GP ITALIA: la FIA annega...in un bicchier d'acqua. - FUNOANALISITECNICA F1ANALISITECNICA
FUNOAnalisitecnica fa parte del network di

sabato 2 settembre 2017

GP ITALIA: la FIA annega...in un bicchier d'acqua.

Qualifiche estremamente negative per la Ferrari, nel Gran Premio di casa. La pioggia è stata un "de profundis" e nelle Q3 ha relegato i portacolori di Maranello (si parla di problemi a far funzionare le full wet) nel triste limbo della quarta fila. Non proprio senza appello, certo, vuoi perché la Ferrari vista nelle Q3 non può essere la vera Ferrari, e vuoi perché a causa delle penalizzazioni Red-Bull partirà in terza fila e infine perché domani dovrebbe splendere il sole in quel di Monza. Condizionale d'obbligo: gli scienziati del clima spesso non ne imbroccano una, vedasi Monza appunto. Mettiamola così: l'inguaribile pessimista che è in me ritiene che la la Ferrari abbia tante possibilità di vincere quante Alonso di terminare il gran premio. Arrivare secondi sarebbe già una vittoria, arrivare terzi limitare fortemente i danni. 


Ma se la Ferrari ne è uscita con le ossa rotte, la FIA è letteralmente annegata in un bicchiere d'acqua. Ormai ogni volta che arriva la pioggia, Charlie Whiting fa come Quinto Fabio Massimo (il temporeggiatore) faceva con le orde di Annibale. Fugge, temporeggia a più non posso. Nel caso del nostro canuto direttore di gara, egli fa di tutto sino a quando la pioggia non decide di andarsene. Oggi abbiamo assistito ad uno spettacolo triste per i piloti e per la Formula 1. Avrà contribuito (si dice qui nel paddock fra gli addetti), il nuovo asfalto alla partenza. Tuttavia giova ancora una volta sottolineare l'incredibile contraddizione dei soloni della Federazione. Inventano qualsiasi cosa, spesso snaturando questo sport, in nome della sicurezza. E sia. 


Ma nel contempo, al variare delle condizioni della pista (Da asciutto a bagnato e viceversa), impediscono alle squadre di assettare/regolare le monoposto, se non per aspetti irrilevanti. Il parco chiuso vige sempre! Ne consegue che se il team prepara le monoposto per l'asciutto (perché, per esempio, la gara con molta probabilità si correrà in condizioni normali) i piloti guideranno, nelle qualifiche, monoposto che con poca acqua diventano estremamente nervose e, quindi, pericolose. In sostanza, da una parte la FIA inneggia alla sicurezza proponendoci anche l'infradito Halo, dall'altra espone i piloti a gravi rischi "per regolamento". Se non è schizofrenia questa, poco ci manca. Una modesta proposta da un signor nessuno: lasciate il parco chiuso se si corre con l'asciutto. Ma se variano le condizioni climatiche, abolitelo e fate il sin troppo compianto e rimpianto warm-up. Certo, a parere del sottoscritto e del 99 per cento dei giornalisti sportivi, si dovrebbe tornare tout-court al passato: niente parco chiuso e warm-up sempre la domenica mattina (il pubblico gradirebbe certamente). Tuttavia, poiché sappiamo che in Federazione difficilmente tornano indietro (significherebbe ammettere di aver sbagliato, e il Napoleone della Fia non considera neanche lontanamente tali ipotesi), almeno potrebbero considerare un onorevole compromesso. Ovviamente non ci ascolteranno, ma verba volant, scripta manent.

di Mariano Froldi - Direttore FUnoAnalisiTecnica

The PJ

About The PJ

Subscribe to this Blog via Email :

Powered by Blogger.