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GP. BRASILE: il pagellone del Froldi

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La Ferrari risorge dalle sue ceneri, come quasi sempre accade quando non serve. Ma una vittoria è sempre bella, fa morale, mette in cassaforte l’effimero titolo di vicecampione del mondo (non ci si ricorda mai dei secondi, dura legge della vita e dello sport) e soprattutto ci mostra che la macchina (salvo l’affidabilità) e il pilota (salvo errori) ci sono eccome. Ciò da una parte aumenta pure il malcontento per un mondiale che, come perfidamente afferma Lauda, ha perso prima di tutto la Ferrari. Dimenticando di ricordare, il “buon” Lauda, che la Ferrari non aveva quest’anno un Hamilton in stato di grazia.


Vettel. Voto: 9. Alla partenza è stato fenomenale. Finalmente. Il 9 è dovuto al fatto che contro Bottas, alias medioman, ha perso la pole (per qualche centimetro) il Sabato. Nella gara probabilmente la sua Ferrari non era la monoposto più veloce, infatti non è scappato. Va da se che chi è in testa può amministrare. Perciò la sua vittoria autorevole vale doppio. 


Ferrari. voto:10. Non vinceva da una vita in Brasile. Almeno quest’anno abbiamo tolto un pò di tabù dalle statistiche rosse.



Raikkonen. Voto: 7. Ha tenuto botta ad Hamilton nel finale. Ottimo. Ma se davanti hai Bottas che non fa faville, da te ci si aspetta il secondo posto. Non ammetto repliche. Ci vuole un altro secondo pilota per la Ferrari. Io (che valgo 0), “sponsorizzo”, come ben sapete, Ricciardo.



Hamilton e le sue spacconate. Voto: 10 e lode. Aveva annunciato urbi et orbi che doveva spaccare il Mondo per dimostrare perché aveva vinto il 4° titolo (e non ce n’era bisogno perché la sua splendida Stagione parla da sola) e niente…a pensare cosa ha combinato al primo giro delle qualifiche ho un sorriso “stampato” che non me lo toglie nessuno per una settimana…

Hamilton: voto: 8. Sinceramente per me non ha fatto questa mega-rimonta di cui si parla. Vettel nelle rimonte è stato superiore in questo mondiale. Inoltre, questo era un circuito che ben si presta, avendo un’astronave, a recuperare posizioni. Ed infine: la gara ha aiutato non poco, soprattutto con la S-Car.




Bottas. Voto: 5. Ci ha provato a fare il Terminator alla prima curva, ma sapendo che ci avrebbe perso lui (per la rincorsa al secondo posto), si è dato una calmata. Solo che dopo, pur non mollando un attimo, si è messo in modalità “medioman” e non ha mai davvero impensierito Vettel. Imbarazzante il confronto con Hamilton.

Mad Max. Voto: 6. Ma Max fa cose impossibili solo quando vede le rosse? Attenuante: l’assetto sballato.

Red Bull. Voto: Cosa cova fra le sospensioni della Red Bull? Mentre assistevamo strafelici alla sfuriata di Marko con il responsabile motori della Renault (meno male che c’è la Rb a regalarci questi siparietti), abbiamo visto una monoposto diventata improvvisamente normale, dopo il missile terra-aria del precedente GP…non so voi, ma io con i bibitarI coltivo a prescindere la teoria del sospetto…



Massa: voto: 9. E’ stato un quasi pilota del mondo con la Ferrari. Resterà sempre nel cuore dei ferraristi. Detto questo…ma si ritira davvero?



P.S.: Mi piacerebbe che il mondiale finisse con una doppietta Ferrari, sempre di “coitus interruptus” si tratta, ma almeno sarebbe di buon auspicio per il 2018.
Mariano Froldi

GP MESSICO: il pagellone del Froldi

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La Ferrari è capace, al solito, di complicarsi da sola la vita. In particolare Vettel, così poco tedesco, così tanto italiano. Se questo mondiale s’è perso non è solo perché alla distanza la Mercedes ne aveva di più, ma anche perché abbiamo scoperto un Vettel che sotto pressione non regge. Deve essere dura stare in Ferrari: uno stress non noto con le altre scuderie. Tuttavia qui si vede la qualità di un campione. Vettel è da rimandare all’anno prossimo, sperando che dopo gli ultimi due appuntamenti mondiali si ritempri e rassereni. E sperando che Ferrari riesca a fare una monoposto all'altezza. I motivi per essere ottimisti ci sono; tuttavia arriva anche la Red Bull.



La gara…Hamilton festeggia il quarto titolo, Mad Max vince senza timori reverenziali (se mai ne abbia avuti), Vettel fa una bella rimonta dopo una partenza un pò così (come accade spesso), Raikkonen fa il compitino (come Bottas), Alonso in grande spolvero. Il Messico non ha molto altro da dire.
Hamilton. Voto: 9. Incolpevole al via, gestisce la gara con prudenza. Non aveva il ritmo per vincere; non gli serviva



Vettel. Voto: 5. Diciamolo francamente: alla partenza è stato un pollo. E sapeva benissimo che aveva al suo fianco un pilota che non ha alcun problema a sbatterti fuori. Non bisogna mai sottovalutare il proprio avversario, soprattutto se non lotta per il mondiale. L’avversario lo si studia e lo si sconfigge psicologicamente e sul terreno di gara scoprendone i punti deboli. Regalate a Vettel una copia di qualche buon manuale di arte bellica.



Pole di Vettel. Voto: 10 e lode. Però magari la prossima volta è meglio che si qualifichi secondo se dietro c’è Max…

Vettel e il suo applauso ad Hamilton appena finita la gara. Voto: una bella pagina di sport. 

Mad Max. Voto: 10. Manovre sempre al limite, ma ha vinto alle prime curve lottando come un mastino. Poi è stata una passeggiata. Anche troppo.



Raikkonen-Bottas. Voto: 8. Gara senza particolari scossoni per i due piloti di rincalzo. Ma suppongo che, per entrambi, valesse la regola di essere in attesa di eventuali ordini di scuderia per aiutare i rispettivi compagni di squadra.



Ricciardo. Voto: che succede? La Red Bull lo sta trattando malissimo, come una cavia! Deve essere abbastanza frustrante…



Red Bull. Voto: pessimi. In base a quale criterio hanno deciso che Ricciardo sia il pilota numero 2? E in base a quale criterio al “bimbominkia” viene concesso motore ultima evoluzione e telaio aggiornato? E in più dobbiamo sorbirci i roboanti proclami di quel “gran signore” (si fa per dire) di Helmut Marko! Se ci si scandalizza per il trattamento riservato Raikkonen (io no, altri si) cosa si dovrebbe dire su Ricciardo?

Red Bull a tempo di record con le ali. Voto: mistero. Al netto del gran piede di Max…magari sarà tutto regolare, ma nel paddock è insistente la voce di qualche ennesima diavoleria extra-regolamento (leggasi sospensioni). Non è una novità per chi è abituato a vincere sporco, o perlomeno più sporco degli altri. Metti in fila: alettoni di gomma, scarichi soffianti con effetto aerodinamico, giusto per citare le 2 più eclatanti. Quando hai un team abituato così il sospetto è una mezza verità. Comunque certamente Ferrari e Amg non staranno a dormire e Toto che conferma che stanno controllando gli avversasi in mondovisione ne è la riprova.



Alonso: voto: 9. Dategli una carretta e lui ne travalica i limiti. Dategli una monoposto decente e divertitevi. Ieri ci ha ricordato perché, secondo molti, è ancora fra i migliori, se non il migliore.



Politica Ferrari. Voto: eppur si muove. Non è passato inosservato il doppio messaggio targato Arrivabene-Marchionne: “Noi vogliamo stare in F1 ma..”; quel “ma” era stato a suo tempo un cavallo di battaglia di Montezemolo, che era arrivato addirittura a porre le basi per un nuovo campionato mondiale alternativo alla F1, salvo poi, per motivi misteriosi, nell’arco di pochi mesi, cancellare tutto e diventare amicissimo della Fia, in un rapporto di sudditanza onerosa.


P.S.: volete la verità? Non vedo l’ora che il Campionato Mondiale sia finito, chiuso, andato, off. Tutti i verdetti ormai sono stati raggiunti e inoltre, per la spirale negativa (sfiga, piloti sotto stress, affidabilità ballerina) in cui è entrata la Ferrari, non credo vincerà le prossime due gare (che sarebbe comunque bello per finire in bellezza).


Mariano Froldi

GP. AUSTIN: il pagellone di Mariano Froldi

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La Ferrari è spesso come il “vorrei ma non posso”, lo sforzo titanico che tuttavia non porta al risultato, la palla che per un nulla non entra, l’urlo strozzato in gola, il grande Gatsby che vede la luce verde, che coltiva il suo sogno ma che non può più raggiungerlo perché ormai è andato. 10 anni sono tanti, immaginate quanti siano 21 anni di digiuno. Quelli come me, che sono un pochino attempati, sanno di cosa parlo. Tutto questo pistolotto introduttivo per dire cosa? Che bisogna avere pazienza, saper aspettare, e ringraziare la Ferrari per la bella gara di Austin. Una gara matura, una gara di squadra. Purtroppo lì davanti c’è un mostro, e guida un’astronave. Godiamoci queste ultime gare, week end per week end. L’anno prossimo chissà. In ogni caso, non crederci e non tentare è una sconfitta peggiore del tentare e non riuscire.
Team Ferrari. Voto: 9. Una doppietta che fa morale, una strategia ineccepibile. Che accresce il rimpianto per i tanti punti persi in appena tre, devastanti, gare.



Hamilton. Voto: 10. E’ semplicemente in stato di grazia, quello che tocca talvolta i grandi campioni di ogni sport. Questo è più il suo mondiale che quello della macchina che ha dietro la schiena.



Vettel. Voto: 8. Non si poteva pretendere di più da questo fine settimana. Tuttavia mi ha colpito l’estrema arrendevolezza con cui il portacolori della Ferrari, partito benissimo, si sia lasciato riprendere. Forse il motore non era al massimo per evitare i ben noti problemi di affidabilità, ma certo questi frangenti ti fanno ritirarne in mente il “vorrei ma non posso” di cui parlavo in premessa.



Sorpasso di Vettel su Bottas. Voto: 10 e lode. Una delle cose più belle di tutta la stagione.

Hamilton e l’umiltà. Voto: falso come la plastica cromata. Non so se sia un peccato avere un ego ipertrofico che deforma lo spazio attorno. Ce l’aveva Steve Jobs, ce l’hanno avuto tanti personaggi storici, più o meno ce l’hanno i grandi campioni dello sport. Chiedere ad uno di non essere un lupo in un mondo di lupi (sempre che non si travalichi il limite dell’etica, abbracciando il male scientemente, terreno certamente scivoloso) significa estrometterlo dai grandi risultati verso cui la sua legittima e smisurata ambizione tende. Il problema è quando ti fingi ciò che non sei. Ecco, a me dà molto fastidio. E’ una cosa del tutto personale, magari mi sta sul gozzo anche perché mena sui denti alla Ferrari! Ci sta, e mi comprenderete, credo. 



Raikkonen. Voto: 9. Non è un caso che quando Ice Man riceve una marea di critiche si ricordi di fare il pilota. E non è un caso che in determinati circuiti lui se la cavi meglio di Vettel. Tuttavia, per quanto voglia bene all’ultimo pilota che, sino ad ora, ci ha regalato l’iride Mondiale, Raikkonen non è più il pilota di 5 anni fa, tantomeno di 10 anni fa. Non voglio essere impietoso, ma il tempo passa per tutti. Non tanto nelle capacità di guida (credo si possa guidare ottimamente sino ai 40 inoltrati), quanto nella concentrazioni e nelle aspirazioni e/o motivazioni. Ecco, Raikkonen ha fatto perdere molti più punti di quelli che ci ha fatto guadagnare. Da questo non mi smuove nessuno. Forse si potrebbe pensare, visto che ormai il contratto è fatto, di trovare un modo per tenerlo costantemente sotto pressione...



Bottas. Voto: incommentabile. Ed eccosi alla vera sorpresa in negativo di questi ultimi gran premi. Un pilota completamente smarrito. E legnato da tutti i big. Tuttavia, la mia idea è che lui non riesca a portare la macchina al limite, ma non per limiti suoi (che di sicuro ci saranno) ma semplicemente perché solo i migliori riescono a tirar fuori il massimo da mezzi scorbutici da guidare. Comunque è già una piccola soddisfazione vedere la seconda AMG sverniciata da entrambe le Ferrari.


Mad Max. Voto: Dio esiste ed ho le prove. Ho una perfida gioia nel commentare la penalizzazione con cui il predestinato è stato relegato al quarto posto. Il punto è che, se è vero che in tanti siano passati con tutte le gomme oltre la famigerata linea bianca, solo lui lo ha fatto per averne un preciso vantaggio in una fase di sorpasso. E poiché non c’era tempo per ordinargli di restituire la posizione, gli steward Fia hanno applicato il regolamento alla lettera con una penalizzazione sommata al tempo della gara. Le scene in cui si trova davanti Raikkonen e gli spiegano che deve allontanarsi dal podio, resteranno per sempre nel mio cuore. Un brodo caldo per l’anima. Nota a margine. Max ne ha dette di cotte e di crude di uno steward che ce l’avrebbe con lui…ecco, vorrei ricordare che Vettel quando ha turlupinato Charlie è dovuto andare a Canossa. A Max nulla.



Ricciardo. Voto: lo voglio in Ferrari nel 2018. Lancio ufficialmente la petizione per averlo al posto di Kimi in Ferrari il prossimo anno. Non accadrà ovviamente, ma sognare non costa nulla. Presidente, però se fossi in lei, ecco...un pensierino ce lo farei...sono assolutamente certo che non se ne pentirebbe...ma vallo a dire a Vettel...qui sta il problema vero?



Allison sul podio. Voto: anvedi sti teteschi burloni. Detto non so quante volte che la Ferrari con lui s’è comportata malissimo…ecco, quelli della Mercedes hanno una certa perfidia nel perculare gli avversari. Un pò come Hamilton che dice che non si aspettava un Vettel così arrendevole (dandogli implicitamente della mammoletta). Facciamo così, cari ferraristi. Chi vince ha sempre ragione. Però, ecco, segniamoci tutto, ma proprio tutto, così vedi mai che si riesca a vincere il mondiale nel 2018, godremo nel perculare i grigi. E godremo tanto.

GP. SUZUKA: il Pagellone di Mariano Froldi

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Del colpo che m’è preso (a me come a qualche altro milione di persone) al via del GP del Giappone già ho raccontato nell’editoriale. Passiamo ora ai voti. 

Mad Max. Voto: 10. Max è finalmente un pilota che non si pianta alla prima curva, che a tanta velocità assomma costanza di rendimento. Ha cercato in tutti i modi di prendere Hamilton. C’era quasi riuscito, è arrivato buon secondo. Bravo.



Kimi Raikkonen. Voto: 3. Kimi ha una folta schiera di difensori o detrattori. Probabilmente o lo si ama o lo si odia. Il problema è che secondo me non è più un pilota per la Ferrari. O perlomeno per una Ferrari che ambisca a stare sempre al vertice. La sua stagione è stata troppo altalenante, mediocre, con un unico acuto degno di nota. Troppo poco. Probabilmente Kimi dovrebbe ritirarsi. E lo dico tristemente, facendo arrabbiare anche l’amico Vito. Non solo non ha portato punti, ma in alcuni casi ne ha fatto perdere. Ora…che fare? Io troverei un modo elegante per annullare il contratto e chiamerei subito uno dei tanti giovani talenti. Investire sui giovani paga. Vedere Mad Max. So che è fantascienza, ma chissà.



Vettel. Voto: “Non c’è più niente da fare, è stato bello sognare…”. Dite la verità, la state canticchiando…Come dice Luca Dal Monte, Vettel più che rassegnato sembrava scocciato, frustrato. Una cosa che a Michael è successa spesso, sino a quando non ha cominciato il ciclo leggendario. Auguro a Vettel ed a noi tifosi che l’anno prossimo si riporti finalmente il titolo mondiale a casa. Tuttavia, lo ribadisco, anche lui non è stato del tutto impeccabile quando serviva.



Sassi. Voto: lanci un sasso nello stagno..Mi sono chiesto se mai sapremo per quale motivo Sassi sia stato allontanato dalla Ferrari in un momento fondamentale, e se il suo contributo sia stato positivo o negativo per la PU4. Forse sarà una delle tante cose che non sapremo mai.



Hamilton. Voto: 9 1/2. Gli vorrei dare 10, perché è diventato praticamente perfetto, ma siccome mi sta un pò sulle scatole, visto che ormai ha il titolo in tasca, 10 (per principio) non glielo dò! A parte gli scherzi, è un campione di razza, aiutato da un mezzo straordinario. Ma quest’anno spesso ha vinto sopperendo lui alle carenze del mezzo. Lo fanno solo i più grandi.



Bottas. Voto: 4. Fa il suo compitino da bravo gregario, agevolando un pochino Hamilton mentre veniva inseguito da Mad Max. Fa parte del gioco; dunque in AMG la smettano di dare lezioni di morale sportiva (che è un ossimoro tra l’altro). La cosa surreale è che se la Ferrari continua a non finire più un Gp ce lo ritroveremo pure vice campione del Mondo. Sarebbe davvero troppo.


Marchionne post Suzuka. Voto: Bravo. Ho sentito, forse per la prima volta, il Presidente essere davvero presidenziale e proteggere la squadra.

Affidabilità Ferrari SF70-H. Voto: che fine ha fatto? Ho letto una tesi complottarda fenomenale. Qualcuno avrebbe sabotato apposta la Ferrari. E poi ci sono le scie chimiche, i chip sottocutanei e compagnia bella…più banalmente la Ferrari ha osato, giustamente, dovendo recuperare un pesante passivo complice anche il patatrac di Singapore (dove continuo a dire abbiamo perso il Mondiale). E’ andata male. Succede.

Candela bruciata. Voto: accendere un cero in Chiesa (l’ho fatto).

Ricciardo. Voto: 7. Ha fatto una gara consistente, tenendosi dietro Bottas e salendo meritatamente sul podio. In tempi di magra, ci accontentiamo anche di queste piccole gioie.

Alonso. Voto: Deluso-bis. Non mi è piaciuto il suo comportamento con Vettel, non mi è piaciuto il suo comportamento con Verstappen. Cosa gli sta succedendo?

P.S.: appuntamento per il Gp a stelle e strisce. E non dico altro…

di Mariano Froldi

GP. MALESIA: il pagellone del Froldi

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Sulla carta dovevano essere dolori per la Ferrari. Dolori sono stati ma non per le qualità intrinseche della monoposto, che ormai pare la più veloce del lotto. Il problema è che è diventata anche terribilmente fragile. Il modo in cui è maturato il quarto posto di Vettel lascia un amaro in bocca ancora più grande. 

Mad Max. Voto: 10. Max è partito bene, ha braccato Hamilton come un mastino e lo ha superato senza pietà. Ha gestito e vinto la gara da campione. Quando guida così non puoi non alzarti in piedi ed applaudirlo.



Kimi Raikkonen. Voto: N.C. L’unica cosa che doveva fare (la pole) non l’ha fatta. Ora…dico, torna la solita domanda, a cosa serve una seconda guida se quando non c’è la prima guida non fa la sua parte? Ricordo a tutti che era dotato di un’astronave. Incolpevole per il resto al via, speriamo sia utile alla Ferrari nell'ultimo spicchio di mondiale.



Vettel. Voto: salvate il soldato Ryan. Vettel è molto teso, e ne ha ben donde. Alla fine della gara arriva anche il fattaccio con Stroll. Credo che normalmente Vettel, per quanto a mio parere sia responsabile, forse, al 10 per cento, avrebbe evitato lo scontro con Stroll. Per la gara, che dire: splendida, ma quasi del tutto inutile. Sperando ovviamente di essere smentito a fine mondiale. 



Hamilton. Voto: 8. Raccoglie senza colpo ferire, si dimostra estremamente maturo e non sta li ad ingaggiare una lotta con Verstappen in cui avrebbe avuto solo lui da perdere. La sua Mercedes da due GP non è l’auto da battere. Lui fa la differenza, in particolare per la pole.



Bottas. Voto: 4. Umiliato dal compagno di squadra, ma anche dal Team che lo ha usato come cavia per testare a fondo i nuovi aggiornamenti aerodinamici (che Hamilton ha bocciato tornando alla vecchia configurazione), non è mai stato in gara. Un’ombra sul limitar di Dite, senza infamia e senza lode.


L’ira di Marchionne. Voto: Se la sua fama è almeno metà del vero, immaginate la tempesta termonucleare che si abbatterà sul team relativa al tema affidabilità.


Mercedes. Voto: 6 1/2. A detta di tutti il circuito era un po più favorevole alle caratteristiche della vettura tedesca. E, invece, non solo la W08 si è dimostrata sostanzialmente la terza forza, ma gli aggiornamenti portati non hanno funzionato. Credo sia la prima volta in assoluto che accada in questi anni di dominio tanto costante quanto monotono.


Ferrari SF70H. Voto: 9. La monoposto è cresciuta progressivamente, sino alla delizia di arrivare ad ulteriori modifiche, come ha anticipato F1AT (scambiatore di calore) che ne hanno aumentato ancora di più costanza e velocità. Un plauso sincero ai tecnici Ferrari. Nessuno ora mette più in dubbio che sia la monoposto migliore del lotto. Il problema sarà fare meglio. Ma se parti da una buona base, nel 2018 dovrebbe essere ancora la monoposto da battere.

Red Bull. Voto: 9. Altra monoposto cresciuta alla grande. E voi sapete quanto mi costi fare complimenti al Team che più mi sta sulle scatole…del cambio. Non impensierisce ancora, per quel che riguarda la velocità assoluta, la Ferrari, ma certamente un avversario in più per le ultime gare.

Affidabilità Ferrari. Voto: 5. Il vero tallone d’Achille della Ferrari. D’altronde se incrementi le prestazioni inevitabile che l’affidabilità sia a rischio. E’ la solita storia della coperta troppo corta. Certo con il senno di poi viene da pensare se aveva senso utilizzare il terzo motore ammaccato e non direttamente la quarta PU completa (anche se a quanto pare il problema di Vettel non era legato al motore a scoppio). Chi lo sa. Certo, la Ferrari ha mostrato evidente problemi sul versante affidabilità e di suo tende a complicarsi la vita inutilmente. Ed i mondiali si vincono (e si perdono) anche con l’affidabilità.

Ricciardo. Voto: 6. Ha fatto una gara in sordina. Mai un acuto. Sorpreso, per una volta, negativamente, dalla sua gara. 

Alonso. Voto: Deluso. Su Vettel ha fatto una mezza porcata. I piloti, si sa, sono animali strani. E Alonso è uno abbastanza viscerale. Credo che se la poteva risparmiare l’ostruzione, evidente e pacchiana, ai danni di Vettel. Forse poco sarebbe cambiato, ma ha fatto davvero una brutta figura. Gli rode, e ancora tanto, per come è stato trattato in Ferrari (e non ha tutti i torti). Per la prima volta sinceramente deluso dall’uomo, prima che dal Campione (che non si discute).

Stroll. Voto: portatelo all’asilo. Il pilota sicuramente avrà del talento (ma probabilmente sarà ricordato per il padre ultra ricco che paga la sua permanenza in un team come la Williams), ma è difficilmente difendibile. Ha strollato. Forse stava giocando a Pokemon, forse era in trance mistica. A lui accadono cose strane quando sta per toccare il traguardo o lo ha appena attraversato. Vi ricordate come è stato bruciato, all'arrivo, da Bottas, credo a Monza? Tra l’altro, la dinamica dell’incidente dopo l’arrivo è quantomeno grottesca, roba da “mai dire Tv”, non solo per come è capitata, ma per il danno enorme riportato dalla Ferrari. Roba da Guinness dei primati.

Lauda. Voto: ha già rotto! Dite la verità, quanto vorreste vedere un bel arrosto di motore AMG, oppure la Mercedes perdere il mondiale (magari per un punto), soprattutto per vedere l’espressione facciale di Niki? 

Cambi e affini. Voto: regole demenziali. Non ha alcun senso, e lo ripeto da tempo, che se si rompe un cambio o qualsiasi altro componente, il pilota debba pagare dazio. Al massimo la Scuderia. Il problema è la filosofia di fondo. La Formula 1 è una disciplina sportiva che predilige la velocità, oppure che predilige la costanza? E’ uno sport da cento metri o da maratona? Se la risposta (come pare con i regolamenti, ed ancora peggio sarà il prossimo anno) è la maratona, qualcosa non torna. SI tratta di un ibrido-chimera, da far rabbrividire quello dei miti greci. A quel punto, tanto vale chiudere baracca e burattini e stendere un velo pietoso su quello che fu uno sport. Se si perseguirà la strada assurda della “maratona”, i tifosi abbandoneranno in massa la F1. Confido in Liberty Media. 

Le follie della Formula 1. Voto: Quanto costa fare 5/6 motori che durino 3 Gran Premi e sviluppino una discreta potenza o 3 motori che durino per 20 GP? A me risulta che, per rispettare il regolamento, al banco saltino non so quanti propulsori (e costano soldi); alla fine altro che contenimento dei costi. Stessa solfa se si guarda al divieto di test ed a quanto spendono le scuderie in simulazione. Cose, letteralmente, dell’altro mondo…


P.S.: Il Giappone sarà la prova del nove non tanto per il Mondiale (ho già detto che lo ritengo concluso a Singapore, concedetemi anche un pò di scaramanzia), ma per vedere se la Ferrari riuscirà a far andare veloce la sua monoposto anche lì. Un ulteriore segnale confortante (nel caso) che ci certificherà che il team di Maranello sa ormai sviluppare efficacemente la monoposto durante il mondiale. Purtroppo i fatti della Malesia ci lasciano con il fiato sospeso (leggasi cambio da sostituire o meno). Ulteriore frutto avvelenato di un altro fine settimana da dimenticare per il cavallino.
Mariano Froldi

GP SINGAPORE: il pagellone semiserio del Froldi

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Il pagellone semiserio del Froldi. Gp di Singapre 2017.


L’incidente? Hanno torto tutti e tre. Lo dico subito. Ha ragione chi vince. La Mercedes, che si merita il suo quarto titolo piloti consecutivo (quello costruttori è ormai una mera formalità). Le “follie” Ferrari (e i conseguenti colpi al cuore, a rischio infarto, per i suoi tifosi), sono stante tante negli anni, questa è solo l’ultima e più cocente. Quei 100 metri si andranno a sommare ai tanti errori di cui è costellata la storia dei mondiali Ferrari buttati alle ortiche. La verità, se si guarda al nocciolo delle cose, è che in Ferrari non c’è, semplicemente, un leader al muretto (e probabilmente neanche in pista). E la foga e l’improvvisazione non fanno vincere i mondiali. Se poi ci metti tra i due piloti improvvisamente “suicidi” un bulletto convinto che a lui sia tutto permesso (e glielo permettono, nauseanti le dichiarazioni post gara, proprio non c’è cervello li dentro), la frittata è fatta. Avevo scritto Sabato, dopo la pole, che la mia preoccupazione era Versbatten. Avevo il presentimento che qualcosa sarebbe accaduto. Facile direte, visti i precedenti di Mad Max. Gira voce (fonte Alesi) che poco prima del via erano aperte le scommesse sul possibile numero dei tamponamenti di cui si sarebbe reso protagonista il nostro. E il patatrac è puntualmente accaduto. La verità, al netto delle battute, è che la fortuna e la sfortuna te le cerchi. Il gran premio si è perso quando il fu Raikkonen non ha preso la prima fila (con il solito errore che commette quando non serve). Tutto il resto è conseguenza. Ridono alla Mercedes, e fanno bene. Il Mondiale è ormai andato. Se accadesse il contrario, dovrò pagare una luculliana cena al PJ presso il miglior ristorante carlofortino. Noi carlofortini siamo di origine ligure, per chi non lo sapesse. Se faccio tale scommessa potete ben capire quanto poco, ormai, creda alla vittoria finale di Vettel.



Vettel. Voto: 3. Era quello che aveva tutto da perdere. E tutto ha perso. Partenza lenta (può capitare a tutti), recupera, stringe. Troppo? Ha tutte le colpe? No, ma doveva ragionare, ragionare, ragionare, ragionare. Il pilota tedesco non è affatto sereno in questi ultimi mesi, lo si capisce da tanti particolari ed episodi (ricordate Baku?). Non regge la pressione (un suo limite che nessuno aveva messo in preventivo). Se questo mondiale è andato (nonostante una signora macchina), anche lui ha la sua parte di responsabilità. E nel bilancio finale non è affatto poca. Piquet o Prost o Senna, da affermati campioni, non avrebbero fatto simili errori. Spiace dirlo ma è così.


Kimi Raikkonen. Voto: 3 1/2. Con il senno di poi ti viene da chiedere perché la Ferrari gli abbia rinnovato il contratto. Per un gran premio in cui si è sacrificato? Perché non rompe le scatole a Vettel? Beh…intanto anche lui è partecipe della sagra degli orrori e i suoi zero in casella pesano come macigni. Non si mette in prima fila (cosa fondamentale che doveva fare), parte a razzo finalmente ma dove non serve (cosa curiosa visto che spesso parte al rallentatore) e non riflette un attimo, anche lui, su cosa fare. Black out completo.


Mad Max. Voto: 4. Forse (e dico forse) il meno colpevole nella domenica di follia. Il meno colpevole nel senso che il ragazzino ormai sa benissimo che può sempre partire facendo il bullo, incolume delle conseguenze. D'altronde aveva già eliminato pure il compagno di squadra a Budapest. Purtroppo se hai Mad Max al tuo fianco devi sapere che lui non mollerà un centimetro. E’ una questione di neuroni. In quella parte del cervello gli mancano. Tra l’altro lo aveva pure annunciato in mondovisione cosa avrebbe fatto, nella conferenza stampa post qualifiche. Il fatto è che spesso quel “centimetro” fa la differenza fra l’essere temerario e l’essere un “beep” (metteteci voi l’aggettivo). Max sembra quasi godere a far fuori le Ferrari (al netto del fatto che l’incidente è una concausa di tutti e tre i piloti succitati): cosa ribadita dopo la gara. Una cosa è certa. Non c’è incidente al via in cui lui non sia presente. Prima o poi gli capiterà (glielo auguro di cuore) di perdere un mondiale perché qualcuno lo avrà sbattuto fuori con l’atteggiamento mentale del “o la va o la spacca tanto io non ci perdo niente”.


Il muretto Ferrari. Voto: 0. L’impressione del sottoscritto e non solo, è che tutto il fine settimana sia stato semplicemente non gestito. Con una tensione esasperata, con i piloti della rossa che non hanno avuto consigli, strategie e idee su come regolarsi e che abbiano così accumulato una tensione emotiva incredibile addosso. Si sente la mancanza di uno che acchiappi i piloti sabato o domenica mattina e dica: “Ragazzi ci giochiamo il Mondiale, non facciamo castronerie, occhio anche perché il bimbominkia ci tenta sempre!”. Ce lo vedete il Mauri brizzolato a fare un discorsetto così?



L’ira di Marchionne. Voto: il prolungato silenzio preannuncia tempesta.


Mercedes. Voto: filosofia di fondo. La differenza fra la AMG e la Ferrari? La prima ha una mentalità vincente (per ora). La seconda una mentalità perdente (per ora). Smettiamola con i piagnistei e la sfortuna. La sfortuna non c’entra niente con l’incidente cui abbiamo assistito e che ha fatto fare panciate di ridere ai tifosi anti-ferrari in esercizio permanente.



Hamilton. Voto: 7. Incredulo per la manna piovuta dal cielo, ringrazia e con una gara da perfetto leader si porta a casa il massimo del bottino. Dopo, cita Dio. Ecco, Dio ha cose più importanti cui pensare che non il tuo quarto titolo ormai in cassaforte (e strameritato). E’ vero, lo citava anche Senna. Ma Senna non faceva mistero della sua fede; era, come dire, una sua peculiarità. Quella di Hamilton sembra solo una citazione fatta per i fan, e stride abbastanza (o magari sono io in piena fase rosicamento).



Ricciardo. Voto: 9. Ecco, un pilota spesso sottovalutato ma un vero talento, uno dei pochi che sanno sorpassare e che portano sempre punti con gare consistenti. A differenza del compagno di squadra, uno che il cervello ce l’ha e che è duro ma rispetta gli avversari. Un pilota che servirebbe come il pane in Ferrari.



Alonso e la sfiga. Voto: Lourdes. Una volta che gli viene data la possibilità di arrivare fra i primi…e niente, non ce la fa.



P.S.: Ho ancora discreti travasi di bile (come immagino milioni di tifosi Ferrari sparsi nel globo terracqueo). Ma passerà anche questa. Ci sono cose più importanti della Ferrari nella vita. Ma certo, perdere un mondiale così…

Ci si rivede al prossimo Gp.