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martedì 19 settembre 2017

GP MALESIA: set di pneumatici scelti da ciascun pilota

SET SCELTI PER PILOTA

Milano, 19 settembre 2017 – La FIA ha comunicato a Pirelli il numero di set di pneumatici e relative mescole scelti da ciascun pilota per il Gran Premio della Malesia, in programma dal 29 settembre al 1° ottobre prossimi.


lunedì 18 settembre 2017

ANALISI GARA: Hamilton ha dominato con una Power Unit che aveva percorso quasi 5000 km

"Clamoroso al Cibali!" è una celebre locuzione attribuita al radiocronista italiano Sandro Ciotti, coniata domenica 4 giugno 1961 durante la cronaca di Catania-Inter giocata allo stadio Cibali. Che da ieri può benissimo diventare "Clamoroso al Singapore Street Circuit", dopo quanto successo durante la partenza del Gran Premio di Singapore 2017.

Ma andiamo ad analizzare i fatti salienti di questo interessante quattordicesimo appuntamento stagionale, partendo ovviamente dal capire quanto successo in fase di partenza, costata molto cara soprattutto all'ex leader del mondiale, Sebastian Vettel.


GP SINGAPORE: un normale incidente di gara con nessun pilota che ha davvero delle grosse "colpe" ma Vettel....
Prima di entrare nel "vivo" di questo primo paragrafo di analisi vorremmo spendere due parole sulla decisione di Charlie Whiting di far partire subito i piloti con pista bagnata senza l'ausilio della Safety Car. Secondo noi è stata la decisione corretta poiché c'erano le giuste e non pericolose condizioni per lanciare "normalmente" la gara. Attenzione, per chi non se lo ricordasse, in questa stagione 2017 è stata modificata la procedura di partenza (articolo 39.16 del Regolamento Sportivo) in caso di condizioni del tracciato non idonee: le monoposto dovranno effettuare più giri di formazione dietro la Safety Car per poi, una volta che il tracciato risulti essere in condizioni accettabili, tornare in griglia di partenza e partire da fermo. Con il primo giro dietro la Safety Car che varrebbe come quale giro di schieramento e non sarebbe quindi conteggiato nel totale delle tornate previste, mentre quelli successivi andrebbero a ridurre il numero di giri totale in programma.

Ed era quasi scontato che se fosse successo qualcosa di importante alla partenza, molti appassionati di Formula 1 avrebbero puntato subito il dito contro il "povero" Charlie Whiting. L'ormai famoso dirigente sportivo britannico è stato più volte criticato per non avere il coraggio di prendere decisioni più "spettacolari" per questa Formula 1, non ultima il costante rinvio delle qualifiche del Gran Premio d'Italia scorso (ma ci sono tantissimi altri esempi...). E per una volta che prende la decisione corretta, confermata dal fatto che molti piloti (tra cui i primi sei sulla griglia) hanno montato fin da subito gomme intermedie, sui Social partono nuovamente pesanti critiche. Crediamo sia totalmente inammissibile tutto ciò.


Colpa di Vettel? O di Verstappen? O di Raikkonen? Secondo FUnoAnalisiTecnica nessuno ha una vera "colpa", nessuno ha commesso un vero e proprio erroreL'incidente lo si può catalogare, come poi hanno giustamente fatto i commissari di gara nel post Gran Premio, come un incidente di garaVettel ha cercato di difendere la posizione dall'attacco interno di Verstappen, Raikkonen ha tentato di sopravanzare grazie ad una grande partenza proprio Verstappen per prendere giustamente almeno la seconda posizione (un 1-2 Ferrari sarebbe stata la partenza "perfetta"), Verstappen ha tentato di prendersi la prima posizione all'interno di Vettel e all'esterno di Raikkonen. Chiaramente quello messo peggio era Verstappen, in balia delle manovre di Vettel e Raikkonen. 


Giudicato a posteriori, per come poi è andata, è ovvio che in molti, ex piloti compresi, parlino di un Vettel come maggior responsabile. Era quello che aveva tutto da perdere, al contrario di Verstappen e anche Raikkonen, ed è stato il più aggressivo dei tre tagliando tutta la pista per difendere la posizione. Con una manovra più "conservativa" sicuramente non si sarebbe creato quel caos. Certo, facile dirlo a posteriori, e sapendo che alla sinistra di Verstappen c'era anche Raikkonen. Cosa che il pilota tedesco della Ferrari non poteva sapere (o meglio vedere). Addirittura Hamilton, nel dopo gara, fa capire come Vettel addirittura non poteva vedere nemmeno Verstappen: "A Monza ho fatto fatica a vedere Stroll durante la partenza perché era nella parte di angolo cieco dello specchietto. Appena parti comunque ti viene istintivo andare a coprire l’interno per evitare di lasciare un varco. Tu non sai bene se il tuo avversario è partito meglio di te e ti sta per affiancare ma fai la solamente la manovra di copertura e basta”. 

Concludendo questa (speriamo) non troppo noiosa disamina, sicuramente la manovra di Vettel ha contribuito a innescare l’incidente ma non si può colpevolizzare o addirittura penalizzare il pilota tedesco per quanto fatto. Sicuramente una partenza più conservativa, anche perdendo una o due posizioni, in ottica campionato sarebbe stata più intelligente. Questo è fuori dubbio. Ma ripetiamo: Vettel ha comunque delle importanti scusanti (anche a posteriori dove siamo tutti campioni del mondo di Formula 1). Per quanto riguarda Verstappen è normale che non abbia "inchiodato" (solo cosi avrebbe evitato l'incidente, perchè il piede lo ha alzato, basta guardare l'on board) per lasciare passare Raikkonen e Vettel che lo hanno chiuso nel panino. Non ce la sentiamo nemmeno di colpevolizzare, come ha fatto drammaticamente qualcuno, il povero Kimi Raikkonen, autore di una grande partenza e che stava facendo quello che nel briefing pre gara era stato concordato ossia passare in testa o in seconda posizione dopo la prima curva. 

GP SINGAPORE: Mercedes a Singapore con la Power Unit numero 2 (e non la 3 come sembrava inizialmente)
Ha creato molto scalpore tra i fans quanto scelto da Mercedes per questo quattordicesimo appuntamento stagionale; stiamo parlando del fatto che sia Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, al contrario di quanto sembrava inizialmente, hanno corso il Gran Premio di Singapore con la Power Unit numero 2 (e non la 3) introdotta in Spagna.


Una unità motrice che paga rispetto all'ultima evoluzione portata in pista a Spa ben 25 CV e che sommati all'elevato chilometraggio hanno tolto alle W08 di Hamilton e Bottas 4 decimi di secondo durante le fasi cruciali della qualifica di sabato. Stiamo parlando infatti di una Power Unit che aveva già percorso poco meno di 5000 km prima di iniziare il weekend e che ha tolto la possibilità, almeno per quanto riguarda un brillante Lewis Hamilton, di classificarsi addirittura in prima fila.

Una W08, che Power Unit "depotenziata" a parte, ha mostrato già dal sabato di essere quindi molto migliorata molto rispetto al Gran Premio d'Ungheria e soprattutto quello di Monaco dello scorso maggio, su un tracciato che doveva mettere in crisi il "passo lungo" della vettura 2017 del team anglo tedesco. E in gara, dove contano meno le Power Unit, grazie anche ad un Hamilton che ultimamente sta facendo una importante differenza sul proprio compagno di squadra, la W08 è risultata essere la miglior vettura in pista. Ferrari a parte ovviamente, visti l'harakiri iniziale; ma già essere secondo Team in un Gran Premio poco favorevole può essere un'importante segnale per il proseguo della stagione. Le modifiche software alle infrastrutture presenti in fabbrica che simulano il setup con cui le vetture scendono in pista il venerdì, sommate ai dati provenienti da weekend come quello di Monaco e Ungheria, hanno garantito delle migliori prestazioni della W08 rispetto soprattutto alla gara di Monaco. Certo, sarebbe stato interessante confrontare il passo tenuto da Lewis Hamilton rispetto a quello di Sebastian Vettel per promuovere definitivamente una vettura che è andata sempre in difficoltà sui tracciati più tortuosi del mondiale.


Ricciardo con noie al cambio? Vero ma RedBull ha quantificato in "soli" 3 decimi al giro questi problemi; questo ci fa capire che Hamilton sarebbe risultato il pilota più veloce in pista anche con una RedBull RB13 senza problemi. 

GP SINGAPORE: Hamilton, che passo sul bagnato, con Bottas "rinasce" sull'asciutto
Ora andiamo ad analizzare numeri alla mano i due stint principali della gara. Hamilton, partito con gomme intermedie come Ricciardo e Bottas, si è ritrovato in testa fin dal primo giro ed ha condotto la gara fino al termine, senza particolari problemi.

La W08 dell’inglese si è dimostrata molto consistente in gara, sia nelle prime fasi di gara quando la pista era bagnata e sia quando il tracciato era completamente asciutto. Un dato molto sorprendente soprattutto se andiamo a confrontarlo con quanto visto durante la simulazione dei long run ma a quanto capito, Mercedes per salvaguardare la Power Unit numero 2 ha utilizzato nel venerdì di Singapore mappe ultra conservative.

Il tre volte campione del mondo, nelle prime fasi di gara, ha fatto la differenza dimostrando la propria abilità quando la pista è bagnata. Differenza che si nota se andiamo ad equiparare i giri di Hamilton con quelli del compagno di squadra. La differenza che ci mostrano i grafici in basso è davvero notevole a dimostrazione che, nella prima parte di gara, ha fatto più la differenza il pilota rispetto alla vettura.



Dopo l’ingresso della Safety Car, RedBull ha cercato di mettere pressione ad Hamilton effettuando un primo pit stop per montare un nuovo set di gomme intermedie. Scelta corretta quella del pilota australiano che però non ha dato i risultati sperati, in quanto, Hamilton, con gomme più usurate era più veloce del pilota della Red Bull. 


Se andiamo ad analizzare il ritmo medio di questo primo stint di gara possiamo notare che, Hamilton ha inflitto un distacco di 7 decimi a Ricciardo e di ben 3,3 secondi a Bottas.



Distacco che è rimasto inalterato anche nella seconda parte del primo stint nonostante la scelta di Ricciardo di montare le gomme intermedie nuove. Bottas, dopo una prima fase di gara molto tranquilla, è riuscito a ridurre il gap da Hamilton a 1,9 secondi

Se analizziamo l’intero stint, i dati riscontrati sono similari con Hamilton più veloce di 7 decimi su Ricciardo e di 2,6 secondi su Bottas.

Passando alla seconda parte di gara, innanzitutto c'è da sottolineare come si sia corsa con pista pressoché asciutta e tutti i piloti di testa hanno optato per l’utilizzo degli pneumatici UltraSoft. Anche con questa tipologia di gomma, Hamilton ha girato con un ritmo davvero sorprendente tanto che Ricciardo, uno dei favoriti alla vigilia, non è riuscito a mettere nessun tipo di pressioni sul pilota anglo-caraibico. Come dimostra il grafico in basso, Ricciardo è stato più veloce di Hamilton solo in rare occasioni mentre, Bottas, a differenza di quanto avveniva con l’asfalto umido, è riuscito a tenere il ritmo della RedBull RB13.



Analizzando i passi notiamo che la differenza tra Hamilton e Ricciardo è similare quella del 1° stint con il pilota inglese più veloce di ben 6 decimi. Ma la differenza che esisteva precedentemente tra Ricciardo e Bottas, con la pista asciutta, è svanita e i due piloti hanno viaggiato su un ritmo similare.


di @smilextech e @spontonc

GP SINGAPORE: il pagellone semiserio del Froldi

Il pagellone semiserio del Froldi. Gp di Singapre 2017.


L’incidente? Hanno torto tutti e tre. Lo dico subito. Ha ragione chi vince. La Mercedes, che si merita il suo quarto titolo piloti consecutivo (quello costruttori è ormai una mera formalità). Le “follie” Ferrari (e i conseguenti colpi al cuore, a rischio infarto, per i suoi tifosi), sono stante tante negli anni, questa è solo l’ultima e più cocente. Quei 100 metri si andranno a sommare ai tanti errori di cui è costellata la storia dei mondiali Ferrari buttati alle ortiche. La verità, se si guarda al nocciolo delle cose, è che in Ferrari non c’è, semplicemente, un leader al muretto (e probabilmente neanche in pista). E la foga e l’improvvisazione non fanno vincere i mondiali. Se poi ci metti tra i due piloti improvvisamente “suicidi” un bulletto convinto che a lui sia tutto permesso (e glielo permettono, nauseanti le dichiarazioni post gara, proprio non c’è cervello li dentro), la frittata è fatta. Avevo scritto Sabato, dopo la pole, che la mia preoccupazione era Versbatten. Avevo il presentimento che qualcosa sarebbe accaduto. Facile direte, visti i precedenti di Mad Max. Gira voce (fonte Alesi) che poco prima del via erano aperte le scommesse sul possibile numero dei tamponamenti di cui si sarebbe reso protagonista il nostro. E il patatrac è puntualmente accaduto. La verità, al netto delle battute, è che la fortuna e la sfortuna te le cerchi. Il gran premio si è perso quando il fu Raikkonen non ha preso la prima fila (con il solito errore che commette quando non serve). Tutto il resto è conseguenza. Ridono alla Mercedes, e fanno bene. Il Mondiale è ormai andato. Se accadesse il contrario, dovrò pagare una luculliana cena al PJ presso il miglior ristorante carlofortino. Noi carlofortini siamo di origine ligure, per chi non lo sapesse. Se faccio tale scommessa potete ben capire quanto poco, ormai, creda alla vittoria finale di Vettel.



Vettel. Voto: 3. Era quello che aveva tutto da perdere. E tutto ha perso. Partenza lenta (può capitare a tutti), recupera, stringe. Troppo? Ha tutte le colpe? No, ma doveva ragionare, ragionare, ragionare, ragionare. Il pilota tedesco non è affatto sereno in questi ultimi mesi, lo si capisce da tanti particolari ed episodi (ricordate Baku?). Non regge la pressione (un suo limite che nessuno aveva messo in preventivo). Se questo mondiale è andato (nonostante una signora macchina), anche lui ha la sua parte di responsabilità. E nel bilancio finale non è affatto poca. Piquet o Prost o Senna, da affermati campioni, non avrebbero fatto simili errori. Spiace dirlo ma è così.


Kimi Raikkonen. Voto: 3 1/2. Con il senno di poi ti viene da chiedere perché la Ferrari gli abbia rinnovato il contratto. Per un gran premio in cui si è sacrificato? Perché non rompe le scatole a Vettel? Beh…intanto anche lui è partecipe della sagra degli orrori e i suoi zero in casella pesano come macigni. Non si mette in prima fila (cosa fondamentale che doveva fare), parte a razzo finalmente ma dove non serve (cosa curiosa visto che spesso parte al rallentatore) e non riflette un attimo, anche lui, su cosa fare. Black out completo.


Mad Max. Voto: 4. Forse (e dico forse) il meno colpevole nella domenica di follia. Il meno colpevole nel senso che il ragazzino ormai sa benissimo che può sempre partire facendo il bullo, incolume delle conseguenze. D'altronde aveva già eliminato pure il compagno di squadra a Budapest. Purtroppo se hai Mad Max al tuo fianco devi sapere che lui non mollerà un centimetro. E’ una questione di neuroni. In quella parte del cervello gli mancano. Tra l’altro lo aveva pure annunciato in mondovisione cosa avrebbe fatto, nella conferenza stampa post qualifiche. Il fatto è che spesso quel “centimetro” fa la differenza fra l’essere temerario e l’essere un “beep” (metteteci voi l’aggettivo). Max sembra quasi godere a far fuori le Ferrari (al netto del fatto che l’incidente è una concausa di tutti e tre i piloti succitati): cosa ribadita dopo la gara. Una cosa è certa. Non c’è incidente al via in cui lui non sia presente. Prima o poi gli capiterà (glielo auguro di cuore) di perdere un mondiale perché qualcuno lo avrà sbattuto fuori con l’atteggiamento mentale del “o la va o la spacca tanto io non ci perdo niente”.


Il muretto Ferrari. Voto: 0. L’impressione del sottoscritto e non solo, è che tutto il fine settimana sia stato semplicemente non gestito. Con una tensione esasperata, con i piloti della rossa che non hanno avuto consigli, strategie e idee su come regolarsi e che abbiano così accumulato una tensione emotiva incredibile addosso. Si sente la mancanza di uno che acchiappi i piloti sabato o domenica mattina e dica: “Ragazzi ci giochiamo il Mondiale, non facciamo castronerie, occhio anche perché il bimbominkia ci tenta sempre!”. Ce lo vedete il Mauri brizzolato a fare un discorsetto così?



L’ira di Marchionne. Voto: il prolungato silenzio preannuncia tempesta.


Mercedes. Voto: filosofia di fondo. La differenza fra la AMG e la Ferrari? La prima ha una mentalità vincente (per ora). La seconda una mentalità perdente (per ora). Smettiamola con i piagnistei e la sfortuna. La sfortuna non c’entra niente con l’incidente cui abbiamo assistito e che ha fatto fare panciate di ridere ai tifosi anti-ferrari in esercizio permanente.



Hamilton. Voto: 7. Incredulo per la manna piovuta dal cielo, ringrazia e con una gara da perfetto leader si porta a casa il massimo del bottino. Dopo, cita Dio. Ecco, Dio ha cose più importanti cui pensare che non il tuo quarto titolo ormai in cassaforte (e strameritato). E’ vero, lo citava anche Senna. Ma Senna non faceva mistero della sua fede; era, come dire, una sua peculiarità. Quella di Hamilton sembra solo una citazione fatta per i fan, e stride abbastanza (o magari sono io in piena fase rosicamento).



Ricciardo. Voto: 9. Ecco, un pilota spesso sottovalutato ma un vero talento, uno dei pochi che sanno sorpassare e che portano sempre punti con gare consistenti. A differenza del compagno di squadra, uno che il cervello ce l’ha e che è duro ma rispetta gli avversari. Un pilota che servirebbe come il pane in Ferrari.



Alonso e la sfiga. Voto: Lourdes. Una volta che gli viene data la possibilità di arrivare fra i primi…e niente, non ce la fa.



P.S.: Ho ancora discreti travasi di bile (come immagino milioni di tifosi Ferrari sparsi nel globo terracqueo). Ma passerà anche questa. Ci sono cose più importanti della Ferrari nella vita. Ma certo, perdere un mondiale così…

Ci si rivede al prossimo Gp.

sabato 16 settembre 2017

GP SINGAPORE: Ferrari in pole grazie ad un super giro di Vettel

Le qualifiche del GP di Singapore ci hanno regalato una bella battaglia per la pole position tra le due Red Bull e Sebastian Vettel. A spuntarla, grazie ad un magnifico giro nelle fasi cruciali del Q3, è stato il pilota tedesco della Ferrari che è riuscito centrare la quarta pole position stagionale. Analizziamo in dettaglio i tempi delle qualifiche e proviamo a capire cosa potrà riservarci la gara.



clicca sul link in basso per leggere l'analisi direttamente sul sito di SkySportF1



GRAN PREMIO DI SINGAPORE QUALIFICHE

Sebastian Vettel ha conquistato la pole position sotto le luci di Singapore con il pneumatico P Zero Purple ultrasoft, utilizzato da tutti i piloti dall'inizio alla fine della qualifica.
Con il suo 1m39.491s, il tedesco ha segnato il giro più veloce di sempre del Marina Bay, migliorando di 3,1 secondi la pole dello scorso anno (pole già battuta in Q1). La temperatura dell’asfalto durante le qualifiche si è tenuta sui 34 gradi centigradi; c’è stata inoltre un’elevata evoluzione della pista, soprattutto in Q1, anche a causa dell’olio disperso da una vettura di una gara di supporto.
L'usura e il degrado dei pneumatici sono stati piuttosto bassi, anche sulla ultrasoft; prevedibile, dunque, una gara ad una sola sosta.


MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING
“La pista è evoluta rapidamente una volta che l'olio è stato rimosso. Abbiamo quindi visto una qualifica incredibilmente veloce e combattuta, con molti piloti che hanno battuto il precedente record di Singapore. Su un circuito come questo, che favorisce il grip meccanico, le gomme più larghe del 2017 hanno contribuito in modo importante a questo risultato. Poiché l'usura e il degrado dei pneumatici sono bassi su tutte e tre le mescole, domani in gara vedremo probabilmente una strategia ad una sola sosta.
Tuttavia, per l’alta probabilità di safety car, le squadre dovranno essere flessibili e adattare le proprie strategie alle circostanze della gara”.

venerdì 15 settembre 2017

ANALISI PROVE LIBERE: un altro weekend in rincorsa per la Ferrari, con una Redbull che vola..

E' un venerdì di Singapore assolutamente dominato da una RedBull tornata veramente al top in un circuito piuttosto favorevole per questa RB13, vettura notevolmente migliorata rispetto all'opaco inizio di stagione. Verstappen in prima posizione nella prima ora e mezza di prove libere, Ricciardo nella seconda, con entrambi i piloti che hanno dimostrato di essere molto in forma anche in configurazione di gara. 

Poi una buona Mercedes con il suo pilota di punta Lewis Hamilton, meno con la vettura 77 di Valtteri Bottas mai a suo agio nella giornata odierna. Team anglo-tedesco che in questo quattordicesimo appuntamento della stagione utilizzerà la Power Unit numero 3 e non la 4 introdotta a SPA e utilizzata anche a Monza.

E per quanto riguarda la favorita di questo weekend, il Team Ferrari? Vettel, pur essendo ovviamente non contento della prestazione odierna, non sembra messo cosi male come sembrerebbe leggendo la tabella dei tempi visto che non è riuscito a sfruttare lo pneumatico UltraSoft ed era comunque sui tempi di Lewis Hamilton. Mentre dall'altra parte del box ci ritroviamo un Kimi Raikkonen davvero irriconoscibile che non è mai riuscito a scaldare nel modo migliore l'asse anteriore, soffrendo quindi in modo importante di sottosterzo sulla sua SF70H. 


GP SINGAPORE - SIMULAZIONE QUALIFICA: nella simulazione di "qualifica", RedBull più veloce ma anche gentile sugli pneumatici
Tralasciando di analizzare la prima ora e mezza di prove libere dove i Team utilizzano spesso, Ferrari su tutti, delle mappature molto tranquille delle loro unità motrici, è opportuno partire dalla simulazioni di "qualifica" effettuata durante le secondo prove libere con una temperatura della pista di 33°C. 


RedBull al top sullo pneumatico SuperSoft ma braccata da un Lewis Hamilton assolutamente competitivo, ma non è una novità, nel giro secco sul compound più duro portato a Singapore dalla Pirelli ossia la Soft. Un pilota inglese della Mercedes che su stessa mescola ha rifilato a Sebastian Vettel ben 6 decimi di secondo nel tempo "reale", quasi 8 nell'Ideal Lap. Ma questi tempi non devono spaventare i tifosi della Ferrari poiché in simulazione di qualifica servirà far funzionare al meglio il compound UltraSoft. 


E proprio con il compound da qualifica, Hamilton, come spesso succede e per lo spettacolo è un bene cosi, migliora meno di tutti i suoi avversari diretti considerando il salto della doppia mescola: Verstappen da SuperSoft e UltraSoft ha tolto 7 decimi di Ideal Time, Ricciardo quasi 1 secondo e 2 decimi, Bottas addirittura 1 secondo 3 4 decimi, mentre Hamilton "solamente" 8 decimi da Soft a UltraSoft (e ripeto: meno male). Da notare il grande giro di Daniel Ricciardo che ha guadagnato gran parte del vantaggio nell'ultimo settore, quello che sembra essere il problema più "grande" per la Mercedes di Hamilton, almeno in queste prime tre ore di prove libere. Da notare come entrambi i piloti RedBull siano riusciti ad abbassare i loro tempi per tre volte, rispetto al non miglioramento del suo crono iniziale da parte di Lewis Hamilton. 

Non segnati i tempi di Sebastian Vettel in simulazione da qualifica con UltraSoft poiché tra traffico, un suo errore e la successiva Virtual Safety Car non è riuscito a migliorare il tempo fatto segnare nella prima parte di PL2 con il compound Soft.

GP SINGAPORE - PASSI GARA: RedBull vola sulla UltraSoft, Hamilton sulla Soft
Passando ad analizzare i passi gara è ancora una volta evidente come la RB13 ad oggi sia la macchina da battere e sicuramente quella che necessiterà di minor accorgimenti di setup tra la serata odierna e la mattinata di domani. E ultimamente, ciò succede spesso, dimostrando che il Team con sede a Milton Keynes ha risolto i problemi di inizio anno relativi alle infrastrutture presenti in fabbrica (simulatore, galleria del vento, ecc...).

Se Ricciardo e Verstappen si sono concentrati principalmente sul testing delle due mescole più morbide, UltraSoft e SuperSoft, per quanto riguarda Mercedes ha optato per un monitoraggio di tutte e tre le mescole mentre Ferrari solo..sulla UltraSoft e la Soft. 


Cosa ne è uscito? Innanzitutto che RedBull è la vettura più veloce sia su UltraSoft che su SuperSoft con Daniel Ricciardo che è riuscito a percorrere le bellezza di 21 giri sul compound più morbido senza mostrare importanti segni di usura e quindi decadimento delle prestazioni. Con tempi di assoluto rispetto se si guardano le medie nella tabella appena sopra. Di difficile analisi il run di Sebastian Vettel, mentre risulta essere interessante quello di Lewis Hamilton che pur facendo segnare un run non cosi constante come quello di Ricciardo è riuscito a difendersi, mostrando dei passi in avanti da parte di Mercedes in un circuito non cosi congeniale per le qualità tecniche della W08. Di difficile analisi il run da parte di Sebastian Vettel, mentre Raikkonen e soprattutto Bottas hanno dimostrato anche nei long run di non essere all'altezza in questo venerdì di Singapore.

L'unico che si è concentrato sul compound SuperSoft è stato Max Verstappen che ha portato a termine un positivo run con tempi di tutto rispetto se confrontato con quello dei suoi principali avversari, considerando il compound più lento a sua disposizione. 


Se il duo RedBull ha scelto di portare "lungo" il run iniziale su UltraSoft e SuperSoft, non avendo poi la possibilità di effettuare una sosta per il cambio mescola, al contrario Vettel ha scelto di fermarsi anticipatamente per provare quella che potrebbe essere una mescola importante per la gara di domenica ossia la Soft. Strategia simile, ma più tardiva, da parte di Lewis Hamilton, sapendo che la W08 si adatta in modo migliore a quel compound e quindi era meglio per Mercedes "studiare" la UltraSoft. Tempi migliori per Lewis Hamilton che ha però percorso lo stint con meno carburante a bordo, e quindi il secondo e 2 decimi di distacco che separa il passo di Hamilton con quello di Vettel non è sicuramente veritiero. Per Bottas un secondo stint invece su SuperSoft ma con tempi nuovamente piuttosto lenti. 


Nella tabella pubblicata appena in alto sono indicati i set delle tre mescole ancora a disposizione da parte dei tre Top Team.

Capitolo strategie: con quello che si è visto nella giornata odierna, l'unica sosta US - S che avevo indicato nell'anteprima del Gran Premio diviene sicuramente una reale possibilità dopo le PL2 odierne ed è per questo che Ferrari con Vettel ha fatto sicuramente bene a concentrarsi sul long run con quella mescola. Discorso che vale anche per Mercedes. Per quanto riguarda RedBull, avendo un solo set di Soft a disposizione non si sono potuti concentrare su questa mescola. Da capire se la strategia US - SS sia anch'essa possibile (Pirelli continua a parlare di doppia sosta US- S - US o US - SS - US) altrimenti il Team di Milton Keynes dovrà mettere in conto di utilizzare "al buio" il compound più duro. Tutti i Team giustamente si terranno un set di UltraSoft nuove da utilizzare in gara nel caso il degrado sia maggiore del previsto o nel caso di una Safety Car (sempre molto probabile) nella seconda parte di gara.

Concludendo: RedBull ben presente e c'era da aspettarselo, Mercedes con Hamilton anche meglio del previsto, Ferrari con Vettel peggio del previsto. Raikkonen e Bottas da recuperare. Ma c'è ancora una notte e una mattinata per lavorare sulle vetture e, soprattutto la Ferrari, ha dimostrato molte volte di saper uscire nel miglior modo da sabbie mobili "preoccupanti".
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