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martedì 27 giugno 2017

GP BAKU: la cronaca della gara - di Alessandro Rana

25 giugno 2017. Baku, Azerbaijan. Ottavo appuntamento con il mondiale di Formula 1.

Gara costellata di colpi di scena vinta da Ricciardo su Red Bull che precede Bottas e un fantastico Stroll. Seguono quindi la Ferrari di Vettel e la Mercedes di Hamilton, autori di scaramucce in pista quasi fossero due “automobilisti della domenica”. Verstappen è costretto al ritiro così come Raikkonen. Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi:


Al via partono tutti bene davanti; in curva 2 un arrembante Raikkonen si trova in seconda posizione, ma Bottas lo attacca molto deciso, salta sul cordolo e perde il controllo della vettura che va quindi a toccare la rossa del finlandese che a sua volta tocca il muro. La peggio va a Bottas, però, che si ritrova con l’ala anteriore danneggiata e una gomma forata. Gara che sembra totalmente compromessa quando rientra in pista doppiato.

Il tutto favorisce Vettel che si mette in marcatura di Hamilton e i due scappano via insieme, inseguiti da Perez e da Verstappen. Quest’ultimo, proprio mentre cerca l’attacco sul messicano, è costretto al ritiro per problemi tecnici.

Arriviamo al giro 14, quando le cose iniziano a farsi complicate: Kvyat si ferma in pista e i commissari non riescono a rimuovere subito la sua macchina. Safety Car e tutti ai box per cambiare le gomme. Trascorre qualche giro e c’è la ripartenza, ma dopo poche curve ecco di nuovo in pista la vettura di sicurezza. Raikkonen ha perso dei pezzi dal fondo parecchio danneggiato dal contatto al via con Bottas. Qui succede anche il fatto che farà discutere molto: poco prima della nuova ripartenza, Hamilton rallenta parecchio, forse troppo. Vettel lo tampona da dietro, danneggiando l’ala anteriore, ma l’episodio più importante è che subito dopo il tedesco si affianca alla Mercedes e imprecando verso Hamilton finisce anche per colpirlo ruota contro ruota. Nasce quindi l’investigazione che porterà ad una penalità di 10 secondi stop/go per Vettel. Si riparte, ma anche stavolta subito dopo curva 2 c’è un incidente: Ocon tenta il sorpasso sul suo compagno di squadra, ma lo chiude troppo e Perez finisce a muro. Volano detriti ovunque e Raikkonen non li può evitare. Foratura per lui e fondo danneggiato anche dall'altro lato. Sia Perez che Raikkonen devono ritirarsi. Altra Safety Car, ma i detriti sono troppi e ovunque. Si decide quindi per fermare la gara con bandiera rossa. Circa mezzora di stop e si può ripartire. I colpi di scena non sono finiti però: dopo qualche giro ecco che Hamilton ha un problema. La protezione della testa non è ben fissata e si alza! L‘inglese prova a fissarla, ma non riesce. E’ costretto così ad un’ulteriore sosta ai box. Vettel fa quindi due giri da qualifica prima di rientrare per la penalità e al ritorno in pista riesce a stargli davanti.


Nel frattempo, in testa alla gara si è portato Ricciardo con Bottas che, dopo essersi sdoppiato, è risalito fino in zona punti, proprio davanti a Vettel e grazie al suo ritmo migliore riesce a guadagnare ancora posizioni. Ritmo che gli consente anche di superare Stroll per la seconda piazza proprio sulla linea del traguardo dell’ultimo giro. Anche Vettel e Hamilton guadagnano giro dopo giro, fino a portarsi in 4^ e 5^. Raikkonen, che era riuscito a tornare in pista grazie alle riparazioni effettuate in regime di bandiera rossa, prima è vittima di un drive through per il lavoro dei meccanici nella slow lane; poi si ritira definitivamente.

Dunque, in casa Mercedes, dopo un venerdì disastroso, si vede un’ottima qualifica e una grande gara con un passo straordinario. Vista la sfortuna di Hamilton con la protezione, Bottas avrà molto da mangiarsi le mani, dato che senza quell'incidente al via probabilmente avrebbe vinto. Hamilton è apparso in gran forma durante la gara, soprattutto quando è stato in testa. Forse al momento del “fattaccio” con Vettel ha realmente rallentato troppo, ma non per i commissari. Certo è che senza il problema che gli è costato una sosta in più avrebbe vinto e sarebbe passato avanti nel mondiale con la penalità rimediata dal tedesco.


Per quanto riguarda Ferrari, un sabato sottotono, ma una domenica con un passo gara fantastico (l’unico team a stare dietro a Mercedes). Vettel ha sbagliato lasciandosi prendere dalla rabbia. E quando sei in lotta mondiale non ti deve succedere. Con i guai di Hamilton, senza quella penalità, avrebbe vinto e sarebbe volato via nel mondiale. Lato Raikkonen, una sfortuna pazzesca per il finlandese. Prima viene colpito da Bottas e danneggia parte del fondo; poi non può evitare detriti altrui, fora e rompe l’altro lato del fondo. Un vero peccato, soprattutto in ottica mondiale costruttori.

Come due settimane fa, anche qui gara a due facce in casa Red Bull. In qualifica bene Verstappen, con Ricciardo vittima di un errore e contatto con le barriere. In gara ancora una volta c’è un problema tecnico sulla monoposto dell’olandese, al 4° ritiro nelle ultime 6 corse. Decisamente fortunato Ricciardo che si trova a vincere una gara sfruttando tutte le disgrazie altrui. Il passo gara non era sicuramente da vittoria, ma nemmeno da podio se ci fossero state sia le due Ferrari che le due Mercedes.


In casa Force India continua il duello iniziato due settimane fa: sembravano arrivati per chiarirsi e invece… Perez disputa una buona gara in zona podio, grazie alle disgrazie altrui, fino a quando Ocon non lo manda a muro causandone il ritiro. Il francese chiude poi in 6^ posizione, ma si può fare meglio. E all'interno del team c’è bisogno di calmare un po’ il clima.

Buona gara anche per Williams, purtroppo a due facce anche qui. Massa deve ritirarsi, ma fino ad allora era in lotta per le posizioni di vertice. Decisamente ottima la gara di Stroll invece che riesce a chiudere sul podio. Non sembra nemmeno un lontano parente di quello delle prime gare. Il test che ha fatto ad Austin con macchina 2014 e set up di Massa è servito eccome. Molto molto bene.

Ancora decisamente negativo lo week end sia per Toro Rosso che per Renault. per Toro Rosso, Kvyat si ritira per problemi tecnici e da il via a tutti gli episodi di Safety Car e quant'altro; Sainz riesce a chiudere in 8^ posizione, ma con una gara abbastanza anonima. Per quanto riguarda Renault, invece, Palmer finisce la gara subito per problemi tecnici; Hulkenberg commette un errore di guida ed è costretto al ritiro per rottura della sospensione quando stava lottando intorno alla 5^ posizione.
Per Haas, buona la gara di Magnussen che per un certo periodo si trova anche in zona podio; poi deve accontentarsi della 7^ posizione: il ritmo degli altri era nettamente più forte. Gara anonima per Grosjean, con i soliti problemi ai freni e chiude in ultima posizione.


In casa Sauber una classica gara anonima, chiusa in 10^ e 11^ posizione, davanti solo a Vandoorne. I problemi all'interno del team continuano e il fatto che il team principale sia stato cacciato, ne da ulteriore conferma.

Problemi che continuano anche in casa McLaren, ma ormai non danno più notizia. Entrambi i piloti partono con un numero esorbitante di posizioni di penalità per elementi della PU sostituiti oltre il limite; Alonso lotta tutta gara e riesce ad entrare in zona punti per la prima volta quest’anno, chiudendo 9°; Vandoorne con problemi anche durante la gara, è costretto a terminare la gara dietro anche ai Sauber. Non ci siamo….

Prossimo appuntamento sul circuito austriaco tra due settimane. Vettel arriva ancora da leader del mondiale, con addirittura due punti in più di vantaggio su Hamilton, decisamente insperato da come era partita la gara. Ci sarà il ritorno alla vittoria della rossa? Wait&see…


di Alessandro Rana (@AleRana95)

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