ANALISI TECNICA STAGIONE 1991

Il titolo piloti in questa stagione viene vinto sul filo di lana da Ayrton Senna con la McLaren Honda MP4/6. Questa vettura, con scocca in carbonio, è uno sviluppo della monoposto dello scorso anno. Le principali modifiche sono state aerodinamiche e sono state guidate dall'equipe diretta da Henri Durand. La McLaren in questa stagione vince 8 gare mentre la Williams, sua principale rivale, se ne aggiudica 7.

La Honda ha sviluppato per la McLaren un nuovo V12 a V di 60° che arriva ad erogare 725 CV ad un regime di circa 13.500 giri/min. Le misure caratteristiche di questo motore sono: 86,5 x 49,6 mm e la distribuzione è bi albero a quattro valvole per cilindro.



La Williams schiera la FW14, progettata da Newey sotto la supervisione di Patrick Head. Il motore usato è il  Renault che come cavalli è molto vicino al propulsore giapponese. Come caratteristica, il motore francese, mantiene l'angolo tra le due bancate di cilindri di 67°.




Un'altra monoposto protagonista di questa stagione è la Beneton - Ford B191, progettata da John Barnard. La Benetton usa un motore V8, che ha i suoi punti di forza nella compattezza e nella leggerezza, oltre che nell'ottimo andamento dell'erogazione. Riesce a sviluppare una potenza di circa 700 CV, che non è niente male per un motore ad 8 cilindri.


Per la Ferrari il 1991 è una stagione disastrosa. Steve Nichols sviluppa la 642 che però non fornisce i risultati sperati ed è rapidamente sostituita con la 643 che è contraddistinta dall'adozione di un musetto alto chiaramente ispirato alla Tyrrel 019 del 1990.

Ferrari 642


Ferrari 643


Il motore usato dalla Ferrari è un V12 a cinque valvole per cilindro che riesce ad erogare circa 720 CV. I motori di Maranello in questa stagione accusano parecchi problemi di affidabilità e nel corso della stagione vengono cambiate le misure di alesaggio e corsa mentre le bancate sono rimaste inclinate tra di loro di 65°.

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