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martedì 26 settembre 2017

GP SINGAPORE: la cronaca della gara - di Alessandro Rana

17 settembre 2017. Marina Bay, Singapore. Quattordicesimo appuntamento con il mondiale di Formula .

Succede l’impensabile in questo decimo gran premio in notturna. Per la prima volta si vede la pioggia durante una sessione sul circuito e già si capisce che le cose per Ferrari iniziano a mettersi male. Vince Hamilton, seguono Ricciardo e Bottas. Fuori entrambe le Ferrari e Verstappen, coinvolti in una carambola al via.


Si parte con pista bagnata; Vettel è in pole position seguito da Verstappen, Ricciardo, Raikkonen e Hamilton. 

Al via lo scatto migliore di tutti ce l’ha Raikkonen che si affianca subito a Verstappen e a Vettel che non ha avuto una delle migliori partenze. Ma ecco che il tedesco, per difendersi da Verstappen, chiude violentemente la porta e si scatena il disastro! La Red Bull collide con la Ferrari di Raikkonen che a sua volta colpisce quella di Vettel! Danni irreparabili per tutti e tre che sono quindi costretti al ritiro! Nella carambola è coinvolto anche Alonso che in un primo momento prosegue, ma poi si deve ritirare.


Del tutto ne approfitta Hamilton, che grazie ad un buono spunto, si porta in testa davanti a Ricciardo. Ovviamente Safety Car in pista per ripulire tutti i detriti.

Alla ripartenza, Hamilton inizia a dettare il passo, anche grazie alla visibilità più buona garantitagli dalla leadership e allunga subito su Ricciardo. Trascorrono una decina di giri ed ecco che la Safety Car è di nuovo chiamata in pista: Kvyat ha sbattuto, perdendo la macchina in frenata. 

Gran parte dei piloti rientra ai box per montare un nuovo set di gomme intermedie; Hamilton però resta fuori. Potrebbe essere l’occasione per Ricciardo, ma al re start, l’inglese si allontana nuovamente, quasi avesse appena montato la gomma anche lui. 

Il gap continua a crescere; ci aspetta che in casa Red Bull provino una strategia diversa per portare a casa la prima posizione. Ma non è così: alcuni piloti iniziano a montare gomme da asciutto, ma Ricciardo aspetta fin verso il 30° giro, quando ormai era ovvio che fosse la gomma giusta. Nel giro successivo segue Hamilton, che mantiene così il suo distacco di circa 8 secondi. 


Prima della fine della gara (conclusa allo scadere delle due ore e accorciata di qualche giro), c’è tempo per una terza safety car per l’incidente di Ericsson. Il gruppo si compatta, ma Hamilton riparte ancora nel migliore dei modi. Ricciardo cerca di stargli vicino, ma i suoi tempi non sono sempre veloci come quelli dell’inglese e deve accontentarsi del secondo posto. 

Da segnalare un’ottimo Sainz (4°); così come buona sono state le gare di Palmer e di Stroll, entrambi a punti. 

Quindi, Mercedes che è arrivata qui da sfavorita, se ne va con il bottino (quasi) pieno: Hamilton si tiene lontano dai guai al via e va a vincere; Bottas, nonostante non sia mai stato al top qui, sfrutta le disgrazie altrui e giunge terzo. Davvero un ottimo risultato per loro…


In casa Ferrari la delusione è alle stelle: si partiva con i favori del pronostico e dopo un venerdì non al 100% ci si era presi la pole al sabato. Poi la domenica arriva l’acqua, ed ecco che iniziano ad esserci le incertezze… E poi c’è il via che è una catastrofe.

Archiviare il tutto e ripartire come se niente fosse successo, anche se ignorare il -28 attuale di Vettel è impossibile.

Di una cosa sono certo: Raikkonen ha scelto la gara sbagliata per fare la sua miglior partenza degli ultimi anni (ma non gliene si può fare una colpa). Senza contatti al via, avrebbe girato da primo in curva 1.

Direi bene, ma non benissimo per RedBull: dopo il venerdì sembrava che dovessero dominare tutto loro e invece, prima hanno perso la pole al sabato e poi anche alla domenica un buon passo, ma non così spaziale come poteva sembrare. Non so quanto veritiero possa essere stato il passo simulato durante le libere… 

Nell'incidente al via, non si può dar colpa a Verstappen. E’ stato un incidente di gara. Detto ciò, le dichiarazioni dopo gara poteva risparmiarsele… meglio stare zitti a volte…


Bene McLaren su questa pista dove la PU conta meno: la qualifica è ottima per entrambi; in gara Vandoorne porta a casa un ottimo risultato. Alonso purtroppo è costretto al ritiro per i danni della sua macchina, ma sono convinto che poteva stare nei primi 5 oggi. E la notizia del passaggio alla motorizzazione Renault dal prossimo anno può fare solo che bene al morale dei piloti.

Gara a due facce per Toro Rosso, Force India e Renault: il team di Faenza porta a casa un ottimo 4° posto con Sainz autore di una gran gara, ma vede il ritiro di Kvyat per un errore banale con pista ancora umida. Per le “pantere rosa”, Perez fresco di rinnovo per il 2018 chiude al 5° posto, su una pista dove avrebbero dovuto faticare molto, mentre Ocon è 10°, con una gara abbastanza anonima. In casa delle “teiere gialle”, Palmer sorprende con un 6° posto, mentre Hulkenberg è costretto al ritiro per problemi tecnici. 


Williams si ritrova con una macchina decisamente non competitiva su una pista a lei sfavorevole; Stroll però dimostra che sul bagnato un po’ ci sa fare: dopo l’ottima qualifica di Monza, ecco arrivare un buon 8° posto qui. Massa più indietro, perso anche in una strategia che l’ha portato ad avere ancora gomma full wet quando quasi serviva quella da asciutto.

In casa Haas possono essere contenti se guardano al 9° posto di Grosjean, visto da dove partiva dopo la qualifica; tuttavia non possono essere soddisfatti al 100% per via del ritiro di Magnussen per problemi tecnici. Hanno ancora molto da lavorare…

E per finire, Sauber, della quale non so più che dire ormai: la macchina è un disastro; poi il team ci aggiunge del suo. Quando è il momento di montare gomma slik, a Ericsson mettono la soft, la più dura delle tre. Pochi giri e si ferma a mettere l’ultrasoft. Pochi giri ed è a muro. Wehrlein unico doppiato addirittura di due giri.

Dovevamo lasciare Singapore con un Vettel di nuovo leader della classifica ed ecco che invece abbiamo un Hamilton che ha allungato addirittura a 28 punti. La strada si fa durissima per la Ferrari adesso, ma chi ci dice che quanto accaduto oggi agli uomini in rosso non possa succedere in casa Mercedes nelle prossime gare? Wait&see… 

di Alessandro Rana (@AleRana95)

GP SINGAPORE: regoliamoci - di Alessandro Rana

Nuovo appuntamento con Regoliamoci: non sono molti gli episodi portati all’attenzione dei commissari. Cerchiamo insieme di capirli e il perché della penalità o meno

1) Change of gearbox per Ericsson punito con 5 posizioni di penalità in griglia

Violazione dell’articolo 23.5 a)

“Ai fini del presente articolo un evento si considera se comprende la pratica P3, la sessione di qualificazione e la gara.
a) Ogni conducente non può utilizzare più di un cambio per sei eventi consecutivi in cui la sua squadra
compete. Se un pilota utilizza un cambio di sostituzione scenderà di cinque posizioni sulla griglia di partenza in tale evento e di altri cinque posti ogni volta che viene usato un cambio ulteriore.

Qualsiasi sostituzione del cambio sarà richiesta solo per completare il resto della manifestazione in questione.

A meno che il pilota non riesce a finire la gara (o è in grado di iniziare la gara per motivi diversi da una sanzione inflitta dai commissari) il cambio montato sulla macchina al termine della manifestazione deve rimanere in esso per il resto delle sei gare in sequenza.

Qualsiasi pilota che non è riuscito a finire la gara al primo, secondo, terzo, quarto o quinto dei sei eventi per motivi che il delegato tecnico accetta come al di là del controllo della squadra o del driver, può iniziare il seguente evento con un cambio diverso senza penalità.

Il cambio sarà considerato come utilizzato una volta i tempi del transponder della vettura hanno dimostrato che ha lasciato la corsia dei box.”

Ormai è ricorrente, ma la metto sempre perché qualcuno potrebbe leggerci per la prima volta. Per poter sostituire il cambio senza incorrere in penalità, occorre aver terminato 6 gare consecutive con la vecchia unità, oppure non aver concluso l’ultimo Gran Premio. Così non è stato per il pilota svedese, costretto alla sostituzione per l’incidente avuto durante le libere 3 


2) Causing a collision per Vettel, Verstappen e Raikkonen non sanzionato dai commissari

Incidente che rientra nei casi previsti dall’articolo 38

“Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, avverrà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se procedere o meno con un’indagine. I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi. (38.1)

Sarà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se ogni pilota coinvolto in un incidente deve essere penalizzato.

A meno che non sia chiaro ai Commissari Sportivi che un pilota ha avuto interamente o prevalentemente colpa di un incidente, non sarà imposta alcuna penalità. (38.2 a)”


L’incidente è successo prima di curva 1 al primo giro, subito dopo il via.

I commissari hanno sia analizzato le immagini, sia sentito il parere dei piloti e ne hanno dedotto quanto segue:


Raikkonen ha avuto una gran partenza e si è subito apprestato a superare Verstappen sulla sinistra. Allo stesso tempo, Vettel, che aveva avuto una partenza non delle migliori, si spostava verso sinistra per difendersi dall’attacco di Verstappen. La Red Bull e la Ferrari del finlandese, quindi, sono andate al contatto e successivamente è rimasta coinvolta anche la Ferrari di Vettel. Nel proseguo della carambola, è rimasto coinvolto anche Alonso che ha dovuto ritirarsi qualche giro più tardi. 


E’ evidente che nessuno ha causato appositamente l’incidente, così come è evidente che nessuno abbia più colpa degli altri tanto da meritare una penalità, pertanto, nessuna azione nei confronti dei piloti.

lunedì 25 settembre 2017

ANTEPRIMA GRAN PREMIO DELLA MALESIA

Milano, 25 settembre 2017 – Dopo aver fatto da apripista nel 1999 allo sbarco in massa della Formula 1 in Estremo Oriente, questo sarà l’ultimo Gran Premio della Malesia. P Zero White medium, P Zero Yellow soft e P Zero Red supersoft sono le tre mescole nominate per la gara di Sepang, una scelta più morbida di uno step rispetto al 2016 e vista l’ultima volta in pista a Monza.

Il circuito malese, costruito su una palude, ha subito profonde modifiche nel 2016, quando è stato completamente riasfaltato per rimuovere molti dei dossi che in precedenza erano una delle sue peculiarità. Uno degli aspetti più noti di questa gara è il clima tropicale e umido, con temporali pomeridiani frequenti e simili a monsoni.



LE TRE MESCOLE NOMINATE


IL CIRCUITO DAL PUNTO DI VISTA DEI PNEUMATICI
  • Il rifacimento dell’asfalto ha ridotto il livello di rugosità. Ciò ha permesso di effettuare una scelta di mescole più morbida. 
  • La pista potrebbe presentare caratteristiche diverse rispetto al 2016 data l’evoluzione dell’asfalto. 
  • Con il nuovo asfalto le linee di percorrenza in alcune curve potrebbero essere più veloci. 
  • Il clima tropicale tipico della Malesia rende probabile l’utilizzo di pneumatici da bagnato. 
  • Quando è asciutto, le temperature asfalto sono molto elevate, con possibilità di alto degrado termico. Nel 2016 sono state da record: 59 gradi asfalto. 
  • Lo scorso anno la strategia vincente è stata quella a due soste, anche se influenzata dalle virtual safety car. 

MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING
“Lo scorso anno il Gran Premio della Malesia è stato un po’ diverso rispetto alle precedenti edizioni, grazie al ritorno ad un calendario ‘autunnale’ e al rifacimento dell’asfalto. Ciò ha migliorato il drenaggio della pista: un aspetto importante in un circuito  dove può piovere spesso e in modo intenso. Quest’anno abbiamo effettuato una scelta di mescole mai vista in Malesia, più morbida di uno step, con il debutto dei pneumatici supersoft, per cui ci aspettiamo un miglioramento dei tempi sul giro. Di conseguenza, tutte le strategie elaborate in passato dovranno essere riviste: sarà fondamentale il lavoro svolto durante le sessioni di prove libere.”
   
PRESSIONI MINIME ALLA PARTENZA (SLICK)

21,5 psi (anteriore) | 18,0 psi (posteriore)


CAMBER MASSIMO


-3,25° (anteriore) | -1,75° (posteriore)




martedì 19 settembre 2017

GP MALESIA: set di pneumatici scelti da ciascun pilota

SET SCELTI PER PILOTA

Milano, 19 settembre 2017 – La FIA ha comunicato a Pirelli il numero di set di pneumatici e relative mescole scelti da ciascun pilota per il Gran Premio della Malesia, in programma dal 29 settembre al 1° ottobre prossimi.


lunedì 18 settembre 2017

ANALISI GARA: Hamilton ha dominato con una Power Unit che aveva percorso quasi 5000 km

"Clamoroso al Cibali!" è una celebre locuzione attribuita al radiocronista italiano Sandro Ciotti, coniata domenica 4 giugno 1961 durante la cronaca di Catania-Inter giocata allo stadio Cibali. Che da ieri può benissimo diventare "Clamoroso al Singapore Street Circuit", dopo quanto successo durante la partenza del Gran Premio di Singapore 2017.

Ma andiamo ad analizzare i fatti salienti di questo interessante quattordicesimo appuntamento stagionale, partendo ovviamente dal capire quanto successo in fase di partenza, costata molto cara soprattutto all'ex leader del mondiale, Sebastian Vettel.


GP SINGAPORE: un normale incidente di gara con nessun pilota che ha davvero delle grosse "colpe" ma Vettel....
Prima di entrare nel "vivo" di questo primo paragrafo di analisi vorremmo spendere due parole sulla decisione di Charlie Whiting di far partire subito i piloti con pista bagnata senza l'ausilio della Safety Car. Secondo noi è stata la decisione corretta poiché c'erano le giuste e non pericolose condizioni per lanciare "normalmente" la gara. Attenzione, per chi non se lo ricordasse, in questa stagione 2017 è stata modificata la procedura di partenza (articolo 39.16 del Regolamento Sportivo) in caso di condizioni del tracciato non idonee: le monoposto dovranno effettuare più giri di formazione dietro la Safety Car per poi, una volta che il tracciato risulti essere in condizioni accettabili, tornare in griglia di partenza e partire da fermo. Con il primo giro dietro la Safety Car che varrebbe come quale giro di schieramento e non sarebbe quindi conteggiato nel totale delle tornate previste, mentre quelli successivi andrebbero a ridurre il numero di giri totale in programma.

Ed era quasi scontato che se fosse successo qualcosa di importante alla partenza, molti appassionati di Formula 1 avrebbero puntato subito il dito contro il "povero" Charlie Whiting. L'ormai famoso dirigente sportivo britannico è stato più volte criticato per non avere il coraggio di prendere decisioni più "spettacolari" per questa Formula 1, non ultima il costante rinvio delle qualifiche del Gran Premio d'Italia scorso (ma ci sono tantissimi altri esempi...). E per una volta che prende la decisione corretta, confermata dal fatto che molti piloti (tra cui i primi sei sulla griglia) hanno montato fin da subito gomme intermedie, sui Social partono nuovamente pesanti critiche. Crediamo sia totalmente inammissibile tutto ciò.


Colpa di Vettel? O di Verstappen? O di Raikkonen? Secondo FUnoAnalisiTecnica nessuno ha una vera "colpa", nessuno ha commesso un vero e proprio erroreL'incidente lo si può catalogare, come poi hanno giustamente fatto i commissari di gara nel post Gran Premio, come un incidente di garaVettel ha cercato di difendere la posizione dall'attacco interno di Verstappen, Raikkonen ha tentato di sopravanzare grazie ad una grande partenza proprio Verstappen per prendere giustamente almeno la seconda posizione (un 1-2 Ferrari sarebbe stata la partenza "perfetta"), Verstappen ha tentato di prendersi la prima posizione all'interno di Vettel e all'esterno di Raikkonen. Chiaramente quello messo peggio era Verstappen, in balia delle manovre di Vettel e Raikkonen. 


Giudicato a posteriori, per come poi è andata, è ovvio che in molti, ex piloti compresi, parlino di un Vettel come maggior responsabile. Era quello che aveva tutto da perdere, al contrario di Verstappen e anche Raikkonen, ed è stato il più aggressivo dei tre tagliando tutta la pista per difendere la posizione. Con una manovra più "conservativa" sicuramente non si sarebbe creato quel caos. Certo, facile dirlo a posteriori, e sapendo che alla sinistra di Verstappen c'era anche Raikkonen. Cosa che il pilota tedesco della Ferrari non poteva sapere (o meglio vedere). Addirittura Hamilton, nel dopo gara, fa capire come Vettel addirittura non poteva vedere nemmeno Verstappen: "A Monza ho fatto fatica a vedere Stroll durante la partenza perché era nella parte di angolo cieco dello specchietto. Appena parti comunque ti viene istintivo andare a coprire l’interno per evitare di lasciare un varco. Tu non sai bene se il tuo avversario è partito meglio di te e ti sta per affiancare ma fai la solamente la manovra di copertura e basta”. 

Concludendo questa (speriamo) non troppo noiosa disamina, sicuramente la manovra di Vettel ha contribuito a innescare l’incidente ma non si può colpevolizzare o addirittura penalizzare il pilota tedesco per quanto fatto. Sicuramente una partenza più conservativa, anche perdendo una o due posizioni, in ottica campionato sarebbe stata più intelligente. Questo è fuori dubbio. Ma ripetiamo: Vettel ha comunque delle importanti scusanti (anche a posteriori dove siamo tutti campioni del mondo di Formula 1). Per quanto riguarda Verstappen è normale che non abbia "inchiodato" (solo cosi avrebbe evitato l'incidente, perchè il piede lo ha alzato, basta guardare l'on board) per lasciare passare Raikkonen e Vettel che lo hanno chiuso nel panino. Non ce la sentiamo nemmeno di colpevolizzare, come ha fatto drammaticamente qualcuno, il povero Kimi Raikkonen, autore di una grande partenza e che stava facendo quello che nel briefing pre gara era stato concordato ossia passare in testa o in seconda posizione dopo la prima curva. 

GP SINGAPORE: Mercedes a Singapore con la Power Unit numero 2 (e non la 3 come sembrava inizialmente)
Ha creato molto scalpore tra i fans quanto scelto da Mercedes per questo quattordicesimo appuntamento stagionale; stiamo parlando del fatto che sia Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, al contrario di quanto sembrava inizialmente, hanno corso il Gran Premio di Singapore con la Power Unit numero 2 (e non la 3) introdotta in Spagna.


Una unità motrice che paga rispetto all'ultima evoluzione portata in pista a Spa ben 25 CV e che sommati all'elevato chilometraggio hanno tolto alle W08 di Hamilton e Bottas 4 decimi di secondo durante le fasi cruciali della qualifica di sabato. Stiamo parlando infatti di una Power Unit che aveva già percorso poco meno di 5000 km prima di iniziare il weekend e che ha tolto la possibilità, almeno per quanto riguarda un brillante Lewis Hamilton, di classificarsi addirittura in prima fila.

Una W08, che Power Unit "depotenziata" a parte, ha mostrato già dal sabato di essere quindi molto migliorata molto rispetto al Gran Premio d'Ungheria e soprattutto quello di Monaco dello scorso maggio, su un tracciato che doveva mettere in crisi il "passo lungo" della vettura 2017 del team anglo tedesco. E in gara, dove contano meno le Power Unit, grazie anche ad un Hamilton che ultimamente sta facendo una importante differenza sul proprio compagno di squadra, la W08 è risultata essere la miglior vettura in pista. Ferrari a parte ovviamente, visti l'harakiri iniziale; ma già essere secondo Team in un Gran Premio poco favorevole può essere un'importante segnale per il proseguo della stagione. Le modifiche software alle infrastrutture presenti in fabbrica che simulano il setup con cui le vetture scendono in pista il venerdì, sommate ai dati provenienti da weekend come quello di Monaco e Ungheria, hanno garantito delle migliori prestazioni della W08 rispetto soprattutto alla gara di Monaco. Certo, sarebbe stato interessante confrontare il passo tenuto da Lewis Hamilton rispetto a quello di Sebastian Vettel per promuovere definitivamente una vettura che è andata sempre in difficoltà sui tracciati più tortuosi del mondiale.


Ricciardo con noie al cambio? Vero ma RedBull ha quantificato in "soli" 3 decimi al giro questi problemi; questo ci fa capire che Hamilton sarebbe risultato il pilota più veloce in pista anche con una RedBull RB13 senza problemi. 

GP SINGAPORE: Hamilton, che passo sul bagnato, con Bottas "rinasce" sull'asciutto
Ora andiamo ad analizzare numeri alla mano i due stint principali della gara. Hamilton, partito con gomme intermedie come Ricciardo e Bottas, si è ritrovato in testa fin dal primo giro ed ha condotto la gara fino al termine, senza particolari problemi.

La W08 dell’inglese si è dimostrata molto consistente in gara, sia nelle prime fasi di gara quando la pista era bagnata e sia quando il tracciato era completamente asciutto. Un dato molto sorprendente soprattutto se andiamo a confrontarlo con quanto visto durante la simulazione dei long run ma a quanto capito, Mercedes per salvaguardare la Power Unit numero 2 ha utilizzato nel venerdì di Singapore mappe ultra conservative.

Il tre volte campione del mondo, nelle prime fasi di gara, ha fatto la differenza dimostrando la propria abilità quando la pista è bagnata. Differenza che si nota se andiamo ad equiparare i giri di Hamilton con quelli del compagno di squadra. La differenza che ci mostrano i grafici in basso è davvero notevole a dimostrazione che, nella prima parte di gara, ha fatto più la differenza il pilota rispetto alla vettura.



Dopo l’ingresso della Safety Car, RedBull ha cercato di mettere pressione ad Hamilton effettuando un primo pit stop per montare un nuovo set di gomme intermedie. Scelta corretta quella del pilota australiano che però non ha dato i risultati sperati, in quanto, Hamilton, con gomme più usurate era più veloce del pilota della Red Bull. 


Se andiamo ad analizzare il ritmo medio di questo primo stint di gara possiamo notare che, Hamilton ha inflitto un distacco di 7 decimi a Ricciardo e di ben 3,3 secondi a Bottas.



Distacco che è rimasto inalterato anche nella seconda parte del primo stint nonostante la scelta di Ricciardo di montare le gomme intermedie nuove. Bottas, dopo una prima fase di gara molto tranquilla, è riuscito a ridurre il gap da Hamilton a 1,9 secondi

Se analizziamo l’intero stint, i dati riscontrati sono similari con Hamilton più veloce di 7 decimi su Ricciardo e di 2,6 secondi su Bottas.

Passando alla seconda parte di gara, innanzitutto c'è da sottolineare come si sia corsa con pista pressoché asciutta e tutti i piloti di testa hanno optato per l’utilizzo degli pneumatici UltraSoft. Anche con questa tipologia di gomma, Hamilton ha girato con un ritmo davvero sorprendente tanto che Ricciardo, uno dei favoriti alla vigilia, non è riuscito a mettere nessun tipo di pressioni sul pilota anglo-caraibico. Come dimostra il grafico in basso, Ricciardo è stato più veloce di Hamilton solo in rare occasioni mentre, Bottas, a differenza di quanto avveniva con l’asfalto umido, è riuscito a tenere il ritmo della RedBull RB13.



Analizzando i passi notiamo che la differenza tra Hamilton e Ricciardo è similare quella del 1° stint con il pilota inglese più veloce di ben 6 decimi. Ma la differenza che esisteva precedentemente tra Ricciardo e Bottas, con la pista asciutta, è svanita e i due piloti hanno viaggiato su un ritmo similare.


di @smilextech e @spontonc
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