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Dove e come nasce il muso con il "buco": dalla Lotus 80 alla Ferrari F2008

La Ferrari, come sappiamo, nel 2008 ha introdotto sulla F2008, un buco sul muso che permetteva il passaggio di un determinato flusso d’aria dalla parte bassa della vettura verso quella superiore. Questo concetto è stato poi ripreso da altri team e rinominato S-Duct, in quanto, la “vecchia” soluzione proposta dalla Ferrari è stata dichiarata irregolare dalla Federazione. 
L’idea del muso “forato” è stata introdotta per la prima volta da Colin Chapman sulla Lotus 80 per massimizzare l’effetto suolo all'avantreno. Venne levata addirittura anche l’ala anteriore ma la soluzione fu bocciata in quanto la vettura era inguidabile su fondi sconnessi a causa delle minigonne che erano fisse e non più mobili. Questo comportava una sensibile perdita di deportanza quando le minigonne non erano aderenti al suolo.

foto tratte dal web


La Ferrari ha utilizzato la stessa idea per ottenere un concetto aerodinamico completamente diverso. La parte bassa del muso crea sicuramente un ostacolo al flusso d’aria spostata verso l’alto dalla zona centrale a cucchiaio dell’ala anteriore. Le conseguenze erano: aumento della resistenza all'avanzamento e leggera perdita di carico aerodinamico

foto @f1technical

Gli aerodinamici della Rossa hanno realizzato questo “buco” per risolvere i problemi relativi alla perdita di controllo dello strato limite e nonché quelli derivanti da zone di elevata pressione che si venivano a creare sotto il muso della vettura dovute al rallentamento dell’aria. Grazie a questo particolare canale l’aria veniva espulsa nella parte superiore del muso, in prossimità della sospensione anteriore. Questo sistema oltre ad andare a limitare i fenomeni negativi precedentemente descritti andava anche a creare una zona di bassa pressione sotto il muso creando un aumento dell’effetto deportante.
foto @f1technical


Questo sistema ha però anche degli aspetti negativi; in primis, non può essere sicuramente utilizzato su tutte le tipologie di circuito in quanto dipende essenzialmente dal grado di incidenza della parte centrale dell’ala anteriore. La zona centrale dell’ala deve spostare il flusso d’aria esattamente dove è collocato lo slot e se, per esempio, l’inclinazione dell’ala anteriore è minore (circuiti basso carico) il flusso d’aria andrà ad oltrepassare lo slot mentre se è maggiore (alto carico) il flusso d’aria sarà indirizzato in una zona anteriore allo slot. 

Proprio per questo motivo la Ferrari ha utilizzato questo sistema nel lontano 2008 solo su alcuni circuiti soprattutto nei tracciati da medio/alto carico aerodinamico.

 
foto @f1technical



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Cristiano Sponton

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