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GP SPAGNA: la cronaca della gara

14 maggio 2017. Barcellona, Spagna. Quinto appuntamento con il mondiale di Formula 1.

Sul circuito catalano si rivede il vero Hamilton che torna alla vittoria davanti a Vettel, autore di una fantastica gara. Seguono quindi Ricciardo e le due Force India. Ritirate la Ferrari di Raikkonen, la Mercedes di Bottas e la Red Bull di Verstappen.



Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi:

Al via, la Ferrari di Vettel brucia nello scatto Hamilton e si porta in testa. In curva 1, Bottas, Raikkonen e Verstappen sono protagonisti di un contatto. Il finlandese della Ferrari e l’olandese della Red Bull hanno la peggio: entrambi costretti al ritiro. Bottas va avanti, ma la sua macchina sembra aver risentito del contatto: il suo passo non è mai a livello di chi lo precede. Sosta molto anticipata in casa Ferrari per proteggersi dell’undercut di Hamilton, utilizza subito la gomma soft nuova. Hamilton allunga e monta la gomma media. Non riuscirà ad andare fino in fondo, ma questo porterà poi Vettel ad avere la gomma media nel finale di gara, contro la soft nuova dell’inglese. Il tedesco riesce a mantenere la testa della gara fino a che la gomma gialla di Hamilton non gli consente il sorpasso. Bottas tanta di fare gioco di squadra con Hamilton quando si ritrova Vettel alle spalle, cercando di rallentarlo con la gomma usata. Ma la Ferrari con un sorpasso capolavoro in fondo al rettilineo riesce a sbarazzarsi della Mercedes del finlandese. Bottas sarà poi costretto al ritiro per problemi alla power unit.


Mercedes si presenta con tantissimi aggiornamenti “visivi”. Aggiornamenti che al sabato sembrano non essere molto funzionali, ma mostrano tutti i loro frutti sul passo gara, con una macchina che utilizza meglio le gomme Pirelli. Hamilton è tornato (in Russia non si era visto) e porta a casa un’ottima gara. Qualche problema di troppo lato Bottas: monta la PU numero 2 venerdì, ma sono costretti a toglierla al sabato per tornare alla 1 che poi durante la gara va letteralmente a fuoco. Bene, ma non benissimo…


Per quanto riguarda Ferrari, invece, dimostra che la macchina è davvero molto buona. Nonostante una Mercedes rivoluzionata, gli aggiornamenti portati funzionano e riescono comunque a giocarsela sia al sabato che alla domenica. Forse c’è da lavorare ancora sullo sfruttamento delle gomme più dure, che non sembrano essere proprio adatte alla SF70H. Vettel super, soprattutto nella prima parte di gara con il sorpasso capolavoro su Bottas. Raikkonen out, ma non per colpa sua… Da segnalare il campanello affidabilità suonato bello forte con Vettel al sabato…


Red Bull: vengono annunciati aggiornamenti a destra e sinistra, forse addirittura un cambio di nome a RB14, ma il tutto si tramuta in tanto fumo e poco arrosto. Forse qualcosa meglio al sabato, soprattutto con Verstappen, ma in gara Ricciardo non riesce minimamente a tenere il passo di chi gli sta davanti e chiude a 75 secondi di distacco (unico pilota non doppiato dalla coppia Hamilton-Vettel).


Decisamente buona Force India che al sabato sul giro secco mostra ancora qualche difficoltà, ma alla domenica in gara esprime sempre il massimo, riuscendo a portare a casa un 4° e 5° posto con Perez che precede Ocon di una decina di secondi.

Molto bene anche la gara in casa Renault lato Hulkenberg che chiude in 6^ posizione. Palmer continua a “non presentarsi” in pista: chiude infatti in 15^ posizione una gara anonima.


Gara molto negativa per Williams che non si è ripresa dal blackout russo. Massa è protagonista di un contatto al via con Alonso e deve rientrare subito ai box, compromettendo la sua gara; Stroll continua ad essere l’oggetto misterioso di questa F1, infilato anche dal suo compagno nel finale di gara. Diciamo che per lui c’è la stessa situazione di Palmer, con la scusante che la sua è la prima stagione in F1 (ma forse ci è arrivato un po’ prestino…).

Buona gara in casa Toro Rosso, con Sainz che riesce a chiudere 7° e con Kvyat che riesce a risalire dalla 19^ alla 9^ posizione.


Anche per Haas finalmente si vede uno weekend con luce: Grosjean riesce a chiudere 10°; Magnussen scende fino alla 14^ posizione a causa di una foratura negli ultimi giri rimediata in un contatto mentre lottava con Kvyat per la 9^.

In casa Sauber, Wehrlein riesce a portare a casa punti preziosi con una strategia ad una sola sosta allungando moltissimo il primo stint con gomma soft e nonostante una penalità di 5 secondi rimediata per essere entrato ai box senza passare a destra del paletto. Ericsson così così, chiude in 11^ posizione.

Ancora una volta concludiamo con McLaren. Anche qui si è visto qualche spiraglio, soprattutto lato Alonso. Al sabato è riuscito a qualificarsi in 7^ posizione, oltre ogni aspettativa; la domenica la macchina è quel che è, però riesce a chiudere in 12^ posizione portando a casa anche qualche buon sorpasso. Vandoorne ritirato, a causa di un contatto durante un sorpasso, ma fino ad allora una gara discreta. C’è da segnalare che hanno montato altre nuove componenti PU e quindi altre penalità, ma questa è la normalità…

Tra due settimane si va in pista sul tracciato monegasco, pista a sé. Vettel arriva ancora da leader del mondiale, ma su questo tracciato, Ferrari non vince da un bel po’. Ce la farà quest’anno?? Con il passo più corto, le curve strette potrebbero aiutare….. wait&see…


di Alessandro Rana (@AleRana95)

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