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lunedì 9 ottobre 2017

GP. SUZUKA: Game Over - di Mariano Froldi

Le candele possono illuminare la notte. O possono spegnersi e cancellare gli ultimi barlumi di speranza mondiale. La favola bella che ci illuse e che tante volte ci ha illuso amaramente è, ahinoi, giunta al triste epilogo. E’ andata. Nel peggiore dei modi (dite la verità, da quanto tempo non sentite di una candela difettata?): un misto letale di errori dei piloti e guasti tecnici che lascia l’amaro in bocca, mentre Hamilton può già virtualmente festeggiare il suo quarto mondiale, meritato non solo per il talento e la grande vettura, ma anche perché davanti s’è trovato un’armata Brancaleone che ha sbracato quando bisognava vincere, magari perdendo lo stesso il mondiale ma facendolo maledettamente sudare ai grigi. E invece no. Un’armata dai proclami roboanti o infantili (“vinceremo tutte le gare”, oppure “arriviamo eh!”, o il classico in salsa Maranellese “se si rompe qualcosa sono le componenti esterne”) che non è ancora una squadra e che lo dovrà diventare presto, perché l’anno prossimo al vertice ci sarà anche la Red Bull. Siamo tornati ai tempi dei bulloni sbullonati, delle robe da pochi euro fallate, dei cuscinetti da 5 lire andati. Cose note (ciclicamente), a noi tifosi rossi che cominciamo ad avere qualche capello bianco.
 
 
In questo de profundis, francamente inatteso (Vettel in tre gare ha fatto un misero quarto posto) si può vedere il bicchiere anche mezzo pieno. Al netto di clamorosi errori di entrambi i piloti, che hanno pure essi influito sulla debaclé finale, a Maranello hanno una grande prima guida (non parlo di Raikkonen perché ormai il fu campione s’è perso chissà dove) ed un grande reparto tecnico che ha fatto una signora macchina. E’ vero che “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare” (copyright Jake-Joliet Blues), mentre invece la Ferrari si è sciolta come neve al sole; tuttavia bisogna ricordarsi della disgraziata annata 2016, di come per quasi 9 anni la Ferrari abbia fatto monoposto mediocri o discrete che però si plafonavano da metà mondiale in poi. Tutto ribaltato quest’anno, con i blasonati team rivali che hanno copiato addirittura le soluzioni tecniche made in Italy e sviluppi costanti che hanno reso via via, dal punto di vista prestazionale, più forte la vettura. Ma più fragile. Per cercare di raggiungere il limite...la solita coperta troppo corta anche se, come dice Fiorio, prima la prestazione. Poi l’affidabilità arriverà.
Capitolo Marchionne. Presidente: una squadra non la si aiuta mettendole addosso una pressione micidiale e fustigandola in pubblico; ma lavando i panni sporchi fra i muri di Maranello e unendola ancora di più, senza trovare scuse perché. come diceva Enzo Ferrari, “la fortuna e la sfortuna non esistono”.
Coraggio, ammainata la bandiera del mondiale (nessuno ci crede più, manco Vettel) si cerchi di onorare al meglio i tifosi con qualche vittoria e qualche superba prestazione nelle ultime gare. E ci si metta testa e cuore nel prossimo anno facendo tesoro delle belle cose e degli errori di questo anno del Signore 2017, settantesimo dalla fondazione della Scuderia.
Alla fine ricordiamoci che, per quanto muova vagonate di denaro e fan in tutto il mondo, si tratta pur sempre di qualcosa di veniale, di uno sport. O perlomeno illudiamoci che sia così, per rendere meno amara la cicuta grigia che ci propinano per il quarto anno di fila gli anglo-tedeschi.


P.S.: ora qualcuno scriverà che non sono un vero ferrarista (come se esistesse un apposito esame in ferrarite), che poi non avrò il diritto di salire sul carro del vincitore, etc etc.
Le solite “menate” (scusate la franchezza), quando si tifa senza ragionare sulle critiche sensate e fatte senza malafede o preconcetti.
E’ tutto molto semplice: si è persa una clamorosa occasione di vincere il Mondiale dopo 10 anni. E sono i demeriti colvitati in casa a lasciare questo retrogusto amaro.
Passerà anche questa, e l’anno prossimo saremo di nuovo pronti a tifare, sperare, gioire (speriamo) per una grande Ferrari.
Nel frattempo, almeno, buonanotte. Senza candele.
 
di Mariano Froldi

Cristiano Sponton

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4 commenti

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9 ottobre 2017 14:53 delete

Nessuna debacle solito cambio regole in corsa a cui i tedeschi si sono sottratti con i soliti sotterfugi

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Unknown
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11 ottobre 2017 23:29 delete

Ma come fate a dire questo. Il giovedì prima delle Fp1 di Adelaide la Ferrari ha fatto eliminare il 3° elemento della sospensione anteriore. Per il semplice fatto che non è stata in grado di copiarlo. Certo che come dice Mariano , certi tifosi non sono veramente in grado di ragionare......

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ignoto
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13 ottobre 2017 17:41 delete

1) la Ferrari ha recuperato gran parte della prestazione persa dai cambi regolamentari in 2 gare.
2) più olio o il fondo vecchio avrebbero evitato l'incidente di singapore e i guasti di queste due gare?

Risposta: NO, quindi evitiamo parlare di cose che non c'entrano nulla

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