GP di Francia: Formula Hamilton, pathos solo nel finale

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Un GP di Francia avaro di emozioni quello andato in
scena al Paul Ricard, il dominio assoluto di Mercedes ha
anestetizzato la gara dall’inizio alla fine nelle posizioni di testa, tranne
una fiammata improvvisa negli ultimi due giri: una lotta fra Bottas e Leclerc
per la seconda piazza, nata da una VSC mal gestita dal finlandese. Per
il resto, un assoluto e cristallino assolo di Lewis Hamilton che si è
appropriato della corsa in maniera prepotente fin dalla partenza, non patendo
nemmeno il blistering che ha sofferto all’anteriore verso fine corsa.
 
Lo start fila via regolare, Hamilton ha uno spunto
ottimo, Leclerc si avvicina a Bottas che si protegge, ma poi si
ritrova un pericolosissimo Verstappen che gli contende la terza
posizione in curva tre: i due sono affiancati, ma il monegasco resiste.
Rivedendo il replay della partenza dalla camera car sulle vetture si nota che
Vettel ha pattinato non poco e ha rischiato un contatto con Gasly e Ricciardo,
partito a razzo, lo aveva passato, per poi restare chiuso nel traffico delle
manovre davanti ed essere ripassato.
 
Al quinto e sesto giro, Vettel supera prima Norris
(in staccata prima della chicane del Mistral con l’inglese che tenta una
replica senza successo prima della Signes) e subito dopo, agevolmente, Sainz,
portandosi in quinta posizione. Nel frattempo Perez taglia la chicane
avvantaggiandosi sui concorrenti con cui stava battagliando (e da cui era
rimasto chiuso): prima viene messo sotto investigazione poi, a stretto giro,
sanzionato con 5 secondi di penalità. Nelle retrovie le due Williams
battagliano fra loro: Russell all’esterno prova a passare Kubica
alla Signes, ma il polacco gli nega il sorpasso. All’ottavo giro, Giovinazzi,
unico insieme a Gasly ad essersi qualificato al sabato con le soft, si
ferma a montare le hard: sarà una gara condizionata dalla scelta di ieri, come
già ci si aspettava, quella dell’italiano.
 
Alla 15esima tornata, entrambe le Toro Rosso passano Magnussen,
prima lo fa Albon con un’azione degna di nota all’esterno della chicane
che gli vale la 14esima posizione. Intanto Hamilton domina, segnando
giri veloci su giri veloci, ma via radio è nervoso e si lamenta di un guaio non
bene specificato al sedile. Ricciardo, già molto vicino a Gasly
da qualche giro, tenta un undercut sul francese, fermandosi a montare le hard,
ma la Red Bull risponde immediatamente richiamando Pierre ai box
che esce davanti alla Renault dell’australiano che, però, ha le gomme
più in temperatura e lo supera senza problemi e in velocità fra curva 7 e 8. Al
21 giro Leclerc si ferma ai box, uscendo quarto dietro a Vettel
che ancora non ha effettuato la propria sosta, ma anche stavolta al box Red
Bull
replicano subito, fermando Verstappen.
 
Al 25esimo e 26esimo giro pit stop senza problemi per i due Mercedes,
al 26esimo si ferma Vettel che rientra quattro dietro a Verstappen
di 4 secondi. Poco dopo assistiamo ad un bel duello fra Ricciardo e Grosjean
che vale la 12esima piazza: entrambi, battagliando, vanno lunghi, ma la spunta
la Renault numero 5. Bottas interrompe il monologo di Hamilton
realizzando il giro veloce, in ottica di mantenere il suo distacco su Leclerc. Albon
supera Giovinazzi alla fine del Mistral per il sedicesimo posto.
 
Al 37esimo giro è evidente un blistering notevole su
entrambe le Mercedes, nelle anteriori interne, a conferma del grande
carico aerodinamico generato proprio sull’anteriore dalle vetture di Brackley.
Nel frattempo, le McLaren sono vicine e si contendono l’ottava
posizione, Norris in radio segnala, senza timori reverenziali, di essere più
veloce del compagno di squadra, sempre senza mezzi termini, invita il suo box a
dire allo spagnolo di spingere per non bloccarlo. Alla 39esima tornata, Leclerc
segna il giro più veloce andando per primo sotto il minuto e 34 (1:33.828),
subito dopo faranno lo stesso prima Hamilton e poi Bottas.
 
Giro numero 51, due dal termine: un birillo in pista,
strappato da Albon, causa una virtual safety car per permettere agli
addetti di pista di rimuoverlo, Leclerc si avvicina a Bottas,
recuperando moltissimo fin a mettersi in scia del finlandese: è in gioco la
seconda posizione. Charles dà tutto e ci prova fino all’ultima curva, ma
si deve accontentare della terza piazza. Nel mentre Hamilton, nonostante
il blistering e le gomme non proprio nuove, segna il giro più veloce, ma Vettel
glielo soffia proprio tagliando il traguardo a fine gara: poco prima aveva
montato la soft proprio per aggiudicarsi il punto attribuito a chi realizza la
migliore tornata in gara.
Nell’ultimo giro, però, è successo anche altro: una
battaglia a tre per il settimo posto fra Ricciardo, Norris (che
nel frattempo ha accusato noie idrauliche che gli hanno reso la McLaren
più difficile da guidare): tutti e tre vanno fuori dai track limits, così la
direzione gara mette l’episodio sotto investigazione, convocando i tre piloti;
il verdetto è reso noto pochi minuti fa, intorno alle 19.50: Ricciardo
viene penalizzato due volte, 5 secondi per l’azione verso Raikkonen,
altri 5 per impeding su Norris, passando dalla settima all’undicesima
posizione. Di certo è un altro episodio che porta ad interrogarsi su come
alcune regole, stavolta comunque applicate coerentemente con gli ultimi episodi
analoghi, collidano con la natura della F1 e del motorsport che vivono
di lotta in pista.
 
Autore: Elisa Rubetelli – @Nerys__
Foto: Alessandro Arcari – @BerrageizF1

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