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ANTEPRIMA GRAN PREMIO DEL BAHRAIN 2019

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Milano, 25 marzo 2019 – Il Gran Premio del Bahrain inizia nel tardo pomeriggio e si conclude in serata, sotto le luci artificiali. Nelle ultime edizioni, questa gara è stata particolarmente combattuta dal punto di vista strategico, su un tracciato molto impegnativo. Per il secondo GP del 2019, Pirelliha nominato le tre mescole più dure della gamma: C1, C2 e C3.


CARATTERISTICHE DEL TRACCIATO
  • L’asfalto è il più abrasivo della stagione, con il fondo che è stato realizzato con granito proveniente dalla Gran Bretagna: per questo motivo sono state nominate le tre mescole più dure.
  • La temperatura asfalto può abbassarsi molto durante la gara e influenzare così la strategia, allungando gli stint.
  • Nel 2018, Sebastian Vettel ha vinto con un solo pit stop, mentre la maggior parte dei piloti ha fatto due soste. La gara è stata dominata dalla tattica, con stint lunghi per molti piloti.
  • Questo circuito enfatizza accelerazione, frenata e trazione, non le curve veloci: è fondamentale gestire al meglio i pneumatici posteriori.
  • La seconda sessione di prove libere, che si svolge nel tardo pomeriggio, è l’unica rappresentativa delle reali condizioni di qualifica e gara, quindi i team concentreranno la maggior parte delle simulazioni in quei 90 minuti.


MARIO ISOLA, RESPONSABILE F1 E CAR RACING

“In passato la gara in Bahrain è stata molto combattuta dal punto di vista della strategia, come ad esempio nel 2018: speriamo che anche quest’anno sia così. Le mescole hard C1 e medium C2 nominate per questa gara sono leggermente più morbide rispetto a hard e medium del 2018, dovrebbero quindi adattarsi meglio alle caratteristiche di questo tracciato. Nonostante la gestione dei pneumatici posteriori sia un elemento chiave in Bahrain, solo pochi team hanno scelto più set di hard. Come sempre, la vera sfida sarà gestire la trazione, su un circuito variabile con temperature in calo e l’asfalto più abrasivo di tutta la stagione”.




BAHRAIN GP - RED BULL PREVIEW: il team di Milton Keynes in cerca di conferme a Sakhir...

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Il mondiale di Formula Uno 2019 è iniziato con il piglio giusto per il team Red Bull, a differenza delle ultime stagioni quando il team austriaco è riuscito ad esprimere il proprio valore solamente dopo parecchi Gran Premi. Nonostante la gara anonima realizzata dal giovane francese Pierre Gasly, che dopo il pasticcio in qualifica realizzato in collaborazione con gli uomini di Milton Keynes non va oltre l’undicesima piazza, Max Verstappen conquista il suo primo podio stagionale dimostrando a tutti che la scuderia austriaca fa davvero sul serio, attestandosi fin da subito come vettura in lotta per le posizioni che contano.

Giunti pertanto al secondo round dell’anno, il talentuoso pilota olandese ha le idee chiare su come comportarsi nelle prossime sfide che lo attenderanno, con la consapevolezza però che ancora per un paio di competizioni non si conosceranno fino in fondo i reali valori delle monoposto.

Mi piace la pista del Bahrain. Il passaggio dal giorno alla notte trattasi di un bel challenge in termini di bilanciamento della vettura, che fa risultare sempre molto interessante il weekend. Non sai mai dove ti trovi quando inizi la qualifica, perché non si può avere la preparazione ottimale visto che le condizioni della pista non sono le stesse durante le prove libere".


"Il settore intermedio, che è piuttosto tecnico, è senza dubbio la parte migliore del circuito del Bahrain, e spero che sia buono anche per le gare di quest'anno. Iniziare la stagione con un podio in Australia è stato davvero positivo, ma Melbourne non è un circuito tipico quindi non possiamo sapere con esattezza il nostro valore. Alla fine penso che non sapremo realmente dove siamo fino a dopo il Gran Premio dell Cina".

Dall'altra parte del box, voglioso di cancellare con un colpo di spugna un fine settimana amaro di soddisfazioni, Pierre Gasly ricorda con gioia la pista di Sakhir, essendo il tracciato dove ha ottenuto il suo miglior piazzamento in carriera nella massima categoria. Sicuro di sé, il francese sa di avere a disposizione un mezzo per fare veramente bene, e per questa ragione non vede l’ora di poter dimostrare a tutti la sua competitività.

"Il Bahrain è una delle mie gare preferite. Ho ottenuto il mio miglior risultato in Formula 1 l'anno scorso con il quarto posto, quindi per me questa pista mi riporta ad un sacco di emozioni regalandomi energia positiva. Inoltre in questo tracciato ho disputato la mia miglior qualifica ottenendo il sesto posto, iniziando poi la competizione dalla quinta piazza...decisamente ho dei bei ricordi."


"Naturalmente si relazionano i luoghi con le emozioni che hai vissuto, quindi per me il Bahrain si colloca in cima alla mia lista come uno dei migliori momenti. Non vedo l'ora di tornare, questa volta con l'Aston Martin Red Bull Racing, soprattutto dopo un weekend difficile come quello di Melbourne. La nostra vettura è competitiva e mi piace la pista del Bahrain, quindi non vedo l'ora di tornare in macchina e mettermi subito al lavoro".

Il team au

Autore: Alessandro Arcari@BerrageizF1

STAGIONE 2019 - HAAS VF19: si sta rivedendo il sistema di raffreddamento della Power Unit Ferrari

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Dopo avervi anticipato la livrea della VF19 (clic qui), pochi giorni prima della sua presentazione, siamo riusciti a venire in possesso di un'altra informazione molto interessante sul Team americano riguardante la Power Unit Ferrari che tanti problemi ha creato alla Ferrari stessa proprio in Australia (clic qui)


Sotto il cofano della VF19 ci sarebbe un problema di bilanciamento nel raffreddamento della Power Unit Ferrari 064; il radiatore posizionato nella parte posteriore della vettura prenderebbe parte meno del previsto al raffreddamento mentre viceversa quelli all'interno delle pance lavorano più di quanto si aspettavano i tecnici del team americano. Per questo, dopo i test pre stagionali e il GP di Australia della scorsa domenica il lavoro a Varano de' Melegari si è molto intensificato. 

A Melbourne è stata portata una nuova specifica di liquido refrigerante che non ha però dato i risultati sperati (fuori dalla tolleranza prevista). Oltre a ciò, in fabbrica stanno apportando delle modifiche al sistema di raffreddamento, molto simile a quello utilizzato dalla Ferrari sulla sua SF90, tra cui lo spostamento del raffreddamento delle parti ibride dal posteriore delle VF19 all'interno delle pance. Modifiche che, attualmente, sarebbero previste per l'ottavo appuntamento (Canada GP). 


Ricordiamo che la Power Unit italiana 064 ha subito delle importanti modifiche in termini di layout per poter riuscire a rastremare il più possibile la parte centrale e posteriore della SF90. Filosofia che anche Haas ha seguito, al contrario di Alfa Romeo che ha continuato a utilizzare un raffreddamento della PU Ferrari molto diverso ma con risultati per ora più positivi (in Australia non sono stati riscontrati problemi di raffreddamento della unità motrice italiana).


Per tutti i motorizzati Ferrari la modifica più importante e visibile è l'eliminazione del secondo intercooler posizionato lo scorso anno nella parte alta del V6 che non permetteva al team italiano di rastremare la parte alta del cofano motore. I condotti diretti verso il compressore, posizionato posteriormente all'endotermico, passavano lateralmente all'intercooler con la diretta conseguenza di un'importante aumento della sezione frontale. Ferrari ha poi optato per una presa dinamica del motore (airscope) dalla forma molto aggressiva, triangolare simile a quello del 2017, divisa in due passaggi per l’alimentazione del compressore e per il raffreddamento dell’ERS

Un airbox che permette sicuramente di massimizzare l'efficienza dell’ala posteriore grazie ad una sezione frontale sensibilmente minore. Un qualcosa che Haas non ha però seguito, mantenendo le "orecchie" laterali alla grande presa d'aria per l'alimentazione del compressore. L'altra importante modifica sta nell'utilizzo di radiatori innovativi (nella tipologia) per rendere ancora più compatto il raffreddamento della vettura italiana 2019 e di conseguenza le pance; una soluzione innovativa per la Formula 1 ma che viene già utilizzata sulle moto. Scelte molto aggressive in termini di packaging per ridurre la resistenza all'avanzamento e migliorare l’efficienza, un qualcosa che in Australia però non si è ancora visto per via del depotenziatamento di cui abbiamo parlato qualche giorno fa. 

Concludendo e spostandoci a Maranello, dalla Ferrari si continua ad affermare che la PU montata all'interno delle SF90 non ha alcun problema di raffreddamento della parte ibrida o del turbocompressore, e che i problemi avuti in Australia rimarranno a Melbourne. Crediamoci almeno per altri sei giorni... poi sarà la pista a parlare e a darci sicuramente qualche risposta in più insieme alla Gran Premio della Cina.

Autore: PG @SmilexTech 

Il ragazzo della porta accanto...

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Bene, diciamo che abbiamo scherzato, una falsa partenza quella di Melbourne, o almeno questo è quello che si stanno ripetendo i tifosi Ferrari ancora in preda a sporadiche crisi di nervi (sto esagerando), dopo la sorpresona australiana che in realtà ci si aspettava solo nel logo sulla carrozzeria, a detta di Binotto, dell’ormai celebre affair tabacco; a proposito, in Bahrein tornerà ufficialmente nome e logo del title sponsor Ferrari Mission Winnow.

“La domanda nasce spontanea”, ma a Shakir, che diavolo ci si deve aspettare?

Dominio Mercedes con Red Bull a infastidire.

Dominio Mercedes con Ferrari a infastidire.

Lotta serrata tra i top.

Dominio Red Bull (non ci credo ma non si sa mai).

Dominio Ferrari. (Oggi difficilmente ipotizzabile ma lo dico lo stesso).

Allora, intanto per prima cosa dobbiamo intuire se i guai accusati a Melbourne siano rimasti in Australia, certo è difficile, in questi giorni se ne sono lette di ogni, dal setup alla benzina fino alla gomme, passando per la PU (quella a mio avviso più probabile per una limitazione derivante non dalla struttura della stessa ma da cause accessorie..pensando al problemone nei test 2 di 20 giorni fa non 6 mesi fa), per arrivare, giuro,  fino alla teoria della relatività. Di sicuro il massimo riserbo del team di Maranello e i dribbling sull'argomento anche dai principali media, in realtà preoccupatissimi ma rassicurati dai ben informati, dimostra che effettivamente potrebbe essere stato un clamoroso scivolone. Liberty Media ci spera, e direi anche noi tutti... forse anche Mercedes


Non ci resta che aspettare pochi giorni e soprattutto non ci resta che Bottas.

Perché Valtteri?

Perché dopo averlo preso a improperi e tacciato in qualsiasi modo dalla lista dei vincenti, il pilota finlandese si sta godendo (più che meritatamente) una bella settimana di gloria, da dominatore, sul “set” della F1 che addirittura con il proprio canale ufficiale omaggia Bottas con il celeberrimo video di Rocky IV, mentre Balboa alias VB, si allena per tornare grande dopo la sconfitta. Mi è piaciuto.

Valtteri è (o almeno sembra) il ragazzo della porta accanto, uno che puoi incontrare al bancone del pub o in un rifugio di montagna per farti un paio di birre. D’accordo...probabilmente tutte doti che in F1 valgono poco e niente se non vinci, ma che vale la pena contrapporre per un momento o finché dura allo strapotere holliwoodiano di Hamilton, a cui le tante attenzioni per il suo team-mate, possono essere avvertite come un semplice sassolino nella scarpa, per ora...

Autore: Giuliano Duchessa@GiulyDuchessa

FORMULA E - SANYA E-PRIX: Jean Eric Vergne conquista la sua prima vittoria in Season 5...

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Nel sesto appuntamento del mondiale di Formula E che si disputa per la prima volta nella splendida cornice di Sanya, Sebastien Buemi non si schiera in griglia di partenza per una presunta irregolarità al sistema frenante, e solo dopo un controllo da parte della federazione può partecipare alla gara iniziando dalla pit lane.

Partenza che fila liscia senza incidenti al via con i piloti di testa che mantengono le proprie posizioni. Dopo neanche mezzo giro arriva il primo colpo di scena, quando la direzione gara é costretta ad utilizzare la full course yellow flag per permettere ai commissari di rimuovere la vettura di Felipe Nasr, rimasta ferma sulla griglia di partenza. Il pilota brasiliano in realtà riesce poi a mettere in marcia la sua monoposto, ma dopo soli cinque minuti deve arrendersi alzando bandiera bianca per un problema di natura tecnica.

Fine settimana da dimenticare per l'inglese Sam Bird, che dopo una qualifica difficile si vede costretto, dopo soli due giri, ad abbandonare la competizione per un problema alla power unit della sua Virgin che ne causa il ritiro. Stessa sorte per Vandoorne, che dopo essere scattato dalla pole nell’ultimo appuntamento mondiale deve abbandonare il Sanya E-Prix prematuramente.
Parte molto forte il campione del mondo in carica Vergne, che dopo pochi giri si trova giá letteralmente incollato al diffusore di Rowland. Il parigino sembra avere più ritmo e, pressando da vicino la vettura numero 22, cerca di innervosire il giovane inglese per condurlo all'errore.
Dopo 10 minuti dal via i vari piloti iniziano ad attivare l’attack mode come nel caso di Jérôme d'Ambrosio, che passando fuori traiettoria attiva la modalità di gara perdendo peraltro la posizione su Mortara.

Frijns con una bella manovra al tornantino infila Lucas Di Grassi conquistando la settima piazza con la sua BMW. Il brasiliano in realtá da circa 2 giri cerca di attivare la modalità di attacco senza fortuna, probabilmente non premendo nel momento corretto il tasto sul volante, tardando alla fine ben quattro tornate per raggiungere il suo scopo.

Nel frattempo Vergne con una gran staccata supera Rowland alla fine della seconda retta del tracciato, approfittando di un consumo eccessivo delle batterie dell’inglese che provoca una abbassamento di prestazione della Nissan. Il giro successivo il francese riesce ad attivare l’attack mode senza cedere la posizione appena ottenuta sull’inglese, utilizzando il lungo rettilineo per prendere il giusto distacco e difendersi dal ritorno di Rowland . Nel mentre un Buemi scatenato a suon di giri veloci risale la classifica e, quando siamo a metà gara, colloca la sua Nissan all’undicesimo posto. Nelson Piquet Jr, che da qualche gara è davvero in grave difficoltà, mette K.O la sua Jaguar dopo un contatto contro il muro, chiudendo in "bellezza" un fine settimana bruttissimo che ha visto il brasiliano partire addirittura dall’ultima posizione della griglia.


Quando mancano 19 minuti alla fine della competizione arriva un altro colpo di scena, con l’abbandono di Sims dopo il contatto con Lotterer. La BMW del britannico, dopo la sberla presa nella parte posteriore destra, deve arrendersi provocando, tra le altre cose, l’ingresso della Safety Car.
Dopo due giri dietro l’auto medica la direzione decide di esporre la red flag, per dare la possibilità ai commissari di rimuovere agevolmente la BMW di Sims. Tutti i partecipanti del Sanya E-Prix quindi si recano nella pit lane quando mancherebbero poco più di dieci minuti alla fine della competizione. Ricordiamo che in questi casi il crono non si ferma, aggiungendo poi solo successivamente il tempo perso alla gara.

Alla ripartenza, che come da regolamento si effettua dopo l’ingresso in pista dietro alla Safety Car, le posizioni rimangono invariate. Ovviamente quasi tutti i piloti del lotto approfittano della situazione per attivare l’attack mode. Di Grassi in questa fase di gara è molto pimpante, e con un bel sorpasso riesce a mettersi dietro Frijns. Stessa sorte per Danierl Abt, che con la sua Audi cede il passo ad un Lotterer davvero scatenato, che con la sua Ds-Techeetah si lancia poi all’attacco di António Félix da Costa per conquistare la terza posizione.

Quando mancano 5 minuti alla fine dell’evento Vergne è messo “under investigation” dalla direzione gara, per un presunto comportamento incorretto durante la fase di Safety Car.


Arrivati all’ultimo giro ecco l’ennesimo colpo di scena della gara quando Frijns, arrivando lunghissimo alla frenata del tornantino, colpisce la vettura del brasiliano Di Grassi provocando, ahimè, il ritiro istantaneo dei due essendo entrambe le monoposto seriamente danneggiate.

La prima edizione del Sanya E-Prix quindi vede sotto la bandiera a scacchi la vittoria di Jean Eric Vergne, autore di una prova davvero convincente dopo diverse prestazioni incolore. Dietro di lui Oliver Rowlan conquista una bella seconda posizione, precedendo sul traguardo con la sua Nissan la BMW del brasiliano Da costa.


Nelle interviste a caldo del dopo gara Vergne è davvero su di giri per la sua prima vittoria stagionale. Nonostante ciò il parigino non perde la sua lucidità, e con delle bellissime parole dedica il suo trionfo a Charlie Whiting ricordando le sue annate in Formula Uno.

 Ecco la tabella completa delle posizioni al termine del Sanya E-Prix


Autore: Alessandro Arcari - @BerrageizF1
Foto: Formula E - FOX

GP AUSTRALIA - REGOLIAMOCI #1: le decisioni dei commissari

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Potremmo quasi dire "quei bravi ragazzi" analizzando le decisioni prese dai commissari. Già, perché non è stata assegnata alcuna sanzione per scorrettezze gravi o incidenti; le uniche riguardano il limite di velocità superato in pit lane durante le libere e un paio di episodi di unsafe release

Vediamoli insieme:

Per quanto riguarda la velocità in pit lane, sotto esame è finito Stroll. Durante le libere 2, ha fatto registrare una velocità di 62 km/h a fronte del massimo consentito di 60 e il suo team è stato sanzionato con 200€ di multa.



Il regolamento sportivo, all'articolo 22.10, avvisa che ogni km/h orario oltre il consentito sarà punito con 100€ di ammenda alla squadra, quindi i commissari non hanno fatto altro che applicare alla lettera quanto previsto. 

Nel caso degli unsafe release, invece, gli episodi analizzati hanno visto coinvolti Norris e MagnussenDurante le libere 3, il pilota McLaren viene fatto uscire dal box mentre in pit lane sta sopraggiungendo Kubica costringendolo ad una grossa frenata per evitare il contatto. Il team ha ammesso l'errore davanti ai commissari che hanno optato così per i classici 5.000€ di multa, come già avevamo visto fare lo scorso anno. In qualifica, accade la stessa cosa con Magnussen ai danni di Perez. Il messicano, per evitare l'indicente, è stato costretto ad una manovra evasiva, quindi anche qui è stata applicata la stessa sanzione vista precedentemente anche ad Haas


Il fatto viene ripreso nell'articolo 28.13 del regolamento sportivo e prevede l'assegnazione di posizioni di penalità in griglia, tuttavia siamo abituati a vedere che si tende a sanzionare  economicamente il team, in quanto il pilota non ha proprio tutta la colpa.



Un ottimo inizio da parte di tutti; speriamo sia lo stesso per il proseguo della stagione...

Autore: Alessandro Rana - @AleRana95
Foto: FIA.com



FORMULA E: alla scoperta del Sanya E-Prix, sesto appuntamento di Season 5...

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Giunti quasi al giro di boa la all electric racing series entra nel vivo del campionato. Per il sesto appuntamento stagionale la giovane categoria varca ancora una volta i confini asiatici recandosi per l'occasione nella provincia di Hainan, dove gli undici team partecipanti a Season 5 si sfideranno nel nuovissimo circuito di Sanya, città dal clima tropicale con l’ubicazione più a sud di tutta la Cina.

La storia della Formula E inizia proprio nello stato cinese, quando la città di Pechino nel 2014 ospitò il primo appuntamento della storia della categoria, per poi dopo due annate spostarsi ad Hong Kong. Nella quinta edizione del campionato tutto elettrico arriva il doppio appuntamento nel paese più popoloso del mondo, grazie all’ingresso nel calendario del tracciato di Sanya.

- Layout

Il circuito si sviluppa nella splendida cornice della Haitang bay, dove le monoposto di seconda generazione passeranno davanti all’iconico Shangri-La Hotel, mentre la linea di partenza trova la sua ubicazione sul ponte. Il percorso studiato dall’organizzazione dello stato sovrano dell’Asia Orientale ha una lunghezza di 2.236 km che comprende 11 curve (3 a destra e 8 a sinistra), presentando un asfalto con un livello medio di abrasione.

Osservando l’immagine successiva risulta evidente la netta contrapposizione del circuito di Sanya rispetto all’ultimo appuntamento mondiale disputatosi a Hong Kong, offrendo un disegno moderno lontano dai soliti layout cittadini stretti e tortuosi, zeppi di curve a 90 gradi.


Il giro prende il via lungo il breve rettilineo che porta alla frenata di curva uno, dove inizia il settore più lento della pista che comprende il susseguirsi di 4 curve. La giusta traiettoria sarà importante per poter percorrere la zona più velocemente possibile, sino ad arrivare a curva 5 dove in uscita (passando per curva 6) si imbocca il primo dei due lunghissimi rettilinei divisi fra di loro dal tornantino di curva 8, punto papabile per realizzare sorpassi.


In questa parte della pista la trazione meccanica sarà di cruciale importanza, per poter raggiungere le velocità massime più elevate. Lasciandosi alle spalle la seconda retta arriva l’altra importante staccata del circuito T10, per affrontare poi l’ultimo tratto del tracciato che ci conduce a sua volta verso l’ultima curva prima di tagliare il traguardo e completare la tornata.

- Attack zone
Durante la disputa del Sanya E-Prix sarà presente come sempre l'utilizzo del discusso "Attack mode”, capace di aggiungere pepe nei momenti clou della gara. Per il sesto round stagionale il punto di attivazione della modalità di attacco sarà ubicato all’esterno di curva 3. Le vetture non dovrebbero "patire" molto la posizione essendo una zona lenta di facile interpretazione.

- Orari per l’Italia

Come sappiamo la Formula E trattasi di una categoria fresca e dinamica anche negli orari di svolgimento, concentrando tutte le fasi del fine settimana in una sola giornata. Tenendo in conto la differenza oraria con l’Italia, l'azione prende il via con la doppia sessione di libere intervallata da circa 80 minuti alle 00.30 di sabato 23.


Successivamente alle 4.20 della mattinata via libera per le qualifiche valevoli per l’accesso alla Super pole, che a sua volta definirà la griglia di partenza del Sanya E-Prix. La gara (orario più accessibile per l’Europa) scatterà alle ore 8.00, quando le monoposto di seconda generazione spingeranno al massimo per disputare il sesto appuntamento di Season 5.

- Conclusioni

Sarà ancora una volta molto interessante osservare le vetture di ultima concezione lungo le strade dei percorsi cittadini, pensando che le misure maggiorate rispetto alle vecchie auto hanno creato alcune problematiche nelle curve più strette, dove l’agglomerarsi delle monoposto in alcune occasioni ha dato vita ad un vero e proprio ingorgo. Inoltre l’andamento caotico della competizione spesso e volenti rende imprevedibile la gara, capace di ribaltare completamente le sorti della sfida regalandoci spendile battaglie e capovolgimenti di fronte inaspettati.

Dando un’occhiata ai primi 5 appuntamenti stagionale, scopriamo piacevolmente come il campionato piloti sia in piena bagarre con ben cinque vincitori differenti di altrettante scuderie. Pertanto la sfida che si prospetta davanti a noi promette come al solito grandissimo spettacolo, con le squadre pronte a fare la differenza approfittando di ogni piccola sbavatura dell’avversario. Le premesse per un altro fine settimana ricco di emozioni di certo non mancano, non restandoci altro che andare alla scoperta della prima volta del Sanya E-Prix.

Buona Formula E a tutti!

Autore: Alessandro Arcari - @BerrageizF1
Foto: ABB Formula E
Video: Eurosport

Bastian Contrario - Puntata N°2: Alba & Tramonto Rosso

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E alla fine il mondiale di F1 è iniziato. Ed è iniziato nel peggiore dei modi per tutti gli appassionati ferraristi del pianeta terra!! Chi di noi non aveva accarezzato il pensiero di una vittoria in pompa magna da parte della Ferrari; magari con tutte e due i piloti rossi sul podio?! Chi vi scrive, non ha nessun motivo di nascondersi, e sebbene ha sempre predicato calma e ha sempre sostenuto di non sottovalutare AMG, è anche vero che il pensiero di vittoria l'ha fatto eccome!!

Del resto, l'anno scorso in Australia partimmo fortissimo addirittura vincendo, quest'anno nei test Ferrari ha stupito...suppongo fosse logico sognare. Purtroppo l'alba rossa è stata amarissima per tutti i ferraristi. Un alba scura, cupa e triste. Un risveglio brutale che ci ha fatto cadere (non solo dal letto data l'ora) con i piedi (e non solo quelli!!) per terra sul pavimento freddo della realtà!!

La Ferrari che abbiamo visto, sono sicuro, non è quella che ha percorso le curve di Albert Park, non è quella che è stata sverniciata da Red Bull-Honda, non è quella che si è beccata una eternità dal redivivo Bottas il quale è arrivato meritatamente 1°. Evidenti erano i problemi di assetto della SF90, evidenti erano i problemi legati al propulsore, problemi che Cristiano e Pier Giuseppe hanno già puntualmente e sapientemente spiegato sulle pagine di Funo Analisi Tecnica (leggi qui).

Ciò su cui mi voglio soffermare, è il problema che è scaturito immediatamente dopo era evidente che ci fosse un problema alla Ferrari di Seb; e cioè al team radio tra il tedesco e il suo muretto. Alla domanda di Seb sul perchè andasse cosi piano gli è stato risposto un triste, arrendevole e improponibile "non lo sappiamo".


Vedete Ferrari, purtroppo, non è nuova ad uscite cosi sincere per cosi dire! Abbiamo Austria 2002, dove venne chiesto platealmente a Barrichello di far passare Schumacher (quando poi non ce n'era affatto bisogno!), con tutte le conseguenze del caso! C'è stata Germania 2010 dove Rob BoB Smedley disse platealmente (ancora!!) al suo amico Felipe "Fernando is faster than you" con conseguenze tali dopo, da addirittura bandire gli ordini di scuderia, salvo poi fare marcia indietro dalla FIA!!

Quindi abbiamo avuto Australia 2019: sui social sono stato bacchettato, in quanto mi sono chiesto come mai Ferrari si fosse comportata cosi. Sono stato redarguito con un "non potevano dire la verità...è un segreto"...perfetto!!

Allora io mi domando, per quale motivo non hanno inventato una qualunque scusa da dare a bere a Seb e soprattutto a tutti noi che ascoltavamo? Avrebbero potuto dire qualunque cosa; non lo hanno fatto! Come mai? Il mio pensiero?

Hanno risposto cosi, semplicemente perché quella era la verità; non lo sapevano per davvero!!! E in quella brutale e disarmante sincerità c'è di peggio: erano cosi nel panico ed imbarazzati che non hanno avuto la lucidità di mentire e quindi non hanno saputo rispondere se non in quel modo!!!

Ormai la frittata è fatta, indietro non si può più tornare, l'unica cosa che si può e si deve fare è quella di guardare avanti al prossimo GP. Noi tutti ci auguriamo che il problema avuto in Australia sia di facile comprensione e soprattutto di facile soluzione. Ho sempre sostenuto che con Binotto fosse tornata la pace in GES, e che il suo primo compito sarebbe dovuto essere quello di portare tranquillità. Ebbene ora è arrivato il momento di mettere in pratica quello per cui lui ha lottato tanto. Ora Binotto sa cosa significa stare davvero in Ferrari.


Il GP barenita, neanche a dirlo, è già un crocevia della stagione (e siamo solo al 2° GP del mondiale!): se la SF90 ripeterà le prestazioni australiane allora la stagione sarà compromessa, se Ferrari lotterà per la vittoria come tutti noi ci aspettiamo allora potremo tirare un sospiro di sollievo e guardare con ottimismo al futuro che ci sarà dopo il tramonto rosso nel deserto del Bahrain.

Autore: Vito Quaranta@quaranta_vito
Foto: Ferrari

Toto Wolff: Abbiamo capito la vettura solo gli ultimi giorni a Barcellona...

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Durante i test invernali disputatosi nello splendido tracciato catalano di Montmelò, il team Mercedes è rimasto molto abbottonato nelle dichiarazioni riguardanti la competitività della propria vettura, indicando Ferrari come la squadra da battere. Le frecce d’argento di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas si sono dedicate prettamente alla raccolta dati, provando qualche giro rapido indossando i compound più morbidi solo durante l’ultimo giorno disponibile.

Il programma Ferrari invece è stato abbastanza differente, utilizzando spesso le mescole C4 e C5 per le prove comparative effettuate dai piloti di Maranello. Dopo gli otto giorni in pista l'impressione generale sulla Rossa era molto buona, e il favore del pronostico senza dubbio era per la monoposto del Cavallino. Purtroppo però per i ferraristi Albert Park ha messo a nudo le (momentanee?) carenze della SF90, che non solo non è stata in grado di lottare con Mercedes ma si é vista superata in rendimento anche da una Red Bull in grande spolvero.

L’altissima competitività dimostrata ancora una volta dal team tedesco ha di fatto smentito le parole di Toto Wolff, che da buon comunicatore durante i test ha saputo convincere tutti (o quasi) della superiorità del team di Maranello. Per questa ragione il boss del team tedesco dopo il primo appuntamento mondiale 2019 ha voluto chiarire la situazione, dichiarando che le parole da lui proferite durante i test non erano pretattica o un semplice bluff.

"Abbiamo fatto veramente fatica nella prima settimana di test a Barcellona, ed solo verso la fine della seconda che siamo riusciti a capire come far funzionare la nostra vettura. Giungendo a Melbourne non avevamo la minima idea se potessimo essere più veloci della Ferrari, allo stesso livello o dietro... ma a partire dalle libere del venerdì tutto ha funzionato alla perfezione."


Dando un’occhiata alla classifica mondiale vediamo come Mercedes si trovi in testa al campionato costruttori con 44 punti, giusto il doppio delle lunghezze accumulate da Ferrari nella prima sfida delle 21 previste dal calendario. Anche se l’inizio del team italiano non è dei più incoraggianti il tempo per recuperare la situazione c’è tutto, a partire tra due settimane quando il Circus si rimetterà in viaggio per approdare in Bahrein.

Autore: Alessandro Arcari @BerrageizF1
Foto: Mercedes - Ferrari


GP BAHRAIN - PIRELLI: i set scelti per pilota

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SET SCELTI PER PILOTA

Milano, 19 marzo 2019 – La FIA ha comunicato a Pirelli il numero di set di pneumatici e mescole scelti da ciascun pilota per il Gran Premio del Bahrain (29-31 marzo).


GP MELBOURNE - ANALISI GARA: Honda sorprende, è il telaio il punto debole della RedBull RB15

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Il primo fine settimana della stagione 2019 di Formula 1 è stato dominato dalla Mercedes che ha monopolizzato la prima fila nelle qualifiche ed ha portato a casa anche la prima doppietta stagionale con Bottas; il pilota finlandese oltre ad aggiudicarsi la corsa ha anche ottenuto il giro più veloce che gli ha permesso di ottenere un punto aggiuntivo.


Il momento chiave della gara è stata senza dubbio la partenza dove, Bottas, scattato dalla seconda posizione è riuscito a scavalcare il compagno di squadra Lewis Hamilton. Il pilota inglese ha avuto un buono start al via ma successivamente, nel passaggio tra la prima e la seconda marcia, ha avuto un pattinamento delle posteriori che ha permesso a Bottas di scavalcarlo piuttosto agevolmente alla staccata della prima curva.


Dietro ai due Mercedes c'è stata un ottima partenza delle due Ferrari con Leclerc che tirando la staccata ha cercato di prendere la posizione su Verstappen e Vettel; il pilota tedesco non ha però lasciato spazio all'esterno con i due che sono arrivati al contatto (ala anteriore di Leclerc con la posteriore sinistra di Vettel) come si può vedere molto bene dal video successivo. Ci è mancato poco insomma che la gara di entrambi i piloti finisse alla prima curva. 


Nel primo stint Bottas ha fatto letteralmente il vuoto e nemmeno Hamilton è riuscito a tenere il suo passo. Il campione del mondo, come potete osservare dal grafico in basso, ha tenuto il ritmo di Bottas fino al giro 5 poi il gap tra i due ha iniziato ad aumentare.


A fine gara Hamilton si è lamentato di aver guidato per quasi tutta la gara con una W10 molto sovrasterzante e il motivo di ciò è da imputare anche alla rottura sul lato sinistro del fondo in prossimità delle ruote posteriori. Un danno che gli ha provocato una perdita di carico, quindi un posteriore sbilanciato aerodinamicamente. Il pezzo mancate può sembrare un dettaglio poco significativo invece la rottura è avvenuta in una zona molto molto delicata del fondo che permette il corretto funzionamento del diffusore.


Un altro fattore che influito sulla gara di Hamilton è stata la strategia scelta dal muretto anglo-tedesco che coprendo la sosta (troppo?) anticipata di Vettel ha costretto il cinque volte campione del mondo ad una gara di conserva per cercare di non mettere in crisi gli pneumatici sul finire della gara.

Ferrari ha fatto questo pit stop anticipato per difendersi da un possibile undercut della RedBull di Verstappen che seguiva piuttosto da vicino la Rossa numero 5 del pilota tedesco. Ma è stato sottovalutato un fattore fondamentale per la riuscita dell'undercut e cioè il rendimento pessimo delle gomme medie. Fin da subito, osservando gli intertempi di Vettel, si era capito che le medie, seppur nuove, non erano più veloci delle Soft usate. Anzi, Hamilton pur con gomme "vecchie" ha ottenuto dei parziali migliori rispetto a quelli di Vettel. Le gomme Soft, come dimostrano gli stint di Bottas e Verstappen avevano il potenziale per durare oltre i 20 giri e proprio questi due piloti sono riusciti a sfruttarle al massimo fermandosi il giro successivo al primo consistenza innalzamento dei crono sul giro.




Tra i piloti di testa quello che ha effettuato il primo stint più lungo è stato Leclerc che ha "pittato" al giro 28 per montare le gomme Hard. Sosta che, analizzando i tempi, poteva anche essere anticipata di qualche giro anche per via della scelta del compound più duro che non avrebbe creato grossi problemi per terminare la corsa. Nel primo stint Leclerc non è stato particolarmente veloce mentre, nel secondo, fatto con gomme hard è stato molto positivo come potete osservare dal grafico in basso.


Di Mercedes e Ferrari (clicca qui per leggere post sui problemi avuti a Melbourne dalla SF90) abbiamo parlato ampiamente in questi giorni ma qualche riga bisogna anche spenderla per la RedBull che ha vissuto un fine settimana molto particolare: opaco con Gasly e positivo con Verstappen.  Il team di Milton Keynes si è presentato in Australia con una piccola modifica all'ala anteriore dove è stata "tagliata" la zona degli endplate per favorire l'outwash del flusso d'aria e migliorare l'efficienza dell'ala.


Verstappen, in gara, è riuscito ad approfittare dei problemi avuti dalla SF90 e sfruttando l'ottima strategia è riuscito anche ad avere la meglio su Vettel sorpassandolo in pista alla staccata di curva 3. Il pilota olandese, liberatosi del pilota tedesco della Rossa, ha cercato di mettere pressione ad Hamilton ma il pilota campione del mondo ha controllato piuttosto agevolmente l'assalto del giovane Max.

Se Verstappen ha regalato il primo podio dell'era ibrida alla Honda le note dolenti arrivano da Gasly che non è riuscito a portare la sua vettura in zona punti. Il giovane pilota francese, complice un errore del Team nelle qualifiche, era uscito durante il Q1 e in gara è riuscito a recuperare fino alla posizione numero 11. Con gomme più fresche rispetto a quelle di Kvyat non è riuscito a prendersi la posizione in pista a dimostrazione che il pilota deve ancora crescere parecchio per cercare di stare nelle posizioni di testa. Quello che ha sorpreso della Red Bull è stata la Power Unit Honda che, rispetto alla precedenti stagioni, sembra aver fatto veramente un passo avanti importante sia in termini di affidabilità ma soprattutto come potenza massima. Per avere la certezza che sia una Power Unit affidabile è giusto aspettare ancora qualche fine settimana mentre sulla questione potenza si vocifera già che il gap tra i nipponici e la Mercedes sia solo di 20 CV. Più deludente invece il telaio RedBull che a detta di Marko è il punto debole attuale del pacchetto. Il motivo andrebbe ricercato nei diversi settaggi disponibili con una Power Unit all'altezza come l'attuale PU Honda. Ricordiamo che RedBull ha corso nelle ultime stagioni con Power Unit molto deficitarie in termini di potenza massima dovendo compensare con compromessi di assetto il lato telaistico. Ora che la RB15 può esser dotata di ali più cariche quindi livelli di carico aerodinamico più consoni alle varie piste, escono dei problemi di tuning sul lato telaistico che il Team anglo austriaco spera di risolvere nel giro di poche settimane.

Dietro ai top team, come si era visto durante le qualifiche, la quarta forza in pista è stata la Haas che è riuscita a concludere la corsa con il sesto posto di Magnussen. Positiva la gara della Renault che dopo essere rimasta fuori dal Q3 con entrambe le vetture durante le qualifiche è riuscita a terminare la corsa al settimo posto a dimostrazione che la nuova R.S 19 sembra essere più competitiva in gara rispetto alle qualifiche. Ottavo posto per Raikkonen con la sua Alfa che ha preceduto un ottimo Stroll e Kvyat che con la Toro Rosso è riuscito a tenere dietro la Red Bull di Gasly.