ANALISI TECNICA FERRARI F2012 - GP.INDIA

Il giornalista di Autosprint, Alberto Antonini, ha annunciato che sulla Ferrari F2012 al Gp di India non ci saranno grosse evoluzioni, smentendo quanto  annunciato la settimana scorsa in cui si parlava di grossi interventi all'ala anteriore, musetto, deflettori, fiancate, scarichi e diffusore.
La corsa settimana, la Ferrari, ha effettuato dei test in rettilineo in Spagna che hanno permesso ai tecnici di capire che la F2012 ha bisogno di interventi urgenti, soprattutto, su due aeree della monoposto: fondo scocca/diffusore e prese dei freni posteriori.

Questi particolari erano stati sviluppati e modificati durante la pausa estiva ma non hanno garantito, una volta montati in vettura, gli effetti che i tecnici si aspettavano.
Attraverso questo test, gli aerodinamici del Cavallino Rampante, si sono resi conto che i dati riscontrati in pista non corrispondevano ai risultati della galleria del vento e delle simulazioni CFD.
Visto ciò, i pezzi collaudati sono stati corretti e verranno spediti direttamente in India per poi essere montati e collaudati sulla F2012  durante le prove libere.
Quindi, la F2012, sarà molto simile esteticamente a quella vista in Giappone e Corea e avrà degli interventi correttivi in alcune aree della monoposto.

Dichiarazioni del progettista Tombazis
Nikolas Tombazis. «Dopo le spiacevoli sorprese da parte di alcune novità introdotte nelle ultime due gare, abbiamo svolto un test aerodinamico, prima di partire per l'India, per analizzare che cosa non avesse funzionato correttamente. Abbiamo ottenuto alcune risposte molto interessanti che riteniamo ci permetteranno di risolvere tali problemi e così, il nostro obiettivo in questo prossimo GP sarà quello di recuperare il terreno perso in precedenza».

Un problema che, conferma Tombazis, viene ancora dalla cattiva “correlazione” fra i dati di galleria e la realtà della pista. «"Ci può essere un problema di scala, in quanto il modello utilizzato in galleria è molto più piccolo rispetto alla vettura reale. Inoltre ci posso essere differenze tra il flusso d’aria nella galleria rispetto a quello che si sperimenta in pista. Il modo in cui l'aria agisce sulla macchina può rappresentare infatti un’altra variabile».

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