Analisi tecnica Toro Rosso STR09 - FUNOANALISITECNICA F1ANALISITECNICA
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Analisi tecnica Toro Rosso STR09

Oggi si è svelata la Toro Rosso STR09 dotata pella Power Unit Renault. Colpisce subito la parte anteriore della monoposto che è stata mantenuta il più alto possibile e alla sua estremità, per rispettare l'altezza rispetto al piano di riferimento dei 185 mm, è stata introdotta una protuberanza che funge anche come struttura di impatto frontale. I piloni di sostegno sono leggermente inclinati in avanti e fungono oltre che da sostegno dell'ala anche come dei veri e propri convogliatori di flusso. E' chiaro il lavoro fatto dagli aerodinamici di Faenza: tenere il più alto possibile il muso per massimizzare la quantità d'aria da destinare verso il fondo vettura e verso il diffusore.
rappresentazione grafica anteriore Toro Rosso

 L'ala anteriore, così come quella posteriore, non merita, almeno per ora, un'analisi in quanto, già da domani, subirà sicuramente importanti modifiche. Sarà interessante analizzare, durante i test di Jerez, la conformazione delle derive laterali dell'ala per capire la scelta fatta dagli aerodinamici: flusso d'aria  verso l'interno e verso l'esterno degli pneumatici? 

Le bocche di raffreddamento, collocate nella parte alta delle fiancate, sono molto contenute e sono, inoltre, scavate nella parte bassa per migliorare e massimizzare lo scorrimento del flusso d'aria verso il retrotreno della vettura. La parte terminale delle fiancate è molto rastremata per massimizzare le funzioni del retrotreno nel generare carico.
Dietro il casco del pilota, sono collocate due piccole prese d'aria che andranno a raffreddare qualche componente interna della nuova Power Unit Renault. Di piccole dimensioni anche la presa d'aria collocata sopra la testa del pilota. Il cofano motore ha un andamento molto pulito ed è stato mantenuto il più stretto possibile per far "lavorare" nel modo migliore l'ala posteriore.
 Fra le curiosità della macchina c'è il supporto dell’ala posteriore che non dispone dei due piloncini centrali, ma si appoggia con le patarie laterali al profilo che si poggia sul fondo.
Lo scarico, come previsto dalle regole, è unico e soffia centralmente sotto al monkey seat che è stato mantenuto per recuperare parte di carico deportante perso a causa della mancanza del profilo inferiore dell'ala. La struttura, nella zona dello scarico, è molto complessa ed è sicuramente la più interessante tra quelle viste fino ad ora.
Ai lati dello scarico sono presenti due piccole aperture che vanno a sfogare l'aria calda che si genera all'interno del cofano motore. Questa aria di sfogo è indirizzata verso la parte alta del diffusore.


Stupisce molto che in Toro Rosso, nella zona di fondo davanti alle ruote posteriori, abbiano mantenuto i profili utilizzati nella scorsa stagione per indirizzare i gas caldi provenienti dagli scarichi nella zona compresa tra la ruota e la parte esterna dell'estrattore per generare la minigonna termica. Particolari le prese d'aria dei freni posteriori che denotano un grosso lavoro in galleria del vento in quanto sono diventate dei veri e propri raccoglitori di flusso.
Confermate, inoltre, le soffiature sul fondo nella zona davanti agli pneumatici posteriori.

livello meccanico è stato mantenuto il sistema sospensivo anteriore push rod mentre al posteriore è stato scelto il pull rod. Il cinematismo della sospensione posteriore, a causa del rifacimento del cambio. Ricordiamo che lo scorso anno la Toro Rosso utilizzata un motore Ferrari ed una scatola del cambio a sette rapporti +RM. Quest'anno come Power Unit utilizzano la Renault ed il cambio per regolamento deve avere 8 rapporti + RM. 
Analizzando la parte inferiore del muso è balzato ai miei occhi il particolare che ho messo in evidenza nella foto qui in basso.

Sembra esservi una piccola bocca di ingresso dell'aria. Che sia un condotto che preleva aria per andare a raffreddare qualche componente elettronico oppure gli aerodinamici di Faenza vogliono utilizzare all'avantreno una sorta di S-DUCT per alleviare l'alta pressione che si crea sotto il muso della vettura? Questa zona è da tenere sotto controllo durante i test che inizieranno domani sul tracciato di Jerez. 



Cristiano Sponton

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4 commenti

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Anonimo
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27 gennaio 2014 18:11 delete

Mamma mi che cocacola rastremata..altro ke f14t

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kroky78
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27 gennaio 2014 18:32 delete

Secondo me è lo stratagemma che userà anche la Ferrrai per alimentare la parte bassa del telaio, l' S-duct che lavora al contrario rispetto allo scorso anno. Ci sarà una feritoia che capterà il flusso ad alta pressione davanti alla parte alta del telaio, per indirizzarla sul lato inferiore, compensando in parte la diminuzione del volume d' aria voluta dalla federazione. Sarebbe una soluzione semplice ed efficace, senza ricorrerre alle complicazioni della Lotus. Tra l' altro l' ing. Scalabroni ha detto in un' intervista che la soluzione Lotus sarebbe sì efficiente aerodinamicamente per l' alimentazione del diffusore, ma comporterebbe un sottosterzo congenito difficilmente recuperabile, come accadde alla Williams "tricheco" progettata da Antonia Terzi, per ammissione dello stesso Patrick Head.

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kroky78
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27 gennaio 2014 19:14 delete

Che strano, dove ci sono quelle due aperture di sfogo dell' aria calda, sul fondo e ai lati del cambio, mi sembra di notare, nella parte iniziale delle stesse, due terminali metallici rotondi, tipo due tubi di scarico... Cosa assolutamente vietata dal regolamento peraltro. che si siano inventati qualche trucco per aggirare il regolamento?

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Anonimo
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28 gennaio 2014 00:54 delete

Mi sembra il muso dell anno scorso con solo una protuberanza in piu'. Praticamente si mantiene la portata dell aria sul fondo come il 2013. Ma allora la ferrari ha sbagiato direzione?

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