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venerdì 15 maggio 2015

Lo Strategy Group sconfessa la Formula Hybrid - Quale scenario per la F1?

Di ANTONINO RENDINA - Lo Strategy Group (FIA, FOM e delegati di team e Costruttori) ha varato gli ennesimi cambiamenti "epocali" ad una F1 che dal punto di vista regolamentare non trova pace.


In attesa della ratifica del Consiglio Mondiale della FIA, che serve a trasformare in "legge" quelle che sono le proposte del Gruppo di iniziativa della massima formula, possiamo già serenamente affermare come la F1 si è ancora una volta attorcigliata su se stessa, sconfessandosi nel tentativo di rilanciarsi.

MERCEDES RISCHIA? - In via preliminare è bene sottolineare come ogni cambiamento avvenuto in tempi recenti in F1 sia servito - più o meno volontariamente - ad interrompere l'egemonia di una squadra sulle altre. Come non ricordare la mono-gomma del 2005 che frenò la Ferrari, così come il divieto dei test privati e i nuovi regolamenti del 2009, che diedero il "la" al dominio della Red Bull. Fino alla vera e propria rivoluzione della Formula Hybrid, con l'introduzione delle complicatissime PU 1.6 V6 ibride e il conseguente, attuale, strapotere Mercedes. 

GOMME LIBERE DAL 2016 - Proprio sotto questo punto di vista la decisione di dare ai team la possibilità di scegliere già dalla prossima stagione i due tipi di mescole da utilizzare ogni GP è un chiaro segno della volontà di riaprire un po' i giochi, dando facoltà alle squadre di selezionare le gomme che ritengono migliori per la loro auto. Poniamo caso che la Ferrari, che mal digerisce le gomme dure, avesse scelto gomme diverse dalla Mercedes a Barcellona. Avremmo visto una Rossa più vicino ai tedeschi? Chissà, ma poteva essere un'ipotesi.

LA VERA RIVOLUZIONE DAL 2017 - E' dal 2017, però, che lo Strategy Group ha deciso di cambiare radicalmente volto alla massima categoria del motorsport, reinserendo il rifornimento in gara e "chiedendo" monoposto fino a cinque secondi più performanti. L'obiettivo è quello di avere motori più potenti e rumorosi, lavorando sempre sugli attuali V6, che saranno "spremuti" di più e verranno alzati nel regime di rotazione (attualmente fermo a 15.000 giri). La conseguenza sarà l'addio alla "Formula Ecologica", al risparmio di benzina e al flussometro. Sarà ancora richiesto un limite al carburante da utilizzare in gara, ma torneranno i rifornimenti, e quindi strategie diverse, qualche sorpresa e forse quella Formula-qualifica, con stint veloci e ravvicinati, caratteristica dei primi anni del nuovo millennio.

AERODINAMICA E GOMME - Lo Strategy Group ha inoltre richiesto vetture più aggressive, aerodinamicamente più curate, più leggere e gomme più larghe per favorire lo spettacolo. Vedremo se il fornitore di pneumatici sarà ancora Pirelli o la candidata Michelin, che potrebbe approfittare delle nuove regole per tornare in F1.

Al netto di tutti questi cambiamenti, nel 2017 vedremo una F1 decisamente diversa dall'attuale. Non possono che essere salutate con favore le intenzioni dei vertici della categoria di ravvivare un po' la situazione, anche se restano alcune incognite:

  • Quale credibilità può avere una Federazione che ha dapprima imposto una Formula quasi "ecologica" e votata al risparmio per poi sconfessarsi al secondo anno?

  • Quanto può giovare alla F1 un regolamento camaleontico che cambia un anno si e l'altro pure?

  • Ma soprattutto, cosa significa l'inquietante chiusura di comunicato con il quale lo Strategy Group si è riservato di "confrontarsi al più presto sul format attuale del weekend di gara, valutandone i possibili miglioramenti"?

Non vorremmo che per aumentare lo spettacolo con motori più performanti, aerodinamica rivista e rifornimenti, lo scotto da pagare fossero Gp divisi per manche o semplicemente sfigurati. La F1 non deve perdere il suo DNA nella vana ricerca di un effimero spettacolo in stile MotoGP.

Piergiuseppe Donadoni

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