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VETTURE 2017: qualche news su Ferrari e Mercedes

Ed eccoci giunti ad un articolo che ho in mente da qualche giorno, che contiene all'interno qualche interessante informazione sulle vetture 2017 di Ferrari e Mercedes Macro informazioni, non troppo dettagliate perchè siamo ancora in una fase di progettazione delle vetture

Poi capirete il perchè ma partiamo dalla novità, non novità, di cui già abbiamo parlato diffusamente in QUESTO articolo: la sospensione anteriore della Mercedes, alloggiata nel tanto chiaccherato telaio che a detta di molti non rispetta il regolamento tecnico, cosa non propriamente vera.


Non voglio dilungarmi troppo in una nuova spiegazione del perchè la soluzione della Mercedes è tecnicamente REGOLARE, ma vorrei solamente mostrarvi, grazie all'immagine confronto in alto, le differenze che esistono in quella zona tra le soluzioni telaistiche di Mercedes (VERDE) e Ferrari (ROSSO). La soluzione pensata dal Team italiano è la più tradizionale ed è quella utilizzata dalla maggior parte dei Team di Formula 1 sulle loro vetture 2016; soluzione che rispetta alla lettera il regolamento tecnico come eticamente dovrebbero far tutti i Team. Ma in Formula 1 come in molti altri campi bisogna solo vincere (Marchionne dovrebbe capire che in F1 un solo Team vince, non si parla di fatturati che aumentano per TOT case automobilistiche, tutte quindi con una loro fetta di vittoria "annuale") una squadra vince, e l'etica "tecnica" viene quindi messa da parte per studiare soluzioni geniali come quella pensata dal Team tedesco. La soluzione Mercedes che solo RedBull è anche riuscita a pensare durante l'inverno scorso, porta invece con sè lo scalino per poter far spazio ad una sospensione più complicata della classica soluzione a molla con azionamento idraulico. Una sospensione completamente idraulica che nasconde il vero e proprio elemento elastico (caricato d'azoto) nella parte bassa della pancia destra e che permette alla Mercedes di copiare perfettamente le asperità dell'asfalto, nonchè massimizzare lo sfruttamento dei cordoli senza perdere troppo tempo. Ma non è una soluzione miracolosa, poichè dalle informazioni raccolte da FUnoAnalisiTecnica garantirebbe un vantaggio di "soli" 1-2 decimi al giro in base al circuito su cui si corre. Ma se quei decimi si pensano sommati ai 2-3 di Power Unit (15 CV tra Mercedes e Ferrari riguardo alle due cavallerie massime), ad altri decimi (ci dicono) importanti dati dalla sospensione posteriore (completamente idraulica come l'anteriore e con un layout non cosi convenzionale come si potrebbe pensare) potete capire come il vantaggio della W07 arriva facilmente al mezzo secondo al giro sulla SF16-H. Come è quindi facile capire, Mercedes sta dominando perchè ha la vettura più competitiva, con le migliori soluzioni in tutte le aree della monoposto, non vince solo perchè ha una Power Unit potente o molto "elastica" (questo lo si poteva pensare nel 2014..), vince perchè ha una efficienza aerodinamica pazzesca (da qui ne derivano i problemi quando i due piloti guidano in aria sporca) e perchè il telaio e la meccanica garantiscono una finestra di funzionamento degli pneumatici molto larga (il contrario di Ferrari).

Tornando alla particolare soluzioni utilizzata dal Team tedesco all'avantreno, dalle ultimissime notizie raccolte da FUnoAnalisiTecnica, Ferrari si è accorta della soluzione borderline Mercedes appena prima della metà campionato e dopo una attenta analisi della soluzione, solo nel post Gran Premio d'Italia ha presentato una richiesta formale di chiarimento tecnico alla FIA. Questo non tanto per chiedere una squalifica del Team tedesco ma per capire come comportarsi sul progetto 2017, un piano di lavoro che come già detto più volte su queste pagine è in ritardo rispetto ai due principali rivali (Mercedes e RedBull) del Team italiano nel prossimo anno. Ritardo che potrebbe subire un ulteriore rialzo visto che Ferrari starebbe pensando di rivedere completamente sia il disegno del proprio telaio (anche grazie all'aiuto di Dallara) che i cinematismi della sospensione posteriore, cercando di copiare quindi sia la soluzione all'anteriore Mercedes che quella grande soluzione utilizzata da RedBull al posteriore: soluzione che come ho scritto già molte settimane fa all'interno di una Review Tecnica (GP Silverstone) permette di far "stallare" il diffusore quindi incrementare le velocità di punta sul dritto (il posteriore abbassandosi riduce automaticamente l'incidenza delle ali e el corpo vettura) senza perdere carico aerodinamico nel lento e sfruttando l'elevato rake nei curvoni veloci per generare tanto carico aerodinamico dal corpo vettura. Sempre parlando di Ferrari, al Team di FUnoAnalisiTecnica non risulta che Ferrari abbia deciso di tornare alla tanto criticata sospensione pull rod anteriore che ha creato non pochi problemi soprattutto a Kimi Raikkonen.


Per quanto il 2017 di Mercedes, come ha ben scritto la Gazzetta dello Sport qualche ora fa, è vero che i numeri uscenti dalla galleria del vento sono ottimi con il primo prototipo in scala 1:2 che è stato portato in galleria del vento già a inizio Giugno. Numeri incoraggianti anche sui banchi motore, con potente che stanno raggiungendo i 1000 CV ma con qualche problema di affidabilità sulle nuove soluzioni che Mercedes sta testando per la sua Power Unit 2017. Ricordiamo che tuttora le potenze di picco dei quattro motoristi possono essere cosi riassunte secondo le nostre ultime informazioni post ultimi aggiornamenti:
  • Mercedes: 975 CV
  • Ferrari: 960 CV
  • Renault: 940 CV
  • Honda: 910 CV (in Malesia atteso un nuovo aggiornamento da circa 10 CV)
  • Ferrari 2015 (Toro Rosso): 890 CV
Da quello che abbiamo però raccolto nei giorni scorsi, ciò che però sta seriamente preoccupando il Team Mercedes sono gli pneumatici, quei battistrada che dovranno resistere e funzionare al meglio con valori di carico aerodinamico più elevati del 30% rispetto a quelli generati dalle vetture 2016. Pneumatici che tuttora non funzionano per niente bene, con molta usura e molto graining appena si cerca di dar camber sui due assali. Problemi che in parte possono derivare da carichi ancora non ottimizzati sui valori che ci si aspetta per la stagione 2017 ma in parte anche derivanti da delle mescole che devono ancora migliorare molto. Ma c'è un grosso problema per Pirelli: i giorni di test concordati con i Team e la FIA stanno per terminare e solo dopo l'ultima gara ad Abu Dhabi i vari Team potranno nuovamente scendere in pista per testare le mescole "definitive" (ci credo poco..) per la stagione 2017. La proposta Pirelli di effettuare i test invernali in una zona calda (si parla del Bahrain) vanno proprio in questa direzione, ossia riuscire a sfruttare anche quegli otto giorni (dal 27 febbraio al 2 marzo e dal 7 marzo al 10 marzo) giorni di test per capire se le mescole progettate dal costruttore di pneumatici italo cinese sono correttamente performanti. Con i test nella fredda (a febbraio / marzo) Barcellona la Pirelli non avrebbe degli importanti riscontri su cui lavorare. C'è sicuramente da sottolineare come tra gli addetti ai lavori ci sia una idea piuttosto univoca: Pirelli farà ricadere le sue scelte su mescole piuttosto conservative, delle soluzioni che solitamente non vanno a creare problemi al costruttore di pneumatici ma che potrebbero creare "problemi" a molti Team (un pò come gli pneumatici di questi ultimi anni...sempre più duri); problemi che potrebbero generare ancora molta selezione con l'ormai classica "fortuna di qualcuno" più sveglio degli altri. 

Inversione pneumatici: durata garantita, ma la sicurezza?

Inversione pneumatici: durata garantita, ma la sicurezza?

Dubbio amletico che si divide in due fazione: il partito dei pro e contro, quali le ragioni


È l’incubo degli automobilisti, il momento fatidico del cambio ruote. Costoso, per carità, ma il cambio degli pneumatici è imprescindibile per motivi di sicurezza: c’è un rimedio, quanto meno per prolungare l’agonia, l’inversione delle gomme o detta anche permutazione. Il deterioramento frettoloso dei pneumatici anteriori rispetto a quelli posteriori porta spesso a questa soluzione per evitare un cambio anticipato e totale delle gomme, non tutti i costruttori però consigliano questo tipo di operazione.
Se si vuol trovare conforto in qualche voce ufficiale autorevole si perde tempo: “La distanza massima percorribile dai pneumatici può essere ottimizzata anche attraverso una corretta usura. Si raccomanda di seguire sempre le indicazioni del costruttore del pneumatico o del veicolo relativamente alla rotazione (permutazione) dei pneumatici”, rende noto l’ETRTO (European Tyre and Rim Technical Organisation). L’usura dei pneumatici anteriori spesso non è uniforme e identica, con pressioni di gonfiaggio prescritte dal costruttore spesso differenti fra anteriori e posteriori. Per compensare e conformare quanto più i due consumi si opta dunque per l’inversione delle ruote, tramite due metodi: uno più obsoleto e datato, l’altro decisamente moderno.
Il più antico e quasi controproducente prevedeva che le due ruote davanti venissero spostate dietro sullo stesso lato e le posteriori davanti ma a senso inverso. La procedura moderna non prevede più tale incrocio, anzi divenuto obbligatori per i pneumatici di tipo direzionali: non esiste un chilometraggio esatto giunto il quale bisogna procedere alla permutazione, orientativamente fra i 5 mila ed i 10 mila chilometri.
Esiste una scuola di pensiero del no all’inversione, prevalentemente sostenuta dalle grandi case automobilistiche. Il motivo è da ricercare nella differente usura delle gomme con influenze negative in caso di cambio di posizione quali derive anomale, vibrazioni e rumorosità di rotolamento prima assenti. Tale differenza di usura si evince analizzando i punti dove la ruota risulta più “battuta”: sulle fasce laterali in quelle anteriori, su quella centrale per le posteriori.

Non esiste dunque una regola generale, se non l’indicazione per cui una macchina dall’ideale assetto con adeguato spessore di battistrada non proceda alla permutazione delle gomme. Eppure vi sono ancora grandi costruttori, come Mazda e Toyota, che prescrivono l’inversione delle ruote a direzione incrociata. Una scadenza però c’è e di lì non si scappa: per motivi di sicurezza superare i 4 anni senza cambiare le ruote è altamente sconsigliabile. 

Gran Premio di Malesia: SET SCELTI PER PILOTA

Gran Premio di Malesia: 30 Settembre – 2 Ottobre 2016

SET SCELTI PER PILOTA

Milano, 20 Settembre 2016 – La FIA ha comunicato a Pirelli il numero di set di pneumatici e relative mescole scelti da ciascun pilota per il Gran Premio di Malesia in programma a Kuala Lumpur dal 30 settembre al 2 ottobre prossimi.


GP SINGAPORE: l'analisi della gara... e non solo

Foto MotorionLine
Molto avvincente la corsa che si è disputata sul tracciato cittadino di Singapore: una gara "tiratissima" che ha visto la vittoria di Nico Rosberg il quale grazie a questo terzo successo consecutivo si è riportato in testa alla classifica del campionato mondiale.

La gara ha rispecchiato perfettamente le attese ed ha confermato le indicazioni che si erano viste durante la prove libere 2 quando i team avevano simulato le condizioni di gara.

Peccato non aver avuto un Sebastian Vettel nelle prime posizioni a causa del problema avuto durante le qualifiche che non gli ha permesso di qualificarsi nella posizione che gli competeva, accontentandosi dell'ultima posizione in griglia. Un problema che la Ferrari ha spiegato con la rottura della barra anti-rollio. Dalle informazioni che FUNOANALISITECNICA ha raccolto sembra che il cedimento della barra anti-rollio ci sia stato, confermando quanto detto da Ferrari, ma quell'elemento non è stato l'unico a cedere poiché anche la bielletta (in giallo) ha ceduto.



La sola rottura della barra antirollio non spiegava il fatto che il pilota tedesco viaggiasse in pista con sole 3 ruote in quanto come ha giustamente sostenuto un ex ingegnere del circus la barra antirollio viene comunemente "staccata" quando si corre sul bagnato per avere una vettura più morbida con un maggior rollio. Per via di questo problema sulla vettura n°5 gli ingegneri di Maranello hanno deciso, giustamente, di omologare una nuova Power Unit completa e di sostituire il cambio così da non incorrere, salvo problemi tecnici nelle prossime gare, ad una penalità che sicuramente Vettel avrebbe dovuto scontare in uno dei prossimi fine settimana. Cambio che sarà nuovamente sostituito "gratuitamente" in Malesia.

Ritornando alla gara è stata molto interessante la scelta della RedBull che si è qualificata con entrambi i piloti con la mescola SuperSoft mentre tutti gli altri avevano optato per le UltraSoft. La scelta del team di Milton Keynes è stata fatta per poter effettuare un primo stint più lungo in quanto credevano, o forse speravano, in un eccessivo degrado delle coperture "viola". Degrado che non c'è stato come lo si era intuito anche nelle analisi del venerdì. Anzi, le UltraSoft hanno dimostrato in gara di essere molto preformanti e di avere una durata molto simile a quella delle SuperSoft.

Nel primo stint di gara, Rosberg, pur accusando qualche problema di surriscaldamento dell'impianto frenante, limitato dal fatto che il pilota tedesco poteva correre in "aria libera", è stato il più veloce rifilando quasi mezzo secondo sul passo di gara a Ricciardo. Come potete osservare dal grafico in basso le gomme SuperSoft della Red Bull non hanno avuto quel vantaggio che gli ingegneri di Milton Keynes pensavano di avere dopo una decina di giri di questo stint. Anzi, dal giro 7 in poi Rosberg ha impresso un cambio di ritmo che la RB12 di Ricciardo non è riuscita ad equiparare

Per quanto riguarda Hamilton e Raikkonen il passo visto in questa prima fase di gara è stato ottimo ma non eccellente. Il campione del mondo, mai a suo agio su questo tracciato per tutto il fine settimana, ha avuto un ritmo di 8 decimi superiore rispetto al compagno di team.  Per quanto riguarda Raikkonen c'è da segnalare un degrado eccessivo delle gomme che lo ha costretto ad alzare i tempi nell'ultima fase dello stint. Infatti, dei piloti di testa, è stato l'unico a girare su 1:53 negli ultimi passaggi di questa prima parte di gara. 




Dopo la prima sosta i piloti di testa hanno optato per strategie diverse: Mercedes come preventivato da FUNOANALISITECNICA alla vigilia ha puntato sulle gomme Soft mentre Ricciardo e Raikkonen hanno utilizzato un treno nuovo di SuperSoft.

In questa fase di gara bisogna segnalare le prestazioni della Mercedes W07 di Rosberg che con gomme meno prestazionali è riuscita a girare con un passo di poco più di 2 decimi più lento rispetto a Ricciardo che stava utilizzando delle gomme super soft nuove. Da segnalare le ottime prestazioni di Raikkonen con la gomma rossa che è riuscito a disputare uno stint con un ritmo molto simile a quello della RedBull di Ricciardo, conseguendo anche il sorpasso sul campione del mondo in carica Lewis Hamilton con uno splendido sorpasso. Il pilota britannico anche in questo stint ha dimostrato di avere parecchi problemi di bilanciamento della vettura oltre che di surriscaldamento dell'impianto frenante cosa che non gli permetteva di spingere al massimo ad ogni giro. Da considerare anche il fatto che Hamilton rispetto al compagno di squadra ha sempre corso nel traffico mettendo in crisi la sopraffina aerodinamica della W07 nonché impegnando surriscaldando maggiormente l'impianto frenante. Un impianto frenante opportunamente progettato per massimizzare l'aerodinamica della W07, con le prese d'aria che non possono essere ulteriormente "aperte" altrimenti, secondo le informazioni raccolte, il Team tedesco incorrerebbe in fastidiosi fenomeni di glazing, ossia i freni andrebbero a vetrificare. 


Il terzo stint è stato quello decisivo per la sorte della gara ed è stato quello che ha privato Raikkonen della terza posizione che si era guadagnato nel miglior modo in pista grazie ad uno splendido sorpasso su Hamilton. In questa fase di gara i primi quattro hanno utilizzato lo stesso compound di gomme (Soft) che doveva portarli fino alla fine della corsa. Un qualcosa di fattibile in quanto mancavano 26-27 giri alla fine. Da notare su Ferrari come con Vettel nella prima fase di gara, aveva dimostrato che le soft con macchina pesante e nel traffico erano durate ben 24 giri e la Pirelli indicava come 31 il numero massimo di giri percorribile con questa tipologia di gomma. 

Hamilton non riuscendo ad impensierire Raikkonen ha deciso, insieme con i suoi strateghi, di passare al piano B che prevedeva una sosta in più e una gestione meno spinta degli pneumatici Soft e che riassunto in poche parole significa accelerare il ritmo portandosi a pochissimi secondi da Raikkonen per poi fermarsi, tentando l'undercut. A catena questa scelta ha scatenato "l'inferno" in quanto la Ferrari ha reagito alla strategia della Mercedes richiamando ai box Raikkonen. Reazione sbagliata in quanto tardiva perchè Hamilton con un gran giro di rientro aveva già guadagnato parecchi secondi, considerando che sul traguardo nel giro di rientro di Hamilton il vantaggio di Raikkonen era solo di 2.1 secondi. Il Team italiano doveva reagire dicendo a Raikkonen di amministrare nel miglior modo gli pneumatici comunicando il passo di gara di Hamilton, cercando di replicarlo nel difendere i 27 secondi di vantaggio in pista. Un grave errore di strategia che abbiamo già analizzato nella giornata di ieri e se avete voglia di leggerlo ecco il LINK.

La sosta della Mercedes e la reazione della Ferrari ha costretto a reagire anche la RedBull che avendo il distacco per effettuare in tranquillità il pit stop a Ricciardo ha giustamente richiamato per la sostituzione degli pneumatici il pilota australiano. Una reazione a catena che ha messo a rischio la vittoria di Nico Rosberg. Perchè? Beh lo si è visto poi in pista come è andata a finire la gara.

Ma perchè Mercedes non ha richiamato al box il pilota tedesco? Perchè nel giro di rientro di Ricciardo il vantaggio di Rosberg era solo di 3 secondi e 80 millesimi, vantaggio diminuito poi per via del traffico che il pilota tedesco ha trovato in pista. Per gli strateghi della Mercedes non c'era quindi un'altra soluzione: lasciare in pista Rosberg per non perdere la posizione al Pit Stop cercando poi il sorpasso in pista, molto difficile per la Mercedes del Gran Premio di Singapore, visti i problemi ai freni, soprattutto quando la W07 non era completamente in aria libera. Un rischio "calcolato" anche grazie all'aumento di ritmo imposto da Rosberg che gli ha permesso di tagliare il traguardo davanti a tutti.   


Nell'analisi della gara di ieri ne abbiamo parlato finora molto poco ma la gara disputata da Vettel è stata sicuramente ottima. Giustissima la scelta di partire con un treno di Soft nuove che ha permesso al pilota tedesco di effettuare un primo stint di ben 24 giri per poi effettuare due stint molto aggressivi con le gomme UltraSoft, sperando in quella Safety Car che gli avrebbe garantito forse ancora una posizione migliore a fine Gran Premio. UltraSoft che il pilota tedesco aveva "nuove" dato che le aveva risparmiate per il problema accusato in prova. Il quinto posto ottenuto da Vettel a fine gara è stato molto buono vista la posizione di partenza e vista soprattutto la pista su cui effettuare dei sorpassi è molto complicato. La velocità della SF16-H del tedesco c'era e con lui anche la strategia del Team è stata molto positiva. 

Negativa la prestazione di Verstappen che su un tracciato molto congeniale per lui e per la Red Bull non ha avuto le prestazioni che tutti si aspettavano. Dopo delle buone qualifiche, terminate in P4, ha compromesso la gara a causa di una pessima partenza. Brutta partenza causato da un problema alla frizione che gli ingegneri della Red Bull avevano già notato durante le prove libere. I commissari della FIA, su espressa richiesta dei "bibitari" non hanno concesso la possibilità ai meccanici di rompere i sigilli nella giornata di domenica mattina per cercare di sistemare il problema.  

Riguardando un po' i numeri di questo Gp si può notare che la Mercedes, soprattutto con Rosberg, è stata la vettura più veloce per tutto il fine settimana ma Red Bull e soprattutto Ferrari non sono state poi così lontane. Se le prestazioni della Red Bull non hanno sorpreso la prestazione della SF16-H è andata sopra le "nostre" aspettative in quanto ci aspettavamo una Rossa più in difficoltà su questa tipologia di tracciato. La SF16-H ha dimostrato, ancora una volta, che sui tracciati in cui l'efficienza aerodinamica è meno determinante la vettura riesce ad esprimersi a buoni livelli. Le buone qualità della Power Unit "Rossa", in circuiti dove le velocità di punta contano meno, permettono agli ingegneri di scegliere un setup aerodinamico con ali molto cariche per cercare di recuperare deportanza che il corpo vettura non riesce a generare sufficientemente.
Questo non sta a significare che la Ferrari possa agevolmente terminare al secondo posto nella classifica costruttori in quanto la scuderia di Milton Keynes ha dimostrato di essere ancora la seconda forza e da adesso a fine mondiale ci saranno dei circuiti molto favorevoli per le caratteristiche della RB12. 
Red Bull che in questa domenica doveva sfruttare l'occasione (Mercedes con problemi ai freni)ma non ci è riuscita. Disponevano della nuova Power Unit aggiornata che ha portato un incremento prestazionale ed ora si trovano a "solo" 30 Cv dalla Mercedes (Ferrari in condizioni da gara paga ancora 15 Cv mentre Honda oltre 60 Cv dagli anglo -tedeschi). 

Parlando un po' degli altri il pilota che si è aggiudicato la gara è stato Fernando Alonso che è riuscito a terminare la corsa in settima posizione nonostante le prestazioni della vettura sia state al di sotto delle aspettative. La vettura della scuderia di Woking ha dimostrato di generare poco carico dal corpo vettura e sono costretti ad usare parecchia ala cosa che porta la MP4-31 ad avere basse velocità di punta (anche per la carenza di cavalli) e consumi di carburante elevati. Su una pista in cui gli ingegneri McLaren si aspettavano molto, Alonso ha girato con un passo medio di 1,5 s superiore rispetto al vincitore della gara. Questo dato dovrebbe allarmare i tecnici inglesi anche in ottica 2017 in cui per essere competitivi si dovrà fare un grosso passo avanti non solo sulla Power Unit ma anche in campo aerodinamico, meccanico e telaistico. 






Il Pagellone semiserio del Froldi. Gran Premio di Singapore

Il Pagellone semiserio del Froldi. Gran Premio di Singapore

Foto MotorionLine
“Il senno di poi”. Voto: 10 e lode. Oggi chiunque, anche poco avvezzo ai Gp targati formula noia, e diciamola tutta, pure un bambino, avrebbe capito che la Ferrari stava compiendo il consueto harakiri (credo sia il terzo in tutta la stagione, e purtroppo abbiamo ancora tempo per vederne altri). Il nostro Cristiano Sponton nella sua inattaccabile analisi post gp (alla quale vi rimando), ci fa capire quanto la Ferrari non solo sia in totale crisi involutiva a livello tecnico, ma anche come squadra. Cascano regolarmente come polli alle trappole preparate dagli altri team, evidentemente ben più capaci di Maranello e dintorni di gestire la pressione. In sostanza, era talmente chiaro che la scelta del muretto su Kimi fosse sballata...che il senno di poi s’è pure suicidato. 

Amen.

Jacques Villenueve. Voto: 5. Sei pagato per essere caustico, critico e intelligente; e di solito lo fai bene. Tuttavia oggi, magari giusto per fare il bastian contrario, difendi il team in rosso (per la vergogna). Hai tempo a dire che in questi casi il 50 per cento è che ti va bene o male. Peccato che la Ferrari peschi sempre, dal primo gran premio 2016, il 50 per cento sbagliato.

Arrivabene. Voto: 2. Maurizio è sicuramente “cool”, e si presenta bene, come un pregevole abito, sartoriale, alla moda. Tuttavia da lui tutti (tifosi e non ), si aspettavano una guida decisa e autorevole. Va bene che arriva dalla Marlboro, tuttavia ormai la sua guida in qualità di “team principal” è tanto fumo..e, battuta scontata quanto tristemente vera, poco arrosto.

Ferrari. Voto: 4. Era da 7 sino alla S-genialata (mutuando l’Alonso furioso dei tempi in rosso) finale. Per una volta sembrava che al muretto ci avessero capito qualcosa e usassero un criterio razionale. E difatti è durata poco.

Jock Clear-Inaki Rueda. Voto: 2. Il primo è l’oggetto misterioso importato dalla Mercedes. Il secondo probabilmente dovrebbe tornare in Lotus. La Lotus non esiste più? Appunto. Domanda: ma se Clear fosse il genio che dicono sia in Ferrari, tanto da avergli attribuito il ruolo di ultima parola nelle strategie, secondo voi, la Mercedes lo avrebbe mollato tanto facilmente? Puzza di pacco lontano un miglio. Vi prego, regalateli, ridateli indietro, fate qualsiasi cosa, ma teneteli lontani dal muretto Ferrari.

Garage Ferrari. Voto: SV. Ma l’antenna tecnologica che da Maranello elaborava le strategie ed in tempo reale si collegava con il gran premio, esiste ancora?

Rosberg: voto:10. Ragazzi, questo, sotto sotto, sta preparando una pietanza chiamata rivincita, e si sta cucinando lentamente il re Nero.

Hamilton: voto: 5. Ho come l’impressione che il talentuoso pilota britannico pensi troppo allo star system e poco alle monoposto. Occhio, che il compagno secchione e meno dotato, ma che si impegna tanto, questa volta fa il colpaccio...;)

Vettel. Voto: 7. Non tanto per la bella gara, tenendo conto della situazione contingente, ma per le parole da condottiero, utilissime in un ambiente come quello Ferrari attuale, sull'orlo di una crisi di nervi.

Raikkonen. Voto: 8 1/2. Il santo bevitore ne ha ben donde di essere incavolato. Ti fai un mazzo tanto, fai un sorpasso da antologia approfittando di uno dei pochi errori di sua maestà Hamilton, hai un passo migliore del suo, e ti ritrovi dietro di lui per colpa del team. Ora, metti anche che l’Hamilton furioso avesse recuperato 30, (dico 30!!!) secondi in 15 giri, poi ti ci vedo a superare la Ferrari, anche in crisi di gomme (è pur sempre la terza forza del mondiale) in un circuito come quello di Singapore. E comunque, male che fosse andata, cosa perdevi? Eri quarto nella peggiore delle ipotesi. Fossi stato in Kimi non sarei rientrato ai box. 

Ricciardo. Voto: 10. Per l’incrollabile fiducia nel cercare, sino all'ultimo metro, di riacchiappare Rosberg. Impresa che avrebbe meritato altro epilogo. Ma che sia un grande pilota, tanto che ti rende pure simpatici i bibitari, ormai non lo mette in dubbio più nessuno.

Verstappen. Voto: 5. Toh! che fine ha fatto il predestinato? Io non l’ho visto. E voi?

Chase Carey. Voto: 6 1/2 (3 per i baffi). Sulla fiducia. Diciamolo, ci vuole un cambiamento epocale in Formula 1. Forse è la volta buona? Ne sapremo di più a breve.

Vanity Panel. Voto: 3. Ennesima figuraccia della Federazione. Ora scopriamo che quello che deve essere un pannello “estetico” per evitare di mostrare quel fastidioso scalino nelle monoposto, può diventare strutturale. Avrei da fare tante, troppe domande, probabilmente retoriche. Tuttavia, se tutti gli altri, a parte i bibitari (che comunque ci sono arrivati proprio osservando la Mercedes), non hanno mai pensato a sistemi idraulici nella sospensione anteriore, proprio perché avrebbero dovuto tagliare il telaio (violando il regolamento che prescrive determinate misure), come mai alla Mercedes ciò è stato concesso? Voglio dire: sono tutti idioti/decerebrati nelle altre squadre? Rifletteteci...

Fia. Voto: 3,5. Ovviamente sulla sfiducia. Lo ripeto: male di questa Formula Uno, oltre ai regolamenti? La difformità di giudizio.

Pirelli. Voto: -10. Vi piace la Formula gomme? Non credo. Gli pneumatici dovrebbero essere una delle costanti del gran premio. Di ogni mescola si dovrebbe sapere quello che rende e quando è troppo usurata. Semplice no? Mica tanto. Il costruttore cinese fornisce gomme che praticamente nessuno (tranne Mercedes) riesce a capire. Ogni minima variabile, un refolo di vento, un gabbiano sfigato che attraversa la pista, magari anche le flatulenze dei tifosi o l’aumento di CO2 e mille altre cose, ne cambiano spesso radicalmente le prestazioni. Se poi si mettono pure a cambiare pressioni delle gomme da un giorno all’altro...
Unica scusante per la Pirelli: ci sono pochissimi test in pista. Ma loro hanno accettato di buon grado quando la Federazione ha imposto queste norme assurde. Voi vi mettereste delle scarpe scegliendo a casaccio il numero e il modello? Siamo a questo livello. Perciò...chi è causa del proprio male...


P.S.: gli ultimi due voti resteranno tali e quali per i prossimi appuntamenti del pagellone...appunto sulla sfiducia. Nel caso ci fossero cambiamenti in positivo, ma solo in quel caso, ci si metterà mano (in questo sono un po’ come Catone “il censore”…). 




Il direttore 
Mariano Froldi

GP SINGAPORE: la cronaca della gara

Singapore. Quindicesima gara della stagione. In pole position troviamo Nico Rosberg, con una Mercedes che sembra avere solo un lontano ricordo della gara qui dello scorso anno, seguito da Ricciardo, Hamilton, Verstappen e Raikkonen. Ultima l’altra Ferrari, quella di Vettel, fermata da un problema alla barra antirollio durante le qualifiche; entrambe le Red Bull si sono qualificate con gomma supersoft; tentano una strategia diversa su una pista che li vede abbastanza favoriti. Già prima del via un colpo di scena: Grosjean non prenderà il via della gara per un problema al brake by wire.

Ci siamo: sulla griglia di partenza, tutto è pronto.... si accendono i semafori.... tre, quattro, cinque..... VIA VIA VIA, sono partiti!!


Partono bene tutti davanti, tranne Verstappen che rimane piantato e perde parecchie posizioni, ma ecco che c’è subito un incidente dietro! Sainz e Hulkenberg si toccano; la Force India ha la peggio, andando a sbattere proprio sul rettilineo principale! Molti detriti in pista; safety car. Proprio per via dei detriti, Bottas rimedia una foratura ed è subito costretto a rientrare ai box.


Giro 3: ripartenza. Tutto rimane invariato davanti; Vettel dal fondo inizia la sua rimonta. Nonostante la gomma soft (la più dura portata qui da Pirelli) i suoi tempi sono nettamente migliori degli avversari davanti a lui.

Giro 6: la direzione gara mostra la bandiera nera e arancione a Sainz. Una paratia sul lato destro della sua monoposto non è ben fissata e per evitare pericoli dovrà fermarsi ai box per rimuoverla. Intanto, Vettel si trova già in 15^ posizione. Davanti Rosberg non scappa via, ma inizia ad allungare leggermente su Ricciardo, che a sua volta allunga su Hamilton che a sua volta allunga su Raikkonen.


Giro 9: Raikkonen è quello un po’ più in difficoltà del gruppetto di testa e inizia a staccarsi.

Giro 14: Verstappen è il primo a fermarsi ai box dei nomi importanti. Si trovava in 7^ posizione; monta nuovamente gomma supersoft e riparte, ma è sceso fino alla 15^. Non sarà per niente facile la gara per lui.

Giro 15: Vettel con un sorpasso su Nasr entra in zona punti, sfruttando anche le varie soste degli altri.


Giro 16: Ricciardo e Hamilton rientrano in contemporanea ai box. Il primo continua con gomma rossa; il secondo passa alla gomma gialla. Rientrano in pista in 4^ e 5^ posizione, alle spalle anche di Massa, che deve ancora fermarsi.

Nel giro successivo è la volta di Rosberg a fermarsi ai box. La leadership passa così nelle mani di Raikkonen. Anche Massa rientra e dietro tutto si ristabilisce. Strategia in fotocopia in casa Mercedes per i due piloti con gomma soft anche per il tedesco.

Giro 18: rientra Kimi Raikkonen ai box. Gomma supersoft per lui e via in 4^ posizione. A questo punto il suo gap da Hamilton è di circa 7 secondi; quello da Rosberg 15. Intanto dietro, Vettel è risalito fino alla 6^ posizione. La gomma rossa garantisce più prestazione a Raikkonen, che inizia a fare giri veloci e ad avvicinarsi sempre più alla Mercedes. Davanti non si può dire lo stesso per Ricciardo, che rimane sempre a circa 5 secondi da Rosberg.


Giro 25: c’è la prima sosta per Vettel. Finora gara decisamente positiva per lui; probabilmente monterà la gomma ultrasoft per andare ancor più all'attacco. Ed infatti è proprio così. Al ritorno in pista è 14°, ma con gomma fucsia nuova. Nel frattempo Raikkonen si è portato in zona DRS con Hamilton che con la gomma gialla sembra in difficoltà.

Giro 28. Altra sosta per Verstappen; altro set di gomme supersoft per lui. E’ evidente che dovrà quindi fermarsi ancora, per montare la seconda mescola obbligatoria. Torna in pista 13°.

Giro 33. Seconda sosta per Ricciardo. Pronta la gomma soft per lui. Ritorna in pista 4°. Dietro Hamilton commette un errore! Raikkonen che già gli era vicino da parecchi giri ci prova! E riesce a portare a casa un gran bel sorpasso sull'inglese! Giusto in tempo per rientrare ai box al termine del giro, seguendo Rosberg. Anche per loro gomma gialla. Rosberg scende in 2^ posizione; Raikkonen torna in 4^. Manca solo Hamilton all'appello. Ed ecco che nel giro 35 rientra per montare un altro set di gomme soft. Al ritorno in pista, Raikkonen ha allungato sulla Mercedes numero 44. Ora è lui in 3^ posizione. Intanto Vettel, sfruttando la sua gomma più tenera e le soste degli altri è risalito fino alla 5^ posizione. Sicuramente il massimo per lui che, non dimentichiamoci, partiva ultimo.


Giro 40. Hamilton e il suo team si rendono conto che così il podio gli è sfuggito. Decidono quindi di passare al piano B, ovvero spingere in questi giri, per fare un’ulteriore sosta. Giro dopo giro inizia a guadagnare parecchio sulla Ferrari.

Giro 43. Ultima sosta anche per Vettel. Nuovo treno di gomme ultrasoft per lui, sperando in un’eventuale Safety Car. A meno di problemi, sa che ormai la 5^ posizione sarà sua, quindi giusto provare con una gomma più aggressiva nel caso.

Giro 46: Hamilton è ormai a ridosso di Raikkonen. Ecco quindi che decide di rientrare ai box per tentare l’undercut. Riparte con gomma supersoftRaikkonen reagisce nel giro successivo, va ai box e monta gomma ultrasoft, ma all'uscita della pit lane l’inglese gli è davanti. Peccato, forse poteva restare fuori e cercare di difendersi dalla Mercedes una volta che gli si sarebbe rifatta sotto, ma con il senno di poi...


Giro 48: anche Ricciardo rientra ai box. Tenta qualcosa di diverso per intascarsi la vittoria. Gomma supersoft e via, ancora in 2^ posizione.

Nel giro successivo, a questo punto, ci si aspetta che a rientrare sia Rosberg. I meccanici si preparano, ma ecco che all'ultimo momento, in accordo con il team, decide di restare fuori e correre il rischio che Ricciardo ci provi alla fine della gara.

Il distacco tra i due è di 27 secondi, ma la gomma nuova fa girare fortissimo tantissimo all’australiano che guadagna la bellezza di ben 3 secondi al giro sul tedesco davanti a lui! Forse era meglio fermarsi, ma con un minimo problema ai box avrebbe funzionato l’undercut di Ricciardo e quindi la vittoria sarebbe sfumata....

Giro 50: si registra il giro più veloce della gara in 1:47.187! A segnarlo è proprio Ricciardo, che pare essere indiavolato! Dietro Raikkonen, pur con gomma più morbida, non riesce più a rifarsi sotto a Hamilton. Il gap tra i due resta sempre di circa 2 secondi. Impressionante davanti come Ricciardo stia guadagnando su Rosberg. I giri alla fine sono sempre meno, ma con questo ritmo sicuramente gli arriverà a tiro. L’unica speranza per Rosberg sono i doppiati che pian piano riesce a mettere tra se e Ricciardo e che fanno comunque perdere un po’ di tempo. L’australiano si avvicina, si avvicina sempre più..... è a tiro ormai, pochi decimi tra i due...


Ma non c’è più tempo: finisce così. Dopo 61 giri scende la bandiera a scacchi sul traguardo! Rosberg vince per la prima volta in carriera il gp. di Singapore e si riporta in testa al mondiale. A mezzo secondo troviamo Ricciardo che ancora un giro e... non possiamo saperlo. Terzo gradino del podio per Hamilton, seguito da Raikkonen e poco più indietro da Vettel, autore di una gran rimonta. Limita i danni dopo la pessima partenza Verstappen, 6°.

Gara decisamente bella questa notturna di Singapore con i tre top team in lotta per le posizioni di vertice. La gara del 2015 è totalmente cancellata per Mercedes, anche se il migliore è stato senza dubbio Rosberg. Hamilton non ha mai trovato il feeling al 100% durante questo week end.
Bene, ma non benissimo Red Bull, che su questa pista avrebbe dovuto fare una gara simil Monaco. Buono Ricciardo, che fino all'ultimo metro ci ha provato; male Verstappen però: dopo la pessima partenza si è smarrito in una strategia da boh. Ferrari bene, ma non scordiamoci che guadagnava su quelli davanti con gomma più tenera. Vettel? Più di così non poteva. Anche se fossero partiti 5° e 6°, con Verstappen indietro difficilmente avrebbero fatto più di 4° e 5°.


Appuntamento tra due settimane sul circuito malese, altra pista in cui Ferrari aveva vinto nel 2015. Quest’anno però ci si presenta qui in modo decisamente diverso e Mercedes non dovrebbe avere grossi problemi a vincere. Vedremo se Rosberg continuerà ancora la sua striscia positiva di vittorie, salita a tre con quella di oggi e che gli hanno garantito la testa del mondiale....


di Alessandro Rana (@AleRana95)

Gran Premio di Singapore 2016 – Gara

NICO ROSBERG VINCE IL GRAN PREMIO CON UNA STRATEGIA 
A DUE SOSTE E BALZA IN TESTA AL MONDIALE 

IL MIX DI STRATEGIE A DUE E TRE PIT STOP 
REGALA UN FINALE EMOZIONANTE SUL MARINA BAY CIRCUIT 

I TEST PIRELLI CON I PNEUMATICI LARGHI 2017 PROSEGUONO QUESTA 
SETTIMANA CON LA MERCEDES CHE PROVA LE WET AL PAUL RICARD


Marina Bay, 18 settembre 2016 – Il pilota della Mercedes Nico Rosberg ha vinto un Gran Premio di Singapore molto tattico, che ha confermato il record del 100% della safety car dopo un incidente al via che ha influenzato la strategia di alcuni piloti. Singapore è una gara che è stata vinta quasi sempre dalla pole e Rosberg ha confermato la regola, diventando leader del Campionato.

Tre piloti hanno sfruttato la safety car per anticipare il pit stop. La Red Bull è stato l’unico team fra i top 10 a iniziare la gara sulle supersoft, mentre gli altri erano con le più veloci ultrasoft. Ma Ricciardo non è riuscito a completare un primo stint più lungo dei suoi diretti rivali, perdendo quindi il vantaggio di quella che sulla carta era la mescola più durevole.

Nelle fasi finali della gara, la Mercedes ha usato la strategia per permettere a Lewis Hamilton di superare la Ferrari di Kimi Raikkonen, con l’inglese a podio grazie a un terzo stop. Anche Ricciardo ha fatto una sosta ritardata per montare le supersoft: a un certo punto guadagnava tre secondi al giro su Rosberg. Finale emozionante, ma il pilota Mercedes ha mantenuto la leadership fino alla bandiera a scacchi con due sole soste.

Partito dall’ultima posizione in griglia, il pilota della Ferrari Sebastian Vettel ha rimontato fino alla quinta posizione finale, con una strategia soft-ultrasoft-ultrasoft. Un’altra strategia alternativa è stata quella adottata dalla Force India di Sergio Perez. Il messicano, partito nelle retrovie a causa di una penalità, è partito con le ultrasoft, ma è passato alle soft al primo giro durante la safety car, facendo solo un altro pit stop per montare le soft e chiudere a punti.

Questa settimana proseguono i test Pirelli con i pneumatici allargati 2017: la Mercedes proverà le coperture wet al Paul Ricard, in Francia, dal 21 al 22 settembre.

Paul Hembery, direttore motorsport Pirelli: “Singapore si è confermata una delle gare più impegnative dell’anno per piloti, monoposto e pneumatici. Abbiamo avuto un’insolita evoluzione della pista, dopo la forte pioggia caduta nella notte. Dall’inizio della gara abbiamo assistito a diverse strategie, con i team che hanno adottato approcci differenti per lottare per il podio. Uno degli highlight è stata la rimonta di Sebastian Vettel dall’ultimo posto, favorita dalla strategia”.

I tempi migliori della giornata per mescola
 SoftSupersoftUltrasoft
PrimoVER 1m49.050sRIC 1m47.187sVET 1m47.345s
SecondoHAM 1m49.263sHAM 1m47.752sRAI 1m48.204s
TerzoRAI 1m50.049sVER 1m49.720sSAI 1m50.532s
Stint più lunghi della gara:
SoftPerez36 giri
SupersoftKvyat24
UltrasoftWehrlein24

La previsione Pirelli: Avevamo previsto che sulla carta per i 61 giri della gara la soluzione più veloce fosse quella su tre soste. Nico Rosberg ha vinto invece partendo sulle ultrasoft, poi ha montato di nuovo le ultrasoft nel giro 16 e infine le soft nel giro 34.

GP SINGAPORE: Ecco perché la Ferrari non doveva pittare

Abbiamo voluto anticipare un pezzo dell'analisi della gara per mettere in risalto l'errore fatto dalla Ferrari sulla strategia di gara di Kimi Raikkonen. Errore che è costato il podio al pilota finlandese che era riuscito con una stupenda gara e con un bel sorpasso su Hamilton a guadagnarsi in pista la terza posizione. 

Giro 44 della gara di Singapore con un Rosberg al comando seguito da Ricciardo, Raikkonen ed Hamilton. Tutti i primi quattro in classica stanno girando con le gomme soft montate tra il giro 32 e il giro 34. Hamilton avendo perso la posizione in pista su Raikkonen, insieme al muretto Mercedes, decidi di passare al piano B che solo al giro successivo si è capito che prevedeva una sosta in più rispetto a quello che era stato preventivato alla vigilia. 
Hamilton al giro 45 entra ai box per la sostituzione delle gomme in modo da effettuare un ultimo stint di gara molto aggressivo. In quel momento Raikkonen aveva un margine poco inferiore ai due secondi rispetto al pilota inglese. Ferrari, sbagliando, decide di reagire alla sosta della Mercedes e così facendo subisce l'undercut di Hamilton che scavalca così il pilota finlandese della Ferrari e si porta in terza posizione. 

Scelta corretta??
La risposta è no ed era chiara anche per chi era seduto davanti alla TV. La scelta è ancora "più sbagliata" (passatemi il termine) andando ad analizzare i dati. Come premessa va detto che il tempo che si impiega a Singapore per percorrere la pitlane ed effettuare il cambio gomme è piuttosto elevato ed è stimato in circa 27 s. 27 s che sommati al gap di circa 1,5 s che Raikkonen aveva nei confronti di Hamilton fanno un distacco di 28 s circa che Hamilton doveva guadagnare su Raikkonen in appena 16 giri per andare a riprendere il finlandese. 

Andiamo ad analizzare la tabella in basso che mostra i tempi realizzati da Rosberg, Raikkonen ed Hamilton dal giro 35 a fine gara.

Fino al momento dello stop di Hamilton come potete vedere Raikkonen stava girando con un passo migliore rispetto alla Mercedes di Rosberg di circa mezzo secondo. 1:50,843 per Rosberg e 1:50,396 per Raikkonen. 
Da questo punto in avanti sappiamo tutti cosa è successo però cerchiamo di ragionare per "assurdo" per capire quanto sia stata sbagliata la strategia Ferrari in questo fine settimana. 
Dal giro 46 al giro 61 il passo tenuto da Rosberg è stato di 1:50,8 e quindi pressoché simile ai primi giri dello stint. Ipotizziamo che la Ferrari in questa parte terminale di gara fosse più lenta rispetto a Rosberg di ben 1 s e quindi che il pilota finlandese potesse girare con un ritmo di 1:51,8. 

Andando a sommare i tempi vedremo questi dati: un Rosberg che termina la gara impiegando 00:29,34 s per percorrere gli ultimi 16 giri ed un Raikkonen che girando più lento di 1 s rispetto al pilota tedesco che ci impiega quasi 29 minuti e 49 secondi. 
Hamilton, pur disponendo di gomme più fresche e più prestazionali ha girato in questi ultimi giri con un passo migliore impiegandoci 29 minuti e 24 s. 
Quindi avrebbe recuperato "solo" 25 s su Raikkonen ipotizzando che il pilota finlandese fosse molto lento cosa che nella prima parte di gara non aveva dimostrato. 

Hamilton avrebbe guadagnato il distacco da Raikkonen se quest'ultimo non si fosse fermato ai box solo se il pilota finlandese fosse con un passo di 1:52,00 in questi ultimi giri. 

Se Raikkonen fosse riuscito a girare in questi ultimi 16 giri con lo stesso ritmo di Rosberg, cosa che aveva dimostrato nelle prime fasi dello stint, Hamilton sarebbe riuscito a guadagnare 10 s scarsi sul pilota finlandese. 

Va comunque detto che Hamilton in fase di recupero avrebbe potuto viaggiare con un ritmo migliore e quindi riuscire a recuperare il gap più velocemente. 
Ma comunque perché concedersi c e regalare così un terzo posto alla Mercedes? Meglio rimanere fuori e costringere Hamilton a spingere al massimo cosa che non poteva fare tutti i giri in quanto in preda con problemi di surriscaldamento ai freni. Facendo così la Ferrari ha regalato la posizione alla Mercedes senza nessuna fatica. 


Gran Premio di Singapore 2016 – Qualifiche

Gran Premio di Singapore 2016 – Qualifiche

NICO ROSBERG CONQUISTA LA POLE POSITION CON LE ULTRASOFT
SEGNANDO IL MIGLIOR GIRO DI SEMPRE A SINGAPORE

PER DOMANI ATTESI ALMENO DUE PIT STOP, IN UNA GARA 
CHE POTREBBE ARRIVARE AL LIMITE DELLE DUE ORE 
E VEDERE L’INGRESSO DELLA SAFETY CAR 

ENTRAMBE LE RED BULL PARTIRANNO CON LE SUPERSOFT: 
LE SOLE NELLA TOP 10 CON QUESTA STRATEGIA


Marina Bay, 17 settembre 2016 – Il pilota della Mercedes, Nico Rosberg, ha conquistato la pole position usando i pneumatici ultrasoft, al termine di un’emozionante ora di qualifica sulle strade illuminate di Singapore. Il tempo del tedesco di 1m42.584s è il migliore mai registrato al Marina Bay dal debutto della gara nel 2008, e batte il precedente record di 1m42.841s segnato da Sebastian Vettel in qualifica nel 2013.

Come previsto, le temperature della pista sono diminuite nel corso della sessione. La maggior parte dei piloti ha usato le ultrasoft fin dall’inizio del Q1, tranne quelli della Toro Rosso. Carlos Sainz è stato l’unico a fare il miglior tempo nel Q1 sulle supersoft (più lente di circa 0.9 secondi al giro della mescola più morbida disponibile).

Il tempo della pole position dello scorso anno è stato battuto già nelle prime fasi del Q2, quando tutti i piloti hanno usato le ultrasoft eccetto le Red Bull, che sono uscite fin dall’inizio sulle supersoft. Entrambi i piloti hanno segnato il loro miglior tempo con questa mescola, per cui saranno i soli nella top 10 a prendere il via della gara sulle supersoft.

Il tempo della pole di Rosberg sulle ultrasoft è arrivato durante il primo run in Q3, mentre il pilota della Red Bull, Daniel Ricciardo, ha conquistato il P2 sulla griglia nel secondo tentativo.

Considerato che finora sei degli otto Gran Premi di Singapore sono stati vinti dalla pole position, le qualifiche sono state estremamente importanti. Ma al Marina Bay non c’è mai stata una gara senza almeno una safety car, che ha il potenziale per confondere le variabili in fatto di strategie.


Paul Hembery, direttore motorsport Pirelli: “Abbiamo assistito a qualifiche ricche di sorprese dall’inizio alla fine. La strategia è stata protagonista fin dal Q2, quando la Red Bull ha optato per fare il miglior tempo con le supersoft. Per questo saranno le sole monoposto nella top 10 a iniziare la gara su questa mescola e ad attuare una strategia alternativa. Domani ci aspettiamo almeno due soste per macchina, ma questa è sempre una delle gare più difficili da prevedere”.

Come si sono comportati i pneumatici:
Soft: usati all’inizio del Q1 dalla Manor, potrebbero rientrare in qualche strategia alternativa in gara.
Supersoft: usati solo dalla Red Bull nel Q2, che potrebbe fare un primo stint più lungo.
Ultrasoft: usati per fare la pole position e quasi da tutti durante Q2 e Q3.
PROVE LIBERE 3 – I PRIMI TRE TEMPI
Rosberg1m44.352sUltrasoft New
Verstappen1m44.411sUltrasoft New
Raikkonen1m44.860sUltrasoft New
QUALIFICHE TOP 10
Rosberg1m42.584sUltrasoft New
Ricciardo1m43.115sUltrasoft New
Hamilton1m43.288sUltrasoft New
Verstappen1m43.328sUltrasoft New
Raikkonen1m43.540sUltrasoft New
Sainz1m44.197sUltrasoft New
Kvyat1m44.469sUltrasoft New
Hulkenberg1m44.479sUltrasoft New
Alonso1m44.553sUltrasoft New
Perez1m44.582sUltrasoft New
MAGGIOR NUMERO DI GIRI
SoftOcon21 giri
 Vettel21
SupersoftKvyat23
 Magnussen23
 Sainz J23
UltrasoftOcon23
MIGLIOR TEMPO PER MESCOLA FINORA
SoftHamilton1m46.426s
SupersoftRicciardo1m43.933s
UltrasoftRosberg1m42.584s

GP SINGAPORE: Nuova Power Unit per Vettel?? Noi la consigliamo

Un problema alla sospensione posteriore ha messo fuori fin dalle prime battute Sebastian Vettel dalle qualifiche del Gp di Singapore. Il pilota tedesco a causa dei problemi sulla sua SF16-H sarà costretto a partire in ultima posizione nella gara di domani. Corsa molto difficile per Vettel che dovrà sperare in una buona strategia e qualche SC per riuscire a raggiungere la zona punti. 

"Però non tutti i mali vengono per nuocere" recita un famoso proverbio italiano. Infatti, la Ferrari ha la possibilità di montare una nuova Power Unit completa a Sebastian Vettel in modo da evitare una penalità che  il pilota tedesco avrebbe dovuto scontare tra qualche gara in quanto già a Monza aveva montato il quinto motore endotermico, gruppo compressore e MGU-H (vedi tabella in basso). 

Sostituendo la Power Unit completa la Ferrari, salvo problemi nelle prossime gara ad uno di questi componenti, si garantirebbe la possibilità di terminare la stagione senza incorrere in altre penalità. Se così facesse per la Ferrari non cambierebbe assolutamente nulla in quanto Vettel partirebbe ugualmente dall'ultima posizione.

Attendiamo in quanto questa opzione sarà sicuramente valutata dagli ingegneri di Maranello e massimo domani mattina avremo la conferma delle decisioni prese dagli uomini della Rossa.


GP SINGAPORE: McLaren "rimandato" il pacchetto evolutivo


In casa McLaren, dopo aver testato la nuova ala posteriore nella giornata di ieri sulla vettura di Fernando Alonso, stamane sulle due vetture è stata montata la versione classica
Entrambi i piloti dopo le FP2 si erano lamentati della mancanza di downforce della vettura e gli ingegneri dopo aver analizzato i dati hanno fatto un passo indietro preferendo la "classica" ala posteriore da alto carico. 


Foto @AlbertFabrega

Per chi si fosse perso la McLaren per questo appuntamento di Singapore aveva modificato la parte alta degli endplate introducendo delle soffiature completamente aperte sul bordo d'ingresso.

Foto Fabrega

Tali soffiature  hanno la funzione di alleviare la pressione (togliendo la superficie dove si formano i vortici di estremità) e quindi lo strato limite sulle derive verticali favorendo allo stesso tempo una maggior accelerazione del flusso sul dorso del flap mobile (zona esterna). Modifica che consente di aumentare l'efficienza aerodinamica dell'ala posteriore.

Rimandata anche la nuova ala anteriore che era stata modificata in alcuni punti proprio per questo Gp. Come potete osservare dall'immagine in basso Alonso, durante le FP3, è sceso in pista con la versione utilizzata dalla McLaren nel Gp di Ungheria.

foto 

Sarà interessante capire nei prossimi Gp se gli ingegneri di Woking hanno bocciato tali soluzioni o se necessitano di alcuni piccoli ritocchi per farle funzionare correttamente in modo da vedere in pista gli stessi dati riscontrati in galleria del vento e al CFD. 
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