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martedì 17 ottobre 2017

GP. MESSICO: set di pneumatici scelti da ciascun pilota

SET SCELTI PER PILOTA

Milano, 17 ottobre 2017 – La FIA ha comunicato a Pirelli il numero di set di pneumatici e relative mescole scelti da ciascun pilota per il Gran Premio del Messico in programma dal 27 al 29 ottobre prossimi.


GP AUSTIN: Ferrari potrà sfruttare la piena potenza dei suoi motori dopo il nuovo reclamo Mercedes?

Dopo due settimane di pausa, nel prossimo weekend la Formula 1 torna in pista sul bellissimo circuito di Austin in quello che, insieme al Messico, sarà un back to back piuttosto importante poiché Lewis Hamilton e soprattutto il Team Mercedes potranno chiudere i conti nei rispettivi mondiali che attualmente comandano. 

Lewis Hamilton, con 59 punti di vantaggio su Sebastian Vettel, può laurearsi campione già ad Austin con tre gare di anticipo: dovrà guadagnare 16 punti sul tedesco della Ferrari per festeggiare. Il che significa: primo posto con Vettel sesto o peggio. Secondo posto con Vettel decimo o oltre.


GP AUSTIN: il Gran Premio degli USA anche in chiaro, all'orario di cena 
A differenza del Gran Premio del Giappone, gli appassionati di Formula 1 potranno seguire questo diciassettesimo appuntamento stagionale ad un orario (europeo) più abbordabile, le 21, e soprattutto tutti gli appassionati potranno seguire in diretta la gara poiché è uno dei GP in chiaro.

Ecco gli orari ITALIANI:

Prove Libere 1: 17:00 - 18:30
Prove Libere 2: 21:00 - 22:30
Prove Libere 3: 18:00 - 19:00
Qualifiche: 23:00 - 24:00
Gara: 21:00

GP AMERICA: Austin è una pista con tanti sali scendi che diverte molto i piloti
E' dal 2012 che la Formula 1 sta di nuovo facendo tappa negli Stati Uniti in uno dei nuovi circuiti progettati da dall'ingegnere designer Hermann Tilke. Il tracciato presenta ben 20 curve, alcune delle quali assomigliano molto ad altre già presenti in alcuni dei migliori circuiti del mondiale.


La prima curiosità tecnica del circuito di Austin la si ritrova nella curva 1, che risulta essere ad un livello di 22 metri più alto della linea del traguardo con una forte pendenza nell'ultimo tratto del rettilineo principale. Si va poi in discesa verso Curva 2, una destra piuttosto veloce che immette in uno dei tratti più belli del circuiti, quello che va dalla Curva 3 alla Curva 6. A detta di molti questa parte di pista assomiglia molto alle zona tra Maggotts e Becketts del circuito di Silverstone. 


Dalla Curva 7 in poi inizia il secondo settore, tratto molto veloce del tracciato per via anche di un rettilineo lungo più di un chilometro. Da segnalare oltre alle curve molto veloci (8, 9 e 10) della prima parte, la forte frenata da effettuare per percorrere il lento tornantino di curva 11 che immette sul lungo rettilineo dove si potrà utilizzare il DRS.


Il terzo settore risulta invece essere il più guidato e tecnico, presentando zone molto lente (tra curva 12 e 15) a curve medio veloci come quelle dalla 16 alla 18 che assomigliano molto alla famosa curva 8 del circuito turco di Istanbul.

GP AUSTIN: quello di Austin è un circuito da medio carico aerodinamico
Quello di Austin può essere considerato un tracciato da medio carico aerodinamico, dove è molto importante riuscire ad avere una vettura efficiente aerodinamicamente visto il lungo rettilineo  (oltre 1 chilometro) presente nel secondo settore.


Parlando di trasmissione, ad Austin i cambi della varie vetture sono piuttosto sollecitati poiché il numero delle cambiate è fra i più alti della stagione.

Per quanto riguarda la Power Unit, il tracciato americano sarà piuttosto impegnativo per l'endotermico poiché resterà al massimo regime per oltre il 60% del giro. Sempre parlando di parte endotermica, la potenza di picco sarà nuovamente molto importante sul circuito delle Americhe con valori importanza addirittura maggiore rispetto al già "esoso" circuito di Suzuka. Concludendo questo breve paragrafo riguardante le Power Unit, anche la parte ibrido sarà piuttosto importante poiché varrà per quasi il 3% del tempo sul giro.

Capitolo consumi: per via della configurazione da medio alto carico aerodinamico, parliamo di un circuito mediamente "esoso" sui consumi.

GP AUSTIN: torna la UltraSoft (colorata di rosa) accoppiata alla SuperSoft e alla Soft 
Dopo aver visto nuovamente in pista in Giappone i tre compound più duri della Pirelli per questa stagione 2017 di F1 (non calcoliamo la Hard, gomma praticamente mai usata), si arriva negli States con le scelte più morbide possibili e dove farà il debutto il compound UltraSoft, oltre ai già utilizzati nel 2016 pneumatici SuperSoft e Soft.

Un compound UltraSoft che, per l'occasione di celebrare il mese (ottobre) per la prevenzione del cancro al seno, verrà tinto di rosa rispetto al classico fucsia. Ecco l'immagine rilasciata dalla Pirelli che ci mostra la "nuova" UltraSoft per il GP di Austin.


Ma passiamo ai set a disposizione dei vari Team / piloti per questo diciassettesimo appuntamento stagionale:


Guardando la tabella sopra postata si possono notare alcune differenze nelle scelte dei compound tra Mercedes / RedBull e il Team Ferrari. La Scuderia italiana ha infatti scelto di portare negli Stati Uniti un solo set di Soft per Raikkonen (due per Vettel), privilegiando il numero di SuperSoft, ben cinque per il pilota finlandese (quattro per Vettel). Mercedes e RedBull invece hanno optato per delle scelte meno aggressive: Hamilton per esempio arriva ad Austin con ben tre set di Soft a disposizione e tre "soli" set di SuperSoft.


Per quanto riguarda il meteo, ad oggi potrebbe riservarci qualche sorpresa, con buone possibilità di pioggia nella giornata di gara. Da un punto di vista di temperature, c'è subito da sottolineare che il weekend americano non sarà freddo con termiche attese anche vicine ai 30°C nella giornata di sabato, quella più calda. Proprio nella giornata delle qualifiche ricordiamo che i Team andranno a far segnare i tempi per la Pole Position dalle 16 alle 17 locali e quindi con temperature leggermente più basse di quelle che i Team troverebbero in un normale orario di qualifica (14-15).

GP AUSTIN: quella di Austin è una pista leggermente favorevole alla Mercedes?
La Ferrari si presenta sul continente americano con il morale piuttosto basso a causa della trasferta asiatica che, per via dei problemi di affidabilità mostrati dalla SF70H, ha molto probabilmente "regalato" il mondiale piloti e costruttori alla Mercedes. 


Una Mercedes che parte ad Austin con i favori del pronostico visto che il tracciato esalta le vetture con un'ottima efficienza (su circuiti da medio carico ovviamente ) e che hanno una Power Unit molto potente. Due caratteristiche ben presenti nel DNA della ottima (ma non eccellente) W08.

Ma la Ferrari non starà sicuramente a guardare, e sarà molto competitiva cosi come in Malesia e Suzuka potendo mettere pressione ai due alfieri del team anglo-tedesco soprattutto in gara. Il problema della SF70H si chiama infatti "qualifica", una parte fondamentale della Formula 1 moderna e dove Mercedes può garantirsi solo di motore un vantaggio medio di 2-3 decimi su Ferrari e 7-8 decimi su RedBull. 

Un altro aspetto importante del weekend sarà verificare se sulle ultime evoluzioni della Power Unit Ferrari (il sistema di raffreddamento fa comunque parte dell'ultima evoluzione dell'unità motrice) si saranno risolti i fastidiosi problemi di affidabilità che hanno chiuso anticipatamente le gare di Raikkonen in Malesia e Vettel in Giappone.

Sarà poi interessante capire se la Ferrari potrà sfruttare (sia in qualifica che in gara) totalmente i cavalli delle proprie Power Unit dopo il nuovo reclamo Mercedes sull'utilizzo di olio in camera di combustione (quello di Baku aveva dato i suoi effetti limitandone l'utilizzo). Il Team italiano, per chiudere il gap motoristico presente con Mercedes, ha scelto una linea piuttosto aggressiva già durante lo scorso inverno nello sviluppo della propria Power Unit. Come già scritto qualche settimana fa su queste pagine, visto che il Regolamento Tecnico lo permetteva, i tecnici del Team italiano hanno scelto di montare a bordo della SF70H più serbatoi dell'olio (lo fanno anche altre squadre) con al loro interno diverse specifiche di lubrificanti (sempre permesso dal Regolamento Tecnico, dal prossimo anno non più). Una volta azionata la mappatura "Qualifying", l'olio presente nei diversi serbatoi viene miscelato per abbassare la viscosità e aggiungere al classico lubrificante degli additivi antidetonanti (sta qui la non conformità del sistema) che permettono un importante incremento di potenza. Fondamentale l'abbassamento di viscosità poiché altrimenti l'olio non riuscirebbe ad entrare (e nella quantità corretta) in camera di combustione tramite le fasce elastiche dei pistoni. Per riportare la viscosità dell'olio al parametro di partenza (il parametro viene controllato prima e dopo la gara), secondo gli ultimi rumors, ci sarebbe un tasto sul volante (OVR sul volante di Raikkonen, OV sul volante di Vettel) che mette in atto una sorta di "spurgo" per non lasciare traccia dei miscelamenti effettuati nelle fasi di qualifica e/o in quelle di gara. 


Ritornando al Gran Premio, vediamo per quanto detto finora una Mercedes favorita in fase di qualifica con il solo dubbio di come si comporterà la W08 sulle UltraSoft viste le possibili alte temperature presenti nella giornata di sabato. Per la domenica è atteso un calo delle temperature (22°C contro i 26°C di sabato nelle qualifiche) che potrebbe aiutare Mercedes sul passo gara.

Sarà comunque l'ennesimo fine settimana in cui potremo assistere ad una dura lotta tra Mercedes e Ferrari (sempre che le SF70H riescano a partire) con RedBull sempre alla finestra per sfruttare le défaillance di uno o dell'altro Team. Una RB13, vettura con una buona efficienza aerodinamica in questa tipologia di tracciati, che dall'Ungheria, complice anche l'aumento di passo della RB13, ha dimostrato di essere tornata ad avere un telaio di altissimo livello. Ma purtroppo per Verstappen e Ricciardo il gap motoristico tra Renault e Mercedes è ancora troppo importante nelle fasi di qualifica (si parla di circa 40 CV), costringendo i due forti piloti del Team anglo tedesco a dover costantemente rincorrere nelle fasi di gara.

lunedì 16 ottobre 2017

ANTEPRIMA GRAN PREMIO DEGLI STATI UNITI

La Formula 1 sbarca ad Austin per la prima gara della doppietta americana di ottobre, seguita da quella in Messico della prossima settimana. 
Per entrambe sono state nominate le tre mescole più morbide del range: P Zero Yellow soft, P Zero Red supersoft e P Zero Purple ultrasoft. Nel weekend di Austin i P Zero Purple ultrasoft saranno di colore rosa per supportare la fondazione Susan G.Komen®. Così come in altre otto gare nel 2017, anche per il Gran Premio in Texas la nomination è di uno step più morbida rispetto allo scorso anno. 



La combinazione di questo fattore, insieme ai nuovi regolamenti 2017 e ai pneumatici più larghi, potrebbe portare al nuovo record del circuito, come è avvenuto in alcune delle ultime gare. Il Circuit of the Americas è uno dei più apprezzati dai piloti, poiché la sua configurazione presenta tratti comuni con altri circuiti tra i più famosi. A differenza della maggior parte dei tracciati, qui il giro viene percorso in senso antiorario.

IL CIRCUITO DAL PUNTO DI VISTA DEI PNEUMATICI
  • La curva 1 rappresenta una vera sfida. Si tratta di un tornante fra salita e discesa dove è difficile giudicare il punto di frenata. 
  • Ci sono molti punti dove tentare il sorpasso: ciò rende possibili diverse strategie di gara per recuperare posizioni. 
  • Sono presenti tre lunghi rettilinei che raffreddano i pneumatici ad ogni giro. 
  • Il meteo è molto variabile in Texas e può passare dal sole alla pioggia torrenziale. 
  • Nel 2016 Lewis Hamilton ha vinto con una strategia due pit stop, mentre Sebastian Vettel ha conquistato il podio dopo aver effettuato tre soste.

MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING
“Per Austin abbiamo nominato mescole di uno step più morbido rispetto al passato. Questo fattore dovrebbe portare a un abbassamento dei tempi sul giro, continuando così  la tendenza che si è vista nel corso di questa stagione. I pneumatici P Zero Purple ultrasoft debutteranno su questo circuito e solo per questa gara saranno di colore rosa per supportare la fondazione Susan G.Komen®. Anche a causa del meteo variabile, quella di Austin è una delle gare più difficili in termini di strategia, che potrebbe comprendere tutte e tre le mescole, con la soft che rappresenta anch’essa una valida
alternativa in gara”.
PRESSIONI MINIME ALLA PARTENZA (SLICK)

22,0 psi (anteriore) – 19,0 psi (posteriore) 


CAMBER MASSIMO

-3,50° (anteriore) | -2,00° (posteriore)

giovedì 12 ottobre 2017

GP. SUZUKA: Regoliamoci di Alessandro Rana

Nuovo appuntamento con Regoliamoci. Gli episodi che hanno portato a penalità sono quelli classici, ovvero per sostituzione del cambio (5 posizioni in griglia per Raikkonen e Bottas) e per sostituzione della power unit (35 posizioni in griglia per Alonso per aver montato il 10° turbocompressore, il 10° MGU-H, l’8° ICE, l’8° MGU-K, la 7^ batteria e la 6^ centralina; 20 posizioni per Sainz per il 6° MGU-H, il 5° ICE e il 5° turbocompressore).



Ma veniamo agli altri episodi, quelli analizzati, ma che non hanno portato a sanzioni significative:

In casa Haas, il team è stato sanzionato con 5.000€ di multa perché la riconsegna elettronica del set di gomme dopo la fine delle libere 2 è avvenuta dopo le due ore consentite dal regolamento. I commissari, sentita la squadra, hanno capito che il team ha utilizzato un nuovo sistema, che però non ha funzionato. Sanzione però sospesa fino a fine anno, dato che non si tratta di un fatto di gravità

Per quanto riguarda Sainz, invece, il pilota è stato investigato per essere uscito dalla pit lane con il semaforo rosso. Analizzando i video, è chiaro che il pilota, a fine pit lane si è fermato al semaforo rosso, quindi ha inserito la prima marcia e la macchina è andata leggermente avanti. Il pilota ha subito fatto di tutto per fermarsi e non avendo ne creato pericolo per altri piloti ne tratto vantaggio, si è optato per non sanzionare l’accaduto.

Anche Perez è finito sotto la lente di ingrandimento dei commissari. Stroll si è lamentato di essere stato ostacolato durante le qualifiche. Analizzando i video e ascoltando le voci dei piloti, è chiaro che Perez stava procedendo lentamente tra curva 16 e curva 18 per guadagnare spazio rispetto ai piloti davanti a lui e stava effettuando alcuni settaggi sul volante. 

Gasly ha superato il messicano in curva 16 e questo a fatto si che Perez si si trovasse in traiettoria di Stroll in curva 17 mentre sopraggiungeva durante un giro lanciato. 

E’ chiaro che Perez si è trovato in traiettoria non per sua volontà, quindi, anche se è evidente che Stroll ha subito un impedimento, non viene assegnata alcuna sanzione

Da ultimo, il caso di Alonso. Sanzionato con 2 punti patente e una reprimenda per aver ignorato le bandiere blu. Nel giro 51 al pilota spagnolo vengono mostrate le bandiere blu. 

Nel giro 52 lascia passare Hamilton in curva 11, ma si rimette in traiettoria prima di far passare anche Verstappen che seguiva e che lottava con Hamilton. 



Anche Alonso era in lotta con Massa, ma per i commissari, il fatto che fosse doppiato, significa che deve lasciar passare chi è in testa alla gara e quindi è stata imposta la sanzione.

GP SUZUKA: la cronaca della gara di Alessandro Rana

8 ottobre 2017. Suzuka, Giappone. Sedicesimo appuntamento con il mondiale di Formula 1.



La “luna nera” asiatica continua ad accompagnare la Ferrari anche nel week end giapponese. Vettel parte in seconda posizione, ma un problema ad una candela lo costringe al ritiro dopo soli 5 giri. 

Hamilton vince il gran premio, seguito dalle due Red Bull e quindi da Bottas (che partiva con la penalità per la sostituzione del cambio). 5° Raikkonen, anche lui vittima della stessa penalità del finlandese della Mercedes.

Ma cerchiamo di analizzare, squadra per squadra, quanto successo oggi:

La gara non è ancora partita, ma è subito chiaro che sulla monoposto numero 5 ci sono dei problemi. Il cofano motore è stato rimosso e i tecnici stanno effettuando delle verifiche. Tutto però sembra apposto e il via è regolare.

Ma da subito ci si accorge che non è così. Pur essendo partito bene, Vettel non riesce minimamente a tenere il ritmo di Hamilton e in pochissimo tempo viene superato da Verstappen. Entra in pista la safety car per rimuovere la macchina incidentata di Sainz e al restart i problemi si vedono ancora di più quando sul rettilineo viene superato da tre vetture in un solo colpo. 



Non passa nemmeno un giro ed ecco che viene richiamato ai box per il ritiro.

Intanto, dietro, anche Raikkonen è in difficoltà. E’ partito con gomma gialla, ma tentando di superare Hulkenberg finisce largo e perde posizioni. 

Passano i giri e Hamilton davanti non scappa via, ma mantiene la leadership incontrastato. Verstappen prova qualcosa fermandosi per primo, ma non riesce ad ottenere nulla. L’unico momento in cui Hamilton sembra avere problemi è al suo rientro in pista, quando sembra essere in difficoltà con la gomma. Ma Bottas, che nel frattempo era passato davanti, gli copre le spalle e le cose si rimettono a posto. 

Al momento della sosta, Bottas poi rientra in pista 4°. La gomma rossa è molto prestazionale per lui e si avvicina moltissimo a Ricciardo, ma non riesce ad attaccarlo per il podio. 

Raikkonen recupera fino al 5° posto, il massimo di giornata per lui.

Quindi, Mercedes vince in un suo “feudo” con Hamilton. Per loro, adesso, la strada per il mondiale è in netta discesa. Il gioco di squadra garantisce la vittoria ad Hamilton, ma è così che ragiona un team. 

Per quanto riguarda Ferrari, invece, dopo i problemi di oggi, è abbastanza chiaro che hanno spinto la PU al massimo per riprendersi la vittoria, ma questo ha comportato problemi di affidabilità e il mondiale è andato. Queste sono le corse; se non provavano nulla era andato comunque.

Ancora una gara positiva per Red Bull che piazza entrambe le vetture a podio. Verstappen riesce ad impensierire in alcuni momenti Hamilton e Ricciardo riesce a tenersi dietro Bottas. Se tutte le novità che hanno portato dall’Ungheria in poi le avessero avute anche prima, avrebbero di certo lottato anche loro per il mondiale.

Buona gara anche per Force India e per Haas con tutte le macchine a punti. Da sottolineare soprattutto la gara del team americano, che pur partendo nelle retrovie, riesce a risalire con le macchine in 8^ e 9^ posizione, proprio dietro le “pantere rosa”.

Williams così così, con Massa che parte 9° e chiude 10° una gara anonima. Ci si accorge di lui solo quando viene attaccato e superato da Magnussen con una gran manovra in curva 1. 

Non bene Stroll che scatta dalle retrovie ed è costretto al ritiro per un cedimento ad una sospensione. 

Passiamo a McLaren: gara a due facce per loro. Alonso si qualifica 10°, ma parte ultimo per la sostituzione della PU. Tuttavia riesce a risalire fino all’11^ posizione e a tentare l’attacco su Massa. Unica cosa negativa della sua gara è che ignora le bandiere blu e si prende 2 punti di penalità sulla patente. Male invece Vandoorne, che dopo l’ottima prestazione della Malesia si è spento. Parte 11° e chiude 14°. Non bene…

Male Renault che si vede chiudere la gara in 12 posizione da Palmer e che non vede proprio, invece, la bandiera a scacchi con Hulkenberg per un problema al DRS che si blocca in posizione aperta. Tuttavia, la gara del tedesco fino a quel momento non è stata proprio del tutto negativa.

In casa Toro Rosso, male Sainz che parte dal fondo e dopo poche curve è subito fuori per un suo errore; bene invece Gasly, che chiude 13°, ma non si può nemmeno pretendere troppo da un pilota alla sua seconda gara in F1.

E concludiamo con Sauber che come al solito chiude la gara in ultima posizione doppiata di 2 giri. Solo Wehrlein giunge al traguardo; Ericsson è costretto al ritiro.

Il mondiale ha preso totalmente la strada di Hamilton, se qualcuno aveva ancora dubbi. 

Appuntamento tra due settimane sul circuito di Austin, dove si giocherà già il primo match point. Andrà a segno? Wait&see…


di Alessandro Rana (@AleRana95)

martedì 10 ottobre 2017

GP. AUSTIN: set di pneumatici scelti da ciascun pilota

SET SCELTI PER PILOTA

Milano, 10 ottobre 2017 - La FIA ha comunicato a Pirelli il numero di set di pneumatici e relative mescole scelti da ciascun pilota per il Gran Premio degli Stati Uniti, in programma dal 20 al 22 ottobre prossimi.


GP. SUZUKA: il Pagellone di Mariano Froldi


Del colpo che m’è preso (a me come a qualche altro milione di persone) al via del GP del Giappone già ho raccontato nell’editoriale. Passiamo ora ai voti. 

Mad Max. Voto: 10. Max è finalmente un pilota che non si pianta alla prima curva, che a tanta velocità assomma costanza di rendimento. Ha cercato in tutti i modi di prendere Hamilton. C’era quasi riuscito, è arrivato buon secondo. Bravo.



Kimi Raikkonen. Voto: 3. Kimi ha una folta schiera di difensori o detrattori. Probabilmente o lo si ama o lo si odia. Il problema è che secondo me non è più un pilota per la Ferrari. O perlomeno per una Ferrari che ambisca a stare sempre al vertice. La sua stagione è stata troppo altalenante, mediocre, con un unico acuto degno di nota. Troppo poco. Probabilmente Kimi dovrebbe ritirarsi. E lo dico tristemente, facendo arrabbiare anche l’amico Vito. Non solo non ha portato punti, ma in alcuni casi ne ha fatto perdere. Ora…che fare? Io troverei un modo elegante per annullare il contratto e chiamerei subito uno dei tanti giovani talenti. Investire sui giovani paga. Vedere Mad Max. So che è fantascienza, ma chissà.



Vettel. Voto: “Non c’è più niente da fare, è stato bello sognare…”. Dite la verità, la state canticchiando…Come dice Luca Dal Monte, Vettel più che rassegnato sembrava scocciato, frustrato. Una cosa che a Michael è successa spesso, sino a quando non ha cominciato il ciclo leggendario. Auguro a Vettel ed a noi tifosi che l’anno prossimo si riporti finalmente il titolo mondiale a casa. Tuttavia, lo ribadisco, anche lui non è stato del tutto impeccabile quando serviva.



Sassi. Voto: lanci un sasso nello stagno..Mi sono chiesto se mai sapremo per quale motivo Sassi sia stato allontanato dalla Ferrari in un momento fondamentale, e se il suo contributo sia stato positivo o negativo per la PU4. Forse sarà una delle tante cose che non sapremo mai.



Hamilton. Voto: 9 1/2. Gli vorrei dare 10, perché è diventato praticamente perfetto, ma siccome mi sta un pò sulle scatole, visto che ormai ha il titolo in tasca, 10 (per principio) non glielo dò! A parte gli scherzi, è un campione di razza, aiutato da un mezzo straordinario. Ma quest’anno spesso ha vinto sopperendo lui alle carenze del mezzo. Lo fanno solo i più grandi.



Bottas. Voto: 4. Fa il suo compitino da bravo gregario, agevolando un pochino Hamilton mentre veniva inseguito da Mad Max. Fa parte del gioco; dunque in AMG la smettano di dare lezioni di morale sportiva (che è un ossimoro tra l’altro). La cosa surreale è che se la Ferrari continua a non finire più un Gp ce lo ritroveremo pure vice campione del Mondo. Sarebbe davvero troppo.


Marchionne post Suzuka. Voto: Bravo. Ho sentito, forse per la prima volta, il Presidente essere davvero presidenziale e proteggere la squadra.

Affidabilità Ferrari SF70-H. Voto: che fine ha fatto? Ho letto una tesi complottarda fenomenale. Qualcuno avrebbe sabotato apposta la Ferrari. E poi ci sono le scie chimiche, i chip sottocutanei e compagnia bella…più banalmente la Ferrari ha osato, giustamente, dovendo recuperare un pesante passivo complice anche il patatrac di Singapore (dove continuo a dire abbiamo perso il Mondiale). E’ andata male. Succede.

Candela bruciata. Voto: accendere un cero in Chiesa (l’ho fatto).

Ricciardo. Voto: 7. Ha fatto una gara consistente, tenendosi dietro Bottas e salendo meritatamente sul podio. In tempi di magra, ci accontentiamo anche di queste piccole gioie.

Alonso. Voto: Deluso-bis. Non mi è piaciuto il suo comportamento con Vettel, non mi è piaciuto il suo comportamento con Verstappen. Cosa gli sta succedendo?

P.S.: appuntamento per il Gp a stelle e strisce. E non dico altro…

di Mariano Froldi

lunedì 9 ottobre 2017

ANALISI GARA: Vettel è partito "a 5 cilindri" e con 140 CV in meno


Siamo sempre più vicini all'epilogo di questa stagione 2017 di Formula 1 e dopo questo sedicesimo appuntamento stagionale è facile affermare che il Team Mercedes da una parte, e Lewis Hamilton dall'altra, sono ormai ad un passo dal conquistare i due titoli.


Il Gran Premio del Giappone ci ha regalato l'ottava vittoria stagionale del pilota anglo caraibico, un altro trionfo (dopo Singapore) da +25 punti su Sebastian Vettel, ora distante ben 59 punti su 100 a disposizione.

Con il pilota Mercedes che ora potrà permettersi ben tre quinti posti (30 punti) e un quarto (12 punti), considerando quattro vittorie "certe" per Sebastian Vettel, per vincere il suo quarto titolo mondiale affiancando proprio il pilota tedesco della Ferrari. Hamilton potrà vincere il mondiale già negli Stati Uniti? Si, con una vittoria e contemporaneamente un sesto posto (o oltre) di Vettel. Più probabile invece il trionfo nel Costruttori per la quarta volta consecutiva (2014, 2015, 2016...) per il Team Mercedes già a Austin con il team anglo tedesco che dovrà però conquistare almeno 27 punti.

GP. SUZUKA: il pensiero dei lettori di Vito Quaranta

Se il mondiale 2017 di F1 potesse essere paragonato ad una montagna russa questa sarebbe composta sicuramente da tantissimi saliscendi e loop mozza fiati, ma sicuramente anche da una discesa lunghissima e velocissima....che poi è quella che Ferrari (reparto tecnico e piloti) ha fatto trovare alla corazzata tedesca!
Non si vedeva una monoposto cosi competitiva a Maranello da 10 anni, dove per competitiva non mi riferisco al fatto che vince e fa pole; ma soprattutto al fatto che la GeS sforna (specie dopo l'estate) evoluzioni che funzionano!
Funzionano, dal punto di vista di correlazione di dati, perchè poi sulla pista succede quello che nessuno vorrebbe vedere...il ritiro.



Ma questo accade (giustamente) e perche abbiamo a che fare con parti elettro meccaniche, e quindi soggette a rottura; e perche quando si spinge sullo sviluppo bisogna aspettarsela una cosa del genere.
Questo però, non deve essere considerato come un demerito, ma se mai un segnale molto positivo da parte di Ferrari che sta preparando (si spera!) il terreno per gli anni a venire a partire da quella buona base che si chiama SF70H.
A Maranello hanno fatto un mezzo miracolo recuperando tra il 2015 (2014 1° anno, e non conta, come non conta per gli altri motoristi) e il 2016 quel gap motoristico che c'era contro gli anglo tedeschi di AMG prima, e a livello di telaio con il cambio regolamentare dopo.
L'unico appunto che mi sento di fare a quel di Maranello è quello di far valere di più il loro peso politico e di lottare (veramente?) nelle stanze dei bottoni e non subire passivamente tutto ciò che accade (leggi modifica fondo flessibile e omologazione pu con minor consumo di olio nel combustibile).
Ad ogni modo un grande plauso alla GeS che finalmente ha osato, ha creato e perchè no, ci ha fatto illudere!
Questo mio pensiero, però mi porta alle responsabilità che ho citato all'inizio di questo scritto (definirlo articolo sarebbe un insulto per i professionisti, sono un semplice appassionato) e cioè a quelle dei piloti i quali non sono esenti da errori.
Da Raikkoniano (inizio dal male minore, anche se per molti potrebbe essere il peggiore) non posso essere contento dell'andamento di kimi, troppo incostante purtroppo nelle prestazioni per poter pensare di impensierire AMG nel titolo costruttori; ma è anche vero che kimi spesso e volentieri è stato sacrificato alla causa (quando Seb aveva la pu EVO 3 Kimi aveva la 2!) al fine di poter dare la possibilità al tedesco di portarsi avanti in classifica (GP d Montecarlo su tutti!).
L'anno prossimo sarà l'ultimo per il nostro santo bevitore e sebbene ci sia una clausola di uscita prematura nel suo contratto non credo che la Scuderia gli faccia questo sgarbo; considerando la sua indiscussa fedeltà alla bandiera!

Ed ora passiamo alla vera nota dolente...Sebastian Vettel.

Questo argomento che ho già toccato sul social twitter (e che m è costato insulti e accuse di antiferrarismo) lo voglio riprendere in maniera più esaustiva.
Signore e Signori, considerando la bontà della SF70H di cui ho discusso prima, se Ferrari e quindi Seb non conquisteranno il titolo piloti è solo ed esclusivamente colpa del tedesco!

Conti alla mano il gioco è presto svelato:
a Baku dopo quella scellerata ruotata d Seb ai danni di Lewis; a fine gara, la classifica recitava rispettivamente 4° e 5°. Sappiamo quello che è successo a Lewis con il poggia testa, ebbene se Seb non avesse fatto quello che ha fatto avrebbe vinto e con Lewis 5° avrebbe incassato un +15.
A Singapore se non avesse stretto come se non ci fosse nessuno (ma purtroppo per lui qualcuno ce l'aveva eccome: Max "boia chi molla" Verstappen) sarebbe passato indenne alla prima curva e ammesso e non concesso che si fossero fatti fuori solo Max e Kimi con lewis 2° avrebbe incassato un altro +7 che con i 15 di Baku fanno 22.

Sottraeteli al +59 attuale di Lewis (37 punti) e capirete come a 4 GP dalla fine il mondiale sarebbe apertissimo!!
Sono perfettamente consapevole che la mia considerazione si presta anche a tante altre interpretazioni ma il succo del discorso è che quando la carrozza non spinge è il cavallo (di razza!) che hai che deve fare la differenza. Purtroppo Seb a differenza di Lewis (addirittura si è messo a fare il ragioniere quest'anno..vedi la blanda resistenza a Max in Malesia) ha mancato in questo ed ora si raccolgono i cocci.
Mi auguro che in questi ultimi GP la Ferrari non solo abbia ritrovato il bandolo della matassa dell'affidabilità, ma che ci regalino 4 perentorie vittorie e per il morale, e per l'orgoglio e per gettare delle solide fondamenta in chiave 2018.
Abbiamo bisogno di un Seb sereno e lucido, troppo nervoso a mio giudizio quest'anno; ha accusato eccome la pressione...rossa!
Non ci resta che guardare in positivo per il futuro...e goderci questo ultimo scorcio di mondiale.

GP. SUZUKA: Game Over - di Mariano Froldi

Le candele possono illuminare la notte. O possono spegnersi e cancellare gli ultimi barlumi di speranza mondiale. La favola bella che ci illuse e che tante volte ci ha illuso amaramente è, ahinoi, giunta al triste epilogo. E’ andata. Nel peggiore dei modi (dite la verità, da quanto tempo non sentite di una candela difettata?): un misto letale di errori dei piloti e guasti tecnici che lascia l’amaro in bocca, mentre Hamilton può già virtualmente festeggiare il suo quarto mondiale, meritato non solo per il talento e la grande vettura, ma anche perché davanti s’è trovato un’armata Brancaleone che ha sbracato quando bisognava vincere, magari perdendo lo stesso il mondiale ma facendolo maledettamente sudare ai grigi. E invece no. Un’armata dai proclami roboanti o infantili (“vinceremo tutte le gare”, oppure “arriviamo eh!”, o il classico in salsa Maranellese “se si rompe qualcosa sono le componenti esterne”) che non è ancora una squadra e che lo dovrà diventare presto, perché l’anno prossimo al vertice ci sarà anche la Red Bull. Siamo tornati ai tempi dei bulloni sbullonati, delle robe da pochi euro fallate, dei cuscinetti da 5 lire andati. Cose note (ciclicamente), a noi tifosi rossi che cominciamo ad avere qualche capello bianco.
 
 
In questo de profundis, francamente inatteso (Vettel in tre gare ha fatto un misero quarto posto) si può vedere il bicchiere anche mezzo pieno. Al netto di clamorosi errori di entrambi i piloti, che hanno pure essi influito sulla debaclé finale, a Maranello hanno una grande prima guida (non parlo di Raikkonen perché ormai il fu campione s’è perso chissà dove) ed un grande reparto tecnico che ha fatto una signora macchina. E’ vero che “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare” (copyright Jake-Joliet Blues), mentre invece la Ferrari si è sciolta come neve al sole; tuttavia bisogna ricordarsi della disgraziata annata 2016, di come per quasi 9 anni la Ferrari abbia fatto monoposto mediocri o discrete che però si plafonavano da metà mondiale in poi. Tutto ribaltato quest’anno, con i blasonati team rivali che hanno copiato addirittura le soluzioni tecniche made in Italy e sviluppi costanti che hanno reso via via, dal punto di vista prestazionale, più forte la vettura. Ma più fragile. Per cercare di raggiungere il limite...la solita coperta troppo corta anche se, come dice Fiorio, prima la prestazione. Poi l’affidabilità arriverà.
Capitolo Marchionne. Presidente: una squadra non la si aiuta mettendole addosso una pressione micidiale e fustigandola in pubblico; ma lavando i panni sporchi fra i muri di Maranello e unendola ancora di più, senza trovare scuse perché. come diceva Enzo Ferrari, “la fortuna e la sfortuna non esistono”.
Coraggio, ammainata la bandiera del mondiale (nessuno ci crede più, manco Vettel) si cerchi di onorare al meglio i tifosi con qualche vittoria e qualche superba prestazione nelle ultime gare. E ci si metta testa e cuore nel prossimo anno facendo tesoro delle belle cose e degli errori di questo anno del Signore 2017, settantesimo dalla fondazione della Scuderia.
Alla fine ricordiamoci che, per quanto muova vagonate di denaro e fan in tutto il mondo, si tratta pur sempre di qualcosa di veniale, di uno sport. O perlomeno illudiamoci che sia così, per rendere meno amara la cicuta grigia che ci propinano per il quarto anno di fila gli anglo-tedeschi.


P.S.: ora qualcuno scriverà che non sono un vero ferrarista (come se esistesse un apposito esame in ferrarite), che poi non avrò il diritto di salire sul carro del vincitore, etc etc.
Le solite “menate” (scusate la franchezza), quando si tifa senza ragionare sulle critiche sensate e fatte senza malafede o preconcetti.
E’ tutto molto semplice: si è persa una clamorosa occasione di vincere il Mondiale dopo 10 anni. E sono i demeriti colvitati in casa a lasciare questo retrogusto amaro.
Passerà anche questa, e l’anno prossimo saremo di nuovo pronti a tifare, sperare, gioire (speriamo) per una grande Ferrari.
Nel frattempo, almeno, buonanotte. Senza candele.
 
di Mariano Froldi

sabato 7 ottobre 2017

ANALISI QUALIFICHE: Mercedes al top ma la gara è domani

La qualifica del Gran Premio del Giappone si è tinta nuovamente di grigio Mercedes: 71esima Pole Position per Lewis Hamilton, la decima stagionale. Dietro al pilota inglese un rinato Valtteri Bottas che, dovendo scontare l'arretramento di cinque posizioni in griglia di partenza per la sostituzione della trasmissione, partirà solamente in sesta posizione. Un bel vantaggio per Sebastian Vettel che nella giornata odierna ha fatto il suo, rifilando 6 decimi al compagno di squadra Kimi Raikkonen, e prendendosi una prima fila molto importante se si pensa a cosa può significare la partenza di domani e poi la gara per questo campionato. In seconda fila una "spenta" RedBull che paga una motorizzazione non a livello di quella Ferrari e ne tanto meno di quella Mercedes.  


In terza fila teorica un Kimi Raikkonen che ha pagato a caro prezzo un suo errore durante le Prove Libere 3 causando il cedimento delle due sospensioni lato sinistro nonché della trasmissione. Per questo motivo, cosi come Valtteri Bottas, anche il finlandese della Ferrari sarà arretrato di cinque posizioni in griglia, partendo in decima posizione (grazie alla penalizzazione ad Alonso per la sostituzione della Power Unit). Da applausi quanto fatto dai meccanici del pilota finlandese che gli hanno riparato la vettura in meno di un'ora e mezza permettendogli di scendere in pista per la sessione di qualifica. Chapeau. 


GP GIAPPONE: la Ferrari ha scelto per la gara l'assetto aerodinamico più "scarico"
Per quanto riguarda le configurazioni aerodinamiche scelte dai vari Team c'è da segnalare che sia Mercedes che RedBull hanno optato per degli assetti piuttosto carichi con il Team anglo tedesco che ha continuato a puntare sul monkey seat, appendice utilizzata in pochissimi appuntamenti prima della Malesia, e sul nuovo pacchetto aerodinamico da 2 decimi al giro di miglioramento introdotto in Malesia. Una W08 che ha più volte dimostrato durante l'anno di essere la vettura con il maggior potenziale, anche rispetto alla SF70H, ma i troppi alti e bassi nello sbloccare l'intera performance ne ha ridotto le prestazioni soprattutto nelle fasi di gara.

Ferrari aveva optato per due retrotreni diversi in termini di carico aerodinamico nelle FP3: sulla SF70H era stata montata l'ala posteriore da medio alto carico aerodinamico accoppiata ai due monkey seat (configurazione classica da alto carico) mentre sulla vettura di Vettel era stata confermata l'ala a cucchiaio accoppiata ad un solo monkey seat, quello principale, da minor carico. Assetto da minor carico aerodinamico utilizzato poi anche durante le qualifiche da Kimi Raikkonen.


Se confrontiamo gli assetti aerodinamici con cui i tre Top Team sono scesi in pista nella giornata odierna rispetto a quelli utilizzati a Spa, su un circuito simile come caratteristiche tecniche, si può notare come Vettel sia rimasto su una configurazione simile mentre sia Mercedes che RedBull (in pista con due configurazioni aerodinamiche differenti) hanno caricato molto il posteriore. Per quanto riguarda il Team anglo austriaco, assetto molto carico significa pagare dazio nell'ultima parte del secondo settore e soprattutto nel terzo. Con una RedBull che comunque, un pò come la SF70H, non è stata all'altezza della Mercedes W08 nemmeno nei curvoni veloci del primo settore. 


GP GIAPPONE: Hamilton e la W08 in gran forma soprattutto nel primo settore
Se negli ultimi due appuntamenti, Singapore e Malesia (la pole per Vettel era alla portata), la Ferrari SF70H si era dimostrata anche nelle fasi di qualifica la miglior vettura del lotto, in Giappone non è stato cosi. In un circuito dove la potenza massima della Power Unit è tornata a giocare un ruolo importante nell'arco del singolo giro (un 10% in più rispetto alla Malesia), e dove Mercedes ha riproposto la Power Unit numero 4 utilizzata solamente a Spa e Monza (in Malesia era stata utilizzata la Power Unit numero 3), la W08 è tornata prepotentemente ad occupare (almeno teoricamente) tutta la prima fila. Ma nella giornata odierna anche il lato aerodinamico/meccanico della SF70H non è stato sicuramente all'altezza di quello della W08 se si considera che dei quasi 5 decimi di distacco, "solo" due terzi (3 decimi) sono da imputare al gap motoristico ancora presente dopo l'introduzione da parte di Mercedes (a Spa) e Ferrari (in Malesia) degli ultimi aggiornamenti alle loro unità motrici. 


A conferma di ciò, è interessante osservare la tabella appena in alto dove si può notare che la SF70H di Sebastian Vettel ha pagato la gran parte del gap nel primo settore. Ben 3 decimi su 30 secondi di settore (quasi l'1% del tempo), contro i quasi due decimi del secondo settore, più lungo però di 10 secondi e i pochi millesimi del terzo settore. 


Un primo settore composto da sette curve di media velocità che richiede una grande precisione di guida. Dopo infatti aver percorso la First Curve si arriva alla parte veloce del primo settore dove è presente la famosa sequenza delle S-curves, curve da quinta o sesta marcia che si percorrono a velocità superiori ai 200 km/h e dove è fondamentale l'aerodinamica della vettura.  


Interessante anche notare che Lewis Hamilton è il pilota che poteva migliorare maggiormente il proprio tempo "reale" fatto segnare in qualifica, aumentando il gap su Valtteri Bottas a oltre 4 decimi e su Sebastian Vettel ad oltre 5 decimi .  

GP GIAPPONE: nelle Prove Libere 3 delle simulazioni di passo gara più veritiere per le Ferrari 
Nell'analisi delle primissime prove libere (maggiori informazioni) vi avevamo parlato di simulazioni dei passi gara "non veritiere" per quanto riguardava la Ferrari poiché effettuate con carichi di benzina inferiori rispetto a quelli di Mercedes e RedBull.


Durante le prove libere 3 entrambi i piloti del Team italiano hanno effettuato invece delle simulazioni più interessanti. E i risultati sono soddisfacenti se si calcola che Kimi Raikkonen è riuscito a tenere un passo leggermente più lento di quello fatto segnare da Lewis Hamilton nella giornata di ieri (guardare la tabella in basso), pur con degli pneumatici usati nelle prove libere 1 e con già all'attivo 9 giri. Non solo ottimo ma anche importante invece il passo tenuto da Sebastian Vettel sul compound Soft, girando costantemente sotto al minuto e trentaquattro secondi per un run di sei giri. 


Un Sebastian Vettel che quindi, almeno teoricamente, potrebbe riuscire a mettere più pressione a Lewis Hamilton nella giornata di domani rispetto a quanto fatto nella giornata odierna. Ma come spesso abbiamo ribadito su queste pagine, il non partire dalla Pole Position comporta degli effetti negativi nella gestione della gara, ancor più importanti in un circuito come quello di Suzuka dove il sorpasso è molto complicato e dove è molto penalizzante stare nella scia "sporca" di un avversario. Sarà quindi fondamentale per il pilota tedesco non farsi passare da una o da entrambe le RedBull in fase di partenza ed anzi, cercare il sorpasso nei confronti di Lewis Hamilton.

Set disponibili per il Gran Premio di Suzuka


Ancora più importante tutto ciò se si opterà per la strategia a singola sosta SuperSoft - Soft (attenzione a Bottas che partirà sul compound Soft e potrebbe risalire posizioni in modo importante entro la fine della gara), non ancora certa soprattutto con temperature dell'asfalto che tenderanno ad essere più elevate rispetto ai 29°C della giornata odierna. Da un punto strategico se i vari piloti riusciranno ad arrivare intorno al ventesimo giro con il set iniziale di SuperSoft allora sarà fattibile portare a termine la gara con il secondo stint su Soft. Altrimenti si passerà alla strategia a due soste con l'utilizzo di un set in più di SuperSoft.


GRAN PREMIO DEL GIAPPONE QUALIFICHE

Suzuka, 7 ottobre 2017 – Lewis Hamilton firma il nuovo record assoluto di Suzuka e conquista la pole position con pneumatici supersoft. Hamilton e Vettel sono stati gli unici due piloti a superare il Q1 utilizzando solo pneumatici soft, mentre i rispettivi compagni di squadra Bottas e Raikkonen hanno optato per una strategia alternativa per il Q2. Nella seconda qualifica, infatti, hanno firmato il loro miglior giro su pneumatici soft, gli stessi che utilizzeranno domani in partenza. Diversi piloti subiranno delle penalità in griglia: tra questi anche Bottas e Raikkonen, i quali partiranno indietro rispetto alle posizioni di qualifica. Il meteo dovrebbe rimanere asciutto come oggi, con la strategia ottimale che potrebbe essere quella a due soste. La strategia potrebbe essere influenzata dal possibile ingresso della safety car o dall’interruzione per bandiera rossa, come si è visto sia nelle libere che nel corso del Q1.



MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING

“L’eccezionale pole di Lewis Hamilton, che annulla il precedente record del circuito di Suzuka, evidenzia il ritmo imposto dalle monoposto e dai pneumatici 2017, nonostante venerdì le simulazioni di gara siano state interrotte dal maltempo e dalle bandiere rosse. La pole di quest’anno è 3,3 secondi più veloce rispetto a quella 2016, con i pneumatici supersoft che si sono comportati perfettamente. In gara la maggior parte dei piloti potrebbe optare per due pit stop, visto che questo circuito è tra quelli che impongono i carichi maggiori sui pneumatici in tutto l’anno. Nel corso delle qualifiche abbiamo visto diverse strategie in pista, con due dei piloti che avranno penalità in griglia che hanno scelto di partire su pneumatici soft. Questa scelta dovrebbe permettere loro di recuperare posizioni, grazie ad un primo stint più lungo rispetto ai diretti rivali. Lo scorso weekend in Malesia abbiamo visto che con la giusta strategia è possibile ottenere un buon risultato anche se si parte dalle retrovie”. 
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