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GP SINGAPORE: la cronaca della gara - di Alessandro Rana

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17 settembre 2017. Marina Bay, Singapore. Quattordicesimo appuntamento con il mondiale di Formula .

Succede l’impensabile in questo decimo gran premio in notturna. Per la prima volta si vede la pioggia durante una sessione sul circuito e già si capisce che le cose per Ferrari iniziano a mettersi male. Vince Hamilton, seguono Ricciardo e Bottas. Fuori entrambe le Ferrari e Verstappen, coinvolti in una carambola al via.


Si parte con pista bagnata; Vettel è in pole position seguito da Verstappen, Ricciardo, Raikkonen e Hamilton. 

Al via lo scatto migliore di tutti ce l’ha Raikkonen che si affianca subito a Verstappen e a Vettel che non ha avuto una delle migliori partenze. Ma ecco che il tedesco, per difendersi da Verstappen, chiude violentemente la porta e si scatena il disastro! La Red Bull collide con la Ferrari di Raikkonen che a sua volta colpisce quella di Vettel! Danni irreparabili per tutti e tre che sono quindi costretti al ritiro! Nella carambola è coinvolto anche Alonso che in un primo momento prosegue, ma poi si deve ritirare.


Del tutto ne approfitta Hamilton, che grazie ad un buono spunto, si porta in testa davanti a Ricciardo. Ovviamente Safety Car in pista per ripulire tutti i detriti.

Alla ripartenza, Hamilton inizia a dettare il passo, anche grazie alla visibilità più buona garantitagli dalla leadership e allunga subito su Ricciardo. Trascorrono una decina di giri ed ecco che la Safety Car è di nuovo chiamata in pista: Kvyat ha sbattuto, perdendo la macchina in frenata. 

Gran parte dei piloti rientra ai box per montare un nuovo set di gomme intermedie; Hamilton però resta fuori. Potrebbe essere l’occasione per Ricciardo, ma al re start, l’inglese si allontana nuovamente, quasi avesse appena montato la gomma anche lui. 

Il gap continua a crescere; ci aspetta che in casa Red Bull provino una strategia diversa per portare a casa la prima posizione. Ma non è così: alcuni piloti iniziano a montare gomme da asciutto, ma Ricciardo aspetta fin verso il 30° giro, quando ormai era ovvio che fosse la gomma giusta. Nel giro successivo segue Hamilton, che mantiene così il suo distacco di circa 8 secondi. 


Prima della fine della gara (conclusa allo scadere delle due ore e accorciata di qualche giro), c’è tempo per una terza safety car per l’incidente di Ericsson. Il gruppo si compatta, ma Hamilton riparte ancora nel migliore dei modi. Ricciardo cerca di stargli vicino, ma i suoi tempi non sono sempre veloci come quelli dell’inglese e deve accontentarsi del secondo posto. 

Da segnalare un’ottimo Sainz (4°); così come buona sono state le gare di Palmer e di Stroll, entrambi a punti. 

Quindi, Mercedes che è arrivata qui da sfavorita, se ne va con il bottino (quasi) pieno: Hamilton si tiene lontano dai guai al via e va a vincere; Bottas, nonostante non sia mai stato al top qui, sfrutta le disgrazie altrui e giunge terzo. Davvero un ottimo risultato per loro…


In casa Ferrari la delusione è alle stelle: si partiva con i favori del pronostico e dopo un venerdì non al 100% ci si era presi la pole al sabato. Poi la domenica arriva l’acqua, ed ecco che iniziano ad esserci le incertezze… E poi c’è il via che è una catastrofe.

Archiviare il tutto e ripartire come se niente fosse successo, anche se ignorare il -28 attuale di Vettel è impossibile.

Di una cosa sono certo: Raikkonen ha scelto la gara sbagliata per fare la sua miglior partenza degli ultimi anni (ma non gliene si può fare una colpa). Senza contatti al via, avrebbe girato da primo in curva 1.

Direi bene, ma non benissimo per RedBull: dopo il venerdì sembrava che dovessero dominare tutto loro e invece, prima hanno perso la pole al sabato e poi anche alla domenica un buon passo, ma non così spaziale come poteva sembrare. Non so quanto veritiero possa essere stato il passo simulato durante le libere… 

Nell'incidente al via, non si può dar colpa a Verstappen. E’ stato un incidente di gara. Detto ciò, le dichiarazioni dopo gara poteva risparmiarsele… meglio stare zitti a volte…


Bene McLaren su questa pista dove la PU conta meno: la qualifica è ottima per entrambi; in gara Vandoorne porta a casa un ottimo risultato. Alonso purtroppo è costretto al ritiro per i danni della sua macchina, ma sono convinto che poteva stare nei primi 5 oggi. E la notizia del passaggio alla motorizzazione Renault dal prossimo anno può fare solo che bene al morale dei piloti.

Gara a due facce per Toro Rosso, Force India e Renault: il team di Faenza porta a casa un ottimo 4° posto con Sainz autore di una gran gara, ma vede il ritiro di Kvyat per un errore banale con pista ancora umida. Per le “pantere rosa”, Perez fresco di rinnovo per il 2018 chiude al 5° posto, su una pista dove avrebbero dovuto faticare molto, mentre Ocon è 10°, con una gara abbastanza anonima. In casa delle “teiere gialle”, Palmer sorprende con un 6° posto, mentre Hulkenberg è costretto al ritiro per problemi tecnici. 


Williams si ritrova con una macchina decisamente non competitiva su una pista a lei sfavorevole; Stroll però dimostra che sul bagnato un po’ ci sa fare: dopo l’ottima qualifica di Monza, ecco arrivare un buon 8° posto qui. Massa più indietro, perso anche in una strategia che l’ha portato ad avere ancora gomma full wet quando quasi serviva quella da asciutto.

In casa Haas possono essere contenti se guardano al 9° posto di Grosjean, visto da dove partiva dopo la qualifica; tuttavia non possono essere soddisfatti al 100% per via del ritiro di Magnussen per problemi tecnici. Hanno ancora molto da lavorare…

E per finire, Sauber, della quale non so più che dire ormai: la macchina è un disastro; poi il team ci aggiunge del suo. Quando è il momento di montare gomma slik, a Ericsson mettono la soft, la più dura delle tre. Pochi giri e si ferma a mettere l’ultrasoft. Pochi giri ed è a muro. Wehrlein unico doppiato addirittura di due giri.

Dovevamo lasciare Singapore con un Vettel di nuovo leader della classifica ed ecco che invece abbiamo un Hamilton che ha allungato addirittura a 28 punti. La strada si fa durissima per la Ferrari adesso, ma chi ci dice che quanto accaduto oggi agli uomini in rosso non possa succedere in casa Mercedes nelle prossime gare? Wait&see… 

di Alessandro Rana (@AleRana95)

GP BELGIO: una Mclaren con più cavalli da Honda e una nuova ala posteriore

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Dopo il positivo Gran Premio dell'Ungheria, per Mclaren e Honda si prospettano due Gran Premi (Spa e Monza) di "sofferenza" aspettando Singapore che sarà un'altra importante occasione per siglare degli importanti punti in ottica campionato costruttori. 

Intanto il motorista giapponese, dopo il deludente aggiornamento di Baku che avrebbe dovuto fornire il doppio dei CV effettivamente portati in pista, ha cambiato i suoi piani di rilascio degli aggiornamenti: il secondo "grosso" aggiornamento previsto per Spa è stato spezzettato in tanti minor update che saranno rilasciati una volta che sui banchi si è trovata la giusta affidabilità. Dopo la delusione dell'aggiornamento azerbaigiano, Honda ha deciso di cambiare strategia concentrandosi e portando in pista aggiornamenti più semplici per cercare di risolvere per piccoli passi i grossi problemi all'endotermico che sono alla base delle scarsissime prestazioni dell'unità motrice giapponese.


Per il weekend di Spa gli aggiornamenti portati in pista da Honda sono piuttosto piccoli in termini di guadagno cronometrico (o di potenza) e, molto importante almeno per quanto riguarda Fernando Alonso (Spec 3.5 per lui), non vanno ad inficiare sulle posizioni in griglia poiché sono migliorie associate a componenti fuori dalle tabelle presenti nel Regolamento Tecnico e che quindi non comportano la sostituzione necessaria della parte endotermica. C'è però una precisazione da fare per quanto riguarda Vandoorne poiché il pilota belga avrà a disposizione una Power Unit ulteriormente evoluta (Honda l'ha denominata Spec 3.6) in termini di affidabilità che lo costringerà a cambiare motore endotermico oltre agli altri componenti il che significa +35 posizioni di penalità. 

Per concludere il discorso su Honda, il motorista giapponese sta valutando un ulteriore piccolo aggiornamento da portare in pista con Alonso nella trasferta italiana di Monza con il pilota asturiano che potrebbe quindi partire dalla ultima posizione in un Gran Premio che ha sempre amato.


Passando all'aerodinamica della MCL32, per ora è stata notata solamente un'ala posteriore da basso carico per contrastare la poca potenza dell'unità motrice giapponese sui lunghi rettilinei presenti nel primo e terzo settore del lungo circuito belga e che potrà essere utile anche sul velocissimo circuito di Monza.

GP SILVERSTONE: Alonso partirà in ultima posizione

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Nella preview di questo decimo appuntamento della stagione (maggiori informazioni) mettevamo in risalto il fatto che oltre a novità motoristiche per Ferrari e Mercedes, e una nuova benzina Esso per RedBull, potevano esserci delle "novità" motoristiche in casa Mclaren, più precisamente nel box di Fernando Alonso. Ma se gli aggiornamenti per gli altri Team erano da considerarsi positivi, per quanto riguarda quelli sulla MCL32 del pilota asturiano sono negativissimi, prospettandosi un altro Gran Premio di grande difficoltà. 

Con la rottura in Austria dell'MGU-H introdotto a Baku (un altro problema ad un cuscinetto) c'erano due strade per Mclaren e Honda: la prima era quella più positiva per il GP di Silverstone ma meno positiva positiva per i prossimi appuntamenti ossia montare una vecchia specifica di MGU-H evitando la penalità nel Gran Premio di casa di Mclaren. Questa prima ipotesi però comportava un grosso rischio di penalità nell'appuntamento successivo, in Ungheria, pista molto favorevole all'attuale MCL32. La seconda strada, quella poi scelta da Mclaren e Honda, era quella di procedere ad una sostituzione completa della Power Unit a Silverstone per contare su una unità fresca anche per il prossimo Gran Premio. Ciò comporterà però molte penalità per il pilota spagnolo, che sarà costretto a partire in ultima posizione nella gara di domenica. La specifica di MGU-H sarà identica a quella introdotta in Azerbaijan anche se Honda sta già lavorando ad una nuova specifica che migliori ulteriormente l'affidabilità del macro-componente della sua Power Unit. Da sottolineare che a Baku anche il motore endotermico aveva subito dei lievi danni nel momento della rottura del cambio nelle prove libere 2. Danni che non avevano comunque inficiato in modo importante le prestazioni dell'endotermico utilizzato nel venerdì dell'Austria.


Una unità motrice che noi definiamo 2.5 per via del fatto che l'aggiornamento completo, 3.0, si completerà molto probabilmente solo al rientro dalla pausa estiva in quel di Spa Francorchamps. Un aggiornamento completo che come scrivevamo su Twitter qualche giorno fa, doveva far fare una salto alle due MCL32 di Alonso e Vandoorne di circa 40 CV, ripartiti in 20 CV sull'aggiornamento di Baku e altri 20 CV nell'upgrade del Belgio. 

Ma per quanto riguarda la prima parte dell'aggiornamento ci sono dei numeri tra Mclaren e Honda che non combaciano poiché il motorista, forse per non fare brutta figura, ha parlato a Baku di miglioramenti anche superiori ai 3 decimi di secondo, numeri che tornavano con le nostre informazioni (20 CV). Un aggiornamento che però, da quanto fatto trapelare in Austria da Mclaren, in realtà sarebbe di soli 10 CV rispetto ai 20 CV che anche loro si aspettavano. Una situazione veramente delicata per il motorista giapponese che sente anche la pressione di Mercedes per il 2018 (il Team di Woking ha già l'accordo per la fornitura delle Power Unit tedesche per il 2018) anche se il motorista giapponese continua a non voler rompere con Brown & Co imputandosi su fastidiose penali che Mclaren ovviamente non vuole pagare anche viste già le enormi perdite economiche avute negli ultimi anni per le scadenti prestazioni della Power Unit giapponese. Una situazione di stallo che non sta aiutando nemmeno chi lavora attualmente a Woking, con parecchi musi lunghi soprattutto i top ingegneri che, secondo gli ultimi rumors raccolti, starebbero pensando anche di abbandonare Mclaren qualora il Team di Woking decidesse di continuare con Honda.  

Passando a parlare di aggiornamenti aerodinamici, a Silverstone non sono attese grosse novità sulle MCL32, mentre un grosso pacchetto di aggiornamenti sarà portato per il Gran Premio di Ungheria che si correrà a fine luglio. 

Mclaren MCL32 - Foto confronto di Alberto Rodriguez (@Albrodpul)
Da sottolineare come l'ala anteriore che la Mclaren aveva portato in Austria è stata scartata dai due piloti poiché non dava i vantaggi sperati. E per adesso nemmeno a Silverstone è stata montata sulle due vetture che scenderanno in pista nella giornata di domani. 
GP AUSTRIA: la sintesi della gara - di Alessandro Rana

GP AUSTRIA: la sintesi della gara - di Alessandro Rana

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9 luglio 2017. Spielberg, Austria. Nono appuntamento con il mondiale di Formula 1.


Decisamente una gara molto più tranquilla rispetto a quella di Baku, ma possiamo comunque definirla una “gara da qualifica” visti i giri record fatti registrare uno dopo l’altro dai piloti in lotta per le posizioni di vertice. Vince Bottas che dopo aver conquistato la pole il sabato conclude nel migliore dei modi lo weekend. Lo segue Vettel, quindi Ricciardo e Hamilton, costretto a partire in 8^ posizione per la sostituzione del cambio. 5^ posizione per Raikkonen; ancora ritirato Verstappen. Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi.

Al via lo scatto di Bottas è semplicemente perfetto, tant'è che sia Vettel che Ricciardo che partivano nelle sue vicinanze, credevano si trattasse di jump start. Anche Raikkonen al via scatta bene e, da buon gregario, difende Vettel dall'attacco di Ricciardo. Il tutto gli costa un paio di posizioni, a vantaggio proprio dell’australiano e di Grosjean. Hamilton supera una Force India, mentre Verstappen, partito malissimo, si ritrova in centro gruppo ed è coinvolto nell’incidente che che ha messo fuori gara sia lui, ma anche Alonso, causato da Kvyat.

Hamilton, con un ritmo migliore di Grosjean e delle Force India, risale fino alle spalle di Raikkonen, ma non riesce ad andare oltre. Infatti, pur essendo partito con gomma supersoft, è il primo a fermarsi dei piloti davanti, proprio per cercare l’attacco, attorno al trentesimo giro. In casa Ferrari capiscono che ormai la posizione sull'inglese era persa, così Raikkonen non reagisce e rimane fuori. Reagisce invece Ricciardo, che si ferma e ritorna in pista davanti a Hamilton. A sua volta si ferma quindi Vettel e qualche giro dopo anche Bottas. L’ultimo è proprio Raikkonen.

Se con gomma ultrasoft era abbastanza evidente che Bottas avesse un ritmo migliore, con gomma supersoft è stata Ferrari ad averlo. Giro dopo giro, Vettel guadagna sul pilota finlandese della Mercedes vittima anche di un grosso blistering fino ad arrivare quasi al suo attacco proprio nell’ultimo giro, ma senza successo. Ancora un paio e forse…

Dietro accade lo stesso a Hamilton, anche se con gomme invertite: infatti, se con gomma supersoft aveva un buon ritmo, ma nulla più, con ultrasoft ha dato il meglio di se nonostante il forte blistering, arrivando ad attaccare più volte Ricciardo nel finale che si è però difeso alla grandissima. Raikkonen riesce a guadagnare su Hamilton solo durante i primi giri con gomma fresca, poi si stabilizza a circa 10 secondi dall’inglese.

Che dire, in casa Mercedes vedono il ritorno alla vittoria, anche se avrebbero sicuramente preferito farlo con l’altra macchina. La sostituzione del cambio sicuramente non ha fatto bene ad Hamilton che non è apparso al 100% durante lo weekend. Vero la penalità, ma in qualifica comunque la pole non l’aveva fatta. Bottas è sembrato trovarsi nello weekend perfetto. Uno stacco come il suo al via lo si vede raramente. Pole e vittoria portate a casa e questo gli permette di rientrare a tutti gli effetti nella lotta mondiale.


Per quanto riguarda Ferrari si può essere soddisfatti: su una pista che sembrava essere pro Mercedes, si va a casa avendo aumentato il vantaggio sul diretto interessato e anche al sabato la pole era a portata. Raikkonen meno in palla rispetto ad altri weekend e non è bene, ma è grazie a lui se al via Vettel è rimasto secondo e gli va riconosciuto.


In casa Red Bull continua ad esserci un muro enorme tra Verstappen e Ricciardo: il primo è costretto al 5^ ritiro nelle ultime sette gare, davvero un periodo nero; il secondo sale sul podio per la 5^ volta consecutiva e oggi, per gran parte della gara, è riuscito a tenere lo stesso ritmo sia di Ferrari che di Mercedes.


Direi bene anche per quanto riguarda Haas, o meglio, bene a metà: Grosjean è autore di una buona qualifica in 6^ posizione e di un’ottima gara che chiude sempre in 6^, per una volta i problemi cronici ai freni sono sembrati non farsi sentire. Magnussen, invece, dopo una qualifica deludente, stava conducendo una discreta gara, ma un problema al cambio lo costringe al ritiro.


Bene anche in casa Williams. Il sabato è da dimenticare, con entrambe le vetture fuori in Q1, ma la gara è tutta un’altra storia. La partenza con gomma soft gli permette di percorrere uno stint lunghissimo ad inizio gara consentendogli di guadagnare terreno sugli avversari e chiudere in 9^ e 10^ posizione, con Stroll che, dal gran premio del Canada, sta facendo veramente bene.


Gara tranquilla questa volta in casa Force India. Le “pantere rosa” conducono una gara tranquilla senza particolari citazioni e chiudono in 7^ e 8^ posizione (entrambe ne guadagnano una rispetto al sabato per il ritiro di Verstappen).


Decisamente non bene invece per Renault che conduce una gara anonima fuori da punti. Gara negativa per Hulkenberg che si qualifica male e in gara fa pure peggio, superato anche dal compagno di squadra.


Stesso discorso per Toro Rosso: Sainz dopo una qualifica discreta, al momento del via quasi fa spegnere la macchina e poi è costretto al ritiro per problemi tecnici; Kvyat è autore del crash al via che mette fuori gioco sia Alonso che Verstappen. Chiuderà ultimo collezionando anche un drive through proprio per l’incidente.

Altra gara anonima in casa Sauber: le posizioni che guadagno sono quelle per i ritiri degli altri. Chiudono in 14^ e 15^ posizione, ma i piloti possono fare ben poco di più con la macchina che hanno a causa dei problemi economici del team.


Problemi che continuano ancora anche in casa McLaren. Alonso subito ritirato; Vandoorne porta a casa una gara anonima dove si fa notare solo per aver rimediato un drive through per non aver rispettato le bandiere blu e aver fatto infuriare Raikkonen. I problemi alla PU continuano e non va affatto bene.

La Formula 1 non si ferma; settimana prossima si è subito di nuovo in pista a Silverstone. Lasciamo l’Austria con Vettel che si porta a +20 su Hamilton. Riuscirà a ridurre il distacco a casa sua? Wait&see…


di Alessandro Rana (@AleRana95)

GP BAKU: la Spec 3 completa di Honda non arriverà prima di SPA

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E' stata una prima edizione del Gran Premio dell'Azerbaijan che possiamo definire clamorosa, con la vittoria a sorpresa della RedBull più lenta in pista, la numero 3 di Daniel Ricciardo e non di una Mercedes o una Ferrari che hanno mostrato dei passi gara notevolmente migliori rispetto a tutte le altre vetture in pista. 

Nell'enorme caos del nono appuntamento stagionale c'è sicuramente da far notare che Fernando Alonso è riuscito a portare a Woking i primi punti della stagione per il Team Mclaren Honda. Un pacchetto Mclaren Honda 2017 che anche a Baku ha mostrato i suoi grossi limiti per colpa principalmente di una Power Unit Honda sempre carente soprattutto sul lato endotermico. Analizzando gli intertempi, realizzati da Fernando Alonso in gara, si nota chiaramente che, solo nell'ultimo settore, la McLaren pagava oltre 6 decimi dai migliori, mentre, nei primi due, molto più lenti e guidati, dove è importante il carico aerodinamico ed il grip meccanico, la MCL32 era tra le vetture più competitiva.

Non solo tanti CV in meno ma anche grossi problemi di consumi che limitano enormemente le prestazioni della ottima vettura inglese soprattutto su circuiti come quello di Montreal e di Baku dove il rimanere per oltre il 70% del tempo sul giro con la farfalla aperta non aiuta sicuramente gli endotermici più esosi di combustibile. 


Le scarse prestazioni dell'unità motrice giapponese hanno fatto perdere la pazienza ad uno dei principali azionisti del Team, ossia Mansour Ojjeh, che già all'inizio della scorsa primavera aveva sondato la possibilità di passare alla motorizzazione Mercedes per la prossima 2018. Un qualcosa che qualche settimana dopo, in Spagna, se è concretizzata con la firma di un pre accordo tra il Team Mclaren e Mercedes nel caso il Team di Woking trovi la via d'uscita, anche solo di un anno, dal contratto in essere con Honda. Questa è una delle opzioni che Boullier e Zak Brown stanno valutando ormai da qualche settimana e ciò è stato confermato proprio anche dal Team Principal del Team Mclaren nel weekend azero:

"Una Power Unit diversa fino a quando vedremo che Honda avrà risolto tutti i suoi problemi? Perché no? Questo è uno dei vari scenari che stiamo considerando."

Intanto il motorista giapponese, seppur in ritardo (la Spec 3 completa era programmata inizialmente per il GP del Canada), è riuscito a portare in pista parte della tanto attesa Spec 3 (per questo chiamata da noi Spec 2.5) nel weekend di Baku


Un aggiornamento testato solamente da Fernando Alonso nelle prove libere del venerdì e che ha coinvolto la parte endotermica, il motore elettrico MGU-H e il turbocompressore. Entrando più nel dettaglio, a quanto abbiamo capito le modifiche all'endotermico erano solamente dei fix minori rispetto alla seconda parte dell'aggiornamento che arriverà non prima di Spa Francorchamps. Grazie ad una nuova benzina portata a Baku dal colosso petrolifero BP, accoppiata a nuove modifiche software che hanno coinvolto l'iniezione e più in generale le mappature motore, Honda è riuscita a migliorare la potenza e i consumi del suo endotermico. Sempre parlando dell'incremento di potenza, pari a 20 CV totali relativi all'aggiornamento 2.5, c'è da sottolineare come le nuove specifiche di turbocompressore e MGU-H portati a Baku siano state pensate principalmente per risolvere i problemi di affidabilità avuti durante la prima parte della stagione ma cosi facendo hanno permesso ad Honda di sbloccare anche qualche CV della potenza ancora non utilizzata sulla Spec 2 introdotta in Spagna. 

Infine c'è da sottolineare come Fernando Alonso abbia comunque corso la prima edizione del Gran Premio dell'Azerbaijan con le versioni evolute di turbo e MGU-H ma senza il nuovo endotermico "migliorato" e la nuova benzina. Una Power Unit Honda Spec 2.5 che, salvo inconveniente nei prossimi giorni (l'ICE utilizzato da Alonso sarà verificato in Giappone nelle prossime ore), verrà introdotta anche sulla seconda Mclaren in pista nel prossimo appuntamento stagionale che si correrà in Austria tra meno di due settimane. 

GP BAKU: McLaren MCL32 con una nuova ala anteriore ed evoluzione Honda


McLaren, nonostante lo 0 in classifica costruttori, sta continuando ad apportare costantemente sviluppi aerodinamici sulla MCL32 per cercare di migliorare le prestazioni della monoposto realizzata dal gruppo di lavoro diretto dal Direttore Tecnico Tim Goss. La MCL32, rispetto alla MP4-31, è una vettura che, Power Unit a parte, risulta essere molto competitiva, tanto che, il team di Woking, è convinto di avere a disposizione il terzo/quarto miglior telaio del circus.

McLaren che, nella giornata di ieri, ha provato una nuova versione di ala anteriore con modifiche concentrate nella forma dei flap supplementari ed in special modo nella zona più interna dove si va a formare il vortice Y250. Questo vortice, piuttosto deleterio, è di difficile eliminazione e gli aerodinamici stanno cercando di ridurlo sfruttando ulteriori ulteriori vortici che hanno la funzione di allontanare quello Y250 dal corpo vettura. 


Nella giornata di ieri, Alonso ha provato un'evoluzione della Power Unit che i nipponici pensavano di introdurre a partire dal Gp del Canada. Evoluzione che è stata portata a Baku  che ha coinvolto la parte endotermica e MGU-H e TC. Evoluzione che ha portato in pista un incremento di 20 CV che è esattamente la metà di quello che i giapponesi della Honda si aspettavano da questa evoluzione denominata EVO 2.5. Le modifiche effettuate su MGU-H e TC non hanno portato grossi benefici a livello di potenza ma sono stati fatti alcuni interventi per migliorare l'affidabilità che, fino ad ora, si è rivelata piuttosto precaria.

Evoluzione che non verrà utilizzata durante le qualifiche e la gara in quanto si è deciso, dopo aver effettuato della attente valutazioni, di ritornare alla versione "classica" con relative penalità in griglia che faranno partire i piloti McLaren in fondo allo schieramento. Da sottolineare che, nella giornata di ieri, il pilota spagnolo è stato costretto a parcheggiare la sua MCL32 bordo pista per problemi che, inizialmente, sembrano essere "engine problem" ma poi, il team, ha dichiarato che di aver avuto problemi alla trasmissione.

MCLAREN MCL32: con una Power Unit Mercedes o Ferrari lotterebbe per il podio

Non si può dir di certo che la stagione 2017 per la McLaren sia iniziata nel migliore dei modi visto che il Team inglese è l'unico ancora a quota 0 nella Campionato Costruttori a causa principalmente della scarse prestazioni della Power Unit Honda che oltre ad essere carente di potenza massima è anche poco affidabile. Una stagione fallimentare in quella che doveva essere del riscatto per il team di Woking visto che, lo staff tecnico, puntava molto su questo importante cambio regolamentare per poter colmare il gap dai migliori ossia Mercedes, Ferrari e Red Bull.



Il lavoro fatto a livello telaistico, meccanico e aerodinamico dall'equipe diretta dal Direttore Tecnico Tim Goss è stato molto importante e positivo; la MCL32, rispetto alla MP4-31, è una vettura che, Power Unit a parte, risulta essere molto competitiva, sicuramente almeno la quarta forza del mondiale dietro a Ferrari, Mercedes e Red Bull anche se all'interno del Team inglese credono che a parità di unità motrice la MCL32 sarebbe più performante della RB13 e quindi potrebbe lottare per il podio quando Mercedes o Ferrari accusano dei problemi come a Monaco o in Canada. E con una Power Unit ancora più performante credono di essere vicini alle ottime prestazioni di Ferrari e Mercedes. 

Numeri alla mano, prendendo come parametro di confronto il recente Gran Premio del Canada, possiamo notare che Fernando Alonso nel primo settore di pista, quello più guidato, è stato piuttosto competitivo realizzando un intertempo similare a quello delle due Red Bull. Nel 2°settore e in special modo nel 3° tratto di pista dove è fondamentale avere una Power Unit molto potente le prestazioni della MCL32 sono calate notevolmente.


La mancanza di potenza la si nota chiaramente analizzando i dati dello speed trap dove, in qualifica, la McLaren è stata la vettura più lenta in pista pagando 9 km/h sulla Mercedes di Hamilton  ben 12 km/h sulla Ferrari di Vettel. La Power Unit Honda "Phase 2", come già scritto la scorsa settimana, paga una differenza di 80 CV in condizioni  di gara e ben 100 CV in regime di qualifica rispetto a due Power Unit, quella Mercedes e quella Ferrari, le uniche che riescono a raggiungere attualmente i 1000 CV nelle fasi più importanti della qualifica.


In Canada, secondo i piani iniziali del colosso giapponese, avrebbe dovuto debuttare la PU Phase 3, poi ritardata, che dovrebbe risolvere completamente i problemi di vibrazioni dovuti alla nuova combustione e soprattutto riuscire a fornire quei "pieni" 50 CV (quindi 40 CV di aggiornamenti, da sommarci i 10 CV della PU Phase 2 Spec Spagna) già preventivati sulla PU Phase 1 di inizio stagione. Honda, dopo i problemi legati all'introduzione della tecnologia HCCI Plus nella sua camera di combustione, ha dovuto mettere mano in modo pesante alla camera di combustione del proprio del motore endotermico con novità che andranno a toccare anche i pistoni e soprattutto sembra ancora l'iniezioneNovità che vedrebbero ovviamente un aumento del rendimento termico e quindi di conseguenza una riduzione dei consumi, fattore non meno importante dell'aumento di potenza, visti i regolamenti tecnici della moderna F1. 

Dalle parole di Hasegawa la PU Phase 3 potrebbe non vedersi a Baku, anche se delle novità saranno sicuramente montate sulla MCL32 di Fernando Alonso:

“Se a Baku cambieremo l’ICE sulla vettura di Alonso gliene monteremo uno con delle novità. Ma non siamo ancora sicuri se sarà la Spec 3 o una intermedia.”

Bontà del telaio che si è notata anche a Monte-Carlo dove la McLaren è stata a metà classifica in ogni settore della pista pur non dipendendo della propria arma migliore e cioè Fernando Alonso impegnato in quei giorni a disputare la 500 miglia di Indianapolis. 

Se due indizi non fanno una prova ecco il terzo che mette in evidenza le prestazioni offerte, in qualifica, dai veri piloti, nel terzo settore del  tracciato di Barcellona. Un tratto di pista caratterizzato da curve lente e da un tratto di rettifilo. Anche qui, la MCL32, ha dimostrato di avere un ottimo potenziale.


Gli ingegneri del team di Woking, nonostante i tanti problemi alla Power Unit, continuano ad introdurre novità tecniche ad ogni appuntamento per cercare di migliorare le prestazioni della vettura.

Nel recente Gp del Canada sono stati modificati gli specchietti retrovisori che, come potete osservare dal confronto in basso, sono stati spostati più in basso e il supporto presenta una forma più arrotondata.


Oltre a questo intervento di micro-aerodinamica sono stati introdotti degli sviluppi molto più importanti nella zona posteriore del fondo, in prossimità delle ruote posteriori.

Come potete osservare dal confronto in basso sono state realizzate 3 soffiature sul fondo per gestire nel migliore dei modi il fenomeno chiamato “tyre squirt”.  Con il rotolamento dello pneumatico posteriore si vanno a generare dei vortici che influiscono sulle prestazioni e sull'efficienza del diffusore che, per una vettura che utilizza un assetto rake molto accentuato come la McLaren MCL32, è molto importante gestire correttamente. 


Oltre a queste due novità introdotte nel GP del Canada, McLaren aveva portato qualche nuovo componente anche a Monte-Carlo che non avevamo ancora analizzato. Come potete osservare dal confronto in basso, sono stati modificati i bargeboards per cercare di migliorare l'efficienza aerodinamica della vettura andando ad energizzare ulteriormente il flusso d'aria diretto verso il posteriore.


Oltre a ciò era stata modificata tutta la zona esterna del diffusore che ora risulta contenere due soffiature verticali collegate a quelli, presenti già dall'inizio della stagione, orizzontali. Una modifica, quella alla parte esterna del diffusore, che lavora a stretto contatto con la parte terminale del fondo, davanti alle ruote posteriori, modificata nel recente GP del Canada. Per concludere, è stato aggiunto un marciapiede orizzontale nella parte più esterna del diffusore con la funzione di creare una sorta di " minigonna" per evitare l’entrata di flussi laterali dall'esterno, deleteri per la generazione corretta di carico aerodinamico. 


Una soluzione che era stata provata anche durante i test di Barcellona 2 ma che era stata subito abbandonata. Soluzione tecnica che è stata rivista ed utilizzata su entrambe le vetture anche nel recente Gran Premio del Canada al contrario della nuova specifica degli specchietti, non utilizzati in gara.


Il fatto che in Mclaren sanno di avere una vettura molto competitiva ma una Power Unit molto scadente, è un motivo in più per cercare di liberarsi dal colosso giapponese almeno per la prossima stagione (e poi si vedrà) cercando un motorista più affidabile che li porterebbe a lottare nuovamente per il podio. Esattamente quello che stanno facendo sia Zak Brawn che soprattutto i principali azionisti di Mclaren che hanno già siglato, come vi avevamo anticipato la scorsa settimana (maggiori informazioni), un accordo con Mercedes per la fornitura della Power Unit tedesca nella prossima stagione di F1. Ora il tutto è in mano agli avvocati che stanno cercando la miglior via di uscita proprio per far valere il contratto firmato a Barcellona da Mclaren con Mercedes. Con sullo sfondo anche possibili importanti battaglie legali (con Mclaren che chiederà i danni per le perdite causate da Honda in questi 3 anni?) se Honda non verrà incontro al Team di Woking ammettendo i suoi sbagli e le sue ancora grandi lacune di prestazioni delle propria unità motrice.

di @spontonc e @SmilexTech

GP CINA: McLaren introduce la doppia T-Wing

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In casa Mclaren, nonostante i problemi sulla Power Unit Honda, continuano ad essere introdotte piccole novità per cercare di incrementare il carico della MCL32.

Dopo il pacchetto aerodinamico da 4 decimi al giro introdotto a Melbourne, gli aerodinamici guidati dal Direttore Tecnico Tim Goss introdurranno nel GP di Cina una doppia T-Wing applicata sull'estremità della pinna.



Come vi abbiamo raccontato questa settimana con un post specifico (clicca qui per leggere) questa piccola ala è utile a generare carico aerodinamico (attorno all'1-2% in base alla soluzione del carico aerodinamico totale della vettura) con un effetto negativo di resistenza all'avanzamento quasi trascurabile. Solo secondario l'effetto di pulizia del flusso diretto verso l'ala posteriore, con conseguente miglioramento dell'efficienza di generazione del carico dell'ala posteriore che permette di aumentare leggermente l'angolo di attacco pur non incrementando il valore di resistenza all'avanzamento.

foto @AlbertFabrega

Foto @AlbertFabrega

Le opinioni dei lettori - di Mauro Petturiti

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Mancano veramente ormai pochissimi giorni, e finalmente prenderà il via la nuova stagione di F1, attesissima da tutti noi appassionati, dopo un inverno che mai era stato così lungo.
Come di consueto negli ultimi anni, la gara inaugurale si terrà sul circuito australiano di Melbourne, tappa che spesso ci ha regalato emozioni anche per via della quasi assenza di vie di fuga e conseguente ingresso della Safety Car.
Il 2017 sarà un anno di svolta per la F1, e prima di dare un pre-giudizio sulle aspettative, elencherò ciò di cui dovremmo tenere conto per esprimere un giudizio prima obbiettivo, e poi anche da tifoso.

Per prima cosa, la rivoluzione regolamentare quasi unica nella storia per avere monoposto molto più veloci dell'annata precedente, potrà servire a rendere questo sport più competitivo e appetibile da parte del pubblico, cosa che secondo me nell'ultimo periodo é andato in calando per via di regolamenti cervellotici che solo i tecnici riuscivano a comprendere.



L'avvento stesso delle pay-TV ha ridotto il bacino di utenti che, anche se interessati, sono impossibilitati dal seguire un evento che in condizioni normali, li vedrebbe sicuramente partecipi.
Ora, bisognerà riuscire a capire tra i vari team, al netto dei budget a disposizione, che non é scontato, come sono riusciti ad interpretare le nuove regole 2017, partendo comunque da una base, ma dovendo rivedere radicalmente il progetto delle vecchie vetture.
Ci sono vari fattori da tenere in considerazione, tutti importanti, al fine di avere una buona vettura, come power unit, telaio, aerodinamica e gomme.

Le power unit ibride, arrivate al 4 anno, sono diventate dei mostri di potenza(Honda?), e saranno fondamentali avendo aumentato il carico aerodinamico e la resistenza all'avanzamento, proprio per "contrastare" gli alti valori di downforce delle nuove macchine.

Discussioni ancora aperte, tengono banco per quanto riguarda le famose sospensioni anteriori di red bull e Mercedes, delle quali tra poco vedremo in dettaglio cosa avranno studiato.
Proseguendo: passo lungo o passo corto, chi avrà trovato il miglior compromesso? Specialmente in una stagione con vetture acerbe con ampia capacità di sviluppo, nota assai dolente delle ultime Ferrari..

Capitolo gomme: Le nuove coperture della casa milanese, più larghe davanti e dietro, si sono rivelate nei test molto costanti nelle prestazioni e con mescole conservative onde evitare problemi in corso di stagione, e anche qui vedremo chi riuscirà a sfruttarle al meglio e trarne vantaggio in rapporto prestazione-durata.

Detto delle novità tecniche e regolamentari, passiamo al capitolo team:
Come ampiamente scritto e letto, in special modo dopo le 8 giornate di Barcellona, la Mercedes é data ancora ovviamente la favorita per i titoli, conservando la superiorità degli ultimi 3 anni, ma incalzata da Ferrari e Red-Bull, da qui potremmo trovare un terzetto a contendersi podi e vittorie, con lo spettacolo che potrebbe giovarne finalmente, dopo che la casa tedesca ha lasciato, dall'avvento dell'ibrido, nient'altro che le briciole.

Gli altri team da come li vedo io e gli addetti ai lavori, potrebbero trovarsi più indietro a contendersi il resto o magari inserendosi nella lotta qualora ci fossero defezioni tecniche tra i top-team, e ovviamente i budget fanno e faranno la differenza per stabilire i valori in campo, come sempre contraddistingue la F1.

Da Renault aspettiamo di vedere che tipo di macchina hanno tirato fuori, dato che hanno investito molto e la 2017 é la prima vettura da loto interamente progettata.

McLaren: voglio aspettare i primi gran premi per esprimere un giudizio, non vorrei infierire in un team storico, che dalla partnership con Honda non ha ancora tirato fuori nulla di buono, ma le premesse non sono delle migliori.

Ferrari: da un inverno che sembrava freddo e buio, si é accesa una luce in quel di Maranello, chiuso a riccio con una paura immensa di ripetere l'errore del 2106 con proclami, finiti come tutti sappiamo. Dai test é emersa una buona macchina, subito veloce e sopratutto molto affidabile, da vedere se basterà per insidiare le frecce d'argento, prive quest'anno di Paddy Lowe e del campione in carica Nico Rosberg, ma sufficiente per riaccendere quel po' di entusiasmo, molto pacato, dei ferarristi orfani di gioie da almeno 10 anni. Per questo i vertici hanno optato per un non basso, ma bassissimo profilo, anche criticato dai fan, che però ricalca il dogma di Maurizio Arrivabene "testa bassa, piedi per terra e lavorare".
Tra i piloti, favorito d'obbligo resta Lewis Hamilton, orfano del compagno amico-nemico Nico, ora affiancato da Bottas del quale vedremo se farà il semplice scudiero oppure..

Vettel é carichissimo, sa che questo é un anno cruciale, e se la macchina risultasse non competitiva, con il contratto in scadenza potrebbe anche decidere di cambiare aria, magari passare dalla parte del nemico a cercare miglior fortuna. Raikkonen invece, redivivo e rilanciato da un ottima annata 2016, cerca conferme e se avrà tra le mani una buona macchina, chissà..
Piloti Red-Bull agguerriti più che mai, e se il genio di Adrian Newey avrà trovato nuove diavolerie e la power unit Renault sarà abbastanza potente e affidabile, allora potremmo vedere lo spettacolo citato in precedenza.
Alonso, merita solamente un plauso per la sua pazienza che sta mostrando verso la McLaren, anzi, la Honda, uno dei più grandi piloti della recente storia, relegato a forse fondo classifica a lottare per posizioni anonime per il suo calibro.
Al netto di queste considerazioni, vedremo solo a Melbourne i veri valori in campo, almeno in parte aspettando le gare europee, e potremmo dire se tutti i discorsi fatti sono stati azzeccati, oppure se avremo toppato, ritrovandoci ancora un mondiale a senso unico, anche se, con molte variabili in campo, le sorprese a mio avviso potrebbero esserci, e anche clamorose forse.
Ma il tifoso, vorrebbe vedere dello spettacolo, sorpassi non drogati dal DRS e gomme finite contro nuove, a noi ci piacciono i duelli veri, anche duri, senza che tutte le volte intervengano i giudici a decretare penalità assurde (o non darne per niente).
La F1 é uno sport dove ad emergere dovrebbero essere le qualità dei piloti, unite alla bontà delle monoposto e della solidità dei relativi team, cosa che ancora langue, e speriamo che la nuova proprietà (Liberty Media) abbia voglia, coraggio e competenze per far riemergere l'essenza della maggiore espressione delle corse.

di Mauro Petturiti @petturiti

Analisi dei test di Barcellona: la Ferrari è davvero la più veloce?

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La Ferrari lascia il circuito di Barcellona, dopo 8 giorni di test invernali, con il titolo di Campione d’inverno.

Ma è davvero la vettura più veloce in pista e può essere considerata la favorita a Melbourne?

foto @OctanePhotographic

Sicuramente la situazione a Maranello è molto più positiva di quella che ci aspettavamo dopo le voci poco rassicuranti che circolavano prima dell’inizio dei test. La SF70H si è dimostrata fin da subito una vettura molto affidabile e in 8 giorni ha accusato solo piccolissimi problemi di gioventù. E’ riuscita a girare con molta regolarità non incontrando particolari problemi di setup. La vettura concepita da Allison e poi sviluppata da Resta con la supervisione di Byrne è una vettura che ha dimostrato di essere piuttosto semplice da portare al limite e ricorda, vagamente, le caratteristiche della “vecchia” Lotus delle annate 2012-2013.
Rispetto al 2016, la prima cosa che abbiamo notato, è il miglioramento della trazione grazie all'ottimo lavoro fatto sia a livello meccanico che sulla Power Unit . Power Unit che è migliorata molto sia a livello di potenza massima sia in erogazione. Solo in rare occasioni, quando le gomme erano particolarmente usurate, la SF70H, era nervosa quando i piloti mettevano il piede sul gas. Rispetto al 2016 non è migliorato molto l’inserimento in curva della vettura che sembra accusare di un leggero sottosterzo che si manifestava prevalentemente quando la monoposto era guidata da Raikkonen. Sappiamo che il pilota finlandese predilige delle vetture con un anteriore molto preciso e in quest’area gli ingegneri della Ferrari dovranno lavorare ancora. Sottosterzo che si manifestava chiaramente nel terzo settore, caratterizzato da curve medio lente. La SF70H non riusciva a percorrere le stesse linee strette che, invece, riuscivano ad avere sia Mercedes che Red Bull. 
Altro punto debole di questa SF70H sembrano essere i cordoli. La vettura sembra "assorbirli" decisamente peggio rispetto alla Mercedes che grazie alle sospensioni riesci ad aggredirli senza girarci intorno. 

Nelle curve veloci la SF70H ha ben figurato, dimostrandosi molto stabile e veloce specialmente in curva impegnative come la 3 e la 9 anche se le linee non erano così strette come quelle che riuscivano a fare i piloti di Mercedes e Red Bull. 

Per dimostrare i problemi di sottosterzo della Ferrari SF70H andiamo ad analizzare il miglior giro di Raikkonen confrontato con quello di Bottas. 

Curva 1 dopo il lungo rettilineo principale. I piloti arrivano a velocità intorno ai 330 km/h e staccano molto vicini alla prima curva. Si nota come la Mercedes di Bottas riesca a stare molto stretta mettendo la ruota anteriore destra sul cordolo. Raikkonen, invece, non riesca a fare una linea così stretta come il connazionale della Mercedes. 

curva 1

Curva 3, in questa stagione, si affronta in pieno ed anche qui si nota come le linee che riesce a tenere la Mercedes W08, rispetto alla SF70H, siano molto più strette.
curva 3

In curva 5 si nota, ancora una volta, le difficoltà di Raikkonen a stare stretto in questa curva mentre Bottas riesce a passare molto vicino al cordolo.
curva 5

curva 5a
In curva 10, la Ferrari gira piuttosto larga dal cordolo mentre la Mercedes riesce ad effettuare una linea che solo la W08 riesce a percorrere. Stessa cosa in curva 12 dove la Mercedes passa molto vicina al cordolo mentre la Ferrari è costretta ad allargare molto la traiettoria. 

curva 10


curva 10 a

curva 12

La Red Bull, secondo le indiscrezioni pre- stagionali, doveva essere il team più vicino a Mercedes ma a Barcellona questo non si è visto. Il motivo principale delle mancate prestazioni della RB13 sta sicuramente nella Power Unit che durante gli otto giorni di test ha accusato parecchi problemi ad MGU-K e anche alla turbina che, secondo le informazioni raccolte, dovrebbe essere stata splittata rispetto al compressore seguendo la filosofia che Mercedes ha intrapreso fin dal 2014.
Questi problemi alla Power Unit hanno costretto gli ingegneri di Milton Keynes ad utilizzare mappature molto tranquille. Questo lo si poteva sentire anche “ad orecchio” in quanto erano quelli che giravano più bassi di giri e non sfruttavano a pieno le potenzialità di MGU-K. Secondo le stime fatte dal team Red Bull la Power Unit francese pagherebbe ancora circa 25-30 Cv rispetto a quella di Mercedes e Ferrari che in questo inizio 2017 sembra essere riuscita ad eguagliare le prestazioni dell’unità tedesca. Il condizionale è d’obbligo perché, durante questi test, non si è mai potuto ammirare un giro a piena potenza della Mercedes W08.

foto @OctanePhotographic

A livello aerodinamico, la RB13, continua ad essere una vettura piuttosto semplice e, se escludiamo il muso forato, non si sono viste le soluzioni tecniche “fantasiose” che ci aspettavamo da Adrian Newey. Va comunque detto che il team Red Bull ha pianificato un filming day proprio a Barcellona nella giornata di domenica e non è per niente da escludere che solo in questo frangente vedremo la vera RB13 che correrà a Melbourne. 

In casa Mercedes, anche in questo 2017, hanno fatto un lavoro similare a quello che avevamo visto nel 2016. A differenza dello scorso anno si sono concentrati a girare molto con la mescola morbida mentre, nel 2017, si erano concentrati prevalentemente con la media. Questo perché la soft sarà la gomma che si userà maggiormente in questa stagione, in quanto, garantisce ottime performance e poco degrado.
Mercedes ha girato per tutti gli otto giorni di test con tantissima benzina nei serbatoi e, nonostante le dichiarazioni di Hamilton e Lauda, nel team non sono affatto preoccupati delle prestazioni della Ferrari. Secondo le loro proiezioni con poca benzina e gomme ultrasoft potevano girare in 1:17alto. Il lavoro in casa Mercedes è stato rivolo prevalentemente nella ricerca del setup ideale della vettura.

foto @OctanePhotographic

A differenza di tutti gli altri team in pista sono stati gli unici a portare in pista un grande pacchetto evolutivo  e quindi, hanno dovuto testarlo, e modificare alcuni settaggi della macchina. Oltre a questo hanno avuto problemi soprattutto con il nuovo fondo che a causa delle vibrazioni ha accusato qualche danno. Danno che è stato riparato rinforzandolo con “pelli di carbonio” nelle aree incriminate. Queste problematiche hanno fatto perdere tempo prezioso agli ingegneri in quanto, a causa di questi problemi, non riuscivano a vedere in pista gli stessi dati che riscontravano dalla galleria del vento e al CFD. Dati che poi sono tornati a combaciare dopo gli interventi di rinforzo fatti durante la notte tra martedì e mercoledì.

Per l’Australia sono attese ancora modifiche sulla W08 mentre sulla Ferrari non ci saranno grosse novità rispetto alla vettura che abbiamo visto negli ultimi due giorni di test. 

Dopo esserci concentrati sul lavoro delle prime tre forze in pista diamo un’occhiata anche al lavoro degli altri team. I test per la Williams sono stati abbastanza positivi. La vettura, seppur molto semplice, si è dimostrata competitiva e affidabile. Vedendo le prestazioni in pista la Williams sembra lontana da Mercedes, Ferrari e Red Bull ma sembra avere un buon margine sulle altre vetture.

Gli altri team, Toro Rosso, Renault, Force India e Haas sembrano essere grosso modo sullo stesso livello e quindi è difficile esprimere valutazioni più precise. 

Sul fondo della classifica troviamo Sauber e McLaren Honda. Vedere Sauber in coda non è sicuramente una novità, in quanto, ci si poteva aspettare ben poco da un team dotato della Power Unit Ferrari 2016. 

La vera sorpresa, in negativo, è sicuramente la McLaren che sembra essere ritornata nel baratro del 2016. La Power Unit nipponica continua a non essere affidabile e, quando gira, sembra non avere nemmeno potenza. Quando Alonso e Vandoorne giravano le velocità massima erano inferiori di oltre 20 km/h rispetto agli altri. In questi tutto giorni di test le Power Unit utilizzate dalla McLaren sono state ben 6.



In questo 2017 era atteso un grosso salto di qualità da parte di Honda  due anni di esperienza. Salto di qualità che, almeno per ora, non si è visto. La vettura resta una grossa incognita perchè non è possibile valutarla con una Power Unit di questo livello. Una nota positiva sulla MCL32 è il comportamento nei cambi di direzione che è sembrato essere piuttosto buono.

P.S Se le immagini confronto tra Ferrari e Mercedes non sono di vostro gradimento, guardetevi pure il video. Video confronto Raikkonen Vs Bottas

McLAREN MCL32: ecco il nuovo monkey seat

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Dopo aver introdotto un diffusore modificato nella zona esterna, già analizzato in un precedente post (clicca qui), sulla Mclaren MCL32, questa mattina è stato introdotto il monkey seat al posteriore.

Un monkey seat piuttosto semplice, formato da due elementi, con la funzionalità di incrementare leggermente il carico al posteriore. Questa specifica è similare a quella utilizzata dal team di Woking nella stagione 2016.

Foto @AlbertFabrega


MCLAREN MCL32: ecco l'ingresso dell'S Duct

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Nell'analisi tecnica effettuata ormai qualche settimana fa avevamo messo subito in risalto il fatto che anche la Mclaren ha installato sulla sua vettura 2017 una versione "lunga" dell'S Duct seguendo la filosofia Mercedes 2016.

Immagine 1

Nell'immagine 1 si può notare molto bene quanto detto poco fa: nel rettangolino azzurro si è messo in evidenza l'ingresso di quel componente che va a incanalare l'aria turbolenta da sotto il muso andando ad espellerla sotto forma di flusso laminare al di sopra della vettura. L'ingresso del sistema è in una posizione molto avanzata seguendo la filosofia tracciata lo scorso anno dalla Mercedes e copiata dalla Ferrari sulla sua SF70H ed anche dal Team RedBull

Anche Mclaren quindi non sta utilizzando un classico S Duct ma un condotto ad S molto meno pronunciato; il sistema risulta avere una maggiore efficienza rispetto alla versione classica poiché la laminazione del flusso è migliore con la presenza di curve meno pronunciate. Lo sfogo lo potete invece notare sempre in azzurro nella immagine 3 situato anch'esso in una posizione piuttosto avanzata rispetto alle soluzioni viste sulle altre vetture.

Immagine 2

Grazie ad una foto scattata durante la seconda sessione di test pre stagione si può notare molto bene l'ingresso del sistema S Duct, in giallo nell'immagine 3, mentre in verde abbiamo voluto mettere in evidenza le due prese che portano l'aria dentro l'abitacolo per una miglior refrigerazione del pilota.

Immagine 3