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lunedì 16 ottobre 2017

ANTEPRIMA GRAN PREMIO DEGLI STATI UNITI

La Formula 1 sbarca ad Austin per la prima gara della doppietta americana di ottobre, seguita da quella in Messico della prossima settimana. 
Per entrambe sono state nominate le tre mescole più morbide del range: P Zero Yellow soft, P Zero Red supersoft e P Zero Purple ultrasoft. Nel weekend di Austin i P Zero Purple ultrasoft saranno di colore rosa per supportare la fondazione Susan G.Komen®. Così come in altre otto gare nel 2017, anche per il Gran Premio in Texas la nomination è di uno step più morbida rispetto allo scorso anno. 



La combinazione di questo fattore, insieme ai nuovi regolamenti 2017 e ai pneumatici più larghi, potrebbe portare al nuovo record del circuito, come è avvenuto in alcune delle ultime gare. Il Circuit of the Americas è uno dei più apprezzati dai piloti, poiché la sua configurazione presenta tratti comuni con altri circuiti tra i più famosi. A differenza della maggior parte dei tracciati, qui il giro viene percorso in senso antiorario.

IL CIRCUITO DAL PUNTO DI VISTA DEI PNEUMATICI
  • La curva 1 rappresenta una vera sfida. Si tratta di un tornante fra salita e discesa dove è difficile giudicare il punto di frenata. 
  • Ci sono molti punti dove tentare il sorpasso: ciò rende possibili diverse strategie di gara per recuperare posizioni. 
  • Sono presenti tre lunghi rettilinei che raffreddano i pneumatici ad ogni giro. 
  • Il meteo è molto variabile in Texas e può passare dal sole alla pioggia torrenziale. 
  • Nel 2016 Lewis Hamilton ha vinto con una strategia due pit stop, mentre Sebastian Vettel ha conquistato il podio dopo aver effettuato tre soste.

MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING
“Per Austin abbiamo nominato mescole di uno step più morbido rispetto al passato. Questo fattore dovrebbe portare a un abbassamento dei tempi sul giro, continuando così  la tendenza che si è vista nel corso di questa stagione. I pneumatici P Zero Purple ultrasoft debutteranno su questo circuito e solo per questa gara saranno di colore rosa per supportare la fondazione Susan G.Komen®. Anche a causa del meteo variabile, quella di Austin è una delle gare più difficili in termini di strategia, che potrebbe comprendere tutte e tre le mescole, con la soft che rappresenta anch’essa una valida
alternativa in gara”.
PRESSIONI MINIME ALLA PARTENZA (SLICK)

22,0 psi (anteriore) – 19,0 psi (posteriore) 


CAMBER MASSIMO

-3,50° (anteriore) | -2,00° (posteriore)

giovedì 12 ottobre 2017

GP. SUZUKA: Regoliamoci di Alessandro Rana

Nuovo appuntamento con Regoliamoci. Gli episodi che hanno portato a penalità sono quelli classici, ovvero per sostituzione del cambio (5 posizioni in griglia per Raikkonen e Bottas) e per sostituzione della power unit (35 posizioni in griglia per Alonso per aver montato il 10° turbocompressore, il 10° MGU-H, l’8° ICE, l’8° MGU-K, la 7^ batteria e la 6^ centralina; 20 posizioni per Sainz per il 6° MGU-H, il 5° ICE e il 5° turbocompressore).



Ma veniamo agli altri episodi, quelli analizzati, ma che non hanno portato a sanzioni significative:

In casa Haas, il team è stato sanzionato con 5.000€ di multa perché la riconsegna elettronica del set di gomme dopo la fine delle libere 2 è avvenuta dopo le due ore consentite dal regolamento. I commissari, sentita la squadra, hanno capito che il team ha utilizzato un nuovo sistema, che però non ha funzionato. Sanzione però sospesa fino a fine anno, dato che non si tratta di un fatto di gravità

Per quanto riguarda Sainz, invece, il pilota è stato investigato per essere uscito dalla pit lane con il semaforo rosso. Analizzando i video, è chiaro che il pilota, a fine pit lane si è fermato al semaforo rosso, quindi ha inserito la prima marcia e la macchina è andata leggermente avanti. Il pilota ha subito fatto di tutto per fermarsi e non avendo ne creato pericolo per altri piloti ne tratto vantaggio, si è optato per non sanzionare l’accaduto.

Anche Perez è finito sotto la lente di ingrandimento dei commissari. Stroll si è lamentato di essere stato ostacolato durante le qualifiche. Analizzando i video e ascoltando le voci dei piloti, è chiaro che Perez stava procedendo lentamente tra curva 16 e curva 18 per guadagnare spazio rispetto ai piloti davanti a lui e stava effettuando alcuni settaggi sul volante. 

Gasly ha superato il messicano in curva 16 e questo a fatto si che Perez si si trovasse in traiettoria di Stroll in curva 17 mentre sopraggiungeva durante un giro lanciato. 

E’ chiaro che Perez si è trovato in traiettoria non per sua volontà, quindi, anche se è evidente che Stroll ha subito un impedimento, non viene assegnata alcuna sanzione

Da ultimo, il caso di Alonso. Sanzionato con 2 punti patente e una reprimenda per aver ignorato le bandiere blu. Nel giro 51 al pilota spagnolo vengono mostrate le bandiere blu. 

Nel giro 52 lascia passare Hamilton in curva 11, ma si rimette in traiettoria prima di far passare anche Verstappen che seguiva e che lottava con Hamilton. 



Anche Alonso era in lotta con Massa, ma per i commissari, il fatto che fosse doppiato, significa che deve lasciar passare chi è in testa alla gara e quindi è stata imposta la sanzione.

GP SUZUKA: la cronaca della gara di Alessandro Rana

8 ottobre 2017. Suzuka, Giappone. Sedicesimo appuntamento con il mondiale di Formula 1.



La “luna nera” asiatica continua ad accompagnare la Ferrari anche nel week end giapponese. Vettel parte in seconda posizione, ma un problema ad una candela lo costringe al ritiro dopo soli 5 giri. 

Hamilton vince il gran premio, seguito dalle due Red Bull e quindi da Bottas (che partiva con la penalità per la sostituzione del cambio). 5° Raikkonen, anche lui vittima della stessa penalità del finlandese della Mercedes.

Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi:

La gara non è ancora partita, ma è subito chiaro che sulla monoposto numero 5 ci sono dei problemi. Il cofano motore è stato rimosso e i tecnici stanno effettuando delle verifiche. Tutto però sembra apposto e il via è regolare.

Ma da subito ci si accorge che non è così. Pur essendo partito bene, Vettel non riesce minimamente a tenere il ritmo di Hamilton e in pochissimo tempo viene superato da Verstappen. Entra in pista la safety car per rimuovere la macchina incidentata di Sainz e al restart i problemi si vedono ancora di più quando sul rettilineo viene superato da tre vetture in un solo colpo. 



Non passa nemmeno un giro ed ecco che viene richiamato ai box per il ritiro.

Intanto, dietro, anche Raikkonen è in difficoltà. E’ partito con gomma gialla, ma tentando di superare Hulkenberg finisce largo e perde posizioni. 

Passano i giri e Hamilton davanti non scappa via, ma mantiene la leadership incontrastato. Verstappen prova qualcosa fermandosi per primo, ma non riesce ad ottenere nulla. L’unico momento in cui Hamilton sembra avere problemi è al suo rientro in pista, quando sembra essere in difficoltà con la gomma. Ma Bottas, che nel frattempo era passato davanti, gli copre le spalle e le cose si rimettono a posto. 

Al momento della sosta, Bottas poi rientra in pista 4°. La gomma rossa è molto prestazionale per lui e si avvicina moltissimo a Ricciardo, ma non riesce ad attaccarlo per il podio. 

Raikkonen recupera fino al 5° posto, il massimo di giornata per lui.

Quindi, Mercedes vince in un suo “feudo” con Hamilton. Per loro, adesso, la strada per il mondiale è in netta discesa. Il gioco di squadra garantisce la vittoria ad Hamilton, ma è così che ragiona un team. 

Per quanto riguarda Ferrari, invece, dopo i problemi di oggi, è abbastanza chiaro che hanno spinto la PU al massimo per riprendersi la vittoria, ma questo ha comportato problemi di affidabilità e il mondiale è andato. Queste sono le corse; se non provavano nulla era andato comunque.

Ancora una gara positiva per Red Bull che piazza entrambe le vetture a podio. Verstappen riesce ad impensierire in alcuni momenti Hamilton e Ricciardo riesce a tenersi dietro Bottas. Se tutte le novità che hanno portato dall’Ungheria in poi le avessero avute anche prima, avrebbero di certo lottato anche loro per il mondiale.

Buona gara anche per Force India e per Haas con tutte le macchine a punti. Da sottolineare soprattutto la gara del team americano, che pur partendo nelle retrovie, riesce a risalire con le macchine in 8^ e 9^ posizione, proprio dietro le “pantere rosa”.

Williams così così, con Massa che parte 9° e chiude 10° una gara anonima. Ci si accorge di lui solo quando viene attaccato e superato da Magnussen con una gran manovra in curva 1. 

Non bene Stroll che scatta dalle retrovie ed è costretto al ritiro per un cedimento ad una sospensione. 

Passiamo a McLaren: gara a due facce per loro. Alonso si qualifica 10°, ma parte ultimo per la sostituzione della PU. Tuttavia riesce a risalire fino all’11^ posizione e a tentare l’attacco su Massa. Unica cosa negativa della sua gara è che ignora le bandiere blu e si prende 2 punti di penalità sulla patente. Male invece Vandoorne, che dopo l’ottima prestazione della Malesia si è spento. Parte 11° e chiude 14°. Non bene…

Male Renault che si vede chiudere la gara in 12 posizione da Palmer e che non vede proprio, invece, la bandiera a scacchi con Hulkenberg per un problema al DRS che si blocca in posizione aperta. Tuttavia, la gara del tedesco fino a quel momento non è stata proprio del tutto negativa.

In casa Toro Rosso, male Sainz che parte dal fondo e dopo poche curve è subito fuori per un suo errore; bene invece Gasly, che chiude 13°, ma non si può nemmeno pretendere troppo da un pilota alla sua seconda gara in F1.

E concludiamo con Sauber che come al solito chiude la gara in ultima posizione doppiata di 2 giri. Solo Wehrlein giunge al traguardo; Ericsson è costretto al ritiro.

Il mondiale ha preso totalmente la strada di Hamilton, se qualcuno aveva ancora dubbi. 

Appuntamento tra due settimane sul circuito di Austin, dove si giocherà già il primo match point. Andrà a segno? Wait&see…


di Alessandro Rana (@AleRana95)

martedì 10 ottobre 2017

GP. AUSTIN: set di pneumatici scelti da ciascun pilota

SET SCELTI PER PILOTA

Milano, 10 ottobre 2017 - La FIA ha comunicato a Pirelli il numero di set di pneumatici e relative mescole scelti da ciascun pilota per il Gran Premio degli Stati Uniti, in programma dal 20 al 22 ottobre prossimi.


GP. SUZUKA: il Pagellone di Mariano Froldi


Del colpo che m’è preso (a me come a qualche altro milione di persone) al via del GP del Giappone già ho raccontato nell’editoriale. Passiamo ora ai voti. 

Mad Max. Voto: 10. Max è finalmente un pilota che non si pianta alla prima curva, che a tanta velocità assomma costanza di rendimento. Ha cercato in tutti i modi di prendere Hamilton. C’era quasi riuscito, è arrivato buon secondo. Bravo.



Kimi Raikkonen. Voto: 3. Kimi ha una folta schiera di difensori o detrattori. Probabilmente o lo si ama o lo si odia. Il problema è che secondo me non è più un pilota per la Ferrari. O perlomeno per una Ferrari che ambisca a stare sempre al vertice. La sua stagione è stata troppo altalenante, mediocre, con un unico acuto degno di nota. Troppo poco. Probabilmente Kimi dovrebbe ritirarsi. E lo dico tristemente, facendo arrabbiare anche l’amico Vito. Non solo non ha portato punti, ma in alcuni casi ne ha fatto perdere. Ora…che fare? Io troverei un modo elegante per annullare il contratto e chiamerei subito uno dei tanti giovani talenti. Investire sui giovani paga. Vedere Mad Max. So che è fantascienza, ma chissà.



Vettel. Voto: “Non c’è più niente da fare, è stato bello sognare…”. Dite la verità, la state canticchiando…Come dice Luca Dal Monte, Vettel più che rassegnato sembrava scocciato, frustrato. Una cosa che a Michael è successa spesso, sino a quando non ha cominciato il ciclo leggendario. Auguro a Vettel ed a noi tifosi che l’anno prossimo si riporti finalmente il titolo mondiale a casa. Tuttavia, lo ribadisco, anche lui non è stato del tutto impeccabile quando serviva.



Sassi. Voto: lanci un sasso nello stagno..Mi sono chiesto se mai sapremo per quale motivo Sassi sia stato allontanato dalla Ferrari in un momento fondamentale, e se il suo contributo sia stato positivo o negativo per la PU4. Forse sarà una delle tante cose che non sapremo mai.



Hamilton. Voto: 9 1/2. Gli vorrei dare 10, perché è diventato praticamente perfetto, ma siccome mi sta un pò sulle scatole, visto che ormai ha il titolo in tasca, 10 (per principio) non glielo dò! A parte gli scherzi, è un campione di razza, aiutato da un mezzo straordinario. Ma quest’anno spesso ha vinto sopperendo lui alle carenze del mezzo. Lo fanno solo i più grandi.



Bottas. Voto: 4. Fa il suo compitino da bravo gregario, agevolando un pochino Hamilton mentre veniva inseguito da Mad Max. Fa parte del gioco; dunque in AMG la smettano di dare lezioni di morale sportiva (che è un ossimoro tra l’altro). La cosa surreale è che se la Ferrari continua a non finire più un Gp ce lo ritroveremo pure vice campione del Mondo. Sarebbe davvero troppo.


Marchionne post Suzuka. Voto: Bravo. Ho sentito, forse per la prima volta, il Presidente essere davvero presidenziale e proteggere la squadra.

Affidabilità Ferrari SF70-H. Voto: che fine ha fatto? Ho letto una tesi complottarda fenomenale. Qualcuno avrebbe sabotato apposta la Ferrari. E poi ci sono le scie chimiche, i chip sottocutanei e compagnia bella…più banalmente la Ferrari ha osato, giustamente, dovendo recuperare un pesante passivo complice anche il patatrac di Singapore (dove continuo a dire abbiamo perso il Mondiale). E’ andata male. Succede.

Candela bruciata. Voto: accendere un cero in Chiesa (l’ho fatto).

Ricciardo. Voto: 7. Ha fatto una gara consistente, tenendosi dietro Bottas e salendo meritatamente sul podio. In tempi di magra, ci accontentiamo anche di queste piccole gioie.

Alonso. Voto: Deluso-bis. Non mi è piaciuto il suo comportamento con Vettel, non mi è piaciuto il suo comportamento con Verstappen. Cosa gli sta succedendo?

P.S.: appuntamento per il Gp a stelle e strisce. E non dico altro…

di Mariano Froldi

lunedì 9 ottobre 2017

ANALISI GARA: Vettel è partito "a 5 cilindri" e con 140 CV in meno


Siamo sempre più vicini all'epilogo di questa stagione 2017 di Formula 1 e dopo questo sedicesimo appuntamento stagionale è facile affermare che il Team Mercedes da una parte, e Lewis Hamilton dall'altra, sono ormai ad un passo dal conquistare i due titoli.


Il Gran Premio del Giappone ci ha regalato l'ottava vittoria stagionale del pilota anglo caraibico, un altro trionfo (dopo Singapore) da +25 punti su Sebastian Vettel, ora distante ben 59 punti su 100 a disposizione.

Con il pilota Mercedes che ora potrà permettersi ben tre quinti posti (30 punti) e un quarto (12 punti), considerando quattro vittorie "certe" per Sebastian Vettel, per vincere il suo quarto titolo mondiale affiancando proprio il pilota tedesco della Ferrari. Hamilton potrà vincere il mondiale già negli Stati Uniti? Si, con una vittoria e contemporaneamente un sesto posto (o oltre) di Vettel. Più probabile invece il trionfo nel Costruttori per la quarta volta consecutiva (2014, 2015, 2016...) per il Team Mercedes già a Austin con il team anglo tedesco che dovrà però conquistare almeno 27 punti.

GP. SUZUKA: il pensiero dei lettori di Vito Quaranta

Se il mondiale 2017 di F1 potesse essere paragonato ad una montagna russa questa sarebbe composta sicuramente da tantissimi saliscendi e loop mozza fiati, ma sicuramente anche da una discesa lunghissima e velocissima....che poi è quella che Ferrari (reparto tecnico e piloti) ha fatto trovare alla corazzata tedesca!
Non si vedeva una monoposto cosi competitiva a Maranello da 10 anni, dove per competitiva non mi riferisco al fatto che vince e fa pole; ma soprattutto al fatto che la GeS sforna (specie dopo l'estate) evoluzioni che funzionano!
Funzionano, dal punto di vista di correlazione di dati, perchè poi sulla pista succede quello che nessuno vorrebbe vedere...il ritiro.



Ma questo accade (giustamente) e perche abbiamo a che fare con parti elettro meccaniche, e quindi soggette a rottura; e perche quando si spinge sullo sviluppo bisogna aspettarsela una cosa del genere.
Questo però, non deve essere considerato come un demerito, ma se mai un segnale molto positivo da parte di Ferrari che sta preparando (si spera!) il terreno per gli anni a venire a partire da quella buona base che si chiama SF70H.
A Maranello hanno fatto un mezzo miracolo recuperando tra il 2015 (2014 1° anno, e non conta, come non conta per gli altri motoristi) e il 2016 quel gap motoristico che c'era contro gli anglo tedeschi di AMG prima, e a livello di telaio con il cambio regolamentare dopo.
L'unico appunto che mi sento di fare a quel di Maranello è quello di far valere di più il loro peso politico e di lottare (veramente?) nelle stanze dei bottoni e non subire passivamente tutto ciò che accade (leggi modifica fondo flessibile e omologazione pu con minor consumo di olio nel combustibile).
Ad ogni modo un grande plauso alla GeS che finalmente ha osato, ha creato e perchè no, ci ha fatto illudere!
Questo mio pensiero, però mi porta alle responsabilità che ho citato all'inizio di questo scritto (definirlo articolo sarebbe un insulto per i professionisti, sono un semplice appassionato) e cioè a quelle dei piloti i quali non sono esenti da errori.
Da Raikkoniano (inizio dal male minore, anche se per molti potrebbe essere il peggiore) non posso essere contento dell'andamento di kimi, troppo incostante purtroppo nelle prestazioni per poter pensare di impensierire AMG nel titolo costruttori; ma è anche vero che kimi spesso e volentieri è stato sacrificato alla causa (quando Seb aveva la pu EVO 3 Kimi aveva la 2!) al fine di poter dare la possibilità al tedesco di portarsi avanti in classifica (GP d Montecarlo su tutti!).
L'anno prossimo sarà l'ultimo per il nostro santo bevitore e sebbene ci sia una clausola di uscita prematura nel suo contratto non credo che la Scuderia gli faccia questo sgarbo; considerando la sua indiscussa fedeltà alla bandiera!

Ed ora passiamo alla vera nota dolente...Sebastian Vettel.

Questo argomento che ho già toccato sul social twitter (e che m è costato insulti e accuse di antiferrarismo) lo voglio riprendere in maniera più esaustiva.
Signore e Signori, considerando la bontà della SF70H di cui ho discusso prima, se Ferrari e quindi Seb non conquisteranno il titolo piloti è solo ed esclusivamente colpa del tedesco!

Conti alla mano il gioco è presto svelato:
a Baku dopo quella scellerata ruotata d Seb ai danni di Lewis; a fine gara, la classifica recitava rispettivamente 4° e 5°. Sappiamo quello che è successo a Lewis con il poggia testa, ebbene se Seb non avesse fatto quello che ha fatto avrebbe vinto e con Lewis 5° avrebbe incassato un +15.
A Singapore se non avesse stretto come se non ci fosse nessuno (ma purtroppo per lui qualcuno ce l'aveva eccome: Max "boia chi molla" Verstappen) sarebbe passato indenne alla prima curva e ammesso e non concesso che si fossero fatti fuori solo Max e Kimi con lewis 2° avrebbe incassato un altro +7 che con i 15 di Baku fanno 22.

Sottraeteli al +59 attuale di Lewis (37 punti) e capirete come a 4 GP dalla fine il mondiale sarebbe apertissimo!!
Sono perfettamente consapevole che la mia considerazione si presta anche a tante altre interpretazioni ma il succo del discorso è che quando la carrozza non spinge è il cavallo (di razza!) che hai che deve fare la differenza. Purtroppo Seb a differenza di Lewis (addirittura si è messo a fare il ragioniere quest'anno..vedi la blanda resistenza a Max in Malesia) ha mancato in questo ed ora si raccolgono i cocci.
Mi auguro che in questi ultimi GP la Ferrari non solo abbia ritrovato il bandolo della matassa dell'affidabilità, ma che ci regalino 4 perentorie vittorie e per il morale, e per l'orgoglio e per gettare delle solide fondamenta in chiave 2018.
Abbiamo bisogno di un Seb sereno e lucido, troppo nervoso a mio giudizio quest'anno; ha accusato eccome la pressione...rossa!
Non ci resta che guardare in positivo per il futuro...e goderci questo ultimo scorcio di mondiale.

GP. SUZUKA: Game Over - di Mariano Froldi

Le candele possono illuminare la notte. O possono spegnersi e cancellare gli ultimi barlumi di speranza mondiale. La favola bella che ci illuse e che tante volte ci ha illuso amaramente è, ahinoi, giunta al triste epilogo. E’ andata. Nel peggiore dei modi (dite la verità, da quanto tempo non sentite di una candela difettata?): un misto letale di errori dei piloti e guasti tecnici che lascia l’amaro in bocca, mentre Hamilton può già virtualmente festeggiare il suo quarto mondiale, meritato non solo per il talento e la grande vettura, ma anche perché davanti s’è trovato un’armata Brancaleone che ha sbracato quando bisognava vincere, magari perdendo lo stesso il mondiale ma facendolo maledettamente sudare ai grigi. E invece no. Un’armata dai proclami roboanti o infantili (“vinceremo tutte le gare”, oppure “arriviamo eh!”, o il classico in salsa Maranellese “se si rompe qualcosa sono le componenti esterne”) che non è ancora una squadra e che lo dovrà diventare presto, perché l’anno prossimo al vertice ci sarà anche la Red Bull. Siamo tornati ai tempi dei bulloni sbullonati, delle robe da pochi euro fallate, dei cuscinetti da 5 lire andati. Cose note (ciclicamente), a noi tifosi rossi che cominciamo ad avere qualche capello bianco.
 
 
In questo de profundis, francamente inatteso (Vettel in tre gare ha fatto un misero quarto posto) si può vedere il bicchiere anche mezzo pieno. Al netto di clamorosi errori di entrambi i piloti, che hanno pure essi influito sulla debaclé finale, a Maranello hanno una grande prima guida (non parlo di Raikkonen perché ormai il fu campione s’è perso chissà dove) ed un grande reparto tecnico che ha fatto una signora macchina. E’ vero che “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare” (copyright Jake-Joliet Blues), mentre invece la Ferrari si è sciolta come neve al sole; tuttavia bisogna ricordarsi della disgraziata annata 2016, di come per quasi 9 anni la Ferrari abbia fatto monoposto mediocri o discrete che però si plafonavano da metà mondiale in poi. Tutto ribaltato quest’anno, con i blasonati team rivali che hanno copiato addirittura le soluzioni tecniche made in Italy e sviluppi costanti che hanno reso via via, dal punto di vista prestazionale, più forte la vettura. Ma più fragile. Per cercare di raggiungere il limite...la solita coperta troppo corta anche se, come dice Fiorio, prima la prestazione. Poi l’affidabilità arriverà.
Capitolo Marchionne. Presidente: una squadra non la si aiuta mettendole addosso una pressione micidiale e fustigandola in pubblico; ma lavando i panni sporchi fra i muri di Maranello e unendola ancora di più, senza trovare scuse perché. come diceva Enzo Ferrari, “la fortuna e la sfortuna non esistono”.
Coraggio, ammainata la bandiera del mondiale (nessuno ci crede più, manco Vettel) si cerchi di onorare al meglio i tifosi con qualche vittoria e qualche superba prestazione nelle ultime gare. E ci si metta testa e cuore nel prossimo anno facendo tesoro delle belle cose e degli errori di questo anno del Signore 2017, settantesimo dalla fondazione della Scuderia.
Alla fine ricordiamoci che, per quanto muova vagonate di denaro e fan in tutto il mondo, si tratta pur sempre di qualcosa di veniale, di uno sport. O perlomeno illudiamoci che sia così, per rendere meno amara la cicuta grigia che ci propinano per il quarto anno di fila gli anglo-tedeschi.


P.S.: ora qualcuno scriverà che non sono un vero ferrarista (come se esistesse un apposito esame in ferrarite), che poi non avrò il diritto di salire sul carro del vincitore, etc etc.
Le solite “menate” (scusate la franchezza), quando si tifa senza ragionare sulle critiche sensate e fatte senza malafede o preconcetti.
E’ tutto molto semplice: si è persa una clamorosa occasione di vincere il Mondiale dopo 10 anni. E sono i demeriti colvitati in casa a lasciare questo retrogusto amaro.
Passerà anche questa, e l’anno prossimo saremo di nuovo pronti a tifare, sperare, gioire (speriamo) per una grande Ferrari.
Nel frattempo, almeno, buonanotte. Senza candele.
 
di Mariano Froldi

sabato 7 ottobre 2017

ANALISI QUALIFICHE: Mercedes al top ma la gara è domani

La qualifica del Gran Premio del Giappone si è tinta nuovamente di grigio Mercedes: 71esima Pole Position per Lewis Hamilton, la decima stagionale. Dietro al pilota inglese un rinato Valtteri Bottas che, dovendo scontare l'arretramento di cinque posizioni in griglia di partenza per la sostituzione della trasmissione, partirà solamente in sesta posizione. Un bel vantaggio per Sebastian Vettel che nella giornata odierna ha fatto il suo, rifilando 6 decimi al compagno di squadra Kimi Raikkonen, e prendendosi una prima fila molto importante se si pensa a cosa può significare la partenza di domani e poi la gara per questo campionato. In seconda fila una "spenta" RedBull che paga una motorizzazione non a livello di quella Ferrari e ne tanto meno di quella Mercedes.  


In terza fila teorica un Kimi Raikkonen che ha pagato a caro prezzo un suo errore durante le Prove Libere 3 causando il cedimento delle due sospensioni lato sinistro nonché della trasmissione. Per questo motivo, cosi come Valtteri Bottas, anche il finlandese della Ferrari sarà arretrato di cinque posizioni in griglia, partendo in decima posizione (grazie alla penalizzazione ad Alonso per la sostituzione della Power Unit). Da applausi quanto fatto dai meccanici del pilota finlandese che gli hanno riparato la vettura in meno di un'ora e mezza permettendogli di scendere in pista per la sessione di qualifica. Chapeau. 


GP GIAPPONE: la Ferrari ha scelto per la gara l'assetto aerodinamico più "scarico"
Per quanto riguarda le configurazioni aerodinamiche scelte dai vari Team c'è da segnalare che sia Mercedes che RedBull hanno optato per degli assetti piuttosto carichi con il Team anglo tedesco che ha continuato a puntare sul monkey seat, appendice utilizzata in pochissimi appuntamenti prima della Malesia, e sul nuovo pacchetto aerodinamico da 2 decimi al giro di miglioramento introdotto in Malesia. Una W08 che ha più volte dimostrato durante l'anno di essere la vettura con il maggior potenziale, anche rispetto alla SF70H, ma i troppi alti e bassi nello sbloccare l'intera performance ne ha ridotto le prestazioni soprattutto nelle fasi di gara.

Ferrari aveva optato per due retrotreni diversi in termini di carico aerodinamico nelle FP3: sulla SF70H era stata montata l'ala posteriore da medio alto carico aerodinamico accoppiata ai due monkey seat (configurazione classica da alto carico) mentre sulla vettura di Vettel era stata confermata l'ala a cucchiaio accoppiata ad un solo monkey seat, quello principale, da minor carico. Assetto da minor carico aerodinamico utilizzato poi anche durante le qualifiche da Kimi Raikkonen.


Se confrontiamo gli assetti aerodinamici con cui i tre Top Team sono scesi in pista nella giornata odierna rispetto a quelli utilizzati a Spa, su un circuito simile come caratteristiche tecniche, si può notare come Vettel sia rimasto su una configurazione simile mentre sia Mercedes che RedBull (in pista con due configurazioni aerodinamiche differenti) hanno caricato molto il posteriore. Per quanto riguarda il Team anglo austriaco, assetto molto carico significa pagare dazio nell'ultima parte del secondo settore e soprattutto nel terzo. Con una RedBull che comunque, un pò come la SF70H, non è stata all'altezza della Mercedes W08 nemmeno nei curvoni veloci del primo settore. 


GP GIAPPONE: Hamilton e la W08 in gran forma soprattutto nel primo settore
Se negli ultimi due appuntamenti, Singapore e Malesia (la pole per Vettel era alla portata), la Ferrari SF70H si era dimostrata anche nelle fasi di qualifica la miglior vettura del lotto, in Giappone non è stato cosi. In un circuito dove la potenza massima della Power Unit è tornata a giocare un ruolo importante nell'arco del singolo giro (un 10% in più rispetto alla Malesia), e dove Mercedes ha riproposto la Power Unit numero 4 utilizzata solamente a Spa e Monza (in Malesia era stata utilizzata la Power Unit numero 3), la W08 è tornata prepotentemente ad occupare (almeno teoricamente) tutta la prima fila. Ma nella giornata odierna anche il lato aerodinamico/meccanico della SF70H non è stato sicuramente all'altezza di quello della W08 se si considera che dei quasi 5 decimi di distacco, "solo" due terzi (3 decimi) sono da imputare al gap motoristico ancora presente dopo l'introduzione da parte di Mercedes (a Spa) e Ferrari (in Malesia) degli ultimi aggiornamenti alle loro unità motrici. 


A conferma di ciò, è interessante osservare la tabella appena in alto dove si può notare che la SF70H di Sebastian Vettel ha pagato la gran parte del gap nel primo settore. Ben 3 decimi su 30 secondi di settore (quasi l'1% del tempo), contro i quasi due decimi del secondo settore, più lungo però di 10 secondi e i pochi millesimi del terzo settore. 


Un primo settore composto da sette curve di media velocità che richiede una grande precisione di guida. Dopo infatti aver percorso la First Curve si arriva alla parte veloce del primo settore dove è presente la famosa sequenza delle S-curves, curve da quinta o sesta marcia che si percorrono a velocità superiori ai 200 km/h e dove è fondamentale l'aerodinamica della vettura.  


Interessante anche notare che Lewis Hamilton è il pilota che poteva migliorare maggiormente il proprio tempo "reale" fatto segnare in qualifica, aumentando il gap su Valtteri Bottas a oltre 4 decimi e su Sebastian Vettel ad oltre 5 decimi .  

GP GIAPPONE: nelle Prove Libere 3 delle simulazioni di passo gara più veritiere per le Ferrari 
Nell'analisi delle primissime prove libere (maggiori informazioni) vi avevamo parlato di simulazioni dei passi gara "non veritiere" per quanto riguardava la Ferrari poiché effettuate con carichi di benzina inferiori rispetto a quelli di Mercedes e RedBull.


Durante le prove libere 3 entrambi i piloti del Team italiano hanno effettuato invece delle simulazioni più interessanti. E i risultati sono soddisfacenti se si calcola che Kimi Raikkonen è riuscito a tenere un passo leggermente più lento di quello fatto segnare da Lewis Hamilton nella giornata di ieri (guardare la tabella in basso), pur con degli pneumatici usati nelle prove libere 1 e con già all'attivo 9 giri. Non solo ottimo ma anche importante invece il passo tenuto da Sebastian Vettel sul compound Soft, girando costantemente sotto al minuto e trentaquattro secondi per un run di sei giri. 


Un Sebastian Vettel che quindi, almeno teoricamente, potrebbe riuscire a mettere più pressione a Lewis Hamilton nella giornata di domani rispetto a quanto fatto nella giornata odierna. Ma come spesso abbiamo ribadito su queste pagine, il non partire dalla Pole Position comporta degli effetti negativi nella gestione della gara, ancor più importanti in un circuito come quello di Suzuka dove il sorpasso è molto complicato e dove è molto penalizzante stare nella scia "sporca" di un avversario. Sarà quindi fondamentale per il pilota tedesco non farsi passare da una o da entrambe le RedBull in fase di partenza ed anzi, cercare il sorpasso nei confronti di Lewis Hamilton.

Set disponibili per il Gran Premio di Suzuka


Ancora più importante tutto ciò se si opterà per la strategia a singola sosta SuperSoft - Soft (attenzione a Bottas che partirà sul compound Soft e potrebbe risalire posizioni in modo importante entro la fine della gara), non ancora certa soprattutto con temperature dell'asfalto che tenderanno ad essere più elevate rispetto ai 29°C della giornata odierna. Da un punto strategico se i vari piloti riusciranno ad arrivare intorno al ventesimo giro con il set iniziale di SuperSoft allora sarà fattibile portare a termine la gara con il secondo stint su Soft. Altrimenti si passerà alla strategia a due soste con l'utilizzo di un set in più di SuperSoft.


GRAN PREMIO DEL GIAPPONE QUALIFICHE

Suzuka, 7 ottobre 2017 – Lewis Hamilton firma il nuovo record assoluto di Suzuka e conquista la pole position con pneumatici supersoft. Hamilton e Vettel sono stati gli unici due piloti a superare il Q1 utilizzando solo pneumatici soft, mentre i rispettivi compagni di squadra Bottas e Raikkonen hanno optato per una strategia alternativa per il Q2. Nella seconda qualifica, infatti, hanno firmato il loro miglior giro su pneumatici soft, gli stessi che utilizzeranno domani in partenza. Diversi piloti subiranno delle penalità in griglia: tra questi anche Bottas e Raikkonen, i quali partiranno indietro rispetto alle posizioni di qualifica. Il meteo dovrebbe rimanere asciutto come oggi, con la strategia ottimale che potrebbe essere quella a due soste. La strategia potrebbe essere influenzata dal possibile ingresso della safety car o dall’interruzione per bandiera rossa, come si è visto sia nelle libere che nel corso del Q1.



MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING

“L’eccezionale pole di Lewis Hamilton, che annulla il precedente record del circuito di Suzuka, evidenzia il ritmo imposto dalle monoposto e dai pneumatici 2017, nonostante venerdì le simulazioni di gara siano state interrotte dal maltempo e dalle bandiere rosse. La pole di quest’anno è 3,3 secondi più veloce rispetto a quella 2016, con i pneumatici supersoft che si sono comportati perfettamente. In gara la maggior parte dei piloti potrebbe optare per due pit stop, visto che questo circuito è tra quelli che impongono i carichi maggiori sui pneumatici in tutto l’anno. Nel corso delle qualifiche abbiamo visto diverse strategie in pista, con due dei piloti che avranno penalità in griglia che hanno scelto di partire su pneumatici soft. Questa scelta dovrebbe permettere loro di recuperare posizioni, grazie ad un primo stint più lungo rispetto ai diretti rivali. Lo scorso weekend in Malesia abbiamo visto che con la giusta strategia è possibile ottenere un buon risultato anche se si parte dalle retrovie”. 

venerdì 6 ottobre 2017

GP SUZUKA: ecco la nuova sospensione anteriore della Ferrari SF70H

Se negli anni scorsi le speranze mondiali della Ferrari andavano sempre a svanire con il passare dei mesi per via di importanti problemi di sviluppo delle proprie vetture, in questa stagione 2017 sembra l'esatto contrario; più passano i giorni e più i tecnici del Team italiano aggiungono prestazioni alla SF70H che, anche senza dati alla mano, avrebbe potuto conquistare negli ultimi due appuntamenti una vittoria con Vettel a Singapore e far segnare una importante doppietta rossa in quel di Sepang. E solo le importanti prestazioni di quella che si può considerare forse una delle migliori vetture partorite a Maranello dopo gli anni d'oro di Schumacher stanno tenendo aperto il mondiale a cinque gare dal termine pur con un Vettel lontano 34 punti da Lewis Hamilton.


Una Scuderia Ferrari che dopo la pausa estiva sembra effettivamente aver cambiato marcia, Gran Premio d'Italia a parte, anche grazie ad importanti aggiornamenti  portati in pista sulla SF70H; pur con un Hamilton vincitore di ben tre delle ultime quattro gare, è innegabile come ora (e ripeto ora, perché nella parte centrale del mondiale non lo era) il pilota tedesco della Ferrari abbia tra le mani la miglior vettura del lotto.

Dopo aver analizzato in modo dettagliato la modifica all'airscope (maggiori informazioni) che ha permesso agli ingegneri del Team italiano di migliorare l'handling della SF70H, oltre che di ottimizzare il raffreddamento dell'unità motrice, è il momento di analizzare una novità di cui vi avevamo parlato in anteprima (maggiori informazioni) durante la pausa estiva ossia di una nuova versione di sospensione anteriore. 

La Ferrari durante i test post Gran Premio d'Ungheria disputati sul tracciato di Budapest ha lavorato pensando principalmente alla seconda parte di stagione per cercare di portare a Maranello quel titolo piloti che manca da ormai 10 anni. La Ferrari SF70H è una monoposto che a livello progettuale non ha seguito la filosofia Mercedes puntando tanto sull'allungamento del passo e su un assetto da terra piuttosto piatto ma ha preferito mantenere una vettura piuttosto "corta" alzando però il posteriore della vettura per generare più carico aumentando l'angolo che forma il diffusore con il suolo.


In Ungheria la Rossa non aveva lavorato solamente sul fondo e sul diffusore ma aveva testato anche su un sistema sospensivo evoluto rispetto a quello utilizzato nella prima parte di stagione. Un sistema sospensivo che dovrebbe permettere alla SF70H di viaggiare con un assetto "più piatto" alle alte velocità diminuendo in questo modo la resistenza all'avanzamento che è sicuramente uno dei "punti deboli" del progetto di Maranello.

Il sistema sospensivo testato in Ungheria aveva delle importanti novità sia nei cinematismi e sia nella parte idraulica che controlla ora in modo perfetto parte destra e sinistra della vettura in quella che attualmente risulta essere la miglior vettura nella gestione delle Pirelli 2017.  

Figura 1
Le principali novità riguardanti i cinematismi sono da ricercarsi nei triangoli sovrapposti della sospensione push rod e nell'inclinazione del puntone diagonale

Per quanto riguarda i triangoli della sospensione, come si può notare dall'immagine appena in alto, è evidente come quello superiore sia ora leggermente più aperto (freccia verde Fig.1) nella parte esterna di collegamento con lo pneumatico anteriore. Una modifica che ha portato con sé anche degli aggiornamenti alle prese d'aria dei freni, nella nuova versione più contenute come dimensioni (frecce verdi nelle due prossime immagini), e al grosso deviatore di flusso interno allo pneumatico (frecce rosse nell'immagine seguente). 

Figura 2
Se invece ci concentriamo sull'angolo del puntone push rod si può notare dall'immagine 3 come nella nuova versione sia meno inclinato rispetto al suolo (linee gialle sottili nella zona della presa d'aria dei freni anteriori). 

Una nuova versione di sospensione anteriore utilizzata da Sebastian Vettel e da Kimi Raikkonen a partire dal Belgio e poi confermata sia in Italia (con risultati negativi) che a Singapore. Ma dopo gli importanti problemi avuti nelle prove libere il pilota finlandese della Ferrari ha voluto tornare alla vecchia soluzione dalla Malesia con risultati piuttosto buoni se si considera il risultato prove libere e della qualifica. Nell'immagine 3 è ben evidente l'utilizzo da parte di Raikkonen delle versione precedente di sospensione (freccia gialla) accoppiata alle vecchie prese di raffreddamento dei freni (frecce verdi).

Figura 3
Arrivati in Giappone c'era curiosità per capire quale versione venisse utilizzata dai due piloti e, almeno per quanto visto durante l'unica ora e mezza di prove libere interessanti, è facile notare come anche sulla SF70H di Sebastian Vettel sia stata montata la vecchia specifica di sospensione.

ANALISI PROVE LIBERE: super Vettel ma Mercedes non è cosi lontana (come sembra)

Si sono rivelate molto corrette le previsioni del nostro meteorologo di fiducia Andrea Pini di MeteoPisa.net (maggiori informazioni): la prima sessione del Gran Premio del Giappone si è potuta disputare su pista asciutta con praticamente tutti i Team che hanno cosi anticipato il lavoro solitamente svolto nell'ora e mezza di libere pomeridiane visto che per le seconde prove libere era attesa pioggia.

La prima giornata disputatasi sul bellissimo circuito di Suzuka è stata dominata da Sebastian Vettel, sia nei giri con compound Soft che su quelli con il compound da qualifica SuperSoft. In seconda posizione un Lewis Hamilton apparso piuttosto soddisfatto della sua W08 pur montando il nuovo pacchetto aerodinamico portato in Malesia che non aveva trasmesso buone impressioni nelle libere dello scorso weekend. Dietro ai due dominatori di questo mondiale 2017 di F1 non troviamo una Ferrari o una Mercedes ma bensì una RedBull che anche a Suzuka si conferma come forza che potrebbe rovinare i piani dei due Top Team (o dei due Top Driver). Ricciardo bene, sfruttando appieno il giro su SuperSoft mentre Verstappen non è riuscito a fare segnare il crono con il secondo set di SuperSoft nuove a causa dell'incidente accorso a Carlos Sainz.

Da segnalare, prima di analizzare la prima ora e mezza di libere odierne, l'arretramento di 5 posizioni in griglia di partenza per Valtteri Bottas che ha dovuto sostituire la trasmissione senza aver terminato le 6 gare imposte dal regolamento sportivo.



GP GIAPPONE: tra la mescola Soft e SuperSoft ci sono circa 6-7 decimi 
Come si può ben vedere dalla tabella dei tempi appena in alto, i tre principali Top Team attuali (Ferrari, Mercedes e RedBull) hanno deciso di differenziare la loro giornata sui vari compound: Ferrari ha optato per simulare la qualifica sia con il compound Soft che con quello (ovviamente) SuperSoft, cosa non effettuata da Mercedes e RedBull.


Il Team campione in carica ha effettuato un run più lungo sul compound "giallo" (miglior crono fatto segnare su pneumatici usati), cercando la prestazione solo successivamente sul compound più morbido. Sempre parlando della simulazione di qualifica sulla SuperSoft c'è una differenza rispetto a quanto fatto da Ferrari poiché il Team anglo tedesco ha fatto effettuare un run da 5 giri (con tentativi buoni) rispetto al run "classico" da 3 giri fatto dai piloti Ferrari. Tra i due compound che verranno utilizzati per la maggiore tra la giornata di domenica e quella di domenica secondo la Pirelli c'è un gap di 6-7 decimi. 

Per quanto riguarda RedBull invece, si sono concentrati principalmente sul compound SuperSoft, con cui hanno simulato la qualifica con un run da tre giri. 

GP GIAPPONE: sulla Mercedes si surriscaldano le SuperSoft nella simulazione di qualifica
Se si vanno ad analizzare i migliori intertempi nella simulazione di qualifica si può notare come Vettel sia stato dominante nei primi due settori rifilando praticamente lo stesso distacco percentuale (in termini cronometrici, quasi tre decimi e mezzo) riferito al best time del settore stesso al suo principale rivale ossia Lewis Hamilton. Con il pilota inglese della Mercedes che è riuscito a recuperare 3 millesimi di secondo nel terzo settore, il più veloce, pur lamentosi di una vettura molto scivolosa proprio in quel settore come se i suoi pneumatici dopo le importanti sollecitazioni dei primi due settori siano andati fuori finestra di temperatura. 


Se prendiamo invece il confronto con RedBull è evidente come le due RB13 scese in pista nella giornata odierna fossero troppo cariche aerodinamicamente, e ciò è stato giustamente messo subito in risalto da Daniel Ricciardo nell'intervista post FP2. Il Team con sede a Milton Keynes, montando una Power Unit ancora non a livello di Mercedes o Ferrari, non può permettersi di caricare troppo le ali (cosa che può fare Ferrari, che rimane all'interno del 2% di gap nei confronti di Mercedes) pegno pagare un ritardo di addirittura oltre l'1% nel settore quando nei primi due settori il gap era molto inferiore.


Interessante anche notare come Sebastian Vettel avrebbe potuto ulteriormente abbassare il miglior tempo fatto segnare con il compound SuperSoft, facendo salire il gap con Lewis Hamilton dai 211 millesimi "reali" ai 329 millesimi "ideali". Cosi come si può evidentemente sottolineare come Max Verstappen sia competitivo pur avendo fatto segnare un tempo "reale" di quasi due secondi più lento di quello fatto segnare da Vettel. In realtà il suo Ideal Time lo pone a soli 3 decimi dal compagno di squadra Daniel Ricciardo. 

GP GIAPPONE: le vere simulazioni di gara sono quelle Mercedes e RedBull 
E come tutti i venerdì di gara, chiudiamo la nostra analisi delle prove libere con i numeri uscenti dalle simulazioni dei passi gara. Un gap che separa Ferrari da Mercedes e RedBull, sul compound SuperSoft, l'unico utilizzato, molto importante a causa dei diversi quantitativi di benzina imbarcati. I veri crono da "passo gara" sono quelli di Hamilton, Bottas, Verstappen e Ricciardo con una Mercedes che, con 20°C di pista, su ottimi livelli (sia come tempi che come degrado) a conferma che la W08 è una vettura ancora troppo sensibile a determinati parametri (ambientali e tecnici). C'è comunque da sottolineare come Mercedes creda che, a tempi normalizzati sul quantitativo di carburante, la Ferrari di Vettel sia oggi leggermente messa meglio sul passo gara rispetto a Hamilton e Bottas. Con l'incognita per Mercedes delle temperature più calde previste nella giornata di gara che potrebbe penalizzare la W08 nei confronti della ottima SF70H. Temperature più elevate che potrebbero mettere in crisi anche gli strateghi dei vari Team poiché "più caldo" significa maggior degrado termico sulle SuperSoft nella prima parte di gara che potrebbe forzare molte scuderie su delle strategie alternative (o su due soste con Soft e SuperSoft o su una sosta con l'utilizzo della Medium).


Ma abbiamo più volte visto quest'anno che potrebbe non bastare avere una vettura migliore sul passo gara per vincere. Servirà quindi una grande qualifica per Sebastian Vettel, su una pista dove in qualifica conteranno molto i cavalli che i vari Team riusciranno a sbloccare anche rispetto alla giornata odierna. Per chi non lo sapesse infatti, delle ultime cinque gare, quella di Suzuka è la pista con il maggior contributo in termini cronometrici sul singolo giro di pista di 10 CV in più di potenza massima. Ed è anche per questo che Ferrari aveva previsto l'introduzione dell'ultima evoluzione di motore endotermico in Giappone (da 10 CV in più e una maggior efficienza generale dell'unità), montata proprio da questo quintultimo appuntamento anche sulla SF70H di Kimi Raikkonen. 
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