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All-in Ferrari, Binotto senza limiti...

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Forse gli ultimi 3 anni ci hanno fatto capire realmente quale fosse il vantaggio tecnico che Mercedes si portava dietro dal 2014, ancora oggi per provare a batterla servono sforzi enormi a tutti i livelli. La Formula Uno ha contribuito a costruire dentro se stessa una lotta impari con scelte, (anche di Ferrari a suo tempo), che hanno finito per creare una sorta di Davide contro Golia. Dal ciclo Ferrari a quello Red Bull a quello Mercedes. Non deve stupire quindi che i cambiamenti nelle gerarchie richiedano sempre molto tempo, il che purtroppo cozza con la voglia di ‘incertezza’ dei fans e dei media.

Venendo al presente, il campionato ora attende una SF90 all’altezza, unica vera incognita di questa stagione. Unico vero pensiero per Mercedes. Può essere tutto o niente. Secondo le mie informazioni a Mattia Binotto è stata concessa  ampia libertà di movimento, molto più che alle gestioni precedenti. Vedi l’era 2008/2014 di Domenicali per esempio, o 2015/2017 dove Arrivabene ha avuto di nuovo grosse risorse ma ‘limitazioni’ ben precise imposte da Marchionne, un periodo tutto sommato turbolento perché si sapeva che azzerare il gap non sarebbe stato mai del tutto possibile neanche con tutto l’oro del mondo.
Nel 2018 la situazione è cominciata a cambiare, di molto.

Libertà di rischiare, di scegliere le persone, ma soprattutto è stato deciso di sbloccare un budget molto importante. Non ci sarebbero particolari limitazioni di spesa per la progettazione e lo sviluppo tecnico.


Naturalmente i risultati della grande aggressività voluta e concessa dal team principal si vedranno solo superando i problemi di affidabilità che risultano essere stati messi prudentemente in conto; il che combacia perfettamente con questa strana calma che si respira a Maranello. Al momento non c’è una arrendevole delusione nonostante la falsa partenza, c’è piuttosto fiducia e molta curiosità, la consapevolezza che proprio per l’enorme vantaggio che il team Mercedes si portava dietro da anni e l’aver fallito gli obbiettivi con le due ultime vetture, (seppure ottime per la verità), è necessaria quella voglia di rischiare per poi intravedeer la retta via partendo dai rischi. L’alternativa poteva essere quella di rimanere ‘prudenti ma lenti’, e come ho già scritto non farebbe male ricordarsi più spesso del Bahrain (ma solo fino al blackout della vettura di Leclerc, mi raccomando).

Nessun miraggio, manca qualcosa di importante, sta arrivando. In tempo? Sarà sufficiente per iniziare un altro campionato dopo 3, 4, 5 gare?

Vedremo...

L’incarico dato a Binotto è molto ampio, molto preciso, molto semplice: tornare a vincere almeno un campionato entro 2 anni.

Restando in attesa...


Auguri di Buona Pasqua tutti i lettori di FUNOANALISITECNICA

Autore:Giuliano Duchessa - @GiulyDuchessa 

GP CINA - REGOLIAMOCI #3: le decisioni dei commissari

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Se nel gran premio in Bahrain c'era stato parecchio lavoro per i commissari, non possiamo dire altrettanto per quello cinese. Solo una la sanzione applicata (e a mio parere esagerata, ma lo vedremo dopo) per aver causato un incidente. Le altre decisioni riguardano l'ammissione al via della gara pur non avendo disputato la qualifica per Albon e Giovinazzi, la sostituzione del cambio sempre per il pilota Toro Rosso e il superamento del limite di velocità in pit lane per Gasly


Analizziamole insieme:

Iniziamo con quella più importante, disciplinata dall'articolo 38.1, ovvero il drive through + 2 punti patente assegnati a Kvyat per aver causato un incidente con entrambe le McLaren durante il primo giro. 


Analizzando le immagini, è apparso evidente come il pilota Toro Rosso abbia perso il controllo della sua vettura in curva 6 e sia andato all'impatto con la McLaren di Sainz prima e quella di Norris poi, tuttavia, come già detto, ritengo la sanzione esagerata. E' vero che ha causato l'incidente e quindi danni ad entrambe le macchine degli avversari, ma è anche vero che pure lui ne ha avuti e non ho visto tutta questa intenzionalità nell'andare alla collisione. I commissari stessi hanno ammesso di aver notato che ha perso il controllo della vettura... 10 secondi potevano essere sufficienti.


Per quanto riguarda Albon e Giovinazzi, sono entrambi stati ammessi alla gara, pur non avendo disputato la qualifica. Questo perché l'articolo 35.1 consente ciò ai piloti che durante lo weekend abbiano comunque fatto registrare dei tempi cronometrati soddisfacenti, in linea con quelli degli altri. 


Albon, inoltre, avendo danneggiato gravemente la sua vettura durante l'incidente delle libere 3 e di conseguenza avendo dovuto sostituire il telaio, è stato sottoposto ad una nuova verifica della macchina, disciplinata all'articolo 25.2 ed ha dovuto partire dalla pit lane come previsto dall'articolo 23.2



Sempre per il pilota Toro Rosso, c'è un'ulteriore sanzione, ma che non abbiamo potuto vedere effettivamente in quanto scattato dalla pit lane appunto. 5 posizioni in griglia per la sostituzione del cambio prima delle 6 gare consecutive.
Il tutto è disciplinato dall'articolo 23.5 a)



Da ultimo Gasly, o meglio, il suo team sono stati sanzionati con 800€ di multa per aver superato il limite di velocità in pit lane durante le libere 1. E' una violazione dell'articolo 22.10, in cui si stabilisce che per ogni km/h oltre il limite, sarà assegnata una sanzione di 100€. Il limite di velocità è imposto a 80 km/h; Gasly viaggiava a 88. Sanzione applicata alla lettera...



Autore: Alessandro Rana - @AleRana95
Immagini: Formula1; FIA.com

BASTIAN CONTRARIO: "ombre cinesi"

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Chi di voi non ha mai giocato alle ombre cinesi? Personalmente lo faccio tutte le volte che devo addormentare mio figlio. Mostri di ogni forma stampati sulla parete...gli stessi mostri che ci sta facendo vedere la nostra beneamata Scuderia Ferrari; oppure dovrei dire Mercedes?

Già perché qui il confine è molto labile, sottile e non si capisce se sono i rossi che proprio una macchina vincente non la sanno fare più, oppure sono i grigi che sono praticamente imbattibili. Se guardo all'anno scorso e a come stavamo messi alla partenza in Cina, quello che ho detto prima viene a cadere: Maranello una macchina per vincere la sa ancora sfornare (passatemi il termine)..una gran vettura, tanto da far spendere extra budget ai grigi (dove Toto offrì in sacrificio al consiglio di amministrazione i suoi gioielli di famiglia!) la bellezza di 30 milioni di euro per dare l'assalto finale al mondiale!

Dov'è finita la SF90 dei test spagnoli? Come mai la stessa monoposto in Cina, che per poco non faceva vincere il ragazzino monegasco davanti al suo capitano, non era nemmeno lontana parente di quella barenita?

Sia Cristiano che Pier Giuseppe hanno risposto esaustivamente a questo quesito, a noi non ci rimangono che le ombre rosse sbiadite da guardare su un muro spoglio e freddo. E nel frattempo che i nostri avversari prendono il largo con la 3° doppietta consecutiva a noi lasciano le briciole da dividere e soprattutto litigare: infatti l'argomentazione principale all'indomani del GP è una sola: il dualismo (voluto e creato innanzitutto dal muretto prima e da seb dopo) tra i due alfieri rossi. Voluto dal muretto in quanto sebbene abbiano le idee chiare su chi puntare, vogliono anche salvare la faccia (tipico di Ferrari) e nel frattempo che lasciano Seb dietro (il quale, era si più veloce, solo che la sua velocità non era tale nè da superare il suo stesso compagno e soprattutto raggiungere i grigi), le mercedes prendono il largo, le gomme di Vettel si usurano e Charles perde cosi tanto tempo, da ritrovarsi dietro l'ottimo Max. Voluto da Seb perchè il tedesco purtroppo non sta lasciando la sua impronta ben affondata nel terreno al fine di poter ribadire chi comanda veramente. Il monegasco in qualifica gli è stato dietro solo per 17 millesimi (le briciole appunto), solo che il ragazzino è a zero vittorie contro un quattro volte campione del mondo.


E' il 3° GP di seguito che mi ritrovo su queste pagine a scrivere che Ferrari va via dal circuito con le ossa rotte, ribadendo le certezze che avevo già scritto in passato: ovvero, c'è una macchina da recuperare in quanto il suo potenziale è alto, un pilota di punta (il quale costa quanto una finanziaria rispetto al suo compagno il quale a sua volta non sta affatto sfigurando) da cercare di capire se è ancora in fase post depressiva oppure soffre la macchina che è carente; e a questo punto, un muretto che deve fare chiarezza soprattutto con "se stesso". Se hanno deciso di puntare sul tedesco a prescindere allora, il mio auspicio, è che non si perdano in elucubrazioni matematiche ed etiche; diano subito l'ordine senza perdere tempo al fine di non compromettere la gara a nessuno.

Vedete l'episodio cinese è molto più controverso di quello che possa sembrare: Seb ce l'ha per contratto che deve essere la prima guida (e già in Red Bull minacciò di ricorrere agli avvocati quando Mark pretese "certi trattamenti") e farà valere ciò fino in fondo. Mi chiedo fino a quando questo sarà possibile, caso mai il monegasco continuerà ad eguagliare le sue prestazioni in pista. E soprattutto, se Binotto&Co. riusciranno a dimostrare quella forza di reazione che tanto contraddistingue Mercedes, riuscendo a tirare fuori il potenziale inespresso della SF90 cosa succederà?

Per il momento possiamo solo tirare ad indovinare e ad immaginarcelo; magari disegnando forme e figure con le ombre la sera prima di addormentarci...chissà che qualcuno non ci prende!

Autore: Vito Quaranta - @quaranta_vito
Foto: Ferrari - F1

IL PAGELLONE SEMISERIO DEL FROLDI: GP DI CINA 2019

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Il millesimo GP della storia della Formula UNO-IA finisce come il novecentesimo.
Anzi, con pure meno spettacolo; almeno quel gran premio era stato combattuto fra Hamilton e RosbergUn dominio imbarazzante per mancanza di avversari.
Onore ai vincitori di questo lunghissimo e incredibile dominio. Tristezza per gli avversari, così piccini e rossi di vergogna da farti pure tenerezza. La Ferrari si scopre di nuovo fragile, incapace di progressi seri, almeno per ora, terrorizzata dall’affidabilità ballerina, con l’anteriore in perenne ricerca di carico fra le curve cinesi.


Analisi (non semiseria):
  1. Due batoste su tre gare. La corazzata anglo-tedesca neanche lontanamente impensierita con un ruolino impressionante di tre doppiette di fila.
  2. L’unica gara in cui la Rossa poteva fare doppietta con una certa tranquillità ha palesato preoccupante affidabilità e Vettel ha fatto la girella.
  3. I punti di distacco per il titolo costruttori sono già un buco nero.


Prospettive:
  1. La Mercedes sviluppa e migliora la sua monoposto costantemente, soprattutto nella seconda parte del Mondiale.
  2. La Ferrari no. 
  3. Anzi, la SF90 è la stessa dai test di Barcellona.


Risultato: dobbiamo vincere così  la “guerra” sportiva? Risposta scontata. Adieu.

Prime tre gare (e si spera non tutto il Mondiale). Voto: “Quivi sospiri, pianti e alti guai risuonava per l’aere sanza stelle […] (Inferno, Canto IIIº)”.
Quando la Ferrari è davanti non sai se vince. Quando la Mercedes è davanti sai che vince. Il resto è noia.


Ordini di squadra. Voto: davvero è questo il problema? Francamente l'ultima cosa che mi importa è la querelle Vettel/Leclerc…stiamo parlando del sesso degli angeli...quelli là davanti ci massacrano, questo è il problema.



Muretto Ferrari. Voto: superalcolico. Il vero problema è che puoi finire terzo e quarto e finisci terzo e quinto se va bene. Questo vuol dire che non hai fatto bene i compiti a casa. Ma che in Ferrari, al muretto, spesso sembrino preda di bevute superalcoliche non mi pare poi una grande novità. Cin cin. E prosit a Mercedes e Red Bull.

Mattia Binotto. Voto: 5. Che piaccia o no, presto, in mancanza di risultati, cominceranno i processi al TP. Fa parte del gioco. Lo vedo, lo vedo Iron Maury che si liscia la barbetta sale e pepe e pensa sorridendo sornione: “Hai voluto la bicicletta…”

Vettel. Voto: 8. La monoposto non la digerisce. Si vede chiaramente. Il bel voto va a come ha saputo tenere a bada Verstappen. 

Leclerc. Voto: 8. Ripropongo il mio pensiero espresso di recente. E’ freddissimo. E’ un predestinato. Per me più di Max.

Centraline. Voto: Per non deprimerci troppo...la centralina nuova, la numero 1 ha problemi. La vecchia, la numero 2 (omologata in fretta e furia) è meno efficiente. Alla terza scattano le penalità…

Hamilton. Voto: 10. Ha giocato al gatto con il topo, soprattuto con Bottas. Il voto parla da solo.

Bottas. Voto: un numero 2 non sarà mai un numero 1.

Mercedes. Voto: 10.

Toto Wolff. Voto: 10. Mattia è uno straordinario ingegnere, ma Toto è il principe dei Team Principal. E un'adorabile/odiosa canaglia quando si tratta di giocare con gli avversari. Ma questo ormai lo sapete già. 



Ricciardo. Voto: chi l’ha visto.

Pirelli. Voto: 5 1/2. Capisco che la casa giallo-tricolore agisca per la sicurezza. E capisco che sia quasi impossibile cambiare l’attuale format, poiché la Formula Uno è vittima della sua burocrazia ipertrofica (regolamento) e degli interessi conrastanti che fanno vivere il Circus (diritti Tv, torta da spartire fra team, giochi politici, sicurezza ovviamente, sponsor, circuiti), ma io continuo a trovare antisportivo il cambiare in corso d’opera la pressione delle gomme. E lo dico qualsiasi scuderia “favorisca” involontariamente. La cosa più lineare a mio parere? Dopo aver ottenuto i dati dei team e aver verificato se sia necessario variare le pressione degli pneumatici, dare una FP3 più lunga per permettere di affinare il più possibile il set up della monoposto. Essendo una cosa di buon senso, e purtroppo Pirelli non ci può fare nulla, non si farà.


Come sempre grazie a @FormulaHumor e la pagina FB "Le cordiali gufate di Gianfranco Mazzoni"

P.S: Stai lì, pensando al pagellone dopo un narcolettico gran premio, buttando giù pensieri con le dita pigre sulla tastiera, poi vedi quelle immagini...#NotreDame



Mariano Froldi-@MarianoFroldi



GP BAKU - PIRELLI: Set scelti per pilota

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Milano, 16 aprile 2019 – La FIA ha comunicato a Pirelli il numero di set di pneumatici e mescole scelti da ciascun pilota per il Gran Premio dell’Azerbaijan (26-28 aprile).


GP CINA / ANALISI FERRARI: perché la SF90 è cosi lenta nelle curve di bassa velocità rispetto a Mercedes?

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Tre gare, tre risultati simili ma anche tre prestazioni piuttosto diverse per la Ferrari: bruttissima in Australia, anche e soprattutto a causa di una Power Unit depotenziata, bellissima ma inaffidabile in Bahrain, "solo" bruttina in Cina. Ma in tutte e tre gli appuntamenti c'è un comune denominatore ossia una inefficienza nelle curve lente dell'avantreno della SF90. Un qualcosa che ne sta limitando molto le prestazioni come sottolinea Vettel, senza ovviamente entrare nei particolari: "Nel complesso penso che abbiamo una buona macchina ma non siamo ancora stati in grado di sfruttarne completamente il potenziale. Stiamo imparando molto ed è importante accumulare giri su giri per aumentare il feeling con essa. Stiamo ottenendo una rappresentazione sempre più chiara di ciò che ancora ci manca in questa fase, quindi credo che le prossime settimane saranno importanti per noi così da poter impostare la strada giusta per i prossimi mesi"


Ma partiamo dai test di Barcellona. Già in Spagna era ben visibile quanto Ferrari fosse in difficoltà in ingresso e percorrenza nelle curve di bassa velocità contro una Mercedes sicuramente non al top della forma come quella poi vista all'inizio del mondiale a Melbourne.
Si è arrivati in Australia e il copione è lo stesso: Ferrari in difficoltà in gran parte delle curve, soprattutto in quelle più lente come la 3 e la 15. In qualifica, solamente in quei due tratti di pista Ferrari perde 4 decimi dalla Mercedes di HamiltonUn gap poi dilatato anche per gli importanti problemi alla Power Unit che non hanno permesso alle due SF90 di recuperare decimi in accelerazione e più in generale sui dritti di Melbourne. Si arriva al Bahrain, secondo appuntamento stagionale e il tempo perso nelle curve lente risulterà essere solamente un decimo. L'accoppiata asfalto abrasivo e circuito "rear - limited" insieme ad una Power Unit funzionante ai massimi livelli (dal Bahrain sono 15 i CV in più in qualifica rispetto a Mercedes che scendono a 5 durante le fasi di gara) hanno permesso al Team italiano di nascondere i problemi poi riemersi in Cina. Terzo appuntamento stagionale, a Shanghai, dove il circuito "front - limited" e poco abrasivo insieme a condizioni ambientali piuttosto fresche hanno riportato le SF90 in pesante difficoltà; sono ben 7 decimi di secondo persi in curva, 4 dei quali tra curva 6 e curva 11.


Diceva Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Il tutto sarebbe riconducibile al poco carico aerodinamico generato dall'anteriore della vettura che, su determinate piste e in particolari condizioni ambientali, non permettono agli pneumatici anteriori di entrare nella corretta finestra di temperatura.


Parlando di pneumatici è opportuno sottolineare come in questa stagione vengano utilizzati compound con battistrada ridotto, simili a quelli visti a Barcellona, Le Castellet e Silverstone la scorsa stagione. Questo cosa comporta? Una maggior difficoltà nel generare il corretto calore nel battistrada per portarlo nella corretta finestra di funzionamento, difficoltà che aumentano con l'abbassarsi delle temperature della pista. La modifica è stata voluta dalla Pirelli stessa per eliminare il tanto chiacchierato, nella scorsa stagione, blistering ossia il deleterio surriscaldamento nel cuore dello pneumatico che crea un distaccamento anomalo dello stesso. Mettendo però in difficoltà molti team tra cui Ferrari e Red Bull, molto meno Mercedes


Sotto la lente di ingrandimento non può che andarci la particolare ala anteriore di cui è dotata fin dai test spagnoli la SF90. Un'ala tanto interessante quanto estrema nel concetto, utilizzata "solamente" dal Team italiano, dalla Alfa Romeo Racing e dalla Toro Rosso. Tutti gli altri team, tranne Red Bull, utilizzano soluzioni intermedie (più o meno aggressive). Mercedes è una di questi con l'ultima specifica di ala anteriore della W10 che risulta essere una via di mezzo (il giusto compromesso?) tra il concetto utilizzato dalla Ferrari e quello più convenzionale montato sulla RB15.


Un concetto di ala anteriore che secondo molti esperti genera meno carico aerodinamico rispetto alle specifiche dei rivali, compensata da una zona dei bargeboard più caricata aerodinamicamente. Questo toglie sicuramente dell'energia preziosa al funzionamento del diffusore (meno si rallenta il flusso nella zona dei bargeboard, quindi meno carico aerodinamico si genera in quella zona, e più downforce sarà possibile generare, idealmente, al posteriore tramite il fondo vettura) ed è per questo che Ferrari ha lavorato molto sull'efficienza del corpo vettura posteriore, andando a rastremare molto la parte alta del cofano motore. Questo per aumentare l'efficienza dell'ala posteriore, elemento molto importante nel progetto 2019 del Team italiano proprio per via del fatto che il fondo è "limitato" da una zona dei bargeboard più caricata aerodinamicamente di quanto visto negli anni passati. In Cina si è provato a scaricare il posteriore, per recuperare ancora più terreno sul dritto, con risultati non positivi.


Carico aerodinamico e bilanciamento non sembrerebbero comunque mancare alle alte velocità, dove progettualmente ci si concentra solitamente di più sul ridurre la resistenza all'avanzamento una volta raggiunto il carico aerodinamico desiderato, mentre insufficienti sono alle medie e basse velocità dove è più importante riuscire a generare il carico aerodinamico desiderato piuttosto che lavorare sulla resistenza all'avanzamento. In molti si chiederanno come il carico aerodinamico possa essere importante alle basse velocità quando spesso di parla di maggior contributo dato dalla parte meccanica. Non è cosi vero, soprattutto con queste vetture moderne di F1. Molto interessante quanto detto da James Knapton, Head of Vehicle Downforce di Red Bull, poche settimane fa ad un seminario: 
I did a simulation once of a lap around Monaco with no downforce and it was 30-40s slower. Downforce makes the biggest difference in slow speed corners
A Montecarlo senza carico aerodinamico le vetture moderne di F1 girerebbero ben 30-40 secondi più lente con il "downforce" che fa una importante differenza nella curve a bassa velocità


Quale potrebbe essere quindi il problema della Ferrari? Un comportamento "anomalo", che nemmeno il team italiano stesso si aspettava, dell'ala anteriore, e della meccanica che lavora in simbiosi, con il variare dell'angolo di sterzo ossia al diminuire della velocità. Ne esce una generazione di carico scompensata alle basse velocità e non costante come ci si aspetterebbe che mette in difficoltà la SF90 soprattutto in ingresso e percorrenza delle curve lente. Nelle qualifiche della Cina, la Ferrari non è comunque riuscita ad essere più veloce in nessun "apice" delle 16 curve presenti nel circuito di Shanghai rispetto alla Mercedes. Si passa dai ben 8 km/h in curva 11, un'importante problema che poi si è ripercosso anche sul successivo lunghissimo rettilineo non permettendo ad entrambe le SF90 di guadagnare molto tempo sulle W10, ai 6.5 km/h di curva 14 (tornante in fondo al dritto), per arrivare ai soli 0.5 km/h di curva 7, una delle più veloci. 


Riguardo a quanto detto, risultano essere interessanti le parole di Nico Rosberg che ha affermato di aver parlato con delle persone interne alla Ferrari: "In questo momento la Mercedes è la grande favorita. Sembrano davvero molto forti. La Ferrari sta faticando perché non ha abbastanza carico aerodinamico in curva. E' li dove perdono tanto tempo. Non è una cosa ideale se vuoi staccare il miglior tempo possibile. Dunque, in questo momento, hanno preso una direzione sbagliata con la loro monoposto. Non è la giusta via da perseguire. La via migliore è cercare di ottenere più carico aerodinamico nelle aree restanti della monoposto, come l'ala anteriore e gli endplate. Ecco dove la Ferrari ha bisogno di lavorare. Ma hanno tanto lavoro da fare. Questo richiederà tempo, non è certo una situazione fantastica".

Parole che in parte giustificherebbero anche l'immobilismo "rosso" dai test di Barcellona ad oggi. Che non bastino piccole novità portate ad ogni Gran Premio, in stile stagione 2017 e 2018 ma un aggiornamento un po più corposo e che necessita di tempo, per risolvere i problemi all'anteriore della SF90? Attendiamo risposte dalla pista (e informazioni).

Autore: PG - (@smilextech)


VENGODOPOILGP: Una Mercedes a 1000, Ferrari ancora senza mediCina...

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Vista la gara praticamente priva di spunti avvincenti vengo subito al dunque, qual’è la Ferrari vera di quest’anno, quella ‘Made in China’ o quella che Binotto ci ha assicurato essere pronta a giocarsi il titolo? 

Di quali ‘cure’ misteriose ha bisogno la SF90 per essere costantemente o quasi quella di 15 giorni fa, ma vincente. ‘Made in Cina’ che fa rima con mediCina, non certo un paragone indimenticabile, del resto rispecchia ampiamente il non indimenticabile Gran Premio, quella medicina dicevo, che servirebbe in tempi sempre più stretti, a voler essere crudi diciamo che deve arrivare entro Barcellona e non oltre, sperando nel frattempo in una Baku positiva che premi per la conformazione del tracciato le caratteristiche innate della vettura.

Dalla Spagna dei test alla Spagna del GP per chiudere un cerchio e ricominciare a pensare in grande, oppure accettare la realtà di un altro anno difficile. La pista entro un mese ce lo dirà. A Maranello c’è un grosso lavoro in queste settimane, credono nel progetto fino in fondo e proveranno a dimostrarne il valore, con convinzione. Tuttavia ad oggi mancano dei tasselli fondamentali: capita di ‘convincere’ e perdere, ma perché manca la coerenza nelle prestazioni, la continuità e direi la classica ‘consistenza’? 


La mia sensazione è che sappiano dove e come intervenire, ma occorre più tempo del previsto, si è visto come non tutto è filato liscio, anche sul fronte dei team clienti. Inoltre nel caso di Shanghai, il bilanciamento non è stato o non poteva essere centrato, causa o conseguenza che sia.“È stato difficile ma grazie, so che arriviamo, la macchina arriva...” è lo stesso Vettel a dircelo dopo il traguardo, d’altronde è uno che non parla mai a caso specialmente nei team radio. Io gli credo. 

A proposito dei piloti, piccola parentesi sullo ‘switch’: per me era plausibile ma è stato cannato il timing, se avevano elementi per farlo andava fatto sul nascere diversi giri prima, quando Seb sembrava davvero più in palla, poteva tirarsi dietro Leclerc e provare a tenere Verstappen a una distanza safe. Fatto così invece si è perso molto tempo, entrambi hanno rovinato le gomme nella scia del compagno, risultato deleterio per la quarta posizione; ciononostante arrivare a parlare di ‘maltrattamenti’ onestamente non me la sento, anzi a me pare una chiara provocazione. 


Mercedes da 1000 e una notte. 

Cosa volere di più? Perfezione assoluta. Nessun dubbio dopo 4/5 giri su come sarebbe andata a... festeggiare. Hamilton tra l’altro, per un attimo mi è sembrato avesse quell’espressione tipica sul podio...una impercettibile smorfia, di chi comincia a chiedersi timidamente: “sarà così facile? Più facile del previsto?”


Pura immaginazione forse, ma è vero che il 1000mo Gp non ha lasciato molto spazio alla fantasia. Mercedes insomma ha fatto quello che le riesce meglio, partire, controllare, gestire le strategie, fare doppietta, Fine. Davvero ‘impressive’ per dirla alla TodtPerché non sia un campionato segnato dunque, il Bahrain non dovrà restare un miraggio nel deserto, lo dico seriamente. Adesso, rime a parte, si trovi la medicina giusta per questa SF90 bella e lunatica, perché gli alti e i bassi non hanno mai portato da nessuna parte.

Autore: Giuliano Duchessa@GiulyDuchessa 

CHINESE GP - LE PAGELLE: i voti della terza gara

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Shanghai, Cina, 14 aprile.

Continua la maledizione delle gare miliari per Ferrari: alla numero 1000 della storia della F1, è Mercedes ad imporsi, con un netto vantaggio.


Ma vediamo insieme i voti della gara:

Mercedes: 10 al team; 9 a Hamilton; 9 a Bottas

Seppur con un distacco minore, sembra di essere tornati all'Australia, con una macchina che fa quello che vuole sia in qualifica che in gara. Hamilton non impeccabile al sabato, quando stranamente sbaglia il colpo da cecchino che è la sua dote; Bottas, al contrario, non perfetto in partenza, a perdere la prima posizione proprio ai danni del compagno. Per il resto nulla da segnalare; il vantaggio mondiale cresce...


Ferrari: 5 al team; 6,5 a Vettel; 7,5 a Leclerc

Insistono con il dire che l'affidabilità non è un problema, ma sulle loro vetture e su quelle clienti installano la seconda centralina (un'evoluzione in meno rispetto alla prima). C'è davvero tanto da lavorare... Un buon Vettel si porta a casa il terzo posto (con aiutino); di più non poteva raccogliere. Ancora una volta, però, meglio Leclerc, nonostante chiuda 5°: in qualifica è a 17 millesimi dal compagno su una pista che vede per la seconda volta, dopo essere stato in difficoltà per tutto il venerdì; in gara allo scatto lo supera subito, salvo poi doversi arrendere ad un ordine di scuderia. Ordine al quale poi potevano pure rimediare volendo: o fermando prima Leclerc nel momento in cui c'è stata la sosta di Verstappen, o montando gomma soft alla seconda sosta, ma oggi la strategia con lui è stata incomprensibile...


Red Bull: 8 al team; 7 a Verstappen; 6 a Gasly

Quella di Verstappen ad infilarsi tra le Ferrari sarebbe una gara da 8 almeno, ma il momento da "bambino piangina" in qualifica gli costa la possibilità dell'ultimo giro lanciato e quindi la chance di seconda fila. Come detto, però, buona la sua corsa a tenere il ritmo delle rosse al via e a sfruttare perfettamente l'undercut per superarne una. Gasly meglio delle gare passate, 6°. Ma guida una Red Bull e deve crescere molto se vuole "guadagnare punti". Nel finale gli montano gomma soft per fare il giro veloce: gli riesce per un decimo. Una buona cosa; fa morale quanto meno...


Renault: 7 al team; 8 a Ricciardo; 7 a Hulkenberg

Scacciati i fantasmi del Bahrain, si vede una buona Renault qui in Cina. In qualifica mettono entrambe le macchine in Q3, dietro solo ai tre top team; in gara il risultato finale sarebbe lo stesso, se non fosse che il tedesco viene fermato nuovamente da un problema tecnico. Anche loro hanno ancora molto da lavorare, ma sembrano poter crescere.


Racing Point: 6 al team; 7,5 a Perez; 4 a Stroll

Dopo la gara sufficiente del Bahrain, Perez porta a casa anche qui dei punticini preziosi: in qualifica rimane escluso in Q2 per questione di millesimi; la domenica riesce a chiudere 8° con una buona gara. Non altrettanto possiamo dire di Stroll: escluso nel Q1 al sabato e deludente la domenica, solo 12°. Questo weekend assolutamente bocciato.


Alfa Romeo: 5 al team; 7,5 a Raikkonen; 5 a Giovinazzi

Non proprio uno weekend da ricordare soprattutto lato Giovinazzi... Le cose si mettono subito male venerdì con un errore di montaggio della sua power unit che gli fa perdere l'intera prima sessione di libere, per proseguire pure peggio al sabato quando un problema alla centralina non gli permette nemmeno di disputare la qualifica. La gara poi non è granché e viene chiusa in 15^ posizione. Devo dire che ci si aspettava di più in questo inizio di stagione. Al contrario, ancora un buon Raikkonen, escluso in Q2 al sabato, ma pur sempre capace di portare a casa punti la domenica con una discreta gara. 


Toro Rosso: 7 al team; 8,5 a Albon; 5 a Kvyat

Albon decisamente il migliore di giornata, a portarsi a casa il 10° posto dopo essere partito dalla pit lane per l'incidente avuto nelle libere 3 che non gli ha permesso di girare in qualifica. Crash causato da un suo errore, ma che alla terza gara di F1 ci può anche stare...
Kvyat niente male in qualifica, 11° per una manciata di millesimi, poi in gara parte male e rimane coinvolto (con colpa) in un incidente con le due McLaren e rimedia sia danni alla vettura, sia un drive through che gli compromettono completamente la corsa fino alla decisione di ritirarsi.


Haas: 5 al team; 5 a Magnussen; 5 a Grosjean

Continuano sulla strada intrapresa in Bahrain: con entrambe le macchine in Q3 al sabato, nonostante dietro a tutte e due le Renault, e con una gara abbastanza anonima fuori dalla zona punti la domenica. Non va bene, non ci siamo. Rimandati nel deserto e rimandati qui, ma ora rischiano la bocciatura...


McLaren: 5 al team; 5 a Sainz; 5 a Norris

Dopo il buon weekend nel deserto, sembra di tornare alla vecchia McLaren che conoscevamo. Al sabato sono in 14^ e 15^ posizione; la domenica sembrano partire bene, ma rimangono entrambi coinvolti nell'incidente con Kvyat e si ritrovano con la gara compromessa fin dal primo giro. Norris costretto al ritiro poi nel finale di gara. Da rivedere...


Williams: 4 al team; 6 a Russell; 5 a Kubica

Si può fare copia-incolla delle pagelle precedenti. Tutto come da copione: ultimi in qualifica e ultimi con margine in gara. Il giovane Russell sempre meglio del compagno, ma i risultati sono quelli che sono...


Autore: Alessandro Rana - @AleRana95
Foto: Mercedes, Ferrari, Red Bull, Renault; Racing Point; Alfa Romeo Racing; Haas; Toro Rosso; McLaren; Williams.

La domenica "grigia" della Ferrari...

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Nessun Karma, come avevo auspicato nel precedente appuntamento, si é manifestato in questo terzo appuntamento mondiale, anzi: la Mercedes fa ancora bottino pieno di punti senza nessuno sconto alla concorrenza. E, ridendo e scherzando, sono già passate tre gare del mondiale, e i grigi hanno già inanellato record su record, facendo tre doppiette su tre come successo già nel 2014, anno di debutto dell’era ibrida, facendo riaffiorare tremendi ricordi per i colori Rossi. Sinceramente, le premesse erano altre, anche per questa gara, dato che Ferrari era presentata si, con i problemi di affidabilità già emersi, ma anche con una velocità più che buona, cosa da far pensare a un duello ravvicinato con i rivali tedeschi.

Dalle qualifiche però era già chiaro che, invece, un gap c’era con le frecce d'argento, e che forse solo in gara si sarebbe potuto lottare più alla pari con loro. Niente di tutto ciò, e già dopo il secondo giro, Hamilton, scattato dalla seconda piazza, svettava in testa e solcava già un divario che da lì a poco sarebbe cresciuto pian piano, ma che sarebbe bastato per gestire come al solito una gara”noiosa”, con un 1-2 Mercedes che quando capita l’occasione, o si trova in testa, non lascia sfuggire niente di niente. La Ferrari ha tentato, prima con Leclerc, 3^ dopo il primo giro a tenere il passo, e con Vettel poi, dopo un discutibile e già discusso ordine di squadra a invertire le posizioni , sperando in un passo migliore del tedesco, ma non é bastato a impensierire la casa della stella, anzi, si sono ritrovati a battagliare anche con la RB dell'olandese, il quale reggeva bene il ritmo delle monoposto di Maranello. Proprio qui nasce l’errore strategico di Ferrari, e cioè tentare di marcare Mercedes invece che Verstappen, cosa più facile la seconda che la prima, con conseguente perdita di almeno una posizione dopo la prima sosta.


L’unica nota di colore e “positiva” per la scuderia italiana, é la gara in se dei due piloti, che hanno guidato comunque al meglio in una domenica che definirei GRIGIA in tutti i sensi. Bello il duello Verstappen-Vettel dopo il primo pit, concluso con un ottima difesa da parte del tedesco sull’attacco di Max in fondo al lungo rettilineo cinese, con sorpasso del primo e contro-sorpasso del secondo. Questo la dice lunga su come si possa contrastare un team, che nonostante in pista non commetta errori, non si riesce a scalfire neanche nella parte più superficiale della sua corazza, rendendo vani tutti i tentativi anche del muretto, di inventare strategie per recuperare il terreno perso. Prima con il team order su Leclerc, facendo passare Sebastian pensando e sperando che fosse più veloce, e poi ”differenziando” la tempistica dei pit tra i piloti, ma di fatto, sacrificando il 3 posto di Charles a favore di Vettel e Max.

Ovviamente nulla sarebbe cambiato e gli stessi piloti lo hanno ammesso. È giusto giocare di squadra, ma la sensazione da fuori é che in casa Ferrari sia difficile prendere decisioni a breve termine. Infatti si é perso troppo tempo a invertire le posizioni (una volta deciso di farlo) tra i piloti, e lo stesso dicasi per richiamarli al box, specie con Charles. Certo, noi lo diciamo da qui, dal divano, senza la pressione, e magari loro avranno avuto buoni motivi per farlo e tanti dati a confermarlo, ma in ogni caso questa sensazione di scarsa tempestività e reazione resta.

L’emblema della situazione e’ il doppio pit stop fatto da Mercedes in contemporanea. Erano cinque i secondi che separavano Lewis e Valtteri, e con calma olimpica sono stati richiamati entrambi in pit lane, già consapevoli che per loro non sarebbe stato un problema gestire una situazione di estrema complessità. Questo secondo il mio modesto parere manca alla Ferrari. Stiamo parlando di una struttura consolidata e definita in ogni suo ruolo, dal direttore tecnico, alle signorine che puntualmente ormai portano champagne ai membri della squadra per festeggiare le tante vittorie portate a casa.


Non può essere stato un fuoco di paglia il Bahrein, al netto dei problemi avuti, perché la prestazione se non ce l’hai non viene mai fuori. La Ferrari i suoi buoni punti di forza li ha messi in mostra, e il problema é uno solo: non é stata mai in grado di metterli insieme tutti, e con questa Mercedes é impensabile non essere perfetti per tentare almeno di tenergli testa. Il team radio finale di Vettel che recita ”la macchina é buona, anche se non é bastata per vincere, arriveremo, arriviamo”, lascia pensare che loro sappiano che potenziale ce ne sia da tirare fuori, ma che sia difficile mettere in pista una vettura che in tutti i suoi aspetti si adatti ai circuiti di volta in volta. 

Se non ci saranno correzioni Mercedes prenderà il largo e sarà poi troppo tardi far vedere al mondo che la SF90 é un progetto valido, con Liberty Media che non so quanto sarà felice di un campionato poco equilibrato e privo di battaglia in testa. Da quello che si vede poi, sembra che gli aggiornamenti e sviluppi sulla nuova Ferrari siano latitanti, dato che si sta facendo molta comprensione della vettura, come sia Binotto che gli stessi piloti hanno ammesso.

Ma la veloce e performante auto vista nei test, sarà rimasta lì a Barcellona? Bhe’, tra 2 gare si torna li, in Europa, magari hanno tenuto la vera SF90 nei garage catalani...

Autore: Mauro Petturiti  
Foto: Mercedes - Ferrari