FERRARI

STAGIONE 2019

Mercedes

FORMULA E

Recent Posts

GP AUSTRALIA - REGOLIAMOCI #1: le decisioni dei commissari

Add Comment
Potremmo quasi dire "quei bravi ragazzi" analizzando le decisioni prese dai commissari. Già, perché non è stata assegnata alcuna sanzione per scorrettezze gravi o incidenti; le uniche riguardano il limite di velocità superato in pit lane durante le libere e un paio di episodi di unsafe release

Vediamoli insieme:

Per quanto riguarda la velocità in pit lane, sotto esame è finito Stroll. Durante le libere 2, ha fatto registrare una velocità di 62 km/h a fronte del massimo consentito di 60 e il suo team è stato sanzionato con 200€ di multa.



Il regolamento sportivo, all'articolo 22.10, avvisa che ogni km/h orario oltre il consentito sarà punito con 100€ di ammenda alla squadra, quindi i commissari non hanno fatto altro che applicare alla lettera quanto previsto. 

Nel caso degli unsafe release, invece, gli episodi analizzati hanno visto coinvolti Norris e MagnussenDurante le libere 3, il pilota McLaren viene fatto uscire dal box mentre in pit lane sta sopraggiungendo Kubica costringendolo ad una grossa frenata per evitare il contatto. Il team ha ammesso l'errore davanti ai commissari che hanno optato così per i classici 5.000€ di multa, come già avevamo visto fare lo scorso anno. In qualifica, accade la stessa cosa con Magnussen ai danni di Perez. Il messicano, per evitare l'indicente, è stato costretto ad una manovra evasiva, quindi anche qui è stata applicata la stessa sanzione vista precedentemente anche ad Haas


Il fatto viene ripreso nell'articolo 28.13 del regolamento sportivo e prevede l'assegnazione di posizioni di penalità in griglia, tuttavia siamo abituati a vedere che si tende a sanzionare  economicamente il team, in quanto il pilota non ha proprio tutta la colpa.



Un ottimo inizio da parte di tutti; speriamo sia lo stesso per il proseguo della stagione...

Autore: Alessandro Rana - @AleRana95
Foto: FIA.com



FORMULA E: alla scoperta del Sanya E-Prix, sesto appuntamento di Season 5...

Add Comment

Giunti quasi al giro di boa la all electric racing series entra nel vivo del campionato. Per il sesto appuntamento stagionale la giovane categoria varca ancora una volta i confini asiatici recandosi per l'occasione nella provincia di Hainan, dove gli undici team partecipanti a Season 5 si sfideranno nel nuovissimo circuito di Sanya, città dal clima tropicale con l’ubicazione più a sud di tutta la Cina.

La storia della Formula E inizia proprio nello stato cinese, quando la città di Pechino nel 2014 ospitò il primo appuntamento della storia della categoria, per poi dopo due annate spostarsi ad Hong Kong. Nella quinta edizione del campionato tutto elettrico arriva il doppio appuntamento nel paese più popoloso del mondo, grazie all’ingresso nel calendario del tracciato di Sanya.

- Layout

Il circuito si sviluppa nella splendida cornice della Haitang bay, dove le monoposto di seconda generazione passeranno davanti all’iconico Shangri-La Hotel, mentre la linea di partenza trova la sua ubicazione sul ponte. Il percorso studiato dall’organizzazione dello stato sovrano dell’Asia Orientale ha una lunghezza di 2.236 km che comprende 11 curve (3 a destra e 8 a sinistra), presentando un asfalto con un livello medio di abrasione.

Osservando l’immagine successiva risulta evidente la netta contrapposizione del circuito di Sanya rispetto all’ultimo appuntamento mondiale disputatosi a Hong Kong, offrendo un disegno moderno lontano dai soliti layout cittadini stretti e tortuosi, zeppi di curve a 90 gradi.


Il giro prende il via lungo il breve rettilineo che porta alla frenata di curva uno, dove inizia il settore più lento della pista che comprende il susseguirsi di 4 curve. La giusta traiettoria sarà importante per poter percorrere la zona più velocemente possibile, sino ad arrivare a curva 5 dove in uscita (passando per curva 6) si imbocca il primo dei due lunghissimi rettilinei divisi fra di loro dal tornantino di curva 8, punto papabile per realizzare sorpassi.


In questa parte della pista la trazione meccanica sarà di cruciale importanza, per poter raggiungere le velocità massime più elevate. Lasciandosi alle spalle la seconda retta arriva l’altra importante staccata del circuito T10, per affrontare poi l’ultimo tratto del tracciato che ci conduce a sua volta verso l’ultima curva prima di tagliare il traguardo e completare la tornata.

- Attack zone
Durante la disputa del Sanya E-Prix sarà presente come sempre l'utilizzo del discusso "Attack mode”, capace di aggiungere pepe nei momenti clou della gara. Per il sesto round stagionale il punto di attivazione della modalità di attacco sarà ubicato all’esterno di curva 3. Le vetture non dovrebbero "patire" molto la posizione essendo una zona lenta di facile interpretazione.

- Orari per l’Italia

Come sappiamo la Formula E trattasi di una categoria fresca e dinamica anche negli orari di svolgimento, concentrando tutte le fasi del fine settimana in una sola giornata. Tenendo in conto la differenza oraria con l’Italia, l'azione prende il via con la doppia sessione di libere intervallata da circa 80 minuti alle 00.30 di sabato 23.


Successivamente alle 4.20 della mattinata via libera per le qualifiche valevoli per l’accesso alla Super pole, che a sua volta definirà la griglia di partenza del Sanya E-Prix. La gara (orario più accessibile per l’Europa) scatterà alle ore 8.00, quando le monoposto di seconda generazione spingeranno al massimo per disputare il sesto appuntamento di Season 5.

- Conclusioni

Sarà ancora una volta molto interessante osservare le vetture di ultima concezione lungo le strade dei percorsi cittadini, pensando che le misure maggiorate rispetto alle vecchie auto hanno creato alcune problematiche nelle curve più strette, dove l’agglomerarsi delle monoposto in alcune occasioni ha dato vita ad un vero e proprio ingorgo. Inoltre l’andamento caotico della competizione spesso e volenti rende imprevedibile la gara, capace di ribaltare completamente le sorti della sfida regalandoci spendile battaglie e capovolgimenti di fronte inaspettati.

Dando un’occhiata ai primi 5 appuntamenti stagionale, scopriamo piacevolmente come il campionato piloti sia in piena bagarre con ben cinque vincitori differenti di altrettante scuderie. Pertanto la sfida che si prospetta davanti a noi promette come al solito grandissimo spettacolo, con le squadre pronte a fare la differenza approfittando di ogni piccola sbavatura dell’avversario. Le premesse per un altro fine settimana ricco di emozioni di certo non mancano, non restandoci altro che andare alla scoperta della prima volta del Sanya E-Prix.

Buona Formula E a tutti!

Autore: Alessandro Arcari - @BerrageizF1
Foto: ABB Formula E
Video: Eurosport

Bastian Contrario - Puntata N°2: Alba & Tramonto Rosso

2 Comments


E alla fine il mondiale di F1 è iniziato. Ed è iniziato nel peggiore dei modi per tutti gli appassionati ferraristi del pianeta terra!! Chi di noi non aveva accarezzato il pensiero di una vittoria in pompa magna da parte della Ferrari; magari con tutte e due i piloti rossi sul podio?! Chi vi scrive, non ha nessun motivo di nascondersi, e sebbene ha sempre predicato calma e ha sempre sostenuto di non sottovalutare AMG, è anche vero che il pensiero di vittoria l'ha fatto eccome!!

Del resto, l'anno scorso in Australia partimmo fortissimo addirittura vincendo, quest'anno nei test Ferrari ha stupito...suppongo fosse logico sognare. Purtroppo l'alba rossa è stata amarissima per tutti i ferraristi. Un alba scura, cupa e triste. Un risveglio brutale che ci ha fatto cadere (non solo dal letto data l'ora) con i piedi (e non solo quelli!!) per terra sul pavimento freddo della realtà!!

La Ferrari che abbiamo visto, sono sicuro, non è quella che ha percorso le curve di Albert Park, non è quella che è stata sverniciata da Red Bull-Honda, non è quella che si è beccata una eternità dal redivivo Bottas il quale è arrivato meritatamente 1°. Evidenti erano i problemi di assetto della SF90, evidenti erano i problemi legati al propulsore, problemi che Cristiano e Pier Giuseppe hanno già puntualmente e sapientemente spiegato sulle pagine di Funo Analisi Tecnica (leggi qui).

Ciò su cui mi voglio soffermare, è il problema che è scaturito immediatamente dopo era evidente che ci fosse un problema alla Ferrari di Seb; e cioè al team radio tra il tedesco e il suo muretto. Alla domanda di Seb sul perchè andasse cosi piano gli è stato risposto un triste, arrendevole e improponibile "non lo sappiamo".


Vedete Ferrari, purtroppo, non è nuova ad uscite cosi sincere per cosi dire! Abbiamo Austria 2002, dove venne chiesto platealmente a Barrichello di far passare Schumacher (quando poi non ce n'era affatto bisogno!), con tutte le conseguenze del caso! C'è stata Germania 2010 dove Rob BoB Smedley disse platealmente (ancora!!) al suo amico Felipe "Fernando is faster than you" con conseguenze tali dopo, da addirittura bandire gli ordini di scuderia, salvo poi fare marcia indietro dalla FIA!!

Quindi abbiamo avuto Australia 2019: sui social sono stato bacchettato, in quanto mi sono chiesto come mai Ferrari si fosse comportata cosi. Sono stato redarguito con un "non potevano dire la verità...è un segreto"...perfetto!!

Allora io mi domando, per quale motivo non hanno inventato una qualunque scusa da dare a bere a Seb e soprattutto a tutti noi che ascoltavamo? Avrebbero potuto dire qualunque cosa; non lo hanno fatto! Come mai? Il mio pensiero?

Hanno risposto cosi, semplicemente perché quella era la verità; non lo sapevano per davvero!!! E in quella brutale e disarmante sincerità c'è di peggio: erano cosi nel panico ed imbarazzati che non hanno avuto la lucidità di mentire e quindi non hanno saputo rispondere se non in quel modo!!!

Ormai la frittata è fatta, indietro non si può più tornare, l'unica cosa che si può e si deve fare è quella di guardare avanti al prossimo GP. Noi tutti ci auguriamo che il problema avuto in Australia sia di facile comprensione e soprattutto di facile soluzione. Ho sempre sostenuto che con Binotto fosse tornata la pace in GES, e che il suo primo compito sarebbe dovuto essere quello di portare tranquillità. Ebbene ora è arrivato il momento di mettere in pratica quello per cui lui ha lottato tanto. Ora Binotto sa cosa significa stare davvero in Ferrari.


Il GP barenita, neanche a dirlo, è già un crocevia della stagione (e siamo solo al 2° GP del mondiale!): se la SF90 ripeterà le prestazioni australiane allora la stagione sarà compromessa, se Ferrari lotterà per la vittoria come tutti noi ci aspettiamo allora potremo tirare un sospiro di sollievo e guardare con ottimismo al futuro che ci sarà dopo il tramonto rosso nel deserto del Bahrain.

Autore: Vito Quaranta@quaranta_vito
Foto: Ferrari

Toto Wolff: Abbiamo capito la vettura solo gli ultimi giorni a Barcellona...

Add Comment

Durante i test invernali disputatosi nello splendido tracciato catalano di Montmelò, il team Mercedes è rimasto molto abbottonato nelle dichiarazioni riguardanti la competitività della propria vettura, indicando Ferrari come la squadra da battere. Le frecce d’argento di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas si sono dedicate prettamente alla raccolta dati, provando qualche giro rapido indossando i compound più morbidi solo durante l’ultimo giorno disponibile.

Il programma Ferrari invece è stato abbastanza differente, utilizzando spesso le mescole C4 e C5 per le prove comparative effettuate dai piloti di Maranello. Dopo gli otto giorni in pista l'impressione generale sulla Rossa era molto buona, e il favore del pronostico senza dubbio era per la monoposto del Cavallino. Purtroppo però per i ferraristi Albert Park ha messo a nudo le (momentanee?) carenze della SF90, che non solo non è stata in grado di lottare con Mercedes ma si é vista superata in rendimento anche da una Red Bull in grande spolvero.

L’altissima competitività dimostrata ancora una volta dal team tedesco ha di fatto smentito le parole di Toto Wolff, che da buon comunicatore durante i test ha saputo convincere tutti (o quasi) della superiorità del team di Maranello. Per questa ragione il boss del team tedesco dopo il primo appuntamento mondiale 2019 ha voluto chiarire la situazione, dichiarando che le parole da lui proferite durante i test non erano pretattica o un semplice bluff.

"Abbiamo fatto veramente fatica nella prima settimana di test a Barcellona, ed solo verso la fine della seconda che siamo riusciti a capire come far funzionare la nostra vettura. Giungendo a Melbourne non avevamo la minima idea se potessimo essere più veloci della Ferrari, allo stesso livello o dietro... ma a partire dalle libere del venerdì tutto ha funzionato alla perfezione."


Dando un’occhiata alla classifica mondiale vediamo come Mercedes si trovi in testa al campionato costruttori con 44 punti, giusto il doppio delle lunghezze accumulate da Ferrari nella prima sfida delle 21 previste dal calendario. Anche se l’inizio del team italiano non è dei più incoraggianti il tempo per recuperare la situazione c’è tutto, a partire tra due settimane quando il Circus si rimetterà in viaggio per approdare in Bahrein.

Autore: Alessandro Arcari @BerrageizF1
Foto: Mercedes - Ferrari


GP BAHRAIN - PIRELLI: i set scelti per pilota

Add Comment
SET SCELTI PER PILOTA

Milano, 19 marzo 2019 – La FIA ha comunicato a Pirelli il numero di set di pneumatici e mescole scelti da ciascun pilota per il Gran Premio del Bahrain (29-31 marzo).


GP MELBOURNE - ANALISI GARA: Honda sorprende, è il telaio il punto debole della RedBull RB15

3 Comments
Il primo fine settimana della stagione 2019 di Formula 1 è stato dominato dalla Mercedes che ha monopolizzato la prima fila nelle qualifiche ed ha portato a casa anche la prima doppietta stagionale con Bottas; il pilota finlandese oltre ad aggiudicarsi la corsa ha anche ottenuto il giro più veloce che gli ha permesso di ottenere un punto aggiuntivo.


Il momento chiave della gara è stata senza dubbio la partenza dove, Bottas, scattato dalla seconda posizione è riuscito a scavalcare il compagno di squadra Lewis Hamilton. Il pilota inglese ha avuto un buono start al via ma successivamente, nel passaggio tra la prima e la seconda marcia, ha avuto un pattinamento delle posteriori che ha permesso a Bottas di scavalcarlo piuttosto agevolmente alla staccata della prima curva.


Dietro ai due Mercedes c'è stata un ottima partenza delle due Ferrari con Leclerc che tirando la staccata ha cercato di prendere la posizione su Verstappen e Vettel; il pilota tedesco non ha però lasciato spazio all'esterno con i due che sono arrivati al contatto (ala anteriore di Leclerc con la posteriore sinistra di Vettel) come si può vedere molto bene dal video successivo. Ci è mancato poco insomma che la gara di entrambi i piloti finisse alla prima curva. 


Nel primo stint Bottas ha fatto letteralmente il vuoto e nemmeno Hamilton è riuscito a tenere il suo passo. Il campione del mondo, come potete osservare dal grafico in basso, ha tenuto il ritmo di Bottas fino al giro 5 poi il gap tra i due ha iniziato ad aumentare.


A fine gara Hamilton si è lamentato di aver guidato per quasi tutta la gara con una W10 molto sovrasterzante e il motivo di ciò è da imputare anche alla rottura sul lato sinistro del fondo in prossimità delle ruote posteriori. Un danno che gli ha provocato una perdita di carico, quindi un posteriore sbilanciato aerodinamicamente. Il pezzo mancate può sembrare un dettaglio poco significativo invece la rottura è avvenuta in una zona molto molto delicata del fondo che permette il corretto funzionamento del diffusore.


Un altro fattore che influito sulla gara di Hamilton è stata la strategia scelta dal muretto anglo-tedesco che coprendo la sosta (troppo?) anticipata di Vettel ha costretto il cinque volte campione del mondo ad una gara di conserva per cercare di non mettere in crisi gli pneumatici sul finire della gara.

Ferrari ha fatto questo pit stop anticipato per difendersi da un possibile undercut della RedBull di Verstappen che seguiva piuttosto da vicino la Rossa numero 5 del pilota tedesco. Ma è stato sottovalutato un fattore fondamentale per la riuscita dell'undercut e cioè il rendimento pessimo delle gomme medie. Fin da subito, osservando gli intertempi di Vettel, si era capito che le medie, seppur nuove, non erano più veloci delle Soft usate. Anzi, Hamilton pur con gomme "vecchie" ha ottenuto dei parziali migliori rispetto a quelli di Vettel. Le gomme Soft, come dimostrano gli stint di Bottas e Verstappen avevano il potenziale per durare oltre i 20 giri e proprio questi due piloti sono riusciti a sfruttarle al massimo fermandosi il giro successivo al primo consistenza innalzamento dei crono sul giro.




Tra i piloti di testa quello che ha effettuato il primo stint più lungo è stato Leclerc che ha "pittato" al giro 28 per montare le gomme Hard. Sosta che, analizzando i tempi, poteva anche essere anticipata di qualche giro anche per via della scelta del compound più duro che non avrebbe creato grossi problemi per terminare la corsa. Nel primo stint Leclerc non è stato particolarmente veloce mentre, nel secondo, fatto con gomme hard è stato molto positivo come potete osservare dal grafico in basso.


Di Mercedes e Ferrari (clicca qui per leggere post sui problemi avuti a Melbourne dalla SF90) abbiamo parlato ampiamente in questi giorni ma qualche riga bisogna anche spenderla per la RedBull che ha vissuto un fine settimana molto particolare: opaco con Gasly e positivo con Verstappen.  Il team di Milton Keynes si è presentato in Australia con una piccola modifica all'ala anteriore dove è stata "tagliata" la zona degli endplate per favorire l'outwash del flusso d'aria e migliorare l'efficienza dell'ala.


Verstappen, in gara, è riuscito ad approfittare dei problemi avuti dalla SF90 e sfruttando l'ottima strategia è riuscito anche ad avere la meglio su Vettel sorpassandolo in pista alla staccata di curva 3. Il pilota olandese, liberatosi del pilota tedesco della Rossa, ha cercato di mettere pressione ad Hamilton ma il pilota campione del mondo ha controllato piuttosto agevolmente l'assalto del giovane Max.

Se Verstappen ha regalato il primo podio dell'era ibrida alla Honda le note dolenti arrivano da Gasly che non è riuscito a portare la sua vettura in zona punti. Il giovane pilota francese, complice un errore del Team nelle qualifiche, era uscito durante il Q1 e in gara è riuscito a recuperare fino alla posizione numero 11. Con gomme più fresche rispetto a quelle di Kvyat non è riuscito a prendersi la posizione in pista a dimostrazione che il pilota deve ancora crescere parecchio per cercare di stare nelle posizioni di testa. Quello che ha sorpreso della Red Bull è stata la Power Unit Honda che, rispetto alla precedenti stagioni, sembra aver fatto veramente un passo avanti importante sia in termini di affidabilità ma soprattutto come potenza massima. Per avere la certezza che sia una Power Unit affidabile è giusto aspettare ancora qualche fine settimana mentre sulla questione potenza si vocifera già che il gap tra i nipponici e la Mercedes sia solo di 20 CV. Più deludente invece il telaio RedBull che a detta di Marko è il punto debole attuale del pacchetto. Il motivo andrebbe ricercato nei diversi settaggi disponibili con una Power Unit all'altezza come l'attuale PU Honda. Ricordiamo che RedBull ha corso nelle ultime stagioni con Power Unit molto deficitarie in termini di potenza massima dovendo compensare con compromessi di assetto il lato telaistico. Ora che la RB15 può esser dotata di ali più cariche quindi livelli di carico aerodinamico più consoni alle varie piste, escono dei problemi di tuning sul lato telaistico che il Team anglo austriaco spera di risolvere nel giro di poche settimane.

Dietro ai top team, come si era visto durante le qualifiche, la quarta forza in pista è stata la Haas che è riuscita a concludere la corsa con il sesto posto di Magnussen. Positiva la gara della Renault che dopo essere rimasta fuori dal Q3 con entrambe le vetture durante le qualifiche è riuscita a terminare la corsa al settimo posto a dimostrazione che la nuova R.S 19 sembra essere più competitiva in gara rispetto alle qualifiche. Ottavo posto per Raikkonen con la sua Alfa che ha preceduto un ottimo Stroll e Kvyat che con la Toro Rosso è riuscito a tenere dietro la Red Bull di Gasly.

GP AUSTRALIA - LE PAGELLE: i voti della prima gara

Add Comment
Melbourne, Australia, 17 marzo.
Dopo i test, tutti si aspettano una Ferrari in piena lotta per la vittoria, ma le cose non vanno proprio in quella direzione, anzi...Mercedes domina, con Bottas che vince davanti a Hamilton e Verstappen; solo 4^ e 5^ posizione per le due Ferrari.


Ma vediamo insieme i voti di questa prima gara:

Mercedes: 8 al team; 8 a Hamilton; 10 a Bottas

Un nuovo Bottas questo del 2019! Al sabato la pole gli sfugge per un decimo, ma sappiamo benissimo che con la macchina superiore Hamilton è pressoché imbattibile; la domenica sfrutta alla perfezione l'errore in partenza del compagno, si mette in testa e amministra come vuole, portandosi a casa anche il punto addizionale per il giro veloce.Davvero un ottimo risultato per lui. Per quanto riguarda Lewis, invece, il team lo ferma molto presto per paura della Ferrari e quindi la sua vittoria viene compromessa fin da subito. In ogni caso, un solido weekend anche per lui...


Ferrari: 4 al team; 6 a Vettel; 5.5 a Leclerc

Sono arrivati qui con un carico di ottimismo enorme e se ne vanno asfaltati. Con la macchina che avevano, non potevano raccogliere di più. Non credo assolutamente che la Ferrari sia l'orrore visto sia in qualifica che in gara, ma sicuramente c'è ancora tanto, ma tanto da lavorareMancava sia di set up che di potenza, con Vettel che ha avuto i problemi maggiori; solo nella primissima parte di gara riuscivano a tenere il ritmo di quelli davanti. Mezzo voto in meno a Leclerc per l'errore che gli costa la 4^ posizione in qualifica, ma la gara sarebbe terminata comunque allo stesso modo. Inguardabile l'ordine di scuderia già alla prima gara.


Red Bull: 6 al team; 8,5 a Verstappen; 4 a Gasly

Weekend a due facce per il team austriaco. Per quanto riguarda Verstappen, un ottimo weekend fin dal sabato con un gran giro a infilarsi tra le Ferrari per completare la domenica con un'ottima strategia ad allungare il primo stint che lo porta ad impensierire anche Hamilton sul quale tuttavia non può nulla. Lato Gasly, invece, commettono un grave errore di valutazione in qualifica e rimane escluso nel Q1; in gara, prima risale fino alla 6^ posizione, poi dopo il pit stop si fa superare da Kvyat nonostante le gomme più vecchie e non riesce più a risalire, chiudendo così 11°. Da rivedere...



Haas: 6 al team; 7.5 a Magnussen; 7 a Grosjean

Si potrebbe dire che per loro l'Australia, o meglio, il pit stop australiano sia una maledizione. Dopo i problemi avuti con entrambi i piloti nel 2018, quest'anno tocca ancora a Grosjean a perdere punti per problemi di fissaggio con uno pneumatico. Peccato, perché dopo una buona qualifica, stava disputando una gara niente male. Bene anche Magnussen, di poco alle spalle del compagno in qualifica e primo degli altri in gara, tra l'altro, unico a non essere doppiato


Renault: 5 al team; 7 a Hulkenberg; 4 a Ricciardo

Gira tutto storto all'australiano: in qualifica rimane escluso in Q2, per di più alle spalle del compagno; in gara, dopo pochi metri, butta tutto alle ortiche cercando un sorpasso sull'erba che gli distrugge l'ala anteriore. A metà gara decide per il ritiro; inutile continuare. 
Al contrario, bene Hulkenberg, che riesce a portare a casa qualche punticino con una gara all'attacco soprattutto nelle prime fasi.Da un team ufficiale come Renault, però, ci si aspetta decisamente di più.


Alfa Romeo: 5 al team; 7 a Raikkonen; 5 a Giovinazzi

Nel team ci sono un pilota che ha molta esperienza e uno che ne deve fare molta. E si vede benissimo. In qualifica Giovinazzi rimane escluso in Q2 perché non riesce a preparare al meglio le gomme per il giro buono, mentre Raikkonen entra in Q3. In gara, l'italiano chiude in 15^ posizione con un ritmo non all'altezza complice qualche problemino e una strategia sbagliata a stare in pista anche con gomme completamente finite, mentre il finlandese si porta a casa l'8° posto. Possono fare di più...


Racing Point: 6 al team; 7.5 a Stroll; 4 a Perez

Male Perez: dopo la qualifica in Q3 ci si aspettava sicuramente molto di più, invece resta imbottigliato nel traffico di Norris e chiude 13° ben distante dal gruppo. All'opposto Stroll, che rimane escluso in Q1 per una questione di millesimi, in gara riesce a risalire fino alla 9^ posizione e a portare così a casa 2 punti importanti.


Toro Rosso: 5 al team; 5 a Albon; 6 a Kvyat

Un po' la stessa situazione di Racing Point. Il debuttante Albon si mette davanti al compagno di squadra con un buon giro in qualifica e fa ben sperare, ma in gara le cose cambiano e si disperde nelle retrovie. Al contrario, Kvyat risale posizioni e riesce a portarsi a casa un punticino, anche grazie ai ritiri altrui. Unica nota davvero positiva nella sua gara, il sorpasso a Gasly.


McLaren: 4,5 al team; 7 a Norris; 4 a Sainz

Un po' come per Toro Rosso, Norris illude, anzi, stupisce al sabato portandosi addirittura in Q3, poi in gara le cose cambiano. Il ritmo non è buono, ma non è colpa sua se la macchina non va e chiude 12°con un grosso gap su chi gli sta davanti.Sainz non pervenuto: in qualifica rimane escluso in Q1; in gara sembra poter risalire, ma dopo pochi giri la sua power unit lo lascia a piedi. 


Williams: 3 al team; 6 a Russell; 5 a Kubica 

La situazione del team è imbarazzante, ma non lo scopriamo oggi.  Con la macchina che si ritrovano, più delle ultime due posizioni non possono raccogliere. Per Kubica un'errore di troppo in qualifica, mentre in gara subisce la rottura dell'ala anteriore al via per un contatto. Meglio Russell. 


Autore: Alessandro Rana - @AleRana95

IL PAGELLONE SEMISERIO DEL FROLDI: AUSTRALIA 2019

3 Comments
Cambiare uno può cambiare tutto? 

La rivoluzione è arrivata, una testa è rotolata ma la storia non è cambiata. La prima tappa del mondiale di Formula Uno 2019 comincia esattamente da dove era finita. Copione d’ordinanza scontato come la commedia dell’arte italiana quando alla fine, a cavallo fra sei e settecento diventa trita e ritrita. E non fa più ridere. La verità è che la Ferrari è specialista nel vincere i mondiali di cartone. Poi però gli altri vincono davvero i titoli, quelli che restano negli albi d’oro. Ed a noi resta il cartone. Tra l’altro color rosso mattone opaco.


Il problema è che, come sempre, ci facciamo troppe illusioni. E un pò la colpa è anche di noi (in generale) della stampa. Creiamo troppe aspettative, soprattutto in Italia, per ovvi motivi, poi puntualmente clamorosamente smentite. E, tra l’altro, quest’anno fa pure più male degli altri anni, perché l’allucinazione collettiva ci aveva preso tutti in contropiede.

Come si può battere un caterpillar come quello anglo tedesco, se non si cambia qualcosa?

Tutti a gran voce abbiamo chiesto la testa di Maurizio ArrivabeneNon che non ci fossero motivi validi. Ma un uomo non fa i peccati e le glorie di un team. Compreso Mattia Binotto, che ha vinto la faida interna che, soprattutto l’anno scorso, ha dilaniato il team in due fazioni l’una contro l’altra armata. 

Ma a livello tecnico, cosa è cambiato esattamente? 

Nulla. Stessi uomini, stessa organizzazione; alla fine stessa monoposto, pur con estremizzazione di concetti aerodinamici e telaistici.

Perché la stessa squadra, con le stesse criticità, avrebbe dovuto essere superiore alla stessa squadra, con le stesse eccellenze, che dal 2014 fa un pò quello che vuole?

Lasciamo perdere il regolamento cucito ad hoc. Lo sappiamo. Ma sono almeno tre anni che non ci sono più scuse. Che se sei più forte li batti. Sennò li devi applaudire, studiare e battere. Questa è la lezione dello sport, ma è anche la lezione della vita. Alcuni spifferi, sempre più insistenti e forse consistenti, ci dicono di un reparto tecnico che non si è mai davvero aggiornato. Di un sistema di lavoro che non è davvero efficiente, soprattutto in un’era "schifosamente" virtuale, imposta dalla FIA. Di una mancata, ancora, correlazione fra pista e simulatore e galleria del vento.

Mattia Binotto ha una grande responsabilità ed un grande peso. Speriamo si sia trattato, ciò che abbiamo visto in Australia, uno spettacolo imbarazzante, solo di un incubo di una notte di mezza primavera. In caso opposto dovremo prepararci ad una lunga traversata nel deserto. E anche la testa del tecnico bergamasco purtroppo rotolerà, nella consueta resa dei conti in salsa modenese.


Bottas. Voto: 9. Vittoria e giro più veloce. Bottino pieno. Se, come io temo, quest’anno sarà tutta una gara interna fra il re e lo scudiero, non posso fare altro che tifare per lo scudiero. Non foss’altro perché non vorrei vedere il record di Michael abbattuto dagli uomini in grigio. Ma d’altronde, i record sono fatti per essere battuti. Bottas sembra uscito da una cura tipo Rocky 4, quando si allena in URSS per combattere contro Ivan Drago. La testa, soprattutto nei piloti, conta.

Hamilton. Voto: 7. La pole era praticamente scontata, eppure se l’è dovuta sudare. In gara, una volta che per seguire la Ferrari di Vettel il suo team ha sbagliato strategia, non ha avuto più possibilità di recuperare e, saggiamente, si è portato a casa un utilissimo secondo posto.

Mad Max. Voto: 9. Gara consistente senza errori in partenza. Che poi erano davvero il suo tallone d’Achille. Ancora qualche giro e forse, dico forse, avrebbe potuto impensierire Lewis. Sarà sicuramente protagonista.

Red Bull-Honda. Voto: 9. Quante volte li abbiamo presi in giro i nipponici? Beh, avete visto come la monoposto austriaca ha sverniciato la Ferrari di Vettel? Vedremo con l’affidabilità, ma la power unit pare esserci.

Ferrari. Voto: 3. Ed eccoci alle dolenti note, come direbbe Dante. Non ha funzionato niente. Macchina che sembrava un catorcio rispetto a quella ammirata a Barcellona. Troppo brutta per essere vera? Chi lo sa. Era dal 2014 (anno orribile) che non mancavamo il podio alla gara inaugurale.


Sconcerto Ferrari.  Voto: angoscia palpabile. Binotto ha fatto giustamente il pompiere, ma va da se che sembravano tutti in preda ad una crisi isterica. Erano disarmati, e lo hanno ammesso candidamente: non sapevano perché andavano piano (fatto salvo che non nascondessero problemi alla PU). Quadro deprimente.


Perculate” di Toto. Voto: sublime. Toto ci ha tenuto subito a precisare che i suoi e lui stesso non capivano perché la Ferrari fosse andata così male; poi ha cercato di dare una spiegazione; a suo dire si sarebbe trattato semplicemente di un assetto sbagliato. Il manager austriaco sembra quello che ti porta via la fidanzata, ma contemporaneamente cerca di consolarti.
Non so se ne avete mai incontrati di tipi così. Non si può non “amare” uno così. Non vi pare?

Casco di Daniel Ricciardo. Voto: é la versione sotto acidi di quello di Jacques Villenueve. Come direbbe Bond: “Agitato, non mescolato”.

Vettel. Voto: è tutta colpa dei baffi, ed altre amenità. Invero, sembrava un passeggero in balia della monoposto.

Leclerc. Voto: a parte i baffi, idem come sopra.

Giovinazzi. Voto: SV. Auto danneggiata in partenza, l’incolpevole nostro portacolori non poteva fare molto di più.

Charlie Whiting. Voto: Che la terra gli sia lieve. Ho sempre pensato (Pino Allievi lo scrive e io sottoscrivo) che avesse un debole per i team inglesi. Molte sue uscite l’anno scorso, comprese le scuse in mondovisione al re nero non le ho mai capite. Comunque sia, se ne è andato uno dei pilastri della Formula Uno. Uno che avrebbe potuto raccontarci tanti aneddoti e tante curiosità su 30 anni di motorsport. Probabilmente ci mancherà.


P.S.: non dite che sono troppo pessimista, e se lo fossi davvero, mi perdonerete perché sapete quanto sia tifoso rosso e non vorrei battere il record dei 21 anni di digiuno. Purtroppo la prossima gara sarà già una specie di “redde rationem”.  Accendiamo ceri in chiesa.. rigorosamente rossi e possibilmente non opachi.

Come sempre, un particolare ringraziamento a @FormulaHumor e la pagina FB le cordiali gufate di Gianfranco Mazzoni

Autore: Mariano Froldi - @MarianoFroldi