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GP AUSTRALIA: la RedBull RB13 non ha uno scalino pronunciato nella parte anteriore del telaio

Un argomento molto discusso in questo pre stagione è stato sicuramente quello relativo alle sospensioni anteriori di Mercedes e RedBull per via dell'ormai famosa lettera di chiarimenti inviata giustamente alla FIA dalla Ferrari. 

C'è quindi molta curiosità tra gli addetti ai lavori nel capire come i due Team abbiano lavorato durante l'inverno e il Gran Premio di Melbourne è proprio la prima occasione per smascherare le soluzioni progettate dai vari Team. Ricordo infatti che durante i Gran Premi le varie scuderie non possono più utilizzare i fastidiosi paraventi per nascondere le vetture come nei test pre stagione.

Immagine 1 - La parte alta anteriore del telaio della RedBull RB13

E' curioso fin da subito notare come il Team RedBull non abbia apportato modifiche sostanziali nella parte alta anteriore del telaio della RB13 2017 rispetto alla soluzione utilizzata lo scorso anno, messa in evidenza nell'immagine 2 (in basso). Un foro nella parte alta (freccia azzurra nell'immagine 1) ed uno ancora più accentuato poco più in basso (freccia gialla nell'immagine 1) necessario per il posizionamento del terzo elemento della sospensione anteriore della RB13. Similarmente alla soluzione portata in pista in tutta la stagione 2016 di Formula 1, RedBull anche sulla vettura 2017 andrà a sistemare i due puntoni del push rod anteriore appena al di sopra del telaio (freccia verde nell'immagine 1). In rosso ho indicato invece l'alloggiamento delle barre di torsione.

Nella prossima immagine è ben visibile la soluzione, completa anche di terzo elemento, utilizzata dal Team di Milton Keynes.


Durante la stagione 2016, più precisamente nelle prove libere del Gran Premio di Ungheria e in altri due Gran Premi di fine stagione, il Team anglo austriaco ha provato una evoluzione del terzo elemento passando da una versione a molle a tazza comandata comunque idraulicamente, ad una versione completamente idraulica come si può ben vedere nell'immagine 3 (Movistar). Sarà interessante quindi capire nelle prossime ore se sulla RB13 verrà montata fin da subito questa soluzione completamente idraulica o se RedBull resterà su una soluzione più classica con terzo elemento a molle.


La sostituzione della molla con l'idraulica in varie zone della sospensione è un concetto noto da diversi decenni in quanto è stato sviluppato sulle automobili di serie e adottato all'epoca delle sospensioni attive nei primi anni '90 in Formula 1. Sebbene queste ultime siano vietate dal regolamento, e che questo non sia il caso di Mercedes e RedBull, poiché i due team non hanno utilizzato gli elementi elastici veri e propri della sospensione oleopneumatici, ma solo lo smorzatore, è bene ampliare il discorso e capire quali problemi potrebbero esserci utilizzando questa tipologia di terzo elemento.
La modalità tramite la quale si possa realizzare un elemento elastico sfruttando il fluido idraulico è comunque tutt'oggi la medesima. Poiché il fluido idraulico è entro certi limiti incomprimibile (la sua comprimibilità è espressa dal modulo di Bulk che ne fornisce la contrazione volumetrica per unità di volume a fronte di una variazione di pressione), non può quindi essere utilizzato come elemento elastico se non per connettere l'ammortizzatore ad un accumulatore caricato a gas (azoto) che diventa l'elemento elastico vero e proprio del sistema.

Per concludere l'articolo, è bene far notare come RedBull 2017 non abbia quindi intrapreso la strada Mercedes 2016, non andando a creare un vero e proprio scalino nella parte anteriore del telaio per un miglior alloggiamento del terzo elemento.


Nelle prossime ore arriveranno sicuramente da Melbourne foto ancora più complete sia di RedBull che soprattutto dei suoi due principali competitors ossia Mercedes e Ferrari.

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