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GP SINGAPORE: la cronaca della gara - di Alessandro Rana

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17 settembre 2017. Marina Bay, Singapore. Quattordicesimo appuntamento con il mondiale di Formula .

Succede l’impensabile in questo decimo gran premio in notturna. Per la prima volta si vede la pioggia durante una sessione sul circuito e già si capisce che le cose per Ferrari iniziano a mettersi male. Vince Hamilton, seguono Ricciardo e Bottas. Fuori entrambe le Ferrari e Verstappen, coinvolti in una carambola al via.


Si parte con pista bagnata; Vettel è in pole position seguito da Verstappen, Ricciardo, Raikkonen e Hamilton. 

Al via lo scatto migliore di tutti ce l’ha Raikkonen che si affianca subito a Verstappen e a Vettel che non ha avuto una delle migliori partenze. Ma ecco che il tedesco, per difendersi da Verstappen, chiude violentemente la porta e si scatena il disastro! La Red Bull collide con la Ferrari di Raikkonen che a sua volta colpisce quella di Vettel! Danni irreparabili per tutti e tre che sono quindi costretti al ritiro! Nella carambola è coinvolto anche Alonso che in un primo momento prosegue, ma poi si deve ritirare.


Del tutto ne approfitta Hamilton, che grazie ad un buono spunto, si porta in testa davanti a Ricciardo. Ovviamente Safety Car in pista per ripulire tutti i detriti.

Alla ripartenza, Hamilton inizia a dettare il passo, anche grazie alla visibilità più buona garantitagli dalla leadership e allunga subito su Ricciardo. Trascorrono una decina di giri ed ecco che la Safety Car è di nuovo chiamata in pista: Kvyat ha sbattuto, perdendo la macchina in frenata. 

Gran parte dei piloti rientra ai box per montare un nuovo set di gomme intermedie; Hamilton però resta fuori. Potrebbe essere l’occasione per Ricciardo, ma al re start, l’inglese si allontana nuovamente, quasi avesse appena montato la gomma anche lui. 

Il gap continua a crescere; ci aspetta che in casa Red Bull provino una strategia diversa per portare a casa la prima posizione. Ma non è così: alcuni piloti iniziano a montare gomme da asciutto, ma Ricciardo aspetta fin verso il 30° giro, quando ormai era ovvio che fosse la gomma giusta. Nel giro successivo segue Hamilton, che mantiene così il suo distacco di circa 8 secondi. 


Prima della fine della gara (conclusa allo scadere delle due ore e accorciata di qualche giro), c’è tempo per una terza safety car per l’incidente di Ericsson. Il gruppo si compatta, ma Hamilton riparte ancora nel migliore dei modi. Ricciardo cerca di stargli vicino, ma i suoi tempi non sono sempre veloci come quelli dell’inglese e deve accontentarsi del secondo posto. 

Da segnalare un’ottimo Sainz (4°); così come buona sono state le gare di Palmer e di Stroll, entrambi a punti. 

Quindi, Mercedes che è arrivata qui da sfavorita, se ne va con il bottino (quasi) pieno: Hamilton si tiene lontano dai guai al via e va a vincere; Bottas, nonostante non sia mai stato al top qui, sfrutta le disgrazie altrui e giunge terzo. Davvero un ottimo risultato per loro…


In casa Ferrari la delusione è alle stelle: si partiva con i favori del pronostico e dopo un venerdì non al 100% ci si era presi la pole al sabato. Poi la domenica arriva l’acqua, ed ecco che iniziano ad esserci le incertezze… E poi c’è il via che è una catastrofe.

Archiviare il tutto e ripartire come se niente fosse successo, anche se ignorare il -28 attuale di Vettel è impossibile.

Di una cosa sono certo: Raikkonen ha scelto la gara sbagliata per fare la sua miglior partenza degli ultimi anni (ma non gliene si può fare una colpa). Senza contatti al via, avrebbe girato da primo in curva 1.

Direi bene, ma non benissimo per RedBull: dopo il venerdì sembrava che dovessero dominare tutto loro e invece, prima hanno perso la pole al sabato e poi anche alla domenica un buon passo, ma non così spaziale come poteva sembrare. Non so quanto veritiero possa essere stato il passo simulato durante le libere… 

Nell'incidente al via, non si può dar colpa a Verstappen. E’ stato un incidente di gara. Detto ciò, le dichiarazioni dopo gara poteva risparmiarsele… meglio stare zitti a volte…


Bene McLaren su questa pista dove la PU conta meno: la qualifica è ottima per entrambi; in gara Vandoorne porta a casa un ottimo risultato. Alonso purtroppo è costretto al ritiro per i danni della sua macchina, ma sono convinto che poteva stare nei primi 5 oggi. E la notizia del passaggio alla motorizzazione Renault dal prossimo anno può fare solo che bene al morale dei piloti.

Gara a due facce per Toro Rosso, Force India e Renault: il team di Faenza porta a casa un ottimo 4° posto con Sainz autore di una gran gara, ma vede il ritiro di Kvyat per un errore banale con pista ancora umida. Per le “pantere rosa”, Perez fresco di rinnovo per il 2018 chiude al 5° posto, su una pista dove avrebbero dovuto faticare molto, mentre Ocon è 10°, con una gara abbastanza anonima. In casa delle “teiere gialle”, Palmer sorprende con un 6° posto, mentre Hulkenberg è costretto al ritiro per problemi tecnici. 


Williams si ritrova con una macchina decisamente non competitiva su una pista a lei sfavorevole; Stroll però dimostra che sul bagnato un po’ ci sa fare: dopo l’ottima qualifica di Monza, ecco arrivare un buon 8° posto qui. Massa più indietro, perso anche in una strategia che l’ha portato ad avere ancora gomma full wet quando quasi serviva quella da asciutto.

In casa Haas possono essere contenti se guardano al 9° posto di Grosjean, visto da dove partiva dopo la qualifica; tuttavia non possono essere soddisfatti al 100% per via del ritiro di Magnussen per problemi tecnici. Hanno ancora molto da lavorare…

E per finire, Sauber, della quale non so più che dire ormai: la macchina è un disastro; poi il team ci aggiunge del suo. Quando è il momento di montare gomma slik, a Ericsson mettono la soft, la più dura delle tre. Pochi giri e si ferma a mettere l’ultrasoft. Pochi giri ed è a muro. Wehrlein unico doppiato addirittura di due giri.

Dovevamo lasciare Singapore con un Vettel di nuovo leader della classifica ed ecco che invece abbiamo un Hamilton che ha allungato addirittura a 28 punti. La strada si fa durissima per la Ferrari adesso, ma chi ci dice che quanto accaduto oggi agli uomini in rosso non possa succedere in casa Mercedes nelle prossime gare? Wait&see… 

di Alessandro Rana (@AleRana95)

GP SINGAPORE: Williams "copia" Mercedes e Sauber

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La Williams FW40, visto quanto fatto nel Pricipato di Monaco e a Budapest, non sembra adattarsi nel migliore dei modi alle caratteristiche tecniche del tracciato di Singapore. Nonostante l'utilizzo della Power Unit più potente del lotto, in questa stagione la FW40 non ha particolarmente brillato a dimostrazione che, la vettura, a livello aerodinamico e meccanico è ancora lontana dei team migliori. 

Nonostante questo, il lavoro degli aerodinamici, guidati ormai da qualche mese dall'ex D.T Mercedes, Paddy Lowe, prosegue senza sosta per cercare di guadagnare punti utili in classifica costruttori che per un team come la Williams equivalgono a soldi preziosi per affrontare le prossime stagioni senza problemi di budget (senza l'auto di Stroll senior). 

Per questo appuntamento sono stati cambiati i deviatori di flusso collocati nella parte iniziale delle fiancate. Come potete osservare dall'immagine in basso i deviatori di flusso a ponte sono stati cambiati nel design con l'aggiunta di un doppio elemento ancorato sul fondo. Non si tratta di una soluzione particolarmente originale, in quanto, una soluzione analoga è già utilizzata dalla Mercedes e dalla Sauber. 

Con queste modifiche, gli aerodinamici di Grove, stanno cercando di migliorare l'andamento dei flussi verso il posteriore per cercare di generare un maggior carico aerodinamico tramite il diffusore. 

confronto @Albrodpul

GP SILVERSTONE: prove comparative sulla Williams FW40

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La Williams nel recente Gran Premio di Austria ha introdotto sulla FW40 un corposo aggiornamento aerodinamico con aggiornamenti concentrati, principalmente, nella zona anteriore e centrale della macchina.

Iniziamo l'analisi dalla zona anteriore dove è stato modificato, come potete osservare dal confronto in basso, il disegno dei piloni a cui è stato aggiunta una piccola soffiatura per cercare di incrementare la porta d'aria sotto il muso della vettura di Grove.
Modificata inoltre l'appendice collocata sugli endplate dell'ala anteriore che, nella versione utilizzata sul circuito del Red Bull Ring è più stretta e molto più orizzontale, mentre, nella versione precedente era leggermente inclinata. Ricordiamo che queste appendici vengono utilizzate per spostare il flusso d'aria verso l'alto cercando evitare l'impatto con gli pneumatici.

confronto 
Cambiata anche la zona centrale della FW40 dove PaddyLowe, nuovo DT della Williams, ha ripreso alcune soluzioni già presenti sulla W08. Oltre alle lunghe corna posizionate ai lati del cockpit sono stati modificati nella forma i grandi bargeboards con l'aggiunta nella parte bassa di alcuni generatori di vortice per energizzare il flusso d'aria diretto verso il fondo della vettura. 

confronto 
Per concludere il pacchetto aerodinamico "austriaco" va segnalato che la FW40 ha disputato qualifiche e gara con dei nuovi deviatori di flusso a ponte sostituendoli con i 3 generatori di vortice che erano collocato sul bordo d'ingresso delle fiancate.

confronto 
Ritornando al Gran Premio di Gran Bretagna che si disputerà questo fine settimana sul tracciato di Silverstone c'è da sottolineare che tutte le modifiche sono state conservate su entrambe le vettura ad eccezione dei deviatori di flusso a ponte che verranno testati, durante le libere da Stroll mentre, Massa utilizzerà la vecchia soluzione.
GP AUSTRIA: la sintesi della gara - di Alessandro Rana

GP AUSTRIA: la sintesi della gara - di Alessandro Rana

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9 luglio 2017. Spielberg, Austria. Nono appuntamento con il mondiale di Formula 1.


Decisamente una gara molto più tranquilla rispetto a quella di Baku, ma possiamo comunque definirla una “gara da qualifica” visti i giri record fatti registrare uno dopo l’altro dai piloti in lotta per le posizioni di vertice. Vince Bottas che dopo aver conquistato la pole il sabato conclude nel migliore dei modi lo weekend. Lo segue Vettel, quindi Ricciardo e Hamilton, costretto a partire in 8^ posizione per la sostituzione del cambio. 5^ posizione per Raikkonen; ancora ritirato Verstappen. Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi.

Al via lo scatto di Bottas è semplicemente perfetto, tant'è che sia Vettel che Ricciardo che partivano nelle sue vicinanze, credevano si trattasse di jump start. Anche Raikkonen al via scatta bene e, da buon gregario, difende Vettel dall'attacco di Ricciardo. Il tutto gli costa un paio di posizioni, a vantaggio proprio dell’australiano e di Grosjean. Hamilton supera una Force India, mentre Verstappen, partito malissimo, si ritrova in centro gruppo ed è coinvolto nell’incidente che che ha messo fuori gara sia lui, ma anche Alonso, causato da Kvyat.

Hamilton, con un ritmo migliore di Grosjean e delle Force India, risale fino alle spalle di Raikkonen, ma non riesce ad andare oltre. Infatti, pur essendo partito con gomma supersoft, è il primo a fermarsi dei piloti davanti, proprio per cercare l’attacco, attorno al trentesimo giro. In casa Ferrari capiscono che ormai la posizione sull'inglese era persa, così Raikkonen non reagisce e rimane fuori. Reagisce invece Ricciardo, che si ferma e ritorna in pista davanti a Hamilton. A sua volta si ferma quindi Vettel e qualche giro dopo anche Bottas. L’ultimo è proprio Raikkonen.

Se con gomma ultrasoft era abbastanza evidente che Bottas avesse un ritmo migliore, con gomma supersoft è stata Ferrari ad averlo. Giro dopo giro, Vettel guadagna sul pilota finlandese della Mercedes vittima anche di un grosso blistering fino ad arrivare quasi al suo attacco proprio nell’ultimo giro, ma senza successo. Ancora un paio e forse…

Dietro accade lo stesso a Hamilton, anche se con gomme invertite: infatti, se con gomma supersoft aveva un buon ritmo, ma nulla più, con ultrasoft ha dato il meglio di se nonostante il forte blistering, arrivando ad attaccare più volte Ricciardo nel finale che si è però difeso alla grandissima. Raikkonen riesce a guadagnare su Hamilton solo durante i primi giri con gomma fresca, poi si stabilizza a circa 10 secondi dall’inglese.

Che dire, in casa Mercedes vedono il ritorno alla vittoria, anche se avrebbero sicuramente preferito farlo con l’altra macchina. La sostituzione del cambio sicuramente non ha fatto bene ad Hamilton che non è apparso al 100% durante lo weekend. Vero la penalità, ma in qualifica comunque la pole non l’aveva fatta. Bottas è sembrato trovarsi nello weekend perfetto. Uno stacco come il suo al via lo si vede raramente. Pole e vittoria portate a casa e questo gli permette di rientrare a tutti gli effetti nella lotta mondiale.


Per quanto riguarda Ferrari si può essere soddisfatti: su una pista che sembrava essere pro Mercedes, si va a casa avendo aumentato il vantaggio sul diretto interessato e anche al sabato la pole era a portata. Raikkonen meno in palla rispetto ad altri weekend e non è bene, ma è grazie a lui se al via Vettel è rimasto secondo e gli va riconosciuto.


In casa Red Bull continua ad esserci un muro enorme tra Verstappen e Ricciardo: il primo è costretto al 5^ ritiro nelle ultime sette gare, davvero un periodo nero; il secondo sale sul podio per la 5^ volta consecutiva e oggi, per gran parte della gara, è riuscito a tenere lo stesso ritmo sia di Ferrari che di Mercedes.


Direi bene anche per quanto riguarda Haas, o meglio, bene a metà: Grosjean è autore di una buona qualifica in 6^ posizione e di un’ottima gara che chiude sempre in 6^, per una volta i problemi cronici ai freni sono sembrati non farsi sentire. Magnussen, invece, dopo una qualifica deludente, stava conducendo una discreta gara, ma un problema al cambio lo costringe al ritiro.


Bene anche in casa Williams. Il sabato è da dimenticare, con entrambe le vetture fuori in Q1, ma la gara è tutta un’altra storia. La partenza con gomma soft gli permette di percorrere uno stint lunghissimo ad inizio gara consentendogli di guadagnare terreno sugli avversari e chiudere in 9^ e 10^ posizione, con Stroll che, dal gran premio del Canada, sta facendo veramente bene.


Gara tranquilla questa volta in casa Force India. Le “pantere rosa” conducono una gara tranquilla senza particolari citazioni e chiudono in 7^ e 8^ posizione (entrambe ne guadagnano una rispetto al sabato per il ritiro di Verstappen).


Decisamente non bene invece per Renault che conduce una gara anonima fuori da punti. Gara negativa per Hulkenberg che si qualifica male e in gara fa pure peggio, superato anche dal compagno di squadra.


Stesso discorso per Toro Rosso: Sainz dopo una qualifica discreta, al momento del via quasi fa spegnere la macchina e poi è costretto al ritiro per problemi tecnici; Kvyat è autore del crash al via che mette fuori gioco sia Alonso che Verstappen. Chiuderà ultimo collezionando anche un drive through proprio per l’incidente.

Altra gara anonima in casa Sauber: le posizioni che guadagno sono quelle per i ritiri degli altri. Chiudono in 14^ e 15^ posizione, ma i piloti possono fare ben poco di più con la macchina che hanno a causa dei problemi economici del team.


Problemi che continuano ancora anche in casa McLaren. Alonso subito ritirato; Vandoorne porta a casa una gara anonima dove si fa notare solo per aver rimediato un drive through per non aver rispettato le bandiere blu e aver fatto infuriare Raikkonen. I problemi alla PU continuano e non va affatto bene.

La Formula 1 non si ferma; settimana prossima si è subito di nuovo in pista a Silverstone. Lasciamo l’Austria con Vettel che si porta a +20 su Hamilton. Riuscirà a ridurre il distacco a casa sua? Wait&see…


di Alessandro Rana (@AleRana95)

GP AUSTRIA: cosa aspettarsi dalla Ferrari SF70H?

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Austria. Zeltweg o meglio Spielberg. Nono appuntamento della stagione 2017 di Formula 1. 

Dopo il caos di Baku e la conferma di una Mercedes nettamente in ripresa, soprattutto su circuiti da medio basso carico, non cosi favorevoli però alle caratteristiche della Ferrari SF70H, si ritorna su un circuito con un livello di carico aerodinamico di due livelli superiori (4-5 su 7 rispetto al 2-3 di Baku) dove Ferrari potrebbe tornare maggiormente a dir la sua. Ma non è cosi scontato e ciò lo mettiamo in evidenza alla fine di questa nuova Preview.

Una gara molto importante anche per RedBull visto che questo Gran Premio lo si può considerare a tutti gli effetti quello di casa se si osserva che il Team batte bandiera austriaca pur avendo la sede a Milton Keynes in Inghilterra.


REDBULL RING: serve un compromesso aerodinamico per gestire al meglio i tre settori
Dal punto di vista tecnico il Red Bull Ring è un circuito molto interessante perchè include tratti molto veloci come la prima metà del circuito, a tratti anche guidati come la seconda e ultima parte. E' quindi fondamentale ricercare durante le "sole" quattro ore di prove libere un compromesso aerodinamico importante, pur partendo dal fatto che solitamente per questa pista austriaca si opta per un carico aerodinamico tra il medio e medio/alto. 


Cosa successe lo scorso anno? Hamilton parte in pole, Rosberg invece più indietro per la sostituzione del cambio. Mantiene la testa, ma dopo pochi giri si ferma per via del degrado della gomma. Leader diventa Vettel, che essendosi qualificato con gomma supersoft, prova ad allungare il suo stint. Ma la strategia non paga, una gomma scoppia ed è costretto al ritiro. Hamilton prosegue su una strategia standard; Rosberg invece prova una strategia leggermente più aggressiva e riesce a superare il compagno. Hamilton però non molla e negli ultimi giri attacca Nico. C’è un contatto tra i due e la peggio va al tedesco, che chiuderà 4°.

GP AUSTRIA: è "solo" il terzo Gran Premio (di nove) in chiaro dopo Bahrain e Monaco
Il Gran Premio dell'Austria, cosi come quello del Bahrain e quello di Monaco, sarà trasmesso in chiaro sulla TV nazionale Rai oltre che ovviamente sull'emittente a pagamento Sky (Sport F1 HD).
Ecco gli orari ITALIANI:

Prove Libere 1: 10:00 - 11.30 
Prove Libere 2: 14:00 - 15:30
Prove Libere 3: 11:00 - 12:00 
Qualifiche: 14:00 - 15:00
Gara: 14:00

REDBULL RING: il circuito si trova a 660 m d'altezza slm ma non ci saranno grossi problemi per le Power Unit
Per chi non lo sapesse, il bel tracciato austriaco è situato tra le Alpi austriache ad una altezza sul livello del mare attorno ai 660 metri. Se le nuove vetture di Formula 1 utilizzassero ancora motori aspirati, la perdita di potenza legata alla più elevata altezza sarebbe di circa il 6-8% rispetto alle potenza ottenibili su piste situate ad un'altezza di 0 m sul livello del mare. Ma per le attuali Power Unit che utilizzano motori endotermici V6 turbo non ci saranno grossi problemi.


Su un motore turbocompresso la minor densità dell'aria la si può combattere con un aumento della pressione del turbo (i componenti del gruppo turbocompressore gireranno a velocità più elevate) per ottenere potenze più elevate di quelle che si otterrebbero a parità di condizioni del motore rispetto ad una quota ben più bassa. Questo assicura ai turbo delle prestazioni generali molto simili anche a diverse quote di utilizzo. E' facile quindi dedurre che nel prossimo Gran Premio le unità endotermiche saranno più sollecitate per mantenere i loro "standard" di potenza ma senza preoccupare i vari Direttori Tecnici. L'Austria non è il Messico e con un leggero aumento della pressione di sovralimentazione della propria PU (senza incorrere in possibili e probabili problemi meccanici) si possono ottenere prestazioni molto simili a quelle sul livello del mare.

Per quanto riguarda il raffreddamento c'è da aspettarsi, sempre per il fatto che si correrà in "altura" con aria quindi più rarefatta, che i vari Team utilizzino una delle loro versioni più aperte dei cofani motori. Raffreddamento che andrà anche a intaccare le prestazioni dell'impianto frenante, molto sollecitato sul circuito austriaco. 

GP AUSTRIA: una Ferrari "stranamente" conservativa sui compound portati in Austria da Pirelli
Le mescole scelte da Pirelli per il prossimo Gran Premio di Austria sono esattamente quelle portate dalla Pirelli anche nel GP 2016 ossia la UltraSoft sarà il compound per la qualifica mentre la SuperSoft o la Soft saranno i due compound da utilizzare poi in gara. 


Riguardo all'immagine c'è da segnalare che sia Mercedes che Ferrari hanno optato per una differenziazione dei compound tra i due piloti cosi da riuscire a provare con un pilota durante il weekend il compound Soft. Per quanto riguarda il numero di compound a disposizione, la scelta Mercedes potrebbe essere la più bilanciata rispetto alle scelte effettuate da Ferrari e RedBull. Il Team italiano ha optato per una scelta molto conservativa con soli 7 treni di UltraSoft ma ben 5 di SuperSoft per Vettel (4 per Raikkonen). Mentre RedBull ha optato per una scelta completamente diversa optando per 10 set di UltraSoft e soli 2 di SuperSoft.

Lo scorso anno ci furono molte varianti strategiche con Hamilton che vinse con una strategia a doppia sosta, UltraSoft + Soft + Soft ma con un Verstappen in seconda posizione e Raikkonen in terza su singola sosta, UltraSoft + Soft.


Impossibile vedere quest'anno una strategia a singola sosta UltraSoft + SuperSoft? Considerata la maggiore durezza soprattutto del compound più morbido (UltraSoft), quella strategia non è da escludere a priori anche se probabilmente una strategia a due soste sarà più veloce ma pur sempre con l'incognita traffico. Al contrario del GP di Baku, dove la strategia era chiaramente già scritta prima di iniziare il weekend di gara, in Austria sarà molto interessante la seconda parte della PL2 di venerdì.



Ricordiamo che la UltraSoft e la SuperSoft sono compound Low Working Range, più facili da portare in temperatura ma più facili anche da "surriscaldare", soprattutto le posteriori, mentre la Soft è una mescola High Working Range.


Capitolo pressioni: 21.5 psi all'anteriore rispetto ai 22 psi del 2016 mentre al posteriore rimangono identiche a quelle della scorsa stagione ossia 19.5 psi.

GP AUSTRIA: sole, (forse) acquazzoni ma temperature ambientali anche di 30°C
A livello meteo c'è tanta incertezza per questo nono appuntamento poiché alcuni modelli matematici vedono dell'instabilità e quindi acquazzoni nei pomeriggi austriaci mentre alcuni non ne vedono. Ciò però che molte previsioni concordano è il fatto che farà molto caldo con temperature ambientali massime che potranno toccare anche i 30-32°C con l'asfalto che potrà toccare temperature sopra i 40°C.


Come sempre però, essendo a cinque e sei giorni di previsione, aspettiamo le previsioni più dettagliate del nostro meteorologo Andrea Pini che arriveranno tra la giornata di mercoledì e quella di giovedì.

GP AUSTRIA: cosa aspettarsi dalla Ferrari SF70H?
La Ferrari, dopo 2 gare in cui non ha particolarmente brillato rispetto agli standard a cui ci aveva abituato nei precedenti GP, potrebbe ritornare piuttosto competitiva sul tracciato austriaco visto che, a differenza del Canada e Baku, la pista austriaca privilegia il carico aerodinamico con l'efficienza aerodinamica, pur sempre e comunque un valore aggiunto, che non sarà un fattore così determinante nonostante un primo settore caratterizzato da un lungo rettifilo in salita dove sarà importante avere una buona velocità di punta.


Una SF70H che, analizzando il distacco chilometrico, sembra aver perso del terreno in condizioni di qualifica in primis per via di qualche cavallo che Mercedes è riuscita ad ottenere sfruttando dal GP del Canada la prima evoluzione della benzina prodotta dalla Petronas. Ma oltre a ciò, parte del gap che la Ferrari ha accusato nella qualifica di Baku, è da associare ad un uso meno spinto del cosiddetto e tanto chiacchierato "bottone magico" che anche la Ferrari sta utilizzando dalla stagione passata sulla sua vettura. Un qualcosa che secondo gli ultimi rumors è da ricollegare ai numerosi controlli che la FIA ha voluto effettuare sulle SF70H presenti in Azerbaijan relativamente alla nuova Direttiva Tecnica TD/022-17 emessa appena prima del weekend di Baku su una richiesta di chiarimento arrivata alla FIA dal Team Mercedes e del suo attuale Direttore Tecnico James Allison, ex DT della Scuderia Ferrari:

"Come già affermato in varie riunioni nonché nella direttiva TD/004-17, il Regolamento Tecnico vieta l'utilizzo di olio come combustibile; l'unico combustibile che può essere utilizzato per la combustione è la benzina, regolamentata come caratteristiche all'articolo 19 del Regolamento Tecnico. Sebbene il Regolamento Tecnico non specifichi precisamente le caratteristiche che deve avere l'olio motore utilizzato nelle attuali vetture, la FIA considererà qualsiasi tentativo di utilizzare sostanze aggiuntive nell'olio al fine di migliorare la combustione come una violazione del Regolamento Tecnico."

La FIA avrebbe prelevato dai serbatoi di tutte le squadre campioni di olio che sono stati successivamente analizzati. Non è ancora chiaro se dal serbatoio delle SF70H sia stato estratto dell'olio addittivato o con componenti che vanno a migliorare la combustione ma ciò che trapela è il fatto che per evitare disguidi con la FIA le Power Unit di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen non sono state spinte alla massima cavalleria. Già dal Gran Premio d'Austria sarà fondamentale capire se il Team italiano potrà nuovamente utilizzare al massimo la mappatura più spinta installata sulle proprie SF70H (grazie ad un chiarimento con la FIA) o se il chiarimento Mercedes creerà ancora problemi a Vettel e Raikkonen.  

Una Ferrari che, salvo sorprese dell'ultimo minuto, si presenterà sul tracciato del Red Bull Ring con dei motori endotermici non al massimo dell'efficienza, in quanto, Raikkonen ha già percorso diversi chilometri con la ICE 2 (non evoluta) mentre Vettel dovrebbe ritornare ad utilizzare l'ICE 2 (evoluto - +10 CV) che era stato momentaneamente accantonato a Baku a causa di alcuni problemi idraulici che non si potevano risolvere in breve tempo tra le PL3 e le qualifiche di Baku. 

Se a livello motoristico non dovrebbero esserci novità sulla SF70H, a livello aerodinamico dovrebbe confermarsi il trend 2017 del Team italiano, con altre novità tecniche anche sul tracciato austriaco.


Se la Ferrari si presenta con fiducia a questo nono appuntamento stagionale la stessa cosa si può dire anche di Mercedes che grazie principalmente alle novità meccaniche introdotte in Canada, ha dimostrato di essere ritornata, almeno su circuiti da basso carico, la vettura migliore sia in qualifica che in gara.

I problemi con gli pneumatici sembrano essere stati capiti e ottimamente risolti cosi che ora gli ingegneri potranno continuare l'evoluzione aerodinamica della W08, rimasta praticamente invariata dal Gran Premio della Spagna quando era stato introdotto un sostanziale pacchetto aerodinamico. Come anticipato su Twitter la scorsa settimana, già in Austria vedremo delle modifiche sulle W08. Novità da ricercarsi nell'ala anteriore, nei bargeboards e nei deflettori. Un pacchetto evolutivo da cui Mercedes si aspetta un miglioramento di circa 2 decimo al giro. Pacchetto che verrà completato (modifiche principalmente al posteriore della W08) nell'appuntamento successivo, a Silverstone in terra britannica. 


Per quanto riguarda gli altri team c'è da segnalare che Honda porterà in pista su entrambe le vetture gli aggiornamenti alla Power Unit che sono stati provati durante le prove libere di Baku da Alonso con un incremento di potenza stimato in circa 20 cavalli secondo le informazioni che abbiamo raccolto. Un aggiornamento che ha coinvolto la parte endotermica, il motore elettrico MGU-H e il turbocompressore. Entrando più nel dettaglio, a quanto capito le modifiche all'endotermico sono solamente dei fix minori rispetto alla seconda parte dell'aggiornamento che arriverà non prima di Spa Francorchamps. Grazie ad una nuova benzina portata a Baku dal colosso petrolifero BP, accoppiata a nuove modifiche software che hanno coinvolto l'iniezione e più in generale le mappature motore, Honda è riuscita a migliorare la potenza e i consumi del suo endotermico. Gli interventi effettuati su MGU-H e turbocompressore sono stati effettuati principalmente per risolvere i problemi di affidabilità avuti durante la prima parte della stagione ma cosi facendo hanno permesso ad Honda di sbloccare anche qualche CV della potenza ancora non utilizzata sulla Spec 2 introdotta in Spagna.

Concludendo, Ferrari potrebbe essere considerata la favorita di questo nono appuntamento stagionale ma c'è un grosso ma: se la nuova Direttiva Tecnica 22 del 2017 limiterà nuovamente le prestazioni di entrambe le SF70H durante le qualifiche del Gran Premio d'Austria il tutto andrà a complicarsi a vantaggio di una Mercedes comunque in ripresa ma che dovrà dimostrare di aver incrementato le sue prestazioni anche in circuiti più adatti alle caratteristiche tecniche della SF70H. 

GP BAKU: la Williams FW40 con un'ala anteriore molto scarica

Foto Albert Fabrega

La Williams FW40 si è presentata alle verifiche tecniche con un'ala anteriore da basso carico che, come potete osservare dal confronto in basso, presenta una corda molto ridotto nei 2 flap aggiuntivi per cercare di ridurre al massimo la resistenza all'avanzamento.

Confronto @Albrodpul - 
albrodpulf1.wordpress.com
Al posteriore, sulla FW40, è stata montata  un'ala con profilo principale leggermente a cucchiaio con l'aggiunta, nella parte bassa, del monkey seat. Sull'estremità della pinna dorsale è presente la T-Wing a doppio profilo

Foto Albert Fabrega

Testi di Spontonc - foto confronto in alto di Alberto Rodríguez (@Albrodpul)

GP CANADA: Williams con modifiche al fondo

Oltre alla Ferrari SF70H anche la Williams ha introdotto delle novità nella parte terminale del fondo in prossimità degli pneumatici posteriori. Come potete osservare dal confronto in basso gli slot che vengono utilizzati per gestire nel migliore dei modi il fenomeno chiamato “tyre squirt” e sigillare parte del fondo e del diffusore sono diventati 6 contro i 5 presenti nelle prime sei gare stagionali.




Una Williams che è carente di carico aerodinamico al retrotreno e che, grazie al lavoro svolto dall'equipe diretta dal neo D.T Paddy Lowe, sta cercando di introdurre novità in questa zona per cercare di recuperare carico deportante. Questa modifica va a ridurre i fastidiosi vortici che si vengono a creare dal rotolamento delle gomme che vanno ad inficiare sull'efficienza aerodinamica e sul corretto funzionamento del diffusore.



GP MONACO: WILLIAMS FW40 con modifiche alla zona esterna del diffusore

Williams negli ultimi anni ha sempre sofferto, in termini prestazionali, il Gp di Monaco in quanto hanno sempre avuto macchine con una bassa resistenza all'avanzamento ma che mancavano di carico aerodinamico e grip meccanico. Seppur a Monte-Carlo, l'aerodinamica, viste le basse velocità, non faccia una grande differenza, gli aerodinamici di Grove, hanno introdotto sulla FW40 una modifica piuttosto interessante nella zona esterna del diffusore. 

Come potete osservare dal confronto in basso è stata aggiunta, nella zona esterna del diffusore, una piccola aletta con lo scopo di energizzare il flusso in una zona nevralgica dell'estrattore. Una delle problematiche che si riscontrano su vetture che utilizzano un assetto rake  è che un distacco eccessivo del fondo dal suolo comporta una perdita di effetto suolo. Di conseguenza si ha un flusso d’aria più lento, minor depressione e ci può essere l’entrata di flussi laterali dall'esterno, deleteri per la generazione corretta di carico aerodinamico. 

Tutto questo per dire che il gruppo diretto da Paddy Lowe sta cercando carico aerodinamico al posteriore sulla Williams FW40




GP SPAGNA: la cronaca della gara

14 maggio 2017. Barcellona, Spagna. Quinto appuntamento con il mondiale di Formula 1.

Sul circuito catalano si rivede il vero Hamilton che torna alla vittoria davanti a Vettel, autore di una fantastica gara. Seguono quindi Ricciardo e le due Force India. Ritirate la Ferrari di Raikkonen, la Mercedes di Bottas e la Red Bull di Verstappen.



Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi:

Al via, la Ferrari di Vettel brucia nello scatto Hamilton e si porta in testa. In curva 1, Bottas, Raikkonen e Verstappen sono protagonisti di un contatto. Il finlandese della Ferrari e l’olandese della Red Bull hanno la peggio: entrambi costretti al ritiro. Bottas va avanti, ma la sua macchina sembra aver risentito del contatto: il suo passo non è mai a livello di chi lo precede. Sosta molto anticipata in casa Ferrari per proteggersi dell’undercut di Hamilton, utilizza subito la gomma soft nuova. Hamilton allunga e monta la gomma media. Non riuscirà ad andare fino in fondo, ma questo porterà poi Vettel ad avere la gomma media nel finale di gara, contro la soft nuova dell’inglese. Il tedesco riesce a mantenere la testa della gara fino a che la gomma gialla di Hamilton non gli consente il sorpasso. Bottas tanta di fare gioco di squadra con Hamilton quando si ritrova Vettel alle spalle, cercando di rallentarlo con la gomma usata. Ma la Ferrari con un sorpasso capolavoro in fondo al rettilineo riesce a sbarazzarsi della Mercedes del finlandese. Bottas sarà poi costretto al ritiro per problemi alla power unit.


Mercedes si presenta con tantissimi aggiornamenti “visivi”. Aggiornamenti che al sabato sembrano non essere molto funzionali, ma mostrano tutti i loro frutti sul passo gara, con una macchina che utilizza meglio le gomme Pirelli. Hamilton è tornato (in Russia non si era visto) e porta a casa un’ottima gara. Qualche problema di troppo lato Bottas: monta la PU numero 2 venerdì, ma sono costretti a toglierla al sabato per tornare alla 1 che poi durante la gara va letteralmente a fuoco. Bene, ma non benissimo…


Per quanto riguarda Ferrari, invece, dimostra che la macchina è davvero molto buona. Nonostante una Mercedes rivoluzionata, gli aggiornamenti portati funzionano e riescono comunque a giocarsela sia al sabato che alla domenica. Forse c’è da lavorare ancora sullo sfruttamento delle gomme più dure, che non sembrano essere proprio adatte alla SF70H. Vettel super, soprattutto nella prima parte di gara con il sorpasso capolavoro su Bottas. Raikkonen out, ma non per colpa sua… Da segnalare il campanello affidabilità suonato bello forte con Vettel al sabato…


Red Bull: vengono annunciati aggiornamenti a destra e sinistra, forse addirittura un cambio di nome a RB14, ma il tutto si tramuta in tanto fumo e poco arrosto. Forse qualcosa meglio al sabato, soprattutto con Verstappen, ma in gara Ricciardo non riesce minimamente a tenere il passo di chi gli sta davanti e chiude a 75 secondi di distacco (unico pilota non doppiato dalla coppia Hamilton-Vettel).


Decisamente buona Force India che al sabato sul giro secco mostra ancora qualche difficoltà, ma alla domenica in gara esprime sempre il massimo, riuscendo a portare a casa un 4° e 5° posto con Perez che precede Ocon di una decina di secondi.

Molto bene anche la gara in casa Renault lato Hulkenberg che chiude in 6^ posizione. Palmer continua a “non presentarsi” in pista: chiude infatti in 15^ posizione una gara anonima.


Gara molto negativa per Williams che non si è ripresa dal blackout russo. Massa è protagonista di un contatto al via con Alonso e deve rientrare subito ai box, compromettendo la sua gara; Stroll continua ad essere l’oggetto misterioso di questa F1, infilato anche dal suo compagno nel finale di gara. Diciamo che per lui c’è la stessa situazione di Palmer, con la scusante che la sua è la prima stagione in F1 (ma forse ci è arrivato un po’ prestino…).

Buona gara in casa Toro Rosso, con Sainz che riesce a chiudere 7° e con Kvyat che riesce a risalire dalla 19^ alla 9^ posizione.


Anche per Haas finalmente si vede uno weekend con luce: Grosjean riesce a chiudere 10°; Magnussen scende fino alla 14^ posizione a causa di una foratura negli ultimi giri rimediata in un contatto mentre lottava con Kvyat per la 9^.

In casa Sauber, Wehrlein riesce a portare a casa punti preziosi con una strategia ad una sola sosta allungando moltissimo il primo stint con gomma soft e nonostante una penalità di 5 secondi rimediata per essere entrato ai box senza passare a destra del paletto. Ericsson così così, chiude in 11^ posizione.

Ancora una volta concludiamo con McLaren. Anche qui si è visto qualche spiraglio, soprattutto lato Alonso. Al sabato è riuscito a qualificarsi in 7^ posizione, oltre ogni aspettativa; la domenica la macchina è quel che è, però riesce a chiudere in 12^ posizione portando a casa anche qualche buon sorpasso. Vandoorne ritirato, a causa di un contatto durante un sorpasso, ma fino ad allora una gara discreta. C’è da segnalare che hanno montato altre nuove componenti PU e quindi altre penalità, ma questa è la normalità…

Tra due settimane si va in pista sul tracciato monegasco, pista a sé. Vettel arriva ancora da leader del mondiale, ma su questo tracciato, Ferrari non vince da un bel po’. Ce la farà quest’anno?? Con il passo più corto, le curve strette potrebbero aiutare….. wait&see…


di Alessandro Rana (@AleRana95)

GP SPAGNA: Williams con il profilo superiore della pinna "curvo"

In casa Williams si aspettano molto dagli aggiornamenti che verranno introdotti in questo primo vero Gran Premio europeo: l'obiettivo è riuscire a inserirsi in modo più importante dietro ai tre Top Team, prendendo spazio sugli altri principale competitors come Force India e Renault. 

La prima novità mostrata da Williams durante le classiche verifiche tecniche del venerdì è una modifica alla parte alta della pinna che ha ora una sezione frontale meno accentuata e un profilo leggermente curvo (verso il basso) nella parte finale. Confermata la T Wing biplano introdotta in Bahrain e utilizzata poi anche a Sochi. L'obiettivo è quello di portare un flusso il più possibile pulito sia ai due profili della T Wing che all'ala posteriore sia sui rettilinei che soprattutto in curva.


Piccola modifica strutturale nella parte bassa della pinna che ora risulta essere ancorata (freccia gialla) al monopilone che sorregge l'ala posteriore: Williams vuole evitare che la parte bassa della pinna montata sulla sua FW40 fletta eccessivamente in curva, peggiorando la qualità dei flussi passanti nella parte bassa dell'ala posteriore. E da notare che da questo Gran Premio la FIA verificherà la flessione delle pinne: in nessun punto dovranno flettere più di 0,5 mm per Newton.


Per terminare, una curiosità: la Williams ha deciso di mettere il nome dei suoi piloti (le prime tre lettere, non i nomi completi) sugli endplate dell'ala posteriore. Il Team di Grove è l'unico che per ora ha optato per questa soluzione.

WILLIAMS FW40: l'intercooler è ancora aria - aria

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Grazie all'immagine dell'amico Piusgasso in arrivo da Barcellona, possiamo mostrarvi come Williams anche sulla vettura 2017 abbia optato per una versione di intercooler aria - aria.


Guardando attentamente l'immagine confronto, si può benissimo vedere come la soluzione utilizzata sulla FW40, vettura 2017 del Team Williams, è molto simile alla soluzione impiegata nel 2016

L'intercooler (in verde) è rimasto nella pancia sinistra, con dimensioni molto simili a quello dello scorso anno. Nell'immagine della FW38 si possono notare anche le funzioni dei due condotti (frecce gialle) nella parte alta dell'intercooler che sono quelli che collegano dapprima l'uscita del compressore all'intercooler (IN), e poi l'intercooler all'ingresso della parte endotermica della Power Unit Mercedes (OUT). Sulla FW40 è stato riportato tutto quasi identicamente.

Ricordiamo, per chi non ne fosse a conoscenza, che la Power Unit Mercedes 2017 ha mantenuto lo split del gruppo turbocompressore, ciò significa che il compressore è rimasto nella parte anteriore dell'ICE, mentre la turbina è ancora situata nella parte posteriore. Layout copiato sia da Renault che da Honda ma non da Ferrari a quanto abbiamo raccolto qualche settimana fa (per leggere l'articolo completo cliccare).

Analisi dei test di Barcellona: la Ferrari è davvero la più veloce?

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La Ferrari lascia il circuito di Barcellona, dopo 8 giorni di test invernali, con il titolo di Campione d’inverno.

Ma è davvero la vettura più veloce in pista e può essere considerata la favorita a Melbourne?

foto @OctanePhotographic

Sicuramente la situazione a Maranello è molto più positiva di quella che ci aspettavamo dopo le voci poco rassicuranti che circolavano prima dell’inizio dei test. La SF70H si è dimostrata fin da subito una vettura molto affidabile e in 8 giorni ha accusato solo piccolissimi problemi di gioventù. E’ riuscita a girare con molta regolarità non incontrando particolari problemi di setup. La vettura concepita da Allison e poi sviluppata da Resta con la supervisione di Byrne è una vettura che ha dimostrato di essere piuttosto semplice da portare al limite e ricorda, vagamente, le caratteristiche della “vecchia” Lotus delle annate 2012-2013.
Rispetto al 2016, la prima cosa che abbiamo notato, è il miglioramento della trazione grazie all'ottimo lavoro fatto sia a livello meccanico che sulla Power Unit . Power Unit che è migliorata molto sia a livello di potenza massima sia in erogazione. Solo in rare occasioni, quando le gomme erano particolarmente usurate, la SF70H, era nervosa quando i piloti mettevano il piede sul gas. Rispetto al 2016 non è migliorato molto l’inserimento in curva della vettura che sembra accusare di un leggero sottosterzo che si manifestava prevalentemente quando la monoposto era guidata da Raikkonen. Sappiamo che il pilota finlandese predilige delle vetture con un anteriore molto preciso e in quest’area gli ingegneri della Ferrari dovranno lavorare ancora. Sottosterzo che si manifestava chiaramente nel terzo settore, caratterizzato da curve medio lente. La SF70H non riusciva a percorrere le stesse linee strette che, invece, riuscivano ad avere sia Mercedes che Red Bull. 
Altro punto debole di questa SF70H sembrano essere i cordoli. La vettura sembra "assorbirli" decisamente peggio rispetto alla Mercedes che grazie alle sospensioni riesci ad aggredirli senza girarci intorno. 

Nelle curve veloci la SF70H ha ben figurato, dimostrandosi molto stabile e veloce specialmente in curva impegnative come la 3 e la 9 anche se le linee non erano così strette come quelle che riuscivano a fare i piloti di Mercedes e Red Bull. 

Per dimostrare i problemi di sottosterzo della Ferrari SF70H andiamo ad analizzare il miglior giro di Raikkonen confrontato con quello di Bottas. 

Curva 1 dopo il lungo rettilineo principale. I piloti arrivano a velocità intorno ai 330 km/h e staccano molto vicini alla prima curva. Si nota come la Mercedes di Bottas riesca a stare molto stretta mettendo la ruota anteriore destra sul cordolo. Raikkonen, invece, non riesca a fare una linea così stretta come il connazionale della Mercedes. 

curva 1

Curva 3, in questa stagione, si affronta in pieno ed anche qui si nota come le linee che riesce a tenere la Mercedes W08, rispetto alla SF70H, siano molto più strette.
curva 3

In curva 5 si nota, ancora una volta, le difficoltà di Raikkonen a stare stretto in questa curva mentre Bottas riesce a passare molto vicino al cordolo.
curva 5

curva 5a
In curva 10, la Ferrari gira piuttosto larga dal cordolo mentre la Mercedes riesce ad effettuare una linea che solo la W08 riesce a percorrere. Stessa cosa in curva 12 dove la Mercedes passa molto vicina al cordolo mentre la Ferrari è costretta ad allargare molto la traiettoria. 

curva 10


curva 10 a

curva 12

La Red Bull, secondo le indiscrezioni pre- stagionali, doveva essere il team più vicino a Mercedes ma a Barcellona questo non si è visto. Il motivo principale delle mancate prestazioni della RB13 sta sicuramente nella Power Unit che durante gli otto giorni di test ha accusato parecchi problemi ad MGU-K e anche alla turbina che, secondo le informazioni raccolte, dovrebbe essere stata splittata rispetto al compressore seguendo la filosofia che Mercedes ha intrapreso fin dal 2014.
Questi problemi alla Power Unit hanno costretto gli ingegneri di Milton Keynes ad utilizzare mappature molto tranquille. Questo lo si poteva sentire anche “ad orecchio” in quanto erano quelli che giravano più bassi di giri e non sfruttavano a pieno le potenzialità di MGU-K. Secondo le stime fatte dal team Red Bull la Power Unit francese pagherebbe ancora circa 25-30 Cv rispetto a quella di Mercedes e Ferrari che in questo inizio 2017 sembra essere riuscita ad eguagliare le prestazioni dell’unità tedesca. Il condizionale è d’obbligo perché, durante questi test, non si è mai potuto ammirare un giro a piena potenza della Mercedes W08.

foto @OctanePhotographic

A livello aerodinamico, la RB13, continua ad essere una vettura piuttosto semplice e, se escludiamo il muso forato, non si sono viste le soluzioni tecniche “fantasiose” che ci aspettavamo da Adrian Newey. Va comunque detto che il team Red Bull ha pianificato un filming day proprio a Barcellona nella giornata di domenica e non è per niente da escludere che solo in questo frangente vedremo la vera RB13 che correrà a Melbourne. 

In casa Mercedes, anche in questo 2017, hanno fatto un lavoro similare a quello che avevamo visto nel 2016. A differenza dello scorso anno si sono concentrati a girare molto con la mescola morbida mentre, nel 2017, si erano concentrati prevalentemente con la media. Questo perché la soft sarà la gomma che si userà maggiormente in questa stagione, in quanto, garantisce ottime performance e poco degrado.
Mercedes ha girato per tutti gli otto giorni di test con tantissima benzina nei serbatoi e, nonostante le dichiarazioni di Hamilton e Lauda, nel team non sono affatto preoccupati delle prestazioni della Ferrari. Secondo le loro proiezioni con poca benzina e gomme ultrasoft potevano girare in 1:17alto. Il lavoro in casa Mercedes è stato rivolo prevalentemente nella ricerca del setup ideale della vettura.

foto @OctanePhotographic

A differenza di tutti gli altri team in pista sono stati gli unici a portare in pista un grande pacchetto evolutivo  e quindi, hanno dovuto testarlo, e modificare alcuni settaggi della macchina. Oltre a questo hanno avuto problemi soprattutto con il nuovo fondo che a causa delle vibrazioni ha accusato qualche danno. Danno che è stato riparato rinforzandolo con “pelli di carbonio” nelle aree incriminate. Queste problematiche hanno fatto perdere tempo prezioso agli ingegneri in quanto, a causa di questi problemi, non riuscivano a vedere in pista gli stessi dati che riscontravano dalla galleria del vento e al CFD. Dati che poi sono tornati a combaciare dopo gli interventi di rinforzo fatti durante la notte tra martedì e mercoledì.

Per l’Australia sono attese ancora modifiche sulla W08 mentre sulla Ferrari non ci saranno grosse novità rispetto alla vettura che abbiamo visto negli ultimi due giorni di test. 

Dopo esserci concentrati sul lavoro delle prime tre forze in pista diamo un’occhiata anche al lavoro degli altri team. I test per la Williams sono stati abbastanza positivi. La vettura, seppur molto semplice, si è dimostrata competitiva e affidabile. Vedendo le prestazioni in pista la Williams sembra lontana da Mercedes, Ferrari e Red Bull ma sembra avere un buon margine sulle altre vetture.

Gli altri team, Toro Rosso, Renault, Force India e Haas sembrano essere grosso modo sullo stesso livello e quindi è difficile esprimere valutazioni più precise. 

Sul fondo della classifica troviamo Sauber e McLaren Honda. Vedere Sauber in coda non è sicuramente una novità, in quanto, ci si poteva aspettare ben poco da un team dotato della Power Unit Ferrari 2016. 

La vera sorpresa, in negativo, è sicuramente la McLaren che sembra essere ritornata nel baratro del 2016. La Power Unit nipponica continua a non essere affidabile e, quando gira, sembra non avere nemmeno potenza. Quando Alonso e Vandoorne giravano le velocità massima erano inferiori di oltre 20 km/h rispetto agli altri. In questi tutto giorni di test le Power Unit utilizzate dalla McLaren sono state ben 6.



In questo 2017 era atteso un grosso salto di qualità da parte di Honda  due anni di esperienza. Salto di qualità che, almeno per ora, non si è visto. La vettura resta una grossa incognita perchè non è possibile valutarla con una Power Unit di questo livello. Una nota positiva sulla MCL32 è il comportamento nei cambi di direzione che è sembrato essere piuttosto buono.

P.S Se le immagini confronto tra Ferrari e Mercedes non sono di vostro gradimento, guardetevi pure il video. Video confronto Raikkonen Vs Bottas