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GP AUSTRALIA: l'editoriale di Mariano Froldi

Una rondine non fa primavera. Ma fa ben sperare.

Giuro: se tutte le levatacce per vedere un gran premio di F1 avessero il dolce, corroborante, splendido finale di domenica 26, ne farei volentieri altre 19 in un anno!


Tuttavia, devo ricordare a me stesso e a chi segue la Formula Uno, in particolare i ferraristi (famiglia cui appartengo), un pochino di sano pragmatismo (viste le tante delusioni collezionate in questi ultimi dieci anni). Tocco ferro anche io sia chiaro e non voglio certo fare il menagramo. Tutt'altro. Tra l’altro, anche se non fossi di fede “maranelliana”, saprei bene che una Ferrari che lotta sempre al vertice e che magari vince il mondiale fa bene a tutto l’ambiente degli sport motoristici.

L’adagio dice: “Una rondine non fa primavera”. Parafrasando: una vittoria non fa il mondiale. Ma, aggiungo, fa ben sperare. Il sunto è: godiamoci questa vittoria. Archiviamo questa prima casella di 20, pensando a ciò che è stata: una vittoria ottenuta con autorevolezza. Niente fortuna. Come ha twittato a caldo FUNOAT, questa è forse la vera prima sconfitta della Mercedes nell'era dell’ibrido. L’analisi dei passi gara, sin dalle simulazioni di venerdì, mostrava che la Ferrari aveva un buon passo anche se, la Mercedes, sembrava essere superiore. L'incognita carburante e il lavoro sul setup fatto dagli ingegneri di Maranello hanno permesso a Vettel  di arrivare alle qualifiche e alla gara con una vettura molto bilanciata.  Non si sa se senza Verstappen davanti a Hamilton, Vettel sarebbe riuscito a passare la Mercedes al pit-stop, ma si sa che una volta davanti ha rifilato, con una costanza invidiabile, secondi su secondi all'astronave anglo-tedesca. Addirittura ben 10 secondi. Impensabile sino a pochi mesi fa.



Cosa sappiamo? Almeno due cose: la Ferrari ha lavorato in silenzio, subendo lo scetticismo di molti (io, fra gli altri), e costruendo una monoposto che con le nuove regole funziona. Ma la Ferrari ha lavorato anche politicamente. Il sottoscritto (permettetemi per una volta di essere immodesto), assieme a pochi altri lo aveva notato sin dagli ultimi gran premi della disgraziata stagione 2016. Mi riferisco soprattutto alla spinosa questione delle sospensioni delle monoposto e del loro uso in funzioni specificamente aerodinamiche. Sia chiaro: non si intende, per lavorare politicamente, fare regole che ti avvantaggino. Ma, perlomeno, essere tutti alla pari, senza “furbate” tecniche. 

Cosa sperare, dunque, mentre la mente assapora le immagini del circuito di Melbourne invaso da tifosi della Rossa? Che la Ferrari sappia sviluppare nel corso della stagione la sua monoposto. Questa è la vera sfida!

Gli altri non staranno a guardare. Ne Mercedes ne, tanto meno Red Bull.

GP AUSTRALIA: l'analisi della gara

E' stata una grande prova di forza quella mostrata nella giornata di ieri sul tracciato di Melbourne dalla Ferrari e da Sebastian Vettel. Per la prima volta nell'era dell'ibrido (stagioni 2014, 2015 e 2016) la Mercedes è stata battuta in pista. Le altre vittorie di RedBull (stagioni 2014 e 2016) e di Ferrari (2015) era state ottenute principalmente per errori e/o problemi della scuderia anglo-tedesca. 


Quella di ieri invece è stata la vittoria della vettura più veloce in pista che ha sfruttato e gestito nel modo migliore i nuovi pneumatici Pirelli 2017. In Ferrari durante l'inverno hanno svolto un lavoro molto buono che ha confuso molto, noi compresi. Sbagliati erano i rumors invernali che volevano una Ferrari SF70H poco competitiva (non quelli relativi alla presenza in galleria di una SF70H-B con passo più lungo, tuttora in fase di studio da parte dei tecnici Ferrari per capire i pro e i contro di tale soluzione) con un Team italiano che voleva lavorare con poche pressioni e con poche aspettative da parte dei mass media e quindi dei tifosi. Notizie riportate anche sulle pagine di questo sito ma anche su altre testate che per blasone ed importanza sono molto superiori alla nostra. In pochi avevano fiducia delle seconde e terze linee e della struttura orizzontale voluta da Marchionne e Binotto ma i risultati stanno dando ragione al Team. I nuovi innesti (nessun grosso nome ma solamente seconde e terze linee), in ambito motoristico principalmente da Mercedes e in ambito aerodinamico da RedBull, sembrano stiano dando degli ottimi risultati. 



Dopo aver fatto questa doverosa premessa andiamo ad analizzare la gara corsasi nella mattinata di ieri sul circuito australiano di Melbourne. In questa stagione cercheremo di analizzarla non solo con le parole ma anche mediante l'utilizzo di grafici. 

Fin dai primissimi giri della gara si è capito subito che la SF70H di Sebastian Vettel era la vettura più veloce. Dopo una partenza piuttosto buona ha girato alla prima curva alle spalle di Hamilton e davanti al duo Bottas-Raikkonen. Negli anni scorsi eravamo abituati a vedere una Mercedes che apriva un gap significativo nei primi giri e poi andava a gestire la gara controllando i rivali e gestendo con molta facilità, vista la poca pressione, la strategia. Anche ieri ci si poteva aspettare questo perché analizzando i long run di venerdì la Mercedes sembrava avere qualcosa in più sul passo gara. Così invece non è stato grazie all'ottimo lavoro svolto sulla SF70H nel post FP2. Venerdì ad entrambe le SF70H sembrava mancare qualcosa pur non risultando troppo sbilanciate, quel qualcosa che è stato trovato tra la sera e la notte di venerdì. Questo discorso vale prevalentemente per la SF70H di Vettel poiché Raikkonen non si è mai trovato a suo agio con la nuova vettura italiana con la ovvia conseguenza di non riuscire a tenere il passo del compagno di squadra. 

Fin dalle primissime battute di gara Vettel è riuscito a mettere sotto pressione Hamilton facendo capire al tre volte campione del mondo che, se voleva vincere, doveva "sudarsi" questa volta la vittoria. È riuscito a stare per alcuni giri molto vicino alla W08 di Hamilton e questo può farci capire che ne aveva di più. Molto difficile seguire una vettura a pochi secondi se non si ha un passo migliore. Resosi conto che il sorpasso era pressoché impossibile ha cercato di prendere spazio, sia per garantire il giusto raffreddamento della vettura, sia per gestire al meglio gli pneumatici ma senza perdere il terreno necessario per puntare ad un facile undercut strategico già pianificato.

Proprio nella gestione delle gomme, tallone d'Achille delle ultime stagioni, la Ferrari è riuscita a costruire questa importantissima vittoria. Osservando la linea di tendenza nella primissima parte di gara del duo di testa, si nota come il passo di Vettel sia stato il migliore sia in termini cronometrici e sia soprattutto sul degrado gomme. Solo Bottas, dei primi tre, presenta una linea di tendenza similare al pilota tedesco ma facendo segnare con tempi più alti di circa 0,5 secondi come potete osservare nel grafico di sintesi del 1° stint.

Grafico 1

Grafico 2
TEAM MERCEDES: secondo il piano A la sosta di Hamilton doveva essere effettuata un giro dopo, al 18esimo giro di gara
Concentriamoci sul momento che ha deciso la gara e cioè la sosta anticipata di Hamilton. Il momento scelto per fermare il proprio pilota dal team anglo-tedesco è sembrato essere un po' per tutti troppo in anticipo anche se c’è da dire che il compound Soft tutti quei giri poteva farseli, ed anche ad un buon ritmo, e una copertura da un possibile undercut di Ferrari poteva essere una mossa intelligente. Ma il grosso problema è che Mercedes ha messo in pista Hamilton nel traffico di Max Verstappen, non il più semplice da sorpassare, facendo risultare la scelta semplicemente un azzardo e sperando che il pilota del Team anglo austriaco si fermasse nei 2-3 giri successivi. Per precisazione, nel dopo gara si è saputo che la sosta di Hamilton, secondo il piano A, doveva essere al giro 18 anziché al 17esimo. Ma andiamo ad analizzare il perché il Team tedesco ha scelto di fermare il proprio pilota un giro prima o comunque non rivedere la propria strategia considerando il gap tra il proprio pilota e la prima delle RedBull. 

Analizzando i primi 16 giri (grafico 2) si nota che la linea di tendenza del passo gara di Hamilton stava iniziando a salire verso l’alto, sintomo di un certo degrado da parte del pilota inglese, cosa che non si è verificata invece sulla SF70H di Vettel. Fin dai primissimi giri Hamilton si è lamentato della mancanza di grip sulle posteriori, causati molto probabilmente da un certo sovrasterzo in uscita di curva presente sulla W08 australiana in tutte le sessioni del weekend, che provocava un surriscaldamento anomalo delle coperture. Detto questo, analizzando i tempi, non si era osservato un decadimento così importante nelle prestazioni di Hamilton da costringerlo ad un pit stop anche se nel giro del Pit Stop il pilota inglese della Mercedes aveva perso quasi 7 decimi in soli due settori. Ciò ha messo in allarme il muretto box Mercedes chiedendo il rientro del pilota inglese pur senza la "finestra" necessaria per effettuare il Pit Stop e rientrare con pista libera per sfruttare le coperture nuove.  

Dai grafici in basso possiamo notare come Hamilton stesse guadagnando progressivamente sul Verstappen. Fino al 13 il guadagno di Hamilton è stato di circa 1 secondo al giro per poi diminuire dal giro 14 al 16 (mediamente 6 decimi al giro). Al giro 16 il gap tra i due era di 18,5 e vedendo l'andamento dei tempi, Hamilton avrebbe dovuto rimanere in pista per almeno altri 6 giri per poter effettuare il Pit e finire davanti a Verstappen ma avrebbe trovato comunque traffico in quanto Raikkonen precedeva il pilota olandese di qualche secondo.



Mercedes, messa sotto pressione, ha affrettato la scelta e la Ferrari intelligentemente ne ha approfittato. La pressione che Vettel stava mettendo ad Hamilton è stata fondamentale per metter in crisi gli strateghi della Stella a 3 punte che temevano fortemente l'undercut della Ferrari. Per questo, e per i motivi sopra scritti (principalmente un degrado che stava iniziando a manifestarsi maggiormente), hanno scelto di anticipare le mosse degli strateghi in Rosso. Il traffico di Verstappen è stato fondamentale per la strategia Ferrari. Come potete osservare dal grafico in basso, nei primi 2 giri, con un set di gomme nuove soft, Hamilton era riuscito a guadagnare qualche decimo su Sebastian. A partire dal giro 20, il pilota inglese ha iniziato a perdere terreno per via della presenza della RedBull RB13 guidata dal forte pilota olandese. Decisivo il giro 22 con Vettel che guadagna ben 1,4 secondi sul tre volte campione del mondo e si apre la finestra per "pittare" nel giro successivo ed uscire in testa alla gara. Strategia perfetta del Team italiano. Mentre per Mercedes siamo giunti alla conclusione che non può essere considerato un errore, per i vari motivi spiegati nelle righe precedenti (degrado, possibilità di undercut di Vettel, ecc..). Potevano forzare Vettel ad entrare nel traffico con un undercut? Si, se gli pneumatici di Hamilton fossero stati in buone condizioni, cosa che gli intermedi del giro 17 non stavano però evidenziando.



GP AUSTRALIA: nel primo stint il più veloce in pista è stato Vettel
Nella tabella in basso andiamo a riassumere i tempi medi realizzati dai top 5 nella prima fase di gara: tutti i piloti analizzati utilizzavano le gomme UltraSoft utilizzata durante il Q2 di sabato

Da questa analisi si nota che, seppur di poco, il miglior passo è stato quello di Vettel che precede di pochi millesimi Hamilton, il quale ha però effettuato ben 6 giri in meno, il 25% in meno dello stint di Vettel. Va poi detto che Hamilton ha potuto girare a pista completamente sgombra ed era libero di esprimere il proprio passo. Questa cosa Vettel non ha potuto farla ed avrebbe potuto su un ritmo sicuramente più veloce di qualche decimo soprattutto nelle fasi iniziali dello stint. 

Non buono, se confrontato con Hamilton, il passo di Bottas che a parità di gomme è stato più lento del compagno di squadra di circa 6 decimi. Bottas non ha girato nel traffico quindi il passo evidenziato è reale. Stessa cosa vale per Raikkonen che, per tutto il fine settimana, è sembrato in difficoltà. Difficoltà che si evidenzia anche nel passo gara del 1° stint in quanto il gap che lo separava da Vettel è stato di 7 decimi.  


GP AUSTRALIA: con le SuperSoft la RedBull RB13 ha fatto una bella seconda parte di gara
Nel secondo stint il pilota più veloce è stato Max Verstappen con la RedBull RB13. Il pilota olandese è stato molto abile a sfruttare nel migliore dei modi le gomme SuperSoft e portarle al termine della gara senza particolari problemi realizzando uno stint di 32 giri con questi pneumatici.

Tra i piloti che hanno utilizzato le gomme Soft il passo tra Vettel e Bottas è stato piuttosto simile e molto vicino a quello realizzato da Verstappen con i SuperSoft. Ricordiamo che tra i due compound c'era una differenza sul giro secco di circa 7 decimi, minore con il passare dei giri per via della minor durata della mescola. Buono anche Raikkonen che con questa tipologia di pneumatici ha girato con tempi molto simili a quelli del compagno di squadra. Il grafico in basso mostra come Raikkonen, a pochi giri dalla fine (56° giro), abbia realizzato il giro più veloce della corsa.  

Va comunque detto che, Vettel, visto il distacco su Hamilton, nella parte finale di gara non ha spinto troppo ma ha solamente pensato a gestire il pacchetto macchina e gomme pur cercando di far segnare il giro più veloce (ma in un solo passaggio). 


Molto male Hamilton che con le gomme Soft: non ha mai trovato il ritmo giusto ed ha girato addirittura più lento anche del suo compagno di squadra.


Dal grafico in basso si possono notare i tempi molto altalenanti di Hamilton. Questa cosa non è da imputare ai doppiati in quanto, le stesse macchine, sono state passate anche da Vettel. Sembra che il problema principale della Mercedes W08 guidata dal pilota inglese sia stato il surriscaldamento delle gomme, soprattutto le posteriori. Dopo uno o due giri veloci, il tre volte campione del mondo, era costretto a far "rifiatare" gli pneumatici per riportarli nella giusta finestra di funzionamento. 


Analizzando le velocità massime, registrate nei punti di rilevamento, si nota una Ferrari molto positiva con velocità similari a quelle della Mercedes. Questo dimostra l’ottimo lavoro svolto dall'équipe diretta da Sassi che ha sviluppato una Power Unit a livello di quella della Mercedes. La SF70H in questa gara, oltre ad un assetto rake molto spinto, ha utilizzato un’ala posteriore da alto carico con abbinato il monkey. Mercedes, invece, ha optato per un ala da medio carico con un assetto abbastanza piatto. Nonostante questo, le velocità mostrate dalla SF70H sono state ottime. 


di Cristiano Sponton e Il PJ

GP AUSTRALIA: la cronaca della gara - di Alessandro Rana

26 marzo 2017. Melbourne, Australia. Finalmente l’attesa è finita; si riaccendono i riflettori sulla Formula 1 con la prima gara della stagione.


Si parte alla grande, con una vittoria in casa Ferrari per Sebastian Vettel; battute le Mercedes di Hamilton e Bottas. Seguono quindi Raikkonen e Verstappen. Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi:


Buona partenza per tutti i piloti davanti con Hamilton che mantiene la testa della gara, tuttavia, per tenere dietro Vettel stressa troppo le sue gomme ed è costretto ad una sosta anticipata. Al suo rientro in pista si trova alle spalle di Verstappen che ha un ritmo decisamente inferiore e non gli riesce il sorpasso (anche perché con queste vetture non è così semplice). Al contrario, Vettel riesce a far lavorare bene la sua gomma e a guadagnare quei secondi che gli permetteranno di rientrare in pista davanti all’inglese. Con pista libera il ritmo del tedesco è nettamente migliore e Hamilton non riuscirà mai ad impensierirlo.


Bottas e Raikkonen sembrano condurre una gara a parte: i loro tempi sono più alti di quelli dei  compagni di squadra anche se va segnalato che Bottas con gomma soft farà registrare tempi interessanti che gli faranno chiudere la gara a poco più di 1 secondo da Hamilton. Raikkonen, invece, sembra non essersi mai trovato a suo agio al 100%; solamente nel finale un lampo: fa registrare il giro più veloce della gara!


Per quanto riguarda i RedBull gara a due facce per loro con Ricciardo che all'inizio non riesce nemmeno a schierarsi per problemi al cambio. Parte con due giri di ritardo, ma a metà gara circa deve arrendersi in definitiva. Per Verstappen, invece, gara tranquilla, l’unico a montare gomma SuperSoft di quelli davanti. La gomma più prestazionale fa si che si faccia sempre più sotto a Raikkonen, ma non riuscirà mai ad impensierirlo.


Williams. Anche qui gara a due facce: Massa conduce una gara senza pensieri in 6^ posizione; Stroll arranca nelle retrovie ed alla fine è costretto al ritiro per problemi tecnici.


Force India e Toro Rosso. Gara abbastanza tranquilla per i piloti di questi team. Da segnalare il bel sorpasso nel finale di Ocon su Alonso che gli consente così di portare a casa il suo primo punto iridato.


Haas. Vale lo stesso discorso di Williams, nonostante il ritiro di entrambi i piloti per problemi tecnici. Grosjean era ampiamente in zona punti, ma Magnussen è rimasto per tutta la gara in ultima posizione con tempi molto alti… E anche per Renault, più o meno, è la stessa “minestra”. Hulkenberg chiude in 11^ posizione dopo una discreta gara; Palmer, dopo essere rimasto in pista vari giri nonostante evidenti problemi, deve ritirarsi.


McLaren. Il risultato si commenta da solo: Vandoorne chiude 13° e ultimo; Alonso si ritira, anche se va detto che fino al momento del sorpasso subito da Ocon e Hulkenberg si trovava in 10^ posizione, molto più in alto di quanto ci si potesse aspettare.


E per finire Sauber: Ericsson protagonista al via di un contatto con Magnussen e costretto poi al ritiro per problemi alla PU; Giovinazzi, al suo debutto in F1, riesce a portare la monoposto al traguardo in 12^ posizione. Decisamente un ottimo risultato, considerato che ha potuto disputare solo una sessione di libere…

Un giudizio ai tre top team? 

Mercedes: probabilmente hanno fatto una macchina molto complessa che risulta quindi anche molto difficile da mettere a punto al 100% e oggi si è visto. Molto bene Bottas che nonostante venga visto come una riserva, ha dimostrato di poter stare con Hamilton.


Ferrari: un risultato decisamente inaspettato. Non l’avrei mai detto ne durante la sosta invernale, ne durante i test, ma nemmeno dopo le libere di venerdì. Impressionante la gara di Vettel.

RedBull: sicuramente sotto le loro aspettative. Con questo regolamento avrebbero dovuto essere loro quelli da battere, e invece inseguono e nemmeno da troppo vicino.

Appuntamento tra due settimane in Cina, su una pista “vera”. Vedremo se quanto visto oggi verrà confermato oppure se l’Australia si confermerà pista a se…


di Alessandro Rana (@AleRana95)

GP AUSTRALIA: il commento di Mauro Petturiti

Un boato rosso scuote il cielo di Melbourne: dopo un anno e mezzo la Ferrari torna a vincere un Gran Premio e lo fa in modo prorompente e con sorprendente dominio.

La Ferrari già in qualifica si era mostrata in palla, prendendo solamente poco meno di 3/10 da Hamilton, ma in gara ha mostrato una consistenza e velocità che non si vedeva da tempo immemore.


Ma partiamo dall'inizio: partenza senza grossi problemi dopo le modifiche regolamentari per limitare l'elettronica che aiuta il pilota allo start. Hamilton scatta via bene con le Ferrari che seguono leggermente attardate ma mantenendo le posizioni.

Passa il primo giro e il pilota britannico fa l'andatura seguito da Vettel, Bottas, Raikkonen, Verstappen e il gruppo. Sorprendentemente a differenza dello scorso anno Hamilton non riesce a scappare via, e anzi, Vettel si incolla a meno di un secondo per molti giri senza avere quel deterioramento delle gomme ai quali eravamo abituati, e annebbiando la mente sia ad Hamilton che a Mercedes stessa, costringendoli ad un pit-stop molto anticipato e rivelatosi "folle". Il Team tedesco ha rimesso in pista il forte pilota inglese in mezzo al traffico, soprattutto dietro a Verstappen, il quale non si é lasciato mai superare nei successivi 4 giri.

Proprio grazie a ciò la Ferrari ha atteso e non marcato gli avversari, aspettando di avere il gap giusto per effettuare la sosta e tentare l'overcut: pit senza problemi e uscita proprio davanti alla Red Bull e Mercedes, con Toto Wolff che mai si era visto così arrabbiato, forse conscio della forza odierna del Cavallino.

Qui praticamente si è decisa la gara, con Vettel che, una volta al comando, ha cominciato a martellare come faceva ai tempi d'oro della Red Bull, staccando sorprendentemente la Mercedes e guadagnando fino a 10".

Gara a se tra i primi due, con gli altri a seguire più attardati, ma con rimonta finale, a partire da Bottas, solido nel primo gran premio in Mercedes, e più indietro Raikkonen, mai a suo agio questo week-end, prendendosi un pesante distacco (22") dal compagno di squadra.

Si conclude così il GP con una grande vittoria della Ferrari, meritatissima, e per la prima volta in tre anni la Mercedes é stata battuta a armi pari, senza regali o sfortune altrui; questo fa ben sperare per il proseguo della stagione, soprattutto per lo spettacolo che vedrà almeno in questa fase non due compagni ma forse due scuderie a contendersi la vittoria.

Gli altri: come detto, sul gradino più basso del podio troviamo Bottas, seguito da Raikkonen, Verstappen, molto meglio in gara che in qualifica la sua RedBull, Felipe Massa sesto, poi Perez, Sainz, Kvyat, Ocon, a punti, e a seguire Hulkemberg, Giovinazzi e Vandoorne

Gara con diversi ritiri per motivi tecnici con 13 piloti a finire la gara, e con un altro plauso a nostro Giovinazzi, con un gran premio portato a termine a ridosso della zona punti e senza commettere nessun errore, da tenere assolutamente in considerazione come pilota futuro per la F1.

McLaren come nelle aspettative, deludente e, a detta di Alonso, senza un suo giro ottimo in qualifica e un po' di fortuna, sarebbe l'ultima forza del campionato.

Ma la cosa da sottolineare, e che era difficile da pronosticare, è che la Ferrari è andata forte sia con gomma UltraSoft, compiendo ben 22 giri, quando Hamilton già 4 giri prima ha anticipato la sosta per un crollo di prestazione a detta sua, e sia con gomma Soft. Sebastian é stato un martello, senza mai permettere agli avversari di neanche avvicinarlo a vista. Questa é una considerazione importante, perché chi riuscirà a sfruttare al meglio le coperture italiane, avrà un vantaggio da qui e alla fine della stagione, potendosi permettere anche di controllare di più gli avversari.

Ultima considerazione: terminato e archiviato il primo Gp, ora si riparte e si va tra due settimane in Cina con alcune certezze in più, e cioè che da quello che si visto oggi, il mondiale potrebbe avere più di un padrone e ciò é un bene per questo sport. Ora rimane solo da vedere su una pista diversa se si confermano i valori visti oggi, e se gli aggiornamenti che porteranno i team amplieranno o diminuiranno i gap. Dalle simulazioni, dicono che queste vetture a fine stagione dovrebbero essere più veloci di oltre 2,5 secondi di adesso, un eternità, ma con i cambiamenti regolamentari fatti c'è da aspettarselo e vedremo chi alla lunga avrà indovinato il progetto della vettura nell'arco dell'intera stagione (la famosa ormai diatriba tra passo lungo e passo corto che tanto ha fatto discutere sia addetti ai lavori sia le frange di tifosi più sfegatati) dato che il mondiale é lunghissimo, 20 gare (19 rimaste).

Ricordiamoci che l'anno scorso Lewis Hamilton con 10 vittorie non riuscì a vincere il mondiale, e questo la dice lunga su quanto ci voglia perfezione in questa F1 per ottenere il massimo risultato, ma per la Ferrari, che ci si aspettava comunque dietro (già ripetere la stagione 2015 ci si avrebbe messo la firma), si prospetta almeno un ottima base per sviluppi futuri, data anche dalla stabilità ora raggiunta all'interno della gestione sportiva.

Un bel 7 pieno all'esordio della nuova F1 con macchine belle da vedere e dicono, anche da guidare, finalmente a prova di pilota, che, parafrasando Villeneuve, ora non sono più dei passeggeri ma fautori del proprio destino. E in queste parole inserisco il binomio Ferrari-Vettel di oggi, semplicemente mostruosi e inarrivabili per gli altri.

Ma se é vero che una rondine non fa primavera, é vero anche che il buongiorno però si vede dal mattino, e che questa alba rossa potrebbe non essere la sola, e il tempo e la pista ci daranno il categorico responso.

di @petturiti

GP AUSTRALIA: il commento dei lettori di Mauro Petturiti


Finalmente ci siamo! Le prime qualifiche della tanto acclamata stagione 2017 di F1 si sono da poco concluse, con alcune conferme e anche delle sorprese sia positive che negative, con il fatto che ancora siamo solamente all'inizio e ancora tutto può succedere.

Dopo tanto parlare, di inverni bui, silenziosi, rumors, e infine gli ultimi test di Barcellona, siamo arrivati ad avere i primi riscontri reali delle nuove vetture, senza il dubbio dei carichi di benzina, dei motori tappati ecc..


Ora abbiamo potuto vedere la bontà del lavoro svolto in inverno dai vari team, fino a questo punto, e possiamo dire che alcune delle previsioni fatte, in special modo dai nostri "mentori" di Funoanalisitecnica, Cristiano Sponton e PG Tech, si sono rivelate corrette, per quanto difficile era interpretare dati e segnali avuti fino ad ora.

Dopo tre anni di dominio Mercedes in qualifica, abbiamo ritrovato il gusto di vedere battagliare almeno 2 team nel Q3 , con incertezza fino alla fine, e lo spettacolo ne ha giovato eccome, non vedendo sempre spartirsi la prima fila solo tra i piloti della stella a tre punte.

La Ferrari ha confermato quanto di buono mostrato nella prima uscita, e cioè essere una macchina subito veloce ed estremamente facile da guidare e portare subito al limite, tranne solo per la giornata di venerdì, dove nelle FP1 non aveva trovato un assetto ottimale.

Vettel si é trovato a suo agio con queste nuove monoposto, e sembra tornato il SEB dei tempi della red-bull degli scarichi soffianti, con macchine incollate a terra e pilota che anche guidando al limite, riesce a essere anche efficace nel trovare il tempo sul giro, ma la cosa che é stata differente dallo scorso anno e che per ora ha fatto la differenza, é la capacità della SF-70H, di sfruttare al meglio le gomme Pirelli, senza soffrire l'andamento altalenante delle temperature e da qui non riuscire ad entrare nella finestra di esercizio ideale delle coperture italiane.

In più, finalmente, passando dalla Q1, superata con gomme supersoft, alla Q2 e infine Q3,  in tutti e tre i passaggi la Ferrari é riuscita sempre a migliorarsi e trovare sempre un nuovo limite, cosa che non gli riusciva quasi mai, prendendo distacchi nell'ultima qualifica dell'ordine di anche più di un secondo.

Se questa tendenza dovesse ripetersi, allora la Mercedes, come da un po' l'impressione, dovrebbe cominciare a "preoccuparsi", non avendo più quel margine che permetteva ai piloti anche di sbagliare e non sfruttare tutta la macchina, e lo stesso monopolizzare la prima fila.

Oggi invece Hamilton, per prendersi la pole position, ha dovuto fare un giro perfetto e sfruttare tutto il potenziale della sua W08-Hybrid, rifilando "solo" 268 millesimi ,nell'ultimo giro utile, a Vettel, contrariamente allo scorso anno dove la prima delle Ferrari chiuse le qualifiche con 8 decimi di distacco e quasi andando a vincere paradossalmente la gara poi.

Questi i primi due contendenti, con il terzo posto che lo ha agguantato il neo arrivato nella casa tedesca, Valtteri Bottas non ancora perfettamente e ,comprensibilmente, a suo agio nel nuovo team, e 4 posto, ma staccato di pesanti 9 decimi, per Kimi Raikkonen che non é mai riuscito a mettere insieme un buon giro, ma conscio delle potenzialità della vettura, vista anche la posizione del compagno di squadra.

A scorrere ancora poi, già c'é un solco tra le prime due della classe, e tutti gli altri team, con il quinto posto occupato da Max Verstappen, ma staccato dalla prima delle Ferrari da ben un secondo, e qui ci domandiamo se la matita di Adrian Newey abbia "tremato", per disegnare una vettura molto semplice aerodinamicamente, che sembri avere poco carico al posteriore, confermato dalle tante difficoltà di guida e concluso con l'incidente in Q3 di Daniel Ricciardo, che ha perso il retrotreno della sua macchina mentre effettuava il giro veloce (neanche tanto veloce era poi fino a quel momento) e andare ad impattare con le barriere danneggiando la sua Red-Bull. Distacchi che si diceva derivassero principalmente dalla power unit Renault non ancora a livello dei top (tutti i motorizzati francesi dispongono dell'unità MGU-K con specifica 2016 per motivi di affidabilità scarsa di quella nuova), ma che, dato il largo divario visto oggi, lasci presagire che ci siano problemi anche a livello aerodinamico come detto sopra, con il team che sta lavorando per mettere in condizione i piloti di essere al livello dei primi.

Grande sesto posto per Romain Grosjean con un ottima Haas, seguito dal longevo ed esperto Felipe Massa, settimo. Ottavo e nono posto per i torelli Sainz e Kvyat anche loro con una vettura molto ben bilanciata. Ricciardo decimo per il motivo detto sopra, e via via Perez, Hulkemberg, Alonso, Ocon, Ericsson, Giovinazzi, Magnussen, Vandoorne, Stroll e infine Palmer.

Parole importanti anche per il nostro Antonio Giovinazzi, chiamato solo dalla FP3 a sostituire Wehrlein, e autore di una qualifica fantastica, sfiorando la Q2 per soli 2 decimi dal compagno di squadra, senza neanche conoscere la pista e le gomme ma dimostrando che la Ferrari non a caso lo ha messo sotto contratto come terzo pilota, e vedremo come si giocherà la sua chance pur con un macchina non competitiva.

McLaren sempre in difficoltà, ma almeno senza i grossi problemi di affidabilità, ma lontanissima dalla vetta, tanto decantata in questo inverno e alla presentazione dal team di Woking motorizzato Honda.

In conclusione, da quello che abbiamo potuto vedere oggi, i cambiamenti regolamentari e velocità della macchine, hanno portato ad evidenziare quanto siano più difficili da guidare queste nuove auto, e allo stesso tempo, messo in luce di più il talento puro dei piloti, basta vedere la classifica e i distacchi anche tra compagni di squadra.

Ora, che parte dei valori sono stati finalmente visti, non resta che gustarci la prima gara della stagione, e vedere chi riuscirà a trovare la giusta finestra, aumentata nel 2017, per compiere sorpassi che si spera siano più spettacolari e da piloti veri, e se le vetture confermeranno le posizioni guadagnate in qualifica, o avremmo ancora sorprese, sia a livello prestazionale, sia a livello di affidabilità.

di Mauro Petturiti @petturiti

GP AUSTRALIA: gomme a disposizione dei piloti


GP AUSTRALIA: l'analisi delle qualifiche ci mostra una ottima Ferrari

La prima qualifica è ovviamente una delle più attese della stagione perchè finalmente si possono conoscere e vedere le vere prestazioni di tutti i Team. La Ferrari è arrivata in Australia con i favori del pronostico da parte di molti addetti ai lavori, Hamilton compreso, e per poco (meno di tre decimi con un gran giro di Sebastian Vettel, pilota che oggi ha fatto la differenza) l'impresa non è riuscita.


La SF70H è risultata anche oggi una vettura molto ben bilanciata e soprattutto con una guidabilità simile, se non migliore, a quella della Mercedes W08 dal passo lungo; l'aver messo cosi tanta pressione addosso alla scuderia dominatrice degli ultimi tre anni di Formula 1 può essere già vista come una vittoria per il Team italiano. Peccato solamente per gli 8 decimi rifilati da Lewis Hamilton ad uno spento Kimi Raikkonen che non è riuscito a trovare il giro giusto al momento giusto (Q3). Una Ferrari SF70H che è meno veloce, intesa come velocità sul dritto, rispetto alla Mercedes W08, anche per via di una configurazione aerodinamica più carica sommata all'assetto rake più esasperato rispetto alla vettura teutonica che ha permesso alla vettura italiana di essere più veloce in curva della W08. Ci sarà da capire se questa configurazione non andrà a penalizzare la SF70H in gara poiché il maggior drag lo si paga in maggiori consumi. La gara di domani, con strategie per i Top Team di una sola sosta (UltraSoft e poi SuperSoft), salvo diversificazione delle strategie stesse (penso a Ricciardo che parte in decima posizione), saprà sicuramente chiarirci questo dubbio.
Per quanto riguarda Mercedes c'è soddisfazione, non senza continuare ad elogiare il lavoro svolto dalla Ferrari nel pre stagione appena terminato, poiché riuscire a confermarsi al top anche dopo un cambiamento di regolamento cosi importante significa che anche il lavoro all'interno del Team tedesco è stato molto positivo.
Poi c'è il vuoto con una RedBull irriconoscibile che paga carenze motoristiche importanti (è stata montata l'unità 2016 dell'MGU-K) ma non solo quelle visto che, almeno per quanto dimostrato finora, la RBR13 anche dal punto di vista aerodinamico e meccanico / telaistico non sembra più la vettura del 2016. Sembra proprio che la lettera inviata da Simone Resta alla FIA abbia dato i suoi grandi effetti soprattutto sul Team di Milton Keynes che a dicembre è dovuto intervenire sulla meccanica della RB13 e anche sulla trasmissione per rientrare nei regolamenti 2017.

Per concludere questa prima parte è bene sottolineare la grande prova del Team Haas, motorizzato Ferrari, che grazie all'ottimo Grosjean è riuscito a qualificarsi in sesta posizione a meno di quattro decimi da Max Verstappen. Toro Rosso e soprattutto Antonio Giovinazzi sono le altre sorprese di questa prima qualifica della stagione. Il pilota italiano, che ha saputo solo poche ore prima dell'inizio delle prime prove libere di dover guidare la Sauber C36 in questo Gran Premio d'Australia, ha subito rischiato di star davanti in qualifica al più esperto compagno di squadra Ericsson (ha commesso un errore nella penultima curva). Un gran segnale se consideriamo che Antonio è arrivato alle qualifiche con solo poco più di 10 giri effettuati su una pista non propriamente conosciuta.

Ma la stagione 2017 è anche quella dell'importante cambiamento regolamentare tecnico che doveva portare le vetture dell'anno corrente ad essere più veloci di circa 5-6 secondi rispetto a quelle del 2015, e di circa 3-4 secondi rispetto a quelle 2016. I prossimi due grafici vanno a mettere proprio in evidenza ciò:


Nel confronto con i Best Lap delle qualifiche 2015 in Australia si può subito notare il grosso miglioramento del Team Mclaren, giustificato dalle pessime condizioni in cui è arrivato il Team inglese all'inizio della stagione 2015. Al secondo posto una ottima Ferrari che ha guadagnato oltre 5 secondi di cui ben 2 tra la scorsa stagione e quella attuale. Mercedes solamente in quinta posizione ma c'è da considerare che sia la vettura 2015 (W06) e sia la vettura 2016 (W07) erano già due gran macchine e i margini di miglioramento erano sicuramente minore rispetto ad altri Team.


Per quanto riguarda invece i miglioramenti tra la stagione passata e quella attuale nella Top 3 c'è sempre la Ferrari con Mercedes sempre ferma in quinta posizione. Da notare le pessime prestazioni sia di Mclaren ma soprattutto di Force India, la vera grossa delusione di questa prima qualifica 2017.

Nel prossimo grafico a barre si possono notare invece i miglioramenti tra i Best Sector Time fatti segnare nel 2016 (Hamilton S1, Hamilton S2 e Rosberg S3) rispetto ai migliori tempi 2017 (Hamilton S1, Bottas S2 e Vettel S3).


Tornando a parlare di Ferrari ho voluto mettere in evidenza i miglioramenti del Team italiano nelle ultime tre stagioni disputate confrontando i crono fatti segnare da Sebastian Vettel nelle qualifiche del GP d'Australia 2015, 2016 e 2017. La linea di tendenza (teorica ovviamente) è favorevole al sorpasso di Ferrari nei confronti di Mercedes.


Per concludere ho confrontato i Best Sector Time di Ferrari, Mercedes, RedBull e Mclaren. Si può notare come la SF70H sia migliorata notevolmente dove la SF16-H faceva molta fatica, ossia nel tratto più guidato, l'ultimo del circuito di Melbourne. 


Come abbiamo potuto vedere poco fa Mercedes ha fatto un salto in avanti meno accentuato (fortunatamente) di Ferrari andando a migliorare equamente primo e terzo settore con il secondo si migliorato ma non molto segno che la W08 Hybrid non è uno schiacciasassi come la sorella più anziana 2016.


RedBull è il Team che invece ha migliorato più di tutti il secondo settore di Melbourne palesando problemi nell'ultimo settore, quello più guidato, dove la RB13 non riesce ancora a viaggiare su dei binari come faceva invece la RB12.


Per il Team Mclaren una qualifica "normale" che ha mostrato ancora quanto la Power Unit Honda sia palesemente in difficoltà. La MCL32, come potete vedere dal grafico, non ha migliorato il secondo settore della MP4-31 2016, il che lascia veramente allibiti. Purtroppo per il Team inglese ci sarà da aspettare fino al prossimo mese di maggio per avere un aggiornamento della Power Unit giapponese anche se in molti addetti ai lavori si chiedono se il Team Mclaren riuscirà a pazientare fino a quella data.


Il PJ

GP AUSTRALIA: Mercedes con la pinna dorsale aperta

Nelle FP3, entrambi i piloti della Mercedes hanno utilizzato la versione di pinna dorsale vista durante i test di Barcellona 1 che presenta una piccola apertura per sfogare il calore che si viene a generare all'interno del cofano motore. 



Foto @AlbertFabrega

Soluzione che è stata poi confermata, su entrambe le vetture, anche durante le qualifiche. Un po' tutti i team hanno aperto gli sfoghi rispetto a quello che avevamo visto a Barcellona. Ferrari ha portato un cofano motore con lo sfogo posteriore maggiorato e Mercedes ha deciso di sfogare l'aria calda proprio dal "camino" inserito nella parte alta della pinna dorsale. 

Gran Premio d’Australia 2017 – Qualifiche

Grazie alla velocità extra data dalle monoposto e dai pneumatici in versione 2017 il precedente record del tracciato australiano si è abbassato già nella terza sessione di prove libere, con il miglior tempo di Sebastian Vettel su Ferrari. In qualifica Lewis Hamilton è andato ancora più veloce con la Mercedes equipaggiata con P Zero purple ultrasoft. Tutte le squadre hanno utilizzato la mescola ultrasoft sin dall’inizio della Q1, eccetto le due Ferrari, con Vettel che ha usato questa mescola per completare la prima sessione. La temperatura della pista alla fine delle qualifiche era di 33°C.



MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING

“I tempi sul giro sono stati di circa due secondi più veloci rispetto allo scorso anno, a beneficio di una qualifica competitiva e spettacolare. Il degrado delle mescole usate nelle prove libere è basso, il che rende probabile per domani una strategia ad un solo pit-stop. Tutto dipenderà dalla temperatura dell’asfalto: nel caso dovesse alzarsi i team potrebbero optare per una strategia a due soste. Con queste vetture, così diverse rispetto alla precedente generazione di monoposto, non ci sono dati di riferimento per la gara, quindi è più difficile prevedere la giusta strategia.”



GP AUSTRALIA: alcune novità aerodinamiche anche per la Mclaren

Qualifiche non troppo deludenti quelle del Team Mclaren che è ancora alle prese con una Power Unit depotenziata anche se c'è sicuramente da dire che il motorista giapponese sembra aver risolto, almeno in parte, i grossi problemi di affidabilità (principalmente vibrazioni causati dalla nuova combustione, simil HCCI Plus) manifestati nei test di Barcellona. La Spec C della Power Unit Honda verrà introdotta molto probabilmente tra il Gran Premio di Sochi e quello di Monaco (dipenderà anche dall'affidabilità mostrata in pista dalla Spec B attualmente montata sulle due MCL32) ossia solamente tra circa 6-8 settimane.



Per il Gran Premio di Australia il Team di Woking ha introdotto delle novità nella parte alta delle pance. Come potete infatti vedere nell'immagine in basso sono ora ben tre i generatori di vortici contro il singolo della vecchia specifica.


Modifiche anche nella parte alta e bassa dei bargeboard. Partendo dalla prima modifica, il Team di Woking ha reso più complesso il deviatore di flusso collegato al telaio della MCL32 che ha il compito di accentuare l'effetto di downwash. Portare un flusso molto energetico nella zona esterna del diffusore permette di aumentare l'efficienza dell'elemento stesso.


La seconda modifica sempre nella zona dei bargeboard è l'introduzione di una ulteriore appendice nella zona anteriore ai deviatori di flusso laterali alle pance. 



Per concludere vorrei sottolineare come il Team inglese non abbia utilizzato la versione B del proprio diffusore, quello per intenderci che vedeva la presenza di un piccolo marciapiede nella zona esterna; soluzione portata in pista nei secondi test di Barcellona ma a quanto pare subito accantonata.


GP AUSTRALIA: Red Bull RB13 con nuovi bargeboards

Prime novità tecniche sulla Red Bull RB13 vista a Melbourne. Fin dall'esordio, la nuova vettura di Adrian Newey, aveva sorpreso tutti gli addetti ai lavori per la sua semplicità. Conoscendo l'estroso progettista britannico le linee della vettura hanno sorpreso e tutti pensavano di vedere a Melbourne la vera RB13 dalle forme stravolte rispetto a quella dei test. 
Così non è stato e rispetto ai test disputati in terra spagnole le uniche novità si sono viste nella zona centrale della macchina e in special modo nei bargeboards e nel deviatore di flusso a ponte collocato sul bordo d'ingresso della fiancata. 

Più volte, prima dell'inizio di questa stagione, vi abbiamo spiegato che la zona dei bargeboards sarà fondamentale in questa annata in quanto il regolamento tecnico lascia parecchio spazio all'inventiva dei progettisti. I bargeboards sono semplicemente dei deviatori di flusso posti dietro le ruote anteriori, in corrispondenza delle prese d’ingresso dell'aria di raffreddamento dei radiatori. Tutti i bargeboards, dai più semplici ai più complessi, hanno in comune una caratteristica: non vanno mai a raccordarsi con il bordo di ingresso delle prese d’aria dei radiatori, bensì lo aggirano. In tal modo, i deviatori non scaricano i loro strati limite dentro le prese d’aria radiatori, al contrario, li scaricano all'esterno della vettura.  Inoltre i bargeboards vengono utilizzati per guidare l'aria turbolenta dalla scia dell'ala anteriore, lontano dal flusso d'aria vitale sotto la vettura. Il bordo inferiore e posteriore di un bargeboard crea un vortice che viaggia lungo il bordo inferiore esterno del sidepod, agendo come un pannello esterno o diga che contribuisce a sigillare l'area pressione inferiore sotto la macchina. 

Nelle vetture contemporanee sono diventati, inoltre,  dei veri e propri generatori di vortice che dovranno garantire il miglioramento del flusso diretto verso il fondo vettura; questo perché è fondamentale alimentare il diffusore posteriore con flusso molto energetico per incrementare il carico aerodinamico generato dal diffusore. 

La strada spiegata poco sopra è stata intrapresa anche da Newey che ha portato sulla RB13 dei bargeboard a 2 elementi di forma diversa rispetto a quelli utilizzati durante i test. Nel riquadro verde potete osservare la presenza di due grossi generatori di vortice che hanno la funzionalità di cercare di energizzare il flusso d'aria diretto verso il fondo della vettura per cercare di incrementare il carico generato attraverso il diffusore.




Oltre a questa modifica è stato cambiato anche il deviatore di flusso a ponte collocato sul bordo d'ingresso della fiancata. Nella versione vista durante i test si agganciava subito alla fiancata mentre in quello visto a Melbourne si aggancia in prossimità del cockpit e percorre l'intera fiancata. Il profilo superiore presenta una forma triangolare. Gli ingegneri di Milton Keynes, attraverso queste modifiche, stanno cercando di migliorare la qualità del flusso d'aria diretto verso la zona superiore del diffusore per massimizzare il carico aerodinamico generato.


GP AUSTRALIA: Ferrari con piccole modifiche al fondo e cofano motore maggiorato

Nella giornate di ieri avevamo analizzato le piccole modifiche introdotte sulla Ferrari SF70H al supporto degli specchietti e al deviatore di flusso posizionato nella zona anteriore delle fiancate (clicca qui per leggere).

Foto OctanePhotographic
Durante le prove libere è stato possibile notare che, sulla vettura del team italiano, rispetto ai recenti test di Barcellona è stato modificata l'arricciatura presente sul fondo che ora è molto più accentuata. Con questo intervento, gli aerodinamici di Maranello, vogliono migliorare, sia in qualità che in quantità. il flusso d'aria diretto verso la parte posteriore della monoposto. Modifica che potrebbe essere dovuta proprio all'intervento fatto al deviatore di flusso posizionato nella zona anteriore delle fiancate che presenta una  maggior curvatura per incrementare l'effetto di downwash e cioè indirizzare verso il basso il flusso d'aria che lo investe. Aria che, grazie ai deviatori di flusso posti sulle fiancate, viene indirizzata proprio sul fondo vettura. 






Rispetto ai test spagnoli, il cofano motore, nella parte terminale, come potete osservare dall'immagine in basso,  prevede uno sfogo d'aria maggiorato. A Melbourne le temperature ambientali e quelle della pista sono sicuramente maggiori rispetto a quelle incontrate a Barcellona qualche settimana fa e quindi, gli ingegneri, per migliorare lo smaltimento termico ed evitare fastidiosi problemi di affidabilità alla power Unit e/o alla sue componenti, hanno deciso di incrementare l'apertura. 



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