arrivabene e la dedica a Daniele Casanova (ingegnere GeS scomparso prematuramente). Voto: bellissime parole. E commozione vera.



La Scuderia Ferrari e la comunicazione sui social. Voto: non trovo le parole. Appena finita la gara è uscito questo Tweet che riportiamo con il sacrosanto commento di Formula Humor. Che dire? Quanta arroganza! 


Hamilton. Voto.: 8. Se la monoposto non è al top, non rischia oltre modo. Anche per questo eguaglierà il record di Fangio.

La Fia e il suo regolamento tecnico. Voto: Mah! Può un componente essere un pò illegale ma non troppo? E’ un mistero buffo quello relativo ai cerchioni posteriori microforati della freccia d’argento utili, pare, per risolvere i noti problemi di surriscaldamento delle gomme posteriori. Se una cosa è legale dici che è legale, se è illegale dici che è illegale e la bandisci. Tertium non datur. Su alcuni siti motoristici, si legge che la Federazione avrebbe chiesto alla Mercedes di tappare questi microfori, cosa che avrebbe fatto prima della gara. E all’improvviso ecco il blistering sulle monoposto anglo-tedesche. Non sono Sherlock Holmes, sono moderatamente in malafede verso i grigi, ma non ho le competenze necessarie e lascio la parola per questa querelle a Cristiano e PG, che ne sanno più di me. Ma il punto è che una Federazione che agisce in questo modo (vedi anche sensori batterie Ferrari). non fa il bene di questo bellissimo sport..

Verstappen. Voto: un bullo (questa volta) da applausi. Nulla da dire. Gara splendida, duelli mai fuori dal limite, e una volta tanto che fa il gioco della Ferrari (anche se in realtà sta prolungando l’agonia per noi Ferraristi…)

Ricciardo. Voto: Mobbing che ti toglie le ali. Che in Rb gli diano gli scarti (da quando ha annunciato il passaggio in Renault) mi pare evidente. Nulla di nuovo sotto il sole. 



Tute Red Bull. Voto: sublime obbrobrio. Gli austriaci non sono il top in quanto a stile ed eleganza. Però…una tuta brutta come quelle che i poveri Max e Daniel hanno dovuto indossare nel fine settimana a Dallas…non l’avevo mai vista.  


Pirelli. Voto: ogni tanto ci ricascano. Copio e incollo da PG: «Credo sia vergognoso che Pirelli poche ore prima della gara vada a modificare le pressioni degli pneumatici (+1.5 psi). E gli assetti? Siamo a fine stagione e ancora si parla di "valori diversi di carico e velocità" rispetto a quelli uscenti dalle simulazioni». Aggiungo: e la sicurezza?


di Mariano Froldi
foto @FormulaHumor




GP MESSICO - PIRELLI: i PZero Pink HyperSoft pronti a nuovi record

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I P ZERO PINK HYPERSOFT PRONTI A NUOVI RECORD

Milano, 22 ottobre 2018 – Pink hypersoft, Purple ultrasoft e Red supersoft sono le tre mescole nominate per il Gran Premio del Messico. I Pink hypersoft saranno usati per la quinta volta in questa stagione: una novità sul popolare tracciato messicano. L’Autodromo Hermanos Rodriguez è uno dei circuiti più veloci dell’anno sul quale i piloti potranno sfruttare fino in fondo proprio il potenziale da record della mescola hypersoft. La configurazione attuale del tracciato si basa su quella originaria risalente al 1962 e ne conserva alcuni tratti ‘old school’. 



IL CIRCUITO DAL PUNTO DI VISTA DEI PNEUMATICI 


  • Con l’introduzione del Pink hypersoft, le mescole nominate per questa gara sono effettivamente due step più morbide rispetto al 2017, quando furono nominate Yellow soft, Red supersoft e Purple ultrasoft. Tutte le mescole 2018 sono più morbide di uno step rispetto alle equivalenti del 2017. 
  • L’asfalto è abbastanza liscio e scivoloso: ciò riduce i livelli di usura e degrado dei pneumatici. 
  • La pit lane è una delle più lunghe di tutta la stagione. Tale fattore aumenta il tempo necessario per la sosta e probabilmente spingerà i Team a scegliere strategie su un solo pit stop. 
  • Nel 2017, Max Verstappen (Red Bull) ha vinto con un solo pit stop. Alcuni piloti hanno scelto due soste, grazie anche al periodo di virtual safety car. 
  • Questo tracciato è piuttosto vario: presenta due rettilinei molto veloci (lo scorso anno Sebastian Vettel ha raggiunto i 362,4 km/h) e un settore particolarmente lento e tortuoso, dove sorgeva la famosa Peraltada. 
  • La gara in Messico presenta un’altitudine maggiore rispetto agli altri gran premi: le monoposto generano meno deportanza con l’aria più rarefatta, e devono riuscire a sfruttare al meglio il grip meccanico offerto dai pneumatici. 

MARIO ISOLA – RESPONSABILE CAR RACING 
“La nomination per la gara in Messico è effettivamente la stessa che porteremmo su un circuito cittadino. Ci aspettiamo che su questa pista i Team gestiscano i livelli di usura e degrado dei pneumatici al fine di impostare una strategia su una sosta, considerato anche il tempo per percorrere la pit lane. Un altro fattore importante è quello del meteo: in passato si sono viste condizioni molto varie in questo periodo dell’anno. Su questo tracciato negli ultimi anni ci sono stati alcuni incidenti, e le probabilità che entri la safety car superano il 60%. Di conseguenza, è fondamentale per i Team mantenere una certa flessibilità nella strategia di gara”. 

QUALI NOVITÀ?
  • L’ultimo test di sviluppo slick in ottica 2019 si terrà martedì dopo la gara, con Sauber in pista a Città del Messico. 
  • Pirelli raggiungerà la 200esima vittoria in F1 dopo questo gran premio: la maggior parte dei successi sono arrivati in regime di monofornitura, dal 2011 a oggi

GP STATI UNITI - LE PAGELLE: i voti della diciottesima gara

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Nella settimana dei 39 anni, 113 gare e 5 anni dopo l'ultima, nel giorno dell'anniversario del suo titolo mondiale con la Ferrari, Kimi Raikkonen vince il gran premio degli Stati Uniti! 
Con lui sul podio Verstappen e Hamilton, quindi Vettel e Bottas. Ritirato Ricciardo



Ma vediamo insieme i voti per questa gara:



Ferrari: 8 al team; 10 a Raikkonen; 5 a Vettel

Dopo le ultime gare in ombra, la Ferrari sembra tornata quella di Monza, in grado di lottare con Mercedes. 
Straordinario Raikkonen, dalle qualifiche del sabato alla gestione delle gomme sia nella prima parte con ultrasoft contro la supersoft degli altri, sia nella seconda a preservare la gomma soft per la difesa finale. Sta per lasciare, ma si dimostra ancora uomo squadra, quando al rientro dal pit stop, si ritrova alle spalle di Vettel e nonostante sia su strategia diversa, chiede se può passarlo...
Non altrettanto possiamo dire per Vettel: ottimo in qualifica a mettersi secondo a pochi millesimi da Hamilton, ma pesa la penalità sul groppone rimediata per l'ingenuità di non rallentare a sufficienza con bandiera rossa. Parte 5° e nel tentativo di sorpasso a Ricciardo si gira nuovamente. Se vuoi vincere il titolo contro questi avversari, puoi fare un errore così' in tutta la stagione... 



Red Bull: 8 al team; 10+ a Verstappen; 7 a Ricciardo

Che gara di Verstappen! Non riesce a fare tutta la qualifica per un suo errore che danneggia la sospensione posteriore e il suo team decide di sostituirgli anche il cambio. Parte 18°, ma la rimonta con gomma soft nella prima parte di gara è da spettacolo. Poi mette gomma rossa, e la sfrutta al meglio per oltre 30 giri. Fantastica la difesa negli ultimi giri su un arrembante Hamilton.
Lato Ricciardo c'è poco da dire: la qualifica è buona, alle spalle delle coppie Ferrari-Mercedes; la partenza anche a difendersi in modo pulito sull'attacco di Vettel. Poi l'ennesimo problema tecnico lo lascia a piedi.



Mercedes: 7 al team; 9 a Hamilton; 6 a Bottas

Un altro ottimo weekend per Hamilton: super giro in qualifica a prendersi la pole position, poi quando al via viene superato da Raikkonen prova una strategia diversa a due soste per riprendersi la vittoria, ma la difesa degli avversari lo costringono al terzo posto. Non corre rischi, da buon "professore" quale si è dimostrato quest'anno.
Bottas abbastanza anonimo: in qualifica è quarto dei top 4; in gara subisce l'undercut di Verstappen prima e il sorpasso di Vettel poi nel finale. Ha avuto gare migliori...



Renault: 7 al team; 8 a Hulkenberg; 8 a Sainz

Un buon weekend in cui riescono ad essere la quarta forza con margine rispetto agli avversari.
Hulkenberg meglio di Sainz al sabato a portare la macchina in Q3; all'opposto, Sainz possiamo dire meglio alla domenica anche se è alle spalle del compagno: chiude a soli 7 secondi partendo 11° e scontando 5 secondi di penalità.



Force India: 6 al team; 7 a Ocon; 6 a Perez

Una gara abbastanza anonima per il team: la lotta è limitata all'interno o al massimo con Magnussen.  
Ocon  meglio di Perez soprattutto al sabato, quando riesce a qualificarsi in 6^ posizione contro la 10^ del compagno. Peccato per la squalifica per il consumo eccessivo...



Haas: 5 al team; 5 a Magnussen; 4 a Grosjean

Grande delusione per il team nello weekend di casa. Non c'è nemmeno la consolazione dei punti che Magnussen avrebbe portato a casa infilandosi tra la Force India, pur partendo dalla 12^ posizione, in quanto anche lui viene squalificato per aver consumato più dei 105 kg. di carburante previsti. Sintomo che qualcosa non ha funzionato: non è la prima gara che c'è il limite... 
Male Grosjean che vanifica la bella qualifica in Q3 andando a causare un indicente con Leclerc, mettendo fuori gioco entrambi e rimediando anche una penalità in griglia in Messico.



Toro Rosso: 6 al team; 6,5 a Hartley; 6 a Gasly

Un 6 di incoraggiamento per tutti per quanto lavoro stanno facendo vedere: sostituiscono nuovamente la power unit e devono partire dal fondo; la gara non è male lato Hartley, che riesce ad entrare a punti sfruttando le squalifiche altrui.
Lato Gasly, bene in qualifica: finché ha girato, ha mostrato tempi discreti. In gara si perde nelle retrovie, ma è anche dovuto ai contatti avuti nel primo giro...



Alfa Romeo Sauber: 6 al team; 7 a Leclerc; 5 a Ericsson

Anche su questa pista la differenza tra i due compagni di squadra è stata ben visibile
In qualifica Leclerc entra nuovamente in Q3 e al via la sua partenza è buona. Peccato che Grosjean lo butti fuori e successivamente si deve ritirare. 
Ericsson non pervenuto: escluso in Q1, risale qualche posizione e va a punti per lo stesso motivo di Hartley, altrimenti sarebbe rimasti un miraggio lontano...



McLaren: 4 al team; 6 a Vandoorne; SV Alonso

In qualifica restano entrambi esclusi in Q1; in gara Vandoorne fa quello che può, ma la macchina non gli consente granché.
Alonso subito fuori al via per un attacco decisamente ottimista di Stroll. La sofferenza per lui sta per finire...



Williams: 4 al team; 6 a Sirotkin; 2 a Stroll

C'è poco da dire, la situazione è fin troppo nota. 
Sirotkin porta la macchina al traguardo, ma non ha alcuna chance di fare di più.
Pessimo Stroll al via: va all'attacco in punti impossibili e il risultato è quello di mettere fuori gioco gli avversari. Drive through più che meritato.



di Alessandro Rana (@AleRana95)












STAGIONE 2019 - PIRELLI: HARD, MEDIUM E SOFT: ECCO LA GAMMA SLICK PIRELLI 2019 TRE COLORI MA PIÙ MESCOLE PER I NUOVI P ZERO

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HARD, MEDIUM E SOFT: ECCO LA GAMMA SLICK PIRELLI 2019 
TRE COLORI MA PIÙ MESCOLE PER I NUOVI P ZERO


Milano, 20 ottobre 2018 - La gamma P Zero 2019 sarà formata da tre soli colori, gli stessi per tutti i gran premi. Bianco, giallo e rosso sono le tre colorazioni che corrisponderanno rispettivamente ai pneumatici hard, medium e soft. Le mescole, però, saranno più di tre

White Hard, Yellow medium e Red soft, infatti, saranno le colorazioni costanti a tutti i Gran Premi, ma con mescole diversificate a seconda delle caratteristiche di ciascun circuito. La soft di Montecarlo, ad esempio, sarà necessariamente più tenera della soft per Silverstone o per Suzuka.

Ulteriori dettagli sulle mescole disponibili, da soft a hard, saranno resi noti dopo l’omologazione FIA prevista per dicembre. Nel 2019, Pirelli comunicherà prima di ciascun gran premio le mescole corrispondenti a hard, medium e soft nominate per quella specifica gara. Il nuovo sistema permetterà ai tifosi di individuare con maggiore facilità la tipologia di mescola utilizzata, consentendo di avere subito più informazioni sulla gamma. 
I Cinturato intermedi (verdi) e da bagnato estremo (blu) avranno gli stessi colori del 2018

Mario Isola, responsabile Car Racing 
“Abbiamo parlato a lungo di questo argomento con i Team, FIA e Formula 1. L’idea alla base di questo cambiamento è quella di rendere più facilmente riconoscibili le gomme, anche a livello televisivo, pur indicando chiaramente quali specifiche mescole saranno utilizzate a ogni gara”.

GP STATI UNITI - FERRARI: “Cerchiamo di fare il meglio”

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Condizioni difficili durante le prove, penalità per Sebastian Vettel


SEBASTIAN VETTEL (FP1 – 5°, 1:49.489 su Intermedie; FP2 – 10°, 1:53.912 su Intermedie): 
“Non c’è molto da imparare da una sessione come quella di oggi ed è stato così per tutti. Non abbiamo fatto molti giri buoni ed è evidente che sul bagnato non eravamo abbastanza veloci. Per quanto riguarda la penalità di tre posizioni sulla griglia di partenza, credo che i commissari abbiano applicato la regola molto alla lettera, sostenendo che il tempo che ho impiegato per rallentare sia stato di 27.7 secondi; io ho visto la bandiera rossa, mi sono guardato attorno per accertarmi che non ci fosse una macchina nelle barriere fra le curve 9 e 10, e subito ho rallentato per rispettare la regola. Hanno ritenuto che sia stato impiegato troppo tempo, ma non ci posso fare molto . Le regole sono chiare e noi le conosciamo, ma penso che una cosa del genere sia la prima volta che capita, in condizioni meteo del genere, e sul bagnato in ogni caso si va più lenti”.
KIMI RAIKKONEN (FP1 – 6°, 1:49.928 su Intermedie; FP2 – 9°, 1:53.443 su Wet):
“Oggi non è successo molto; le condizioni erano difficili, ma abbiamo cercato di girare il più possibile. Avevamo un solo set di gomme da utilizzare senza risentirne, perché è quello supplementare che dobbiamo restituire. Quelli che ci rimangono potrebbero servire per le qualifiche e la gara, per cui eravamo limitati nella disponibilità. Non ho fatto molta attenzione ai tempi perché verso la fine della sessione pomeridiana, dopo aver segnato il tempo con le coperture da bagnato, le Intermedie che avevamo erano molto consumate. Nel corso della sessione abbiamo fatto dei progressi e nel complesso è stato OK, ma non è facile avere un’idea chiara della situazione. Avevamo nuove soluzioni da provare ma date le condizioni non è stato possibile capire molto. Ora cercheremo di fare il meglio nelle prossime sessioni”.

GP STATI UNITI - PROVE LIBERE: Hamilton imbattibile sul bagnato e Vettel penalizzato di 3 posizioni in griglia

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Libere poco significative quelle che si sono disputate quest'oggi sul tracciato di Austin in quanto si sono disputate su pista bagnata. Se nella prima sessione c'è stata un po' di attività in pista la stessa cosa non si può dire delle FP2 visto che, i piloti, hanno pensato soprattutto a risparmiare gli pneumatici Full Wet e intermedi che potrebbero diventare molto utili in caso di qualifiche bagnate. 

Da segnalare, nonostante tutto, un Hamilton e una Mercedes che hanno confermato di essere imbattibili in queste condizioni di pista. Ferrari, invece, è sembrata essere in difficoltà anche se, il distacco delle FP2, non è sicuramente veritiero ed è dato soprattutto dal diverso programma di lavoro svolto dai due team. 

Risultati FP1



Risultati FP2



GP STATI UNITI - FERRARI SF71H: in FP2 con il vecchio pacchetto
Ferrari per questa trasferta in terra americana si era presentata in pista con degli importanti sviluppi nella zona del fondo e dei bargebords. Aggiornamenti che nelle FP1 sono stati montati esclusivamente sulla vettura di Raikkonen mentre, in FP2, entrambe le SF71H sono scese in pista con il vecchio pacchetto aerodinamico. 


E' un po' prematuro parlare di pacchetto aerodinamico bocciato perchè, viste le condizioni della pista, gli ingegneri non sono riusciti ad effettuare le prove comparative che si erano prefissati. Vediamo se domani, in caso di pista asciutta, verranno provati su almeno una delle due vetture per poi decidere con quali componenti disputare le qualifiche e la gara. 

Foto @AlbertFabrega
GP STATI UNITI - SEBASTIAN VETTEL: penalizzato di 3 posizioni in griglia per violazione dell'articolo 31.6 del Regolamento Sportivo.
Vettel è stato penalizzato di 3 posizioni in griglia per non aver rispettato l'articolo 3.6 del regolamento sportivo. Durante le prove libere 1, dopo un testacoda di Leclerc, il direttore di gara aveva esposto la bandiera Rossa e il pilota tedesco non ha rallentato a sufficienza. 

Dopo aver ascoltato Vettel insieme ad un responsabile della scuderia di Maranello i commissari hanno deciso di applicare la penalità che il pilota della Ferarri dovrà scontare nella griglia di domenica. 

Per chi non lo conoscesse ecco l'estratto del regolamento 31.6 che il nostro Alessandro Rana ha tradotto per FUNOAT ad inizio stagione. L'intero regolamento lo potete trovare e scaricare a questo link: https://www.f1analisitecnica.com/2018/02/stagione-f1-2018-ecco-il-regolamento.html

GP STATI UNITI - FERRARI SF71H: ecco le novità nella zona dei bargeboards

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Oltre al fondo che abbiamo precedentemente analizzato (clicca qui per leggere), la Ferrari ha introdotto nuovamente novità nella fondamentale zona dei bargeboards che è normalmente composta da generatori di vortice per garantire il miglioramento del flusso diretto verso il fondo vettura. Rispetto alla soluzione utilizzata fino al Gp di Suzuka sono state create ulteriori soffiature proprio per cercare di energizzare ulteriormente il flusso d'aria diretto al di sotto del fondo della monoposto. 


Nella zona anteriore della vettura è stato confermato il deviatore di flusso posizionato nella parte bassa delle prese di raffreddamento dei freni introdotto nel weekend di Suzuka e confermato anche il sabato e in gara. Ricordiamo che questi particolari aerodinamici saranno vietati a partire dal 2019 in quanto il nuovo regolamento tecnico semplificherà molto questa zona e non sarà possibile applicare profili aerodinamici. 



GP STATI UNITI - FERRARI SF71H: la Ferrari alza la "cresta", sul fondo

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Come anticipato nell’analisi successiva al Gran Premio del Giappone, la Ferrari arriva ad Austin con un’importante pacchetto di update aerodinamici (3 decimi al giro). La prima novità mostrata nei box del circuito americano riguarda nuovamente il fondo che, a quanto capito da FUnoAnalisiTecnica non è una correzione del poco funzionante fondo introdotto a Singapore ma una novità già pianificata in precedenza. Molto interessante vedere come gli ingegneri del Team di Maranello in questa stagione 2018 abbiano lavorato moltissimo sul fondo della SF71H portandone in pista moltissime versioni. L’ultimo in ordine cronologico quello testato a Suzuka che era una versione intermedia tra le novità portate a Singapore e qui ad Austin, scartata dopo le canoniche prove comparative effettuate nella prima ora e mezza di prove libere.  

Foto @AlbertFabrega

Ritornando al fondo introdotto in questo weekend di Austin, possiamo notare come siamo stati aggiunti tantissimi generatori di vortice/deviatori di flusso  che hanno la funzione di energizzare ulteriormente il flusso in una zona nevralgica della monoposto. Con questa soluzione, che risulta a tutti gli effetti inedita, gli aerodinamici di Maranello si attendono un sostanziale incremento di carico aerodinamico generato al retrotreno, bilanciato all'avantreno grazie all'utilizzo dell'ultima versione di ala anteriore, da maggior carico rispetto a quella utilizzata in precedenza, portata in pista a Sochi e che si è rivista sia in Giappone che nei box di Austin.

GP STATI UNITI - MERCEDES: ritornano i profili su Halo già visti a Singapore

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Foto @AlbertFabrega
In casa Mercedes, rispetto al Gp di Russia, modifica nuovamente il sistema Halo ritornando ad utilizzare una soluzione che era stata brevemente provata da Bottas durante le prove libere del Gp di Singapore. A differenza della trasferta asiatica, nella giornata odierna, questi profili sono stati montati su entrambe le W09 e questo lascia presagire che debutteranno anche in qualifica e gara. 

Fin dai primissimi test invernali di questa interessante stagione 2018 di F1, Mercedes aveva sempre "boicottato" le regolamentari appendici aerodinamiche sul sistema di protezione Halo, utilizzandone una versione molto semplice e senza alcun "lavoro" aerodinamico per cercare di aumentare l'efficienza e contenere di conseguenza il più possibile i disturbi aerodinamici che questo sistema di sicurezza va a creare nella zona centrale e soprattutto posteriore della vettura. 

Gli ingegneri Mercedes hanno iniziato a "sperimentare" apposite appendici in questa zona a partire da Singapore ma vedendo i tanti cambi che stanno facendo in queste ultime gare significa che non sono ancora riusciti a trovare la soluzione più efficace ed efficiente.
La soluzione portata in pista a Singapore e qui ad Austin  similare a quella utilizzata da altri team mentre, come potete osservare dall'immagine in basso, quella utilizzata in Russia prevedeva due profili longitudinali utili a "contenere" il flusso nella parte centrale della monoposto per migliorare il flusso diretto verso la parte posteriore della W09. 








GP AUSTIN - METEO: ecco le previsioni meteo per il weekend di Austin

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Prove libere 1° sessione, venerdì ore 17:00/18:30 (ora italiana): venerdì giornata nel complesso nuvolosa, con probabilità nella prima sessione media di pioggia. Venti deboli settentrionali e temperature sui 15°C. 

Prove libere 2° sessione, venerdì ore 21:00/22:30 (ora italiana): seconda sessione con cieli sempre nuvolosi e un aumento di probabilità di precipitazioni. Temperature sui 19°C e venti sempre deboli settentrionali. 

Prove libere 3° sessione, sabato ore 20:00/21:00 (ora italiana): sabato nella terza sessione di prove libere avremo cieli nuvolosi con probabilità media di precipitazioni. Venti che aumenteranno di intensità, fino a divenire moderati settentrionali. Temperature sui 16/17°C. 


Qualifiche, sabato ore 23:00 (ora italiana): qualifiche con cieli parzialmente nuvolosi, con basse probabilità di precipitazioni. Temperature sui 20°C e venti sempre moderati settentrionali. 

Gara, domenica ore 21:00 (ora italiana): gara che al momento dovrebbe essere caratterizzata da cieli parzialmente nuvolosi. Temperature sui 20°C e venti moderati nord-orientali. Temperature sui 20°C. 

GP STATI UNITI - ANTEPRIMA: Ferrari riuscirà ad infastidire Mercedes?

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Dopo due settimane di pausa, nel prossimo weekend la Formula 1 torna in pista sul bellissimo circuito di Austin in quello che, insieme al Messico, sarà un back to back piuttosto importante poiché Mercedes e soprattutto Lewis Hamilton potranno chiudere i conti nei rispettivi mondiali che attualmente comandano. 

Lewis Hamilton, con 67 punti di vantaggio su Sebastian Vettel, può laurearsi campione già ad Austin con tre gare di anticipo se vincerà e il suo rivale si classificherà dal terzo posto in poi. Le altre combinazioni per il quinto titolo mondiale di Hamilton sono:

- Hamilton secondo e Vettel oltre la quinta posizione
- Hamilton terzo e Vettel oltre la settima posizione  
- Hamilton quarto e Vettel oltre l'ottava posizione 
- Hamilton quinto e Vettel oltre la nona posizione
- Hamilton sesto e Vettel fuori dai punti





GP AUSTIN: il Gran Premio degli USA anche in chiaro, all'orario di cena 
A differenza del Gran Premio del Giappone, gli appassionati di Formula 1 potranno seguire questo diciassettesimo appuntamento stagionale ad un orario (europeo) più abbordabile, le 20.10, e soprattutto tutti gli appassionati potranno seguire in diretta la gara poiché è uno dei GP in chiaro.

Ecco gli orari ITALIANI:

Venerdì 19 ottobre:
Prove libere 1: 17.00-18:30 - diretta su Sky SportF1 HD
Prove libere 2: 21.00-22:30 - diretta su Sky SportF1 HD

Sabato 20 ottobre:
Prove libere 3: 20:00-21:00 - diretta su Sky SportF1 HD
Qualifiche: 23:00-00:00 - diretta su Sky SportF1 HD/Tv8

Domenica 21 ottobre:
Gran Premio: ore 20:10 - diretta su Sky SportF1 HD//TV8

GP AMERICA: Austin è una pista con tanti sali scendi che diverte molto i piloti
E' sicuramente una delle piste più interessante disegnata da Tilke. La prima curva a sinistra dopo il traguardo possiede un raggio stretto e, soprattutto, è situata sulla cima di una forte pendenza a salire , caratteristica che rende l’entrata assolutamente “cieca”. Sarà  interessante osservare le differenze nella maniera di interpretare questo tratto da parte dei piloti, e specialmente allo start, quando i piloti arriveranno tutti insieme creando un pericoloso imbuto.

Un altro punto molto spettacolare della pista è la sequenza creata dalle curve  3, 4 e 5. Il sinistra-destra-sinistra ricorda le curve Maggots-Becketts di Silverstone. q

Nel terzo settore invece troviamo le curve 16, 17 e 18 che ricordano vagamente le famose 7-8-9 del tracciato di Istanbul; con queste condivide senz'altro la necessità di trovare una traiettoria unica che riesca a raccordarle tutte, differenziandosi però nel verso della piega. Questo punto della pista si percorre parzializzando in ingresso e a centro curva, per poi uscire in pieno, e avvantaggia notevolmente le vetture con un carico aerodinamico molto alto.

GP AUSTIN: quello di Austin è un circuito da medio carico aerodinamico
Quello di Austin può essere considerato un tracciato da medio carico aerodinamico, dove è molto importante riuscire ad avere una vettura efficiente aerodinamicamente visto il lungo rettilineo  (oltre 1 chilometro) presente nel secondo settore.

Parlando di trasmissione, ad Austin i cambi della varie vetture sono piuttosto sollecitati poiché il numero delle cambiate è fra i più alti della stagione.

Per quanto riguarda la Power Unit, il tracciato americano sarà piuttosto impegnativo per l'endotermico poiché resterà al massimo regime per oltre il 60% del giro. Sempre parlando di parte endotermica, la potenza di picco sarà nuovamente molto importante sul circuito delle Americhe con valori importanza addirittura maggiore rispetto al già "esoso" circuito di Suzuka. Concludendo questo breve paragrafo riguardante le Power Unit, anche la parte ibrido sarà piuttosto importante poiché varrà per quasi il 3% del tempo sul giro.

Capitolo consumi: per via della configurazione da medio alto carico aerodinamico, parliamo di un circuito mediamente "esoso" sui consumi ma non dovrebbe essere problematico in quanto le stime prevedono un consumo di circa 100 kg.

GP AUSTIN - PIRELLI - UltraSoft  accoppiata alla SuperSoft e alla Soft 
La Pirelli per questo appuntamento in terra americana ha deciso di portare in pista le UltraSoft, SuperSoft e Soft. Sembra una scelta esattamente uguale a quella del 2017 ma così non è in quanto i compound di questa stagione sono più morbidi di uno step rispetto a quelli usati nella passata stagione-


MARIO ISOLA – RESPONSABILE CAR RACING
 “Come abbiamo visto lo scorso anno, ad Austin potranno essere possibili diverse strategie, in una gara che è sempre difficile da interpretare soprattutto a causa del meteo molto variabile e delle caratteristiche del tracciato. Negli ultimi anni l’evoluzione dell’asfalto non è stata molta, rispetto agli inizi: come sempre, sarà molto importante per i Team utilizzare le sessioni di prove libere per ottenere informazioni aggiornate sul tracciato e preparare al meglio la propria strategia. Per questa gara la tattica non è così scontata, visto che il circuito offre diversi punti dove poter sorpassare, come abbiamo visto nel 2017. Quello di Austin è un appuntamento importante anche per Pirelli, che proprio qui è title sponsor. Questo sottolinea il ruolo chiave degli Stati Uniti per l’azienda, con il primo P Zero World inaugurato a Los Angeles due anni fa”.


Guardando la tabella in basso si possono notare alcune differenze nelle scelte dei compound tra Mercedes / RedBull e il Team Ferrari. La Scuderia italiana ha infatti scelto di portare negli Stati Uniti un solo set di Soft per Raikkonen (due per Vettel), privilegiando il numero di SuperSoft, ben cinque per il pilota finlandese (quattro per Vettel). Mercedes e RedBull invece hanno optato per delle scelte meno aggressive: Hamilton per esempio arriva ad Austin con ben tre set di Soft a disposizione e tre "soli" set di SuperSoft.

Se analizziamo i set di pneumatici a disposizione dei piloti possiamo notare che, in questa occasione, i 3 top team hanno effettuato scelte pressoché similari con una media di 7 Ultrasoft, 3 Supersoft e 2 Soft. Sorprende, ancora una volta, la McLaren, la quale da qualche gara a questa parte sta privilegiando molto la Soft a discapito delle SuperSoft e delle UltraSoft.
I restanti team si mantengono sulle classiche adozioni: 8-9 Ultrasoft, 3-4 Supersoft, 2-3 Soft.



GP AUSTIN: quella di Austin è una pista  favorevole alla Mercedes?
La Ferrari si presenta sul continente americano con il morale piuttosto basso a causa delle opache prestazioni avute dalla SF71H dopo il Gp di Monza.  Ferrari è attesa alla riscossa anhe grazie all'ultimo pacchetto aerodinamico che verrà utilizzato sulla SF71H che, teoricamente, dovrebbe andare a risolvere i problemi di bilanciamento di cui hanno sofferto molto Vettel e Raikkonen. Il nuovo fondo  portato in pista a Suzuka non ha funzionato così come gli endplate posteriori "forati" che sono stati portati a Singapore. Questa soluzioni sono state subito smontate sulla SF71H a Suzuka con riscontri positivi che non si sono tramutati in risultati in pista visto l'errore strategico nelle qualifiche e i danneggiamenti in gara che hanno tarpato le ali ai due alfieri di Maranello. 

Una Mercedes che parte ad Austin con i favori del pronostico visto che il tracciato esalta le vetture con un'ottima efficienza (su circuiti da medio carico ovviamente ) e che hanno una Power Unit molto potente. Due caratteristiche ben presenti nel DNA della ottima W09 che ha iniziato ad esprimere tutto il suo potenziale soprattutto grazie al lavoro fatto per migliorare la gestione e lo sfruttamento delle gomme. 

Concludiamo questa preview con un po' di numeri sui distacchi chilometrici relativi al 2018 e confrontati con quelli del 2017 per avere un'idea di massima su quali sono i team che hanno avuto il maggior guadagno prestazionale rispetto alla passata stagione. 




GP STATI UNITI - BREMBO: sei frenate con almeno 4 g di decelerazione al Circuit of the Americas di Austin

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Sei frenate con almeno 4 g di decelerazione
al Circuit of the Americas di Austin        

Al GP Stati Uniti i freni sono usati per 18 secondi e mezzo al giro


La Formula 1 torna negli Stati Uniti per il 18° appuntamento del Mondiale 2018, in programma dal 19 al 21 ottobre al Circuit of the Americas. Situato sulle colline sovrastanti il centro di Austin, nello stato del Texas, è stato disegnato da Hermann Tilke seguendo i suggerimenti di Kevin Schwantz.
Inaugurato nell’ottobre 2012, ha ospitato 6 GP di Formula 1 ed altrettante gare della MotoGP. Rispetto alle moto le monoposto impiegano una trentina di secondi in meno al giro, potendo percorrere buona parte delle curve ad una velocità superiore, talvolta senza frenare.
La pista texana si distingue per l’impressionante rettilineo in salita che porta alla prima curva a sinistra: i piloti vedono la curva solo all’ultimo istante e quindi rischiano di sbagliare il punto della staccata. Un problema simile potrebbe manifestarsi anche alla curva 11 mentre in altri punti c’è il rischio opposto. Il dislivello tra il punto più basso e quello più alto della pista è infatti di 41 metri.
Secondo i tecnici Brembo, che hanno classificato le 21 piste del Mondiale, il Circuit of the Americas rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni.

L’impegno dei freni durante il GP
I piloti di Formula 1 utilizzano i freni solo in corrispondenza di 10 delle 20 curve del tracciato, cioè 3 in meno di quanto non facciano i piloti della MotoGP. Grazie all’aderenza garantita dai 4 pneumatici, le auto non hanno infatti bisogno di frenare alle curve 3, 4, 6 e 16. Ma proprio perché affrontano le curve 3 e 4 in accelerazione devono toccare, a differenza delle MotoGP, un minimo i freni nella curva 5.
In un giro completo della pista di Austin i freni di ciascuna Formula 1 sono in funzione per 18 secondi e mezzo, a differenza dei 38 secondi necessari alle MotoGP. In media nel GP Stati Uniti le Formula 1 usano i freni per 17 minuti, equivalenti al 20 per cento della durata della gara.
La decelerazione media sul giro è di 3,9 g ma sono ben 6 le curve in cui si raggiungono almeno i 4 g. L’energia dissipata in frenata nel corso dell’intero GP da una monoposto è elevata: 213 kWh, quasi come al GP Messico.
Anche il carico esercitato da ciascun pilota dalla partenza alla bandiera a scacchi sul pedale del freno non è tra i più alti del Mondiale: 52 tonnellate, ossia meno della metà del GP Singapore. In altre parole ciascun pilota è chiamato ad uno sforzo di circa 550 kg per ogni minuto di guida.

Le frenate più impegnative
Delle 10 frenate del Circuit of the Americas 3 sono classificate dai tecnici Brembo come impegnativa per i freni, 4 sono di media difficoltà e 3 sono light.

Le vetture arrivano alla curva 12 dopo aver percorso il lungo rettilineo e aver beneficiato del sistema DRS. Le monoposto si trovano a dover perdere quasi 240 km\h di velocità per impostare correttamente la staccata: si passa da 330 km/h a 92 km/h in soli 2,84 secondi durante i quali percorrono 142 metri. Per realizzare una prestazione del genere i piloti sono soggetti ad una decelerazione di 4,6 g ed esercitano un carico di 114 kg sul pedale del freno.



La velocità persa in frenata alla prima curva è di poco inferiore ma la strada in salita richiede più tempo per completare l’operazione: servono infatti 2,99 secondi per scendere da 320 km/h a 87 km/h in 140 metri. Il carico sul pedale del freno è di 115 kg mentre la decelerazione di 4,7 g.
Un po’ più corta ma sempre importante è la frenata alla curva 11: da 297 km/h a 87 km/h in 2,48 secondi e 126 metri, con una decelerazione di 4,6 g. Sono invece necessari 90 metri per la frenata all'ultima curva. Al contrario bastano appena 19 metri per le piccole frenate effettuate alle curve 5 e 7.

Prestazioni Brembo
Le monoposto con freni Brembo hanno vinto le ultime 5 edizioni del GP degli Stati Uniti disputate sul Circuit of The Americas. In generale, i freni Brembo hanno conquistato 22 edizioni del GP degli Stati Uniti, 12 delle quali con la Ferrari. Nelle ultime 4 edizioni si è invece sempre imposto Lewis Hamilton con la Mercedes.


Tutte le informazioni sono state fornite da Brembo - www.brembo.com