Stagione 2018

Mercedes

Formula E

Recent Posts

GP BRASILE - IL PENSIERO DEI LETTORI: La mala educaciòn di Vito Quaranta

1 Comment
Domenica scorsa abbiamo assistito ad un GP emozionante (a riprova che i circuiti vecchio stampo che Liberty Media vuole sostituire sono ancora attuali e validi), ma di sicuro abbiamo visto l'ennesimo trionfo Mercedes (a cui vanno i miei complimenti per il titolo costruttori conquistato), l'ennesima debacle Ferrari...e l'ennesimo Verstappen!

Ed è proprio su quest'ultimo aspetto che mi voglio soffermare.


Sia chiaro a tutti una cosa, e cioè che Ocon ha avuto un atteggiamento oltremodo sconsiderato, tirando quella staccata, semplicemente per sdoppiarsi! Perchè alla fine è di questo che si sta parlando: riconquistare una posizione di rincalzo che ti permette di rientrare a pieni giri nella classifica finale!!!
Detto questo, Esteban, aveva tutto il diritto di sdoppiarsi e le condizioni glielo consentivano senza problemi: bellissimo il video (on board) proprio di Ocon dove lui si ferma per passare a SS nuove, rientrando proprio dietro a Max. L'olandese in quel preciso momento era in piena gestione dei suoi pneumatici e stava conservando saldamente la 1° posizione davanti a Lewis (il quale era dietro Ocon).

Il pilota della Force India (sono affezionato al vecchio nome) viene avvisato delle bandiere blu da rispettare, ma quell'avviso era per Lewis che stava arrivando non per Max che stava davanti ad Ocon.
Ad Esteban servono due giri per raggiungere Max (out lap + giro successivo), grazie alle gomme nuove, al motore AMG e alla scia offertagli proprio dall'olandese.

Poi? poi succede la scelleratezza di Esteban, ma soprattutto interviene la maleducazione di Max!
Vedete per capire l'approccio di Max ad un GP basta andarsi a risentire quel famoso team radio di quando si trovava in Toro Rosso e gli fu chiesto di far passare il suo compagno di squadra....l'urlo del suo "NO" ce l'ho ancora nelle orecchie!

Max Verstappen è cresciuto a pane e corse, ha respirato quell'ambiente da sempre, è stato allevato sia con una mentalità da corsa ma soprattutto è stato cresciuto insegnandogli a non cedere nulla...mai!!!
Sicuramente questo tipo di educazione l'ha portato ai livelli che tutti conosciamo, ma questo modo di fare è un talento e anche una dannazione...se non lo corregge.
Ivan Capelli nella sua disamina post race è stato lucido quanto chiaro: "fallo passare...nella peggiore delle ipotesi che lo raggiungevi nuovamente avrebbe avuto le bandiere blu e sarebbe stato costretto a farti passare!!"

Un pilota per essere completo non deve avere solo velocità, ma anche visione di gara (oltre che saper aiutare gli ingegneri a sviluppare la monoposto)..cosa che Hamilton ha saputo dimostrare proprio quest'anno (e infatti prima della premiazione ha redarguito il giovane collega). Purtroppo Max a causa della foga agonistica, ma soprattutto a causa del modo di fare che gli è stato insegnato non c'ha pensato due volte a chiudere. Mi spiace, se ne potrà dire peste e corna di Ocon, ma in ultima analisi la responsabilità maggiore la dò proprio a Max il quale deve imparare che non è solo in pista, deve imparare che nonostante la maggior parte dei suoi colleghi siano ingessati, pensandoci su due volte prima di arrivare al contatto (anche questo gli è stato detto!); nonostante tutto, deve pensare a quello che sta facendo!

Alla fine, a cosa l'ha portato questo modus operandi? Ocon era un doppiato...non aveva nulla d perdere; lui si, lui ha perso il GP!
Chiaro, nonostante siano già diversi anni che il ragazzo gareggia è anche vero che è da poco che lotta per la vittoria...avrà modo di imparare anche questo (lo spero per lui!) e quando e se succederà ciò, sono tutti avvisati: con questo Max se vuoi passare sarà sempre un lancio di monetina; ma non illudetevi, anche maturo venderà cara la pelle!!!

di Vito Quaranta (@quaranta_vito)

GP BRASILE - REGOLIAMOCI: le decisioni dei commissari

Add Comment
Parecchio lavoro anche in Brasile per i commissari sportivi tra i quali c'era Emanuele Pirro. 

Vediamo insieme tutte le loro decisioni:
  • Partiamo subito da una delle decisioni che più ha fatto discutere: la sanzione assegnata a Vettel dopo le qualifiche per non aver seguito correttamente le procedure di peso durante la sessione. I commissari hanno optato per una reprimenda + 25.000€ di multa
E' una violazione dell'articolo 29.1 lettera a) punto 1 e del  codice sportivo internazionale:
 29.1
a) Dopo ogni sessione di prove libere o durante la sessione di prove di qualificazione le vetture verranno pesate secondo come segue:1) Quando viene deciso, il pilota riceverà un segnale per fare in modo che proceda direttamente al garage FIA e fermi lì il suo motore. Una reprimenda sarà imposta a qualsiasi pilota che non riesce a fermarsi quando gli viene segnalato di farlo, a condizione che la macchina venga poi riportata al garage FIA senza indugio e che il delegato tecnico della FIA sia soddisfatto della vettura che è stata riportata esattamente nella stessa condizione in cui si trovava quando è rientrata ai box.Qualsiasi pilota che non riesce a fermarsi quando gli viene chiesto di farlo, e quindi non riesce a portare la vettura al garage FIA, o se del lavoro viene svolto sulla vettura prima di essere restituita al garage FIA, sarà richiesto di iniziare la gara dalla pit lane."
Per prima cosa, i commissari hanno valutato l'articolo 29.1. 
Dall'analisi delle immagini e dalla telemetria, si vede che il pilota si è fermato al garage FIA e ha spento il motore, anche se non l'ha fatto quando gli veniva indicato di farlo, quindi è stato possibile rilevare il peso della vettura. 
L'articolo sopra citato, quindi, non è stato violato tuttavia i funzionari addetti alle attività, regolano la fase di pesatura in modo che si svolga ordinatamente, in sicurezza e senza la possibilità di danneggiare le bilance. 
I commissari hanno quindi notato che Vettel non ha spento il motore quando è arrivato in posizione prima delle bilance, ha rovesciato il cono messo apposta per impedire di salirci e ha proseguito. Inoltre, ha ignorato il cartello del funzionario in cui gli veniva indicato di tenere il freno. Solo a questo punto a spento il motore.
Una volta rilevato il peso, non ha aspettato che i funzionari spingessero la macchina fuori dalle bilance, ma è ripartito, "sparando" all'indietro le pese e danneggiandole. 
Tutta la procedura è scritta per evitare di danneggiare le attrezzature e di recare danni alle persone addette.
Accertato quindi che il pilota non ha seguito le indicazioni dei funzionari, i commissari hanno optato per una reprimenda e una sanzione economica di 25.000€.

E' vero che Vettel è stato fermato nel momento in cui stava provando una diversa strategia di qualifica con le condizioni meteo che cambiavano rapidamente, ma è altrettanto vero che durante la qualifica tutti i piloti vengono fermati a random. 
La sanzione applicata dai commissari è giusta, tuttavia ha generato parecchio clamore in quanto non sono stati presi provvedimenti nei confronti di Hamilton per un impedimento nei confronti di Sirotkin. 
Va anche sottolineato però, che ciò non è stato fatto in quanto il pilota Williams non era nel giro cronometrato, ma in quello di lancio. 
La regola è sbagliata perché la manovra è stata molto pericolosa, ma i commissari non potevano fare nulla...





















  • Sirotkin e Magnussen sono stati sanzionati con una reprimenda in quanto hanno guidato troppo lentamente in un giro di rientro ai box in qualifica.
E' una violazione dell'articolo 27.4 del regolamento sportivo:
"In nessun momento una macchina può essere guidata inutilmente lentamente, in modo irregolare o in un modo che potrebbe essere considerato potenzialmente pericoloso per gli altri piloti o per qualsiasi altra persona."
Per quanto riguarda Magnussen, al termine del suo giro lanciato in Q2, ha ecceduto il tempo limite imposto tra le due linee di safety car, tuttavia i commissari hanno notato che il pilota ha prestato molta attenzione a non danneggiare gli altri avverarsi in pista. Inoltre si è ritrovato in condizioni di pista bagnata a tratti.
Sirotkin, invece, ha anche lui ecceduto il tempo limite tra le due linee di safety car, ma non ha guidato in modo troppo lento o pericoloso. Ciò è avvenuto per un errore di settaggio del tempo sul display del suo volante che ha ingannato il pilota.
Per entrambi è giusta la reprimenda.


  • Passiamo quindi al caso che ha generato più polemiche: Ocon sanzionato con una penalità di 10 secondi stop/go + 3 punti patente per aver causato un incidente.
Il tutto rientra nell'articolo 38.1 del regolamento sportivo:
"Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, avverrà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se procedere o meno con un’indagine.
I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi."
Ocon era un pilota doppiato, ma si trovava in pista con gomma supersoft nuova. Aveva un buon ritmo, così ha cercato di superare Verstappen, leader della corsa, per sdoppiarsi in curva 1. 
Tuttavia la manovra è fallita, ma ha continuato la lotta con Verstappen, andando alla collisione in curva 2 

La sanzione applicata dai commissari è la più alta prima della squalifica, proprio a significare che il comportamento di Ocon è stato decisamente sbagliato, tuttavia oggi dovevano rispolverare la vecchia bandiera nera. E' vero che un doppiato può tentare di sdoppiarsi, ma è altrettanto vero che se non ci riesce, deve lasciare strada, soprattutto se l'altro pilota in questione è il leader. 
La squalifica sarebbe stata la scelta migliore, anche perché Verstappen ha perso la gara proprio per via di questo contatto... 

  • Alonso e Vandoorne sono stati sanzionati con 5 secondi di penalità + 2 puntipatente per aver ignorato le bandiere blu 
E' una violazione del codice sportivo internazionale.

Per quanto riguarda Alonso, i commissari hanno valutato che il pilota ha ignorato le bandiere blu per un numero significativo di curve quando gli venivano mostrate; per Vandoorne, invece, dai video si nota come nel momento in cui si è trovato alle spalle Grosjean, non subito ha lasciato strada e non lo ha fatto nemmeno nelle curve successive. 
Per entrambi, la sanzione è corretta.


  • Da ultimo, vediamo l'episodio che ha visti coinvolti ancora Verstappen e Ocon e che ha visto l'assegnazione di due giornate di "servizi sociali" a disposizione della FIA per l'olandese da scontare entro sei mesi.
E' una violazione del codice sportivo internazionale.

Guardando le immagine delle telecamere, è evidente che Verstappen è entrato nel box della FIA per il peso, si è diretto verso Ocon e ha iniziato con lui un acceso diverbio comprensivo di alcune spinte sul petto.
Durante l'incontro con i commissari, però, entrambi i piloti si sono mostrati disponibili a collaborare e l'olandese ha spiegato che il suo intento non era quello di colpire l'avversario, ma è stato portato a farlo dalla grande rabbia che aveva addosso per l'incidente avuto precedentemente in pista.
I commissari hanno accettato la spiegazione di Verstappen e hanno dimostrato di essere solidali con lui, tuttavia, credono che i piloti di questo sport devono comportarsi in modo adeguato in quanto vengono presi come esempio, quindi hanno ritenuto opportuno applicare questa sanzione.

Giusto, il comportamento di Verstappen non va incentivato in alcun modo, pur capendo bene la situazione in cui si è ritrovato...



 di Alessandro Rana (@AleRana95)

GP BRASILE - IL COMMENTO: Mercedes campione secondo copione ma Interlagos non è mai banale

Add Comment
Gp del Brasile che regala il 5’ titolo consecutivo alla Mercedes e che raggiunge di fatto il record Ferrari dell’epoca Todt-Brawn-Schumacher. Un record che dobbiamo ammettere essere strameritato, e mi riferisco a questa ormai lunga epopea ibrida, nella quale il team AMG F1 alla fin fine è stato messo tecnicamente e seriamente sotto pressione solo quest’anno dalle idee del team guidato dalla Direzione tecnica di Binotto; ma poi reagendo dopo l’estate e mettendo la pietra tombale sui campionati grazie alla perfezione tattica di Hamilton, ai team order criticati ma vincenti, e alla saggia gestione politica e della pressione di Toto Wolff. 


Va detto che le non brillantissime prestazioni delle frecce d’argento degli ultimi tre Gp hanno fatto il paio con quelle Ferrari di Singapore Russia e in parte Suzuka, regalando domeniche più intense del previsto, e un esito che nel caso di Interlagos appare ovviamente ingiusto; ma si sa, quando i pianeti sono allineati attorno ad un ciclo vincente, quello che manca lo porta anche la sorte; fortunosa la mancata penalizzazione del Campione del Mondo per delle manovre piuttosto naif in qualifica. 

Sorte, o meglio malasorte dal punto di vista di Verstappen, che ha avuto le sembianze di Ocon al giro 44. Una manovra del tutto ingiustificata, favorita dalla ingenua imprudenza dell’olandese certo di voler battagliare pur avendo “molto più da perdere” per citare Hamilton nel retro podio. In molti hanno pensato all'intenzionalità di Ocon di voler distruggere la gara di Max volontariamente. Personalmente non credo a questa cattiveria, oltretutto gratuita e utile a nessuno, priva di ragione sportiva, ma la domanda “se ci fosse stato Hamilton” non ci vuole un genio a porsela. (Per non parlare se ci fosse stato Vettel, e qui ci siamo salvati da una possibile apocalisse). 


Difficile rispondere, forse imbarazzante. Forse tanta superficialità o frustrazione nascosta di un ragazzo che è sempre sembrato più maturo della sua età. Di sicuro l’attenzione sarebbe stata molto diversa e con tutte le cautele del caso inutile dirlo. Dopo 20 anni (Schumacher-Coulthard Spa ‘98 trasmesso dopo mezzo secondo), si è sfiorata la rissa al box, e onestamente non so se vederla più come una cafonata di Max o con più romanticismo rievocando i match del passato. A caldo capisco che i 21 anni sono pur sempre la metà dei miei quindi sorvoliamo (perché senza feriti) sull’alzata di mani peraltro punita con 2 giorni di lavoro pubblico in Federazione. (Mai sentito prima!). 

Tornando alla gara una Redbull che non ti aspettavi, su un circuito che non ti aspettavi, asciutto. Come sempre due grandi piloti su una vettura spremuta al 100% a cui se tra 3 mesi la Honda incredibilmente darà i CV giusti e l’affidabilità allora....


Capitolo Ferrari. Dopo la scampata penalità di Vettel (buon senso) per aver fatto 22.000 euro di danni al controllo peso (e le comiche coi commissari), la mancanza di prestazione della rossa dovrebbe dipendere da un sensore che non ha fatto funzionare in modo corretto il differenziale, sta di fatto che il tedesco ha sofferto con ogni mescola ed è stato costretto ad una gara incolore, con l’obbligo addirittura di lasciar andare Raikkonen almeno per il podio, troppo poco viste le premesse del sabato e le attese su una pista in teoria favorevole. Problemi che sono comunque stati analizzati nella consueta analisi post gara. 

Manca solo una gara ma è tutto ormai definito, vale la pena sottolineare il lavoro fatto dalla Sauber Alfa Romeo, partiti da Melbourne nelle ultime file con un distacco di quasi 3.5 secondi dalla pole e un Leclerc in difficoltà, hanno dimezzato il distacco, facendo crescere nel modo migliore il futuro pilota Ferrari. Una crescita raggiunta grazie ad un lavoro di qualità e alla PU Ferrari ma pur sempre con risorse limitate.

Autore: Giuliano Gemma (@GiulyDuchessa)

GP BRASILE - ANALISI GARA TOP TEAM: top RedBull in termini di gestione gomme, flop Ferrari sul lato strategico

Add Comment
Quello corso ormai tre giorni fa è stato un Gran Premio del Brasile non banale, con i primi quattro piloti raggruppati in soli 5 secondi e con molti argomenti su cui soffermarsi. Lewis Hamilton è riuscito a cogliere la sua 73esima vittoria pur non essendo sicuramente il pilota più veloce in pista; il pilota inglese è infatti riuscito a vincere sfruttando l’incomprensione tra Verstappen ed Ocon che ha fatto perdere la meritata leadership al giovane pilota olandese. In casa Ferrari la gara brasiliana non è stata del tutto negativa visto che Raikkonen è riuscito a terminare sul podio mentre Vettel, a causa di un grave qualche problema tecnico, non è andato oltre il sesto posto.


Festa grande all'interno del box Mercedes: la Scuderia anglo-tedesca ha festeggiato in grande stile il quinto titolo costruttori consecutivo, con tutta la squadra che ha intonato a gran voce la famosissima “We are the Champions” dei Queen. Un titolo meritato ma ottenuto non senza difficoltà, incontrate soprattutto a inizio stagione e nelle ultime tre gare. Continua invece il momento buio di casa Ferrari per quello che riguarda la conquista dei due mondiali ricordando che l'ultimo iridato piloti risale all'ormai lontanissimo 2007, un anno prima dell'ultimo trionfo Costruttori.

GP BRASILE: la SuperSoft ha funzionato meglio del previsto, sopratutto su RedBull  
Nel post qualifiche è stato proprio Sebastian Vettel a mettere in risalto la grande scelta strategica Ferrari: "Partiremo con una gomma diversa dagli altri domani e forse questo potrà fare la differenza. La Soft è la gomma che la maggior parte di noi avrebbe voluto avere in partenza, ma con le condizioni così complicate è stato difficile. Sono contento che siamo riusciti a passare il taglio con quelle gomme“. Anche Toto Wolff era della stessa idea: "La Ferrari ha scommesso sulla Soft e la scelta potrebbe pagare domani con il primo stint che sarà molto interessante”. Ma 24 h dopo, pur con una pista piuttosto calda (attorno ai 40°C) che avrebbe dovuto favorire il compound Soft delle due SF71H rispetto alla SuperSoft di Mercedes e RedBull, i gap tra le mescole era molto contenuto.  


Sempre Vettel, piuttosto lucido nella varie analisi post evento: "La prima parte di gara mi ha sorpreso: le nostre Soft non erano lente, piuttosto erano le SuperSoft degli altri a funzionare meglio del previsto soprattutto per quanto riguarda la durata"


Il pilota tedesco della Ferrari fa riferimento soprattutto alla durata della SuperSoft su entrambe le RedBull RB14: ben 35 giri per Max Verstappen e addirittura 39 per Ricciardo. Più problemi per Mercedes che soprattutto con Valtteri Bottas ha avuto importanti problemi di blistering andando ad anticipare l'unica sosta preventivata. 

GP BRASILE: una domenica nerissima per gli strateghi Ferrari
Se RedBull ha confermato di essere al top in termini di gestione gomme, Ferrari ha confermato di avere qualche problema di troppo nel lato strategico del Team. La scelta della Soft nel Q2 delle qualifiche chiamava facilmente una strategia Soft - SuperSoft per entrambe le SF71H; una prima parte di gara "difensiva" (partenza e primi giri soprattutto dove era scontato aver maggiori problemi di riscaldamento degli pneumatici) per poter fruttare una seconda parte di gara più aggressiva rispetto alle possibili Soft - Medium degli altri due Team concorrenti. 


Se con Vettel la strategia può trovare delle scusanti, resta inspiegabile la strategia con Raikkonen. Perché portare ai box l'unica Ferrari in grado di provare a vincere la gara per metterla nuovamente a pochissimi secondi da Bottas a parità di mescola? In RedBull spesso insegnano (agli altri Team) lato strategie ed è stato cosi anche la scorsa domenica quando hanno comunicato ad entrambi i piloti di massimizzare il loro primo stint per poter passare al Plan B, ad una strategia quindi SuperSoft - Soft rispetto al Plan A che vedeva l'utilizzo della Medium nella seconda parte di gara. 

GP BRASILE: RedBull al top grazie ad una perfetta gestione gomme ed a Power Unit Mercedes e Ferrari "spompate"
Se la "perfetta gestione degli pneumatici" ce la si poteva aspettare da una vettura che globalmente è stata la migliore sulle Pirelli 2018 (vergognoso il costante innalzamento delle pressioni tra venerdì e sabato: 23.5 psi all'anteriore, 21.5 psi all'anteriore) soprattutto nella seconda parte di questa stagione, più difficile prevedere la facilità con cui Verstappen e Ricciardo sono riusciti a dettare legge anche nei due settori veloci della pista in gara


Se il gap in qualifica è dovuto principalmente alla differenza di cavalli tra la Power Unit Renault con Mercedes e Ferrari, in gara la situazione si è sempre equilibrata da questo punto di vista; ancor di più in questo finale di stagione dove RedBull può sfruttare Power Unit più fresche rispetto ai due Team che hanno dominato almeno due terzi del mondiale. Mercedes e Ferrari stanno scendendo in pista con unità molto utilizzate e stanche, non riuscendo più a spremerle al massimo potenziale durante le varie fasi di gara. Insomma, la mappature da qualifica che Ferrari e Mercedes riuscivano ad utilizzare anche la domenica non vengono più utilizzate per garantire l'affidabilità delle ultime unità motrici. Oltre a ciò, importante il problema avuto da Hamilton con il surriscaldamento di uno scarico che ha costretto gli ingegneri ad utilizzare una mappatura della Power Unit molto tranquilla. Un abbassamento di potenza che secondo Mercedes è costato ad Hamilton circa 4 decimi al giro, una ventina di CV. Questo ha ulteriormente comportato un avvicinamento molto importante tra le potenze dei due Team che si stavano giocando la vittoria mostrandoci bene cosi le enormi doti telaistiche e meccaniche della RB14 che equiparando le prestazioni nel primo e terzo settore, i due più veloci, è riuscita a mantenere quell'importante vantaggio che si costruiva nel settore più guidato, il secondo. 

GP BRASILE: imperdonabile l'errore di Ocon ma Verstappen.....
Al giro 44 il patatràc per RedBull e Verstappen: il pilota olandese stava comandando la gara piuttosto agevolmente con qualche secondo di vantaggio nei confronti di Hamilton e gomme più fresche e prestazionali rispetto al 5 volte campione del mondo. Ocon aveva effettuato il suo pit stop al giro 40 ed aveva montato le SuperSoft. Il team Force India era convinto di riuscire a mandare in pista il pilota francese davanti a Verstappen ma, a causa di alcuni problemi nel cambio gomme, sono stati persi 5 secondi e questo ha fatto si che il pilota francese sia uscita dietro al pilota olandese. 


Nei primi giri con le SuperSoft, Ocon era più veloce di Verstappen e questo lo si nota analizzando il passaggio nel giro 42 dove la Force India è riuscita a guadagnare mezzo secondo sulla vettura che fino a quel momento era leader della gara. Per sfruttare al meglio le gomme “rosse”, Ocon ha cercato di sdoppiarsi ma la manovra ha portato i due a toccarsi alla curva 1 mandando in testacoda Verstappen e danneggiando in modo piuttosto importante nella zona del fondo la RB14 che sono costati, secondo RedBull, circa mezzo secondo al giro. Ocon ha sicuramente commesso un grave errore piuttosto grave ma Verstappen poteva sicuramente prestare maggiore attenzione per evitare questo contatto. 

Questo è quello che Hamilton ha chiaramente detto al forte pilota olandese RedBull nel retro podio di Interlagos: "Gli è permesso dal regolamento. Quello che aveva tutto da perdere eri tu, lui ben poco". Un modo per sottolineare che serviva più attenzione da parte sua, comportamento cauto e intelligente che Hamilton ha più volte mostrato in questa sua stellare stagione 2018, la migliore della sua ormai lunga carriera.

GP BRASILE: che aveva la Ferrari SF71H di Vettel?
Alla vigilia della gara si pensava che il favorito per la vittoria fosse Sebastian Vettel visto anche la scelta che la Ferrari aveva fatto durante le qualifiche qualificando i suoi piloti con le più durature gomme Soft. Questo lasciava presagire una prima parte di gara piuttosto lunga per poi montare le prestazionali SuperSoft fino al termine della corsa.


Purtroppo il pilota tedesco non è però praticamente mai riuscito a mostrare il vero potenziale della sua SF71H a causa di un problema ad un sensore che ha compromesso il regolare funzionamento del differenziale. Questo è un elemento della trasmissione fondamentale in tutte le monoposto, disposto tra la scatola del cambio e le ruote motrici. In una curva la ruota esterna dovrà coprire una distanza maggiore rispetto alla ruota interna: in questo caso, quindi ogni ruota presenterà una diversa velocità di rotazione. I gruppi differenziale presenti sulle vetture di F1 sono dotati di impianti elettronici che possono adattarsi a tutte le situazioni, trasferendo, se necessario, parte della coppia motrice della ruota che gira più rapidamente, alla ruota che presenta la maggiore aderenza. I piloti devono trovare un giusto compromesso, nella regolazione di questo sistema, tra l'energia cinetica e la tenuta di strada nelle curve: aumentando il coefficiente di bloccaggio si guadagna motricità, riducendolo si migliora l'aderenza. Il malfunzionamento di un sensore legato a questo macro componente spiega le non positive prestazioni della sua SF71H in curva nonché il consumo anomalo degli pneumatici. 

GP BRASILE: nel 2019 le famose gomme 0.4 "ribassate" per combattere il blistering 
Concludiamo l'analisi di questo interessante penultimo appuntamento stagionale con una notizia che riguarda la prossima stagione. Si aggiunge infatti una macro informazione sugli pneumatici 2019: la Pirelli ha deciso di deciso di ribassare di 0.4 mm i battistrada di tutte le mescole che verranno portate in pista il prossimo anno. Ricordiamo che già in questa stagione si è corso per motivi di sicurezza con mescole "ribassate"  (Barcellona, Paul Ricard e Silverstone). La ragione tecnica è dettata dal blistering, presente in molte delle gare di questa stagione: “Le gomme 2019 faranno parte della famiglia di quelle che abbiamo già utilizzato a Barcellona, Paul Ricard e Silverstone. Proporremo delle nuove costruzioni a base di mescole diverse, ma la direzione è quella. L’obiettivo è migliorare le prestazioni”.


Oltre a ciò, da ricordare che la prossima stagione avremo tre colori ‘fissi’ per le tre mescole del weekend: rosso per la Soft, giallo per la Media e bianco per la Hard. Attenzione però che ogni GP avrà le sue mescole, similarmente alla stagione in corso, solo i colori rimarranno sempre quelli. 

Autore: @smilextech & spontonc

GP ABU DHABI - PIRELLI: set pneumatici scelti da ciascun pilota

Add Comment
SET SCELTI PER PILOTA

Milano, 13 novembre 2018 – La FIA ha comunicato a Pirelli il numero di pneumatici e relative mescole scelti da ciascun pilota per il Gran Premio di Abu Dhabi (23-25 novembre).



FORMULA E | DRAGON RACING: Con l’arrivo di Maximilian Gunther ufficializzata la line up per Season 5

Add Comment



Il team statunitense adesso è al completo. Nelle prime ore della mattinata di ieri il team capeggiato dall’imprenditore Jay Penske svela il nuovo arrivato in casa Dragon, ufficializzando Max Günther come nuovo pilota per la prossima stagione, che affiancherà il più esperto José Maria Lopez nel campionato mondiale. Anche se con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia il team Dradon Racing presenta la sua line-up per Season 5, con la quale spera di raggiungere buoni risultati dopo un’incoraggiante tre giorni di test, svoltasi il passato ottobre nella bella cornice valenciana del circuito Ricardo Tormo.

Il team americano fu fondato da Jay Penske, che nell’ormai lontano ottobre 2013 firmò un accordo con la Formula E Holdings per diventare il quarto team in franchising a entrare nel campionato della all electric series. I risultati furono da subito incoraggianti dimostrando un gran competitività sin dagli inizi. Infatti già durante la prima annata arrivò in quel di Berlino una vittoria nella categoria grazie a Jérôme d'Ambrosio, mentre il team a fine stagione si aggiudicò la palma di vice campione del mondo con un distacco di “soli” 62 punti dalla scuderia campione e.Dams Renault.

Come dicevamo finalmente in casa Dragon Racing arriva l’ufficialità che assegna l’ultimo posto disponibile del team, che sarà occupato da Maximilian Günther. Il giovane tedesco, che debutterà il prossimo 15 dicembre nella prima tappa dei 13 appuntamenti iridati nella città di Ad diriyah, non è un totale estraneo alla categoria. In effetti il pilota nato a Oberstdorf entrò a far parte del team Dragon come pilota di riserva, dopo aver dimostrato tutto il suo valore nei Formula E rookie test disputatosi a Marrakech all’inizio di quest’anno.


Grazie ai km accumulati tanto in pista come al simulatore il ventiduenne seppe conquistare la fiducia dei tecnici americani, aiutando nell’importante ed essenziale fase di sviluppo del pacchetto powertrain di Penske EV-3, lasciando stupefatti tutti i membri del team dimostrando il suo valore al volante della monoposto elettrica.
"Sono davvero felice di gareggiare con Dragon nella prossima stagione ABB FIA Formula E. Abbiamo fatto grandi progressi durante lo sviluppo della monoposto, essendo la Gen2 più potente e complessa. Si tratta di una sfida entusiasmante per gli ingegneri e per i piloti, e mi diverto ogni secondo a guidare", commenta il tedesco che poi aggiunge: "L'atmosfera di lavoro all'interno della squadra è fantastica, mi sento davvero a mio agio e non vedo l'ora d'iniziare la nuova stagione. Certamente, darò il massimo per offrire i migliori risultati possibili alla squadra. Voglio ringraziare Jay Penske e l'intero team Dragon per la loro fiducia, e per avermi dato l'opportunità di correre in questo campionato di prima classe".


Dall’altra parte il fondatore, proprietario e team principal del Dragon Jay Penske si dimostra entusiasta del suo nuovo pilota, puntando decisamente sul talento del giovane bavarese.
"Sono molto contento di aver dato a Max l'opportunità di correre con la vettura numero 6 in questa stagione. Il ragazzo ha fatto un enorme lavoro costruendo un rapporto con il team collaborando con l'intera organizzazione sullo sviluppo del Penske EV-3, dimostrando di essere un vero competitor. Non vedo l'ora di vedere i risultati del suo duro lavoro durante Season 5".

Senza dubbio trattasi di una sfida importante per il nuovo pilota Dragon, in una categoria che ha saputo crescere a vista d'occhio fino ad accaparrarsi anche la fiducia dei più scettici. Pertanto dopo una annata disputata in Formula 2 con il team BTW Arden, dove a dire la verità Max non si è ricoperto di gloria con all’attivo una unica vittoria in gara 2 a Silverstone, il giovane tedesco è pronto a dimostrare le sue abilità di guida, affiancato però da un osso duro come “Pechito” Lopez che sicuramente non gli renderà la vita facile.



AutoreAlessandro Arcari @BerrageizF1-  @motorlat  
Fonti foto: Alessandro ArcariABB Formula E - Maximilian Günther

GP BRASILE: il pagellone semiserio del Froldi

Add Comment
Il pagellone semiserio del Froldi
GP Brasile - 2018

Le viscere. Il cuore. La rabbia. Che ti pompa dentro adrenalina che pompa altra rabbia; tanto che vorresti spaccare il cielo a pugni mentre la tua ragione è persa chissà dove. La benzina dei piloti è il rischio: danzare con la morte accanto. Una droga potente come poche. Portare al limite un mezzo meccanico come nessuno ha mai fatto prima. Poi arriva il coglione di turno. Tutti ne abbiamo incrociato qualcuno nella vita. Lo Schlesser che regala una doppietta insperata in casa, alla Rossa, catapultando fuori pista Senna involato ad una comoda vittoria. Coulthard, mediocre pilota (e forse migliore cronista) che si fa centrare da Michael a Spa (nessun ferrarista e nessun vero sportivo glielo perdonerà mai, e lui lo sa), e il pilota della Ferrari con gli occhi iniettati di sangue trattenuto a stento dal Team mentre minaccioso va verso lo scozzese nei box. E Piquet che prende a pugni Salazar, nel 1982, anche lui sbattuto fuori così, mentre tutto era tranquillo ed apparentemente nulla poteva andare storto. Non so cosa sia passato per la testa ad Ocon, ma comprendo perfettamente la reazione di Max nel dopo gara. Verace, eccessiva, razionalmente da condannare ma terribilmente umana. Perché non siamo fatti solo di neuroni, ma anche di sangue e budella. Qualcuno direbbe (e anche io in parte concordo) che ogni tanto il fato porta, con gli interessi, il conto. 



E prima o poi a Max qualcosa indietro doveva tornare. Vero. Ma nulla toglie ad una manovra, di un doppiato, sconsiderata come poche nella storia recente, compiuta del “terzo pilota” Mercedes. Ocon, per chi non se lo ricordasse, è quello che a Monaco disse, apertis verbis, che il suo capo era Toto Wolff. Con il piccolo particolare che lui, il ragazzo che tutto farebbe pur di avere quel benedetto posto in Mercedes (nel 2020 pare glielo abbiano promesso), guida per un’altra scuderia. La Mercedes è riuscita in due capolavori. Avere il più incredibile e straordinario cavalier servente della storia della Formula Uno: Bottas, soprannominato tappo di cemento armato. E nell’avere un terzo pilota a disposizione, tale Oco(gli)on. Se ne dice(va) un gran bene. Io ho sempre in mente quelle sue parole da Monaco, appunto. Uno schiaffo in faccia allo Sport. Il resto, l’eventuale talento, non mi interessa. In quella testa c’è un tarlo: l’essere più realista del re. Un utile idiota di cui francamente la Formula Uno può fare tranquillamente a meno…

Max Verstappen. Voto: 10. E’ lui il vincitore morale di questo Gran Premio. Inutile girarci attorno. Non conta nulla essere vincitori morali, ovvio, ma bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Ed a Max quel che è di Max.

Max Verstappen e il karma. Voto: ogni tanto il conto arriva. Di solito quando meno te lo aspetti.

Oco(gli)on. Voto. Anzi no: auspicio. Che resti senza sedile anche nel 2020. D’altronde, pensateci, quale Team vorrebbe in squadra uno che è dipendente di un’altra squadra? Una quinta colonna quiescente pronta a eseguire i desiderata degli altri? Mi sarebbe piaciuto che un giornalista facesse questa domanda ad Ocon: Ti saresti sdoppiato da Hamilton?

Hamilton. Voto: 5. Ormai l’ego di Lewis è catapultato verso l’infinito e oltre. Non c’è nulla di male a trovarsi nel posto giusto al momento giusto. E la fortuna aiuta gli audaci. Però: se ci metti una sicura penalizzazione (che non sappiamo ancora perché non sia stata data nelle Q2) e il terzo pilota AMG che ti serve su un piatto d’argento la vittoria…ecco, non dico che non dovresti festeggiare ma, certo, il modo dice tanto di te. Campione.


Lewis, straordinario campione. Ma umanamente…stendiamo un velo pietoso. Occhio fresco pentacampione, che più si va in alto e più la caduta rischia di essere rovinosa…



Vettel. Voto: 5. Semplicemente, complice un problema elettronico che ne ha castrato la vettura, non c’era. 


Ha corso di riserva limitando i danni. Era come vedere, plasticamente, un Team che, a dispetto delle solite parole belligeranti, ha perso ogni stimolo ed aspetta la fine della stagione come una liberazione.

Raikkonen. Voto: 8. Non credo si potesse pretendere di più da Ice Man in questo Gran Premio. Resta la domanda se la sua fosse o meno la Rossa più performante.

Bottas. Voto: Il più grande gregario della storia della Fortuna Uno. L’ho già detto. lo ripeto.


Muretto Ferrari. Voto: sono tornati i soliti…quando la Ferrari ha scelto le gomme gialle per la partenza, in Q2, ho pensato…sono gli unici che lo hanno fatto…o sono “geni” oppure “sgeni” (copyright by Alonso, come ricorderete). Poi in gara, quello che non è parso un reale vantaggio è stato vanificato dalla scelta di gomme ancora più conservative. Qualcuno mi saprebbe spiegare se sono io che non ci capisco niente? 
Mi aiuta PG: 
«In @ScuderiaFerrari oggi eroici: partono con Soft per avere vantaggio nella lunghezza del primo stint con seconda parte di gara su mescola più morbida ed invece accorciano inutilmente il primo stint montando pure la Medium. Vergognosi».

Muretto Red Bull. Voto: 10 e lode. Ecco, forse in Ferrari dovrebbero chiedere qualche consiglio ad Horner & co. Anzi…prendiamoci direttamente Horner (e magari quel mezzo pirata di Marko).

Pirelli. Voto: 4. Ogni volta che Pirelli dice che quella strategia sarà la migliore, viene quasi regolarmente smentita dall’andamento della gara. Ti viene il dubbio che ad una gara dalla fine del Mondiale…non abbiano ancora capito come funzionano gli pneumatici che loro hanno costruito…

Commissari di pista. Voto: Una triste commedia che ha stufato. Condivido totalmente il pensiero di Alberto Sabbatini: 
“In pratica per la Fia è più grave che Vettel abbia messo a rischio l’incolumità dei commissari quasi da fermo ai box che Hamilton l’incolumità di Sirotkin in pista a 200 km orari!”


FIA. Voto: non so più cosa dire. Quando una bilancia (forse rotta) vale più di una vita (rischiata), c’è molto che non va. Ok, i tifosi Ferrari rosicano amarissimo, e lo fanno da 11 anni ormai. Quindi il mio giudizio può essere in parte obnubilato da un dominio asfissiante, mortifero e quasi inscalfibile. Tuttavia: regole assurde. Commissari impreparati. Nessuna uniformità di giudizio. Pesante anglocentrismo (la FIA di francese ha solo il presidente, Mercedes di tedesco il nome e i soldi) e ipertutela per Lewis (che non ne ha bisogno). E’ ormai solare che se possono bastonano Vettel (e la Ferrari). Mentre mi chiedo cosa dovrà mai fare Hamilton per essere in qualche modo sanzionato. La FIA sta avvelenando essa stessa la sua creatura dalle galline d’ora (per ora) e sta dando la stura ad ogni complottismo. Se gli appassionati di F1 dovessero arrivare alla certezza (perché il sospetto è forte) che questo Sport sia tutto una finzione, una formula wrestling con cicli predeterminati in cui a turno qualcuno vince per un lustro, le ore di questa pantomima sarebbero contate...


di  Mariano Froldi
foto @FormulaHumor

GP BRASILE - LE PAGELLE: i voti della ventesima gara

3 Comments
Lewis Hamilton vince in modo rocambolesco il gp del Brasile! Sul podio con lui Verstappen e Raikkonen. Seguono quindi Ricciardo, Bottas e Vettel con quest'ultimi due mai a livello dei compagni di squadra.



Ma vediamo insieme i voti per questa gara:



Mercedes: 7 al team; 9 a Hamilton; 6 a Bottas

Gran lavoro di Hamilton che porta a casa la pole del sabato; poi parte in testa e ci resta fino al primo pit stop quando subisce il sorpasso di Verstappen. Capisce che la vittoria è dura e gestisce la gomma, poi si ritrova la sorpresa e la sfrutta al meglio...
Bottas parte 3° e al via riesce a sopravanzare Vettel; poi si spegne, ma fa l'uomo squadra. I suoi giri non sono mai all'altezza di quelli di Lewis, ma blocca gli avversari, prima Raikkonen e poi Ricciardo, per molto tempo. 


Red Bull: 9 al team; 10 a Verstappen; 10 a Ricciardo
Un grandissimo weekend in cui è mancata solo la vittoria e non per colpa loro.
Super Verstappen: al via si sbarazza in fretta delle due Ferrari e di Bottas, poi si mette a caccia di Hamilton. Non ha problemi di gomme e con una strategia diversa a fermarsi più tardi, riesce a portarsi in testa con un gran sorpasso sull'inglese. Peccato arrivi poi Ocon a farlo girare mentre lo stava doppiando... Con macchina danneggiata non ha più il ritmo per riprendersi ciò che gli è stato tolto.
Straordinario anche Ricciardo! Parte 11° per la sostituzione del turbo e in pochi giri è 6°. Poi anche lui segue la strategia del compagno di squadra e si porta a casa due sorpassi fantastici prima su Vettel e poi su Bottas. Nel finale di gara era il più veloce in pista...



Ferrari: 5 al team; 7 a Raikkonen; 5 a Vettel

Erano gli unici a partire con gomma gialla e sembrava che ciò li dovesse aiutare molto e invece...
Al via vengono superati dagli altri che hanno gomme con maggior grip e questo ci può anche stare, ma poi restano imbottigliati alle spalle di Bottas, con un ritmo simile a quello degli altri. Inoltre, la strategia che mettono in campo è abbastanza inspiegabile: si fermano praticamente insieme agli altri. Eppure partivano con gomma soft...
Senza dubbio meglio Raikkonen oggi, anche se sulla Ferrari di Vettel era palese che qualcosa non andava come doveva...



Alfa Romeo Sauber: 8 al team; 9 a Leclerc; 6 a Ericsson

6 a Ericsson per la super prestazione in qualifica; in gara inizia da subito a fare il gambero e dopo non molto è costretto al ritiro, forse anche con qualche problema sulla macchina.
Super anche Leclerc in qualifica, a portarsi in Q3 con un grandissimo giro con gomma rossa usata e pista "bagnata" nonostante dal box gli avessero detto di rientrare. Anche la gara poi è ottima, chiudendo in 7^ piazza senza essere minimamente infastidito dagli altri.



Haas: 7 al team; 7 a Grosjean; 7 a Magnussen

Dopo i due passaggi a vuoto negli Stati Uniti e in Messico, ecco che ritornano ad essere il team che avevamo conosciuto nel resto della stagione. 
Magnussen resta fuori dal Q3, ma solo per il super giro di Leclerc; in gara poi sono 8° e 9° senza infamia e senza lode.



Force India: 5 al team; 6 a Perez; 0 a Ocon

In qualifica sono entrambi fuori in Q2.
In gara, Perez riesce a portarsi a casa un punticino; la sufficienza deriva da quello.
Ocon è da squalifica! Verstappen lo sta per doppiare e lui allunga la staccata prima e va al contatto poi facendolo girare e facendogli quindi perdere la vittoria. Inaccettabile!
Come già detto, sono soddisfatto della penalità dei 10 secondi stop/go, la più alta prima della squalifica. Ma allo stesso tempo non lo sono, in quanto era quella la sanzione giusta. 
Così non va bene.


Toro Rosso: 6 al team; 7 a Hartley; 5 a Gasly
In qualifica, il francese è nettamente il migliore riuscendo a portare la sua monoposto in 10^ posizione contro la 17^ del compagno; poi in gara sparisce e chiude in 12^, ma addirittura alle spalle di Hartley. Forse una delle migliori gare del neozelandese.



Renault: 4 al team; 4 a Sainz; 4 a Hulkenberg

Un po' quanto successo ad Haas in Messico: il nulla in qualifica e il nulla in gara con il tedesco costretto anche al ritiro. Unica nota positiva, il duello ad inizio gara tra i due durato quasi un giro fianco a fianco, ma decisamente corretto e spettacolare da vedere.



McLaren: 4 al team; 7 a Vandoorne; 5 a Alonso

Vandoorne chiude davanti ad Alonso e già questa è una novità: nonostante gli sia stato dietro tutto lo weekend e sia partito ultimo, riesce a concludere 14° contro la 17^ piazza dello spagnolo. Alonso in una giornata no, con tempo perso anche ai box per uno pneumatico non ben fissato. Non vede l'ora che la stagione finisca...



Williams: 6 al team; 6,5 a Sirotkin; 5 a Stroll

Sirotkin dà qualche segnale di vita entrando in Q2 al sabato, ma in gara il risultato è lo stesso che in quelle passate. Stroll non si è visto.
Anche loro non vedano l'ora che la stagione si concluda...



di Alessandro Rana (@AleRana95)