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lunedì 2 ottobre 2017

GP. MALESIA: il pagellone del Froldi

Sulla carta dovevano essere dolori per la Ferrari. Dolori sono stati ma non per le qualità intrinseche della monoposto, che ormai pare la più veloce del lotto. Il problema è che è diventata anche terribilmente fragile. Il modo in cui è maturato il quarto posto di Vettel lascia un amaro in bocca ancora più grande. 

Mad Max. Voto: 10. Max è partito bene, ha braccato Hamilton come un mastino e lo ha superato senza pietà. Ha gestito e vinto la gara da campione. Quando guida così non puoi non alzarti in piedi ed applaudirlo.



Kimi Raikkonen. Voto: N.C. L’unica cosa che doveva fare (la pole) non l’ha fatta. Ora…dico, torna la solita domanda, a cosa serve una seconda guida se quando non c’è la prima guida non fa la sua parte? Ricordo a tutti che era dotato di un’astronave. Incolpevole per il resto al via, speriamo sia utile alla Ferrari nell'ultimo spicchio di mondiale.



Vettel. Voto: salvate il soldato Ryan. Vettel è molto teso, e ne ha ben donde. Alla fine della gara arriva anche il fattaccio con Stroll. Credo che normalmente Vettel, per quanto a mio parere sia responsabile, forse, al 10 per cento, avrebbe evitato lo scontro con Stroll. Per la gara, che dire: splendida, ma quasi del tutto inutile. Sperando ovviamente di essere smentito a fine mondiale. 



Hamilton. Voto: 8. Raccoglie senza colpo ferire, si dimostra estremamente maturo e non sta li ad ingaggiare una lotta con Verstappen in cui avrebbe avuto solo lui da perdere. La sua Mercedes da due GP non è l’auto da battere. Lui fa la differenza, in particolare per la pole.



Bottas. Voto: 4. Umiliato dal compagno di squadra, ma anche dal Team che lo ha usato come cavia per testare a fondo i nuovi aggiornamenti aerodinamici (che Hamilton ha bocciato tornando alla vecchia configurazione), non è mai stato in gara. Un’ombra sul limitar di Dite, senza infamia e senza lode.


L’ira di Marchionne. Voto: Se la sua fama è almeno metà del vero, immaginate la tempesta termonucleare che si abbatterà sul team relativa al tema affidabilità.


Mercedes. Voto: 6 1/2. A detta di tutti il circuito era un po più favorevole alle caratteristiche della vettura tedesca. E, invece, non solo la W08 si è dimostrata sostanzialmente la terza forza, ma gli aggiornamenti portati non hanno funzionato. Credo sia la prima volta in assoluto che accada in questi anni di dominio tanto costante quanto monotono.


Ferrari SF70H. Voto: 9. La monoposto è cresciuta progressivamente, sino alla delizia di arrivare ad ulteriori modifiche, come ha anticipato F1AT (scambiatore di calore) che ne hanno aumentato ancora di più costanza e velocità. Un plauso sincero ai tecnici Ferrari. Nessuno ora mette più in dubbio che sia la monoposto migliore del lotto. Il problema sarà fare meglio. Ma se parti da una buona base, nel 2018 dovrebbe essere ancora la monoposto da battere.

Red Bull. Voto: 9. Altra monoposto cresciuta alla grande. E voi sapete quanto mi costi fare complimenti al Team che più mi sta sulle scatole…del cambio. Non impensierisce ancora, per quel che riguarda la velocità assoluta, la Ferrari, ma certamente un avversario in più per le ultime gare.

Affidabilità Ferrari. Voto: 5. Il vero tallone d’Achille della Ferrari. D’altronde se incrementi le prestazioni inevitabile che l’affidabilità sia a rischio. E’ la solita storia della coperta troppo corta. Certo con il senno di poi viene da pensare se aveva senso utilizzare il terzo motore ammaccato e non direttamente la quarta PU completa (anche se a quanto pare il problema di Vettel non era legato al motore a scoppio). Chi lo sa. Certo, la Ferrari ha mostrato evidente problemi sul versante affidabilità e di suo tende a complicarsi la vita inutilmente. Ed i mondiali si vincono (e si perdono) anche con l’affidabilità.

Ricciardo. Voto: 6. Ha fatto una gara in sordina. Mai un acuto. Sorpreso, per una volta, negativamente, dalla sua gara. 

Alonso. Voto: Deluso. Su Vettel ha fatto una mezza porcata. I piloti, si sa, sono animali strani. E Alonso è uno abbastanza viscerale. Credo che se la poteva risparmiare l’ostruzione, evidente e pacchiana, ai danni di Vettel. Forse poco sarebbe cambiato, ma ha fatto davvero una brutta figura. Gli rode, e ancora tanto, per come è stato trattato in Ferrari (e non ha tutti i torti). Per la prima volta sinceramente deluso dall’uomo, prima che dal Campione (che non si discute).

Stroll. Voto: portatelo all’asilo. Il pilota sicuramente avrà del talento (ma probabilmente sarà ricordato per il padre ultra ricco che paga la sua permanenza in un team come la Williams), ma è difficilmente difendibile. Ha strollato. Forse stava giocando a Pokemon, forse era in trance mistica. A lui accadono cose strane quando sta per toccare il traguardo o lo ha appena attraversato. Vi ricordate come è stato bruciato, all'arrivo, da Bottas, credo a Monza? Tra l’altro, la dinamica dell’incidente dopo l’arrivo è quantomeno grottesca, roba da “mai dire Tv”, non solo per come è capitata, ma per il danno enorme riportato dalla Ferrari. Roba da Guinness dei primati.

Lauda. Voto: ha già rotto! Dite la verità, quanto vorreste vedere un bel arrosto di motore AMG, oppure la Mercedes perdere il mondiale (magari per un punto), soprattutto per vedere l’espressione facciale di Niki? 

Cambi e affini. Voto: regole demenziali. Non ha alcun senso, e lo ripeto da tempo, che se si rompe un cambio o qualsiasi altro componente, il pilota debba pagare dazio. Al massimo la Scuderia. Il problema è la filosofia di fondo. La Formula 1 è una disciplina sportiva che predilige la velocità, oppure che predilige la costanza? E’ uno sport da cento metri o da maratona? Se la risposta (come pare con i regolamenti, ed ancora peggio sarà il prossimo anno) è la maratona, qualcosa non torna. SI tratta di un ibrido-chimera, da far rabbrividire quello dei miti greci. A quel punto, tanto vale chiudere baracca e burattini e stendere un velo pietoso su quello che fu uno sport. Se si perseguirà la strada assurda della “maratona”, i tifosi abbandoneranno in massa la F1. Confido in Liberty Media. 

Le follie della Formula 1. Voto: Quanto costa fare 5/6 motori che durino 3 Gran Premi e sviluppino una discreta potenza o 3 motori che durino per 20 GP? A me risulta che, per rispettare il regolamento, al banco saltino non so quanti propulsori (e costano soldi); alla fine altro che contenimento dei costi. Stessa solfa se si guarda al divieto di test ed a quanto spendono le scuderie in simulazione. Cose, letteralmente, dell’altro mondo…


P.S.: Il Giappone sarà la prova del nove non tanto per il Mondiale (ho già detto che lo ritengo concluso a Singapore, concedetemi anche un pò di scaramanzia), ma per vedere se la Ferrari riuscirà a far andare veloce la sua monoposto anche lì. Un ulteriore segnale confortante (nel caso) che ci certificherà che il team di Maranello sa ormai sviluppare efficacemente la monoposto durante il mondiale. Purtroppo i fatti della Malesia ci lasciano con il fiato sospeso (leggasi cambio da sostituire o meno). Ulteriore frutto avvelenato di un altro fine settimana da dimenticare per il cavallino.
Mariano Froldi

Cristiano Sponton

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