GP BRASILE: la cronaca della gara - di Alessandro Rana

12 novembre 2017. San Paolo, Brasile. Diciannovesimo appuntamento con il mondiale di Formula 1.

La Ferrari torna alla vittoria con Sebastian Vettel per la prima volta dopo il gran premio di Ungheria. Lo fa davanti a Bottas e a Raikkonen. 4° Hamilton, autore di una grandissima rimonta dopo esser partito dalla pit lane a causa dell’errore commesso in qualifica che non gli ha permesso di schierarsi nel gruppo. A seguire le Red Bull di Verstappen e Ricciardo. Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi:


Al via, Vettel brucia Bottas che scattava dalla pole position. Raikkonen mantiene la 3^ posizione, così come Verstappen resta in 4^. Ricciardo, che scattava 14° per sostituzione elementi power unit, rimane coinvolto in un incidente e si ritrova ultimo, mentre Hamilton che partiva dalla pit lane, riesce a restare fuori dai guai. Non uno, ma ben due sono gli incidenti in queste prime fasi di gara: il primo tra Vandoorne, Magnussen e Ricciardo e il secondo tra Grosjean e Ocon. Safety car in pista per i parecchi detriti.

Dopo alcuni giri la gara riprende e Vettel inizia a scavare un leggero margine sulla Mercedes dell’avversario. Nel frattempo Hamilton macina posizioni su posizioni e salendo fino alla 4^ prima dell’inizio dei pit stop.


Il primo a farlo è Bottas, che tenta l’undercut, ma la Ferrari reagisce e grazie anche ad una sosta velocissima, i piani Mercedes falliscono. Durante tutto ciò, Hamilton si mette in testa alla corsa. Si fermano anche Raikkonen e Verstappen, con quest’ultimo il più in difficoltà con la gomma. Hamilton aspetta qualche giro in più, aiutato dalla gomma gialla. Dopo la sua sosta rientra in pista in 5^ posizione.

Il ritmo di Vettel e Bottas è molto simile; l’unico che guadagna qualcosina costantemente è Raikkonen. Il passo di Hamilton, invece, è molto più rapido di chi lo precede e in alcuni giri raggiunge e supera Verstappen.

Sembra andar talmente forte che potrebbe quasi impensierire i primi, ma con Raikkonen ha vita dura: il finlandese si difende e grazie a quanto guadagna nel settore centrale, quello più guidato, riesce a tenersi alle spalle il fresco 4 volte campione del mondo.


Finisce così, con Verstappen che porta a casa il giro più veloce grazie ad una seconda sosta nel finale, quando non aveva più gomma e non rischiava nulla sugli avversari. Da segnalare la gara di Massa e Alonso, impegnati in una lotta continua durata per tutti i 71 giri del gran premio e che chiudono in 7^ e 8^ posizione. Quindi, con questa vittoria, Ferrari dimostra che il potenziale c’è e che il mondiale si poteva portare fino ad Abu Dhabi. Speriamo sia incoraggiante in vista del 2018. Molto bene nei tratti più guidati, dove il telaio conta di più.

Decisamente ottima anche la gara di Raikkonen, spesso più veloce del suo compagno di squadra. Molto bene anche il casa Mercedes. Certo, Bottas si fa soffiare la vittoria su una pista che doveva essere leggermente più favorevole a loro, ma comunque è secondo ad un nulla. Hamilton fenomeno: l’errore in qualifica non è da lui, ma in gara è proprio lui invece, Ritmo impressionate. Ha vinto 4 titoli; c’è il motivo, eccome…
Così così Red Bull che su questa pista chiude in 5^ e 6^ posizione. Verstappen non riesce mai ad impensierire chi gli è davanti, mentre Ricciardo compie anche lui una gran rimonta, ma si ferma ben distante dal suo compagno di squadra nonostante la scelta gomme opposta.
Gara a due facce per quasi tutti gli altri team: in Williams, Massa non poteva fare gara migliore davanti al suo pubblico per l’ultima volta, impegnato nella lotta con Alonso per tutti i giri, sempre in difesa. Stroll disperso in ultima posizione, mai in gara
In McLaren, appunto, Alonso da spettacolo cercando in tutti i modi di passare la Williams con motore Mercedes e dà vita ad un duello spettacolare. Vandoorne è coinvolto nella carambola al via e deve ritirasi.


Stessa cosa in casa Force India, con Perez che chiude 9° e quasi fa il colpaccio di passare sia Alonso che Massa in un colpo solo; Ocon è vittima dell’esuberanza di Grosjean e deve ritirasi nel primo giro.

Anche in casa Toro Rosso la situazione è opposta: Gasly parte ultimo per penalità power unit; si trova velocemente in 10^ posizione, ma poi chiude 12° (l’hanno superato solo Hamilton e Ricciardo con una macchina non paragonabile). Hartley, parte anche lui dal fondo, ma è costretto al ritiro sempre per problemi tecnici.

Gara abbastanza anonima per i due Renault in 10^ e 11^ posizione. Rispetto al via, anche loro perdono solo le due posizioni nei confronti di Mercedes e Red Bull, ma la gara non è nulla di che.

Male Haas, con entrambi i piloti a causare incidenti nel primo giro. Magnussen deve addirittura ritirarsi poi; Grosjean viene penalizzato, ma avrebbe comunque chiuso 15° una gara del tutto incolore.

E per finire Sauber, che chiude in 13^ e 14^ posizione. La macchina non è all'altezza, la PU è del 2016, ma le novità che pian piano stanno iniziando ad arrivare grazie ai nuovi vertici si vedono. Speriamo sia un ottimo indizio in ottica 2018.

Appuntamento tra due settimane sulla pista di Abu Dhabi per la conclusione di questo mondiale. E’ già tutto deciso, ma chi si aggiudicherà l’ultimo match? Wait & see….

di Alessandro Rana (@AleRana95)

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