Stagione 2018

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GP BAHRAIN & CINA - GARA: "Regoliamoci"

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GP BAHRAIN

Un po’ di lavoro per i commissari del Bahrain. Cerchiamo di analizzare insieme le loro decisioni

Partiamo con quelle che riguardano Kimi Raikkonen e la FERRARI: sono ben due, entrambe per unsafe release. In ciascun caso si è provveduto ad infliggere una sanzione economica: 5.000€ per quanto accaduto durante le libere 2 e 50.000€ per quanto successo in gara. 

L’articolo in questione è il 28.13 a), b) e c) del regolamento sportivo: 

“a) Le auto non devono essere rilasciate da una posizione di arresto in garage o piazzola in modo che potrebbe mettere in pericolo il personale in corsia o un altro pilota.I concorrenti devono fornire un mezzo per stabilire chiaramente, quando viene visto da sopra e nella parte anteriore della macchina, quando una macchina è stata rilasciata. 

b) Se una macchina si considera rilasciata in condizioni di non sicurezza durante qualsiasi sessione di prove, i commissari sportivi potranno togliere al pilota un numero di posizioni in griglia che ritengono appropriate. 

c) Se una macchina si considera rilasciata in condizioni di non sicurezza durante una gara una penalità ai sensi dell'articolo 38.3 (d) sarà imposta al pilota in questione. Tuttavia, se il pilota si ritira dalla gara a causa del rilascio della vettura in condizioni non sicure, può essere inflitta una multa alla squadra. […]” 


La sanzione inflitta è espressamente scritta nel regolamento. Nel primo episodio, durante le libere, la macchina veniva rilasciata in condizione non sicura in quanto uno pneumatico non era correttamente fissato. I commissari, vedendo che comunque Raikkonen si è fermato subito in pista non appena si sia trovato in condizioni di sicurezza, hanno optato per una sanzione economica e non per posizioni di penalità sulla griglia.  Nel secondo, invece, il ritiro è stato pressoché immediato, ma la ripartenza non sicura c’è stata e ha coinvolto anche del personale del team causando il ferimento di uno di essi. Giusto quindi applicare una sanzione più alta; non deve accadere.

Passiamo quindi ad analizzare la penalità inflitta ad HAMILTON: 5 posizioni di penalità sulla griglia per aver sostituito il cambio. 

L’articolo in questione è il 23.5 del regolamento sportivo

“Ai fini del presente articolo un evento si considera se comprende la pratica P3, la sessione di qualificazione e la gara.
a) Ogni conducente non può utilizzare più di un cambio per sei eventi consecutivi in cui la sua squadra
compete. Se un pilota utilizza un cambio di sostituzione scenderà di cinque posizioni sulla griglia di partenza in tale evento e di altri cinque posti ogni volta che viene usato un cambio ulteriore. 

Qualsiasi sostituzione del cambio sarà richiesta solo per completare il resto della manifestazione in questione.[…]” 



Copione già visto due settimane fa per il suo compagno di squadra. Il cambio deve durare per 6 eventi consecutivi; così non è stato per l’inglese che è stato correttamente sanzionato. 

La terza analisi riguarda HARTLEY, pilota della Toro Rosso, sanzionato con 10 secondi di penalità + 2 punti patente per aver causato un incidente. L’incidente rientra nell’articolo 38.1 del regolamento sportivo: 

“Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, avverrà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se procedere o meno con un’indagine. I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi.” 


Durante il primo giro, in curva 4, Hartley colpisce Perez causandone un testacoda che lo costringe in fondo al gruppo. Analizzando i dati e le immagini, è chiaro che il pilota Toro Rosso abbia frenato molto tardi, finendo così per colpire l’avversario e quindi causando l’incidente. Decisione corretta, in quanto la maggior parte della colpa è la sua.

Infine, analizziamo le penalità inflitte a PEREZ e HARTLEY nel post gara: 10 secondi di stop/go penalty + 2 punti patente (solo per Hartley) trasformati poi in 30 secondi di penalità. Per Hartley, dovuto al fatto di non aver ristabilito il corretto ordine di partenza prima della prima linea di safety car; per Perez, dovuto al sorpasso compiuto su Hartley nel giro di formazione. 

L’articolo in questione è il 36.8 del regolamento sportivo: 

[…] 

“Il sorpasso durante il giro di formazione è consentito solo se una macchina è in ritardo e le auto dietro non possono evitare di passarla senza ritardare indebitamente il resto del gruppo. In questo caso, i piloti possono sorpassare solo per ristabilire l'ordine originale di partenza. Qualsiasi pilota in ritardo, e che non è in grado di ristabilire la partenza originale deve raggiunge la prima linea della safety car, deve entrare nella corsia dei box e partire dal fine della pit lane come all'articolo 36.2. 

Verrà inflitta una penalità ai sensi dell'articolo 38.3 (d) a qualsiasi pilota che non riesce a raggiungere la linea della pit-lane, se non ha ristabilito l'ordine di partenza originale prima di raggiungere la prima linea di safety car. […]” 

Alla partenza del giro di formazione, Hartley rimane leggermente in ritardo e Perez lo sorpassa prima di curva 1. Essendo però la Toro Rosso partita comunque, sarebbe concesso al pilota di superare nuovamente l’avversario per ristabilire l’ordine di partenza. 

Questo non avviene, e Perez ammette che la macchina superata non era in grave ritardo. 

A questo punto, per Hartley l’unica chance di non subire sanzioni è quella di rientrare ai box per partire dalla pit lane, in quanto non è riuscito a riprendere la sua posizione prima della prima linea di safety car, ma così non avviene. 

Giusta la sanzione, espressamente citata nel regolamento, per entrambi i piloti: Hartley doveva partire dalla pit lane, mentre Perez, che non doveva nemmeno superarlo, doveva restituirgli la posizione. 

GP CINA

Anche per i commissari della Cina c’è stato da lavorare. Cerchiamo di analizzare insieme le loro decisioni. 

Iniziamo con l’analizzare la penalità inflitta dopo le qualifiche: si tratta di 5 posizioni di penalità + 3 punti patente per ERICSSON per non aver rallentato in regime di doppia bandiera gialla 

E’ una violazione dell’articolo 12.1.1 i) e dell’articolo 2.4.5.1 b) dell’appendice H del codice sportivo internazionale FIA


Durante le prove di qualificazione, Ericsson ha fatto segnare una delle sue migliori prestazioni mentre in pista era esposta doppia bandiera gialla. Nel settore interessato, il tempo fatto registrare era nettamente migliore del precedente, inoltre, dai dati, risulta che la velocità non è stata per nulla ridotta significativamente. Giusto quindi imporre la sanzione.

Veniamo quindi ad analizzare i due episodi della gara. Due episodi identici, caratterizzati quindi dalla stessa sanzione: 10 secondi di penalità + 2 punti patente per GASLY e per VERSTAPPEN per aver causato un incidente rispettivamente con Hartley e con Vettel. 

Gli incidenti rientrano nell’articolo 38.1 del regolamento sportivo: 

“Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, avverrà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se procedere o meno con un’indagine. 

I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi.” 


Nel primo caso abbiamo un contatto tra le due Toro Rosso: quella di Gasly colpisce in curva 14 quella di Hartley. Dalle immagini è evidente che la maggior parte della colpa è del pilota francese, quindi giusta la sanzione. 


Nel secondo caso, il contatto è tra la Red Bull di Verstappen e la Ferrari di Vettel. Siamo sempre in curva 14 e il copione è lo stesso. Anche qui, dalle immagini, risulta chiara la maggior parte della colpa per l’olandese, quindi sanzione corretta e giustamente uguale a quella del primo episodio. 

Proprio di questo si è discusso molto: sembra che 10 secondi di penalità per Verstappen siano pochi. Effettivamente, se fosse stato dato un drive through, nessuno si sarebbe scandalizzato. Però andava dato anche nel caso del contatto tra le Toro Rosso allora; altrimenti ci sarebbe disparità di giudizio. 

Qualcuno ha detto anche che dovevano aspettare la fine della gara per parlare con i piloti e poi decidere. Non dimentichiamoci, però, che in passato tutti hanno spinto per avere decisioni durante la gara e non dopo.

Autore: Alessandro Rana (@AleRana95)

GP FRANCIA - PIRELLI annuncia la scelta delle mescole e i set obbligatori per il GP

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PIRELLI ANNUNCIA LA SCELTA DI MESCOLE E I SET OBBLIGATORI 
PER IL GRAN PREMIO DI FRANCIA 2018 

Milano, 20 aprile 2018 – Pirelli ha nominato le seguenti mescole per il Gran Premio di Francia (22-24 giugno).



Regolamenti:Ogni pilota ha l’obbligo di conservare per il Q3 un set della mescola più morbida tra quelle nominate. Tale set andrà restituito a Pirelli dai 10 piloti che si qualificano per il Q3, mentre sarà a disposizione di tutti gli altri piloti per la gara.

Ogni pilota dovrà portare entrambi questi set in gara.

I Team sono liberi di scegliere I 10 set rimanenti, per un totale di 13 set a disposizione per il weekend.

GP CINA / ANALISI TEAM - MERCEDES W09: sicuramente è in difficoltà ma è improprio parlare di "crisi"

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Mercedes ha iniziato la stagione 2018 con 0 vittorie ottenendo solo 1 pole position nel Gp inaugurale di Melbourne. Nessuno, dopo i test invernali, si poteva aspettare una W09  così in difficoltà e nemmeno il peggiore dei detrattori del team anglo-tedesco si attendeva un inizio di stagione così difficile. E' sicuramente giusto parlare di difficoltà senza utilizzare la parola "crisi" visto che, Mercedes, nonostante tutto, poteva anche vincerle tutte e 3 le prima gare della stagione se le cose fossero filate lisce. In Australia, Hamilton, aveva praticamente vinto ma la VSC ha ribaltato le cose; in Bahrain, il quattro volte campione del mondo, a causa di problemi alla trasmissione è partito dal nono posto in griglia ma, in gara, aveva sicuramente un ritmo similare o migliore rispetto al vincitore e in Cina la SC, ha tradito Bottas che, grazie ad un'ottima strategie del muretto anglo-tedesco, era riuscito a portare a termine l'undercut su Vettel e poteva vincere la corsa nonostante non disponesse della vettura più performante. 



Se analizziamo questo inizio di mondiale la problematica principale che sta "frenando" la W09 sono gli pneumatici. Se in Australia era andato tutto alla perfezione non si può dire altrettanto se mettiamo sotto la lente di ingrandimento la gara del Bahrain e della Cina. Dopo la gara del Bahrain, gli ingegneri Mercedes, sembravano abbastanza tranquilli perchè attribuivano i problemi incontrati su quella pista ad una serie di circostanze dovute all'asfalto molto aggressivo che provocava un innalzamento di temperatura, specialmente in qualifica, delle gomme posteriori. Ma, il problema si è ripetuto anche in Cina su un tracciato con caratteristiche tecniche e di "grana" dell'asfalto completamente diverse rispetto a quello di Sakhir.  Durante le qualifiche, Hamilton e Bottas, hanno avuto problemi di riscaldamento degli pneumatici pagando decimi preziosi nelle prime due curve, soprattutto la prima, a causa delle gomme troppo fredde  e fuori dalla fuori finestra ideale. In gara, invece, l'innalzamento della temperatura della pista ha provocato problematiche similari a quelle del Bahrain con gli pneumatici posteriori che tendevano a surriscaldarsi. 

Problematiche che ha ammesso anche Toto Wolff a fine gara:
“In questo weekend siamo stati la terza forza, troppo lenti in qualifica dietro alle Ferrari ed in gara dietro alle Red Bull. Sul giro singolo non siamo riusciti a riscaldare le gomme, mentre in gara si sono surriscaldate. La finestra di funzionamento per noi è troppo piccola, passiamo da avere pneumatici troppo freddi a troppo caldi e fatichiamo a mantenerli nella giusto delta  perchè possano rendere al 100%". 
Questa preoccupazione di overheating degli pneumatici è sicuramente uno dei motivi che hanno fatto propendere il box Mercedes nel non richiamare ai box Hamilton per montare una gomma più morbida come fatto dai due piloti della Red Bull. Hamilton, come il suo compagno di team, aveva a disposizione un solo set di gomme nuove Ultra Soft e due usati di Soft mentre, Red Bull, disponeva di ben 2 set di gomme "gialle" nuovi. 

Un altro fattore dove negli anni scorsi la Mercedes faceva senza dubbio la differenza è nella Power Unit che, in questa prima fase di mondiale, sembra aver perso quel vantaggio che aveva specialmente nelle fasi cruciali delle qualifiche. Questa cosa si era notata anche durante i test invernali dove la Ferrari, secondo i dati GPS, nei rettilinei guadagnava terreno sulla W09. All'inizio si è dato poco credito a questo dato perchè si pensava che Mercedes stesse utilizzando delle mappature non troppo spinte per cercare di raggiungere un buon livello di chilometraggio senza incorrere in problemi. 

Invece, ad esclusione dell'Australia, la Mercedes in piste dove la potenza della Power Unit è fondamentale è sembrata essere dietro a Ferrari che, durante l'inverno, è riuscita a trovare molta potenza della sua unità motrice. A Melbourne, Mercedes, aveva utilizzato una nuova benzina Petronas che ha dato si parecchia potenza ma ha peggiorato l'efficienza della parte endotermica tanto che, Hamilton, per riuscire a terminare la corsa ha dovuto risparmiare parecchio carburante. Questo fattore ha fatto un passo indietro utilizzando la stessa benzina usata nella parte finale della scorsa stagione con relativa perdita di performance in termini di potenza massima. 

Mercedes  è attesa ad un pronto riscatto sul tracciato di Baku dove, però, non partirà sicuramente favorita visto che potrebbe soffrire i lunghi rettilinei che potrebbero rappresentare una grossa difficoltà nel portare nella giusta finestra di temperatura sia l'assale anteriore che quello posteriore. Sarà un bel banco di prova anche per la Power Unit visto che, Baku, è il tracciato ove la parte ibrida ha il maggior peso nell'arco di un giro in tutto il mondiale: più del 3%. 

Insomma, Mercedes, per riuscire ad aggiudicarsi il quinto titolo piloti e costruttori consecutivo dovrà lavorare molto perchè, attualmente, la Ferrari è sembrata essere più forte. 















GP BAHRAIN - LUCA DAL MONTE commenta la seconda vittoria consecutiva di Sebastian Vettel

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Luca Dal Monte, autore di Ferrari Rex-biografia di un grande italiano del novecento”, in esclusiva per FUNOANALISITECNICA e RADIOLIVEGP, commenta seconda vittoria consecutiva ottenuta dalla Ferrari di Sebastian Vettel.

GP MELBOURNE - LUCA DAL MONTE commenta la gara vinta dalla Ferrari di Vettel

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Luca Dal Monte, autore di Ferrari Rex-biografia di un grande italiano del novecento”, in esclusiva per FUNOANALISITECNICA e RADIOLIVEGP, commenta i risultati della gara inaugurale della stagione 2018 vinta, a sorpresa, dalla Ferrari di Sebastian Vettel.


GP BAKU - PIRELLI: set di pneumatici scelti da ciascun pilota

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SET SCELTI PER PILOTA

Milano, 17 aprile 2018 – La FIA ha comunicato a Pirelli il numero di set di pneumatici e relative mescole scelti da ciascun pilota per il Gran Premio dell’Azerbaijan (27-29 aprile).



GP CINA / ANALISI TEAM - RED BULL RB14: La Safety Car è stata decisiva ma il passo con le Medie era veramente buono

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La Red Bull RB14, nelle prime gare stagionali, non aveva raccolto un grosso bottino di punti. In Australia c'è stato il traffico e qualche errore commesso da Verstappen a complicare la vita al team di Milton Keynes. In Bahrain, invece,  qualche problema tecnico di troppo per Ricciardo e l'irruenza del pilota olandese nei primi giri della corsa hanno compromesso il risultato. 


In Cina è arrivato l'exploit con la prima vittoria stagionale, ottenuta grazie a Ricciardo, mentre, Verstappen, è riuscito, grazie ad una manovra un po' troppo esagerata su Vettel, a gettare alle ortiche una possibile doppietta. 

Il fine settimana cinese non era iniziato nel migliore dei modi per il team dei "bibitari" visto che, Ricciardo, a causa di un problema con il gruppo turbocompressore è stato costretto alla sostituzione dell'intera Power Unit. Grosso il lavoro dei meccanici che sono riusciti a mandarlo in pista a pochi minuti dal termine del Q1.

La RedBull RB14 è una evoluzione della vettura dello scorso anno: passo ancora relativamente corto pur essendo stato leggermente allungato rispetto alla RB13 "allungata" che aveva concluso la passata stagione, e assetto rake sempre molto pronunciato che tende ad essere annullato sui rettilinei. La novità più importante la si ritrova all'interno del telaio, nella parte anteriore della RB14, con un terzo elemento anteriore completamente idraulico che RedBull sta iniziando a sfruttare nel migliore dei modi e ne è la dimostrazione di quanto si abbassi la monoposto sui rettifili con il pattino di legno che tende molto spesso a strisciare sull'asfalto.



Che il corpo vettura sia in grado di generare moltissimo carico non è di certo una novità e la dimostrazione l'abbiamo osservando l'ala posteriore che, rispetto a quella utilizzata da altri team, presenta un profilo principale quasi piatto anche sui circuiti di alto carico.


Una Red Bull che, rispetto all'inizio della passata stagione, ha sicuramente fatto un grosso passo avanti come è possibile osservare dal grafico in basso dove viene evidenziato il distacco chilometrico nei confronti della Mercedes. 


Se osserviamo il gap chilometrico possiamo notare che, siamo passati da 0,139s al chilometro della stagione 2017 a soli 0,072 s del 2018. Un guadagno chilometrico di 0,066s s al chilometro che su una pista di 5 chilometri equivale ad un recupero prestazionale di oltre 3 decimi al giro. 

Recupero che è stato ottenuto quasi esclusivamente a livello aerodinamico e meccanico visto che, la Power Unit Renault, non ha fatto il salto prestazionale che tutti si attendevano durante l'inverno. Il gap di potenza è ancora troppo elevato ed è quantificabile in oltre 30 cv in condizioni di qualifica che va diminuire di qualche cavallo durante la gara quando Ferrari e Mercedes non utilizzano le mappature aggressive utilizzate durante le fasi cruciali del Q2 e Q3. 

Uno passo avanti abbastanza importante per Renault è atteso tra la gara di Spagna e quella del Canada dove, il motorista francese, dovrebbe riuscire a portare in pista la nuova parte ibrida in versione 2018 che dovrebbe garantire un incremento di cavalli. Una modifica molto importante questa per Renault visto che, a causa di grossi problemi avuti nella prima parte della scorsa stagione, sta ancora utilizzando il sistema ibrido della stagione 2016. 



Se andiamo ad analizzare la gara è innegabile che la vittoria della Red Bull di Ricciardo sia stata decisa dalla strategia della Red Bull che è stata molto abile e fortuna nel richiamare ai box i due piloti per montare le gomme soft ed andare all'attacco delle altre vetture che stavano utilizzando le meno prestazionali gomme medie. Fortunati perchè il regime di Safety Car è stato esposto nel momento più opportuno per loro e il "muretto" è stato abile e veloce nel prendere la decisione. Decisione che non potevano prendere ne Vettel e nemmeno Bottas visto che avevano già oltrepassato la corsia di rientro ai box e sono stati costretti a proseguire con le gomme "bianche" montate rispettivamente al giro 20 e 19.
Analizzando il passo della Red Bull possiamo notare che, la strategia vincente con la Safety Car, è stata possibile anche grazie al ritmo che i due piloti sono riusciti a mantenere nel primo e nel secondo stint. Nella prima parte di gara, a differenza del duo Ferrari e Mercedes, utilizzavano le gomme Ultra Soft che hanno sicuramente dato un grosso vantaggio alla partenza ma in gara non sembravano essere le gomme giuste. Lo si era notato anche durante le prove libere quando, questo compound, aveva dato segnale di alto degrado e di poca velocità anche nelle prime fasi dello stint. Ricciardo e Verstappen, pur girando con un ritmo superiore rispetto ai piloti di testa, sono riusciti a limitare i danni senza accusare un'eccessivo degrado degli pneumatici riuscendo a costruire uno stint piuttosto lungo che ha permesso ad entrambi di montare le gomme medie che potevano portarli fino alla fine della corsa.
A parità di compound, come possiamo osservare dal grafico in basso, Ricciardo e Verstappen hanno avuto un ritmo molto simile a quello di Bottas e Vettel dimostrando quanto sia competitiva questa vettura in corsa.


Poi la Safety Car ha dato il vero colpo di grazia alla gara e sfruttando le gli pneumatici Soft Ricciardo è riuscito a vincere la corsa mentre, Verstappen, causa il contatto con Vettel ha raccolto molto poco rispetto al suo potenziale.

Ora attendiamo la prova di Baku per capire se Red Bull potrà inserirsi nella lotta per il titolo mondiale o se sarà costretta a ricoprire il ruolo di terza forza. 

GP CINA - GARA: i promossi e i bocciati del fine settimana

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Cerchiamo di analizzare insieme quanto visto in pista durante il GP della Cina che ha visto trionfare Ricciardo grazie ad un'ottima strategia del Team Red Bull che ha saputo sfruttare la Safety Car per ribaltare una gara che sembrava essere marcata grigio-rosso. 

Mercedes: 6 al team; 8 a Bottas; 5 a Hamilton 
Gara discreta, ma nulla più quella per gli uomini della Stella a tre punte. In qualifica, sono in difficoltà a trovare la finestra giusta per le gomme e Ferrari gli è nettamente davanti; in gara, Bottas fa il suo al via e con la strategia passa in testa, ma nulla può contro le gomme nuove di Ricciardo (non poteva fermarsi con safety car perchè era già passato quando è uscita). 
Al contrario, Hamilton sembra essere lui solo nelle libere del venerdì. In qualifica è dietro al compagno e non riesce nemmeno a completare l’ultimo giro; in gara è anonimo e viene infilato facile dai Red Bull. Sarebbero passati comunque, ma poteva difendersi meglio. Inoltre con lui Mercedes poteva rientrare… 


Ferrari: 7 al team; 7 a Vettel; 7,5 a Raikkonen 
La prestazione della qualifica è impeccabile. Sorpasso netto nei confronti di Mercedes e questo è un ottimo segnale in vista del proseguo della stagione. In gara, Vettel tiene la testa al via, ma poi la perde ai box. Senza safety car avrebbe fatto secondo tranquillo; nell'incidente con Verstappen non ha alcuna colpa. Raikkonen, perde posizioni al via perché parte fin troppo bene e il suo compagno lo chiude. Tentano una strategia diversa con lui che anche grazie agli episodi successi, in parte ripaga. 

In un fortino Mercedes da anni, stavano raccogliendo molto, senza gli episodi… 


Red Bull: 9 al team; 10 a Ricciardo; 4 a Verstappen 
In qualifica sanno che non possono lottare con i primi e sono subito dietro. In gara, con strategia diversa, provano a costruire qualcosa e aiutati anche dalla safety car al momento giusto ci riescono. Perfetti nei due pit stop in contemporanea in entrambi i casi. 

Ricciardo super! Nella prima parte di gara molto tranquillo, ma poi con gomma gialla nuova si scatena! Sorpassi da incorniciare su Hamilton e Bottas. Bravo, bravo, bravo. 

Verstappen insufficiente. Senza l’incidente con Vettel (che avrebbe passato il giro dopo con un po’ di pazienza) avrebbe vinto lui e invece vanifica tutto. Dopo 4 anni in F1 non può più comportarsi così; dovrebbe guardare al suo compagno di squadra… E soprattutto non può buttare al vento una vittoria in una condizione di netto vantaggio come in quel momento. 


Renault: 7 al team; 7 a Hulkenberg; 7 a Sainz 
Sono un team costruttori e devono portare sviluppi. Qui arriva un pochino di potenza in più e non guasta mai, ma ancora non basta. Weekend tutto sommato positivo, comunque. Sfruttano bene la safety car per cambiare le gomme e chiudono con entrambe le macchine a punti. 


Haas: 6 al team; 6 a Magnussen; 5 a Grosjean 
A vedere la classifica è un passo indietro rispetto alle due gare passate. Magnussen chiude comunque a punti una gara con strategia diversa dopo non essersi qualificato in Q3; Grosjean fa l’opposto. Si qualifica in Q3, ma chiude in 18^ posizione. C’è molto da lavorare… 


McLaren: 6,5 al team; 7 ad Alonso; 5 a Vandoorne 
La gara è abbastanza anonima simil Bahrain. Entrambe le macchine fuori in Q2, ma poi arrivano i punti in gara. Solo lato Alonso, però stavolta. Vandoorne chiude 13°. C’è ancora tanta, tanta strada da fare. 


Force India: 5 al team; 5,5 a Perez; 5,5 a Ocon 
Parti invertite rispetto al Bahrain: se la settimana scorsa era stato Ocon a entrare in Q3, qui è la volta di Perez. In gara però la prestazione non è granché e i due chiudono in 11^ e 12^ posizione. Ocon meglio in gara anche qui. 

Rispetto al team dello scorso anno, sembra tutt’altra squadra. Al momento, però, non ci siamo… 

Toro Rosso: 4 al team; 4 a Gasly; 5 a Hartley 
Dal giorno del Bahrain alla notte della Cina. Nemmeno una brutta copia della prestazione della scorsa settimana. Male Galsy, eliminato in Q1 durante la qualifica; gara deludente con anche l’incidente che mette fuori gioco il compagno di squadra. Così non va bene. 

Meglio Hartley, che arriva alla Q2 e conduce una gara discreta fino al contatto. Alla fine si deve ritirare per quel contatto… 


Williams: 3 al team; 3 a Stroll; 3 a Sirotkin 
La situazione ormai la conosciamo bene; speriamo che con il ritorno in Europa, arrivi qualcosa di nuovo e la prestazione migliori. E' davvero imbarazzante vederli in queste condizioni, conoscendo quanto Williams ha dominato nel passato. 

Alfa Romeo Sauber: 6 al team; 6 a Ericsson; 5 a Leclerc 
Anche qui, la situazione del team è conosciuta. Oggi abbiamo avuto una gara più “classica” e sono tornati nelle loro solite posizioni. Leclerc trova il giro buono in qualifica per stare davanti al suo compagno, ma commette comunque un errore importante sul rettilineo. Altro errore anche in gara che lo porta quasi in testacoda. Meglio Ericsson; deve crescere…

di Alessandro Rana @AleRana95

GP CINA / ANALISI TEAM - FERRARI SF71H: si usa l'ERS-H in fase di rilascio dell'acceleratore per migliorare l'efficienza dell'ala posteriore?

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La FERRARI esce molto deluso dal terzo appuntamento stagionale; una terza posizione di Kimi Raikkonen e soprattutto una ottava posizione per Sebastian Vettel, dopo che proprio il duo ferrarista aveva dominato la qualifica di sabato, non può far contenti gli uomini di Maranello che, con il quattro volte campione del mondo tedesco, avrebbero potuto ulteriormente allungare in classifica piloti nei confronti di Lewis Hamilton, principale avversario nella lotta per il titolo. Ma, e spesso i ma sono molto importanti, gli uomini del Cavallino possono tornare a Maranello con la consapevolezza di avere a disposizione, dopo i primi tre appuntamenti della stagione, la miglior vettura del lotto. 


I problemi di bilanciamento avuti durante il Gran Premio di Melbourne sono ormai un lontanissimo ricordo perchè in Bahrain ed in Cina la vettura è sembrata essere veramente trasformata. Sono bastati degli affinamenti di setup ed alcuni interventi a livello aerodinamico per trasformare la SF71H da "brutto anatroccolo" (per modo di dire ovviamente) a "cigno". Interventi che sono stati apportati fin dalla trasferta in Bahrain dove è stata ulteriormente ritoccata l'ala anteriore che ha garantito maggior stabilità della vettura all'avantreno e dove, secondo le informazioni raccolte da FUnoAnalisiTecnica, è stato utilizzato una nuova versione di fondo che ha garantito maggior carico nella zona posteriore. Fondo che non presentava novità troppo visibili (le maggiori nella parte bassa dei bargeboard) poiché gli ingegneri hanno lavorato maggiormente a livello strutturale per eliminare l'eccessiva flessibilità che aveva creato qualche problemi nella zona posteriore della vettura della SF71H tra i test invernali e la trasferta australiana. Queste modifiche hanno risposto molto positivamente con gli aerodinamici che hanno finalmente riscontrato in pista dei dati molto più vicini a quelli raccolti nelle loro simulazioni effettuate in galleria del vento e al CFD.  

Da sottolineare anche il grandissimo lavoro svolto dai motoristi che sono riusciti, durante l'inverno e un po inaspettatamente, ad eguagliare le prestazioni in qualifica della tanto acclamata Power Unir Mercedes. Power Unit italiana che, inserito il "Qualifying Mode", è uno dei veri punti di forza della monoposto 2018; fin dall'Australia la vettura italiana è riuscita a guadagnare, specialmente nei rettifili, terreno prezioso nei confronti della W09. Questo è evidente soprattutto in qualifica quando Vettel e Raikkonen possono sfruttare appieno il potenziale motoristico senza preoccuparsi troppo dei consumi dell'unità endotermica. Perchè se c'è un'area in cui a Maranello devono ancora lavorare è quello dell'efficienza dell'unità endotermica che sembra essere più assetata di carburante rispetto a quella anglo-tedesca. In gara, nei tratti in cui è importante la potenza, i piloti Ferrari sono spesso costretti a risparmiare benzina perdendo parte del vantaggio che si nota nel giro secco durante le qualifiche. Ciò è stato ben evidente nella gara di Shanghai dove sia Vettel che Raikkonen facevano molto Lift & Coast nel lungo rettilineo presente nel terzo settore del circuito cinese. Se nelle qualifiche il duo ferrarista guadagnava da 1 a 3 decimi in quel tratto, in gara la situazione nei confronti di Mercedes si è completamente ribaltata con la W09 di Bottas molto più veloce della SF71H di Vettel. 


Un'altra nota tecnica che vogliamo mettere in evidenza in questa seconda analisi (dopo quella del post Australia - LINK) sulla Ferrari SF71H è questa: secondo gli ultimi rumors raccolti, la Ferrari avrebbe sviluppato un'interessante sistema per cercare di migliorare l'efficienza dell'ala posteriore. I più attenti avranno notato la presenza di un ulteriore leva nella parte posteriore del volante 2018 Ferrari che servirebbe per soffiare tramite gli scarichi della wastegate aria calda nella zona dell'ala posteriore aumentandone l'efficienza anche quando l'acceleratore non è premuto. Per far questo serve "sprecare" dell'energia elettrica, proveniente o direttamente dall'MGU-H oppure dalla batteria, per mantenere ad alti regimi la turbina.

Una soluzione che leggendo il regolamento tecnico potrebbe essere regolare (anche se border line) ma che, se confermata, porterà sicuramente a discussioni poiché la Federazione Internazionale, dopo i test di Barcellona, aveva approvato la soluzione di scarico della Renault (clicca qui per ulteriori approfondimenti) impedendo però ai team di utilizzare mappature specifiche del motore che vadano a soffiare soffiare gas caldi anche in fase di rilascio dell'acceleratore. 


Non solo la classifica costruttori (Mercedes "lontana" solo 1 punto pur con i problemi del GP della Cina) e piloti lo dimostrano ma anche l'analisi del gap prestazionale in qualifica ci dice che a Shanghai è avvenuto il sorpasso della Ferrari nei confronti della Mercedes. Il Team tedesco conservava questo "primato" dal lontano 2014 quando, grazie ad un cambiamento di regolamento creato ad hoc per il colosso di Stoccarda, erano stati introdotti in Formula 1 i motori ibridi.


Dopo aver giustamente esaltato le prestazioni della SF71H, torniamo al GP di Cina ad analizziamo i momenti chiave che non hanno permesso alla Rossa di raccogliere quanto di positivo aveva "seminato" in qualifica e nelle prime fasi di gara. 

Il primo aspetto che ha influito nella gestione della gara è stata la partenza. Raikkonen, scattato dalla seconda posizione, ha avuto uno spunto migliore rispetto a Vettel tanto che ha provato ad attaccare il proprio compagno di squadra nell'inserimento della prima curva. Il pilota tedesco ha però chiuso la porta per mantenere la prima posizione ed ha costretto Raikkonen a mollare l'acceleratore facendosi scavalcare da Bottas e permettendo a Verstappen di attaccare il finlandese della Ferrari nella curva successiva. La positività nella manovra di Vettel è stata quella che gli ha permesso di mantenere la leadership, peccato che c'è una negatività importante da aggiungere ossia la non più copertura da Mercedes e RedBull da parte del proprio compagno di squadra. A posteriori era forse meglio lasciare l'interno a Raikkonen, mantenendo un 1-2 Ferrari che permetteva una diversa gestione del GP di Cina.


Nel primo stint Vettel su gomme Soft ha spinto veramente forte girando ad un ritmo migliore di Bottas, anch'esso sul compound "giallo". Il pilota finlandese della Mercedes è riuscito ad essere più rapido rispetto al rivale solo al giro 4, 9 e 16. Vettel prima del pit stop di Bottas era riuscito a costruirsi un vantaggio di circa 3,5 secondi che sembrava metterlo ai ripari da un possibile tentativo di undercut della Mercedes.


Un tentativo di undercut che andava protetto dalla Ferrari, richiamando Vettel ai box prima del pilota Mercedes. Ed invece, sbagliando grossolanamente, Ferrari ha temporeggiato, con Mercedes che intelligentemente ha preso l'iniziata richiamando Bottas ai box al giro 18. Il Team italiano è stato obbligato a rispondere con la sosta di Vettel nel giro successivo. Nonostante un distacco che sembrava essere piuttosto importante il pilota finlandese è riuscito a scavalcare la Ferrari ritrovandosi in testa alla corsa. In basso potete trovare, in modo schematizzato, tutti gli intertempi realizzati da Vettel e Bottas con il relativo andamento del gap. 

In molti si sono chiesti come Bottas abbia fatto a recuperare oltre 3 secondi di svantaggio. La risposta la ritroviamo in due fattori: il primo, più importante, da associare alla differenza di prestazioni tra una gomma Medium nuova e una Soft usata da oltre 20 giri (considerando anche i giri in qualifica) su un tracciato con alto degrado degli pneumatici; il secondo è invece da ritrovare nel tempo del Pit Stop dei due piloti dove i meccanici del Team anglo tedesco sono riusciti a recuperare 1 secondi sui rivali in rosso. Una Ferrari piuttosto lenta nei Pit Stop del Gran Premio di Cina anche e soprattutto per via del problema avuto in Bahrain, che ha causato il grave infortunio del meccanico Francesco Cigarini.


Una volta finito alle spalle della Mercedes, Vettel non è mai riuscito ad impensierire Bottas. Secondo gli ingegneri il delta prestazionale per poter effettuare un sorpasso su questo tracciato è stato stimato in circa 1 secondo e la differenza prestazionale tra le due vetture era solo di pochissimi decimi ma comunque a favore di Ferrari anche sul compound "bianco".


Per concludere l'analisi Ferrari del GP di Cina, e per mettere in evidenza la brutta domenica da parte di Rueda & Co, c'è da mettere in evidenza la sbagliata strategia nei confronti di Kimi Raikkonen. Dal nostro punto di vista ha avuto ben poco senso compromettere la gara del pilota finlandese, poi "recuperata" parzialmente grazie alla Safety Car, per aiutare Vettel. Il giochetto di utilizzare Raikkonen come una variabile per sperare nel sorpasso di Vettel su Bottas non ha funzionato semplicemente perchè il grip delle Medium nuove montate dal pilota Mercedes era notevolmente maggiore rispetto alle scarpe gialle molto usate di Raikkonen. Sette in giri in più di Vettel sulla Soft e ben 15 secondi persi nei confronti di Daniel Ricciardo che nel momento del suo primo Pit Stop, al 17esimo giro, era dietro di 3 secondi. 

Senza colpe invece la non sosta di Vettel e Raikkonen sotto regime di Safety Car; se il primo infatti era già oltre la linea di ingresso della Pit Lane al momento dell'esposizione della SC da parte di Charlie Whiting, il secondo aveva da poco cambiato gli pneumatici (con un treno di Medium nuove) e quindi poteva anche essere corretto non effettuare una nuova sosta, guadagnando invece in pista la posizione su eventuali soste di piloti in posizioni più avanzate (vedere RedBull).


Per quanto riguarda l'incidente tra Vettel e Verstappen ci soffermeremo maggiormente nell'analisi del Team anglo austriaco che uscirà nei prossimi giorni. Da sottolineare che il contatto tra il pilota olandese della RedBull e il quattro volte campione del mondo Ferrari ha provocato si un danno al fondo piatto della SF71H ma, a quanto capito, i maggiori problemi avuti da Vettel sono da imputare alle Medium posteriori che nel contatto hanno subito un surriscaldamento e dei danni superficiali veramente importanti (con annesse vibrazioni).


Non c'è altro da aggiungere, se non che, dopo la "fortunosa" vittoria australiana e il sudato GP del Bahrain, ci sta che nel terzo appuntamento la ruota giri e colpisca uno sfortunato Sebastian Vettel. Ma la grande serenità del pilota tedesco, post incidente con Verstappen e post GP di Cina, sta a significare grande consapevolezza nel pacchetto che forse è davvero pronto per riportare il mondiale a Maranello ben 10/11 anni dopo. 

Autori: @spontonc e @smilextech 

GP CINA - Il pagellone semiserio del Froldi

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Il Pagellone semiserio del Froldi, Gp di Shangai 2018


In Cina sugli scudi la “lattina volante” del grandissimo Daniel Ricciardo.

Niente tris Ferrari, dopo le superbe qualifiche.

Gioie e dolori che si alternano. Come da tradizione pluridecennale rossa (se si eccettua il dominio di Schumacher).

Alla fine, fra i due contendenti (Ferrari e Mercedes) che si marcano a vista, gode uno strepitoso Ricciardo, pilota con le stimmate del campione ma spesso sottovalutato soprattutto dal suo team.

In cinque giri, dopo la Safety Car supera con perizia e pulizia: Raikkonen, Hamilton, Vettel e Bottas. 

Tre i momenti fondamentali: Il pit-stop molto lento della Ferrari che porta Bottas in testa (21° giro), la Safety Car per il botto fra le due Toro Rosso, al 31° giro (con l’azzardo di montare le gialle per la Red Bull che ha pagato), e la consueta follia di Mad Max, giro 44°. Ancora una volta vittima la Ferrari di Vettel, che con la monoposto danneggiata arriva ottavo.


Ricciardo. Voto: 10. Come sapete ho un debole per questo pilota, che ha una guida diversa, originale, estrosa, tra l’altro quasi mai al limite dell’incidente. Il confronto con il giovane compagno di squadra è umiliante. Per quest’ultimo. La Ferrari dovrebbe farci, lo ripeto per l’ennesima volta, un pensierino.



Vettel. Voto: 8. E’ arrivato ottavo. Punti persi o guadagnati? Lo sapremo quando tireremo le somme alla fine del Mondiale. Il cuore mi dice che sono punti persi, la ragione che forse sono guadagnati (per come si era messa). 



Vettel vs Mad Max dopo la gara. Voto: 9. Credo sia la cosa più sana, finita la gara, avere un franco scambio di opinioni. Era una delle cose belle della vecchia Formula 1 (faceva eccezione lo scontro titanico Prost-Senna) ed è stato bello rivederla.

Mad Max. Voto: Che domanda…3! E’ tornato il “buon” vecchio pilota-autoscontro. Non ne sentivamo la mancanza.



La “prima volta” di Mad Max. Voto: 9. Si, tenetevi forte. Probabilmente domani arriverà un tornado, ci sarà un’inondazione, le cavallette, qualche piaga egizia e il clima cambierà all’improvviso…ma Max…si lo so non ci credete…ha chiesto scusa! Anche tramite i Social (probabilmente redarguito pesantemente da Marko..alla buon’ora!). Di solito questo passaggio presuppone che il pilota stia maturando. Vedremo. 

Pit-stop Ferrari. Voto: 5. Vettel ha perso la testa della gara quando aveva 3 secondi di vantaggio su Bottas per il cambio gomme lento. L’incidente occorso a Francesco Cigarini in Bahrain ha inciso in qualche modo?

Raikkonen. Voto: 6 Al via si fa di nuovo infilare da Bottas, ma non è colpa sua, visto che deve frenare per evitare il contatto con Vettel. Il problema è che dopo non impensierisce, praticamente mai, ancora una volta, il compatriota. 



Bottas. voto: 9. Fa una gara consistente. A differenza del compagno quadri-campione. E ancora una volta svernicia in partenza Kimi.



Hamilton. Voto: 6. Giudizio molto simile al precedente Gp, numericamente ma non solo. L’impressione del sottoscritto è che Hamilton non riesca ad avere ancora feeling con la W09. E questo è un bel problema. Un bellissimo problema…



Hamilton-su-Verstappen-“sono grato per il suo modo di guidare”. Voto: Boh! Non riesco a capire se abbia davvero fatto una battutaccia riuscita male (ringraziare Verstappen per avergli fatto recuperare punti su Vettel), o se abbia “perculato” il bimbominkia (troppo sofisticato per l’Hamilton pensiero?)…da che parte vi schierate?

Mercedes. Voto: 5. Detto che è ancora la favorita per il Mondiale…dopo tre gran premi non ha ancora vinto una gara ed ha fatto una sola pole. A suo modo un fatto storico.

Alonso. Voto: francamente…incomprensibile. C’è un avversario in difficoltà, che avresti passato tranquillamente…lo porti quasi fuori pista. Una carognata. E lo dice uno che ha sempre ammirato Alonso. Ma sia lui che Max quando vedono rosso vanno in apnea…


Legge di Versbatten. Se ti trovi dietro il predestinato, lascialo passare ed anzi agevolagli il sorpasso. Ciò non ti garantisce che non ti centri lo stesso, ma potresti limitare i danni. E’ ovviamente ironica…ma pensateci bene, i piloti di punta dicono, più o meno apertamente, che lo lasciano passare. Certo, non si sta ancora decidendo il Mondiale e quindi è comprensibile la prudenza dei piloti più saggi ed esperti.

Eppure, se ci pensate, è una cosa assurda che la Fia, in qualche modo, permetta a Mad Max di farla sempre franca. Anche perché, 10 secondi, francamente, sono ridicoli.

P.S.: Prossimo GP, a Baku, dove l’anno scorso ne successe di ogni…


Vettel fai da bravo mi raccomando!

di Mariano Froldi

GP CINA - Analisi della gara secondo PIRELLI

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DANIEL RICCIARDO VINCE CON RED BULL SU DUE SOSTE GRAZIE AL SECONDO PIT STOP EFFETTUATO IN REGIME DI SAFETY CAR 

AMPIA VARIETA’ DI TATTICHE IN GIOCO PER TUTTA LA GARA: DIVERSI PILOTI HANNO USATO TUTTE E TRE LE MESCOLE DISPONIBILI 

TEMPERATURE ASFALTO 20° PIÙ’ ELEVATE RISPETTO AI GIORNI SCORSI E LA SAFETY CAR INFLUENZANO LA STRATEGIA DI GARA



Shanghai, 15 aprile 2018 – Daniel Ricciardo (Red Bull) ha conquistato il Gran Premio di Cina con una strategia a due soste dopo essere partito 6° con pneumatici ultrasoft. Il pilota australiano ha effettuato il secondo pit stop in regime di safety car: ciò gli ha permesso di ripartire con pneumatici soft nuovi e ottenere un vantaggio nel finale di gara rispetto agli altri piloti di testa che avevano optato per una sola sosta. Stessa strategia per Max Verstappen, con le Red Bull che hanno effettuato entrambi i pit stop a pochi secondi una dall’altra. Strategia completamente diversa da soft a medium per Valtteri Bottas, poi 2° al traguardo, Lewis Hamilton ed entrambi i piloti Ferrari. I piloti di testa sono stati protagonisti di una lotta serrata fino alla fine, nella quale la gestione dei pneumatici è stata di massima importanza. In gara si è vista un’ampia varietà di strategie, con diversi piloti che hanno usato tutte e tre le mescole disponibili.

MARIO ISOLA – RESPONSABILE CAR RACING 
“Dopo il Bahrain, anche oggi abbiamo assistito a un gran premio in cui le diverse strategie dei principali Team hanno portato a un finale entusiasmante, con molte tattiche in gioco. In gara i Team hanno trovato condizioni molto diverse dal resto del weekend: oggi le temperature asfalto erano circa 20° in più rispetto ai giorni scorsi. Il lungo regime di safety car ha influenzato la strategia di gara e ne ha stravolto il risultato, con entrambe le Red Bull abili a trarre vantaggio dalla situazione per effettuare la sosta e ripartire con pneumatici nuovi rispetto a quelli dei diretti rivali. Sei piloti, compreso il vincitore, hanno utilizzato in gara tutte e tre le mescole disponibili”.

GRAN PREMIO DI CINA GARA – INFOGRAFICHE



GP CINA - ANALISI QUALIFICHE: la Ferrari SF71H di oggi era imbattibile

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Altro giro di giostra, circa 180 h dopo quello del Bahrain, e altro capolavoro rosso con la seconda pole position consecutiva per Sebastian Vettel che, sul tracciato di Shanghai, è riuscito a battere, come spesso succede, in extremis il proprio compagno di squadra.



Seconda fila per una Mercedes poco divertente da guidare, per dirla alla Hamilton, che mai è stata in corsa per la pole position su una pista circa 10°C più fredda rispetto alla giornata di ieri. Terza fila per la RedBull che risulterà essere una mina vagante soprattutto per il duo argentato nelle prime fasi della gara di domani (leggendo l'articolo potrete capire il perchè). 


Continuando a scorrere la griglia, la "pole position degli altri" è stata ottenuta da Hulkenberg che ha preceduto la Force India di Perez, la Haas di Grosjean e l'altra Renault di Sainz. Piuttosto deludente la prestazione della Toro Rosso di Gasly che, dopo il quarto posto ottenuto in Bahrain, non è nemmeno riuscito a qualificarsi al Q2.

Partiamo dalla FERRARI. Se nella giornata di ieri i piloti, soprattutto Sebastian Vettel, non erano molto soddisfatti del comportamento della vettura, già da questa mattina (FP3) la musica sembrava essere cambiata con una vettura molto più bilanciata e che non tendeva più al sovrasterzo come nelle seconde libere di ieri. Per due importanti motivi: il primo prettamente tecnico, con i "classici" interventi di setup effettuati tra le FP2 e il sabato, anche grazie al lavoro congiunto di Kvyat al simulatore di Maranello, il secondo più atmosferico invece, con le più basse temperature dell'asfalto che hanno aiutato sicuramente la SF71H, una vettura che durante le libere di venerdì aveva sofferto di surriscaldamento delle posteriori.



Andando ad analizzare i Best Sectors dei due piloti della Ferrari possiamo notare che Vettel è riuscito a fare la differenza rispetto a Raikkonen nel settore conclusivo della pista (anche a causa di un assetto leggermente più scarico che potrebbe aiutarlo in gara) mentre, nei primi due tratti, il pilota finlandese era stato leggermente più veloce. Sommando i tre BS possiamo notare come Raikkonen aveva sicuramente nel piede la pole position "ideale" ma non è riuscito a mettere insieme i propri migliori settori in un unico giro. La grande forza di Vettel, soprattutto nei confronti del compagno di squadra finlandese, è anche questa: trovare il giro giusto nel momento giusto.



Un altro dato fondamentale, oseremmo dire storico, da analizzare è il sorpasso a livello prestazionale della Ferrari nei confronti della Mercedes. Nella storia IBRIDA della Formula 1, la Mercedes non si era praticamente mai trovata ad inseguire, recitando invece il ruolo di protagonista. Ora, dopo le qualifiche della Cina, la rossa, almeno dal punto di vista del Giro Veloce, è la vettura più veloce dello schieramento. 


Una vettura che è risultata essere praticamente perfetta in sede di qualifica: perfetta in inserimento curva e senza quei fastidiosi problemi di sottosterzo manifestati in Australia, veloce a centro curva e con le due caratteristiche tecniche che hanno sempre funzionato finora sulla SF71H ossia la tantissima trazione meccanica e la tantissima velocità sul dritto. 

Il Team italiano, cosi come Mercedes, visto il possibile alto degrado delle UltraSoft con il pieno di benzina e delle temperature ambientali che dovrebbero essere ben più elevate nella giornata di domani, hanno deciso di qualificarsi nel Q2 con la Soft, compound "giallo". Questo permetterà ai due Team di gestire a proprio piacimento la strategia, allungando il primo stint, vedendo come gli altri pneumatici funzioneranno sulle altre vetture con le nuove condizioni ambientali e di conseguenza scegliere il compound giusto per la seconda parte di gara. Potrebbero optare per la singola sosta montando al pitstop la gomma Medium oppure, se il degrado gomma sarà piuttosto elevato (o la gara vedrà l'ingresso della Safety Car in una determinata fase di gara), di scegliere la doppia sosta. 


Ma attenzione: soprattutto il duo Mercedes dovrà stare molto attento perchè tutte le altre vetture presenti nella top ten si sono qualificate con le UltraSoft e questo potrebbe significare due RedBull molto pronte al via e nelle primissime fasi di gara per via di gomme ben più prestazionali. 

Passando a MERCEDES, c'è molto delusione nel Team anglo tedesco poiché dopo aver sofferto le alte (ma non altissime) temperature del Bahrain, qui in Cina la W09 è andata in crisi nella gestione della UltraSoft per via delle temperature troppo basse dell'asfalto. Se la scorsa settimana era l'overheating il maggior problema della vettura di Hamilton e Bottas, nella giornata odierna si sono avuti problemi di riscaldamento degli pneumatici. In Q3, ma anche nella simulazione di qualifica effettuata nelle seconde libere, la W09 ha pagato decimi preziosi nelle prime due curve, soprattutto la prima, come se gli pneumatici fossero ancora freddi e fuori dalla fuori finestra ideale.


Un problema meno evidente nella giornata di ieri, con circa 10°C di pista in più, più evidente invece nella giornata odierna con il Team anglo tedesco che non ha voluto però stravolgere gli assetti tra le terze libere e le qualifiche, tenendo presente che la gara di domani potrebbe essere corsa con temperature decisamente più elevate rispetto a quelle di oggi. Secondo le previsioni meteo ufficiali infatti, l'asfalto durante la gara potrebbe essere più caldo anche di oltre 20°C rispetto ad oggi. Rendere la W09 (al buio vista la mancanza di ulteriori prove libere) più veloce nella giornata di oggi per rischiare l'overheating della Soft e della Medium in gara poteva essere la scelta migliore? Risposte a parte è chiaro che negli ultimi due appuntamenti il team anglo tedesco ha dovuto optare per dei compromessi dettati da una coperta ancora troppo corta che riguarda la gestione degli pneumatici.  

Per riuscire a dare completa battaglia agli uomini in rosso, oltre ad una ottima partenza da parte di Hamilton e Bottas, al box dovranno lavorare molto bene di strategia avendo, a differenza dell'Australia e del Bahrain, la possibilità di avere entrambi i piloti nelle prime posizioni. Diciamo questo perchè per sorpassare servirà un secondo di passo, cifra simil Bahrain, che tende a crescere leggermente quando davanti si ha una vettura molto veloce sul dritto come la Ferrari SF71H.  


A livello strategico la gara per Mercedes sembra essere impostata sulla singola sosta montando le gomme Medium al pit stop. Gomme che dovrebbe adattarsi piuttosto bene alle temperature più elevate previste per la gara visto che hanno una finestra di funzionamento compresa tra i 110°C e i 140°C.


A livello strategico, se il degrado delle gomme sarà piuttosto elevato o se dovesse entrare una Safety Car nella seconda parte di gara che potrebbe indurre anche i piloti di test ad un Pit Stop aggiuntivo, c'è da tenere in considerazione che la Mercedes, a differenza della Ferrari, ha preservato un set di gomme UltraSoft.

Passando e concludendo con RedBull, dopo il doppio zero del Bahrain, il Team anglo austriaco era atteso ad un pronto riscatto sul tracciato cinese. La prestazione della RB14 su questo tracciato è da considerarsi buona perchè come al solito, la mancanza di potenza della Power Unit su un tracciato comunque molto critico, si è fatta sentire specialmente in qualifica. Ma attenzione che in gara le cose potrebbero andare in modo migliore come dimostrano i long run analizzati nella giornata di ieri (clicca qui per leggere). 


Qualifiche che non erano iniziate nel migliore dei modi per Ricciardo visto il problema avuto al turbocompressore durante le FP3. Problema che ha costretto i meccanici a sostituire l'intera unità riuscendo a mandare in pista il pilota australiano a soli 3 minuti dalla fine del Q1. 

GP CINA - Le strategie "consigliate" dalla Pirelli

A differenza di Ferrari e Mercedes i due piloti della Red Bull si sono qualificati in Q2 con le scarpe UltraSoft e questo fattore potrebbe diventare molto importante in partenza visto l'extra grip che può fornire quel compound rispetto alle Soft montate sulle W09 e sulle SF71H. Potrebbero quindi mettere pressione soprattutto ai due piloti della Mercedes sia in fase di partenza che nelle prima fasi di gara. Partendo con la mescola più morbida, ovviamente in casa Red Bull dovranno effettuare una strategia piuttosto aggressiva probabilmente impostata su una doppia sosta anche se secondo Pirelli sarà possibile riuscire a terminare la gara con un secondo lungo stint su Medium partendo con il compound più morbido. 

Autori: @spontonc e @smilextech