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ANALISI TECNICA: svelata la (camu)RedBull RB11

Dopo le numerose vicessitudini che hanno coinvolto la RedBull in materia di crash test (passato la scorsa settimana) è stato tolto il velo anche alla monoposto di Ricciardo e Kvyat.
A colpire è sicuramente la livrea che non porta rappresentanza dei classici colori RebBull ma che vuole mascherare le linee della nuova RB11 attraverso le classiche venature bianche e nere riservate generalmente ai soli prototipi.
Nonostante tutto si evidenzia facilmente il nuovo musetto, contraddistinto da una soluzione a muso corto molto simile a quello già visto sulla nuova Williams FW37, che presenta un rigonfiamento sulla parte inferiore della punta facendo pensare che svilupperanno, anche durante l’anno, una soluzione “a pellicano”.


Come già visto per la Williams FW37 e la Mercedes W06 Hybrid, il muso corto consentirà alla Red Bull di sfruttare al meglio la canalizzazione del flusso d’aria frontale per il sotto vettura.
Molto accentuati i turning vane e i deviatori di flusso sotto il muso della monoposto, cosi come i doppi deflettori laterali che guidano il flusso sul retro della vettura.
Le prese d’aria sulle pance sembrano avere area simile a quella della passata stagione, seppur con una variazione di geometria che le rende leggermente più larghe e basse. Leggero aumento di sezione anche per l’airscope che presenta comunque una soluzione geometrica e di attacco molto simile alla monoposto della passata stagione.


Da notare che la RedBull sembra aver confermato anche per quest'anno l'S-Duct. Tale condotto ha il compito di pulire i flussi al di sotto della scocca garantendo un miglior funzionamento dell'aerodinamica nella parte centrale e finale della vettura. 


Nonostante la livrea ingannevole, sembra di poter dire che il cofano non ha subito modifiche sostanziali o particolari restremazioni come visto per altre scuderie; fatto salvo per la pinna dorsale che è stata prolungata verso il retro vettura.
Le poche modifiche viste, almeno ad ora, sul cofano della nuova RB11, lasciano pensare che la ricerca dell’incremento di potenza della Power Unit francese sia andata a scapito della possibilità di migliorare l’aerodinamica della zona motore. La tesi sembra trovar conferma dall'attenzione, già evidenziata prima parlando di turning vane e deflettori, di voler sfruttare al meglio la geometria esistente incanalando nel modo più guidato possibile il flusso attorno alla vettura.
Confermata la sospensione push-rod all’anteriore e pull-rod al posteriore, con la vettura che presenta ancora una volta un assetto “rake”. Solo piccole modifiche ai lati dell'estrattore.
Confermato anche il monopilone posteriore con alettone molto simile a quello presentato a fine stagione lo scorso anno (foto di confronto con vettura Bahrain 2014).


Dalla stessa immagine si evidenzia come lo scarico sembri posizionato in posizione più bassa rispetto a quanto visto sulla RB10.
Come abbiamo avuto modo di affermare in altri articoli, sembra che la Renault abbia sfruttato gran parte dei gettoni messi a disposizione dalla federazione. Se ciò fosse confermato ci sarebbe poco margine di modifica per la scuderia austriaca durante la stagione, che si troverebbe ad affrontare un mondiale con stretti vincoli per la risoluzione dei potenziali problemi che potrebbero crearsi.

Piergiuseppe Donadoni

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