Stagione 2018

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GP MONACO - Il Pagellone Semiserio del Froldi

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IL PAGELLONE SEMISERIO DEL FROLDI

GRAN PREMIO DI MONACO 2018

Un titolo al film cui abbiamo assistito presso il toboga monegasco? “La grande  noia”. Credo di poter affermare che questa sia stata la gara di F1 “più noiosa di sempre” (Alonso dixit). Oppure “La grande paura”. La lattina volante di un pilota spesso sottovalutato dal team, come Daniel Ricciardo, seppure mezzo ammaccata e “meno gasata” di tutto il fine settimana (per un problema al propulsore) ha vinto un gran premio emozionante come un ottimo sonnifero: narcolessia a go go. Il “vero” vincitore: la grande paura (di sbagliare) dei top driver. Il vero perdente: la formula gomme! Gli pneumatici Pirelli sono inadeguati alla Formula Uno. Impossibili da capire per team, piloti e costruttore. Il fatto: a neanche un terzo della gara Daniel Ricciardo, che guidava senza particolari patemi d’animo (a Montecarlo come sapete è quasi impossibile superare) ha avuto un calo di potenza del propulsore e non è riuscito più ad inserire la settima marcia. Nonostante ciò, (con tempi più lenti di ben 9 secondi, in certi momenti, rispetto alla pole…in Formula 1 un’enormità), nessuno ha voluto rischiare di superare l’altro. Appunto: la paura come filo rosso che ha unito tutte le “puntate” al Casinò del gran premio. La paura di Ricciardo di non finire il gran premio. La paura di Vettel di attaccare Ricciardo. La paura di Hamilton di avere problemi alle gomme, che erano quasi andate (infatti la Mercedes ha ricominciato ad avere problemi con gli pneumatici a mescola “ultra-morbida”). Il resto: un trenino sfiancante, come spesso si vede a Monaco, ma, a peggiorare lo spettacolo, tremendamente lento, perché Ricciardo ovviamente non poteva spingere e, appunto, nessuno si azzardava a rischiare. A osare. Ma osare (seppur in modo non scriteriato alla Mad Max) non dovrebbe essere la sintesi dei piloti, degli sport motoristici?

Ricciardo. Voto: 10 e lode. Se lo merita il buon Ricciardo. Se lo merita perché è sempre stato il più veloce e perché è riuscito ad essere (aiutato dal circuito) più bravo della cattiva sorte. E se lo merita perché il suo è stato un grande gesto dell’ombrello al Team che da tempo, in modo precipitoso, lo ha relegato a seconda guida, preferendogli Mad Max.



Mad Max. Voto (complessivo): 5. Il voto andrebbe diviso fra qualifica (voto 0) e gara (voto 8). Troppa pressione addosso a Versbatten (colpa del Team) che forse, come dice Lauda, non ha cervello (o non ce l’ha ancora). Si rovina la qualifica con l’episodio fotocopia del 2016. In gara è stato comunque uno dei pochi ad avere osato…e udite udite, in modo pulito.



Ferrari. Voto: 8. Il bicchiere mezzo pieno: qualche punto raccattato per la classifica mondiale piloti e marche. Il bicchiere mezzo vuoto: si doveva vincere e prendere molti più punti. Avrebbe potuto la Ferrari, visto il problema di Ricciardo, inventarsi qualche strategia creativa (tipo pittare di nuovo)? Ammetto di non avere le competenze e mi fido ciecamente delle analisi Cristiano e del Pg. Temo sia un’occasione persa. Il campionato per fortuna è molto lungo.



Vettel. Voto: 7. Non credo potesse fare di più…avrà anche pensato sia ai punti, sia a cosa gli avrebbero detto (vedi Baku) se avesse osato e (facilissimo a Montecarlo) sbagliato. Ma come io l’ho “assolto” a Baku (perché bisogna osare, siamo in F1) lo avrei assolto a Montecarlo.



Raikkonen. Voto: 4. Quando serve (qualifiche determinanti a Montecarlo), non c’è. Fosse partito davanti ad Hamilton, la Ferrari avrebbe recuperato altri punti preziosi.



Mercedes. Voto: 9. Hanno limitato i danni, soprattutto con Hamilton (che ormai è dannatamente concreto, anche quando la macchina non è al top). Credo di meglio non potessero fare su questo circuito. Il problema è che, a loro dire, questo era il circuito peggiore…



Hamilton via radio. Voto: piangina. Come si lamenta lui…nessuno.



Vicenda Mercedes-Sassi. Voto: imbarazzante. Lapalissiano che l’ingegnere, ex babbo della Pu Ferrari 2017, ed ora a libro paga AMG, volesse togliersi qualche sassolino dalle scarpe, ma che la Mercedes così scopertamente cercasse in tutti i modi di creare problemi alla Ferrari fuori dai circuiti (in ultimo per la questione batterie) mi ha colpito non poco. In definitiva in formula uno sono un pò tutti mezzi pirati, ne convengo, ma allora non date lezioni di moralità ed etica sportiva agli altri. La corazzata tedesca è sembrata come quella bella ragazza che limona con mister Ferrari davanti alla Fia (hanno una comune visione sul futuro della massima categoria automobilistica), ma appena Ferrari si allontana va a fare la spia a Napoleone. Ridiamoci su va!

Charlie Withing. Voto: Incredibile. Come mai il direttore di gara si è lasciato andare a dichiarazioni che chiamano pesantemente in causa la Mercedes? Una cosa senza precedenti. Le sue dichiarazioni (relativa sempre al caso-batterie): “Ora siamo contenti che sia tutto in ordine” – ha dichiarato all’edizione domenicale del Daily Mail – “La questione è stata esacerbata da accuse infondate che hanno attraversato il paddock come un incendio. Venivano da un motorista della Ferrari ora alla Mercedes, ma le sue informazioni avrebbero dovuto essere tenute segrete per tutta la durata del suo periodo di gardening leave. Se avessimo avuto un caso difficile, saremmo andati dagli steward, ma non avevamo nulla. Se loro (Mercedes) sentivano di avere qualcosa di sostanziale da mettere in discussione, avrebbero potuto protestare (tramite reclamo ufficiale)”.

Ocon. Voto: beata innocenza per una piccola porcata. La regia internazionale non ha indugiato molto sull’appecoramento di Ocon appena si è avvicinato Hamilton. Pudore…immagino. Già fa un pò schifo quando lo fa il compagno di squadra (anche se è comprensibile), pensa il pilota di un’altra squadra…che lo fa in quanto pilota targato Mercedes. Le sue dichiarazioni: “Sono pilota Mercedes, devi chiedere al boss (immagino la Mercedes). Non serviva a niente fare la lotta con lui, anche lui era davanti e aveva già fatto il pit, aveva gomme nuove.. è così”. Non commento oltre.

GP MONACO - PIRELLI: analisi della gara e infografiche

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DANIEL RICCIARDO TRIONFA A MONACO PARTENDO DALLA POLE POSITION CON UN SOLO PIT STOP DA HYPERSOFT A ULTRASOFT 

FONDAMENTALE LA GESTIONE DEL DEGRADO SULLA HYPERSOFT. 

NUOVO RECORD IN GARA NONOSTANTE IL RITMO ABBASTANZA LENTO AMPIA

 VARIETA’ DI STRATEGIE CON TUTTE E TRE LE MESCOLE DISPONIBILI


Monaco, 27 maggio 2018 – Strategia a una sosta per la maggior parte dei piloti al Gran Premio di Monaco, sul circuito meno impegnativo per i pneumatici di tutta la stagione, dove oggi la gestione del degrado è stata fondamentale per ottenere un buon risultato. Daniel Ricciardo ha vinto partendo dalla pole position su pneumatici P Zero Pink hypersoft: la stessa mescola usata al via da tutti i primi dieci. Ricciardo è riuscito a gestire al meglio la leadership in una gara determinata da un ritmo piuttosto lento e dall’estrema difficoltà a compiere soprassi su questo circuito. Max Verstappen ha firmato il giro più veloce nella seconda parte di gara su pneumatici hypersoft. Una strategia alternativa ha premiato Nico Hulkenberg, partito 11° con ultrasoft e arrivato 8° dopo aver optato per pneumatici hypersoft nel secondo stint. Le condizioni meteo sono rimaste buone per tutta la gara, nonostante qualche goccia di pioggia poco prima della partenza, con temperature di 18° ambiente e 32° asfalto. 

MARIO ISOLA – RESPONSABILE CAR RACING 
“Abbiamo visto un’ampia varietà di strategie rispetto agli scorsi anni, a riprova del ruolo della nuova mescola hypersoft che ha aggiunto qui un’altra variabile competitiva. Questo weekend sono stati migliorati i precedenti record in qualifica e in gara, grazie anche a questa mescola apprezzata e utilizzata dai piloti a lungo. Con il tracciato in continua evoluzione e con le prestazioni della nuova hypersoft, la maggior parte dei piloti è riuscita a trarre così il meglio dalle diverse strategie”
GRAN PREMIO DI MONACO – GARA – INFOGRAFICHE



GP MONACO - HAAS VF18: è stata importante la perdita di carico aerodinamico al posteriore senza parte dei bargeboard

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Dopo che la Haas di Grosjean ha mandato in frantumi alcuni componenti dei bargeboard della sua VF18, nella serata di giovedì la FIA è intervenuta comunicando al Team americano il divieto di montare per il resto del weekend quelle specifiche di componenti

Dopo queste modifiche Haas ha fatto registrare la sua peggiore prestazione in qualifica dell'anno, con Romain Grosjean quindicesimo e addirittura un diciannovesimo posto per Kevin Magnussen.


Quello evidenziato nelle prove libere di giovedì è un problema che Haas conosce già dai primi test di Barcellona e che in parte, ma non totalmente, è riuscita a risolvere nei primi cinque appuntamenti stagionali. La rimozione dei componenti aerodinamici situati nella parte anteriore del fondo (l'immagine confronto è chiara) è costata ad entrambe le VF18 una importante perdita di carico aerodinamico al retrotreno, particolarmente fondamentale soprattutto su un circuito come quello di Monaco. L'importanza di quei componenti l'ha messa in risalto Romain Grosjean: "I bargeboard su queste nuove vetture di Formula 1 sono piuttosto complicati e aiutano a dirigere precisamente il flusso d'aria sotto il pavimento". Di particolare importanza il fatto che con quei componenti si va a guidare il flusso precisamente dove vogliono gli ingegneri; togliendo quelle parti si rischia di avere un effetto negativo molto importante soprattutto se le nuove specifiche "intermedie" non sono state studiate in galleria del vento o al CFD, come nel caso del Team Haas.  

Team Haas che si è detto piuttosto ottimista di trovare una soluzione rapida ai problemi, con nuovi componenti, più pesanti per avere una resistenza maggiore della fibra di carbonio, che dovrebbero arrivare già per il prossimo appuntamento stagionale che si correrà a Montreal tra due settimane. 

Autore: @smilextech

GP MONACO - PIRELLI: analisi qualifiche

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DANIEL RICCIARDO IN POLE POSITION SU HYPERSOFT DOPO AVERE DOMINATO TUTTE LE SESSIONI DI PROVE LIBERE 

LA POLE POSITION DI RICCIARDO VALE IL NUOVO RECORD DEL CIRCUITO E MIGLIORA DI OLTRE 1,3 SECONDI LA POLE 2017

 LA STRATEGIA PIU’ PROBABILE E’ A UN SOLO PIT STOP. I PNEUMATICI HYPERSOFT SARANNO MOLTO UTILIZZATI IN GARA 


Monaco, 26 maggio 2018 – Daniel Ricciardo su Red Bull ha conquistato la pole position del Gran Premio di Monaco, grazie al tempo di 1m10.810s ottenuto con pneumatici P Zero Pink hypersoft che vale anche il nuovo record assoluto del circuito. Il pilota australiano ha dominato finora il weekend di gara, essendo il più veloce anche in tutte le sessioni di prove libere. Ricciardo è il terzo pilota ad avere ricevuto quest’anno il Pirelli Pole Position Award, insieme a Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. Sir Jackie Stewart, vincitore tre volte del GP Monaco F1, ha consegnato il riconoscimento al pilota Red Bull, autore della pole che migliora di oltre 1,3 secondi quella del 2017. Anche se, come previsto, nelle prove libere i pneumatici Pink hypersoft hanno mostrato più degrado rispetto agli altri, la strategia più probabile per la gara rimane a un solo pit stop. Le condizioni meteo dovrebbero rimanere buone anche domani. 

MARIO ISOLA – RESPONSABILE CAR RACING
“I P Zero Pink hypersoft saranno molto utilizzati in gara e sarà quindi necessario tenere sotto controllo il graining e il degrado, soprattutto all’anteriore. Coloro che gestiranno al meglio questo fattore ne avranno sicuramente un vantaggio. Come sempre, i piloti fuori dalla top 10 potranno scegliere con quali pneumatici partire: sono possibili strategie alternative, in una gara dove la tattica è stata finora abbastanza prevedibile. Tutto dipenderà anche dall’eventuale ingresso della safety car, sempre probabile in questa gara. Il circuito di Monaco è unico nel suo genere: a ciò si aggiungono anche le prestazioni extra della hypersoft, e di conseguenza il maggior degrado dei pneumatici. Domani vedremo come questi fattori potranno condizionare o meno la gara: sarà molto interessante vedere la strategia di Max Verstappen, che partirà dalle retrovie”

GP MONACO - ANALISI QUALIFICHE: astronave RedBull a Monaco ma Vettel la tiene aperta con una fondamentale prima fila

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In quella che è la pista che per eccellenza va ad esaltare la telaistica delle vetture per ottenere la massima aderenza (il cosiddetto "grip meccanico") su un asfalto cittadino piuttosto scivoloso, la RedBull di Ricciardo domina non solo le qualifiche odierne ma tutte le sessioni di questo sesto weekend della stagione. Scorrendo infatti i risultati del weekend, possiamo trovare Ricciardo in prima posizione nelle FP1 e FP2 di giovedì, ma anche nelle FP3, Q1, Q2 e Q3 odierne. Seconda Pole Position in carriera a Montecarlo per il pilota australiano, dopo quella ottenuta due stagioni fa. Il su crono di 1:10.810 minuti è il record della pista di Monaco.


Ad aiutare il risultato del Team di Milton Keynes anche il basso valore dell'effetto potenza, solo 0”11 secondi di guadagno ogni 10 CV, essendo Monaco un circuito poco sensibile alla potenza dei motori. Proprio per questo, il "Party Mode" di Ferrari e Mercedes ha funzionato in maniera minore rispetto ad altri circuiti, portando Vettel a 2 decimi di distacco ed Hamilton a 4. Considerando il gap motoristico che separa la Power Unit Renault da quelle Ferrari e Mercedes di circa 20 CV, 2 decimi circa a Monaco, si può facilmente capire come oggi la differenza l'abbia fatta la RB14 e quel gran pilota che è Daniel Ricciardo. Ottima comunque la prova di Sebastian Vettel che si prende una importante prima fila davanti ad un positivo Lewis Hamilton. Quarto e quinto i due "gregari" (Raikkonen e Bottas) a cui entrambi i quattro volte campioni del mondo hanno rifilato 2 decimi. In molti si chiederanno quanto si è classificata l'altra RedBull, quella di Max Verstappen: in ultima posizione poiché non ha potuto parteciparci per via del grave errore commesso nelle PL3. In casa RedBull si pensava di riuscire a portare in pista il pilota olandese per la Q1 ma a dieci minuti dall'inizio delle qualifiche, all'avvio della vettura, gli ingegneri del Team di Milton Keynes hanno notato che c'erano anche dei danni al cambio. Fine della giornata per Verstappen. Un errore gravissimo, che sommato ad altri commessi in questo inizio della stagione, stanno mettendo una pressione pazzesca sul baby prodigio scoperto da Helmut Marko. 



Come sempre è molto interessante andare a valutare gli Ideal Lap per capire se qualche pilota aveva nel taschino quel qualcosa in più che lo avrebbe portato più avanti in griglia. 

Dei Top Team solo Lewis Hamilton non ha trovato un gran giro in Q3, chiudendo a quasi 1 decimo e mezzo dal suo Ideal Lap che lo avrebbe avvicinato (62 millesimi di distacco) al crono fatto segnare da Sebastian Vettel. Per tutto il weekend, il problema del pilota inglese della Mercedes è stato il terzo settore e anche nella giornata odierna non è stato da meno visto che ha fatto segnare il peggior crono dei primi 5 classificati, pagando addirittura quasi 3 decimi da Ricciardo. Il pilota inglese parla di un errore commesso proprio in quel settore di pista nel giro "buono".


A parte il primo settore, fucsia per Lewis Hamilton, gli altri due terzi di pista sono ad appannaggio della RedBull di Ricciardo, la vettura che meglio si è adattata alle morbidissime HyperSoft portate in pista per la prima volta in stagione dalla Pirelli (saranno utilizzate anche nel prossimo appuntamento, in Canada).  



Per quanto riguarda il primo stint di gara, ne parlavamo nell'analisi delle prove libere online ieri su queste pagine (LINK), anche Mercedes scenderà in pista con il compound HyperSoft dopo aver tentato di qualificarsi con la più consistente, per la W09, UltraSoft. Una W09 che è tornata a "lottare" con gli pneumatici e che ha generato negli ingegneri del Team anglo tedesco il grande dubbio su che mescola utilizzare per passare il taglio in Q2 poiché la HyperSoft, anche nelle PL3, è sembrata generare molto graining su entrambe le W09. Ma il secondo di gap tra HyperSoft e UltraSoft (1.4%) non ha permesso a Hamilton e Bottas di passare il taglio del Q2 con la mescola "viola". Un quattro volte campione del mondo comunque soddisfatto delle qualifiche odierne, e c'era da aspettarselo vista la posizione davanti a Kimi Raikkonen e il compagno di squadra Valtteri Bottas: "E' stata una buona sessione. Abbiamo fatto il nostro massimo con una vettura che non era all'altezza della RedBull. Peccato per un errore nel terzo settore del secondo tentativo perché probabilmente senza questa sbavatura sarei riuscito a salire al secondo posto". Positive le novità a livello di sospensione portate in pista in questo weekend dalla Mercedes che hanno permesso ad Hamilton di recuperare quel feeling perso lo scorso anno con la sua "lunga" vettura. 


Ferrari, dopo la prestazione "monstre" dello scorso anno, ha migliorato il comportamento di entrambe le SF71H ma non abbastanza per avvicinare i tempi fatti segnare dal Team RedBull. Una Ferrari che oggi ha pagato la mancanza di avere già gli pneumatici anteriori correttamente in temperatura nelle prime curve del tracciato monegasco; sia Vettel che Raikkonen hanno infatti avuto importanti problemi ad affrontare curva 1 nonché delle posteriori "calde" nell'ultimo settore che non hanno permesso di sfruttare appieno le doti in fase di trazione della vettura italiana. Queste le parole di Vettel: "Oggi non sono proprio riuscito a fare la prima curva come volevo, ma per il resto, sono andato bene. E' stata una sessione complessa, soprattutto per far funzionare bene le gomme soprattutto nell'ultimo settore dove RedBull ha trovato una aderenza che a noi manca". Molto simili anche le parole di un Kimi Raikkonen molto deluso per non aver centrato almeno la terza posizione. Ciò che era importante per Vettel nella giornata odierna, dopo il crash di Max Verstappen nelle PL3 che non ha permesso al pilota olandese di partecipare alle qualifiche, era trovare la prima fila per cercare di mettere pressione a Ricciardo nella partenza di domani e nella prima parte di gara.  


Per quanto riguarda la gara di domani, sarà fondamentale la partenza e la prima parte di gara che porterà al primo e probabilmente unico Pit Stop di gara, salvo sorprese (da verificare la tenuta in gara della mescola rosa) e/o Safety Car in momenti interessanti di gara. Il tracciato non è critico per il consumo di carburante, essendo la percorrenza totale di 40 km inferiore a tutte le altre gare, ma col massimo carico aerodinamico e per la aumentata aderenza delle mescole serviranno attorno ai 95 kg di benzina per la gara, circa 5-7 kg in più che in passato. Come si può intuire, vista la tortuosità del tracciato, le probabilità di ingresso della Safety Car sono molto elevata e pari al 57% (per 6-8 giri consecutivi). Calcolando che in quei giri si consuma circa 1 kg in meno per ogni giro percorso dietro SC, è possibile fare una strategia aggressiva caricando meno benzina del previsto e gestendo il consumo, per poter andare più veloce tutti i giri (questo considerando che Montecarlo è un circuito mediamente sensibile al peso e 10 kg di benzina in più sono mediamente 0.14 secondi a giro. Oppure, come alternativa, le vetture potranno “bruciare benzina” per produrre energia elettrica aggiuntiva per caricare la batteria. Ma il tracciato non è particolarmente esigente per la potenza, quindi gli ingegneri della strategia, dai Remote Garage, lavoreranno su queste opzioni. 

Per concludere questa analisi delle seste qualifiche della stagione, prendiamo le parole di Lewis Hamilton che riassumono molto bene quello che domani possiamo aspettarci: "La gara di domani sarà una incognita. Non sappiamo come andranno le gomme sulla nostra vettura e nemmeno sulle altre. Potrebbe essere una gara noiosa o piena di colpi di scena. Ci potrà essere qualcuno che adotterà addirittura una strategia a due soste". Questo è il Gran Premio di Monaco! A domani.

GP MONACO - McLAREN MCL33: nuova ala anteriore sulla vettura di Alonso

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La McLaren, durante le prove libere 1, ha montato, esclusivamente sulla vettura di Fernando Alonso, una nuova versione di ala anteriore. Dopo i tantissimi sviluppi introdotti a Barcellona, gli aerodinamici di Woking continuano a portare in pista evoluzioni aerodinamiche per cercare di migliorare la competitività della MCL33.


Alonso ha utilizzato la nuova ala anteriore durante le prove libere di ieri e durante le FP3 di questa mattina per poi tornare ad utilizzare la vecchia specifica durante le qualifiche come potete osservare dall'immagine in basso. Alonso si era molto lamentato del bilanciamento della sua vettura durante le prove libere 3 e gli ingegneri hanno deciso di modificare il setup meccanico della vettura e ritornare ad utilizzare la vecchia ala anteriore. Vedendo i risultati delle qualifiche sembra che gli interventi fatti sulla Mclaren siano funzionati piuttosto bene visto che, il pilota spagnolo, si è qualificato in settima posizione. 

Vandoorne, invece, a differenza del compagno di squadra, ha utilizzato per tutto il fine settimana la vecchia specifica di ala anteriore ma non è riuscito a tenere il passo del compagno di squadra ed ha concluso le qualifiche in posizione 11. 


La differenza principale tra le due ali è concentrata prevalentemente in due zone: upper flap e zona interna degli endplate. Nuovi upper flap che, grazie alla foto di Albert Fabrega, sono composti da due nuovi profili che hanno la funzionalità di spostare il flusso d'aria esternamente agli pneumatici anteriori. Una modifica che, su un tracciato come quello di Montecarlo, è poco significativa ma potrà dare qualche miglioramento di efficienza aerodinamica già a partire dal Gp del Canada. Nella zona interna degli endplate si nota la presenza di tre profili aerodinamici che vanno a spostare il flusso d'aria verso l'alto oltre gli pneumatici anteriori.

McLaren sta lavorando molto per cercare di migliorare l'efficienza aerodinamica perchè il corpo vettura della MCL33 genera poco carico che viene compensato dall'utilizzo di ali piuttosto cariche che comportano un incremento di resistenza all'avanzamento. Resistenza all'avanzamento che la McLaren non può permettersi anche perché, la Power Unit Renault, è ancora carente di cavalli nei confronti di Ferrari e Mercedes. 

Foto @AlbertFabrega

Si nota un lavoro molto certosino da parte degli aerodinamici sui flap supplementari per cercare di controllare nel miglior modo possibile il vortice Y250 . Per farlo cercano di depotenziare questo vortice per poi allontanarlo dal corpo vettura utilizzando i vortici creati dai turning vanes.

GP MONACO - FERRARI SF71H: nella giornata di ieri gran lavoro al simulatore di Maranello

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La SF71H è scesa in pista anche durante le prove libere 3 con tutte le novità che il team di Maranello aveva introdotto durante il Gran Premio di Spagna. Novità al fondo, al diffusore e alla sospensione posteriore che Vettel e Raikkonen hanno utilizzato fin dalle Prove Libere 1 di giovedì mattina e che erano montate sulle due vetture di Maranello fin da mercoledì, giorno delle verifiche tecniche. 


In nessuna delle sessioni sono state effettuate prove comparative tra i due piloti in rosso. Confermatissimi anche gli specchietti installati sul sistema Halo privi del profilo aerodinamico che aveva creato alcuni dubbi ai team rivali e che, la Federazione, dopo averlo definito conforme al regolamento, lo aveva successivamente bocciato.


Per concludere due notizie delle ultime ore: sulla SF71H di Kimi Raikkonen è stata sostituita la centralina elettronica, seconda di due disponibili in stagione per non incorrere nelle pessime penalità FIA e da sottolineare in modo importante il gran lavoro svolto nella giornata di ieri da Antonio Giovinazzi che, alternandosi al simulatore di Maranello (viene inizializzato con i dati raccolti nelle tre ore di prove libere da Vettel e Raikkonen) con Daniil Kvyat, ha cercato di trovare delle soluzioni ai problemi che entrambi i piloti hanno riscontrato nel corso delle prove libere di giovedì. 

GP MONACO - ANALISI PROVE LIBERE: Ferrari più vicina di quanto non sembri ma RedBull fa "paura"

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Giornata veramente positiva per la RedBull quella di ieri con la RB14 molto veloce in pista in entrambe le prove libere disputate sul tracciato cittadino di Monaco dimostrando di essere molto a suo agio tra le stradine del Principato e, forse, la vettura da battere. Una RB14 che, in entrambe le sessioni di prove libere, è sembrata essere molto precisa in inserimento curva, bilanciata in frenata e soprattutto molto reattiva nei veloci cambi di direzione come quello alle piscine oltre che molto buona in trazione. 


GP MONACO - REDBULL: la RB14 vola e fa la differenza nel secondo e terzo settore
Come in tutte le analisi del venerdì, in questo caso del giovedì, partiamo con l'analizzare le simulazioni di qualifica che, su questa tipologia di tracciato, sono cruciali visto che sorpassare a Monaco è molto complicato. 


Daniel Ricciardo è stato l'unico pilota ad infrangere "realmente" il muro del 1:12 riuscendo a girare, con gomme rosa HyperSoft, in 1:11.841. Se si analizzano i Best Sectors si può notare come il suo giro non sia stato nemmeno un giro perfetto, in quanto, poteva realizzare un Ideal Lap più veloce di circa 1 decimo. Un pilota australiano che non crede di essere favorito per le Pole Position anche se rimane comunque positivo: "Con un giro completamente pulito potremo lottare per la prima fila, forse anche per la Pole Position"Ideal Lap che mostrano la forza della vettura di Milton Keynes visto che Verstappen avrebbe potuto essere "idealmente" a soli 30 millesimi dal forte compagno di squadra, invece degli oltre 2 decimi reali. Ma il pilota olandese della RedBull non è preoccupato: "Se si va in pista un po' più tardi si trova la pista in condizioni migliori ed è anche più facile mettere insieme i migliori settori".


Analizzando i singoli intertempi possiamo notare che entrambe le RB14 sono riuscite a fare la differenza nel secondo e nel terzo settore rispetto alla Ferrari  mentre nei confronti della Mercedes la differenza si nota specialmente nel tratto finale con Hamilton che ha accusato un gap di 6 decimi, anche a causa di un errore in uscita da curva 16, mentre Bottas ha accusato un gap di "soli" 3 decimi. Un gap che secondo Helmut Marko potrebbe bastare per far segnare la Pole Position: "Non ci aspettavamo di avere un vantaggio cosi grande visto. Questo ci da fiducia perché credo possa essere sufficiente per compensare la modalità party (0.2 secondi a Montecarlo) che utilizzeranno in qualifica Ferrari e Mercedes". La RB14 è la vettura che sembra essersi adattata meglio alle nuovissime HyperSoft, almeno con le condizioni della pista incontrate dai Team nella giornata di ieri. Ricciardo e Verstappen hanno sempre portato con estrema facilità le Pirelli rosa in temperatura, soprattutto le anteriori, per poi mantenerle altrettanto facilmente nella giusta finestra di temperatura a serbatoi pieni. 

GP MONACO - FERRARI: alle SF71H mancano cavalli e un bilanciamento che permetta di sfruttare al meglio la HyperSoft nuova
Dietro al Team di Milton Keynes troviamo la Ferrari di Vettel, staccata di ben 6 decimi mentre Raikkonen ha realizzato "solo" il quinto tempo ma distanziato dal compagno di squadra di solo 1 decimo. Una Ferrari che è sembrata piuttosto competitiva ma non dominante come avevamo visto nella scorsa stagione quando Sebastian Vettel concluse la seconda sessione di prove libere con quasi 5 decimi di vantaggio sulla RB13 di Daniel Ricciardo. 


Il tedesco della Ferrari sembra essere soddisfatto anche se ammette che a livello di setup, come spesso succede al Team italiano nei venerdì di questa stagione 2018, c'è ancora del lavoro da fare perché la SF71H tendeva a scivolare un po' troppo nel secondo e nel terzo settore nella simulazione di qualifica. Ferrari si concentrerà molto sullo sbloccare quel potenziale ancora non visto in pista nello sfruttamento della HyperSoft nuova, magari facendo qualche passo indietro sul buon bilanciamento a serbatoio pieno. Vettel è chiaro: "A Montecarlo è fondamentale partire almeno dalla prima fila; è inutile avere una vettura molto performante in gara se si parte dalla seconda fila o oltre".


E per Vettel non ci sarà solo il "problema" RedBull ma anche quello legato all'affidabilità della sua Power Unit numero 1. Rumors abbastanza insistenti vorrebbero infatti una Ferrari, che dopo quanto successo con Kimi Raikkonen in Spagna, consigliare ai propri clienti di non rischiare la Power Unit 1 per il sesto evento completo o nel caso di utilizzare molti meno cavalli per evitare problemi di affidabilità. Da qui la sostituzione da parte di entrambe le Haas e entrambe le Sauber del motore a combustione interna, turbocompressore e MGU-H. Anche se le voci ufficiali, da parte di Haas e Sauber, negano ciò parlando ovviamente di un cambio pianificato. Con il Team svizzero che  parla di "performance update", legato al fatto che non avrebbero avtuto gli stessi CV sulla PU 1 a fine vita e con possibili problemi di affidabilità? 

GP MONACO - MERCEDES: va meglio rispetto alla scorsa stagione ma manca ancora qualcosa per stare con RedBull e Ferrari

Non è una sorpresa ritrovarsi Mercedes come terza forza di questa prima giornata del Monaco GP; Hamilton, Bottas e tutto il Team anglo tedesco era consapevole che la tortuosa pista del Principato poteva creare ancora qualche problema alla W09. Toto Wolff in conferenza stampa è stato abbastanza chiaro: "Abbiamo progettato una vettura che vada a prediligere le piste da medio carico aerodinamico perché secondo noi il mondiale si vincerà sulla costanza nei risultati in quelle piste che sono in maggior numero nel calendario. Ma tutto sommato siamo in una posizione migliore rispetto allo scorso anno, dove soprattutto con Lewis abbiamo perso troppi punti".



Della stessa idea Lewis Hamilton: "Siamo messi molto meglio dello scorso anno perché RedBull e Ferrari sono più vicine di quanto mi aspettassi alla vigilia; ci mancano solo pochi decimi. Rispetto alla scorsa stagione abbiamo migliorato i nostri strumenti di simulazione e penso che conosciamo le nostre debolezze. Se riusciremo a lavorare bene con gli ingegneri in serata e nella giornata di domani, potremo puntare anche noi alla vittoria. Dobbiamo lavorare sul set-up perché la monoposto si è comportata bene in alcuni punti della pista e peggio in altri. Comunque abbiamo idea su dove intervenire, cosa che l'anno scorso non avevamo".

Una W09 che è tornata a "lottare" con gli pneumatici, che non hanno avuto problemi particolari sul giro singolo, cosa non cosi vera invece in simulazione di gara dove per il Team anglo tedesco c'è ancora molto lavoro da fare. E soprattutto c'è il grande dubbio su che mescola utilizzare per passare il taglio in Q2 poiché la HyperSoft sembra generare molto graining su entrambe le W09 che potrebbe creare qualche grattacapo nella prima parte di gara, ma allo stesso tempo c'è da tenere in conto che tra HyperSoft e UltraSoft c'è un secondo di gap (1.4%), forse qualcosa di più, che non permette un passaggio del taglio "facile" con la viola.

GP MONACO - ANALISI PASSI GARA: Ferrari più vicina a RedBull mentre Mercedes crede che la HyperSoft non possa essere la mescola giusta per la prima parte di gara
Anche l’analisi de passi gara (non ci dilungheremo molto) ci dimostra una Red Bull molto competitiva ma con una Ferrari più vicina anche se, a differenza del team di Milton Keynes, la SF71H sembra accusare un degrado delle HyperSoft più accentuato. 

Se analizziamo il grafico in basso possiamo notare che il miglior “Time Attack” degli stint è stato quello di Sebastian Vettel che nel suo primo giro in simulazione gara è riuscito a girare in 01:15,076. Ma analizzando l’andamento dei tempi possiamo notare che i tempi dei due piloti della Rossa continuano a peggiorare giro dopo giro. Questo fattore non sembra essere intrinseco alle gomme HyperSoft poiché, se analizziamo il grafico di Verstappen e Ricciardo, possiamo notare che i due piloti della Red Bull hanno continuato a migliorare giro dopo giro. 



Scivolamento eccessivo dovuto anche alla pista molto “green” che anche su Mercedes ha creato del graining molto visibile specialmente sull'anteriore sinistra. Il graining sugli pneumatici è uno dei problemi principali che i Team devono affrontare quando girano su un circuito scivoloso, specie all'inizio del weekend di gara. Per poi attenuarsi man mano che la pista va a gommarsi. Il graining si verifica quando, la gomma scivola contro la superficie in curva anziché opporvisi per effetto del grip. Il risultato del graining è l’abrasione della superficie dello pneumatico con la presenza delle tipiche “benchmark” dei fenomeni di rottura a fatica.

Graining che, la Pirelli aveva già previsto correttamente alla vigilia come ha evidenziato il Responsabile del Costruttore italo- cinese, Mario Isola: "Come previsto, i pneumatici P Zero Pink HyperSoft che debuttano qui presentano più degrado rispetto alle mescole più morbide portate negli scorsi anni. Come spesso avviene su questo tracciato, abbiamo notato del graining sul pneumatico anteriore sinistro, in particolar modo in FP1. Le prestazioni extra date dalle monoposto di quest’anno hanno sicuramente influito sul nuovo record della pista firmato oggi. Per la gara, la strategia più probabile rimane ad una sosta date anche le caratteristiche del circuito. RedBull ha dimostrato oggi di essere estremamente competitiva, con i top team molto ravvicinati in termini di prestazioni”.


Lo stesso fenomeno, ma in maniera molto meno accentuata, è visibile anche analizzando il 2° stint di Sebastian Vettel quando il pilota tedesco montava le gomme UltraSoft. Dopo 2 giri piuttosto veloci i tempi hanno iniziato ad alzarsi a dimostrazione che anche l'assetto in configurazione da gara della SF71H è sicuramente migliorabile, dando però sempre uno sguardo prioritario a quello che permette di sfruttare al meglio la HyperSoft nuova.


Concludendo, la RedBull sembra essere ad oggi la favorita per la Pole Position e la vittoria di questo GP di Monaco. Ma attenzione a Ferrari e Mercedes che solitamente dalle seconde prove libere alle qualifiche “sbloccano” circa 20 CV in più rispetto al Team di Milton Keynes che su questa pista equivalgono a circa 2 decimi al giro. Detto questo, per Ferrari e Mercedes è quindi necessario trovare un salto prestazionale attorno ai 3-4 decimi, ossia lo 0.5% del tempo sul giro, cosa non impossibile ma nemmeno cosi certa. 

Per quanto riguarda gli altri Team, è grande lotta con Renault e Mclaren davanti a Force India e Toro Rosso ma tutte raggruppate in millesimi. Per il Team di Woking, prestazioni piuttosto buone considerando i problemi al Brake By Wire che hanno rallentato Fernando Alonso nelle FP1 e la non piena fiducia nella vettura nelle FP2. C'è quindi la possibilità per l'asturiano di essere il primo degli altri, anche se il secondo e due decimi di distacco dal primo dei motorizzati Renault (RedBull) deve far riflettere molto sul perché Mclaren ha sollevato dall'incarico qualche settimana fa Tim Goss.


GP MONACO - PIRELLI: analisi prove libere

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DANIEL RICCIARDO FIRMA IL NUOVO RECORD DEL CIRCUITO DI MONACO CON PNEUMATICI HYPERSOFT AL DEBUTTO

 PIÙ DEGRADO SUI NUOVI P ZERO PINK HYPERSOFT. 

LA STRATEGIA PIU’ PROBABILE È A UN SOLO PIT STOP CIRCA UN SECONDO AL GIRO IL GAP FINORA TRA HYPERSOFT E ULTRASOFT, MENTRE IL DIVARIO TRA ULTRASOFT E SUPERSOFT È DI CIRCA 5 DECIMI 


Monaco, 24 maggio 2018 – Dominio Red Bull nelle prime due sessioni di prove libere a Monaco. Daniel Ricciardo ha firmato il nuovo record del circuito in 1m11.841s in FP2 su P Zero Pink hypersoft, dopo aver migliorato già in FP1 il tempo della pole position 2017. Al debutto in un weekend di gara, la mescola hypersoft ha ottenuto in FP2 tempi inferiori circa un secondo al giro rispetto alla stessa sessione dello scorso anno. La maggior parte del circuito è stata riasfaltata e presenta una maggiore aderenza e un asfalto più liscio: due aspetti che hanno sicuramente influito sulle prestazioni viste quest’oggi. 

MARIO ISOLA – RESPONSABILE CAR RACING
“Come previsto, i pneumatici P Zero Pink hypersoft che debuttano qui in un weekend di gara presentano più degrado rispetto alle mescole più morbide portate negli scorsi anni. Non è possibile confrontare direttamente Montecarlo con gli altri circuiti sui quali è stata provata la hypersoft: per questo motivo oggi era particolarmente importante raccogliere il maggior numero di dati utili su questa mescola. Come spesso avviene su questo tracciato, abbiamo notato del graining sul pneumatico anteriore sinistro, in particolar modo in FP1. Le prestazioni extra date dalle monoposto di quest’anno hanno sicuramente influito sul nuovo record della pista firmato oggi. Per la gara, la strategia più probabile rimane a una sosta date anche le caratteristiche del circuito. Red Bull ha dimostrato oggi di essere estremamente competitiva, con i top team molto ravvicinati in termini di prestazioni”.

GP UNGHERIA - PIRELLI: annunciata la scelta di mescole e set obbligatori per il GP

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PIRELLI ANNUNCIA LA SCELTA DI MESCOLE E I SET OBBLIGATORI PER
IL GRAN PREMIO D’UNGHERIA 2018 

Milano, 24 maggio 2018 - Pirelli ha nominato le seguenti mescole per il Gran Premio d’Ungheria (27-29 luglio).


Regolamenti:
Ogni pilota ha l’obbligo di conservare per il Q3 un set della mescola più morbida tra quelle nominate. Tale set andrà restituito a Pirelli dai 10 piloti che si qualificano per il Q3, mentre sarà a disposizione di tutti gli altri piloti per la gara.

Ogni pilota dovrà portare entrambi questi set in gara. 

I Team sono liberi di scegliere I 10 set rimanenti, per un totale di 13 set a disposizione per il weekend.


GP MONACO - PREVISIONI METEO: tanto sole e nessuna sorpresa piovosa

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Prove libere 1° sessione, giovedì ore 11:00/12:30: prima sessione di prove libere caratterizzate da cieli poco sereni. Venti deboli dai quadranti meridionali e temperature intorno ai 20°C. 

Prove libere 2° sessione, giovedì ore 15:00/16:30: nel pomeriggio di domani avremo cieli ancora sereni. Venti sempre deboli dai quadranti meridionali e temperature intorno ai 23°C.

Prove libere 3° sessione, sabato ore 12:00/13:00: sabato, nella terza sessione di prove libere, avremo ancora cieli sereni. Valori di temperatura intorno ai 23°C. Venti deboli dai quadranti sud-orientali.


Qualifiche, sabato ore 15:00: qualifiche perlopiù soleggiate, con qualche nuvola che arriverà probabilmente dai monti. Temperature intorno ai 25°C. Venti sempre deboli da SE.

Gara, domenica ore 15:10: gara con cieli che dovrebbero risultare poco nuvolosi. Temperature superiori alla media del periodo, su valori intorno ai 25/26°C. Venti deboli da SE.

GP MONACO - RED BULL RB14: ala posteriore da alto carico, Deck Wing e Monkey Seat

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La Red Bull si è presentata sul Principato di Monaco con un pacchetto aerodinamico da alto carico. Come potete osservare dall'immagine in basso è stata cambiata l'ala posteriore che presenta un bordo d'ingresso leggermente "arcuato" nella zona centrale ed una corda maggiorata rispetto alla versione di ala utilizzata in questo inizio di stagione.

Foto @AlbertFabrega


Come potete osservare dalle immagini è stata montata anche la Deck Wing che è andata, in questa stagione, a sostituire la T-Wing che eravamo abituati a vedere nella scorsa stagione. Ricordiamo che per regolamento tecnico la T-Wing collocata in alto non è più regolare mentre se posizionata sotto i 650 mm e ad una distanza di non più di 50 mm dall'asse posteriore è perfettamente legale.

Foto @AlbertFabrega

Per cercare il massimo carico aerodinamico verrà utilizzato anche il piccolo monkey seat che, rispetto alle scorse stagioni, è molto ridotto nelle sue dimensioni ed è collocato in una posizione della vettura più avanzata.

VIDEO YOUTUBE - GP MONACO: quanto il "fattore umano" può danneggiare il team di Maranello

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Le verità emerse dai test a Barcellona dopo il gran premio: è sempre formula gomme anche se la Pirelli ha fatto la scelta giusta. La Ferrari "brava" a dare tecnici e segreti alla Mercedes: quanto il "fattore umano" può danneggiare il team di Maranello. Il Gran Premio di Montecarlo snodo essenziale per capire dove va il Mondiale.