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martedì 17 ottobre 2017

GP AUSTIN: Ferrari potrà sfruttare la piena potenza dei suoi motori dopo il nuovo reclamo Mercedes?

Dopo due settimane di pausa, nel prossimo weekend la Formula 1 torna in pista sul bellissimo circuito di Austin in quello che, insieme al Messico, sarà un back to back piuttosto importante poiché Lewis Hamilton e soprattutto il Team Mercedes potranno chiudere i conti nei rispettivi mondiali che attualmente comandano. 

Lewis Hamilton, con 59 punti di vantaggio su Sebastian Vettel, può laurearsi campione già ad Austin con tre gare di anticipo: dovrà guadagnare 16 punti sul tedesco della Ferrari per festeggiare. Il che significa: primo posto con Vettel sesto o peggio. Secondo posto con Vettel decimo o oltre.


GP AUSTIN: il Gran Premio degli USA anche in chiaro, all'orario di cena 
A differenza del Gran Premio del Giappone, gli appassionati di Formula 1 potranno seguire questo diciassettesimo appuntamento stagionale ad un orario (europeo) più abbordabile, le 21, e soprattutto tutti gli appassionati potranno seguire in diretta la gara poiché è uno dei GP in chiaro.

Ecco gli orari ITALIANI:

Prove Libere 1: 17:00 - 18:30
Prove Libere 2: 21:00 - 22:30
Prove Libere 3: 18:00 - 19:00
Qualifiche: 23:00 - 24:00
Gara: 21:00

GP AMERICA: Austin è una pista con tanti sali scendi che diverte molto i piloti
E' dal 2012 che la Formula 1 sta di nuovo facendo tappa negli Stati Uniti in uno dei nuovi circuiti progettati da dall'ingegnere designer Hermann Tilke. Il tracciato presenta ben 20 curve, alcune delle quali assomigliano molto ad altre già presenti in alcuni dei migliori circuiti del mondiale.


La prima curiosità tecnica del circuito di Austin la si ritrova nella curva 1, che risulta essere ad un livello di 22 metri più alto della linea del traguardo con una forte pendenza nell'ultimo tratto del rettilineo principale. Si va poi in discesa verso Curva 2, una destra piuttosto veloce che immette in uno dei tratti più belli del circuiti, quello che va dalla Curva 3 alla Curva 6. A detta di molti questa parte di pista assomiglia molto alle zona tra Maggotts e Becketts del circuito di Silverstone. 


Dalla Curva 7 in poi inizia il secondo settore, tratto molto veloce del tracciato per via anche di un rettilineo lungo più di un chilometro. Da segnalare oltre alle curve molto veloci (8, 9 e 10) della prima parte, la forte frenata da effettuare per percorrere il lento tornantino di curva 11 che immette sul lungo rettilineo dove si potrà utilizzare il DRS.


Il terzo settore risulta invece essere il più guidato e tecnico, presentando zone molto lente (tra curva 12 e 15) a curve medio veloci come quelle dalla 16 alla 18 che assomigliano molto alla famosa curva 8 del circuito turco di Istanbul.

GP AUSTIN: quello di Austin è un circuito da medio carico aerodinamico
Quello di Austin può essere considerato un tracciato da medio carico aerodinamico, dove è molto importante riuscire ad avere una vettura efficiente aerodinamicamente visto il lungo rettilineo  (oltre 1 chilometro) presente nel secondo settore.


Parlando di trasmissione, ad Austin i cambi della varie vetture sono piuttosto sollecitati poiché il numero delle cambiate è fra i più alti della stagione.

Per quanto riguarda la Power Unit, il tracciato americano sarà piuttosto impegnativo per l'endotermico poiché resterà al massimo regime per oltre il 60% del giro. Sempre parlando di parte endotermica, la potenza di picco sarà nuovamente molto importante sul circuito delle Americhe con valori importanza addirittura maggiore rispetto al già "esoso" circuito di Suzuka. Concludendo questo breve paragrafo riguardante le Power Unit, anche la parte ibrido sarà piuttosto importante poiché varrà per quasi il 3% del tempo sul giro.

Capitolo consumi: per via della configurazione da medio alto carico aerodinamico, parliamo di un circuito mediamente "esoso" sui consumi.

GP AUSTIN: torna la UltraSoft (colorata di rosa) accoppiata alla SuperSoft e alla Soft 
Dopo aver visto nuovamente in pista in Giappone i tre compound più duri della Pirelli per questa stagione 2017 di F1 (non calcoliamo la Hard, gomma praticamente mai usata), si arriva negli States con le scelte più morbide possibili e dove farà il debutto il compound UltraSoft, oltre ai già utilizzati nel 2016 pneumatici SuperSoft e Soft.

Un compound UltraSoft che, per l'occasione di celebrare il mese (ottobre) per la prevenzione del cancro al seno, verrà tinto di rosa rispetto al classico fucsia. Ecco l'immagine rilasciata dalla Pirelli che ci mostra la "nuova" UltraSoft per il GP di Austin.


Ma passiamo ai set a disposizione dei vari Team / piloti per questo diciassettesimo appuntamento stagionale:


Guardando la tabella sopra postata si possono notare alcune differenze nelle scelte dei compound tra Mercedes / RedBull e il Team Ferrari. La Scuderia italiana ha infatti scelto di portare negli Stati Uniti un solo set di Soft per Raikkonen (due per Vettel), privilegiando il numero di SuperSoft, ben cinque per il pilota finlandese (quattro per Vettel). Mercedes e RedBull invece hanno optato per delle scelte meno aggressive: Hamilton per esempio arriva ad Austin con ben tre set di Soft a disposizione e tre "soli" set di SuperSoft.


Per quanto riguarda il meteo, ad oggi potrebbe riservarci qualche sorpresa, con buone possibilità di pioggia nella giornata di gara. Da un punto di vista di temperature, c'è subito da sottolineare che il weekend americano non sarà freddo con termiche attese anche vicine ai 30°C nella giornata di sabato, quella più calda. Proprio nella giornata delle qualifiche ricordiamo che i Team andranno a far segnare i tempi per la Pole Position dalle 16 alle 17 locali e quindi con temperature leggermente più basse di quelle che i Team troverebbero in un normale orario di qualifica (14-15).

GP AUSTIN: quella di Austin è una pista leggermente favorevole alla Mercedes?
La Ferrari si presenta sul continente americano con il morale piuttosto basso a causa della trasferta asiatica che, per via dei problemi di affidabilità mostrati dalla SF70H, ha molto probabilmente "regalato" il mondiale piloti e costruttori alla Mercedes. 


Una Mercedes che parte ad Austin con i favori del pronostico visto che il tracciato esalta le vetture con un'ottima efficienza (su circuiti da medio carico ovviamente ) e che hanno una Power Unit molto potente. Due caratteristiche ben presenti nel DNA della ottima (ma non eccellente) W08.

Ma la Ferrari non starà sicuramente a guardare, e sarà molto competitiva cosi come in Malesia e Suzuka potendo mettere pressione ai due alfieri del team anglo-tedesco soprattutto in gara. Il problema della SF70H si chiama infatti "qualifica", una parte fondamentale della Formula 1 moderna e dove Mercedes può garantirsi solo di motore un vantaggio medio di 2-3 decimi su Ferrari e 7-8 decimi su RedBull. 

Un altro aspetto importante del weekend sarà verificare se sulle ultime evoluzioni della Power Unit Ferrari (il sistema di raffreddamento fa comunque parte dell'ultima evoluzione dell'unità motrice) si saranno risolti i fastidiosi problemi di affidabilità che hanno chiuso anticipatamente le gare di Raikkonen in Malesia e Vettel in Giappone.

Sarà poi interessante capire se la Ferrari potrà sfruttare (sia in qualifica che in gara) totalmente i cavalli delle proprie Power Unit dopo il nuovo reclamo Mercedes sull'utilizzo di olio in camera di combustione (quello di Baku aveva dato i suoi effetti limitandone l'utilizzo). Il Team italiano, per chiudere il gap motoristico presente con Mercedes, ha scelto una linea piuttosto aggressiva già durante lo scorso inverno nello sviluppo della propria Power Unit. Come già scritto qualche settimana fa su queste pagine, visto che il Regolamento Tecnico lo permetteva, i tecnici del Team italiano hanno scelto di montare a bordo della SF70H più serbatoi dell'olio (lo fanno anche altre squadre) con al loro interno diverse specifiche di lubrificanti (sempre permesso dal Regolamento Tecnico, dal prossimo anno non più). Una volta azionata la mappatura "Qualifying", l'olio presente nei diversi serbatoi viene miscelato per abbassare la viscosità e aggiungere al classico lubrificante degli additivi antidetonanti (sta qui la non conformità del sistema) che permettono un importante incremento di potenza. Fondamentale l'abbassamento di viscosità poiché altrimenti l'olio non riuscirebbe ad entrare (e nella quantità corretta) in camera di combustione tramite le fasce elastiche dei pistoni. Per riportare la viscosità dell'olio al parametro di partenza (il parametro viene controllato prima e dopo la gara), secondo gli ultimi rumors, ci sarebbe un tasto sul volante (OVR sul volante di Raikkonen, OV sul volante di Vettel) che mette in atto una sorta di "spurgo" per non lasciare traccia dei miscelamenti effettuati nelle fasi di qualifica e/o in quelle di gara. 


Ritornando al Gran Premio, vediamo per quanto detto finora una Mercedes favorita in fase di qualifica con il solo dubbio di come si comporterà la W08 sulle UltraSoft viste le possibili alte temperature presenti nella giornata di sabato. Per la domenica è atteso un calo delle temperature (22°C contro i 26°C di sabato nelle qualifiche) che potrebbe aiutare Mercedes sul passo gara.

Sarà comunque l'ennesimo fine settimana in cui potremo assistere ad una dura lotta tra Mercedes e Ferrari (sempre che le SF70H riescano a partire) con RedBull sempre alla finestra per sfruttare le défaillance di uno o dell'altro Team. Una RB13, vettura con una buona efficienza aerodinamica in questa tipologia di tracciati, che dall'Ungheria, complice anche l'aumento di passo della RB13, ha dimostrato di essere tornata ad avere un telaio di altissimo livello. Ma purtroppo per Verstappen e Ricciardo il gap motoristico tra Renault e Mercedes è ancora troppo importante nelle fasi di qualifica (si parla di circa 40 CV), costringendo i due forti piloti del Team anglo tedesco a dover costantemente rincorrere nelle fasi di gara.

lunedì 9 ottobre 2017

ANALISI GARA: Vettel è partito "a 5 cilindri" e con 140 CV in meno


Siamo sempre più vicini all'epilogo di questa stagione 2017 di Formula 1 e dopo questo sedicesimo appuntamento stagionale è facile affermare che il Team Mercedes da una parte, e Lewis Hamilton dall'altra, sono ormai ad un passo dal conquistare i due titoli.


Il Gran Premio del Giappone ci ha regalato l'ottava vittoria stagionale del pilota anglo caraibico, un altro trionfo (dopo Singapore) da +25 punti su Sebastian Vettel, ora distante ben 59 punti su 100 a disposizione.

Con il pilota Mercedes che ora potrà permettersi ben tre quinti posti (30 punti) e un quarto (12 punti), considerando quattro vittorie "certe" per Sebastian Vettel, per vincere il suo quarto titolo mondiale affiancando proprio il pilota tedesco della Ferrari. Hamilton potrà vincere il mondiale già negli Stati Uniti? Si, con una vittoria e contemporaneamente un sesto posto (o oltre) di Vettel. Più probabile invece il trionfo nel Costruttori per la quarta volta consecutiva (2014, 2015, 2016...) per il Team Mercedes già a Austin con il team anglo tedesco che dovrà però conquistare almeno 27 punti.

sabato 7 ottobre 2017

ANALISI QUALIFICHE: Mercedes al top ma la gara è domani

La qualifica del Gran Premio del Giappone si è tinta nuovamente di grigio Mercedes: 71esima Pole Position per Lewis Hamilton, la decima stagionale. Dietro al pilota inglese un rinato Valtteri Bottas che, dovendo scontare l'arretramento di cinque posizioni in griglia di partenza per la sostituzione della trasmissione, partirà solamente in sesta posizione. Un bel vantaggio per Sebastian Vettel che nella giornata odierna ha fatto il suo, rifilando 6 decimi al compagno di squadra Kimi Raikkonen, e prendendosi una prima fila molto importante se si pensa a cosa può significare la partenza di domani e poi la gara per questo campionato. In seconda fila una "spenta" RedBull che paga una motorizzazione non a livello di quella Ferrari e ne tanto meno di quella Mercedes.  


In terza fila teorica un Kimi Raikkonen che ha pagato a caro prezzo un suo errore durante le Prove Libere 3 causando il cedimento delle due sospensioni lato sinistro nonché della trasmissione. Per questo motivo, cosi come Valtteri Bottas, anche il finlandese della Ferrari sarà arretrato di cinque posizioni in griglia, partendo in decima posizione (grazie alla penalizzazione ad Alonso per la sostituzione della Power Unit). Da applausi quanto fatto dai meccanici del pilota finlandese che gli hanno riparato la vettura in meno di un'ora e mezza permettendogli di scendere in pista per la sessione di qualifica. Chapeau. 


GP GIAPPONE: la Ferrari ha scelto per la gara l'assetto aerodinamico più "scarico"
Per quanto riguarda le configurazioni aerodinamiche scelte dai vari Team c'è da segnalare che sia Mercedes che RedBull hanno optato per degli assetti piuttosto carichi con il Team anglo tedesco che ha continuato a puntare sul monkey seat, appendice utilizzata in pochissimi appuntamenti prima della Malesia, e sul nuovo pacchetto aerodinamico da 2 decimi al giro di miglioramento introdotto in Malesia. Una W08 che ha più volte dimostrato durante l'anno di essere la vettura con il maggior potenziale, anche rispetto alla SF70H, ma i troppi alti e bassi nello sbloccare l'intera performance ne ha ridotto le prestazioni soprattutto nelle fasi di gara.

Ferrari aveva optato per due retrotreni diversi in termini di carico aerodinamico nelle FP3: sulla SF70H era stata montata l'ala posteriore da medio alto carico aerodinamico accoppiata ai due monkey seat (configurazione classica da alto carico) mentre sulla vettura di Vettel era stata confermata l'ala a cucchiaio accoppiata ad un solo monkey seat, quello principale, da minor carico. Assetto da minor carico aerodinamico utilizzato poi anche durante le qualifiche da Kimi Raikkonen.


Se confrontiamo gli assetti aerodinamici con cui i tre Top Team sono scesi in pista nella giornata odierna rispetto a quelli utilizzati a Spa, su un circuito simile come caratteristiche tecniche, si può notare come Vettel sia rimasto su una configurazione simile mentre sia Mercedes che RedBull (in pista con due configurazioni aerodinamiche differenti) hanno caricato molto il posteriore. Per quanto riguarda il Team anglo austriaco, assetto molto carico significa pagare dazio nell'ultima parte del secondo settore e soprattutto nel terzo. Con una RedBull che comunque, un pò come la SF70H, non è stata all'altezza della Mercedes W08 nemmeno nei curvoni veloci del primo settore. 


GP GIAPPONE: Hamilton e la W08 in gran forma soprattutto nel primo settore
Se negli ultimi due appuntamenti, Singapore e Malesia (la pole per Vettel era alla portata), la Ferrari SF70H si era dimostrata anche nelle fasi di qualifica la miglior vettura del lotto, in Giappone non è stato cosi. In un circuito dove la potenza massima della Power Unit è tornata a giocare un ruolo importante nell'arco del singolo giro (un 10% in più rispetto alla Malesia), e dove Mercedes ha riproposto la Power Unit numero 4 utilizzata solamente a Spa e Monza (in Malesia era stata utilizzata la Power Unit numero 3), la W08 è tornata prepotentemente ad occupare (almeno teoricamente) tutta la prima fila. Ma nella giornata odierna anche il lato aerodinamico/meccanico della SF70H non è stato sicuramente all'altezza di quello della W08 se si considera che dei quasi 5 decimi di distacco, "solo" due terzi (3 decimi) sono da imputare al gap motoristico ancora presente dopo l'introduzione da parte di Mercedes (a Spa) e Ferrari (in Malesia) degli ultimi aggiornamenti alle loro unità motrici. 


A conferma di ciò, è interessante osservare la tabella appena in alto dove si può notare che la SF70H di Sebastian Vettel ha pagato la gran parte del gap nel primo settore. Ben 3 decimi su 30 secondi di settore (quasi l'1% del tempo), contro i quasi due decimi del secondo settore, più lungo però di 10 secondi e i pochi millesimi del terzo settore. 


Un primo settore composto da sette curve di media velocità che richiede una grande precisione di guida. Dopo infatti aver percorso la First Curve si arriva alla parte veloce del primo settore dove è presente la famosa sequenza delle S-curves, curve da quinta o sesta marcia che si percorrono a velocità superiori ai 200 km/h e dove è fondamentale l'aerodinamica della vettura.  


Interessante anche notare che Lewis Hamilton è il pilota che poteva migliorare maggiormente il proprio tempo "reale" fatto segnare in qualifica, aumentando il gap su Valtteri Bottas a oltre 4 decimi e su Sebastian Vettel ad oltre 5 decimi .  

GP GIAPPONE: nelle Prove Libere 3 delle simulazioni di passo gara più veritiere per le Ferrari 
Nell'analisi delle primissime prove libere (maggiori informazioni) vi avevamo parlato di simulazioni dei passi gara "non veritiere" per quanto riguardava la Ferrari poiché effettuate con carichi di benzina inferiori rispetto a quelli di Mercedes e RedBull.


Durante le prove libere 3 entrambi i piloti del Team italiano hanno effettuato invece delle simulazioni più interessanti. E i risultati sono soddisfacenti se si calcola che Kimi Raikkonen è riuscito a tenere un passo leggermente più lento di quello fatto segnare da Lewis Hamilton nella giornata di ieri (guardare la tabella in basso), pur con degli pneumatici usati nelle prove libere 1 e con già all'attivo 9 giri. Non solo ottimo ma anche importante invece il passo tenuto da Sebastian Vettel sul compound Soft, girando costantemente sotto al minuto e trentaquattro secondi per un run di sei giri. 


Un Sebastian Vettel che quindi, almeno teoricamente, potrebbe riuscire a mettere più pressione a Lewis Hamilton nella giornata di domani rispetto a quanto fatto nella giornata odierna. Ma come spesso abbiamo ribadito su queste pagine, il non partire dalla Pole Position comporta degli effetti negativi nella gestione della gara, ancor più importanti in un circuito come quello di Suzuka dove il sorpasso è molto complicato e dove è molto penalizzante stare nella scia "sporca" di un avversario. Sarà quindi fondamentale per il pilota tedesco non farsi passare da una o da entrambe le RedBull in fase di partenza ed anzi, cercare il sorpasso nei confronti di Lewis Hamilton.

Set disponibili per il Gran Premio di Suzuka


Ancora più importante tutto ciò se si opterà per la strategia a singola sosta SuperSoft - Soft (attenzione a Bottas che partirà sul compound Soft e potrebbe risalire posizioni in modo importante entro la fine della gara), non ancora certa soprattutto con temperature dell'asfalto che tenderanno ad essere più elevate rispetto ai 29°C della giornata odierna. Da un punto strategico se i vari piloti riusciranno ad arrivare intorno al ventesimo giro con il set iniziale di SuperSoft allora sarà fattibile portare a termine la gara con il secondo stint su Soft. Altrimenti si passerà alla strategia a due soste con l'utilizzo di un set in più di SuperSoft.


venerdì 6 ottobre 2017

GP SUZUKA: ecco la nuova sospensione anteriore della Ferrari SF70H

Se negli anni scorsi le speranze mondiali della Ferrari andavano sempre a svanire con il passare dei mesi per via di importanti problemi di sviluppo delle proprie vetture, in questa stagione 2017 sembra l'esatto contrario; più passano i giorni e più i tecnici del Team italiano aggiungono prestazioni alla SF70H che, anche senza dati alla mano, avrebbe potuto conquistare negli ultimi due appuntamenti una vittoria con Vettel a Singapore e far segnare una importante doppietta rossa in quel di Sepang. E solo le importanti prestazioni di quella che si può considerare forse una delle migliori vetture partorite a Maranello dopo gli anni d'oro di Schumacher stanno tenendo aperto il mondiale a cinque gare dal termine pur con un Vettel lontano 34 punti da Lewis Hamilton.


Una Scuderia Ferrari che dopo la pausa estiva sembra effettivamente aver cambiato marcia, Gran Premio d'Italia a parte, anche grazie ad importanti aggiornamenti  portati in pista sulla SF70H; pur con un Hamilton vincitore di ben tre delle ultime quattro gare, è innegabile come ora (e ripeto ora, perché nella parte centrale del mondiale non lo era) il pilota tedesco della Ferrari abbia tra le mani la miglior vettura del lotto.

Dopo aver analizzato in modo dettagliato la modifica all'airscope (maggiori informazioni) che ha permesso agli ingegneri del Team italiano di migliorare l'handling della SF70H, oltre che di ottimizzare il raffreddamento dell'unità motrice, è il momento di analizzare una novità di cui vi avevamo parlato in anteprima (maggiori informazioni) durante la pausa estiva ossia di una nuova versione di sospensione anteriore. 

La Ferrari durante i test post Gran Premio d'Ungheria disputati sul tracciato di Budapest ha lavorato pensando principalmente alla seconda parte di stagione per cercare di portare a Maranello quel titolo piloti che manca da ormai 10 anni. La Ferrari SF70H è una monoposto che a livello progettuale non ha seguito la filosofia Mercedes puntando tanto sull'allungamento del passo e su un assetto da terra piuttosto piatto ma ha preferito mantenere una vettura piuttosto "corta" alzando però il posteriore della vettura per generare più carico aumentando l'angolo che forma il diffusore con il suolo.


In Ungheria la Rossa non aveva lavorato solamente sul fondo e sul diffusore ma aveva testato anche su un sistema sospensivo evoluto rispetto a quello utilizzato nella prima parte di stagione. Un sistema sospensivo che dovrebbe permettere alla SF70H di viaggiare con un assetto "più piatto" alle alte velocità diminuendo in questo modo la resistenza all'avanzamento che è sicuramente uno dei "punti deboli" del progetto di Maranello.

Il sistema sospensivo testato in Ungheria aveva delle importanti novità sia nei cinematismi e sia nella parte idraulica che controlla ora in modo perfetto parte destra e sinistra della vettura in quella che attualmente risulta essere la miglior vettura nella gestione delle Pirelli 2017.  

Figura 1
Le principali novità riguardanti i cinematismi sono da ricercarsi nei triangoli sovrapposti della sospensione push rod e nell'inclinazione del puntone diagonale

Per quanto riguarda i triangoli della sospensione, come si può notare dall'immagine appena in alto, è evidente come quello superiore sia ora leggermente più aperto (freccia verde Fig.1) nella parte esterna di collegamento con lo pneumatico anteriore. Una modifica che ha portato con sé anche degli aggiornamenti alle prese d'aria dei freni, nella nuova versione più contenute come dimensioni (frecce verdi nelle due prossime immagini), e al grosso deviatore di flusso interno allo pneumatico (frecce rosse nell'immagine seguente). 

Figura 2
Se invece ci concentriamo sull'angolo del puntone push rod si può notare dall'immagine 3 come nella nuova versione sia meno inclinato rispetto al suolo (linee gialle sottili nella zona della presa d'aria dei freni anteriori). 

Una nuova versione di sospensione anteriore utilizzata da Sebastian Vettel e da Kimi Raikkonen a partire dal Belgio e poi confermata sia in Italia (con risultati negativi) che a Singapore. Ma dopo gli importanti problemi avuti nelle prove libere il pilota finlandese della Ferrari ha voluto tornare alla vecchia soluzione dalla Malesia con risultati piuttosto buoni se si considera il risultato prove libere e della qualifica. Nell'immagine 3 è ben evidente l'utilizzo da parte di Raikkonen delle versione precedente di sospensione (freccia gialla) accoppiata alle vecchie prese di raffreddamento dei freni (frecce verdi).

Figura 3
Arrivati in Giappone c'era curiosità per capire quale versione venisse utilizzata dai due piloti e, almeno per quanto visto durante l'unica ora e mezza di prove libere interessanti, è facile notare come anche sulla SF70H di Sebastian Vettel sia stata montata la vecchia specifica di sospensione.

ANALISI PROVE LIBERE: super Vettel ma Mercedes non è cosi lontana (come sembra)

Si sono rivelate molto corrette le previsioni del nostro meteorologo di fiducia Andrea Pini di MeteoPisa.net (maggiori informazioni): la prima sessione del Gran Premio del Giappone si è potuta disputare su pista asciutta con praticamente tutti i Team che hanno cosi anticipato il lavoro solitamente svolto nell'ora e mezza di libere pomeridiane visto che per le seconde prove libere era attesa pioggia.

La prima giornata disputatasi sul bellissimo circuito di Suzuka è stata dominata da Sebastian Vettel, sia nei giri con compound Soft che su quelli con il compound da qualifica SuperSoft. In seconda posizione un Lewis Hamilton apparso piuttosto soddisfatto della sua W08 pur montando il nuovo pacchetto aerodinamico portato in Malesia che non aveva trasmesso buone impressioni nelle libere dello scorso weekend. Dietro ai due dominatori di questo mondiale 2017 di F1 non troviamo una Ferrari o una Mercedes ma bensì una RedBull che anche a Suzuka si conferma come forza che potrebbe rovinare i piani dei due Top Team (o dei due Top Driver). Ricciardo bene, sfruttando appieno il giro su SuperSoft mentre Verstappen non è riuscito a fare segnare il crono con il secondo set di SuperSoft nuove a causa dell'incidente accorso a Carlos Sainz.

Da segnalare, prima di analizzare la prima ora e mezza di libere odierne, l'arretramento di 5 posizioni in griglia di partenza per Valtteri Bottas che ha dovuto sostituire la trasmissione senza aver terminato le 6 gare imposte dal regolamento sportivo.



GP GIAPPONE: tra la mescola Soft e SuperSoft ci sono circa 6-7 decimi 
Come si può ben vedere dalla tabella dei tempi appena in alto, i tre principali Top Team attuali (Ferrari, Mercedes e RedBull) hanno deciso di differenziare la loro giornata sui vari compound: Ferrari ha optato per simulare la qualifica sia con il compound Soft che con quello (ovviamente) SuperSoft, cosa non effettuata da Mercedes e RedBull.


Il Team campione in carica ha effettuato un run più lungo sul compound "giallo" (miglior crono fatto segnare su pneumatici usati), cercando la prestazione solo successivamente sul compound più morbido. Sempre parlando della simulazione di qualifica sulla SuperSoft c'è una differenza rispetto a quanto fatto da Ferrari poiché il Team anglo tedesco ha fatto effettuare un run da 5 giri (con tentativi buoni) rispetto al run "classico" da 3 giri fatto dai piloti Ferrari. Tra i due compound che verranno utilizzati per la maggiore tra la giornata di domenica e quella di domenica secondo la Pirelli c'è un gap di 6-7 decimi. 

Per quanto riguarda RedBull invece, si sono concentrati principalmente sul compound SuperSoft, con cui hanno simulato la qualifica con un run da tre giri. 

GP GIAPPONE: sulla Mercedes si surriscaldano le SuperSoft nella simulazione di qualifica
Se si vanno ad analizzare i migliori intertempi nella simulazione di qualifica si può notare come Vettel sia stato dominante nei primi due settori rifilando praticamente lo stesso distacco percentuale (in termini cronometrici, quasi tre decimi e mezzo) riferito al best time del settore stesso al suo principale rivale ossia Lewis Hamilton. Con il pilota inglese della Mercedes che è riuscito a recuperare 3 millesimi di secondo nel terzo settore, il più veloce, pur lamentosi di una vettura molto scivolosa proprio in quel settore come se i suoi pneumatici dopo le importanti sollecitazioni dei primi due settori siano andati fuori finestra di temperatura. 


Se prendiamo invece il confronto con RedBull è evidente come le due RB13 scese in pista nella giornata odierna fossero troppo cariche aerodinamicamente, e ciò è stato giustamente messo subito in risalto da Daniel Ricciardo nell'intervista post FP2. Il Team con sede a Milton Keynes, montando una Power Unit ancora non a livello di Mercedes o Ferrari, non può permettersi di caricare troppo le ali (cosa che può fare Ferrari, che rimane all'interno del 2% di gap nei confronti di Mercedes) pegno pagare un ritardo di addirittura oltre l'1% nel settore quando nei primi due settori il gap era molto inferiore.


Interessante anche notare come Sebastian Vettel avrebbe potuto ulteriormente abbassare il miglior tempo fatto segnare con il compound SuperSoft, facendo salire il gap con Lewis Hamilton dai 211 millesimi "reali" ai 329 millesimi "ideali". Cosi come si può evidentemente sottolineare come Max Verstappen sia competitivo pur avendo fatto segnare un tempo "reale" di quasi due secondi più lento di quello fatto segnare da Vettel. In realtà il suo Ideal Time lo pone a soli 3 decimi dal compagno di squadra Daniel Ricciardo. 

GP GIAPPONE: le vere simulazioni di gara sono quelle Mercedes e RedBull 
E come tutti i venerdì di gara, chiudiamo la nostra analisi delle prove libere con i numeri uscenti dalle simulazioni dei passi gara. Un gap che separa Ferrari da Mercedes e RedBull, sul compound SuperSoft, l'unico utilizzato, molto importante a causa dei diversi quantitativi di benzina imbarcati. I veri crono da "passo gara" sono quelli di Hamilton, Bottas, Verstappen e Ricciardo con una Mercedes che, con 20°C di pista, su ottimi livelli (sia come tempi che come degrado) a conferma che la W08 è una vettura ancora troppo sensibile a determinati parametri (ambientali e tecnici). C'è comunque da sottolineare come Mercedes creda che, a tempi normalizzati sul quantitativo di carburante, la Ferrari di Vettel sia oggi leggermente messa meglio sul passo gara rispetto a Hamilton e Bottas. Con l'incognita per Mercedes delle temperature più calde previste nella giornata di gara che potrebbe penalizzare la W08 nei confronti della ottima SF70H. Temperature più elevate che potrebbero mettere in crisi anche gli strateghi dei vari Team poiché "più caldo" significa maggior degrado termico sulle SuperSoft nella prima parte di gara che potrebbe forzare molte scuderie su delle strategie alternative (o su due soste con Soft e SuperSoft o su una sosta con l'utilizzo della Medium).


Ma abbiamo più volte visto quest'anno che potrebbe non bastare avere una vettura migliore sul passo gara per vincere. Servirà quindi una grande qualifica per Sebastian Vettel, su una pista dove in qualifica conteranno molto i cavalli che i vari Team riusciranno a sbloccare anche rispetto alla giornata odierna. Per chi non lo sapesse infatti, delle ultime cinque gare, quella di Suzuka è la pista con il maggior contributo in termini cronometrici sul singolo giro di pista di 10 CV in più di potenza massima. Ed è anche per questo che Ferrari aveva previsto l'introduzione dell'ultima evoluzione di motore endotermico in Giappone (da 10 CV in più e una maggior efficienza generale dell'unità), montata proprio da questo quintultimo appuntamento anche sulla SF70H di Kimi Raikkonen. 

lunedì 2 ottobre 2017

ANALISI GARA: in Malesia la miglior Ferrari della stagione

Per questa analisi della gara della Malesia abbiamo cercato di fare qualcosa di diverso rispetto alla precedenti per cercare di focalizzarci sui principali punti emersi durante questo fine settimana malese.



Quanti progressi in casa Red Bull
Nella gara della riscossa della Ferrari emerge la Red Bull RB13 che, negli ultimi mesi, sta facendo grossi progressi ed ora, almeno su certi tracciati, sembra avere la potenzialità per infastidire la Ferrari e la Mercedes. Per fare il definitivo salto di qualità, il team di Milton Keynes, avrebbe bisogno di una potenza maggiore dalla Power Unit Renault che, paga ancora diversi cavalli su Ferrari e Mercedes soprattutto in qualifica.



Se analizziamo il grafico in basso possiamo notare che, dove non serve la potenza della Power Unit , il gap della Red Bull, dalla gara 11 in poi, è sceso di molto. Ad inizio stagione il gap tra la RB13 e Mercedes e Ferrari era di circa 1,5 s mentre, ora, si è attestato in qualche decimo.

* i tempi della gara 13 sono stati calcolati analizzando le FP2, in quanto, le qualifiche sono state bagnate con tempi poco indicativi. 



Se prendiamo in esame il recente Gp della Malesia (2°stint di gara)  possiamo notare che, le due vetture più veloci in pista erano la RB13 di Max Verstappen e la Ferrari SF70H di Vettel. Siamo rimasti molto sorpresi del ritmo che è riuscito ad imprimere Max nel 2° stint visto che, pur utilizzando gomme meno prestazionali, è riuscito a viaggiare sugli stessi tempi di un "indiavolato" Vettel. 



Ritmo che, non è riuscito a tenere Ricciardo che, in condizioni di qualifica è riuscito a classificarsi con un tempo similare a quello del team mate ma, in gara, Max, aveva un passo nettamente migliore. Il pilota australiano ha spiegato alla stampa che, il proprio compagno di squadra, per questa gara malese aveva utilizzato un assetto "sperimentale" per quanto riguarda la taratura delle sospensioni. Assetto che sembra aver funzionato alla meraviglia e che, con molta probabilità, verrà replicato anche sulla vettura del pilota australiano nella prossima gara di Suzuka

Quanti problemi in casa Ferrari
La SF70H vista in Malesia aveva il passo per vincere ma, fin dalla giornata di sabato, è andato tutto storto per gli uomini di Maranello. Sabato la "sfortuna" ha colpito Vettel e, domenica, giorno della gara, si è abbattuta su Raikkonen che, partendo dalla prima fila, aveva la possibilità di lottare per la vittoria. Problema accusato dal pilota finlandese che, secondo le prime analisi, sembra similare a quello accusato da Vettel al primo giro delle qualifiche. Ancora non c'è nessuna certezza se i problemi sono similari ma, secondo gli ingegneri, i "sintomi" sono stati gli stessi. 
Per chi non lo sapesse, il problema alla Power Unit di Vettel non è stato dovuto ad un malfunzionamento del turbo ma ad una mancanza di alimentazione dell’aria che va dal compressore verso il motore endotermico.

Il cambio di Vettel è salvo?
Le disavventure per la SF70H di Vettel sono continuate anche al termine della gara, quando, nel giro di rientro si è scontrato con la Williams di Stroll danneggiando, in modo piuttosto vistoso, la vettura. Subito polo l'incidente c'è stata molta preoccupazione perchè si pensava che, nel contatto, il cambio della Rossa avesse subito dei danneggiamenti. Danneggiamento che avrebbe comportato una sostituzione della trasmissione, in Giappone, con conseguente retrocessione di 5 posizioni in griglia come previsto dal regolamento sportivo  di cui riportiamo un estratto ma che, se volete, potete scaricarvi, tradotto in italiano dal nostro Alessandro Rana, proprio sulle pagine di questo sito.

Traduzione in italiano REGOLAMENTO SPORTIVO 2017

Art 23.5 – Regolamento sportivo
a) Un pilota può utilizzare un solo cambio per sei eventi consecutivi. Se un pilota è costretto a sostituire un cambio prima del completamento dei sei eventi sconterà cinque posizioni di penalità sulla griglia di partenza in tale evento, e di altri cinque posti ogni volta che viene usato un cambio ulteriore.Ad esclusione dell’eventualità di un ritiro che non consenta ad un pilota di completare una gara, il cambio montato sulla macchina al termine della manifestazione deve rimanere sulla monoposto per le restanti gare delle sei in sequenza.Qualsiasi pilota che non è riuscito a finire la gara al primo, secondo, terzo, quarto o quinto dei sei eventi per motivi che il delegato tecnico accetta come al di là del controllo della squadra o del driver, può iniziare il seguente evento con un cambio diverso senza penalità.



Ritornando alla trasmissione di Vettel, secondo le nostre informazioni, dopo le accurate ispezioni svolte dalla Scuderia Ferrari a Maranello, non sembra essersi danneggiata e verrà utilizzata in Giappone a partire dalle prove libere. Ora sarà importante capire come risponderà in pista visto che dovrà riuscire a terminare la terminare la stagione.


Perchè Vettel è stato costretto a fare "fuel saving"?

Vettel dopo una furiosa rimonta è stato costretto a rallentare il proprio passo al giro 52 quando aveva messo nel mirino la Red Bull di Ricciardo che si trovava in terza posizione.
Il rallentamento è stato dovuto principalmente a problemi di mancanza di carburante per la Rossa. Il Team italiano per facilitare la rimonta del pilota tedesco avrebbe utilizzato una strategia piuttosto aggressiva e rischiosa, imbarcando ad inizio gara 10 kg di benzina in  meno rispetto a quanto preventivato. Peso che ha garantito a Vettel un guadagno al giro di circa 3-4 decimi nei confronti dei rivali perchè partito con una vettura più leggera che però ha pagato nelle ultimissime fasi di gara. La Ferrari aveva scommesso su una fase di gara con presenza di Safety Car nella fase centrale o finale di gaa sia per risparmiare carburante e sia per ricompattare il gruppo sfruttando poi il set nuovo di SuperSoft a disposizione del pilota tedesco.

Il passo di Vettel era migliore rispetto a quello di Verstappen?
E' una domanda difficile. Guardando la gara in Tv, la Ferrari, è sembrata essere la miglior vettura. Sicuramente la miglior Ferrari della stagione, escludendo il Gp di Monte-Carlo che, come ben sappiamo, è una corsa piuttosto atipica. 
Vista la bontà e la velocità della Ferrari è molto sorprendente il ritmo di Verstappen che, come si può notare dal grafico in basso, ha viaggiato sullo stesso tempo della SF70H pur utilizzando gomme meno prestazionali. 



Se andiamo a bonificare i tempi di Vettel, escludendo quelli in cui ha dovuto fare fuel saving, possiamo notare che, la Ferrari, era più veloce di circa 3 decimi utilizzando gomme Super Soft contro le Soft dell'olandese. 
Sicuramente, Vettel, senza il problema in qualifica si sarebbe qualificato in prima fila (la pole position era alla portata) e avrebbe potuto vincere anche la gara. Una vittoria che non sarebbe stata così facile perché, Verstappen, su questo tracciato, era piuttosto forte con una RB13 molto competitiva. 

Su una pista che sembrava congeniale alla Mercedes la W08 ha arrancato
In questo fine settimana la W08 è stata piuttosto in difficoltà. Gli aggiornamenti, utilizzati da entrambi i piloti durante le libere, e successivamente scartati da Lewis Hamilton, sembrano non aver dato i risultati sperati. Il tre volte campione del mondo è riuscito a metterci una pezza durante le qualifiche, ottenendo la pole position, ma in gara non ha saputo tener testa al ritmo della Red Bull di Verstappen. Alla vigilia questo appuntamento era considerato come piuttosto favorevole alle caratteristiche della W08 ma così non è stato perché la vettura anglo-tedesca è sembrata essere a livello prestazionale, dietro a Ferrari e Red Bull. La W08 si rivelata anche in Malesia troppo sensibile ai cambiamenti climatici (quando la pista è calda la vettura perde di performance) e di pista (più gommata il sabato e migliori prestazioni, meno gommata la domenica e prestazioni peggiori).

domenica 1 ottobre 2017

FERRARI SF70H: è tutto nuovo lo scambiatore dedicato al raffreddamento dei sistemi ibridi

E' da pochissime ore terminato un Gran Premio di Malesia "bianco / nero" per la Ferrari. C'è infatti da vedere molto nero nei problemi alla Power Unit montata sulla SF70H di Kimi Raikkonen che non hanno permesso al pilota finlandese di correre questo quindicesimo appuntamento della stagione 2017. C'è però da vedere invece tanto, tantissimo bianco, per una prestazione super del binomio Vettel - SF70H. Quella del pilota tedesco è stata una rimonta pazzesca a suon di giri veloci con una vettura praticamente perfetta su entrambi i compound utilizzati in gara (SuperSoft - Soft). 

Ma non voglio dilungarmi troppo relativamente al'analisi del Gran Premio di Malesia, online su queste pagine come di consueto nella giornata di domani, soffermandomi invece su una novità tecnica molto interessante mostrata dal Team italiano già nella giornata di giovedì, ossia le orecchie apparse ai lati dell'airbox della SF70H. Nuovo airbox che, è bene sottolineare, non ha necessitato di un nuovo crash test FIA poiché è rimasta intatta la zona centrale.


Già nella prima analisi pubblicata su queste pagine (link), e dalle informazioni raccolte nella giornata di giovedì, eravamo riusciti a capire che i condotti di raffreddamento presenti nelle due orecchie andavano ad alimentare con aria fresca il radiatore dell'ERS (Energy Recovery System). Uno scambiatore posizionato fin dai primi test invernali nella parte posteriore del motore endotermico e di tipologia acqua - acqua (il liquido necessario per raffreddare i sistemi ibridi era raffreddato quindi ad acqua). Da aggiungere ovviamente la presenza di un secondo scambiatore, questa volta acqua - aria posizionato nelle fiancate che veniva dedicato ad abbassare la temperatura dell'acqua di raffreddamento che a sua volta raffreddava il liquido di raffreddamento che circolava all'interno dei sistemi ibridi. Ecco una fotografia che mostra in modo molto chiaro lo scambiatore acqua - acqua (in grigio).


Ferrari SF70H - Scambiatore acqua/acqua per il raffreddamento dei sistemi ibridi utilizzato fino al GP di Singapore
Ma come scrivevamo già nell'analisi di giovedì, secondo le informazioni che avevamo raccolto, la Ferrari aveva portato in pista in Malesia una importante modifica di layout e di tipologia proprio dello scambiatore dedicato ai sistemi ibridi (oltre alle più evidenti "orecchie") che ha permesso agli ingegneri del Team italiano di ridistribuire il peso nella parte posteriore della vettura con conseguenti miglioramenti dell'handling della SF70H. Ma senza immagini rimangono sempre delle informazioni a cui qualcuno può credere come viceversa, ed è per questo che le immagini sottostanti, raccolte nella giornata di venerdì, sono molto importanti per confermare quanto detto.

Ferrari SF70H - Malesia GP
Nell'immagine appena in alto della SF70H fotografata nei box del circuito di Sepang si può notare come sia scomparso il radiatore acqua - acqua dedicato ai sistemi ibridi e posizionato appena dietro l'intercooler / motore endotermico con l'introduzione invece di un nuovo scambiatore leggermente arretrato e spostato verso il basso come posizione. Uno scambiatore che ora si vede arrivare l'aria dai condotti delle due "orecchie", flusso che va a raffreddare il liquido di raffreddamento dei sistemi ibridi; questo vuol dire ovviamente che siamo in presenza dal Gran Premio di Malesia di uno scambiatore della tipologia acqua - aria e non più acqua - acqua dedicato al raffreddamento dei sistemi ibridi. Con i conseguenti vantaggi di un risparmio di peso in una posizione piuttosto "alta" della SF70H che quindi, accoppiato al fatto che il nuovo scambiatore sembra essere stato posizionato anche leggermente più in basso, avrà permesso al Team italiano di abbassare di qualche mm il baricentro della SF70H. Ricordo che tanto più basso è il baricentro di una vettura, tanto migliore risulta il suo comportamento dinamico in quanto si disturba meno l’equilibrio complessivo soggetto a forze esterne.

Ferrari SF70H - Scambiatore aria/acqua per il raffreddamento dei sistemi ibridi utilizzato dal GP di Malesia
Una soluzione, quella dello scambiatore aria - acqua per raffreddare i sistemi ibridi e la trasmissione, che viene utilizzata già dal lontano 2014 dal Team Mercedes come si può ben vedere dall'immagine in basso. 

Mercedes W08 - I sistemi ibridi si raffreddano già dal 2014 con uno scambiatore aria/acqua dietro l'ICE

sabato 30 settembre 2017

ANALISI QUALIFICHE: Ferrari miglior vettura in pista ma a fare le pole è Lewis Hamilton

Le qualifiche del Gran Premio della Malesia ci hanno regalato la pole position numero 70 per Lewis Hamilton su una Mercedes apparsa tutt'altro che la vettura potuta ammirare in altri appuntamenti di questa stagione o negli scorsi anni. Grande il lavoro di Lewis Hamilton (e dei suoi ingegneri) che è rimasto in circuito fino alle 2 della scorsa notte, in stile Vettel in altri appuntamento di questa spettacolare stagione 2017 di Formula 1, per trovare una soluzione ai problemi avuti durante le tre ore di prove libere del venerdì. Come scrivevamo nell'analisi delle libere di ieri, sulla vettura del pilota inglese si è tornati al vecchio pacchetto aerodinamico (il piano B), con il nuovo che Hamilton tornerà ad utilizzare nuovamente in Giappone la prossima settimana.


Passando a Ferrari è subito importante sottolineare infatti come la SF70H si è dimostrata anche nella giornata odierna la miglior vettura più veloce in pista. Un Team italiano che però non ha potuto disputare le qualifiche con Sebastian Vettel a causa di un problema che, almeno inizialmente, sembrava riguardare il gruppo turbocompressore. Dopo le ovvie analisi del caso, effettuate dagli ingegneri al termine delle qualifiche, si è scoperto che la il turbo non è la vera e propria causa del problema ma il tutto era da ricondurre ad una perdita d'aria in un altro punto che ha causato il malfunzionamento del motore endotermico.

La giornata malese per Sebastian Vettel non era iniziata nel migliore dei modi visto che, al termine delle prove libere 3, ha accusato un problema elettrico alla Power Unit con motore endotermico "specifica" 3. Visto il tempo ristretto tra la fine delle terze libere e la qualifica, gli ingegneri di Maranello, come già successo in questa stagione (vedi Spagna e Baku) non hanno perso tempo per capire la natura del problema ed hanno montato il motore endotermico evoluto "specifica 4". Motore che era stato portato in pista in Malesia per poi decidere, in pista, di posticiparlo al Gran Premio del Giappone (circuito ben più Power Sensitive di quello di Sepang). Un motore endotermico che, come già scritto qualche giorno fa, presenta dei miglioramenti per incrementare l'efficienza dell'unità e di conseguenza anche la potenza massima. Una Power Unit che secondo le nostre informazioni riesce a generare una decina di CV in più rispetto alla specifica numero 3.

Vista la partenza dal fondo della griglia, gli ingegneri del Team italiano hanno optato per l'introduzione di una nuova Power Unit sulla SF70H di Sebastian Vettel cosi da coprirsi le spalle in caso di nuovi problemi nelle successive cinque gare. Ciò è stato possibile poiché la sostituzione del motore endotermico e dell'MGU-H tra le terze prove libere 3 e le qualifiche non ha generato nessuna penalizzazione per il pilota tedesco della Ferrari.


Se andiamo ad analizzare i singoli settori dei miglior giri di qualifica dei cinque Top Driver possiamo notare che Hamilton ha ottenuto la pole position grazie ad un importante terzo settore. Settore dove Raikkonen, nell'ultimo giro cronometrato, ha avuto un'incertezza nell'ultima curva che gli è costata la seconda Pole Position in questa stagione dopo quella importantissima di Montecarlo.


Nei primi due settore le prestazioni di Raikkonen ed Hamilton sono stati similari con il pilota finlandese più veloce di 1 millesimo rispetto all'anglo-caraibico.

Nonostante non siano mai stati in lotta per la pole position è giusto segnalare le buone prestazioni della Red Bull che è riuscita a portare entrambi i suoi piloti in seconda fila a mezzo secondo della Mercedes. Deludente la prova di Bottas che, pur utilizzando la W08 con i nuovi aggiornamenti, si è qualificato in quinta posizione a 7 decimi dal proprio compagno di squadra.

Per quanto riguarda le strategie consigliare dalla Pirelli, la più probabile sarà quella ad una sosta con partenza con le Super Soft per poi montare le Soft fino al termine della gara. Se ci sarà un deciso aumento della temperatura ambientale, le gomme potrebbero accusare un maggior degrado termico e una strategia a due soste potrebbe essere quella più probabile. Un piccolo aiuto per Vettel potrebbe arrivare dallo sfruttamento, fin da subito, di pneumatici completamente nuovi e nel caso di gara bagnata potrebbe avere l’opportunità di partire dai box con un assetto appositamente studiato per la pioggia.

Questi i set di pneumatici disponibili per la gara:



mercoledì 27 settembre 2017

GP MALESIA: la Ferrari porterà in pista l'ultima evoluzione della sua Power Unit?

Dopo il pazzesco weekend del Gran Premio di Singapore, la F1 torna in pista in un velocissimo back to back davvero cruciale per i sogni di gloria della Ferrari e di Sebastian Vettel; Malesia prima e Giappone poi infatti andranno a chiudere il primo terzo di questo interessante finale di stagione. 


Il mese di ottobre, cosi come la scorsa stagione, risulterà essere uno dei mesi più faticosi per i Team e per tutti gli addetti ai lavori poiché si correranno ben 4 appuntamenti: Malesia il primo di ottobre, Giappone l'8, poi pausa di due settimane e un altro back to back con Austin il 22 ottobre e Messico la settimana successiva (29 ottobre).

GP MALESIA: levataccia il venerdì, ma dal sabato gli orari saranno più "umani"
Siamo usciti dall'Europa con orari ancora europei grazie alla notturna del Gran Premio di Singapore ma da questo nuovo appuntamento si inizierà a fare sul "serio" con gli orari (italiani), soprattutto quelli delle libere 1. Per completezza, gli appassionati potranno seguire questo Gran Premio in diretta solamente sulla TV a pagamento, Sky Italia


Parlando di orari ITALIANI, prendete penna e taccuino:
  • Prove Libere 1: 05:00 - 06:30 (ore 10.30 RaiSport)
  • Prove Libere 2: 09:00 - 10:30 (ore 13.30 RaiSport)
  • Prove Libere 3: 08:00 - 09:00 (ore 12.00 RaiSport)
  • Qualifiche: 11:00 - 12:00 (ore 15.00 RaiSport)
  • Gara: 09:00 (ore 14.00 RaiSport)
GP MALESIA: un tracciato leggermente più favorevole alla Mercedes W08?
La volontà di avere un Gran Premio di F1 in Malesia arrivò di pari passo con lo sviluppo dei trasporti in questo paese asiatico. Per questo i grandi investimenti effettuati dalla Petronas sono riusciti a portare il Circus a Kuala Lumpur solamente alla fine degli anni novanta. Il complesso di Sepang, costruito nel 1999, è stato il primo progettato da Hermann Tilke e vanta tribune vastissime come quella del rettilineo principale che da sola può ospitare addirittura 50.000 persone.

Dal punto di vista aerodinamico il circuito della Malesia è da considerarsi, per le vetture 2017, un circuito da medio alto carico aerodinamico. Tanti chilogrammi di deportanza che serviranno per potere affrontare nel migliore dei modi i lunghi curvoni veloci tipici di questo circuito. Da non sottovalutare l'ultimo settore dove sarà fondamentale generare importanti velocità di punta anche grazie ad una ottima trazione in uscita da curva 14 e 15. E grazie all'apertura dell’ala posteriore mobile, sui due rettilinei si potranno guadagnare quasi 20 km/h. Sarà fondamentale avere il corretto carico aerodinamico per portare le coperture nel giusto range di temperatura evitando lo scivolamento della vettura che porterebbe gli pneumatici a surriscaldarsi e quindi ad un ulteriore perdita di grip.


Entrando più nel dettaglio anche di altri aspetti tecnici, se a Singapore i freni erano "stressati" per via delle basse velocità medie sul giro, in Malesia i maggiori problemi deriveranno dal fattore ambientale e dalle caratteristiche tecniche del circuito. I Vari Team dovranno tenere in considerazione quindi nell'assetto delle varie vetture il surriscaldamento a cui potranno andare incontro i gruppi freno soprattutto nella prima parte di gara a serbatoi pieni. Da un punto di vista tecnico, nel tracciato della Malesia ci sono principalmente tre frenate veramente impegnative ed è per questo che in generale lo si può considerare un circuito che risulta essere di media severità per l'impianto frenante.


Sempre rimanendo sul raffreddamento dei vari componenti, le condizioni ambientali (alte temperature e alti valori di umidità) oltre a creare problemi ai gruppi freno andranno ad incidere anche sul raffreddamento della Power Unit e del cambio. Per questo i vari Team anche in Malesia utilizzeranno soluzioni di raffreddamento molto "aperte" sulle proprie vetture.

Se da un punto di vista dell'impianto frenante il circuito malese è piuttosto esigente, ciò lo si può dire in parte anche per la parte termica della Power Unit che viene sfruttata a pieno regime per più della metà del giro. Essendo un circuito a media sensibilità come prestazioni della Power Unit, un altro dato importante è quello relativo al valore dei CV della parte endotermica sul tempo sul giro che conteranno per 2 decimi, un valore simil Silverstone. Per quanto riguarda invece la parte ibrida del motore, essa non conta molto nell'economia del singolo giro sul tracciato di Sepang.

Il circuito di Sepang non sarà nemmeno troppo impegnativo per i consumi delle Power Unit, dove i Team potranno imbarcare molti chilogrammi in meno di combustibile.

GP MALESIA: con le dure mescole 2017, dentro la SuperSoft e fuori la Hard
Dopo aver visto nuovamente in pista a Singapore il compound più morbido (UltraSoft) pensato da Pirelli per questa stagione 2017 di Formula 1, si arriva in Malesia con una scelta di un grado più "dura".


Le mescole che Pirelli ha scelto per questo Gran Premio di Malesia in versione 2017 sono:

- SuperSoft (rossa): Low Working Range
- Soft (gialla): High Working Range
- Medium (bianca): Low Working Range 

Una tri-combinazione utilizzata in altri weekend della stagione come il Gran Premio di Cina (Mercedes), Bahrain (Ferrari), Baku (RedBull), Silverstone (Mercedes), Ungheria (Ferrari) e Monza (Mercedes). Guardando le scelte dei vari Team si può vedere come sia Ferrari che RedBull abbiano optato per scelte differenziate rispetto a Mercedes. I due Team "inseguitori" hanno optato per una scelta in generale più "morbida" portando ben 9 set di SuperSoft rispetto ai 7 di Mercedes, che vanno a ripercuotersi sui set di Soft disponibili con Mercedes in vantaggio. Da notare come Mercedes abbia optato per far provare un set di Medium a Valtteri Bottas, scelta effettuata solo anche da Haas e Sauber.



Gli pneumatici saranno molto sollecitati "lateralmente" con valori importanti delle forze trasversali e oltre a ciò ci sarà da tenere in considerazione anche l'alto degrado termico a cui le gomme potranno andare incontro nel prossimo weekend. Per quanto riguarda l'abrasione è un grosso punto di domanda poiché bisognerà verificare in che condizioni sarà la nuova asfaltatura 2016

Parlando di pressioni (e camber), Pirelli ha optato per una soluzione di pressioni piuttosto sbilanciata tra anteriore e posteriore:

anteriore21.5 psi (+1 psi rispetto al 2016), -3.25°
posteriore18 psi (-0.5 psi rispetto al 2016), -1.75°

Per quanto riguarda il meteo, il weekend della Malesia potrebbe riservare importanti sorprese almeno guardando ad oggi il nostro meteo di fiducia e ovviamente aspettando le previsioni più precise di Andrea Pini, il nostro collaboratore appassionato di meteorologia.


Attese temperature superiori ai 30°C con possibilità di pioggia (attualmente medio alte) in tutti e tre i giorni di azione in pista. Sarà quindi fondamentale, cosi come nell'ultimo appuntamento corsosi a Singapore, dare uno sguardo live ai radar meteo di quella zona.  

GP MALESIA: una Ferrari con molti dubbi sull'utilizzo della sua ultima evoluzione di motore endotermico
Se il tracciato della Malesia sembra disegnato per esaltare le caratteristiche tecniche della Mercedes W08 che fa dell'efficienza aerodinamica il proprio punto di forza, le condizioni ambientali potrebbero non essere cosi favorevoli per il Team anglo tedesco, che, da quello che abbiamo visto in qualche gara di questa stagione, ha sofferto le temperature elevate della pista. Un fattore, accoppiato allo sfruttamento in fase di qualifica (e molto probabilmente nella prima parte di gara) del compound SuperSoft, assolutamente da non trascurare nel prossimo fine settimana. La W08 è una vettura che solitamente sui compound più morbidi è più aggressiva rispetto alla SF70H, specialmente sulle posteriori (surriscaldamento).


Temperature dell'asfalto (salvo pioggia..) che invece potrebbero “sposarsi” in miglior modo con la SF70H, la vettura che meglio si è adattata alle nuove gomme Pirelli 2017. C'è sicuramente da sottolineare, e la scelta degli pneumatici è andata proprio in quella direzione, che Mercedes avrà dalla sua la possibilità di sfruttare la mescola Soft che in più di un'occasione ha dimostrato di adattarsi perfettamente alle caratteristiche della vettura anglo-tedesca.

Chi pensa che per Mercedes sarà un fine settimana "semplice" potrebbe sbagliarsi: la Ferrari, dopo il disastroso fine settimana di Singapore, arriverà in Malesia molto agguerrita e con la consapevolezza di avere una vettura in grado di infastidire la W08 in ogni tracciato. Dalle ultime notizie raccolte, il Team italiano porterà in Malesia la specifica 4 di Power Unit ma non è ancora stato deciso (decisione che verrà presa tra la giornata odierna e quella di venerdì) se tale aggiornamento verrà utilizzato durante questo quindicesimo appuntamento o se verrà posticipato a Suzuka, la prossima settimana. Essendo un circuito in cui la Power Unit non è così determinante percentualmente nell'arco di un giro, gli uomini in Rosso, potrebbero decidere di utilizzare nuovamente, la specifica 3 visto che a Singapore è stata messa a riposo forzato dopo l'incidente al via. Una Power Unit specifica 4 da cui non dobbiamo aspettarci incrementi di potenza miracolosi essendo un minor update che potrà garantire una decina di CV in più rispetto alla precedente specifica. Restando in tema di Power Unit, Mercedes ritornerà ad utilizzare la specifica 3 durante le FP1 e FP2 mentre per le qualifiche e la gara verrà nuovamente utilizzata l'ultima versione introdotta a Spa e utilizzata anche a Monza.


Oltre agli sviluppi di motore tanto attesi dai tifosi, la Ferrari porterà in pista nuovi sviluppi aerodinamici per cercare di migliorare le proprie prestazioni e mettere più pressione possibile al team Mercedes. In Malesia sono attesi importanti sviluppi aerodinamici sulla SF70H per cercare di "riaprire" il Mondiale piloti che dopo i fatti dello scorso Gran Premio sembra aver preso la strada di Brixworth. Con una Mercedes che non starà a guardare poiché anche il Team anglo tedesco dovrebbe portare in Malesia degli aggiornamenti aerodinamici sulla sua W08.

Detto ciò, ci si può aspettare un fine settimana piuttosto equilibrato con Ferrari e Mercedes pronti a contendersi la vittoria e con Red Bull in agguato pronta a sfruttare possibili debolezze dei due top team.

di @spontonc e @smilextech
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