GP AUSTRALIA - MOMENTO CLOU: ecco dove Vettel ha vinto il Gran Premio di Australia

La prima gara della stagione ha visto vincitore un Sebastian Vettel piuttosto opaco nella prima parte di gara, poi eccezionale dall'unica sosta in poi, sfruttando nel migliore dei modi il regime di Virtual Safety Car esposto dal direttore di gara al giro 26 per il problema avuto da Grosjean dopo il Pit Stop.


Tornando indietro di qualche giro Hamilton stava conducendo senza problemi la propria gara tenendo a distanza di sicurezza sia Raikkonen che Vettel. La Ferrari al giro 18 ha richiamato ai box Raikkonen e la Mercedes, per evitare un possibile undercut, si è coperta richiamando per il pit stop il proprio pilota al giro successivo. Brava e intelligente la Ferrari a differenziare la strategia cercando di effettuare uno stint più lungo con Vettel per cercare di montare la SuperSoft nel secondo stint ma soprattutto l'ingresso di una possibile Safety Car e Virtual Safety Car. 

Proprio grazie a questa scelta, il pilota tedesco della Ferrari ha approfittato del regime di VSC esposto dai commissari al giro 26. Al termine del giro precedente alla sosta di Vettel, il gap che separava il pilota Ferrari da Hamilton era di 11,3 come è possibile osservare dall'immagine in basso. In questo momento la direzione gara aveva appena esposto il regime di bandiera gialla nel settore 1. 



Vettel transita quindi nel primo settore con un intertempo di 30.3 che è di qualche decimo più lento rispetto a quelli realizzati precedentemente proprio a causa della bandiera gialla che ha costretto il pilota della Ferrari a rallentare parzialmente potendo poi riaprire a proprio piacimento il gas. 



Successivamente la direzione di gara, nel giro di qualche secondo, espone prima la doppia bandiera gialla e successivamente la Virtual Safety Car. Proprio in questo frangente Hamilton è costretto a rallentare decisamente tanto da perdere ben 5 secondi in un solo settore da Vettel. Distacco cumulato che diminuisce di circa 1 secondo nel secondo settore visto che Hamilton paga 1.1 secondo. In due tratti di pista Vettel è riuscito a guadagnare circa 4 secondi da Hamilton portando il distacco oltre i 15 secondi, un gap che sotto regime di Virtual Safety Car permette al pilota della Ferrari di scavalcare Lewis Hamilton viste le basse velocità con cui procedeva lungo la pista con la propria W09. 


Nel tratto finale non ci sono riferimenti cronometrici perchè Vettel rientra ai box per il proprio pit stop rientrando davanti al rivale della Mercedes. 

Concludiamo con il dire che è sbagliato parlare di sorpasso di Vettel nei confronti di Hamilton avvenuto per via delle traiettorie molto strette fatte dal pilota Ferrari. La Virtual Safety Car funziona "semplicemente" (anche se male): i vari piloti devono tenere un delta time imposto dalla FIA in ogni settore della pista, quindi, se un pilota vuole fare traiettorie strette deve necessariamente andare più piano (è il caso di Vettel) mentre se ne vuole fare di più larghe puoi andare leggermente più forte. Ma quel determinato tratto viene percorso sempre e comunque, nella condizione migliore, sempre rispettando il delta time minimo imposto dalla FIA. Questo significa che nessuno può effettivamente fare "miracoli". La Formula 1, cosi come molti altri sport, dà a toglie: nella scorsa stagione la Ferrari in alcune situazioni è stata penalizzata proprio dalla VSC o dalla SC, oggi è stata semplicemente più fortunata. Fa parte del gioco. E a vincere è il pilota più "lento" nella prima parte di gara che però (non a caso è un quattro volte campione del mondo) si è esaltato quando serviva fare la differenza con crono molto importanti anche per via di una SF71H a pieno potenziale (il problema dei consumi per Ferrari è stato scongiurato dalla Virtual Safety Car). 

di @spontonc e @smilextech

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10 commenti

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25 marzo 2018 20:54 delete

Quanto è bello leggere le vostre analisi!! Ma perché non prendete il posto di Vanzini, Genè e compagnia bella?? Sarebbe veramente eccezionale! Un caro saluto!

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25 marzo 2018 23:38 delete

Ti aggiungo una riflessione fatta stamattina Cristiano, su cui riflettevo:

Come tutti sappiamo la vsc funziona in maniera tale da far percorrere a tutti i piloti, dei tratti (compresi tra i pannelli luminosi con un tempo compreso tra due valori:uno massimo e uno minimo. Ipotizziamo che questi due valori coincidano (per semplicità) il che vuol dire che lo stesso tratto di pista viene percorso nel medesimo tempo da tutti i concorrenti; ne consegue che (in condizioni ideali) TUTTI i piloti in pista hanno lo stesso tempo di percorrenza sul giro.

Facciamo ora un esempio per chiarire: ipotizziamo una situazione di gara normale, tra un pilota e un altro ci sono 25 secondi (causa una sosta di differenza, come tra Vettel e Hamilton stamattina) che in regime di gara normale corrispondono ad una distanza media spaziale pari (ipotizziamola costante) al prodotto della velocità media sul giro per il tempo (per esempio se si va a 216 km/h di media sono 60m/s*25 secondi=1500 metri).

Ora, la VSC viene “Deployed” e idealmente ed "istantaneamente" tutti i piloti rallentano fin ad una velocità inferiore. Come è facile capire, (pensate ad un gioco su una pista elettrica telecomandata; ad un certo istante togliamo la corrente a tutti i concorrenti, oppure la limitiamo; l'effetto è che tutti rallentano uguale o si fermano...) le distanze spaziali tra le vetture rimangono le stesse, cioè i 1500 metri dell' esempio rimangono esattamente uguali. Se un pilota in questa fase si ferma ai box, il suo avversario si trova ancora a 1500 metri da lui, ma percorre questa distanza ad una velocità molto inferiore al normale, non so pensiamo a 144 km/h cioè 40 m/s, impiegando così non 25 secondi per recuperare lo svantaggio e raggiungere quello ai box, ma impipegandone 37.5, cioè 12.5 secondi in più dell'altro che invece ha fatto la sosta prima di lui, in regime di bandiera verde. E' proprio questo il punto della questione.

Quello che si ferma in regime di VSC perciò ha guadagnato una marea di tempo, (nell'esempio di prima 12.5 secondi) sempre al netto del fatto che tra le due linee di SC in pit non ci sono limiti (tranne la parte con il limitatore) e altri trucchetti vari o variabili quali la sosta effettiva.

In definitiva o in altre parole, la VSC mantiene le distanze spaziali invariate ma altera i distacchi temporali, consentendo invece, dopo la sua disattivazione, il mantenimento dei gap temporali precedenti alla VSC (a meno di imprecisoni comunque a volte evidenti tra pilota e pilota)
La SC invece riduce i distacchi spaziali e temporali azzerandoli in teoria entrambi.
La VSC funziona perciò sempre come la fase di ingresso dells SC reale, quando, come tutti sappiamo è conveniente fermarsi, a causa del fatto che i piloti che rimangono in pista sono costretti a ridurre la velocità, mentre se uno si trova all'ingresso box va ai box appunto e il suo vantaggio “spaziale” viene percorso molto più lentamente del normale dal suo inseguitore. Parimente, come sappiamo tutti, è sconveniente fermarsi in questa circostanza in caso di gruppo compatto poiché fa sprofondare il pilota in ultima posizione in situazione di trafffico e aria perturbata.
La VSC è però a mio avviso utile proprio perchè consente un rallentamento di tutti in maniera quasi istantanea, per sopperire ad una fase pericolosa, ma andrebbe usata solamente in maniera momentanea come intermezzo tra la bandiera verde e la vera SC, ricordiamo che probabilmente avrebbe salvato la vita a Jules Bianchi nel 2014 e fu proprio introdotta in conseguenza di quella tragedia.
L'idea della velocità limitata come a LM ha anche lei rischi e vantaggi....alla fine la soluzione perfetta non esiste.
Spero che il ragionamento sia chiaro, anche se complesso, come tutto ciò che riguarda la F1.

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25 marzo 2018 23:39 delete

Condivido assolutamente il discorso sulle traiettorie...che non modificano nulla...stesse conclusioni che ho tratto io.

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26 marzo 2018 14:59 delete

Quindi il distacco dovrebbe essere aumentato a causa della differente bandiera che hanno incontrato i piloti (gialla per Vettel e doppia gialla per Ham), oppure è aumentato a causa di un problema di altra natura e dovuto al fatto che il delta time del primo settore corso sotto VSC non è calcolabile poiché percorso parte in regime libero e parte in regime di neutralizzazione.
Se entrambi i piloti avessero rallentato nello stesso modo avrebbero mantenuto un distacco simile a quello che avevano all'ultima rilevazione (11 sec), ma è chiaro che Vet ha rallentato di meno nel T1 pur non infrangendo il regolamento. E secondo me il buco regolamentare è quello che ho indicato sopra.

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26 marzo 2018 16:03 delete

Dunque se ho ben capito, scusate l'ignoranza, Vettel ha fatto un settore con bandiera gialla mentre Hamilton lo ha fatto com VSC o doppia Gialla?
Perché questa differenza?

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26 marzo 2018 16:36 delete

@Federico: il tuo esempio (spiegato benissimo) si basa su un distacco spaziale costante e l'esempio delle piste elettriche è chiarissimo. Ovviamente la realtà è più complessa e nel T1 la distanza tra i due aumenta (ne abbiamo il riscontro dai tempi) per cui è innegabile che in quel tratto i due abbiano corso in condizioni diverse per cui Hamilton rallentava e Vettel no, e io non ho capito se questo è accaduto già in regime di VSC.
La mia ipotesi è che il T1 di quel giro sia stato corso parte in bandiera gialla e parte in VSC, pertanto questo T1 non è soggetto al rispetto di un delta time semplicemnte perché sarebbe impossibile calcolarlo. Vettel ha rallentato solamente all'inizio del T successivo all'entrata in vigore della VSC, mentre Hamilton ha rallentato subito. Ti torna?

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26 marzo 2018 18:26 delete

In sostanza , passato Vettel hanno acceso il semaforo rosso per gli inseguitori?

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27 marzo 2018 10:09 delete

Condivido volentieri anche con voi le valutazioni che ho fatto su ciò che è accaduto nel momento topico del GP di Australia, vedendo con piacere che siamo giunti più o meno alle stesse conclusioni:

Al 24° giro i primi
quattro girano con questi tempi:

VET 1.29.030

HAM 1.28.390
a 11.910

RAIK 1.28.465 a
17.557 (5.597)

RIC 1.29.301
a 28.102 (10.626)

Dunque prima cosa:
Vettel, come al giro precedente prende 7 decimi, come in quello
precedente, senza nessun doppiato in mezzo. Questo giusto per chi
sostiene che con le viola vecchie andasse esattamente come Lew con le
gialle nuove.

Al 25° giro tempi e
distacchi sono così:

VET 1.28.787

HAM 1.28.681
a 11.614

RAIK 1.28.751 a
18.275 (6.553)

RIC 1.28.127
a 28.016 (9.624)

Quindi in questo
giro sono tutti piuttosto stabili (possibile che Hamilton abbia
raggiunto il target del delta). C’è anche la bandiera gialla per
Magnussen, ma influenza poco a quanto pare.

Al 26° succede il
fattaccio, con Grosjean fermo nel primo settore. Escono in sequenza
bandiere gialle, doppie gialle e VSC. Quando viene segnalata VSC,
Vettel è già oltre il primo settore. I tempi, per settori, nel 26°
sono così:

S1 S2 S3

VET
30.310 32.642 ? 2.05.108

HAM 35.658 31.520 50.510 1.57.688

RAIK
38.950 30.168 50.429 1.59.547

RIC 43.039 30.926 63.208 2.17.173

Cosa si capisce da
questi tempi?

1) che Vettel
guadagna tutto il suo vantaggio nel primo settore, che può
percorrere a piena velocità (per quanto consente una doppia gialla,
ma a 9 decimi da quello che era stato il suo migliore crono in S1),
mentre gli altri pagano in maniera crescente la parte maggiore di S1
che devono percorrere in VSC. Solo in questo tratto guadagna 5.3 su
Hamilton

2) nel secondo
settore Vettel è il più lento dei quattro. Si vede che non stava
guadagnando tanto tagliando chirurgicamente le curve. Il più veloce,
come in S3 sarà invece Raikkonen

3) il tempo dell’S3
di Vettel non viene dicharato, ma tra accelerata in pit entry,
frenata, pit lane, facendo le differenze dei tempi è di 62,156, che
comprende anche il pit. Difficile valutare quanto sia efficace in
questo tratto. L’unico paragone ci viene da Ricciardo che ci mette
63,208. Mettiamo per buono che sia di Vettel quel secondo di
differenza.

Ultimo dato: nel
corso del 26° giro, nel momento in cui entra la prima gialla, la
differenza tra Vettel e Hamilton è di 11.886. Quando entra la VSC è
di 11.614. Quando Vettel pitta è di 17.287. Quando esce di 0,3

Concludendo, si può
dire che la VSC è un ottimo rimedio a patto che nessuno rientri ai
box, dove, nel caso, il primo sarà quello che ne trarrà il maggiore
beneficio, con quelli seguenti man mano sempre meno avvantaggiati
sull’inseguitore.

Dunque, se in parte
l’intento della VSC è quello di alterare il meno possibile
l’andamento della gara, non si capisce perché non venga impedito
il pit per cambiare le gomme (unica ragione per cui è concesso
l’ingresso ai box).

Detto questo,
ovviamente il sistema avvantaggia una volta uno una volta l’altro,
e stavolta è andata bene alla Ferrari, e tanti complimenti.

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27 marzo 2018 12:49 delete

@Alessio Graziani quando hai un bandiera gialla ( quando passa vettel) devi rallentare ma di meno se hai esposto la doppia bandiera gialla che indica un qualcosa di molto piu grave e per questo che hamiton deve rallentare di più poi considera che vettel teneva bandiera verde visto che in quel tratto era gia passato e che poi ci sarebbe stato la vsc. Quindi niente di illegare ma tutto normale date dalla proceduta che ha sfavorito hamiton considerando anche con vsc il pit ci metto meno tempo del solito ;)

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27 marzo 2018 14:18 delete

@Wendur: si si nessuna infrazione, solamente la constatazione di come elementi casuali influenzino in modo così netto un evento sportivo. La possibilità di far il pit stop ovviamente è l'oppurtunità concreta che permette a queste variazioni temporanee del distacco di influenzare così tanto un GP. Altrimenti rimarrebbero solamente variazioni temporanee riassorbite nei successivi giri con VSC.

Concludo dicendo che comunque il regolamento della VSC con i suoi delta time, non può applicarsi ad un tratto di pista percorso parte con bandiera verde e parte con VSC, per cui per un pilota è consigliabile rallentare in modo netto solo all'inizio del successivo T.

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