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mercoledì 29 marzo 2017

GP AUSTRALIA: le pagelle e qualche considerazione - di Antonino Giampaolo

Dopo un inverno pieno di colpi di scena, pronostici più o meno azzeccati e tanta ma tanta attesa, i motori del Circo targato Liberty Media si sono accesi (per la McLaren Honda questa è già un buon punto di partenza), e non per dei test su cui anche quelli che confondono il calcio con la F1 speculano e danno il proprio parere, ma per una gara vera e propria, dove non ci sono più carichi di carburante diversi o team che giocano a nascondino. Sì proprio così, perché l'altro ieri è andato in scena il primo capitolo su venti di un libro che speriamo essere più appassionante dei passati, dove non si scherzava più, dove in palio c’erano i venticinque punti e non la soddisfazione di una giornata di test passata in testa. Finalmente abbiamo potuto capire i veri o quasi valori di campo. Perché quasi? Semplice. Perché io preferirei aspettare qualche gara in più prima di dare sentenze definitive. Melbourne molto spesso mostra i potenziali valori in campo e proprio perché “potenziali” c’è la possibilità che durante la stagione cambino o addirittura vengano stravolti. Sappiamo quanto importante sia lo sviluppo nell'arco delle venti gare e quest’anno con il cambio regolamentare diventa fondamentale perché i team al momento si ritrovano ancora monoposto “grezzo”, da “affinare” per rendere al meglio.


La gara tra i canguri ha confermato che la Ferrari ha fatto un salto di qualità pazzesco rispetto all'anno precedente ed ora è lì, vicina più che mai alla Mercedes. Alcuni di voi dopo la gara hanno considerato la Ferrari come la prima forza del mondiale, ma io ci andrei con i piedi di piombo, io eviterei di fidarmi della stella a tre punte. Secondo il mio parere la Mercedes è ancora avanti (lo hanno dimostrato le qualifiche) ma se la Ferrari da anni ha provato invano a fare il colpaccio, questo potrebbe essere l’anno giusto. La vittoria di Vettel a Melbourne è stata diversa dalle altre con la Ferrari, si sente che qualcosa sta cambiando.

Dopo queste personali riflessioni, provo a dare qualche voto ai protagonisti del Gran Premio D’Australia.

SEBASTIAN VETTEL: voto 10 e lode
Avete qualcosa da ridire? Finalmente abbiamo rivisto il Sebastiano dei tempi migliori, quello dei quattro titoli mondiali in Red Bull e quello del primo anno in Ferrari. Pur facendo qualche sbavatura in qualifica mette in seconda posizione la sua Gina e in gara dimostra di essere superiore alla Mercedes di Hamilton fin dal primo giorno. Quando, dopo il pit, ha strada libera distanzia Hamilton di ben 7 secondi, a dimostrazione del grande passo del quattro volte campione del mondo. E poi sentire di nuovo l’accoppiata inno tedesco-inno italiano è pura goduria e riporta la mente a quella leggenda che sta lottando tra la vita e la morte.

LEWIS HAMILTON: voto 8 e mezzo
Luigino il suo lo ha fatto. Pole il sabato (62 pole in carriera, a tre lunghezza da Senna), partenza perfetta la domenica. Da lì tutto si è complicato per demeriti di una Mercedes che non fa funzionare a dovere le Ultrasoft e per meriti di una SF70H praticamente perfetta con Vettel. Da annotare anche la strategia suicida della Mercedes, che dopo aver pittato lo mette dietro ad un certo Verstappen con gomme in fin di vita. Ma non mi sento di accusare il team, la Ferrari è stata superiore.

VALTTERI BOTTAS: voto 6 e mezzo
Se è questo il Valtteri che vedremo durante la stagione, Hamilton potrà fare tutti i festini che vuole perché lo batterà a mani basse. In qualifica si è fatto sfuggire una seconda fila che dal 2014 è proprietà Mercedes e in gara non ha brillato più di tanto, limitandosi a fare il suo compitino.

KIMI RAIKKONEN: voto 5 e mezzo
Tutto il weekend in difficoltà, l’aria australiana quest’anno non ha fatto per niente bene ad Iceman.  Prendere 6 decimi e 22 secondi rispettivamente in qualifica e in gara dal compagno di squadra non è un bel biglietto da visita per la stagione che verrà.

MAX VERSTAPPEN: voto 5
Prestazione deludente da parte del bambino prodigio. Sicuro che sia tutta colpa sua?

FELIPE MASSA: voto 7 e mezzo
Zitto zitto il trentacinquenne brasiliano con la sesta posizione finale è il primo degli “altri”. Se continua così, ha fatto bene a non appendere il casco al chiodo.

TORO ROSSO: voto 9
Sainz e Kvyat entrambi a punti già alla prima gara e ogni anno sembrano alzare sempre di più l’asticella. Si lavora proprio bene a Faenza.

ANTONIO GIOVINAZZI: voto 9
Svegliarsi il sabato e scoprire di dover debuttare in F1 è fantastico per certi versi, orribile per altri. Il sangue freddo e il talento gli hanno permesso di finire in qualifica solo a pochi centesimi dietro al più esperto compagno di squadra e portare la Sauber al traguardo al 12esimo posto. Può fare molto meglio di così ma tranquillo Giovi, il tempo c’è; intanto per me sei stato un altro motivo per essere fiero di essere italiano.

FERNANDO ALONSO: voto “AAA macchina competitiva cercasi”
Vederlo per l’ennesimo anno in queste situazioni non fa bene alla Formula 1.

DANIEL RICCIARDO: voto 10 alla simpatia
Scherzi a parte, Danielino avrà fatto più km a piedi che in macchina. Weekend da dimenticare.

SCUDERIA FERRARI: voto 10 -
In silenzio per tutto l’inverno, nessuno proclamo, nessuna dichiarazione. La lezione dello scorso anno è servita. Ed è servito anche questo silenzio, perché i risultati in pista fin adesso danno ragione al team di Maranello: hanno recuperato il gap dalla Mercedes e ha messo in pista una monoposto prestazionale, gentile con le gomme e, vedendo i risultati dei test, anche molto affidabile. A noi la Ferrari piace così: meno chiacchiere, più fatti. Se saprà sviluppare al meglio la SF70H durante l’anno, quel 10- si trasformerà in un bel 10.

HONDA: voto 0
Al terzo anno in Formula 1, il colosso giapponese non riesce a trovare la quadra su questi “nuovi” motori ibridi. I tempi di Senna e Prost sono finiti da un bel po’, è ora di fare un mea culpa e rimboccarsi le maniche. La McLaren merita di più.

di Antonino Giampaolo

Cristiano Sponton

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