Stagione 2018

Mercedes

Recent Posts

GP SINGAPORE - IL COMMENTO DEI LETTORI: Fede o Fiducia

2 Comments
Ho volutamente fatto passare qualche giorno dall'infausto GP di Singapore, sia per far abbassare il polverone delle polemiche, che soprattutto per sbollire la rabbia del (presunto) ferrarista che è in me!

Alla luce di quanto accaduto, sono due gli episodi che mi hanno particolarmente colpito: la Q2 del sabato delle qualifiche, e la partenza del tedesco della Ferrari nella domenica del GP.


Nel giorno delle qualifiche, e di preciso nella Q2 abbiamo assistito ad un curioso e quanto meno controverso siparietto tra Seb ed il suo ingegnere: Ferrari, tenta di qualificarsi con le US (che a detta di Pirelli, partendo con quella mescola per poi passare alle S sarebbe stata la strategia più veloce), Kimi alza subito bandiera bianca (montando le più performanti HS), ma Seb (dopo un run non soddisfacente dal punto di vista del cronometro) vuole a tutti i costi effettuare un 2° tentativo perché sa che ha "un mezzo secondo nel piede" da tirar fuori.

Il suo ingegnere Adami (ma di fatto il muretto) si oppone, in quella che è stata la lunga conversazione alla quale tutti abbiamo assistito.

La mia considerazione è duplice: se ingaggi un 4 volte campione del mondo ci sarà un motivo no? Se un 4 volte campione del mondo ti dice che tiene mezzo secondo ancora da tirare fuori forse è il caso di credergli. Di fatto il muretto non gli ha creduto, perchè a mio giudizio non si sono fidati di lui!



Badate bene, io non so se ho ragione, questa è l'impressione che mi ha trasmesso quel teatro al quale abbiamo assistito. Se uno come Seb dice di poterlo fare, devi crederlo. Purtroppo questo non è accaduto, perchè tanti, troppi sono stati gli errori, e al muretto non se la sono sentita di rischiare (ma caliamo un velo pietoso su quello che hanno fatto il giorno dopo!). Arrivando al "pasticcio" di cui poi Seb ha parlato a fine qualifiche.

A mio giudizio in quell'episodio si è visto tutto il malessere che la Scuderia sta attraversando, da ambo le parti. La forza di Lewis è sempre stata quella di avere una squadra coesa e compatta; stretta tutta attorno a lui, mettendo le cose in chiaro sin da subito con Bottas, il resto lo ha fatto il suo talento!

Purtroppo, in Ferrari, oltre agli errori del tedesco si sono aggiunti le mancanze del muretto e soprattutto le mancanze gestionali che hanno portato al disastro di Monza.
Seb può farcela ora? La logica mi dice che ormai è finita, ma la matematica prima, e il cuore dopo, mi dicono che c'è ancora uno spiraglio, e questo mi porta al 2° episodio: la partenza del GP.



Il tedesco allo spegnersi dei semafori (a proposito, trovo carino e molto americano l'aggiunta del segnale sonoro) ha dimostrato (se vuole e sta calmo!) di avere spietata lucidità e ampia visione di gara: pur avendo avuto uno spunto migliore di Max ha rinunciato alla lotta (e sicuramente al contatto) alla 1° curva per poi effettuare il sorpasso (mai semplice con l'olandese!!!) qualche curva dopo. Questo ci dimostra ancora di più, non solo che a Monza le cose sarebbero potute andare diversamente se solo fossero state gestite meglio, ma che soprattutto se Seb affronta le prossime sei gare con l'atteggiamento avuto domenica scorsa, forse; dico forse ci può essere speranza o quanto meno non finiamo con l'essere completamente umiliati dagli anglo-tedeschi!

Il potenziale della vettura c'è (bugiardo a mio giudizio il delta prestazionale che abbiamo visto a Singapore), se il pilota sta calmo anche, il muretto speriamo facciano il loro dovere bene...ci sono tutti i presupposti per vivere un finale di campionato al cardiopalma.
Il mio mantra sarà sempre lo stesso: basta errori, calma e serenità.

di Vito Quaranta @quaranta_vito

GP SOCHI - PIRELLI: set scelti per pilota

Add Comment
SET SCELTI PER PILOTA

Milano, 18 settembre 2018 – La FIA ha comunicato a Pirelli il numero di pneumatici e relative mescole scelti da ciascun pilota per il Gran Premio di Russia (28-30 settembre).

GP SINGAPORE: il pagellone semiserio del Froldi

3 Comments

Il pagellone semiserio del Froldi
Singapore 2018

Game Over. Se non nei numeri, nella sostanza. E mancano ancora 6 gare. Che rischiano di diventare un’agonia. Il Muretto Ferrari, probabilmente sotto l’effetto di qualche sostanza psicotropa (non tanto per l’idea balzana delle Ultra-Soft, ma per il tempismo, come sempre sbagliato… e di norma la Ferrari con il muretto azzecca un tentativo su dieci), domenica “suicida” le ultime speranze di un Vettel che già ha nel groppone più di una responsabilità per gli errori che hanno costellato questa sua stagione. Peccato. Il portacolori tedesco della Ferrari ha fatto l’ultimo sorpasso degno di nota, poco dopo il via, cui sono seguite due ore narcolettiche nelle quali la belva Hamilton ha sbranato con una leggerezza disarmante ciò che restava dell’armata rossa. Che non paga, dal Muretto ha deciso di restituire la posizione a Max Verstappen, perché giustamente era partito secondo e secondo doveva arrivare (se non lo avete capito sto “perculando” il mio Team del cuore). 



L’umore dei tifosi ferraristi? Una nuova scoperta dell’astronomia galattica. Non il sole, con la deformazione dello spazio-tempo normale per una piccola stella. Non una stella di neutroni, non un buco nero supermassivo, di quelli che ingoiano intere galassie. Ma una nuova formazione ipergalattica, chiamata BNTF (acronimo di Buco Nero Tifoso Ferrari). Vedete voi.

Hamilton. Voto: 10 e lode. Fa una pole position strepitosa; non ha mai un problema durante la gara. Si può dire che guidi con un braccio fuori dal finestrino. Ed ha più di un motivo per godere di questa vittoria che gli mette praticamente in mano il quinto titolo.

Vettel. Voto: 6. Non impeccabile durante le qualifiche, si pianta nelle libere (oscuro presagio) non portando avanti il prezioso lavoro per il set up della monoposto. Nella gara ha ben poche responsabilità. Ma è dal dopo Belgio che non pare più il migliore Vettel. Ci vuole qualcuno che lo calmi e non gli carichi addosso tutta la tensione, palpabile, che sta respirando.



Raikkonen. Voto: 5. Tornato, dopo l’acuto di Monza, alla solita mediocrità. Peserà anche la sua “retrocessione” dorata in Sauber-Alfa Romeo. Chi lo sa. Ma un pilota, per di più un Campione del Mondo, dovrebbe onorare meglio le sue ultime gare in Ferrari. Certo, non è lui il valore aggiunto che dovrebbe aiutare la Ferrari a vincere il Mondiale Costruttori.

Ferrari SF71H: Voto: indecifrabile. Doveva suonarle, è finita suonata. Troppo brutta per essere vera. Gli ingegneri hanno cannato qualcosa. Si spera del tutto episodico. Più che altro per onorare al meglio lo spezzone finale di Mondiale.

Muretto Ferrari. Voto: non voglio infierire. Vedi quanto scritto sopra.

Maurizio Arrivabene. Voto: sulla graticola di nuovo. Maurizio avrà costruito un Team che è cresciuto bene ed in poco tempo. Ma lui per primo non sembra adatto a gestire la pressione in Ferrari e soprattutto contro una corazzata come la Mercedes. Horner e Wolff sono una spanna sopra. Mi spiace scriverlo, ma i fatti sono impietosi. E se la sa posizione sembrava tornata solida dopo la prematura scomparsa di Marchionne e l’arrivo di Camilleri, ricordiamoci che in quel mondo contano i risultati. E se no arriva per primo salta il Team Principal.


Sergio Marchionne. Voto: ci manchi.

Mad Max. Voto: 10. Peccato che abbia imparato ora a non fare casini in partenza. Essendo noi ferraristi alquanto disperati, abbiamo fatto macumbe perché provasse qualche mattana su Hamilton. E invece…#mainagioia.


Bottas e Ricciardo. Voto: Chi li ha visti?

Charlie Withing. Voto: francamente ridicolo. Seguo la Formula Uno da 30 anni. Non ho mai visto, mai, un direttore di gara che si scusa con un pilota (nella fattispecie Hamilton), appena finita la gara; addirittura in Mondovisione. Il motivo: i doppiati che non hanno dato strada nonostante le bandiere blu. Ma il direttore di gara che colpa aveva di ciò? Al limite, i piloti (come è stato fatto) li punisci in gara e finisce lì. Serviva davvero a questo sport una umiliazione sportiva di questo tipo? Poi dici che uno diventa complottista e che non gli venga il pensiero che ci siano trattamenti di favore per i “grigi”… Stanno vincendo meritatamente sul campo, c’è bisogno di queste ipocrite e surreali scenette da libro cuore?

P.S.: Twitta Alberto Sabbatini: “Dopo 300 km di gara i primi 6 sono gli stessi della griglia! Dà l’idea della banalità di questo GP dove si sorpassa solo chi sbatte”. Come non condividere? Inoltre, aggiungiamo, ci sarebbe tanto da dire su gomme che non si consumano, soprattutto perché se devi risparmiare la PU devi guidare come un tassista e quindi non ti conviene tirare di più e fare due cambi gomme. Formula Risparmio. In Formula Uno. Ridicoli. Ma tutti i Team hanno votato questo regolamento, questa sbalestrata filosofia di fondo che tenta di coniugare, in un ossimoro osceno velocità e contenimento dei costi (ma dove, in un mondo ipertecologico come quello dei motori? Ma di cosa stiamo parlando?). Accrocchio pornografico che il compianto Marchionne definì vergato “da quattro ubriachi al bar”. Come dargli torto? Ancora di più ora?

di Mariano Froldi
foto @FormulaHumor

GP SINGAPORE - LE PAGELLE: i voti della quindicesima gara

Add Comment
Lewis Hamilton vince alla grande il gran premio di Singapore e allunga nel mondiale! Seconda posizione per Verstappen che precede Vettel sul podio. A seguire Bottas, Raikkonen e Ricciardo.



Ma vediamo insieme i voti per questa gara:

Mercedes: 9 al team; 10+ a Hamilton; 6,5 a Bottas
Un solo aggettivo per definire Hamilton: straordinario! A partire dal giro super in qualifica fino alla gestione perfetta della gara. 
Non altrettanto possiamo dire di Bottas: in qualifica si prende ben 7 decimi; in gara non ha lo stesso ritmo del compagno ed è costretto a difendersi da Raikkonen soprattutto nel finale quando non riesce nemmeno a doppiare Hulkenberg davanti a lui.



Ferrari: 5 al team; 5 a Vettel; 6 a Raikkonen
Non ci siamo. Se si vuole continuare a lottare per il titolo questa non è la strada buona
In qualifica entrambi i piloti commettono qualche errorino qua e là e si ritrovano 3° e 5°; in gara, lo scatto di Vettel al via è ottimo, poi la strategia lo vanifica e lui si "spegne". Il suo ritmo con ultrasoft, comunque, non è mai stato buono. 
Raikkonen fa quello che può: prova una strategia diversa allungando il primo stint, ma non serve a nulla; poi lotta con Bottas per parecchi giri, ma anche questo non porta risultati.



Red Bull: 8 al team; 9 a Verstappen; 5 a Ricciardo
Era una pista che in qualche modo doveva aiutarli e così è stato. Gran weekend di Verstappen, nonostante qualche problemino alla PU, dalla qualifica fino alla gara a mettere pressione ad Hamilton, arrivando anche a tentare il sorpasso in fase di doppiaggio. Ottima la strategia ad allungare il suo stint per riprendersi la posizione su Vettel.
Non altrettanto bene Ricciardo, che si ritrova "ultimo" del trenino dei top sia in qualifica che in gara.



McLaren: 7 al team; 8 ad Alonso; 4 a Vandoorne
Che Alonso sia nettamente più forte del suo compagno di squadra non lo scopriamo di certo oggi e qui dove le carenze della macchina si vedono meno, si nota ancora di più. In qualifica è appena fuori dalla Q3; in gara porta a casa un ottimo 7° posto.
Vandoorne non pervenuto: disperso in qualifica in Q1 e lontanissimo da Fernando in gara.



Renault: 6,5 al team; 8 a Sainz; 6 a Hulkenberg 
La qualifica non è granché, con Hulkenberg in 10^ posizione e Sainz escluso in Q2, ma in gara è un'altra storia: la strategia diversa con il pilota spagnolo, lo porta a chiudere la gara con un ottimo 8° posto. 
Hulkenberg chiude dove è partito una gara riprendendosi quello che la strategia a lui aveva tolto.



Alfa Romeo Sauber: 7 al team; 8- a Leclerc; 6 a Ericsson
Grande prestazione per il pilota monegasco su questo circuito che non aveva mai visto: bravo in qualifica a mettersi davanti al suo compagno di squadra di ben 7 decimi; ottimo in gara a portarsi a casa la 9^ posizione con un bel sorpasso su Gasly. Unica pecca, la toccata alle barriere nelle libere di venerdì.
Non altrettanto a livello il suo compagno di squadra, che in gara non riesce ad entrare in zona punti, ma comunque una gara sufficiente.



Toro Rosso: 6 al team; 6,5 a Gasly; 5,5 a Hartley
Su questa pista non si trovano granché bene con la macchina. I punti sono un miraggio e la prestazione dei piloti è nella loro norma. Ancora una volta meglio Gasly di Hartley, sempre più in dubbio per il 2019.



Williams: 5 al team; 6 a Stroll; 6 a Sirotkin
Imbarazzante la differenza in qualifica rispetto agli altri: si ritrovano in ultima fila staccati di oltre un secondo dal 18°.
In gara la musica cambia, anche grazie ad una strategia diversa e alla pista dove passare non è per nulla facile, ma il risultato è quello che è. Buono Stroll a chiudere in 14^ posizione; non male nemmeno Sirotkin, a lottare con tutte le forze per una buona posizione, ma nulla può con l'usura gomme che lo costringe alla seconda sosta.




Haas: 5 al team; 5 a Grosjean; 4 a Magnussen
La squalifica subita a Monza deve averli spenti. L'unico lampo di luce, il giro in qualifica di Grosjean a portarlo in 8^ posizione, poi più nulla. Disastro in gara, dietro anche ad una Williams.
Magnussen rimane escluso in Q1 al sabato e si perde nelle retrovie la domenica. Anche per lui, l'unica consolazione è il giro veloce nel finale di gara con gomma hypersoft



Force India: 5 al team; 6 a Ocon; 3 a Perez
Hanno la macchina per portare a casa buoni punti e lo dimostrano in qualifica mettendosi entrambi in Q3, ma poi vanificano tutto in gara. O meglio, Perez manda tutto all'aria: nel primo giro, manda a muro Ocon, poi la strategia sbagliata lo porta alle spalle di Sirotkin e non riesce a passarlo per parecchi giri. Quando finalmente ci riesce, va al contatto con lui e rimedia penalità. Davvero una brutta gara per il messicano...




di Alessandro Rana (@AleRana95)






GP SINGAPORE - IL COMMENTO: Hamilton e Mercedes hanno le mani sul mondiale

Add Comment
Lewis Hamilton in queste condizioni di forma probabilmente non l’abbiamo mai visto. Ha centrato l’ennesimo weekend perfetto quanto inaspettato, piazzando una qualifica memorabile, e gestendo serenamente una gara seppur noiosa, sempre difficile nelle condizioni di Singapore. Neanche quel momento tra i doppiati e Verstappen lo ha innervosito il che fa capire che è in un mood eccezionale. Ha plasmato su se stesso la W09, vincendo quando doveva e soprattuto quando non doveva, senza errori. 

Impossibile fin qui fare meglio. 


È mancata nettamente e per la prima volta dopo Barcellona la lotta Mercedes Ferrari. 
Perché? 
Tecnicamente quello che è successo lo leggerete nel l’approfondimento dell’Analisi tecnica post GP e farvi un’idea molto precisa. 
Ma quello che si percepisce in Ferrari e che si riflette inevitabilmente in pista, è un momento di confusione. 

Di vuoto. 

Come se la perdita dell’unico capo riconosciuto fosse stata realizzata ora, una presa di coscienza che potrebbe generare dinamiche interne poco chiare. 

Di certo va metabolizzata. E come per tutti non è una cosa facile mentre sei sotto stress. 
Per ora si avvertono piccoli ma pericolosi scricchiolii. 



Cosa è successo dopo il Belgio? 
L’onda lunga della scomparsa di Marchionne pare essere arrivata solo oggi, e mi è parso nettamente di rivedere nel team le abitudini del recente passato, visibile confusione, insicurezza quasi inspiegabile. 

O forse si, con la mancanza di avere le spalle coperte e l’autorevolezza che garantiva quella figura cosi carismatica e che oggi a distanza di settimane si percepisce quanto fosse gigante. 

Vettel ora si trova in mezzo, essendo l’unico che sa portare al limite la vettura quando funziona tutto alla lettera. Ieri ha guidato bene e ha fatto quello che doveva, il problema è che senza gli errori gravi nei GP in cui c’era una superiorità tecnica, nonostante tutto sarebbe rimasto pienamente in gioco. 

Invece ha subito questo weekend tecnicamente brutto. (È capitato anche a Mercedes). 



Proprio Il team di Brackley nel suo periodo più critico cioè dopo il doppio ritiro in Austria e soprattutto dopo Silverstone, ha affrontato senza isterismi le criticità. Si è riorganizzata (ricordate i comunicati su Costa & co.) quando qualcuno pensava addirittura alla fine di un ciclo. 



Oggi per motivi diversi e più gravi è la Ferrari ad essere nel suo momento più critico. A doversi rialzare e riorganizzare mentalmente perché l’approccio qui non ha funzionato, possiamo credere che sia stato un episodio, perché non si perde competitività dalla mattina alla sera (in tutti i sensi). Ma la gestione di alcuni momenti topici e degli uomini del team, è sembrato complicarsi. 

Ecco, il punto è se ora per chiudere questo mondiale a testa altissima, (non bassa), perché non va dimenticato quanto bene si sia fatto per quasi tutto l’anno, non sia il caso di cogliere questo momento di difficoltà come l’opportunità per legittimare una figura trainante e rassicurante. Anche ingombrante. Una figura sul campo intendo, divenuta indispensabile.

A sei dalla fine, si è fatto tardi anche per non sbagliare più, Hamilton e Mercedes hanno le mani sul mondiale, ma certo non è ancora finita! In F1 non c’è retorica perché davvero nulla è scontato, una domenica può sempre capovolgere gli umori. 

Tutto quello che non è successo negli ultimi anni.

di Giuliano Duchessa 

GP SINGAPORE - ANALISI QUALIFICHE: perchè Vettel voleva insistentemente le UltraSoft per la prima parte di gara?

1 Comment
Clamoroso a Singapore: ci si aspettava una pole position Ferrari ed invece, in una F1 che ci ha spesso abituato a ribaltoni tra il venerdì sera e il sabato pomeriggio, è arrivata quella di Lewis Hamilton grazie ad un giro pazzesco, in quello che è ovviamente il nuovo record ufficiale del tracciato. Primo posto ottenuto rifilando distacchi pesanti a tutti gli avversari; il primo non è un pilota Ferrari, e anche questa è un'altra sorpresa di questo sabato pomeriggio, ma bensì Verstappen, a 3 decimi. Poi ecco Vettel, autore di una qualifica opaca, cosi come Raikkonen e più in generale tutto il Team Ferrari. 6 decimi per Vettel e 7 per Raikkonen sono una eternità su una pista che avrebbe dovuto premiare le caratteristiche tecniche della SF71H. Non un quarto posto per il finlandese della Ferrari poiché anche Bottas è riuscito ad effettuare un giro migliore. A concludere la Serie A di questa F1, un deludente Daniel Ricciardo.


GP SINGAPORE: perchè Ferrari in Q2 ha provato la carta UltraSoft e, soprattutto, Vettel la voleva la viola con cosi insistenza?
Perchè la strategia UltraSoft / Soft è la più veloce. Il Q2 è stato il primo momento cruciale delle qualifiche. E' in quel momento che si sceglie con quale compound di pneumatici partire nella gara del giorno successivo. E Ferrari è andata controcorrente, rispetto a Mercedes e RedBull visto che entrambi i piloti sono scesi in pista con la UltraSoft. Compound viola che però, già nel Q1 sulle Mercedes W09, si è dimostrato troppo lento, facendo ricorrere Vettel e Raikkonen ad un nuovo treno di HyperSoft. Ciò che è curioso però è come Vettel non fosse d'accordo con Adami sul compound da utilizzare nel secondo tentativo. Un'interessante Team Radio, infatti, ha messo in risalto come il quattro volte campione del mondo volesse utilizzare l'ultimo treno di UltraSoft a disposizione pensando di avere un margine di 0.5 secondi dal crono fatto segnare nel primo tentativo. Un qualcosa che anche Mercedes e RedBull avevano preso in considerazione ma il gap di 1.6 secondi tra le due mescole avevano fatto desistere gli strateghi dei due Team.


Perchè Vettel la voleva la viola con cosi insistenza? Perchè la strategia più veloce per la gara di domani è UltraSoft - Soft. Perchè l'UltraSoft e non la HyperSoft nella prima parte di gara? Il motivo è da ricercarsi nel possibile blistering che potrebbe affliggere le posteriori "gialle" su run molto lunghi. Blistering visto in modo evidente nelle FP1 (pista comunque molto green) sulla W09 di Lewis Hamilton. E con il rischio traffico con una fermata troppo anticipata. Compound Soft mai provato durante il weekend dalla Ferrari.

Tutti i top 10 partiranno, quindi, con il compound più morbido e dovranno cercare di gestirlo nel migliore dei modi nelle prime fasi di gara per non incorrere in un “cliff” della gomma anticipato. 

GP SINGAPORE: dove ha trovato il giro "perfetto" Lewis Hamilton?
Nella giornata di ieri la Mercedes e Lewis Hamilton avevano già dato qualche segnali positivo rimanendo vicini alle prestazioni della Ferrari ma difficilmente si poteva prevedere una qualifica cosi positiva per il Team anglo tedesco.


Tra la giornata di ieri e quella odierna, gli ingegneri di Brackey hanno modificato in modo importante l’assetto meccanico della W09, lavorando molto sugli ammortizzatori per riuscire a dare una vettura meno nervosa e più stabile a Valtteri Bottas e Lewis Hamilton. I risultati si sono già visti (parzialmente) nelle FP3 con una vettura più incisiva in fase di ingresso curva e più stabile in uscita, anche se non ancora al top della forma con i 35°C di pista del tardo pomeriggio di Singapore. In questi 15 appuntamenti stagionali la W09 è stata evoluta "poco" nelle parti esterne (aerodinamica) mentre in modo veramente importante nella meccanica, quindi nella parti meno visibili, per cercare maggior prestazione nello sfruttamento degli pneumatici. Non ultime, le novità portate in pista a Spa e in Italia con novità al telaio (alleggerito) e alla sospensione anteriore. Proprio il Gran Premio del Belgio sembra essere stata una tappa cruciale per il Team Mercedes, secondo Wolff: "E' anche grazie al GP del Belgio se nella giornata odierna abbiamo ottenuto la Pole Position. Dopo quel GP piuttosto difficile per Lewis e la squadra, guardando le prestazioni di Vettel e la Ferrari, abbiamo capito come risolvere i problemi che avevamo in uscita dalla La Source". Il resto l'ha fatto Hamilton, nel momento cruciale, riuscendo a realizzare il giro perfetto che resterà, molto probabilmente, nella storia della Formula 1.

GP SINGAPORE: da dove derivano le difficoltà incontrate dalla Ferrari nel pomeriggio odierno?
Da un non perfetto adattamento della SF71H alle Pirelli HyperSoft. Sia Vettel che Raikkonen hanno sofferto di un deleterio overheating che faceva scivolare molto le loro vetture non permettendogli di estrarre il massimo potenziale: "È stato difficile prendere il ritmo. La vettura era difficile e molto diversa da quella guidata nelle prove libere 3. Il distacco da Lewis non è corretto guardarlo. Non abbiamo ottenuto il massimo dal nostro pacchetto. Ma la gara è storia diversa". Ha ragione il 4 volte campione del mondo tedesco della Ferrari: inutile guardare il distacco dalla W09 di Hamilton poiché nel giro "buono" del Q3, un errore importante in curva 13 ha fatto perdere parecchi decimi a Vettel.

GP. SINGAPORE - STAGIONE 2018
 QUALIFICA Q3
POS.
PILOTA
BS1 (s)
BS2 (s)
BS3 (s)
IDEAL LAP (s)
BEST LAP (s)
DIFF (s)
Compound
1
HAM
26,263
36,967
32,785
96,015
96,015
0,000
HS
2
VER
26,415
36,857
32,910
96,182
96,334
-0,152
HS
3
VET
26,207
37,315
33,045
96,567
96,628
-0,061
HS
4
BOT
26,416
37,284
32,950
96,650
96,702
-0,052
HS
5
RAI
26,296
37,344
33,139
96,779
96,794
-0,015
HS
6
RIC
26,536
37,453
33,007
96,996
96,996
0,000
HS

Da capire poi il perchè di giri di riscaldamento piuttosto veloci, e soprattutto non costanti, da parte del duo ferrarista rispetto a giri più lenti dei due Mercedes. Il tutto sicuramente non è spiegarsi con l'incapacità del muretto di mettere in pista i propri piloti senza del traffico poiché Vettel ha avuto meno traffico di Bottas e Hamilton. Chiudiamo con il dire che oggi la Ferrari non è stata certamente al livello prestazionale della Mercedes.

GP SINGAPORE: Verstappen avrebbe potuto insidiare la Pole Position di Hamilton?
SI. Oltre al giro stellare di Lewis Hamilton, un'altra grande sorpresa della giornata odierna è stata la seconda posizione di Max Verstappen, autore di un giro incredibile che ha aperto un gap di quai 7 decimi rispetto al proprio compagno di squadra. Una RB14 che anche in FP3 aveva dimostrato di non riuscire ancora a sfruttare al massimo l'extragrip della HyperSoft nuova, un qualcosa di molto diverso poi invece durante la qualifica.


Una vettura che paga a Singapore un gap di circa 6 decimi di Power Unit, è riuscita, grazie all'eccellente telaio, a contenere i danni e a qualificarsi a soli 3 decimi dalla positiva W09 di Hamilton. E avrebbe potuto far addirittura meglio Verstappen visto che il suo Ideal Lap lo porta a poco più di 1 decimo dal 4 volte campione del mondo anglo caraibico. Oltre a ciò, il pilota olandese ha accusato anche dei problemi alla Power Unit che non gli hanno permesso di esprimere il 100% dell'intero pacchetto: "Da venerdì ho dovuto combattere con continue mancate accensioni dei cilindri". E cosi è stato anche nell'ultimo tentativo con due "misfire" dell'endotermico Spec C di Renault quando era 2 decimi più veloce del suo crono fatto segnare qualche minuto prima. Bastava per la Pole Position? "Non ne sono sicuro, ma avrei potuto essere più vicino a Lewis".

STRATEGIE PER LA GARA DI DOMANI

La strategia più veloce: 1 sosta, UltraSoft poi Soft dal giro 24 
La strategia alternativa: 1 sosta, HyperSoft poi Soft dal giro 13
La strategia audace: 2 soste, HyperSoft poi UltraSoft al giro 11 e al giro 36

Autore: @spontonc & @smilextech