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GP ABU DHABI: Regoliamoci - di Alessandro Rana

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Ed eccoci arrivati anche all'ultimo appuntamento con Regoliamoci; iniziamo, come sempre, analizzando per prima cosa le penalità assegnate per la sostituzione di componenti della power unit. Fortunatamente in questo Gran Premio solo Hartley è rimasto vittima di questo tipo di sanzione. Molto sfortunato il pilota debuttante: in tutte le gare ha sempre subito penalità. Ma vediamo insieme cosa ha portato alla penalità. Sulla sua Toro Rosso è stato montato il 9° MGU-H il che ha comportato 10 posizioni di penalità in griglia. 

Passiamo quindi alle altre sanzioni inflitte dai commissari.

Durante le libere 1 la Toro Rosso di Hartley ha violato il limite di velocità in Pit Lane. Una sanzione di 300 € è stata giustamente inflitta alla squadra.


Veniamo alla gara. Due sono gli episodi analizzati dai commissari: il primo vede coinvolto Hulkenberg e Perez con il pilota Renault che si è visto sanzionato con 5 secondi di penalità + 1 punto patente per aver lasciato la pista e tratto vantaggio.

Dall'analisi dei video e dei dati si nota come la vettura del pilota tedesco lasci la pista alla curva 12 e guadagni un netto vantaggio superando l’avversario fuori pista. Sanzione estremamente corretta.


Il secondo episodio, invece, vede coinvolto il compagno di squadra di Hulkenberg, Sainz. Costretto al ritiro per uno pneumatico mal fissato sulla sua monoposto. Il team è stato sanzionato per unsafe release (rilascio non in sicurezza) con 5.000€.

Analizzando i video e le telemetrie, i commissari hanno potuto constatare che Sainz si è fermato nella prima zona sicura dopo essersi accorto ed essere stato informato via radio del problema. La sanzione da applicare è stata valutata in 10 secondi di penalità, ma essendosi la macchina ritirata, è stata convertita in una sanzione economica. Vero che non c’erano zone sicure in cui fermarsi prima, ma è altrettanto vero che bisogna prestare maggiore attenzione e non rilasciare una vettura con uno pneumatico non ben fissato. 

Spero di essere stato soddisfacente nel cercare di spiegare il perché i commissari abbiano inflitto o meno certe sanzioni. Grazie a tutti per avermi dedicato nel tempo a leggere!

GP ABU DHABI: la cronaca della gara - di Alessandro Rana

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26 novembre 2017, Abu Dhabi, Emirati Arabi. Ventesimo e ultimo appuntamento con il mondiale di Formula 1.

La stagione 2017 si conclude con una doppietta Mercedes in quello che è un suo feudo da quando è partita l’era Power Unit. Vince Bottas, dopo un gran weekend iniziato con la pole al sabato e coronato pure con il giro veloce. Segue Hamilton, subito a ridosso, dove è rimasto per tutta la gara. Un po’ più staccate le Ferrari, con Vettel davanti a Raikkonen e quindi Verstappen. Ritirato Ricciardo per problemi idraulici.



Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi.

Al via lo scatto davanti è buono per tutti, tant'è che non cambia nulla nelle posizioni che rimangono invariate. Giro dopo giro, il distacco tra i vari piloti si porta a circa 1.5/2 secondi e resta tale fino a quando iniziano le soste. Da segnalare solo la lotta andata avanti per qualche giro tra Grosjean e Stroll con i due che si sono superati avvicenda diverse volte.



Il primo a fermarsi poi è Verstappen, che prova l’undercut su Raikkonen. Ma il ferrarista reagisce e il tentativo sfuma. Qualche giro dopo ci prova Ricciardo su Vettel, ma anche qui è la stessa cosa. E purtroppo per l’australiano, pochi giri dopo il suo rientro in pista, è costretto al ritiro. Proprio in questo istante è Bottas a fermarsi ai box. Hamilton ritarda di qualche giro, il suo ritmo è comunque molto buono, ma quando si ferma è ancora alle spalle del compagno di squadra



Con gomma SuperSoft, il ritmo dei Mercedes è decisamente migliore rispetto a quello dei Ferrari. Il gap cresce giro dopo giro e alla fine si attesterà sui 20 secondi. Tra i due davanti va in scena una lotta per tutti i giri, ma Hamilton non riesce mai ad attaccare Bottas. E anche Verstappen dietro resta sempre ben vicino a Raikkonen, ma nulla può sul finlandese. Una gara abbastanza anonima insomma, ma abbastanza normale a giochi già finiti. Proprio come l’ultimo giorno di scuola…
Da segnalare il ritiro di Sainz per uno pneumatico fissato male al momento della sua sosta.

Ricapitolando, Mercedes domina la gara dimostrando che la loro macchina è tornata ad essere un gradino sopra le altre. Certo, ci sarà l’inverno di mezzo ora, ma ci entrano con un buon vantaggio. Ottimo week end per Bottas, sempre davanti ad Hamilton.



In casa Ferrari si raccoglie il massimo con il terzo e quarto posto anche grazie al ritiro di Ricciardo, che altrimenti si sarebbe trovato in mezzo alle rosse. Passo gara con UltraSoft buono; con SuperSoft alcuni giri buoni a fine stint, ma troppi non buoni con gomma fresca. C’è da lavorare…

Così come c’è da lavorare in casa Red Bull. Ancora un ritiro per Ricciardo e non va per nulla bene. C’è da dire anche che la situazione è un po’ strana: la macchina che ha vinto in Malesia e stra dominato in Messico non è neppure riuscita a tentare di superare una Ferrari… C’è qualcosa che non quadra…

Gara a due facce in casa Renault, con Hulkenberg che chiudendo 6° riesce comunque a portare i punti necessari per stare davanti a Toro Rosso nel mondiale. Peccato per Sainz perchè stava conducendo una buona gara in zona punti, ma è stato fermato da un errore al pit stop…
Bene anche per Force India. 7^ e 8^ posizione per i due piloti in rosa, a conclusione di una stagione da team “rivelazione”. Hanno raccolto anche più di quanto la macchina potesse dargli, in alcune circostanze.



Gara a due facce anche per McLaren e Williams. Alonso porta a casa l’8° posto, a conclusione dell’era con Honda; Vandoorne, invece, chiude fuori dai punti, ancora una volta con problemi. Per quanto riguarda l’altro team, Massa chiude 10° la sua carriera in F1, con una gran gara e con una bella lotta con Alonso anche qui (dopo il Brasile). Stroll si perde in ultima posizione, anche lui per problemi, nonostante la bella lotta nella prima parte di gara con Grosjean.

Male ancora Haas e Toro Rosso. I primi, sono entrambi fuori dai punti dopo una qualifica pessima. D'altronde, il risultato rispecchia un po’ quello della stagione. Non ci siamo. I secondi, non riescono più ad andare a punti e non riescono nemmeno a tenere la macchina in pista. Gasly per ben due volte commette errori e o finisce lungo o addirittura si gira. Hartley parte ultimo ancora con penalità per PU e non riesce a fare granché…



E per finire Sauber, dalla quale non ci si aspetta nulla di che, con la PU 2016. C’è da dire che le novità portate nelle ultime gare, seppur piccole, a qualcosa sono servite, infatti non sono più stati in situazioni da Formula 2 e sono comunque arrivati al traguardo con il gruppo, superando anche qualche monoposto (come Wehrlein qui davanti ai torelli…)

Che dire, è stata una bellissima stagione con queste nuove macchine. Ed è stato bello per me poter raccontare in modo semplice la gare ed esprimere qualche mia considerazione in merito.

Grazie a tutti quelli che mi hanno dedicato del tempo, leggendo quanto ho scritto.

Appuntamento a marzo 2018 con la prima gara, sempre in Australia. Chi sarà il prossimo campione del mondo? Sarà uno tra Vettel e Hamilton ad arrivare a 5 oppure ci sarà un Verstappen con un 1? Wait&see…


di Alessandro Rana (@AleRana95)

GP AUSTIN: la cronaca della gara - di Alessandro Rana

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Ferrari sembra essersi lasciata alle spalle la “luna nera” che l’ha accompagnata per tutta la tournée asiatica. La vittoria va ancora a Hamilton, che vede ormai la conquista del mondiale come una formalità, ma le Rosse si piazzano in 2^ e 3^ posizione. Segue Verstappen (scattato dalla 16^ piazza per penalità della PU) e quindi Bottas; ritirato Ricciardo. 



Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi:

Al via, lo scatto di Vettel è fulmineo e brucia Hamilton, portandosi in testa alla corsa. Dietro Ricciardo tenta l’attacco a Bottas, ma fallisce e Raikkonen perde una posizione su Ocon



Passano pochi giri ed ecco che il passo di Hamilton si mette subito in risalto: con un sorpasso in fondo al lungo rettilineo, si riprende la testa della corsa. Nel frattempo, Raikkonen si è ripreso la posizione sulla Force India e si avvicina molto alla coppia davanti a se che sta lottando. Verstappen, partito con gomma rossa, risale posizioni su posizioni e in breve tempo è a ridosso del finlandese della Ferrari. 

Il primo a rientrare ai box e Ricciardo. E’ chiaro che stai tentando l’undercut su Bottas. Ma dopo pochi giri dal suo rientro in pista, il suo motore lo abbandona ed è costretto al ritiro. 

Passano i giri ed a fermarsi è Vettel, che monta gomma soft. Il suo distacco da Hamilton era aumentato e l’inglese è comunque sicuro di mantenere la testa, se non che i suoi meccanici aspettano 2 giri prima di richiamarlo. Rientra comunque di nuovo primo, ma il tedesco è a ridosso. Nel frattempo, Mercedes ha fermato Bottas invece, subito dopo, assistiamo alle soste di Raikkonen e Verstappen.

Con gomma gialla, Hamilton riapre il gap, ma è chiaro che il pilota più veloce con questa gomma è Raikkonen. Oggi si trova a suo agio e nemmeno Vettel riesce ad ottenere tanto dalla rossa. Anche Bottas è in netta difficoltà. Il connazionale della Ferrari gli si fa sempre più vicino fino ad attaccarlo in fondo al lungo rettilineo e a superarlo! Gran bel sorpasso; se continua così arriverà anche a Vettel. 

Poco prima, però, assistiamo ad una mossa a sorpresa in casa Red Bull: Verstappen si ferma nuovamente e monta gomma rossa. L’unico che segue la sua strategia è Vettel, che rientra pure e anche per lui si va con supersoft. 

Il tedesco rientra chiaramente 4°, ma il suo passo è molto superiore adesso rispetto a chi gli sta davanti. In qualche giro raggiunge e supera Bottas e subito dopo è la volta del compagno di squadra. Anche Verstappen risale forte, mentre proprio il finlandese è vittima di un crollo definitivo della gomma. Lo supera a pochi giri dalla fine e subito dopo la Mercedes richiama il suo pilota per un pit stop non previsto, ma necessario. 

Il ritmo dell’olandese è di molto superiore anche a quello di Raikkonen. Studia l’attacco e lo prova nell’ultimo giro, sul lungo rettilineo, ma non riesce. Riesce ad infilarsi subito dopo, ma le immagini mostrano che è uscito dalla pista per effettuare il sorpasso e anche se taglia il traguardo da 3°, deve cedere nuovamente la posizione perché gli vengono inflitti 5 secondi di penalità. 



Ricapitolando, si può dire Mercedes a due facce, con Hamilton dominatore assoluto: sbaglia leggermente al via, ma poi non ce n’è per nessuno; Bottas bene ad inizio gara con gomma ultrasoft, poi con la gialla (la gomma “Mercedes”) soffre un forte degrado e non riesce a tenere dietro nemmeno Raikkonen



In casa Ferrari si torna a vedere la luce. Bene entrambi i piloti a podio, con Raikkonen autore di una delle più belle gare di stagione con Ungheria e Monaco. 

Ottimo lo scatto al via di Vettel, ma non basta. Hamilton troppo forte qui.

Due facce anche in casa Red Bull. Verstappen scatta dalla 16^ posizione e chiude 4°, utilizzando una power unti evoluta. Ancora una volta dimostra di avere un gran talento, ma conferma pure che non sa perdere con le inutili polemiche verso una giusta sanzione nei suoi confronti. Ricciardo, invece, scatta 4°, sembra avere anche il passo per chiudere a podio, ma la macchina lo tradisce. 

Bene Force India, soprattutto lato Ocon che porta a casa il 6° posto. A punti anche Perez con una buona gara. 

Altro box a due facce è quello Renault: anche qui, Hulkenberg partiva con PU evoluta, ma dopo pochi giri è costretto al ritiro; il suo nuovo compagno di squadra Sainz, invece, dimostra di essere decisamente un buon pilota e porta a casa un ottimo 7° posto con alcuni gran sorpassi. Molto bene lo spagnolo

Benino Williams che dopo una qualifica abbastanza deludente riesce a portare nei punti Massa. Stroll chiude 12°, ma su questa pista non si è mai visto in palla. E in qualifica stava per combinarla grossa…

Per quanto riguarda Toro Rosso, bene il rientro di Kvyat, che riesce a chiudere in 10^ posizione. Al suo fianco c’è Hartley, che ha preso il posto di Gasly. Chiude 13° e per essere la sua prima gara non è poi cosi male.

GP SUZUKA: la cronaca della gara di Alessandro Rana

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8 ottobre 2017. Suzuka, Giappone. Sedicesimo appuntamento con il mondiale di Formula 1.



La “luna nera” asiatica continua ad accompagnare la Ferrari anche nel week end giapponese. Vettel parte in seconda posizione, ma un problema ad una candela lo costringe al ritiro dopo soli 5 giri. 

Hamilton vince il gran premio, seguito dalle due Red Bull e quindi da Bottas (che partiva con la penalità per la sostituzione del cambio). 5° Raikkonen, anche lui vittima della stessa penalità del finlandese della Mercedes.

Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi:

La gara non è ancora partita, ma è subito chiaro che sulla monoposto numero 5 ci sono dei problemi. Il cofano motore è stato rimosso e i tecnici stanno effettuando delle verifiche. Tutto però sembra apposto e il via è regolare.

Ma da subito ci si accorge che non è così. Pur essendo partito bene, Vettel non riesce minimamente a tenere il ritmo di Hamilton e in pochissimo tempo viene superato da Verstappen. Entra in pista la safety car per rimuovere la macchina incidentata di Sainz e al restart i problemi si vedono ancora di più quando sul rettilineo viene superato da tre vetture in un solo colpo. 



Non passa nemmeno un giro ed ecco che viene richiamato ai box per il ritiro.

Intanto, dietro, anche Raikkonen è in difficoltà. E’ partito con gomma gialla, ma tentando di superare Hulkenberg finisce largo e perde posizioni. 

Passano i giri e Hamilton davanti non scappa via, ma mantiene la leadership incontrastato. Verstappen prova qualcosa fermandosi per primo, ma non riesce ad ottenere nulla. L’unico momento in cui Hamilton sembra avere problemi è al suo rientro in pista, quando sembra essere in difficoltà con la gomma. Ma Bottas, che nel frattempo era passato davanti, gli copre le spalle e le cose si rimettono a posto. 

Al momento della sosta, Bottas poi rientra in pista 4°. La gomma rossa è molto prestazionale per lui e si avvicina moltissimo a Ricciardo, ma non riesce ad attaccarlo per il podio. 

Raikkonen recupera fino al 5° posto, il massimo di giornata per lui.

Quindi, Mercedes vince in un suo “feudo” con Hamilton. Per loro, adesso, la strada per il mondiale è in netta discesa. Il gioco di squadra garantisce la vittoria ad Hamilton, ma è così che ragiona un team. 

Per quanto riguarda Ferrari, invece, dopo i problemi di oggi, è abbastanza chiaro che hanno spinto la PU al massimo per riprendersi la vittoria, ma questo ha comportato problemi di affidabilità e il mondiale è andato. Queste sono le corse; se non provavano nulla era andato comunque.

Ancora una gara positiva per Red Bull che piazza entrambe le vetture a podio. Verstappen riesce ad impensierire in alcuni momenti Hamilton e Ricciardo riesce a tenersi dietro Bottas. Se tutte le novità che hanno portato dall’Ungheria in poi le avessero avute anche prima, avrebbero di certo lottato anche loro per il mondiale.

Buona gara anche per Force India e per Haas con tutte le macchine a punti. Da sottolineare soprattutto la gara del team americano, che pur partendo nelle retrovie, riesce a risalire con le macchine in 8^ e 9^ posizione, proprio dietro le “pantere rosa”.

Williams così così, con Massa che parte 9° e chiude 10° una gara anonima. Ci si accorge di lui solo quando viene attaccato e superato da Magnussen con una gran manovra in curva 1. 

Non bene Stroll che scatta dalle retrovie ed è costretto al ritiro per un cedimento ad una sospensione. 

Passiamo a McLaren: gara a due facce per loro. Alonso si qualifica 10°, ma parte ultimo per la sostituzione della PU. Tuttavia riesce a risalire fino all’11^ posizione e a tentare l’attacco su Massa. Unica cosa negativa della sua gara è che ignora le bandiere blu e si prende 2 punti di penalità sulla patente. Male invece Vandoorne, che dopo l’ottima prestazione della Malesia si è spento. Parte 11° e chiude 14°. Non bene…

Male Renault che si vede chiudere la gara in 12 posizione da Palmer e che non vede proprio, invece, la bandiera a scacchi con Hulkenberg per un problema al DRS che si blocca in posizione aperta. Tuttavia, la gara del tedesco fino a quel momento non è stata proprio del tutto negativa.

In casa Toro Rosso, male Sainz che parte dal fondo e dopo poche curve è subito fuori per un suo errore; bene invece Gasly, che chiude 13°, ma non si può nemmeno pretendere troppo da un pilota alla sua seconda gara in F1.

E concludiamo con Sauber che come al solito chiude la gara in ultima posizione doppiata di 2 giri. Solo Wehrlein giunge al traguardo; Ericsson è costretto al ritiro.

Il mondiale ha preso totalmente la strada di Hamilton, se qualcuno aveva ancora dubbi. 

Appuntamento tra due settimane sul circuito di Austin, dove si giocherà già il primo match point. Andrà a segno? Wait&see…


di Alessandro Rana (@AleRana95)

GP MALESIA: la cronaca della gara di Alessandro Rana

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1 ottobre 2017. Sepang, Malesia. Quindicesimo appuntamento con il mondiale di Formula 1.


Continua ad esserci la “luna nera” in casa Ferrari che dopo il disastro di Singapore si trova a partire con Vettel in ultima posizione per un problema alla PU e con Raikkonen che dovrebbe scattare secondo, ma nemmeno prende il via a causa di un altro problema. 

Vince Verstappen, un po’ a sorpresa, davanti a Hamilton e Ricciardo. 4° Vettel dopo una gran rimonta seguito da Bottas, del tutto incolore. 



Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi:

Ancor prima del semaforo verde assistiamo ad un colpo di scena: la macchina di Raikkonen che inizialmente si era schierata, viene riportata ai box per problemi tecnici. 



Resta quindi libera la casella di fianco a Hamilton.

Al via, tutti davanti partono abbastanza bene, anche se lo scatto più buono è quello di Bottas che arriva quasi a prendersi la 2^ posizione. Vettel da dietro inizia subito a risalire.

Trascorrono pochi giri ed ecco che Hamilton segnala via radio dei problemi di perdita di potenza. Sembra essere un episodio sporadico, ma Verstappen, sfruttando anche l’ottimo ritmo della sua Red Bull, riesce subito a portarsi in testa alla gara. E subito dietro, il suo compagno di squadra, si da da fare su Bottas, portandogli via la terza posizione. 

Vettel continua a risalire ed entra in zona punti. 

Il distacco tra Verstappen e Hamilton cresce, così come quello tra Ricciardo e Bottas. 

Vettel, con vari sorpassi, favorito dai pit stop degli altri e sfruttando la partenza con gomma gialla, continua la rimonta e si avvicina sempre di più, fino a farsi sotto a Bottas. E’ ovvio che il pilota finlandese faccia gioco di squadra per aiutare Hamilton: riesce infatti a tenersi dietro il ferrarista fino al pit stop dell’inglese. La Ferrari però reagisce, con la sosta per Vettel e riuscendo così a superare Bottas con l’undercut. 

Verstappen, invece, grazie al vantaggio che aveva accumulato, riesce a difendersi e anche fermandosi un giro dopo, mantiene la posizione su Hamilton. Ricciardo ci perde qualcosa in termini di tempo, ma rimane comunque terzo dopo la sosta.

A questo punto, il ritmo di Vettel con gomma rossa è impressionante. Guadagna parecchio giro dopo giro tant’è che sembra quasi poter andare a prendere Hamilton. 

Purtroppo così non è: riesce ad arrivare fino a Ricciardo, ma poi si ferma lì. Tenta un attacco, ma non gli riesce ed è costretto ad accontentarsi dalla 4^ posizione. Hamilton non riuscirà mai ad avvicinarsi a Verstappen e anche Bottas dietro si stacca sempre più da Vettel (solo nel finale recupera, ma perché la gomma del ferrarista stava crollando)

Riassumendo, Mercedes non può essere contenta di questo gran premio: la pista era a lei favorevole e la vittoria non è arrivata. La pole si, ma perché non c’era Vettel, altrimenti l’avrei vista difficile. Inoltre, gli aggiornamenti portati non hanno funzionato: montati per entrambi venerdì, ma poi rimossi dalla vettura di Hamilton. E la differenza con Bottas si è vista eccome 

In case Ferrari, la luna nera è rimasta ben visibile. Quanto successo alle PU ha quasi dell’incredibile. Certo è, e va sottolineato, che la macchina andava davvero forte e molto probabilmente avrebbero vinto a mani basse su una pista a loro sfavorevole. Un buon segnale…

Davvero peccato per Raikkonen…

Decisamente ottima anche la gara in casa Red Bull che dall’Ungheria in poi è sembrata tutt’altra macchina. Molto bene con entrambi i piloti; possono realmente diventare l’arbitro del mondiale nelle prossime gare 

Gara a due facce in casa Force India e McLaren. Bene Perez e Vandoorne; male Ocon e Alonso.

I primi due disputano una gara discreta e terminano a punti. A discolpa di Ocon c’è un contatto al via che lo costringe ad una strategia completamente diversa e riesce a chiudere 10°. Male invece Alonso, sempre dietro al compagno sia in qualifica che in gara. E non bella la sua manovra da doppiato mentre veniva superato da Ricciardo e Vettel: un due volte campione del mondo non deve fare certe manovre…

Buona gara per le Williams che chiudono in 8^ e 9^ posizione dopo una qualifica difficile. Unica nota negativa, il contatto tra Stroll e Vettel a gara già conclusa che potrebbe aver compromesso il cambio del ferrarista. Può succedere, ma ci vuole un po’ più di attenzione…

Male per Renault e Haas: tutti fuori dai punti e con distacco. L’unico che può avere delle attenuanti è Hulkenberg, vittima anche di qualche problema tecnico ed è stato costretto ad effettuare due soste. Da segnalare le manovre di Magnussen di difesa dagli avversari: non è proprio quello il modo di fare…

Per quanto riguarda Toro Rosso, fuori Sainz per problemi alla PU, da Gasly alla sua prima in Formula 1, non si può nemmeno pretender più di tanto. E’ 14°, ma la sua gara non è stata proprio malissimo…

E per concludere, Sauber della quale conosciamo la situazione e che è destinata a chiudere le gare sempre nelle ultime posizioni in modo del tutto anonimo.

C’erano i presupposti per ridurre il gap mondiale da Hamilton e invece si è allungato di nuovo. Pochi punti, ma ora sono 34. Si può ancora fare e quanto visto oggi è incoraggiante. Non è dura, ma durissima. Subito in pista però la settimana prossima in Giappone, dove sulla carta, sarà la più tosta per Ferrari. Lo sarà nella realtà o avremo sorprese come oggi? Wait&see…


di Alessandro Rana (@AleRana95)

GP ITALIA: la cronaca della gara

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3 settembre 2017. Monza, Italia. Tredicesimo appuntamento con il mondiale di Formula 1.

Mercedes domina in lungo e in largo il Gran Premio d’Italia, con Hamilton che vince e si porta a casa la testa del mondiale seguito da Bottas. Terza la Ferrari di Vettel che rimedia ad una qualifica pessima condizionata molto anche dal maltempo. Seguono la Red Bull di Ricciardo, autore di una rimonta dalla 16^ posizione e di una gara fantastica, e l’altra Ferrari di Raikkonen.


Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi:

Da premettere che le condizioni di pista bagnata del sabato hanno consegnato alcuni verdetti inaspettati: Stroll parte in 2^ posizione; Ocon in 3^ (entrambi avvantaggiati anche dalle penalità subite dai Red Bull. Verstappen partirà 13°; Ricciardo 16°).

Al via, lo scatto è buono per tutti. Stroll si affianca ad Hamilton prima di curva 1, ma poi gli manca quel qualcosina per attaccarlo, così subisce l’attacco da Ocon e perde la posizione. Poco dietro, Raikkonen tenta subito l’attacco a Bottas in curva 1; prosegue per tutta Curva Grande e riesce a portare a casa in sorpasso nella seconda variante.  Verstappen è autore di un’ottimo scatto, infatti si ritrova subito in 8^ posizione.

Non termina nemmeno il primo giro ed ecco che subito in fondo al rettilineo che porta alla Parabolica, Bottas attacca nuovamente Raikkonen e sul rettilineo principale riesce a riprendersi quello che il ferrarista gli aveva tolto.

Inizia a questo punto la rimonta di Vettel: in pochi giri supera (senza ordine di squadra) prima Raikkonen, poi Stroll e quindi Ocon, portandosi in terza posizione. Nel frattempo, più indietro, Verstappen sta attaccando Massa, ma i due si toccano e l’olandese subisce una foratura che gli compromette la gara.

Per Vettel è impossibile tenere il ritmo dei due davanti: di media perde mezzo secondo al giro.

Da sottolineare come nel frattempo Ricciardo stia risalendo grazie ad un ottimo passo gara e non appena iniziano le soste, si ritrova addirittura in zona podio provvisorio. Quando si ferma per la sua sosta, rientra in pista 5° subito dietro Raikkonen, ma il suo passo è talmente più veloce che lo supera subito in curva 1 con un gran sorpasso! Con questo ritmo anche la posizione di Vettel è a rischio. Il ferrarista, infatti, non riesce ad essere così incisivo come Vettel: supera Stroll grazie all’undercut; Ocon lo passa in pista, ma dopo vari giri alle sue spalle.

Mercedes procede tranquilla su di un altro pianeta, staccando di oltre 30 secondi Vettel che porta a casa il podio. Ricciardo si ferma a circa 4 secondi dal ferrarista. E Verstappen, nonostante tutto, chiude in zona punti, a dimostrazione che Red Bull qui aveva trovato un assetto ottimo.

Quindi, Mercedes ha ricordato a tutti che su questo tipo di circuiti non ce n’è per nessuno. La loro superiorità è impressionante. Hamilton sempre in modalità martello, ma anche Bottas è sempre stato poco più dietro, qualifica a parte.

In casa Ferrari, guardando la prestazione della qualifica e della gara senza sapere nient’altro, si direbbe sia uno week end decisamente negativo. Secondo me, invece, considerato anche che la gara passata si è disputata su una pista molto simile, l’aver portato a casa un secondo posto e Spa e un terzo a Monza non è così male. Certo, ora bisogna aspettarsi che su una pista simil Monaco e Ungheria come Singapore, arrivi un’altra doppietta o comunque una vittoria. Raikkonen non a livello di Vettel in questo week end, nonostante in qualifica gli sia stato davanti.

Incredibile quello che ha fatto vedere qui Red Bull: doveva essere la pista peggiore per loro, ma se non fosse stato per le penalità probabilmente se la sarebbero giocata anche con Mercedes. Dopo la qualifica erano 2°e 3°; partono 13° e 16° e giungono entrambi a punti con Ricciardo quasi a podio e Verstappen 10° con una foratura. Decisamente molto bene…

Bene anche Force India e Williams qui, in modo particolare Ocon e Stroll. Ottima la qualifica per entrambi e anche la gara non è per niente male. Forse la loro miglior gara finora. Anche Massa e Perez si difendono e arrivano a punti. Va detto che la tipologia di pista li ha molto aiutati; sarà difficile si ripetano a Singapore…

Male invece Haas, Renault e Toro Rosso. Le loro macchine sono oltre la decima posizione in qualifica e in gara sono autori di gare anonime senza degne di nota fuori dai punti. Decisamente uno week end negativo per loro.

Altro week end da dimenticare sia per Sauber che per McLaren: i primi ormai non fanno più testo e la loro situazione la conosciamo fin troppo bene. I secondi, riescono a portare una macchina in Q3 anche grazie alle condizione climatiche, ma come al solito partono indietro a causa di penalità per la PU. Vandoorne è poi costretto al ritiro per problemi tecnici, così come Alonso a due giri dal termine. Vederli in pista, sorpassati da tutti come fossero fermi fa male sia a McLaren, sia a Honda, ma anche alla Formula 1 stessa. Non ci siamo proprio…

Hamilton lascia Monza da leader del mondiale per la prima volta dopo la Cina, dove lo era stato a pari punti con Vettel. Il vantaggio è minimo, 3 punti. Ora si va a Singapore, pista su cui la favorita dovrebbe essere Ferrari. Riuscirà Vettel a riprendersi la testa? Wait&see…


di Alessandro Rana (@AleRana95)