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CANALE YOUTUBE - GP UNGHERIA: l'analisi di Mariano Froldi

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Mariano Froldi analizza il recente GP di  Ungheria disputato sul tortuoso circuito di Budapest. Un fine settimana che ci ha mostrato una Ferrari dominante ma, la corsa, è stata vinta da Lewis Hamilton che ha portato il suo vantaggio nel mondiale a 24 punti.

Analisi della gara: https://www.f1analisitecnica.com/2018/07/gp-ungheria-analisi-gara-in-casa.html

Analisi qualifiche: https://www.f1analisitecnica.com/2018/07/gp-ungheria-analisi-qualifiche-la.html

Analisi prove libere: https://www.f1analisitecnica.com/2018/07/gp-ungheria-ferrari-un-venerdi-non.html

Tutte le novità tecniche: https://www.f1analisitecnica.com/search/label/gp%20budapest?


REGOLIAMOCI! Ecco le decisioni dei commissari del Gp di Ungheria e non solo...

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Due gare consecutive e quindi appuntamento doppio con Regoliamoci! 
Eh si, perché nonostante abbiamo già analizzato la penalità imposta a Lewis Hamilton nel Gp di Germania, ce n'è comunque un'altra da analizzare.

Vediamo quindi insieme quali sono le decisioni che sono state prese dai commissari. Ovviamente tralasceremo le sanzioni applicate per la sostituzione di parti della power unit oltre il limite e quelle per limite di velocità in pit lane.
  • Partiamo proprio recuperando quella di Hockenheim: Sainz è stato sanzionato con 10 secondi di penalità + 2 punti patente per aver superato in regime di safety car.
E' una violazione dell'articolo 39.8 del regolamento sportivo:
"Ad eccezione dei casi di cui alle lettere a) ad h) qui di seguito, nessun pilota può sorpassare un'altra vettura in pista, tra cui la safety car, fino a quando non passa la prima linea di safety car per la prima volta quando la safety car torna ai box. Tuttavia, se la safety car entra in pista all'inizio dell'ultimo giro, o durante l'ultimo giro, si applica l'articolo 39.15.

Le eccezioni sono:

a) Se a un pilota viene segnalata di farlo dalla safety car.

b) Nei casi dei punti 39.12 o 39.16 qui di sotto.
c) Quando si entra ai box il conducente può passare un'altra auto che rimane sulla pista, tra cui la safety car, dopo che ha raggiunto la prima linea di safety car.
d) Quando si esce dai box il conducente può superare, o essere superato da un altra macchina in pista prima di raggiungere la seconda linea di safety car.
e) Quando la safety car torna ai box può essere superata da vetture in pista una volta che hanno raggiunto la prima linea di safety car.
f) Mentre nella corsia box, in ingresso pit lane o uscita dei box il conducente può sorpassare un'altra vettura che è anch’essa in una di queste tre aree.
g) Qualsiasi auto che si ferma nella sua area garage designata, mentre la safety car sta utilizzando la corsia dei box (vedi sotto 39.11) può essere superata.
h) Nel caso in cui qualsiasi auto rallenta con un evidente problema." 
Sainz ha superato un avversario quando il regime di safety car era già iniziato, giusto quindi imporre una sanzione nei suoi confronti. 


Passiamo quindi al weekend ungherese:
  • si inizia con la penalità assegnata ad Ericsson, o meglio, al suo team al venerdì per unsafe release. 5.000€ di multa come ormai siamo abituati a vedere.
L'articolo violato è il 28.13 b) del regolamento sportivo:
"Se una macchina si considera rilasciata in condizioni di non sicurezza durante qualsiasi sessione di prove, i commissari sportivi potranno togliere al pilota un numero di posizioni in griglia che ritengono appropriate." 
I commissari, dopo aver visionato le immagini, hanno optato per una sanzione economica anziché le posizioni in griglia in quanto la macchina è partita con uno pneumatico non correttamente fissato, ma il team ha reagito subito e il pilota si è fermato immediatamente e in modo sicuro. 



  • Altro lavoro al venerdì per i commissari è stato portato da Hulkenberg e dal suo team: sono finiti sotto inchiesta per la violazione degli articoli 24.4 a) e 24.4 g) del regolamento sportivo:

"Uso degli pneumatici: 
Il ritorno ufficiale di pneumatici sarà effettuato elettronicamente in conformità con la procedura descritta all'interno del appendice questo Regolamento Sportivo. Ogni set di gomme restituiti elettronicamente deve essere fisicamente restituito al fornitore prima dell'inizio della sessione seguente.
a) Tutti gli pneumatici devono essere gestiti secondo le prescrizioni rilasciate prima di ogni evento dalla FIA e le procedure di cui in appendice al presente Regolamento Sportivo [...]
g) Dai tredici set di gomme da asciutto assegnate a ciascun pilota ai sensi dell'articolo 24.2 (c): [...]
     iv) Un altro set deve essere restituito elettronicamente al fornitore non dopo due ore dalla fine di P1. [...]" 
E' successo che all'interno del box, due gomme anteriori sinistre di due set di gomme diversi sono state mischiate durante le libere 1.
Essendosi la macchina fermata in pista, le gomme non sono state controllate al rientro in pit lane e quindi non ci si è potuti accorgere dell'errore. 
Il primo set è stato restituito elettronicamente, come previsto, ma tre gomme sono state utilizzate nel secondo set e quindi durante le libere 2. 
Non appena il team si è accorto dell'errore, lo ha riferito ai commissari che, valutando anche che il tutto è accaduto con due set di ultrasoft e che nessun set di gomme extra è stato utilizzato, hanno optato per una sanzione di 10.000€ che resta però sospesa fino a fine anno.


  • Anche durante le qualifiche i commissari hanno avuto il loro da fare: Verstappen è stato investigato per aver ostacolato Grosjean, ma non è stato sanzionato.
Potrebbe essere una violazione dell'articolo 31.5 del regolamento sportivo:
"Ogni conducente che prende parte a qualsiasi sessione di prove che, a giudizio dei Commissari Sportivi, si ferma inutilmente sul circuito oppure ostacoli inutilmente un altro conducente è soggetto alle sanzioni di cui all'articolo 38.3" 
Analizzando le immagini, si nota come Verstappen fosse in un giro lanciato, ma davanti a se trova Gasly che è più lento in curva 13.
Da dietro stava arrivando Grosjean, anche lui in giro lanciato. In curva 11 dista sei secondi da Verstappen; in curva 13, quattro. 
Gasly si lancia per un nuovo giro, quindi Verstappen rallenta in curva 13 per prendere spazio e crea impedimento a Grosjean che arrivava alle sue spalle.

I commissari hanno deciso di non assegnare penalità in quanto hanno valutato che la pista era molto bagnata e la visibilità era molto ridotta. Inoltre, il gap tra i tre piloti è cambiato in una ridotta sezione di pista e comunque in uno spazio non sufficiente per dire che c'è stato un significativo impedimento impedimento.

Completamente in disaccordo con i commissari. Non perché volessi una penalità per Verstappen, ma perché  se c'è impedimento, poco importa in quanto spazio avviene, secondo me...



  • Anche Stroll ha subito una sanzione: è stato costretto a partire dalla pit lane per modifiche non consentite in regime di parco chiuso.
Il suo team gli ha sostituito l'ala anteriore, con un'altra diversa da quella utilizzata per la qualifica. Inoltre hanno anche modificato il set up della vettura.

E' una violazione dell'articolo 34.6 del regolamento sportivo:
"Un concorrente non potrà né modificare la vettura né apportare modifiche al set-up della sospensione quando la vettura si trova in condizioni di parco chiuso. In caso di violazione del presente articolo, il conducente in questione deve iniziare la gara dalla pit lane e seguire le procedure di cui all'articolo 36.2. Affinché i commissari possano essere completamente certi che non sono state apportate modifiche ai sistemi di sospensione o di una configurazione aerodinamica della vettura (ad eccezione del parafango anteriore), mentre si è nella fase di parco chiuso post-qualifica, deve essere chiaro ad un esame fisico che cambiamenti non possono essere fatte senza l'uso di attrezzi." 

I commissari hanno applicato alla lettera quanto previsto dal regolamento.


  • Vediamo infine l'unica sanzione imposta durante la gara: riguarda Bottas, sanzionato con 10 secondi di penalità + 2 punti patente per aver causato un incidente con Ricciardo.
Il tutto rientra nell'articolo 38.1 del regolamento sportivo:
"Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, avverrà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se procedere o meno con un’indagine.

I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi." 
Analizzando le immagini appare chiaro che Bottas arriva in curva 1 con l'ala anteriore danneggiata da un altro incidente. Ricciardo si trova all'esterno, ma con diritto di traiettoria.  Il finlandese, cerca di proteggersi dall'attacco, ma a causa del lato sporco e del minor carico aerodinamico della sua vettura, in frenata va al bloccaggio e quindi alla collisione con l'avversario, forzandolo fuori pista e causando un danno alla sua macchina. 
Vengono applicati 10 secondi in quanto entrambe le macchine hanno continuato. 


Proprio riguardo quest'ultimo caso, ci sono state parecchie polemiche riguardo alla sanzione per Bottas. 

A mio avviso è corretta in quanto, come detto dai commissari, entrambi hanno continuato e Ricciardo si è comunque preso la posizione sull'avversario. Non è colpa di Bottas se chi guida le macchine dietro di lui si è staccato di un'eternità.

Qualcuno se n'è addirittura uscito che meritava la bandiera nera, anche per il contatto con Vettel di qualche giro prima: non scherziamo...

L'incidente è simile a quello di Vettel in Francia, dove il ferrarista si prese 5 secondi. Ma anche lui ruppe l'ala e quindi la sua gara fu in parte danneggiata. Infatti, la settimana dopo a Silverstone, Raikkonen prese 10 secondi per un'altra manovra simile, ma che aveva danneggiato solamente l'avversario (Hamilton)...

Avere sempre gli stessi commissari aiuterebbe, ma non avremmo comunque sempre le stesse decisioni. Ogni incidente va valutato per molti fattori...


di Alessandro Rana (@AleRana95)








TEST UNGHERIA - MERCEDES W09: provata una nuova ala posteriore con il doppio supporto in stile Ferrari?

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Se nella giornata di ieri ci siamo concentrati sull'analisi della nuova ala anteriore (maggiori informazioni), quest'oggi vogliamo farvi notare una seconda novità, in questo caso montata sul retrotreno della della forte vettura anglo tedesca guidata in questi due giorni di test dall'inglese Russell. Purtroppo le poche immagini a disposizione non riescono a mostrarci appieno la soluzione portata in pista nella giornata di ieri dal Team campione del mondo.



Se nell'immagine a destra (Spec 2) possiamo notare la soluzione di sostegno dell'ala posteriore a monopilone utilizzata fin dai primissimi test pre stagionali e anche nella scorsa stagione, in quella a sinistra (Spec 1) si notano fin da subito i due piloni, un qualcosa di più simile a quanto sta utilizzando da moltissimi mesi a questa parte Ferrari. 


Quali vantaggi potrebbe avere la soluzione a doppio pilone rispetto al monopilone utilizzato anche da molti altri Team? Potrebbe sembrare strano ma principalmente è una questione di peso; con i regolamenti in vigore dallo scorso anno la posizione dell'ala posteriore rispetto allo scarico è cambiata in modo importante e non è cosi più possibile "bucare" lo scarico per raggiungere perpendicolarmente la parte bassa del mainplane posteriore. Per raggiungere questa parte dell'ala bisogna avere un pilone molto più inclinato su queste nuova vetture, quindi con maggiore sezione e di conseguenza maggior peso per resistere agli sforzi applicati. La soluzione a doppio pilone (ancor meglio con il "cigno" superiore) permette di distribuire meglio gli sforzi, risparmiando peso. 

Autore: @smilextech

TEST UNGHERIA - FERRARI SF71H: Giovinazzi ha portato in pista una nuova ala anteriore

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Non solo prove di setup e di Power Unit (sono montati alcuni componenti evoluzione sulla SF71H che sta girando in Ungheria) per Giovinazzi nella giornata di ieri ma anche il testing, per pochissimi giri, di una nuova specifica di ala anteriore. Ala anteriore che macroscopicamente è da considerare un mix delle ultime specifiche visto che è stata mantenuta la lunga soffiatura sul mainplane introdotta in Francia ma con la parte terminale del tunnel esterno (colorato in nero) che presenta un raccordo con i veri e propri flap meno pronunciato come lo era sulla specifica pre Francia.  


Le novità si trovano nella parte bassa degli endplate, in quello che solitamente è un profilo unico curvo utile a generare un forte vortice che controlla la scia degli pneumatici anteriori. Nella nuova specifica di ala anteriore provata da Giovinazzi nella giornata di ieri il profilo è stato sdoppiato e inclinato per schiacciare il vortice in uscita verso l'asfalto. Pur in modo diverso, ma è un qualcosa che fa anche RedBull con il suo profilo curvo inclinato verso il basso.


Ricordiamo che dalla scorso anno gli aerodinamici dei vari Team hanno dovuto affrontare un grosso problema ossia riorganizzare tutti i vortici in uscita dall'ala anteriore, soprattutto quelli in uscita dagli endplate laterali, per via di pneumatici ben più larghi rispetto a quelli della precedente generazione di auto. Con un sistema di vortici performante, la scia delle ruote può essere posizionata più esternamente oltre ad essere più contenuta, così da avere minori effetti negativi sul retrotreno dela vettura.

Autore: @smilextech


GP UNGHERIA - ANALISI GARA: in casa Ferrari il mezzo tecnico c'è ma (a volte) mancano gli attori attorno..

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In quello che sembrava un fine settimana da correre in difesa, Hamilton è riuscito a portare a casa un’importantissima vittoria costruita principalmente il sabato; il tracciato dell'Hungaroring è il terzo di ventuno per difficoltà di sorpasso con solo Monaco e Singapore che fan peggio, per questo la qualifica, disputata su pista bagnata, era la sessione più importante del weekend. C'è da sottolineare comunque che in condizioni di asciutto difficilmente la Mercedes avrebbe potuto infastidire la Ferrari; la SF71H aveva infatti dimostrato di essere (quasi) imbattibile anche nonostante l’ottima prestazione di Bottas offerta durante le prove libere 3. Hamilton arriva alla pausa estiva con 24 punti di vantaggio su Vettel ma, secondo la nostra opinione, il mondiale è tutt'altro che chiuso visto che la vettura di Maranello sembra essere leggermente superiore alla W09 specialmente in condizioni da qualifica. E sappiamo in questa F1 moderna quanto sia importante il sabato.

In questa analisi andiamo ad analizzare i momenti chiave che hanno portato Hamilton a trionfare nel Gp di Ungheria.


Vista la qualifica disputata sul bagnato, tutti i piloti potevano scegliere su quale compound di pneumatico iniziare la gara. Mercedes giustamente ha optato per massimizzare la seconda fase importante di un GP come quello di Ungheria ossia la partenza, scegliendo di partire con la UltraSoft. La gomma "viola" rispetto al compound "giallo" è in grado di dare uno spunto maggiore sopratutto nei primi metri. Un Top Team ha calcolato un guadagno di 10 metri in base al diverso compound scelto. Uno spunto determinante per difendere la posizione soprattutto su entrambe le Ferrari che hanno dimostrato durante la stagione di avere un sistema di partenza migliore rispetto a quello Mercedes. Per quanto riguarda il Team italiano invece, giustamente ha diversificato la strategia tra i due piloti. A Raikkonen, autore di una buona qualifica (scattava dalla terza posizione), è stata affidata la strategia più aggressiva montandogli le gomme UltraSoft per cercare di infastidire il duo Mercedes. L'obiettivo era quello di riuscire a scavalcare almeno una delle W09 nelle prime curve. Per Vettel è stata invece fatta una scelta meno aggressiva ma che alla lunga poteva dimostrarsi migliore; una ottima gestione della Soft ad inizio gara gli avrebbe permesso di allungare il primo stint, potendo poi sfruttare l'UltraSoft per un ultimo stint in modalità "wunderkind".  E cosi in parte è successo, con i primi giri del pilota tedesco che sono stati piuttosto cauti, salvando pneumatici e benzina per poter spingere al massimo quando Raikkonen, Bottas e Hamilton si sarebbero fermati a sostituire gli pneumatici. Per poi dare il tutto per tutto con gli pneumatici più prestazionali nell'ultima parte della corsa. Una strategia che aveva utilizzato Lewis Hamilton in Germania 7 giorni prima.


Le scelte fatte dalla Ferrari non hanno dato i risultati sperati con Raikkonen perchè il pilota finlandese non ha trovato un buono spunto in partenza, non riuscendo di conseguenza a scavalcare i due Mercedes. Anzi, si è trovato a lasciar strada al compagno di squadra in curva 3. Nel primo stint si poteva pensare ad un crollo repentino delle prestazioni sulla Mercedes di Hamilton ed invece importanti modifiche di setup scelte dal pilota inglese con il suo Team gli hanno permesso di correre una prima parte di gara impressionante, con ben 60°C di pista. Oltre ai positivi cambiamenti di setup, la buona gestione degli pneumatici è stata possibile anche dall'essere in testa e correre di conseguenza in aria libera. Gestione che, analizzando il grafico, è stata ottimale per Hamilton così come la scelta del pit stop che è stata effettuata, come si vede dalla linea di tendenza, nel momento in cui le gomme stavano per avere un crollo importante. Il momento ideale sarebbe stato il giro 21 ma, avendo un gran distacco nei confronti di Vettel, Mercedes ha preferito allungare lo stint per non correre nessun rischio nella durata del compound Soft che ovviamente doveva essere portato alla fine della corsa.



Molto positiva anche la gara di Bottas, "sacrificato" dal Team Mercedes più per difendere la posizione di Hamilton che per cercare di portare a casa il massimo risultato. Dopo la partenza, in cui non è riuscito ad impensierire Hamilton, è stato utilizzato semplicemente come "scudo" per proteggere la prima guida di casa Mercedes. Una strategia studiata a tavolino che Mercedes è stata costretta a fare per la grande potenzialità che aveva in Ungheria la Ferrari, superiore alle Frecce d'Argento per tutto il fine settimana con pista asciutta. Una Mercedes che però tatticamente non è stata perfetta nemmeno in Ungheria, richiamando troppo presto ai box Valtteri Bottas e lasciando quindi strada libera a Sebastian Vettel. Gli oltre 5 secondi di gap nella finestra di stop avrebbero permesso a Bottas di percorrere ancora 1 o 2 giri prima di essere richiamato al box. Corretta invece la scelta di Ferrari che ha sacrificato Raikkonen per cercare di dar strada libera a Vettel. Sapevano che Mercedes avrebbe risposto quasi subito alla loro sosta e così è stato e Vettel ha potuto girare ad aria libera per imprimere il suo ritmo. Insomma, se Bottas è stato utilizzato come "scudo", la Ferrari ha utilizzato Raikkonen come "esca". Il cambio gomme di Raikkonen è stato molto lento poiché i meccanici hanno dovuto rimuovere dei detriti sulle prese dei freni posteriori che stavano creando qualche problema di temperatura all'impianto frenante della SF71H.

L'analisi dei tempi ci dimostra che entrambe le soste sono state effettuate (teoricamente) troppo in anticipo in quanto le gomme si trovavano in ottimo stato ed i tempi erano ancora molto buoni.



La scelta del pit stop di Vettel non è stata fatta invece nella giusta finestra poiché, tempi alla mani, doveva essere anticipata di qualche giro per evitare i doppiaggi che, in una pista come quella di Budapest, costano sempre molti secondi e effettivamente hanno fatto perdere del tempo prezioso alla Ferrari numero 5 del tedesco; precisamente 5 secondi, persi principalmente nel sorpasso di Sainz e quello di Ocon. Senza contare che appena Mercedes si è accorta dell'errore che stava commettendo Ferrari ha concesso a Bottas la mappatura più spinta della Power Unit che gli ha permesso di abbassare i crono di oltre 1 secondo.



Una scelta quindi sbagliata quella del muretto italiano? A posteriori ovviamente la risposta è si, ma ci sono delle scusanti poiché era chiaro che bisognava cercare di allungare il più possibile lo stint su soft per evitare un crollo anticipato del compound UltraSoft. Come Vettel in Germania, questa volta il Team, per cercare di vincere la gara ha osato troppo commettendo (a posteriori) un errore grossolano. Era forse meglio "accontentarsi" di uscire in seconda posizione a una decina di secondi da Lewis Hamilton pur con 3-4 giri in più da fare. 


Oltre al timing non perfetto di chiamata ai box del pilota tedesco, ci si è messo pure un cambio gomme lentissimo che gli ha fatto perdere almeno un secondo e mezzo, proprio quel gap che lo avrebbe messo ruota a ruota nell'uscita dalla Pit Lane. Vettel pur disponendo di gomme nuove e più prestazionali non è riuscito ad insidiare fin da subito il finlandese della Mercedes. Il sorpasso è riuscito a realizzarlo solo a pochi giri dalla fine sfruttando i problemi in trazioni di Bottas che aveva praticamente finito le sue gomme soft. Senza i secondi persi per via dei doppiati e al cambio gomme, Vettel avrebbe potuto girare a pista, imprimendo il suo ritmo e facendo spingere molto di più Lewis Hamilton. Difficilmente Vettel avrebbe potuto vincere ma sicuramente avrebbe infastidito il quattro volte campione del mondo. Relativamente a Raikkonen, la seconda sosta era secondo noi una opzione strategica che ci poteva stare vedendo la sua posizione in pista. Solo con una gomma più fresca infatti avrebbe potuto infastidire Bottas a fine gara. Senza ci sarebbero state nulla possibilità di sorpasso nei suoi confronti visto che a Budapest si passa solo con un ritmo dal secondo e due al secondo e sette più veloce, in base alla velocità della propria vettura. 



Vettel a fine gara ha commentato così la sua corsa:
Oggi con il primo set di pneumatici eravamo veloci, ma alla fine sono un po’ deluso, perché ho perso dei secondi importanti nel traffico. Neanche il pit stop che abbiamo fatto è stato perfetto, visto che abbiamo perso del tempo. Da lì è stato difficile quando mi sono ritrovato dietro Valtteri, cercando di sorpassarlo. Comunque alla fine sapevo di poter andare più veloce di lui, visto che avevo gomme più fresche. Comunque, abbiamo fatto il massimo e credo che la seconda posizione sia il risultato migliore che potessimo ottenere oggi. Abbiamo fatto bene molte cose, altre forse meno bene, ma questo fa parte del gioco. E’ stata una settimana molto difficile per noi, per cui credo che avere entrambe le macchine sul podio sia un buon risultato. Sono felice di vedere che la macchina è veloce, che si è comportata bene finora su tutti i circuiti, e penso che questa sia la cosa più importante. La nostra vettura ha un grande potenziale, così adesso me ne vado in vacanza sentendomi tranquillo per le prossime gare.
Raikkonen non era invece soddisfattissimo al termine della corsa del risultato conquistato in quanto consapevole che con questa vettura si poteva ottenere un risultato migliore.
La partenza è stata buona, ho preso la scia e stavo decidendo da che parte andare, ma Bottas si è spostato dallo stesso lato per bloccarmi, così ho dovuto frenare prima e Sebastian mi ha passato. Dopodiché per tutta la gara ho cercato di correre in aria libera per sfruttare la mia velocità, senza risparmiarmi per mettere pressione sugli altri e senza poter gestire le gomme. La gara mi è passata in fretta, abbiamo spinto fino alla fine e, con la strategia a due soste, abbiamo sempre avuto le gomme in buone condizioni per farlo. Non poter bere durante la gara non è stato il massimo, ma neppure un grosso problema. Oggi eravamo veloci ma sappiamo tutti quanto sia difficile sorpassare su questa pista; la gara è stata decisa dalla qualifica di ieri, ma almeno siamo riusciti a recuperare una posizione ciascuno. Oggi il secondo e il terzo posto erano il massimo che potevamo fare; come risultato non è male, ma non è quello che vogliamo. Nella seconda metà della stagione cercheremo di cambiare le cose e fare ancora un po’ meglio. So che la strada è ancora lunga, tutto può succedere e le cose cambiano in fretta. Continuiamo a spingere, cercando di migliorare anche nei dettagli e di essere costanti, e sono sicuro che potremo arrivare a risultati ancora migliori.
Secondo weekend consecutivo che il Team italiano non raccoglie quanto merita; se in Germania era stato chiaramente un errore di Vettel, in Ungheria la colpa principale è del Team. Errori che speriamo alla fine della stagione non pesino come macigni sui sogni iridati di Vettel e la Ferrari; quest'anno il mezzo tecnico c'è ma sembrano mancare gli attori attorno. Nove appuntamenti per terminare questo mondiale 2018 di F1 dove per la Ferrari e Vettel la parola d'ordine sarà "Vietato sbagliare". Sperando anche in qualche aiuto proveniente da Hamilton e la Mercedes. 

GP UNGHERIA - LE PAGELLE: i voti della dodicesima gara

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Lewis Hamilton vince il gran premio di Ungheria! Lo fa davanti alle Ferrari di Vettel e Raikkonen; segue quindi Ricciardo e infine Bottas. Ritirato Verstappen.




Ma vediamo insieme i voti per quest'ultima gara prima della sosta:

Mercedes: 9 al team; 10 a Hamilton; 8 a Bottas
Lato Hamilton nulla da dire: perfetto al sabato a portarsi a casa la pole sotto l'acqua, l'unica condizione in cui riuscirci; impeccabile la gara, a gestire al meglio l'usura gomme.
Lato Bottas, si è sacrificato per il team e per Hamilton. Molto bene nella gestione della gomma; peccato per gli ultimi giri, quando "perde la testa" mentre viene attaccato a destra e sinistra dalle Ferrari e da Ricciardo. 




Ferrari: 6 al team; 8 a Raikkonen; 7 a Vettel
Al venerdì sembrano essere nettamente più in forma degli avversari, ma al sabato arriva l'acqua ed ecco che si ritrovano dietro, anche per le decisioni del team di mandarli in pista non nel momento migliore. In gara provano una strategia diversa con Vettel, che attacca Bottas solo quando è sicuro di passarlo nel finale. 
Meglio Raikkonen di Vettel sia al sabato sia in gara, ottimo con gomma soft.
Alla fine si può essere quasi contenti.



Red Bull: 4 al team; 8 a Ricciardo; 5 a Verstappen
Si presentano qui dicendo a destra e sinistra che su questa pista simil Monaco potrebbero anche vincere, ma la realtà si dimostra ben diversa.
Totale la confusione al sabato, con Ricciardo costretto ad un grande sforzo per qualificarsi in Q2 con gomma soft, quando tutti stanno utilizzando ultrasoft. Poi rimangono comunque esclusi, proprio in Q2, uscendo troppo tardi con la pioggia che arrivava. 
Male anche Verstappen, solo 7°, che sull'acqua di solito si esalta.
Poi in gara le cose cambiano con Ricciardo che, con una bella rimonta, porta a casa il 4° posto. Verstappen parte bene, ma viene appiedato subito dalla sua power unit.



Toro Rosso: 7 al team; 8 a Gasly; 6 a Hartley
In condizioni di pista bagnata al sabato si esaltano ed entrambi entrano in Q3; in gara  meglio Gasly che riesce a chiudere 6° (dove è partito) rispetto ad Hartley, condizionato anche dall'utilizzo della gomma media che era nettamente più lenta.
In generale, uno weekend migliore rispetto agli ultimi passati.



Haas: 7 al team; 7,5 a Magnussen; 6 a Grosjean 
In qualifica sono entrambi in Q3, ma chiudono 9° e 10°. In gara confermano le prestazioni positive della stagione. Meglio Magnussen di Grosjean che nonostante un problema al pit stop, porta a casa il 7° posto a differenza del compagno che chiude 10°. 



McLaren: 5 al team; 7 ad Alonso; 6,5 a Vandoorne
La situazione del team è nota da tempo; in qualifica Alonso tira fuori il suo talento e porta la macchina in Q2 prima della pioggia.
In gara finalmente si vede anche Vandoorne, a livello e alle spalle di Alonso fino al momento del suo ritiro per problemi idraulici. Speriamo sia un buon segnale per lui...



Renault: 6 al team; 6,5 a Sainz; 5 a Hulkenberg
Box a due facce quello francese.
Sainz strepitoso in qualifica con il 5° posto, porta casa due punti con una gara discreta. Hulkenberg non pervenuto. In qualifica si ferma in Q2; in gara è disperso nelle retrovie



Force India: 5 al team; 6 a Ocon; 5 a Perez
Weekend difficilissimo questo per il team che finisce in amministrazione controllata per evitare il fallimento.
Disastro in qualifica; un po' meglio la gara, ma i punti restano un miraggio lontano. Meglio Ocon sia in qualifica che in gara



Alfa Romeo Sauber: 5 al team; 5 a Leclerc; 6 a Ericsson
Sottotono rispetto alle ultime gare. Ericsson meglio di Leclerc: in qualifica entra in Q2, poi la partenza è così così e la gara diventa anonima; il monegasco rimane escluso in Q1, per un suo errore e in gara deve ritirarsi subito per un contatto che danneggia la sua monoposto. Le vacanze faranno bene...



Williams: 2 al team; 4 a Stroll; 5 a Sirotkin
Beh, c'è poco da dire. La situazione è sempre quella.
Se guardiamo al sabato meglio il canadese, ma in gara il russo gli sta davanti. 
Imbarazzante il fatto che Stroll sia dovuto partire dalla pit lane per un errore del team nella sostituzione dell'ala anteriore in regime di parco chiuso.
Urge che trovino qualcuno che lì compri e porti tanti tanti soldi...




di Alessandro Rana (@AleRana95)