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FERRARI 2016: ora serve un grande sforzo da parte di Shell

FERRARI 2016: ora serve un grande sforzo da parte di Shell

Il giorno di presentazione della Ferrari 2016, fissata per venerdì 19 febbraio alle ore 12, si avvicina cosi come si sta avvicinando il 22 febbraio, giorno in cui finalmente inizierà ufficialmente la stagione 2016 di Formula 1.

Nelle ultime settimane di informazioni riguardanti la nuova vettura italiana ve ne abbiamo date parecchie, ma non abbiamo finito anche se ormai siamo al caffè; chissà però che no ci sia un bell'ammazza caffè prima del 19. Vediamo.


UNA POWER UNIT CON TANTA POTENZA E CON CONSUMI SIMILARI
Sui banchi di Maranello sta ancora raccogliendo chilometri su chilometri la nuova Power Unit nella versione che debutterà ad inizio anno in quel di Melbourne, nel Gran Premio che il 20 di marzo aprirà questa tanto attesa stagione 2016.

Ed intanto che in sala motori si continua a lavorare sul migliorare le prestazioni (sviluppando e pianificando anche gli update da portare in pista a stagione in corso) e l'affidabilità dell'unità motrice italiana, in un'altra ala del Reparto Corse Ferrari (GES) è da circa una settimana iniziato finalmente l'assemblaggio della vettura (nb: piccola correzione di un errore di distrazione) che verrà inviata tra poco più di 7 giorni in Spagna. Con le due Power Unit che Vettel e Raikkonen utilizzeranno negli otto giorni di test che sono già in fase di assemblamento all'interno delle due vetture, in una livrea che come abbiamo annunciato qualche giorno fa, conterrà molto bianco in zone dove nel 2015 c'era del rosso.

Dalle ultimissime informazioni raccolte da FUNOANALISITECNICA, la Power Unit della rossa riuscirebbe a generare molti molti cavalli sui banchi presenti a Maranello, tanto da far credere ai tecnici della Scuderia italiana di essere ad un livello molto elevato di prestazioni, addirittura all'incirca alla pari della potenza generata dalla nuova unità motrice tedesca (con potenze generate superiori ai 900 CV). Con dei consumi che, a detta della nostra importante fonte, non sono peggiorati rispetto alla fine del 2015. Quello che però sta preoccupando chi lavora nel reparto motori della rossa e non solo, sono dei fastidiosi problemi di affidabilità, legati a quanto ci è stato riferito, alla particolarità della nuova Power Unit italiana.

FERRARI ASPETTA UN GROSSO STEP EVOLUTIVO DA SHELL
Se ricordate bene, in questo articolo di settimana scorsa (LINK) parlavamo di un avvicinamento da parte della rossa a quel fantastico concetto di motore endotermico che sta facendo volare la Mercedes. Una scuderia tedesca che per arrivare ai livelli di potenza della scorsa stagione, e che vedremo con nuovi step verso l'alto in questo inizio di stagione (fate mente locale sulle PL1 di Monza!), ha dovuto lavorare molto soprattutto sulla camera di combustione, sui cilindri, nonché sulle testate e sulle benzine sintetiche prodotte in collaborazione con Petronas.

E' bene ricordare che per gran parte della stagione 2014 e 2015, i tedeschi non sono mai riusciti a ricavare la piena potenza della propria Power Unit soprattutto per importanti problemi di vibrazioni generati dalla forte combustione all'interno della camera di combustione. Problemi che a quanto pare stanno rallentando il lavoro anche in casa Ferrari. Per risolvere i problemi, la scuderia italiana crede che soprattutto il lavoro di Shell sia fondamentale, tanto da richiedere un nuovo veloce update della benzina sintetica prodotta dalla multinazionale olandese. Per capire quanto il lavoro dei produttori di benzine sia importante, il grosso update portato in pista a Monza da Petronas è stato scelto da ben 42 diversi campioni progettati e testati.

UN INIZIO DI STAGIONE DEPOTENZIATI, PER NON INCORRERE IN PROBLEMI DI AFFIDABILITÀ'?
Come già scritto più volte su questo sito, gli otto giorni di test a Barcellona saranno fondamentali per la scuderia italiana, per capire, oltre a quanto il telaio, l'aerodinamica e la meccanica della nuova vettura siano competitivi rispetto al resto del lotto, anche quanto si potrà spremere la nuova Power Unit italiana.

All'orizzonte c'è anche la possibilità che la nuova Ferrari non possa sfruttare appieno della gran potenza ricavata tramite i molti cambiamenti effettuati alla Power Unit che ha terminato la scorsa stagione (update Austin). Ma questa è sola una supposizione che bisognerà verificare e confermare o meno, dopo le due sessioni di test di Barcellona.

Piergiuseppe Donadoni

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